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Polemica comune-veneto strade

Il caso a Trivignano, alberi capitozzati in primavera. La Lipu insorge: faremo un esposto

ZELARINO «A Veneto Strade invieremo una lettera durissima per contestare l’intervento di potatura assurda che è stata compiuta contro i platani del cavalcavia che porta a Trivignano, e non escludo un esposto assieme alla Lipu per una pratica che ha del barbaro ». L’assessore all’Ambiente Gianfranco Bettin è infuriato per i lavori eseguiti lunedì dalle ditte incaricate da Veneto Strade, e che hanno visto almeno una dozzina di platani (alberi oltretutto vincolati dalle leggi vigenti) ridotti ai minimi termini con interventi di capitozzatura in un periodo in cui invece non si dovrebbero potare. «È proprio questo, oltre al sistema utilizzato, che mi fa arrabbiare », rincara Bettin. «Gli alberi si potano in un altro periodo dell’anno, non quando sono nel pieno dello sviluppo e rigogliosi, coni rami pieni di foglie e gemme. Fare un intervento simile significa ridurre la vitalità degli alberi e rischiare anche che questi muoiano. Abbiamo già visto questa usanza nella zona di via Righi, e sempre da parte delle ditte incaricate da Veneto Strade. Un nostro tecnico, che abita in zona, si è fermato lunedì per contestare quel che stava accadendo, e gli operai gli hanno detto che avevano ordini precisi di agire in quella maniera. Perché lo fanno? Perché in questo modo per almeno 2-3 anni non dovranno ritornare. Mail problema è che, alcuni degli alberi potati in quella zona, erano di nostra competenza e li avevamo già potati nei mesi scorsi. Bisogna essere dei barbari per fare cose simili, ma forse i barbari avevano più rispetto per il verde pubblico». E anche dalla Lipu la reazione è stata dura. Il responsabile della sezione veneziana, Gianpaolo Pamio, ha parlato di «ennesima azione incomprensibile verso il verde pubblico, oltretutto in un periodo dell’anno in cui le piante non vanno toccate visto lo sviluppo che hanno in primavera. Un’azione grave per la quale non mancherà un nostro esposto. Di interventi così continuiamo a vederne, come anche lungo il Terraglio, e sempre più spesso ai danni di alberi di pregio come lo sono i platani. Deve cessare questo atteggiamento contro il verde pubblico».

Simone Bianchi

 

MOBILITÀ – Pendenze eccessive, ostacoli e lati scoperti nel deposito costato 800mila euro

Entro sabato tutte le bici del Bicipark dell’ex palazzo delle Poste dovranno essere spostate nel nuovo parcheggio, dall’altra parte della stazione ferroviaria, in via Trento. Intanto, prima ancora di aprire i battenti, il nuovo Bicipark ha già fatto incetta di proteste – a cominciare dal fatto che non c’è una pista ciclabile per raggiungerlo. Ebbene, l’unico dato positivo è che, essendo fatto di quattro putrelle di ferro, si fa presto a cambiare. E a chiuderlo anche sui lati, per esempio, evitando che piova dentro. Per il resto il nuovo Bicipark che apre alla stazione è costato come una portaerei. 800 mila euro per 803 posti – che possono essere portati a mille se si appoggiano le bici sui parapetti. Peccato che i posti numerati, con il portabiciclette, non siano nemmeno 803 perchè una decina vanno persi “grazie” alle losanghe che reggono le putrelle del tetto e che impediscono l’entrata-uscita delle bici dal portabiciclette. Ma il problema più serio di tutti è la rampa di salita e di discesa. Dando per scontato e ovvio che sia stato utilizzato un acciaio che resta antisdrucciolo come una corsia cosparsa di super attak anche se piove a dirotto, la pendenza è tale da mettere in difficoltà pure Indurain. Ma la pendenza è il meno. Se si decide di avventurarsi comunque in salita spingendo sui pedali, si deve fare i conti con una fila ininterrotta di archetti che reggono cartelli con la scritta – “bici a mano”. E siccome almeno per scendere è ovvio che nessuno rispetterà il divieto, andrà a finire che qualcuno si schianterà sui cartelli. Ma anche questo – fanno capire in Comune – è un problema che si può risolvere. Lo si farà dopo che qualcuno si sarà stampato sul cartello, ovviamente. Certo, la pendenza scoraggia chi comunque ha una certa età. Non si poteva mettere l’ascensore? Costava troppo. Ecco, la spiegazione vera di quel Bicipark sta nel budget. E’ stato progettato da un ingegnere e non da un architetto perchè bisognava risolvere il problema della struttura che insiste su un terreno delle ferrovie che è stracolmo di cavi sotterranei di ogni tipo. E questo ha fatto lievitare i costi e c’è voluto un ingegnere. Poi sono arrivati i 17 pareri previsti. Quello determinante è stato dei Vigili del fuoco che hanno chiesto di alzare il Bicipark dai 3 metri e mezzo previsti inizialmente – e la rampa di accesso sarebbe stata una sciocchezza anche per un novantenne – ai 5 metri e 40 di adesso, per permettere il passaggio dei camion con le scale antincendio. Sempre il budget spiega come mai non siano state chiuse le pareti – e d’inverno sarà da ridere… Del resto il Comune aveva previsto di spendere 400 mila euro ed ha speso il doppio. Ma ne sarebbero serviti almeno altri 200 mila per fare un Bicipark come… Padova. E così è venuto fuori un Bicipark che avrà bisogno di numerosi ritocchi. Sempre che la rampa bagnata non diventi alla prima pioggia lo scivolo più divertente di acqualandia…

