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Gazzettino – Salzano. “Treni, ecco cosa ci serve”

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28

dic

2013

SALZANO – Comune e pendolari hanno inviato alla Regione una proposta di orario

Quaresimin: «Non chiediamo l’aumento di corse e fermate»

STAZIONE – La proposta degli orari fatta dai pendolari è stata inviata a Regione e Trenitalia

«La nostra proposta è semplice e praticabile. Con un po’ di buona volontà potrebbe essere introdotta già a partire dal 7 gennaio». Alla vigilia di Natale l’amministrazione comunale di Salzano e il comitato di pendolari hanno inviato a Regione e Trenitalia un accurato documento con una proposta di riorganizzazione degli orari ferroviari per risolvere le criticità già ampiamente sottolineate. Dopo i cortei di protesta e le assemblee pubbliche si passa dunque ai fatti: il sindaco Quaresimin e l’assessore Zamengo hanno raccolto le lamentele di studenti e lavoratori delineando assieme ad un gruppo di pendolari le proposte di modifica. Avrebbero voluto illustrarle personalmente a Renato Chisso nei giorni scorsi, ma l’assessore regionale alla Mobilità ha scelto di incontrare solamente i sindaci della tratta Venezia-Portogruaro.

«Io e il collega di Spinea Checchin ci siamo presentati nella sede di Veneto Strade ma non siamo stati ricevuti. Poco cambia – commenta Quaresimin – perché abbiamo comunque inviato ai vertici ferroviari e regionali le nostre proposte».

Sostanzialmente la ridefinizione degli orari chiesta a gran voce dai pendolari di Salzano e Spinea (la linea interessata è la Venezia-Bassano) prevede un maggior numero di corse negli orari di punta, soprattutto tra le 7 e le 8 del mattino.

«Ma attenzione – precisa Quaresimin -, noi non chiediamo alcun aumento di treni e di fermate. Solo alcune lievi variazioni d’orario per andare incontro alle esigenze dei pendolari, senza nemmeno interferire con le altre linee».

I pendolari chiedono di migliorare la distribuzione dell’orario facendo partire la «navetta» Noale-Mestre subito dopo il passaggio del treno diretto, anziché prima.

«Al mattino, per esempio, la navetta è molto più utile al minuto 11 che al minuto 48 – spiegano -. E poi servirebbero più corse negli orari di punta al sabato».

Gli stessi benefici ci sarebbero pure per i pendolari di Spinea, ma il problema è sentito soprattutto a Salzano, dove il servizio Actv è più carente. I pendolari attendono risposte entro poche settimane.

Gabriele Pipia

 

I trasporti su binario sono stati drasticamente ridotti fino al 6 gennaio

Critici Nardo (Adiconsum) e Simonaggio (Filt): penalizzata la linea per Venezia

Anche i treni vanno in vacanza. È stato sufficiente dare uno sguardo ai tabelloni affissi all’interno della stazione per rendersi conto che, dall’antivigilia di Natale al 6 gennaio, non circolano 34 Regionali in partenza da Padova e 32 in arrivo. In totale 66 locali ad andamento lento. In genere sono treni diretti o in arrivo da Venezia Santa Lucia-Mestre; Verona-Vicenza; Monselice-Rovigo e Treviso via Camposampiero-Castelfranco-Feltre-Belluno.

I Regionali per Venezia, con fermate a Ponte di Brenta, Vigonza-Pianiga, Dolo e Mira-Mirano, che non circoleranno fino al 7 gennaio, sono ben 16. Quelli per Camposampiero, Castelfranco, Treviso sono 4. I convogli per Mestrino, Grisignano, Lerino, Vicenza sono 11. Per Rovigo 2 e per Feltre-Belluno 1.

Fra i treni soppressi temporaneamente, i locali per Venezia delle 5.35, 6.35, 7.35 e 8.35; quelli per Treviso delle 8.46 e 15.46; per Belluno delle 14.29; per Vicenza delle 7.26, 8.26 e 9.26 e per Rovigo delle 12.41 e 19.41. Sono stati messi a riposo per tutto il periodo che coincide con le lunghe vacanze natalizie degli studenti (in particolare gli universitari) che studiano a Padova, Venezia ed a Verona.

«È una decisione drastica che non tiene conto degli spostamenti quotidiani dei tanti pendolari dipendenti degli enti pubblici, degli ospedali, dei Comuni e di tutta la gran massa di turisti che hanno trovato posto negli hotel delle province di Padova, Vicenza e Treviso e vanno a visitare Venezia in treno», sottolinea Roberto Nardo, segretario di Adiconsum Cisl di Padova e Rovigo, «Cancellare 66 Regionali al giorno per tutte le vacanze natalizie è esagerato».

Tra i più penalizzati ci sono i passeggeri che devono tornare da Venezia Santa Lucia alla sera tardi: dal 7 gennaio si potrà tornare dalla laguna con l’ultimo locale utile delle 22.35 (già un orario piuttosto discutibile); tuttavia fino all’Epifania l’ultimo Regionale disponibile sarà quello delle 22.05 con arrivo a Padova alle 22.54. L’ultimo treno per Vicenza è alle 21.40; per Camposampiero-Castelfranco alle 21.29 (poi c’è il bus delle 22.40), mentre per Venezia è alle 23.21.

Alcuni esempi per capire i disagi dei pendolari che non sono studenti. Linea Venezia-Padova: alla mattina non stanno circolando i treni che partono da Santa Lucia alle 6.35, 7.35 e 10.35. Fino al 7 gennaio niente treni per i pendolari che salgono a Dolo alle 8.02 e a Vigonza-Pianiga alle 8.08, con arrivo a Padova alle 8.24.

Linea Treviso-Padova: non c’è quello che parte dalla Marca alle 11.09 e passa per Paese alle 11.16, per Castelfranco alle 11.39 e per Camposampiero alle 11.50, con arrivo alle 12.14. Al momento non “corre” neppure il locale che parte da Vicenza alle 7.08 e da Mestrino alle 7.26, con arrivo nella città del Santo alle 7.33.

