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Finalmente la pista ciclabile per andare a Venezia diventerà presto una realtà ma se resta così com’è stata presentata non la userà quasi nessuno. Soprattutto tutti i ciclisti che provengono dalla parte Nord della città, perché dovranno farsi un giro più lungo di 4 chilometri e perché dovranno correre in mezzo alle fabbriche e al traffico.

Il dado, purtroppo, è tratto, ma una soluzione si potrebbe ancora trovare, basterebbe lasciar salire in tram anche le biciclette. Lo sostengono Gianfranco Albertini, Giovanni Alò, Giuseppe Licinio Caon, Carlo Coccato, Raimondo Don, Piero Francescon, Luciano Renier, Mario Torcinovich che nel 2011 e 2012 erano stati tra gli animatori di due grandi biciclettate organizzate proprio per chiedere una pista ciclabile dignitosa e non pericolosa per andare a Venezia. Ora hanno scritto una lettera con le loro proposte al sindaco Giorgio Orsoni e agli assessori ai Lavori Pubblici, Alessandro Maggioni, e alla Mobilità, Ugo Bergamo.

I vari comitati cittadini partono dall’analisi del progetto e delle due criticità maggiori che presenta: avendo l’ambizione di favorire non solo il contatto fra i Mestre e Venezia ma di inserire il percorso in una rete nazionale, la “Vento”, Venezia-Torino passando per l’Expo 2015, una pista larga 2 metri e 20, dove passeranno anche i pedoni, «è decisamente troppo piccola».

La seconda criticità sta nel mancato collegamento con il Parco di San Giuliano e il percorso tortuoso che, invece, si dovrà fare per raggiungere il ponte della Libertà:

«Bisognerà arrivare in via Torino, bypassare la ferrovia usando il sottopasso, percorrere via Pacinotti, passare in mezzo all’area industriale e tornare ai Pili attraverso la viabilità dei parcheggi per auto e Ztl bus».

Che fare? Due cose, propongono i firmatari, che chiedono al Comune di essere convocati per avviare un confronto: completare la ciclabile Parco del Piraghetto-Forte Marghera (la pista n. 16 del Biciplan) realizzando il ponte ciclo pedonale previsto, funzionale anche al collegamento dell’area universitaria con il Forte; «in secondo luogo modificare le norme che regolano l’accesso ai mezzi del trasporto pubblico, consentendo di salire in tram con le biciclette (e poi sull’Sfmr), come avviene in molte altre realtà in Italia e in Europa. Per cominciare basterebbe consentire l’accesso alla fermata di San Giuliano e in piazzale Roma».

 

Nuova Venezia – Treni, si scatenano le proteste

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15

dic

2013

RIVOLUZIONE FERROVIARIA » DA OGGI CAMBIA TUTTO

Da oggi l’orario cadenzato. Domani sciopero del trasporto pubblico

Orario cadenzato, debutto con proteste

Soprano (Trenitalia): «Il sistema più moderno in Europa che dovrebbe dare grandi vantaggi all’utenza, ma serve tempo»

A mezzanotte ultimo e polemico viaggio di un gruppo di utenti per Udine

Sui binari del Veneto è iniziata la nuova era dell’orario ferroviario cadenzato. Elaborato in due anni di lavoro da una commissione tecnica istituita dalla Regione, il nuovo orario cadenzato da oggi è ufficialmente in vigore, preceduto nelle ultime settimane da molte contestazioni dei pendolari. L’ultima protesta è andata in scena ieri sera, quando un gruppo di utenti si è riunito alla stazione di Venezia San Lucia per viaggiare un’ultima volta insieme sul Regionale delle 23.56 per Udine, da oggi anticipato alle 23.04.

La rivoluzione dell’orario cadenzato è scattata alla mezzanotte scorsa, ma il battesimo del fuoco sarà domani quando, con il ritorno al lavoro dei pendolari, il nuovo sistema andrà a regime. Nei giorni feriali in Veneto saranno effettuate circa 800 corse quotidiane contro le 600 previste fino a ieri. Oggi sarà una giornata impegnativa soprattutto per Trenitalia, che dovrà testare la macchina operativa: per garantire un pronto intervento in caso di imprevisti, ha predisposto autobus sostitutivi che stazioneranno nei punti chiave. Perché ogni cambio d’orario è problematico, ma stavolta siamo di fronte a una rivoluzione. Treni per una determinata destinazione che partono sempre agli stessi minuti di ciascuna ora, un sistema che affianca Regionali veloci a Regionali che fermano in tutte le stazioni, migliori coincidenze nei nodi: ecco le caratteristiche del cadenzamento. Un sistema che è routine nelle ferrovie d’oltralpe, ma che ha trovato applicazione anche in Italia, da Milano e Torino fino alla Toscana. Ma, come ha spiegato l’amministratore delegato di Trenitalia, Vincenzo Soprano, quella del Veneto sarà una prima assoluta, per le caratteristiche della regione che presenta un flusso di pendolari diffuso su più grandi centri.