 

SALZANO – Novità in arrivo per chi prende il treno alla stazione di Salzano, lungo la linea Venezia-Castelfranco- Bassano per recarsi al lavoro, ma anche per motivi di studio o semplicemente di svago. Da domenica prossima, infatti, entreranno in vigore delle modifiche all’orario della navetta Noale-Mestre, dopo l’incontro chesi è tenuto nei giorni scorsi nella sede di Veneto Strade al quale hanno partecipato anche una rappresentanza dei pendolari e i sindaci di Salzano (Alessandro Quaresimin) e Spinea (Silvano Checchin). Un incontro atteso da tempo e richiesto proprio dai primi cittadini per cercare di andare incontro ai loro abitanti. Le proposte erano già state avanzate negli incontri di fine anno in municipio con i tecnici di Trenitalia. Il comune di Salzano aveva inviato una successiva lettera alla Regione, con le sue richieste. L’autobus non partirà più al minuto 48 ma al 14, mentre, viceversa, non sarà più al minuto 54 bensì al 22. Questo servizio è diretto e non ferma né a Salzano né a Spinea. In questo modo le modifiche permetteranno ai pendolari di avere a disposizione due convogli all’ora, anche se dovranno scendere e poi cambiare o a Noale o a Mestre. Un’altra questione sul tavolo e che è stata posta, era la richiesta degli utenti di non sospendere la navetta durante la chiusura estiva delle scuole. In questo periodo, infatti, funzionerà  dalle 6 alle 9 e dalle 14-21, festivi compresi.

(a.rag.)

 

Nuova Venezia – Tutti di corsa per rivitalizzare Mestre

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9

apr

2014

Fissati i primi quattro appuntamenti di “Corri x…”: allenamento serale in compagnia nei punti critici della città

Riconquistare porzioni di città ormai conosciute più per situazioni da cronaca nera che per iniziative virtuose, dando alla cittadinanza la possibilità di vivere queste zone la sera facendo sport in allegria. E’ l’obiettivo di “Corrix…Città di Venezia”, progetto promosso dagli assessorati allo Sport e alle Politiche sociali in collaborazione con VeniceMarathon e numerose realtà associative del territorio comunale, e che in altre città è ormai una realtà consolidata. Da martedì prossimo saranno tre i percorsi cittadini per chi vuole correre ma anche per chi è interessato solo a passeggiare o fare nordic walking. Un allenamento, non certo una gara, e per tutti alla fine ci sarà un simpatico omaggio. «Finalmente riusciamo a concretizzare questo progetto», sottolinea l’assessore allo Sport, Roberto Panciera. «Assieme al Gruppo di lavoro di via Piave si sono intavolate varie idee e con la collaborazione di tante altre società sportive e associazioni del territorio si parte con questa iniziativa dalla prossima settimana. Un progetto rivolto agli amatori e a tutta la città che può unirsi in questa riconquista di zone rimaste un po’ ai margini. Un modo per riqualificare il territorio cittadino, con percorsi studiati attentamente dalla Polizia municipale per avere la massima sicurezza, in tutti i sensi, lungo i tracciati. Si parte con queste prime quattro date, poi vorremmo che il progetto prendesse davvero piede, così come già avviene in molte altre città italiane». La partecipazione sarà completamente gratuita. Basterà presentarsi in tenuta sportiva, iscriversi alle 19.30 e poi partire alle 20 per coprire il percorso di circa 9 chilometri (quello più lungo) oppure quello ridotto di 5. «Siamo di fronte a un’ iniziativa estremamente interessante », aggiunge il vicesindaco Sandro Simionato, «per valenza sportiva ma soprattutto per la dimensione sociale che assume: correre insieme non in termini competitivi ma per stare in compagnia, riconquistando parte del territorio urbano. In altre città ci sono già migliaia di partecipanti, qui contiamo di iniziare con qualche centinaio almeno». Padova, ad esempio, attrae ogni volta oltre duemila persone, segno che il genere di manifestazione piace ai cittadini. E il vicepresidente della VeniceMarathon, Stefano Fornasier, osserva: «Auspichiamo che possa rivitalizzarsi anche quella porzione di città che verrà investita dalla corsa, quindi creando un indotto aggiuntivo per bar, negozi o ristoranti che magari potranno rimanere aperti la sera. Possiamo far vivere la città più a lungo grazie al contributo di tutte i soggetti che si stanno prestando a livello sportivo e sociale ». Tra strade, parchi e piazze di Mestre, ci sarà anche spazio per raggiungere Marghera (quarto appuntamento previsto a giugno inoltrato). Per ora l’appuntamento sarà ogni 15 giorni, poi, in futuro l’idea degli organizzatori è di rendere il “Corri x… Città di Venezia” un’occasione di socializzare e fare sport ogni settimana. In attesa anche di vedere quale sarà la risposta dei cittadini.