«Non siamo più nella fase d’emergenza vissuta tra il 15 ed il 20 dicembre, ma tante criticità non sono state ancora superate» osserva Ilario Simonaggio, segretario regionale Filt-Cgil, «Non va bene aver cancellato fino al 7 gennaio così tanti treni creando disagi ai lavoratori pendolari e ai turisti che, per fortuna, sono sempre tantissimi proprio in questa stagione natalizia».

Felice Paduano

 

LA RISPOSTA

di Gianfranco Bettin – Assessore all’Ambiente del Comune di Venezia

I Comuni si stanno impegnando, i risultati sono buoni ma senza l’aiuto di Roma il problema non potrà mai essere risolto.

I cittadini devono conoscere la verità

In effetti, ha ragione il lettore Andrea Heinz che, sulla “Nuova Venezia” del 23 dicembre, si attende dal Comune, a proposito dei superamenti dei limiti di Pm 10, la “solita” risposta alla sua (solita) lettera. È proprio così: la cappa di smog che grava sulla nostra città è la stessa che grava sulla pianura padana, su tutto il Nord. Spiace che il signor Heinz partecipi all’ormai (pure esso) solito gioco, un po’ stolido un po’ vigliacco, inventato dai governi di Roma, di scaricare sui Comuni ogni responsabilità, compresi quelli, pochissimi, che qualcosa la fanno davvero, isolati e nella latitanza delle istituzioni superiori. Non c’è nessuna politica nazionale, o di area vasta, o regionale che promuova azioni significative contro la cappa che sopportiamo. In questo vuoto, i Comuni che fanno qualcosa lo fanno ben consapevoli dei limiti di queste azioni. Nel nostro caso, quest’anno abbiamo promosso azioni di mitigazione di concerto con le amministrazioni comunali di Padova e Treviso, abbozzando dal basso una embrionale politica d’area più vasta, metropolitana. Sappiamo bene che non basta. Per questo stiamo perseguendo, oltre alle “solite” azioni invernali, strategie di innovazione strutturale che, per la parte già realizzata, stanno dando risultati. Parlo del tram, delle piste ciclabili (ormai molto estese), delle aree pedonali, dei boschi e dei parchi. Parlo della chiusura dell’inceneritore di rifiuti, dell’aver impedito l’apertura di un nuovo inceneritore di rifiuti industriali, dell’aver assecondato e caldeggiato la chiusura della vecchia centrale Enel di Marghera. Parlo del PAES (Piano di azioni per l’energia sostenibile) approvato dal Comune, con una lunga serie di azioni volte a contrastare le emissioni del nostro sistema urbano e produttivo. Azioni contingenti, come quelle che Venezia promuove praticamente da sola, e interventi strutturali, come quelli citati, stanno lentamente ma progressivamente cambiando il quadro in cui viviamo, malgrado e contro la latitanza di chi avrebbe ben altri poteri e risorse, oltre che il dovere di intervenire, e non fa nulla. È anche per queste azioni oltre che per il diverso andamento meteorologico che quest’anno il quadro è stato migliore che nel 2012. Nel 2012, infatti, il trentaseiesimo superamento del limite giornaliero era avvenuto nei primissimi mesi dell’anno. Nel 2013 è invece avvenuto a ottobre in via Beccaria a Marghera (zona molto trafficata) e solo il 4 dicembre in via Tagliamento a Mestre e il 5 dicembre al Parco Bissuola. A pochi giorni dalla fine dell’anno i superamenti al Parco Bissuola sono stati 50 contro i 76 del 2012, a Sacca Fisola 40 contro 71 e in via Tagliamento 51 contro 97. A oggi, sono 69 in via Beccaria (non presente nel 2012). La situazione è, dunque, in miglioramento. Non ci accontentiamo, però. Si va troppo lentamente nella direzione giusta. Nessun Comune può farcela da solo: se il signor Heinz, insieme a tanti altri, ci aiuterà a dare la sveglia anche a chi di dovere avremo finalmente più forza.

 

MIRA – A gennaio arriverà un nuovo sistema di sincronizzazione delle sbarre di chiusura dei passaggi a livello sulla linea Mestre – Adria, questo dopo l’incidente della scorsa settimana che ha visto in Riviera del Brenta tre passaggi a livello restare aperti con i treni in transito.

Uno si trova a Mira in via Ghebba gli altri due a Camponogara e Campagna Lupia. La promessa è stata fatta ieri mattina in Regione durante un incontro fra il presidente di Sistemi Territoriali Gian Michele Gambato e il sindaco di Mira Alvise Maniero.

Da parte del presidente di Sistemi Territoriali ci sono state ampie assicurazioni che: «In queste situazioni i macchinisti sono allertati in tempo e transitano quindi a passo d’uomo al suono di una sirena. Sistemi Territoriali si è impegnata anche a mettere a punto entro gennaio una migliore sincronizzazione tra chiusura delle sbarre e transito dei treni, per evitare che le sbarre stiano abbassate troppo a lungo, creando tempi di attesa esagerata e quindi disagi agli automobilisti e ai cittadini».

Il caso è proprio quello di via Ghebba a Oriago. «L’incontro – ha detto l’assessore mirese Claut – è stato utile per porre all’attenzione questioni che andranno affrontate: il potenziamento del servizio sulla linea Venezia- Adria e i miglioramenti da concertare con l’Anas sulla sicurezza in Romea.

Altri punti importanti: il potenziamento della stazione Porta Ovest con un servizio navetta da e per Venezia, il miglioramento della segnaletica stradale sulla brentana e navigabilità del Naviglio Brenta con un nuovo servizio di navigazione da e per Venezia.

Alessandro Abbadir

 

Nuova Venezia – Treni pieni. Chisso promette piu’ vagoni .