Ecco alcune delle novità. Sulla direttrice Venezia-Verona entra in servizio una nuova relazione con Regionali veloci: 14 coppie di treni, per un totale di 28 corse tra andata e ritorno contro le 4 fino a ieri.

La direttrice Venezia-Conegliano potrà contare su una relazione veloce con 13 coppie di treni (26 corse), alcune prolungate su Sacile.

La Venezia-Rovigo-Ferrara sarà potenziata con 14 coppie di treni al giorno, per 28 corse.

«Il cadenzamento è lo standard progettuale più moderno in Europa. Un sistema che dovrebbe dare grandi vantaggi all’utenza. Ma come tutte le innovazioni andrà in questa prima fase monitorato e perfezionato» ha detto Soprano. Per questo Trenitalia e l’assessore regionale Chisso invitano ad attendere almeno due settimane prima di fare bilanci.

I pendolari, però, non sono dello stesso avviso e nelle ultime settimane, affiancati da molti sindaci, hanno duramente contestato il nuovo orario, sfilando anche in corteo per Venezia.

Le proteste maggiori hanno riguardato la tratta Venezia-Portogruaro dove, alla mobilitazione dei pendolari di Quarto d’Altino, si è aggiunto il neonato Comitato Pendolari del Veneto Orientale.

Ma si sono fatti sentire anche i pendolari di altre tratte: Venezia-Treviso-Belluno, Venezia-Castelfranco, Treviso-Portogruaro.

Le proteste si sono concentrate sulla netta riduzione delle corse nella fascia notturna tra le 22 e le 6, con problemi per i tanti lavoratori turnisti che gravitano su Mestre e Venezia. Ma non meno contestata è la riduzione dei collegamenti il sabato e nei giorni festivi.

Giovanni Monforte

 

I pendolari di Salzano «Penalizzati»

Tra i comuni penalizzati dal nuovo orario cadenzato dei treni c’è pure Salzano. Gli utenti sono arrabbiati e hanno aperto un gruppo Facebook chiamato «Pendolari Salzano Robegano» che in pochi giorni ha raccolto una settantina di iscritti e diverse segnalazioni su quello che non piace. La lista comprende il calo dei convogli nelle ore di punta per Venezia: per chi arriva da Mestre in certi casi dovrà proseguire fino alla stazione successiva di Noale e poi tornare indietro perché non sempre il regionale fermerà a Salzano.

Per chi fa i turni, i passeggeri accusano la mancanza di treni, idem per chi volesse fare una gita di domenica a Venezia o Bassano. Giovedì prossimo alle 18 in sala consigliare ci sarà un incontro pubblico dove si spera di raccogliere più testimonianze possibili da girare agli organi competenti. Si può anche e inviare mail a pendolarisalzanorobegano@gmail.com.

«Fino a Venezia avremo 16 treni giornalieri contro i 19 avuti sinora», riferisce l’assessore alla Mobilità Lucio Zamengo, «con l’aggiunta di altri convogli ma con arrivo solo a Mestre. Da Santa Lucia, invece, da 21 regionali si scenderà a 15. Senza contare l’estate o i giorni festivi, dove muoversi su rotaia sarà ancor più difficile. Le nostre richieste hanno prodotto l’aggiunta di un autobus sostitutivo con partenza da Salzano alle 6.55 e arrivo a Venezia alle 7.41. Noi e i pendolari chiediamo di far fermare qualche treno in più, almeno nelle ore di punta: non ci sarebbe alcun aumento dei costi».

(a.rag.)

 

LEGAMBIENTE VENETO ORIENTALE

Portogruaro è il punto debole

«Più treni da lunedì a martedì, ma meno ore coperte dal servizio»

«Qualche treno in più dal lunedì al venerdì, ore in meno di servizio tutti i giorni». Legambiente Veneto Orientale boccia il cadenzamento tra Venezia e Portogruaro.