Simone Bianchi

 

Si comincia martedì 15, il via alle 20

Ritrovo in piazzale Bainsizza: è tutto gratis, punto ristoro alla fine degli 8.6km

Quattro serate di allenamenti collettivi (martedì 15 e 29 aprile, 13 maggio e 3 giugno), a passo di corsa o camminata veloce, lungo percorsi che attraversano zone difficili di Mestre e di Marghera. Il ritrovo fissato è fissato alle 19.30 in piazzale Bainsizza a Mestre, con partenza alle ore 20, per gli appuntamenti di aprile e maggio, mentre quello di giugno partirà da piazza Ferretto. Alla fine del percorso, della lunghezza variabile (da 8,6 a 9,5 chilometri), con la possibilità di scegliere un percorso ridotto di 5 chilometri, sarà disponibile un punto ristoro. La partecipazione è gratuita, previa iscrizione valida per tutte e quattro le serate. Gli atleti iscritti potranno utilizzare il parcheggio di fronte alla stazione ferroviaria al costo di 1 euro per tre ore di sosta, oppure quello gratuito in area Pancin che sarà opportunamente sorvegliato per l’occasione. Si parte martedì prossimo con il percorso C (8,6 km) da piazzale Bainsizza procedendo per le vie Piave, Trento e Parco Piraghetto, spostandosi poi verso via Felisati, via Dante, via Aleardi e Cappuccina, via Sernaglia e con arrivo di nuovo in Piazzale Bainsizza. Il secondo appuntamento prevede il percorso B (9,8km) che da piazzale Bainsizza si dilungherà in via Piave, Trento e Perosi, passando per via Olimpia e Ospedale, e poi coprendo l’area delle vie Carducci, Cappuccina, Aleardi, Fogazzaro e di nuovi giù per via Sernaglia e l’arrivo in piazzale Bainsizza. Il percorso A ricalcherà in parte il percorso C, solo che è previsto il transito anche per Marghera dal sottopasso ferroviario a piazza Mercato, da via Manetti a via Fratelli Bandiera e piazzale Giovanacci. Con il secondo transito per il sottopasso e quindi via Felisati e Gorizia fino all’arrivo. Il 3 giugno, data scelta perché la settimana precedente ci saranno le elezioni e sarebbe un problema disporre del numero necessario di agenti e militari delle forze dell’ordine, la sola variante sarà la partenza da piazza Ferretto.

(s.b.)

 