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22

dic

2013

Chisso striglia Trenitalia: «Più vagoni»

L’assessore regionale dà una prima risposta ai pendolari. Il 24 dicembre alle 12 incontrerà i sindaci della provincia

VENEZIA «Abbiamo “strigliato” Trenitalia perché si desse da fare e, da oggi (ieri ndr), i treni regionali Udine – Venezia, via Treviso, avranno un maggior numero di vagoni, rimediando al constatato sovraffollamento di questi giorni dei convogli cadenzati attualmente in servizio lungo la linea». È l’assessore alle politiche della mobilità del Veneto, Renato Chisso, a dare la notizia, che sicuramente renderà felici i pendolari che ogni giorno da Mogliano piuttosto che da Castelfranco devono recarsi a Venezia. E che hanno in più occasioni, come i colleghi di altre tratte, segnalato il disagio. Un primo rimedio, dunque, arriva entro Natale. «In questo come in altri casi», ricorda l’assessore, «si è dovuto avviare il cadenzamento con materiale che non era quello che come Regione avevamo previsto. Deve, infatti, essere ancora completata la fornitura degli Stadler, ne mancano otto su venti, che in origine dovevano essere tutti disponibili ai primi di dicembre. Contiamo di metterli in linea a partire dalle prossime settimane. Ma mancano anche i nuovi Vivalto per i quali è impegnata Trenitalia. Li attendiamo e li sollecitiamo, perché vogliamo e dobbiamo risolvere tutti i problemi di questa natura, per ridare dignità ad un servizio che non è all’altezza né delle aspettaive né del corrispettivo economico che paghiamo». La Regione ammette che non tutto è andato come doveva. «Noi continuiamo a monitorare la situazione, incalzando Trenitalia alla quale stiamo letteralmente con il fiato sul collo per eliminare ogni criticità possibile, ricordando che una cosa è il sistema cadenzato, altra cosa è la gestione del servizio con i ritardi e le cancellazioni registrate in questi primi giorni e che non dovrebbero esserci mai». Le cose però, sembrano migliorare secondo Chisso: «Venerdì il 79 per cento dei treni regionali ha viaggiato senza ritardo o con ritardo contenuto entro i 5 minuti. È ancora poco, anzi pochissimo, ma tuttavia molto meglio del 59 per cento del venerdì successivo all’entrata in vigore del nuovo orario 2012, che di cambiamenti ne aveva pochi». Mentre arrivano le soluzioni per la tratta Venezia-Udine, l’assessore ha dato appuntamento – come promesso – ai sindaci per martedì prossimo, vigilia di Natale, nella sede di Veneto Strade per «rimediare ai problemi più gravi e avviare un tavolo permanente».

La comunicazione è arrivata al sindaco di Quarto, Silvia Conte, che sta contattando tutti gli amministratori della Conferenza dei sindaci del Veneto Orientale assieme ai colleghi della provincia. «Ci presenteremo», spiega Conte, «con una lista di difficoltà che sono quelle che l’assessorato regionale conosce, arricchite dai pendolari e con le soluzioni».

Prosegue: «Ricordo che con il Codacons, mi sto muovendo sia sul fronte delle difficoltà dei disabili, che su quello del danno economico derivato dai ritardi causati dal nuovo orario a chi arriva 15, 30 minuti in ritardo e potrebbe rischiare il posto».

«Speriamo che Babbo Natale martedì ci porti un bel dono», commenta Andrea Cereser, presidente della Conferenza dei sindaci, «erano problemi già prefigurati, speriamo che adesso questa prova non duri mesi. Noi le soluzioni le avevamo già anticipate. Questo orario cozza con l’idea di città metropolitana e di integrazione forte con Venezia e il resto del territorio, la scelta fatta invece va nella direzione opposta».

Marta Artico

 

stazione di marano

Rifondazione: «Corse cancellate di sabato»

MIRA. Saltano le corse del sabato mattina in direzione Padova dalla stazione di Marano di Mira sulla linea Padova – Venezia e scatta la protesta di Rifondazione Comunista che si fa portavoce del disagio . A denunciare la situazione è la segretaria di Rifondazione locale, Sabrina Vian.

«Il sabato», denuncia, «i clienti di Trenitalia che timbrano il cartellino alle 10 e che devono andare a lavorare a Padova (e sono decine) prendendo il treno alla stazione di Mira- Mirano (Marano), utilizzata ogni giorno da migliaia di persone (circa 900 solo in direzione Padova), sono costretti a prendere il convoglio delle 8.27, perché i treni delle 8.42, delle 8.57, delle 9.42, con il nuovo orario cadenzato, non effettuano servizio il sabato e i festivi. Nemmeno il treno delle 10.57 c’è più con il nuovo orario. Il primo treno utile, scorrendo il tabellone, lo si può prendere alle 11.12. Va detto poi che la stazione, nonostante sia utilizzata da tantissime persone, ha i bagni chiusi. La biglietteria è stata tolta, sostituita da poco da una automatica, che spesso si guasta». In alternativa, si offrono soluzioni con cambio di treno.

«Bisogna prendere il treno per Mestre»,spiega la Vian, «e dalla stazione di Mestre quello per Padova, con conseguente aggiunta di costi. Si obbligano così gli utenti a spendere 53,80 euro invece che 36,50, con disagi enormi negli orari e negli spostamenti».

(a.ab.)

 

«Il Bassano-Venezia deve fermare a Spinea»

Il sindaco Silvano Checchin lamenta la cancellazione della corsa delle 7,21 e propone la soluzione

SPINEA – Anche il sindaco di Spinea, Silvano Checchin, sarà nella sede di Veneto Strade, per manifestare il disagio che si trovano a subire i pendolari e chiedere all’assessore regionale un cambio di rotta sul “pasticcio” ferroviario di metà dicembre. Spinea si ritiene oltremodo penalizzata: ha perso corse e, soprattutto, pendolari, con buona pace di tutti i progetti della giunta di risolvere i guai del traffico su gomma in città anche attraverso la ferrovia. Venerdì sera, in Consiglio comunale, rispondendo a un’interrogazione sul tema presentata da Edmondo Piazzi, Checchin ha definito «assurdo» il nuovo orario cadenzato, «peggiorativo delle condizioni precedenti». Condanna senza appello dunque. Non va giù al sindaco la soppressione di una corsa mattutina nell’orario di punta:

«Ha lasciato a piedi cinquanta pendolari che faticosamente avevamo avvicinato al trasporto ferroviario», accusa Checchin, «e che ora avranno trovato altri sistemi per viaggiare».