«L’aumento delle fasce scoperte, sia notturne che diurne, l’ulteriore riduzione di offerta nelle giornate prefestive e festive sono i dati oggettivi che dimostrano come l’assessore Chisso non si occupi di trasporto, ma di infrastrutture», attaccano gli ambientalisti, «non vi è nessuna politica dedicata ad intercettare nuovi utenti. Chi deve essere al lavoro a Venezia per le 6.30-7 si accomodi in auto, chi termina dopo le 22 prenda l’auto. Vai a Roma o Milano? Prendi l’auto fino a Mestre».

Dal lunedì al venerdì sulla tratta i Regionali lenti passano da 16 a 27, ma il 48% (ovvero 13) sono limitati da e per Mestre. Il sabato e nei festivi la riduzione dei collegamenti è del 20%, scendendo da 27 a 22. Ma se il numero dei treni aumenta dal lunedì al venerdì, diminuiscono le ore coperte dal servizio. Fino a ieri si viaggiava da Mestre verso Portogruaro dalle 6.31 alle 0.49. «Mentre col nuovo orario si viaggerà tra le 5.25 e le 22.25, 17 ore a cui vanno tolti un buco in mattinata tra le 10.25 e le 12.57 e uno in serata tra le 20.25 e le 22.25», rileva Legambiente, «anche se il servizio partirà un’ora prima, chiuderà con 3 ore di anticipo e lasciando scoperte 4 ore e mezza durante il giorno, in totale 12 ore e mezza. Dopo le 22 i piccoli centri non sono più collegati, mentre finora lo erano fino quasi all’una di notte».

In direzione opposta aumenta la fascia scoperta tardo mattutina: mezz’ora in più oltre alle 2 ore di buco già esistenti. E nei festivi la situazione è decisamente peggiore.

Mercoledì alle 20.30 Legambiente parteciperà, insieme a molti altri soggetti, al dibattito promosso dal Pd a Meolo presso il Centro anziani in via Cà Corner Sud. Sarà la prima verifica pubblica sul nuovo orario.

(g.mon.)

 

Trasporti pubblici, domani sciopero

Vaporetti e bus Actv dalle 9 alle 13, pullman extraurbani dalle 16.30 alle 20.30

Sarà un lunedì difficile per chi usa i mezzi di trasporto pubblici locali. Per domani, infatti. è stato annunciato un nuovo sciopero nazionale dei lavoratori del trasporto pubblico locale, che aspettano di rinnovare il contratto nazionale di lavoro scaduto il 31 dicembre del 2007. Lo sciopero interesserà dalle 9 alle 13 il trasporto urbano e dalle 16.30 alle 20.30 l’ extraurbano.

«Sono trascorsi 6 anni, 9 scioperi generali, 6 governi e un’unica direzione delle associazioni che raggruppano le aziende pubbliche di trasporto, come Asstra e Anav», spiegano i sindacati (Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Fna-Ugl, Faisa-Cisl) che hanno dichiarato lo sciopero, «senza rinnovo contrattuale per il loro vecchio sporco gioco di esasperare la situazione, per obbligare il Governo a finanziare il costo del contratto. Quel che serve, invece, è cambiare e in fretta in modo responsabile questo stato di cose e assicurare un nuovo contratto a questi lavoratori e un servizio pubblico importante e strategico come quello del trasporto locale, efficente e puntuale».

A Venezia lo sciopero avrà modalità specifiche per ogni settore. Vaporetti e bus Actv. Il servizio di movimento automobilistico e di navigazione, i servizi di manutenzione turnisti e i servizi di biglietteria distaccati Vela saranno interessati dallo sciopero dalle 9 alle 13: i rimanenti lavoratori dei settori non turnisti (personale amministrativo, impiegatizio, usiliario, servizi di manutenzione, distaccati delle biglietterie di Vela) saranno interessati dall’agitazione sindacale nelle prime quattro ore del loro turno di servizio. Alilaguna, Linea spa, Nordest mobility, Jjtaca e Pmv. Il sevizio delle altre aziende di trasporto lagunare sarà interessate dallo sciopero dalle 9 alle 13 e negli impianti fissi nelle prime 4 ore del turno di lavoro. Trasporto extraurbano. Il servizio di trasporto extraurbano dei pullman di Atvo, le biglietterie e i verificatori saranno interessati domani dallo sciopero tra le 16.30 e le 20.30, mentre per gli addetti negli impianti fissi (officine e impiegati) braccia incrociate nelle ultime quattro ore del turno di lavoro.