QUATTRO APPUNTAMENTI

Una corsa contro il degrado per fare socializzazione, riscoprire la città e far riprendere ai cittadini gli spazi che oggi sono mal frequentati. Questo l’obiettivo di «Corri X», la manifestazione non agonistica simile a quelle che si svolgono da tempo in altre città che con l’occasione dello sport per tutti punterà a riqualificare, vivendole, le aree più degradate della città. Tutti di corsa con scarpe e tuta da ginnastica dal 15 aprile, quando prenderà il via da piazzale Bainsizza la prima passeggiata-marcialonga per le vie di Mestre. L’iniziativa, voluta dall’assessorato allo Sport e dai Servizi sociali del Comune, punta infatti a ripopolare le strade che di sera rimangono abbandonate, con un calendario di quattro appuntamenti durante i quali sportivi ed amatori corsa potranno trovarsi ed affrontare percorsi di circa 9 chilometri con partenza e arrivo – in tre casi su 4 – in piazzale Bainsizza, mentre per l’ultima data (3 giugno) la partenza-arrivo sarà in piazza Ferretto. A gestire la logistica ci saranno parecchie associazioni del territorio e l’organizzazione della VeniceMarathon, che supportata dall’esercito e delle forze dell’ordine (che parteciperanno con i gruppi sportivi) vedrà realizzare alle partenze dei veri e propri villaggi sportivi. Per chi arriverà da più lontano o con l’auto ci sarà la possibilità di parcheggiare a prezzo convenzionato (1 euro) nel park a pagamento della stazione di Mestre o gratis nell’area Pancin. Il via sarà sempre alle 20, con iscrizione sul posto almeno mezz’ora prima della partenza. «Le date previste quest’anno sono il 15 e il 29 aprile, il 13 maggio e il 6 giugno – spiega l’assessore allo Sport Roberto Panciera -. Non si tratterà di gare, ma di running urbano». «Un’iniziativa interessante per la sua valenza sociale – ha precisato il vicesindaco Simionato – che lega sport e aggregazione con la riconquista di pezzi del territorio che oggi sono ancora problematici».

Nuova Venezia – Supermercati aperti a pasqua

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9

apr

2014

Sit-in dei commessi, mentre Billa taglia i salari

PADOVA – Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl ed Uiltucs-Uil, ossia i sindacati di categoria del settore commercio, sono già sul piede di guerra per costruire, nella prossima settimana, delle manifestazioni di protesta contro l’apertura di alcuni supermercati Billa, preannunciata anche per Pasqua, il 20 aprile. Già nei prossimi giorni le strutture regionali dei tre sindacati, guidati da Adriano Filice, Maurizia Rizzo e Luigino Boscaro, deciderannoquando edove tenere i sit-in di protesta sia contro il colosso tedesco Billa Rewe, con sede centrale a Colonia, in Germania, sia contro le altre società della Grande Distribuzione, che dovrebbero decidere, all’ultimo momento, di aprire anche nella giornata riservata alla celebrazione della Resurrezione del Signore. «Questa volta la lotta contro il Gruppo Billa, che nel Veneto ha deciso di tenere aperti 21 punti-vendita, avrà un valore ancora più significativo rispetto agli ultimi anni, perché l’azienda tedesca ha già annunciato di voler disdire, in tutta Italia, l’intero contratto di secondo livello» spiega Maurizia Rizzo, che guida la Fisascat regionale. «In pratica, a partire dal primo maggio, i lavoratori e le lavoratrici dei supermercati, ogni mese, in busta paga riceveranno dai 200 ai 150 euro in meno rispetto a oggi. Una sforbiciata pesante se si tiene conto dei bassi salari che esistono già nel mondo variegato del commercio e del fatto che molte commesse e cassiere sono a part-time e che, in alcuni casi, hanno il marito disoccupato». La mobilitazione degli addetti ai lavori, che sarà portata avanti dai sindacati di categoria ma anche dai dirigenti della Confcommercio-Ascom e dalla Confesercenti, è confermata anche dalle segreterie nazionali di Cgil, Cisl ed Uil del settore. «Ancora una volta Padova fa da apripista per tutta la penisola» osserva il padovano Ferruccio Fiorot, vice-segretario nazionale della Fisascat «Le lotte, che saranno decise nel Veneto, quasi certamente saranno esportate in tutte le altre regioni, dove il Gruppo Billa insisterà a tenere aperti alcuni punti vendita a Pasqua». Intanto anche i vertici del GruppoPam fanno sapere che domenica 20 aprile tutti i suoi supermercati resteranno chiusi. A Pasquetta, invece, ne apriranno solo alcuni come il punto vendita di Piazzetta Garzeria, di fronte al Pedrocchi.

Felice Paduano

 

Gazzettino – Treni. Ecco il “decalogo” dei pendolari

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8

apr

2014

TRENI – Inviate alla Regione le richieste di modifica dell’orario dai comitati del Veneto orientale