Il sindaco lamenta in particolare la cancellazione della corsa delle 7.21, la più frequentata dai pendolari di Spinea. «Per mantenerla, o meglio riattivarla, ora c’è solamente un modo: far fermare a Spinea il treno regionale veloce da Bassano a Venezia».

Su questa ipotesi però Chisso si è già espresso: non se ne parla e non perché non ne voglia discutere a priori, ma perché un cambio del genere stravolgerebbe tutti gli orari e le coincidenze sulla tratta, ma soprattutto perché un regionale veloce che ferma in tutte le stazioni sarebbe un regionale e basta, mandano all’aria i tempi rapidi di percorrenza. L’unica concessione, per ora, sono stati due bus sostitutivi per Venezia: il primo giorno partiti vuoti, ora cominciano pian piano a essere utilizzati.

Ma l’obiettivo restano i treni. «Dieci minuti in più non cambiano nulla», protesta Checchin, «non sono tempi sostanziali di fronte alla perdita di oltre cinquanta pendolari e soprattutto dei disagi lamentati da chi continua a utilizzare il treno».

L’obiettivo è aggiungere non un treno, ma una fermata ai treni veloci che percorrono la Bassano-Venezia: quella di Spinea. Per avere più forza nelle sue richieste Checchin ha chiesto a maggioranza e opposizione in Consiglio di accompagnarlo con un consigliere ciascuno.

Filippo De Gaspari

 

a MEOLO nuova iniziativa

Car sharing per spostarsi rete solidale tra pendolari

MEOLO – Ancora presidi contro l’orario cadenzato nelle stazioni della linea Venezia-Portogruaro. Anche alla fermata di Meolo si è svolto un volantinaggio a cui hanno partecipato, con i pendolari, gli attivisti locali del Partito Democratico e di Sinistra Ecologia e Libertà.

Nel frattempo contro i disservizi del cadenzamento, i pendolari si stanno organizzando con il «car sharing». L’iniziativa spontanea si sta attivando a Meolo e nel Veneto Orientale. Parecchi pendolari, infatti, sono stati costretti a ripiegare sull’auto per andare a lavoro, considerata la mancanza dei treni per i turnisti, la carenza di collegamenti il sabato e la domenica e i frequenti ritardi. Perché, dunque, non sfruttare l’opportunità del «car sharing» così da andare in auto insieme e ridurre almeno un po’ l’aggravio dei costi per benzina e parcheggio?

«Abbiamo notato che si è attivata spontaneamente una rete di solidarietà tra utenti», spiega Giampiero Piovesan, segretario del Pd meolese. «Chi poteva metteva a disposizione degli altri la propria auto per raggiungere Mestre, Venezia o Quarto d’Altino. Si potrebbe organizzare una sorta di car sharing fra pendolari, quale possibile tampone iniziale al problema».

Per questo, durante i prossimi volantinaggi, sarà fornito un indirizzo e-mail apposito, per poter raccogliere dai pendolari le indicazioni sulle loro destinazioni, sugli orari di spostamento e l’eventuale disponibilità a offrire l’auto. Quindi le informazioni potranno essere messe a sistema attraverso un sito internet. Conclude Piovesan:

«Rimane purtroppo il problema di un servizio di trasporto indecente, che deve essere subito migliorato e corretto. Abbiamo aderito all’iniziativa del volantinaggio lanciata dal Comitato Pendolari. Purtroppo abbiamo assistito alla drammatica quotidianità dei pendolari. Venerdì una studentessa doveva recarsi a Bologna per un esame: il treno per Venezia era talmente in ritardo che si è messa a piangere per la disperazione».

Giovanni Monforte

 

MEOLO – Si stanno organizzando con auto condivise

Soluzioni “fai da te” per i problemi causati dall’orario cadenzato. Di fronte al dramma dei treni cancellati o in notevole ritardo, ai collegamenti inesistenti di mattina presto e di sera, i pendolari si stanno attrezzando autonomamente. Chi ha un’auto, carica a bordo gli altri diretti a Quarto d’Altino, Mestre o Venezia.

«Si è creata spontaneamente, già dai giorni scorsi, una rete di solidarietà tra i pendolari» spiega il segretario del Pd Giampiero Piovesan che venerdì scorso, assieme ad altri di Pd e Sel, ha distribuito volantini informativi in stazione a Meolo, aderendo all’iniziativa lanciata dal Comitato pendolari del Veneto Orientale. E proprio sulla scia della rete di solidarietà, Piovesan avanza la proposta di organizzare una sorta di «car sharing», un’auto condivisa dalle persone che devono recarsi nella stessa località.

«In occasione dei prossimi volantinaggi forniremo un indirizzo e-mail dedicato per raccogliere le indicazioni di luoghi ed orari, con l’eventuale disponibilità ad offrire l’auto – annuncia Piovesan – Una volta raccolte le adesioni, metteremo a disposizione, attraverso un sito, tutte le possibilità di collegamenti alternativi al treno per i pendolari. Sarà una soluzione-tampone al problema, ma sarà comunque una risposta concreta rispetto alle solite chiacchiere».

Piovesan riferisce di aver assistito anche l’altro ieri alle lacrime di disperazione di una studentessa meolese che doveva recarsi a Bologna per un esame universitario e non sapeva cosa fare, visto il ritardo del treno: per fortuna ha trovato un passaggio in auto fino a Mestre.

«I pendolari sono costretti ai salti mortali per arrivare in tempo ai luoghi di lavoro e alle università- aggiunge Piovesan – L’orario cadenzato deve essere subito corretto e migliorato».

 

Nuova Venezia – Treni, ritardi di un’ora e soppressioni

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21

dic

2013

orario cadenzato

Mattinata di caos ieri sulla tratta Venezia-Portogruaro per guasti sulla linea.