Il decalogo con le richieste dei Pendolari è stato inviato ieri alla Regione Veneto. Il documento contiene molti accorgimenti e osservazioni per rimediare all’orario cadenzato, come previsto dai Comitati dei Pendolari del Veneto Orientale e di Quarto d’Altino. Nella tratta Portogruaro-Venezia è importante la predisposizione di treni nel periodo estivo: “Un Regionale 11102 delle 5.06 con arrivo a Mestre alle 6.04. Visto l’anticipo del Regionale delle 4.13 si crea una voragine con il treno delle 5.38. Il Regionale è utilizzato da turnisti che iniziano alle 7 a Venezia, per questo chiediamo anche il suo prolungamento fino alla stazione di Santa Lucia. Un altro Regionale alle 7.06 permetterebbe a tutti i viaggiatori delle stazioni in cui i Regionali Veloci non fermano di giungere a Mestre entro le 8.30″, in orario d’ufficio. Previsto anche l’inserimento di tre Regionali nei giorni festivi, tutti con partenza da Portogruaro, “alle 4.13 con arrivo a Venezia alle 5.25, alle 5.06 con arrivo a Mestre alle 6.04, alle 5.38 con arrivo a Venezia alle 6.50. L’inserimento sarebbe una risposta positiva per i lavoratori e darebbe la possibilità agli utenti di servirsi di coincidenze con le prime Frecce del mattino per Roma, Milano e Torino”. Altri ancora i treni richiesto per il sabato: “Regionale 11100 delle 4.13 con arrivo a Venezia alle 5.25 e Regionale 11102 delle 5.06 con arrivo a Mestre alle 6.04″. Due i treni lenti serali suggeriti, in servizio tutti i giorni compresi i festivi e con fermate in tutte le stazioni. Il primo da Venezia alle 00.21 per Portogruaro, il secondo da Portogruaro alle 22.38 per Venezia. Al servizio di turisti, lavoratori dello spettacolo e del turismo, residenti e viaggiatori. «Da giugno sembra che Trenitalia sopprimerà tutti gli Interciy – precisano nel documento i Pendolari- Chiediamo quindi che sia istituito un collegamento che permetta il rientro a Mestre e Venezia dal Veneto Orientale e dal Friuli, visto che l’Intercity 734 in partenza da Portogruaro alle 23.15 verrà soppresso. Chiediamo il ripristino di un treno alle 21.26 (ex 5817) da Venezia per Portogruaro tutti i giorni. Era uno dei più utilizzati da pendolari e turnisti».

 

SALZANO – Orari modificati. I pendolari sono soddisfatti

SALZANO – «Le proteste e le proposte sono servite. Abbiamo ottenuto le modifiche che chiedevamo da mesi, ora attendiamo altre novità per il mese di giugno». C’è soddisfazione a Salzano e Spinea per le modifiche all’orario ferroviario che entreranno in vigore il 13 aprile, ma i pendolari non si accontentano e chiedono ulteriori miglioramenti al servizio. Lunedì scorso al termine di una riunione nella sede di Veneto Strade sono arrivate importanti conferme sulle variazioni previste per la linea Bassano-Venezia. All’incontro hanno preso parte l’assessore regionale Renato Chisso, i tecnici di Rfi, i sindaci di Salzano e Spinea e una delegazione del comitato pendolari Salzano-Robegano. Ma vediamo nel dettaglio le modifiche: la navetta Noale-Mestre (corsa diretta che non ferma a Salzano e Spinea) partirà al minuto 14 anziché al minuto 48, mentre la navetta Mestre-Noale partirà al minuto 22 anziché al minuto 54. «Questo cambiamento è importante perché garantirà due treni all’ora, seppure con un cambio a Noale o Mestre» spiegano al comitato. L’altro aspetto riguarda il potenziamento dell’orario nel periodo delle vacanze scolastiche: la navetta sarà infatti garantita anche durante l’estate e nelle festività nelle fasce orarie 6-9 e 14-21.

(g.pip.)

 

PORTOGRUARO – Treni, la Regione boccia le richieste delle scuole sulla linea per Treviso

PORTOGRUARO – Non solo i problemi dell’orario cadenzato dei treni sulla Venezia-Portogruaro. Al tavolo tecnico con l’assessore regionale Renato Chisso, il vicesindaco Luigi Villotta ha portato la Portogruaro-Treviso. «Sulla Venezia-Portogruaro – spiega Villotta – è stato fatto un passo avanti con ulteriori treni ed autobus sostitutivi messi a disposizione da Trenitalia. Per quanto riguarda la Portogruaro-Treviso, che per le Ferrovie rimane una linea a vocazione merci, ho rimesso sul tavolo le richieste avanzate dai dirigenti scolastici di Portogruaro, evidenziando che si rendono necessari diversi aggiustamenti per consentire agli studenti dell’Opitergino Mottense e dell’Annonese di arrivare e tornare da scuola in tempi ragionevoli. Nessuna delle richieste presentate è stata accolta, ma la Regione, verso la metà di giugno, convocherà tutte le amministrazioni comunali da Treviso a Portogruaro».