Volantinaggio a San Donà. Proteste a Quarto

QUARTO D’ALTINO – Ritardi fino a trequarti d’ora e soppressioni, ieri mattina, sulla linea ferroviaria Venezia-Portogruaro, nel giorno in cui i pendolari hanno attuato un volantinaggio alla stazione ferroviaria di San Donà. Un presidio che comitati e amministratori locali hanno intenzione di replicare anche nelle altre fermate della tratta per tenere alta l’attenzione sui problemi dell’orario cadenzato. Ieri i pendolari del Sandonatese e di Quarto d’Altino hanno vissuto un venerdì mattina da dimenticare, con ritardi e soppressioni in piena fascia di punta, che hanno avuto inizio, secondo quanto si è appreso, a causa di un guasto a un treno. I problemi sono iniziati poco prima delle 7, con un convoglio soppresso e ritardi che hanno coinvolto almeno altri tre convogli, con punte di quasi 45 minuti per il Regionale 11110 Portogruaro-Venezia. Le ripercussioni sono proseguite poi fino a mattinata inoltrata. Mentre si consumavano i disagi, un gruppo di volontari del Comitato Pendolari del Veneto Orientale ha attuato un volantinaggio alla stazione di San Donà, per invitare i viaggiatori a segnalare come l’orario cadenzato abbia inciso sulla loro vita lavorativa. Al presidio ha aderito l’amministrazione comunale di San Donà. A distribuire i volantini sono arrivati anche l’assessore ai trasporti Francesca Zottis e il consigliere comunale di maggioranza Daniele Terzariol, peraltro lui stesso pendolare.

«È evidente l’incapacità dell’assessore Chisso nel gestire la situazione, così come la scelta della giunta Zaia di puntare esclusivamente sulle infrastrutture stradali a discapito del trasporto locale», ha attaccato Terzariol, «per l’ennesima volta chiediamo a gran voce di essere ascoltati sia in qualità di amministratori, sia di pendolari. Una categoria, quest’ultima, per nulla tutelata nonostante i grandi proclami e le promesse che si sono susseguite negli anni».

Intanto ieri le organizzazioni sindacali regionali dei trasporti hanno incontrato i vertici della Direzione regionale passeggeri di Trenitalia per una prima verifica sull’andamento dell’orario. Trenitalia ha spiegato che, nonostante la complessità tecniche e le condizioni meteo legate al gelo, il sistema ha risposto positivamente alle modifiche introdotte.

«La società ha fatto presente che la situazione si sta stabilizzando con il dato positivo grazie al lavoro professionale e al tanto impegno della maggioranza dei ferrovieri», riferisce una nota della Filt Cgil, «si deve convenire sul fatto che sono stati incrementati i treni dal lunedì al venerdì di circa 200 al giorno. Questo nulla toglie alle criticità che abbiamo segnalato riguardo i treni del primo mattino, della sera e del sabato e domenica, che devono essere ripristinati».

In tal senso, l’impegno pattuito con la Regione è di lavorare su alcune possibili modifiche già da gennaio. Per questo la Filt Cgil invita a mandare segnalazioni mirate all’indirizzo istituito dalla Regione: nuovorariocadenzato@treniveneto.it

Giovanni Monforte

 

«Qui rischiamo di non andare a lavorare» Grido d’allarme di una infermiera di Mira

MIRA – «I servizi ferroviari sulla linea Mestre – Padova? Centinaia di utenti, a causa dei tagli indiscriminati fatti alle corse nell’ultimo periodo rischiano di non raggiungere il posto di lavoro».

A dirlo è Enrica.C infermiera professionale che ogni giorno da Mira va a lavorare in un ospedale veneziano. Enrica rappresenta un gruppo di persone esasperate dai tagli delle corse dei treni che sono state fatte in questo periodo.

«Perché», si chiede la donna, «è stata tagliata la corsa delle 5.55 con l’orario cadenzato, da Marano fino a Venezia? Perché le corse del primo mattino sono state soppresse alla domenica e limitate il sabato? Non sa la Regione che noi lavoriamo anche nei giorni festivi e nel periodo natalizio ?. In queste condizioni solo in Riviera siamo almeno una quarantina».

Molti utenti della Riviera del Brenta hanno scelto il treno perché finora si era rivelato una scelta comoda in grado di evitare i congestionamenti del traffico legati all’autobus.

«Ci sono comodi e ampi parcheggi», conclude per gli utenti l’infermiera, «dove posteggiare l’auto ed evitare così di congestionare e inquinare i centri urbani».

(a.ab.)

 

Malori per la ressa, gente che non riesce a salire, bagni inaccessibili

L’assessore Chisso: «Da oggi stop a questi disagi: segnalatemi i problemi»

I carri-bestiame, come non s’erano mai visti negli ultimi decenni. È questo il commento di molti pendolari dopo quanto avvenuto anche ieri su molte tratte ferroviarie. Anche questo è, purtroppo, un risultato dell’orario cadenzato dei treni. Non voluto, né da Trenitalia né, tanto meno, dalla Regione, ma che di fatto si è materializzato, fra l’altro su una delle linee più frequentate, la Udine, Treviso, Venezia. Si moltiplicano, dunque, le proteste, nient’affatto rientrate in provincia, dopo i primi giorni di convogli a orario cadenzato. E’ impossibile, a certe ore del mattino, salire sui treni per Treviso, Mestre e Venezia, sia a Conegliano – e quindi anche per i viaggiatori provenienti da Vittorio Veneto e dal Bellunese -, tanto più a Treviso e Mogliano. Nei vagoni c’è spesso la folla costretta a rimanere in piedi, e fa da tappo a chi deve salire. E’ accaduto ieri per il treno delle 9.05 e soprattutto per quello delle 11.05, che arriva, dopo un vuoto di un’ora e 25 minuti, perché in mezzo c’è soltanto il convoglio delle 9.40. Il problema non è che sono aumentati i viaggiatori (anzi, sta avvenendo l’opposto, proprio a seguito dei disagi), è che sono diminuite le carrozze: addirittura soltanto 4, in taluni orari di punta, anziché 6 o 7 come in precedenza. Ed è capitato che l’affollamento sia stato tale che un pendolare si è sentito male e che una signora, non potendo raggiungere il bagno, sia stata costretta a comportarsi di conseguenza. L’assessore regionale alla mobilità, Renato Chisso, informato di questi disagi, ha chiesto spiegazione ieri alla direzione di Trenitalia. «Mi hanno detto che i problemi sono a loro conoscenza e che derivano dall’urgenza di implementare altri convogli in Friuli Venezia Giulia. Ma hanno anche assicurato che da sabato (oggi per chi legge, ndr) inconvenienti del genere non dovrebbero più ripetersi». Chisso invita comunque a segnalare alla Regione se i regionali, specie quelli veloci, dovessero correre ancora in condizioni inadeguate. «E’ pur vero», afferma Chisso, «che siamo in attesa dei nuovi treni, che dovevano esserci consegnati ancora all’inizio del mese». Già nota e ripetutamente segnalata, invece, la criticità alla sera, per il rientro da Venezia verso Treviso, Conegliano e Udine, con i viaggiatori costretti a servirsi di Frecce bianche, anche dopo le 21, per la riduzione di convogli, e quindi con un onere insopportabile, quello dell’abbonamento alla Freccia. «Abbiamo presente anche questo tema, che riguarda numerosi pendolari. Lo stiamo discutendo», fa presente Chisso, «e lo porteremo a soluzione, dopo le festività, possibilmente introducendo nuove corse, almeno là dove siamo supportati dai numeri». L’assessore si dimostra determinato. E d’altra parte non può fallire un’operazione –il cadenzamento – che alla Regione costa 10 milioni di euro.