(M.Mar)

 

Nuova Venezia – Pasqua lavorativa solo al Billa

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8

apr

2014

NUOVA VENEZIA – COMMERCIO E FESTIVITÀ » PASQUA LAVORATIVA SOLO AL BILLA

Shopping a Pasquetta e il 25 aprile aperti tutti i centri commerciali

La novità quest’anno è rappresentata dalla “Nave de Vero”, che si aggiunge agli altri “iper”

Non mancano le polemiche, “Domenica no grazie” attiva su Facebook. Volantini contro all’Auchan

Tutti chiusi a Pasqua tranne uno, tutti aperti il Lunedì dell’Angelo. Nell’epoca della deregulation del commercio, non c’è un granché da meravigliarsi se i centri commerciali rimangono aperti. Ci abbiamo fatto il callo, nonostante le novità siano sempre dietro l’angolo. Per la Pasqua 2014, la new entry è rappresentata dal supermercato Billa di Corso del Popolo, che ha deciso di tenere aperto il 20 aprile dalle 8 alle 13.30. Così, mentre tutti mangiano l’agnello e si cimenta ai fornelli in pasti luculliani, ci sarà anche chi potrà fare una scappatella a comperarsi il rosmarino per l’arrosto. Se il Billa rimane aperto, i grandi centri dello shopping mestrino e dei dintorni, osserveranno invece il riposo pasquale come l’anno passato. Chiuso a Pasqua il centrocommerciale Valecenter di Marcon, chiuso il centro commerciale Auchan di via Don Tosatto, chiuso ilPanorama e pure il Centro Le Barche. Chiuso anche il nuovo gigante di Marghera, ossia La Nave De Vero, che ha già comunicato ai lavoratori gli orari delle prime festività. Tutti aperti, invece, il giorno di Pasquetta, il 21 aprile: fino adunpaio di anni fa, prima del decreto Monti, lavorare il Lunedì dell’Angelo sarebbe stato un sacrilegio, oggi non è più così. Anche se gli acquisti dipenderanno dal sole e dalla voglia di mare. Le condizionimeteorologiche potrebbero, insomma, fare la differenza ed essere la discriminante delle vendite “buche” o andate a segno. Aperti Auchan, Valecenter, Panorama e La Nave de Vero, ci sarà solo la scelta se è vero che tra Mestre, Marcon e Marghera c’è un’a dir poco elevata concentrazione di shopping center. Aperto a Pasquetta e chiuso a Pasqua anche il DesignerOutlet di Noventa targato Mc ArthurGlen, che si riempirà, pioggia o sole, anche di molti turisti che vengono a passare qualche giorno festivo sul nostro litorale in cerca di scaldarsi le ossa e per i quali la moda italiana è un “must” sul quale nonsi discute. Non tutti i centri hanno ancora ufficializzato anche le successive aperture, ma in linea di massima il 25 aprile, festa della Liberazione, i colossi cittadini saranno aperti, mentre il primo maggio e il giorno di ferragosto, chiusi. C’è poi chi organizza eventi di ogni genere e varietà, per invogliare a comperare, con aperture che si prolungheranno fino a tardi, sconti e promozioni. Anche il Centro Le Barche si allinea ai giganti del commercio. «Quest’anno», precisa il direttore Francesco Giusto, «abbiamo formato tutti una sorta di cartello e siamo pressoché allineati. Natale e Pasqua non si toccano e probabilmente a differenza dell’anno scorso, terremo chiuso anche il primo maggio, altrimenti sarebbe troppo una tirata». L’anno passato, invece, Le Barche aveva tenuto aperto anche nel giorno della Festa dei Lavoratori. Lo zoccolo duro dei contrari allo shopping “no stop” domenicale e festivo, resiste, capitanato dall’ex commessa trevigiana Tiziana d’Andrea, che porta avanti lo slogan “12 e non di più”, in riferimento alle festività lavorative. In questi giorni gli attivisti di Domenica No Grazie Veneto e Italia, chiedono di pubblicare sulla propria pagina Facebook l’immagine del motto del movimento «Riprendiamoci il nostrotempoe le nostre famiglie. Restiamo umani». Nei centri commerciali Auchan, invece, gira un volantino che invita a “boicottare il lavoro di “Pasquetta”.

Marta Artico

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NUOVA VENEZIA – le reazioni

«Quella del Billa sembra una provocazione»

Franceschi (Confesercenti) è molto critico. Corradi (Ascom): penalizzati i piccoli negozi

Scettico sull’apertura del Billa nel giorno di Pasqua, il direttore veneto di Confesercenti, Maurizio Franceschi. «A Pasqua saranno tutti a casa a cucinare », spiega, «queste aperture non servono francamente a nessuno ed hanno il sapore di una provocazione non solo verso i credenti, ma anche verso i laici». Prosegue: «Sono forzature inutili che non aiutano, specialmente, a ristabilire un corretto rapporto con il territorio ». Insomma, tenere chiuso la mattina di Pasqua, non sarebbe stato un grande sforzo, visto che poi non sarà certo una giornata di incassi da record. «Richiamarsi ai valori cristiani », aggiunge, «è solo un’attenzione in più verso una scelta di buon senso e di intelligenza aziendale. Sembra che una simile apertura venga fatta quasi solo per il gusto della provocazione e dimostra poca lungimiranza verso il contesto sociale in cui si opera e in cui ci si trova a muoversi e lavorare». Non piace, dunque, a Franceschi, questa scelta. Anche se è possibile che così come Billa, anche altri piccoli negozi di vicinato o supermercati di quartiere, decidano come già accade, di tenere aperto il mattino, unpaio di ore. «Il problema», non si stanca di ripetere Dario Corradi di Ascom Mestre, «è che nelle aperture domenicali e festive, a rimetterci sono sempre e comunque i piccoli negozi che si trovano all’interno dei grandi centri commerciali e che alla fine dell’anno, calcolando cinquanta domeniche e festività, devono pagare del personale in più e tirare la cinghia». Il rischio è che non ce la facciano, posto che non hanno facoltà di prendere una direzione diversa da quella del Centro. Aggiunge: «La grande distribuzione non ragiona con la filosofia del negozio di vicinato, nonostante se rimangono aperti si presuppone che un ritornoeconomico ci sia». Apertura pasquale? «Non trovo sia un fatto positivo», commenta il direttore del Centro Le Barche, Francesco Giusto, «tra l’altro sono appena stato in Svizzera, dove la domenica è tutto chiuso e il sabato pomeriggio i supermercati ti abbassano le serrande davanti. Natale e Pasqua, a mio avviso, nonsi discutono».

(m.a.)

 

Petizione dei pendolari: accesso più sicuro, rampe anti-scivolo e più copertura

Avm annuncia l’installazione di telecamere per la sorveglianza dell’ingresso

Nuovo parcheggio per le biciclette alla stazione ferroviaria, primo giorno di apertura tra opinioni differenti – c’è chi lo promuove e chi lo boccia – e slalom: quelli che bisogna fare tra gli archetti-stradali con la bicicletta portata a mano per raggiungere, a cinque metri e mezzo d’altezza, il piano dove lasciare la due-ruote. Ieri, oltre ai pendolari, anche i vertici di Avm hanno fatto un sopralluogo per verificare come è andato l’esordio. E se c’è una cosa che già si può dire con certezza è che Avm ha già deciso di predisporre un sistema di video-sorveglianza, con un paio di telecamere che verranno installate sulla rampa d’accesso al parcheggio. Perché il custode – la sorveglianza è garantita dalla cooperativa “il Cerchio” – non è che possa associare con certezza i volti di 800 persone ad altrettante biciclette, e perché anche se di notte l’ingresso è chiuso con un cancello, non è che risulti così difficile scavalcare e salire. Nella giornata di ieri sono state circa cento le persone che hanno trasferito la bicicletta dal vecchio al nuovo bicipark. Per farlo c’è tempo per tutta la settimana: poi da lunedì il bicipark di piazzale Favretti, che sarà abbattuto per realizzare un hotel, sarà definitivamente chiuso. I pendolari che ogni giorno si spostano in bicicletta da e per la stazione di Mestre – sono circa 400 quelli in abbonamento – e che hanno spesso i secondi contati, hanno aguzzato la vista e annotato quello che non va nella struttura. E hanno deciso di promuovere una petizione che ieri ha raccolto le prime sottoscrizioni. «Vogliamo far sentire la nostra voce», spiega Lucia Panareo, del comitato dei pendolari «per far apportare i miglioramenti necessari per una fruizione in sicurezza e tranquillità ».