Francesco Dal Mas

 

Vicenza-Spresiano, i consigli della Regione all’utente

L’orario cadenzato dei treni la costringe a valutare di trasferirsi per riuscire ad arrivare in tempo in ufficio, la Regione le consiglia di cambiare stazione di partenza. Per l’azienda dei trasporti c’è una possibilità per raggiungere Spresiano da Sarego (Vicenza) senza ritardi: «Certo, non salirà più a Lonigo e dovrà invece prendere il treno a San Bonifacio, quindi percorrere qualche chilometro in più da Sarego per raggiungere la stazione di partenza», fa sapere la Regione. «Ma complessivamente, sia all’andata che al ritorno, avrà un viaggio ferroviario accorciato di un’ora rispetto a quello che ha compiuto fino ad oggi».

Ecco la soluzione proposta: «Con il nuovo orario e, in ragione dei canali concessi da RFI per le missioni “regionali” e “regionali veloci”, la signora potrebbe prendere il regionale veloce 2705 delle 6.38 a San Bonifacio, che arriva a Mestre alle 7.36, con prosecuzione alle 7.43 per Spresiano con il regionale veloce 2736, che arriva a destinazione alle 8.16». Per la Regione «C’è anche una seconda ipotesi, benché meno funzionale: quella di partire da Vicenza alle 6.06, con arrivo a Mestre alle 7.11 e coincidenza per Spresiano alle 7.19, con arrivo alle 8.07».

Le controindicazioni però ci sono. Per l’utente, cambiando la stazione di partenza, si allunga anche il viaggio in auto: circa 6 chilometri e 10 minuti in più se si tratta di arrivare a San Bonifacio, distanza ancora più lunga se si considera di partire da Vicenza alle 6.06. Rimane inoltre il problema delle coincidenze corte: i minuti per cambiare a Mestre sono 7: un tempo che, anche con un leggero ritardo, rischia di rivelarsi insufficiente, vanificando l’alzataccia.

(r.z.)

 

IL SITO INTERNET

Trenitalia diffida “Trenitardo”

Avviso legale al gruppo di pendolari che denuncia guai e ritardi

Arriva la diffida del gruppo Ferrovie dello Stato, ma “Tenitardo” non si ferma e si censura solo simbolicamente.

«Continueremo ad informare sui disservizi delle ferrovie e pensiamo per il futuro di estendere il nostro lavoro ad altre regioni oltre al Veneto e al Friuli Venezia Giulia. Inoltre appoggeremo una proposta popolare di legge regionale i sulla concessione delle linee ferroviarie che l’associazione Ferrovie Nord Est sta studiando», dice Davide Quagliotto, studente montebellunese dell’università di Padova che, assieme ad altri studenti dell’ateneo, ha fondato il sito www.trenitardo.org e il gruppo facebook “Trenitardo: la banca del tempo perduto” che da un mese segnalano i disservizi sui treni dei pendolari e dà spazio alle Odissee quotidiane di chi viaggia sulle linee ferroviarie nelle provincie di Treviso, Venezia, Padova, Belluno e Udine.

In concomitanza con l’inizio dell’orario cadenzato, ai gestori del sito è arrivata una lettera di diffida dall’ufficio legale del gruppo Ferrovie dello Stato che contesta al sodalizio «l’uso deformato del logo del Gruppo allo scopo di schernire Trenitalia (Trenitardo) arrivando agli estremi della diffamazione», perché così il sito offenderebbe gratuitamente la reputazione di Trenitalia e di tutto il gruppo guidato da Mauro Moretti. «Siamo seguiti dall’avvocato dell’associazione degli studenti. Il legale ha risposto alla lettera dicendo che non ravvisa quanto scritto dal Gruppo Ferovie dello Stato», continua Quagliotto che è il portavoce del gruppo oltre essere stato il primo dei non eletti nella lista “Montebelluna Nuova” alle ultime elezioni amministrative nella sua città.

«Ora il logo è cancellato con la sovrapposizione della scritta “censura”, ma questo è solo un fatto simbolico», prosegue il portavoce di Trenitardo.

La notizia ha fatto il giro del web. «Abbiamo ricevuto numerosi messaggi di persone che hanno visto la lettera di diffida come un attacco diretto anche a loro», continua Quagliotto. Intanto l’attività del gruppo di attivisti non si ferma. L’altro ieri all’università di Padova hanno organizzato un incontro sui temi del trasporto ferroviario.«Non ci fermeremo nemmeno per le feste», promette Quagliotto.

Gino Zangrando

 

Gazzettino – Ferrovie. Nuovo orario cadenzato.