Sono sette le richieste dei pendolari: pista ciclabile per arrivare al bicipark, apertura di un accesso diretto alla stazione ferroviaria, miglioramento dell’accesso lato strada, per evitare una pericolosa immissione diretta nel traffico di Via Trento, rimozione dei cartelli segnaletici sulla rampa che costringono allo slalom, copertura della rampa di accesso con materiale antiscivolo; installazione di telecamere per la sorveglianza notturna, e infine l’allargamento del marciapiede. Nonèunpunto della petizione, ma c’è anche chi sottolinea come parte delle rastrelliere, quelle più verso la stazione, siano esposte alle intemperie. Da sottolineare anche anche che nonostante l’apertura del nuovo e più capiente bicipark (il costo è di 50 cent al giorno, 10 euro al mese) continua l’abitudine di parcheggiare le bici a casaccio davanti al piazzale della stazione. E ieri ce n’erano più del solito: appoggiate ai cartelli stradali, nel piccolo spazio verde della stazione del bike sharing. Tra i pendolari c’è chi sostiene che sia anche dovuto al fatto che, rispetto all’ingresso della stazione, il nuovo bicipark sia troppo lontano, quanto meno più lontano di quello di piazzale Favretti. E considerando che la mattina sono tutti di fretta, a molti risulta più semplice lasciare la bici nel primo buco libero.

Francesco Furlan

 

COMMERCIO NEI GIORNI FESTIVI » LA POLEMICA

Pronta a riesplodere la guerra delle commesse, l’elenco dei punti vendita aperti

D’Andrea (Comitato Domenica No Grazie): «Però in Germania tengono chiuso…»

Riesplode la guerra delle cassiere e delle commesse contro il lavoro nei giorni festivi, programmato anche quest’anno a Pasqua. Basta andare a vedere on line le aperture straordinarie già in calendario dei supermercati Billa per constatare che non saranno pochi i punti vendita di uno dei tanti marchi di Rewe Group, colosso tedesco, a restare aperti. Per quanto riguarda Venezia, che comunque è città d’arte e quindi con delle regole diverse, porte aperte ai centri Billa di Cannaregio 3027 (8-20.30), Dorsoduro 1491 (8.30-21.30), Cannaregio 3660 (8-21.30), S. Polo 2605 (8.30-21.30), Santacroce, fondamenta Rio Marin (8.30-21.30) e Lido (viale S.M. Elisabetta, 8-21.30), mentre a Mestre, chiuso il supermercato di Rione Pertini, è aperto quello di corso del Popolo (8-13.30). Aperto anche il Billa di Sottomarina (8.30-13.30).

Ma le lavoratrici ed alcuni utenti stanno già cominciando a protestare. Ad esempio, al Centro Giotto-Auchan, di Padova tre giorni fa sono stati distribuiti ai consumatori una valanga di volantini, sui quali era scritto, testualmente, la seguente frase “ Il riposo è un diritto dei lavoratori. Oggi lo tolgono a loro. Domani toccherà a te. Dimostriamo la nostra solidarietà ai lavoratori della Grande Distribuzione e boicottiamo la spesa nel giorno di Pasquetta”. Il documento non è firmato,maquasi certamente è stato distribuito dai giovani dei centri sociali.

«La liberalizzazione totale degli orari del commercio risale alla fine del 2011, quando il Governo Monti-Passera emanò il Decreto Salva Italia», dice Vittorio Rosa, coordinatore di SLS (Sindacato Lavoro e Società). «È arrivata l’ora che il nuovo Governo lo abolisca e in materia di aperture e di orari del commercio adegui l’Italia agli altri Paesi dell’Unione Europea».

In relazione alla scelta già effettuata dal Gruppo Billa di tenere aperti alcuni supermercati anche a Pasqua, prende posizione Tiziana D’Andrea, la ex commessa trevigiana che il 7 ottobre 2012 coordinò la manifestazione del movimento “Domenica, No Grazie!” che si tenne a Treviso e che da allora rappresenta la figura leader. «Non mi sorprende che ancora una volta sia il colosso straniero Billa ad avere deciso per primo l’apertura di alcuni punti vendita di generi alimentari domenica 20 aprile», sottolinea la D’Andrea che oggi, dopo aver deciso di lasciare il lavoro, si dedica totalmente alla crescita e all’educazione del figlio oltre che alle azioni del Comitato contro il lavoro festivo. «L’aspetto curioso della faccenda è che l’azienda tiene chiusi i punti vendita in Germania, mentre qui in Italia li apre. Passano gli anni, cambiano i governi, ma la legge sulla liberalizzazione del commercio, iniziata con l’ex ministro Pier Luigi Bersani e resa ancora più pesante dal Decreto Monti della fine del 2011, non viene ancora messa in discussione. Deve dunque essere la politica a intervenire per stroncare il consumismo esasperato. Per quanto riguarda il nostro movimento, che ha raggiunto migliaia di adesioni su Facebook e non ha nessuna casacca sia partitica che sindacale, noi non abbiamo smesso di lottare. Quasi certamente, proprio alla vigilia delle festività pasquali, torneremo a mobilitarci con una nuova azione spettacolare ».

 

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