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21

dic

2013

«Perdo il lavoro per colpa del nuovo orario cadenzato»

Quarto d’Altino, fioccano le proteste dei pendolari. Gli studenti non riescono ad arrivare in tempo alle lezioni

QUARTO D’ALTINO – «Rischio di restare disoccupata a causa dell’orario cadenzato». A 6 giorni dall’avvio del nuovo orario è ancora caos. Oltre ai soliti ritardi e cancellazioni, a cui i pendolari della tratta Venezia-Portogruaro sono abituati, ora molte persone si trovano a dover stravolgere i loro ritmi di vita per riuscire ad arrivare in tempo al lavoro. Per qualcuno però servirebbe un miracolo, come Anna, che abita a Quarto d’Altino e lavora in un hotel a Venezia.

«Il mio treno dello 5.50 del mattino è stato cancellato nei giorni festivi e pre-festivi – segnala Anna al Comune di Quarto d’Altino – Ho parlato con il proprietario e la risposta è che rimarrò disoccupata».

Nella pagina Facebook del comitato pendolari fioccano le segnalazioni, e il comitato le raccoglie. «Continuiamo a ricevere lamentele – spiega il portavoce Luciano Ferro – Ieri, ad esempio, il treno delle 13.41 da Venezia aveva 36 minuti di ritardo e la stessa cosa è successa al treno delle 7.17 da Quarto. Anche gli studenti che devono andare a Venezia ora sono in grande difficoltà, con l’orario cadenzato sono costretti a cambiare a Mestre e non riescono più ad arrivare a scuola in tempo per l’inizio delle lezioni».

In una lettera inviata alla Regione, un pendolare che prende il treno da Carpenedo per andare in ufficio a Venezia racconta le peripezie quotidiane tra ritardi e coincidenze perse a causa delle numerose corse non più dirette ma con il cambio a Mestre. Mercoledì sera, durante l’incontro con i pendolari di Meolo, la sindaca di Quarto Silvia Conte ha annunciato l’intenzione di rivolgersi al Codacons per valutare se esistano i termini per un ricorso.

«Questo pseudo-orario cadenzato sulla linea Venezia – Trieste non è stato progettato tenendo conto delle necessità dell’utenza – attacca – Mi scrivono da altri comuni chiedendo di sollecitare i loro amministratori e io invito tutti i pendolari a segnalare via email all’indirizzo apposito della Regione i problemi riscontrati, mettendo magari in copia il loro sindaco».

Melody Fusaro

 

LA PROPOSTA – Aumentare le corse alla mattina e alla sera

LA LETTERA – Nuovo Sos degli utenti a sindaci e Trenitalia

Servizio penalizzato nelle ore di punta: «Le levatacce non ci salvano dai ritardi a scuola e in ufficio»

I pendolari: «Altri quattro treni»

Una lettera a Trenitalia e, per conoscenza, ai sindaci dei comuni di Oderzo, Motta di Livenza, Gorgo al Monticano, San Biagio di Callalta, Treviso. L’ha inviata il movimento dei pendolari «Oderzo si muove», per proporre e non solo per contestare. Il nuovo orario ferroviario cadenzato, entrato in vigore lo scorso lunedì, penalizza l’opitergino-mottense.

«I tagli del servizio mettono in crisi pendolari e utenti – scrive Oderzo si muove -. Lasciano scoperti buchi inspiegabili nell’orario costringendo i pendolari a levatacce mattutine e a lunghe attese per le coincidenze mal regolate. Noi paghiamo regolarmente il servizio e non abbiamo alternative. Il nuovo intervento ha reso le nuove corse improponibili per coloro che hanno vincoli sui tempi di arrivo. Ad aggravare la situazione si sommano gli innumerevoli ritardi che creano disagi e fanno perdere le già risicate coincidenze; il sovraffollamento dei treni che rende persino impossibile il controllo dei biglietti».

Il movimento dei pendolari non si limita alle critiche, bensì avanza delle proposte. In direzione Portogruaro-Oderzo-Treviso chiede l’inserimento tassativo di un treno alle 6.47 che permetta a studenti e lavoratori di arrivare a Treviso con un anticipo congruo rispetto all’inizio delle lezioni o all’attività lavorativa delle 8. Inserimento consigliabile di un treno alle 19.01 sempre in direzione del capoluogo. Per quanto riguarda la direzione Treviso-Oderzo-Portogruaro il movimento chiede l’inserimento di un convoglio in partenza da Treviso alle 6.56 per studenti e lavoratori diretti verso l’opitergino-mottense fino a Portogruaro. L’inserimento consigliabile di una corsa alle 14.31 per studenti e lavoratori. L’inserimento tassativo di un treno alle 18.31 da Treviso, utile a lavoratori e studenti, specie a chi rientra da Padova e Venezia. I pendolari sottolineano infine che dal 1° gennaio 2014 le tariffe aumenteranno, a fronte del peggioramento del servizio.

 

NUOVO ORARIO – I dati dell’assessore Bortolato illustrati nel consiglio comunale straordinario

IL SINDACO  «Le proteste dei pendolari? Una chiara speculazione»

Da 81 a 116 treni: disagi inspiegabili

VITA DURA – per chi è costretto a salire sul treno: eppure le corse giornaliere sono aumentate

Con l’entrata in vigore dell’orario cadenzato di Trenitalia, le fermate giornaliere dei treni alla stazione di Mogliano sono passate da 81 a 116. Un dato che contraddice quanto sostenuto in questi giorni dai pendolari che hanno accusato l’assessore regionale alla Mobilità, Renato Chisso, di aver aumentato i disservizi del trasporto ferroviario.

Dal dibattito dell’altra sera del Consiglio comunale (incentrato sull’interpellanza presentata dal gruppo “Mogliano Democratica” con Rita Fazzello e Mario Fenso) sono scaturite altre novità relativamente alle corse della tratta Treviso-Venezia. «Non c’è dubbio -ha precisato l’assessore Davide Bortolato- che si sono verificati disagi con l’introduzione dell’orario cadenzato, anche se non mancano i dati positivi. Nella fascia oraria di punta dalle 6.30 alle 8 le fermate da 8 sono diventate 14. Quelle dalle 13.30 alle 15.30 da 9 sono passate a 16. Lo stesso numero di fermate dalle 17.30 alle 19.30. Da rilevare che i treni con fermata a Mogliano dalle 7 alle 8, per i pendolari diretti o di ritorno da Venezia, disponevano di 2.700 posti. Con l’orario cadenzato i posti sono saliti a 4.700».

Il capogruppo di Mogliano Democratica, Rita Fazzello, ha fatto notare il “buco” di quasi due ore (dalle 8.54 alle 10.45) delle corse da Mogliano a Mestre-Venezia. La risposta dell’assessore Bortolato: «Come amministrazione ci siamo fatti carico delle richieste avanzate dai pendolari che presenteremo all’assessore regionale Chisso per gli opportuni aggiustamenti dell’orario cadenzato. La direzione di Trenitalia ci ha fornito una serie di dati relativi al rinnovo del parco dei treni ad accelerazione veloce. Ne sono stati acquistati 24 di nuovi per un costo di 254 milioni».

A proposito delle proteste dei pendolari, il sindaco Giovanni Azzolini ha parlato di una «chiara speculazione politica sul servizio ferroviario della Metropolitana di superficie».

Nello Duprè

 

Nuova Venezia – Treni, calvario dei pendolari

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20

dic

2013

Il caos dopo una corsa soppressa. La Cgil all’attacco

Agente Zero Zero Chisso e la Transiberiana d’agosto 

Agente Zero Zero Chisso contro la Spectre dei treni: bersagliato dalle grandinate di proteste dei pendolari, l’assessore veneto reagisce denunciando il sospetto di essere vittima di una bieca congiura ordita ai suoi danni. Va bene che in Italia la teoria del complotto va di moda ogni volta che qualcosa non funziona. Ma francamente, ci vuole tutta per pensare a biechi nuclei di manigoldi che nottetempo vanno non solo a sabotare gli impianti, ma addirittura a raffreddare le temperature in modo da mettere in crisi i locomotori: come hanno fatto, magari pattuglie di audaci che a bordo di una flotta di deltaplano hanno bombardato le linee con casse di ghiaccioli? Il Nostro comunque pare non avere dubbi: c’è un Grande Vecchio, ed è il Generale Inverno, reo di avere messo ko dozzine di corse. Forse gli gioverebbe inserire, nell’agenda dei viaggi di studio della Regione, una puntata in Finlandia o in Canada o in qualche altro Paese dove il sottozero è regolarmente a doppia cifra, ma i treni viaggiano tranquillamente. O la Transiberiana funziona solo in agosto? Nessuno pretende da Zero Zero Chisso di risolvere problemi che in larga misura dipendono dalle Ferrovie. Ma almeno non infierisca con dichiarazioni improvvide su chi già deve sfangarsela ogni giorno tra ritardi e cancellazioni, e comunque è ridotto a viaggiare in condizioni da bestia: non da oggi, non da ieri né dall’altro ieri, ma da anni. Costretto ogni giorno a sciropparsi un’indecente replica di un vecchio film del James Bond vero, opportunamente rivisitato nel titolo: non “Casinò Royal”, ma casino proletario.

Francesco Jori

 

«Pronti a marciare di nuovo in Regione»

Assemblea a Meolo: i pendolari del Veneto Orientale lanciano un ultimatum all’assessore Chisso

«Ridateci le vecchie fermate a Salzano»

All’incontro in Filanda un centinaio di persone ha minacciato di non rinnovare l’abbonamento

SALZANO «Attenzione, perché se non si cambia registro, da gennaio ci organizziamo per non pagare né il biglietto né l’abbonamento».

Suona più o meno così il monito lanciato ieri dal centinaio di pendolari di Salzano all’assemblea in Filanda per discutere del nuovo orario cadenzato. E lo hanno detto ai dirigenti della Regione e di Trenitalia presenti in sala. Arrabbiati è dire poco e il campionario dei problemi sul tappeto per la locale stazione è vario: dai treni che partono verso Santa Lucia non prima delle 6, mentre dopo le 20.30 da Venezia è meglio farsi venire a prendere o chiamare un taxi, ai convogli pieni. Dalle coincidenze che non sempre s’incastrano, all’assenza di corse nei fine settimana, tanto che chi deve andare al lavoro, deve trovare altre alternative. I pendolari ce l’hanno con la mancanza di regionali nelle ore di punta, con la difficoltà di averne uno ogni sessanta minuti che si ferma a Salzano, altrimenti, chi arriva da Venezia deve andare a Noale, fare cambio e tornare indietro impiegando 51 minuti. Insomma, non chiedono più treni ma più fermate. Per averle, replicano i dirigenti veneti, serve l’input della politica.

«Ci sono utenti che ormai vanno a Maerne o a Noale», spiega una donna, «perché da noi i regionali non fermano. Fino a pochi giorni fa, da Venezia, avevamo un treno ogni trenta minuti, ora uno all’ora».

Un pendolare ha puntato il dito sulla troppa calca alla stazione di Mestre, una ragazza, ha detto di non voler più pagare più il biglietto. «È tutto un cambiare e correre per salire sulle carrozze», aggiunge, «e se non si migliora, da gennaio basta abbonamenti». Applausi in sala. Un uomo ha raccontato la sua disavventura proprio martedì sera.

«Arrivavo a Mestre da Milano», rivela, «il treno è giunto in ritardo, la coincidenza è saltata e poi non sapevo più come tornare a casa. Costringete la gente a prendere la macchina per muoversi». Bruno Carli e Domenico Menna della Regione, hanno cercato di spiegare come stanno le cose. «Il progetto si può perfezionare», replicano, «ma per avere le fermate serve il via libera della politica. Ci sono problemi di soldi e non possiamo sprecarli».

Alessandro Ragazzo

 

Ritardi e coincidenze che saltano La rabbia sui social

Anche ieri i pendolari hanno segnalato diversi disagi lungo le linee, sia per Trieste che verso altre destinazioni. Ritardi di dieci, anche venti minuti e più, coincidenze che saltano, convogli che tardano a partire. A catalizzare la rabbia dei viaggiatori, diversi gruppi Facebook, specialmente il comitato del Veneto Orientale, al quale ricorrono pendolari di tutta la provincia ed anche fuori. Tenitalia, in ogni caso, rimarca che il sistema si sta rodando.

 

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