 

Più treni regionali nei giorni feriali, meno servizi nei festivi e soprattutto negli orari serali. Nel giorno dell’entrata in vigore dei nuovi orari ferroviari cadenzati, Legambiente e Comitato pendolari del Veneto orientale puntano il dito sulla “rivoluzione” che li attende ai binari. Dopo le 22, secondo i pendolari, sarà pressoché impossibile raggiungere da Venezia le stazioni del Veneto orientale, a fronte di un aumento da 16 a 27 treni regionali nei giorni lavorativi. Intanto venerdì prossimo, 20 dicembre, i pendolari del Veneto orientale si preparano a un volantinaggio alle stazioni.

 

SAN DONÀ – Scattano oggi i nuovi orari cadenzati, critici pendolari e Legambiente

Ecco i treni di “Cenerentola”

Più corse feriali ma meno collegamenti nelle ore serali e nei giorni festivi

«Qualche treno in più dal lunedì al venerdì ma ore in meno di servizio tutti i giorni». Sono le conclusioni di Legambiente del Veneto orientale sul nuovo orario cadenzato che entra in vigore stamane, mentre il Comitato dei pendolari del Veneto orientale prepara un volantinaggio per venerdì 20. Presentato dalla Regione Veneto come una rivoluzione, il cadenzamento per Legambiente penalizza la parte sociale del trasporto.

«I Regionali lenti aumentano – chiarisce Legambiente – passando da 16 a 27 nei giorni lavorativi, 13 però sono originari o limitati a Mestre, mentre tra sabato e festivi passano da 27 a 22. Diminuiscono però le ore coperte. Il servizio parte un’ora prima ma chiude con tre ore di anticipo rispetto all’attuale. Dopo le 22 i piccoli centri non sono più collegati dal servizio ferroviario mentre ora lo sono quasi fino all’una. Positiva l’idea di cadenzare i treni festivi ogni due ore ma è impensabile che il servizio festivo inizi alle 7. Il cadenzato coprirà dalle 7 alle 22, ossia tre ore in meno rispetto all’attuale. Ora verso Venezia il servizio copre dalle 5 alle 21, con il cadenzato coprirà dalle 8 alle 22. I regionali veloci passano da 12 a 13 al giorno ma tra le 11.08 e le 14.08 in arrivo a Mestre non ci sono treni, con un’ulteriore mezz’ora di “buco”. In direzione Trieste l’ultimo treno utile sarà alle 22.53 anziché alle 0.32, un’ora e mezza prima. Dopo le 23 a Mestre arrivano collegamenti nazionali da Torino (23.28) e da Roma (23.23) ma anche da Bologna (23.06) e da Verona (23.36). Tutti i viaggiatori che devono rientrare nel Nordest non potranno più farlo.

«Riteniamo sia obbligatorio che i viaggiatori una volta giunti a Mestre abbiamo sempre la coincidenza per raggiungere la parte orientale della provincia e il Friuli».

Nel frattempo il Comitato dei pendolari lancia un appello: «Richiediamo il vostro aiuto per il volantinaggio del 20, dalle 6 alle 11 circa. Tutti andiamo a lavorare ma possiamo farcela se ci turniamo in punti diversi della stazione rimanendo sul suolo pubblico».

Davide De Bortoli

 

DOPPIO SPETTACOLO»A MIRA E MESTRE

Domani “Song N.14” con il cantautore Lorenzo Monguzzi apre Villa dei Leoni poi al Toniolo, con Mario Brunello, il “Narrar cantando” dedicato al maestro

Apre domani “Teatro quotidiano” la stagione di Villa dei Leoni, a Mira, con uno spettacolo di Marco Paolini e Lorenzo Monguzzi.

Lo stesso Paolini – nell’ambito della rassegna organizzata nel bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi – sarà martedì, mercoledì e giovedì 17, 18 e 19 dicembre al Teatro Toniolo a Mestre, accompagnato dal violoncellista Mario Brunello.

A Mira, va in scena – alle 21 – “Song N.14”, performance musicale che vede al centro della serata, il primo album da solista di Lorenzo Monguzzi, “Portavèrta”. Già voce de “I Mercanti di Liquore”, il cantautore incrocia parole e suggestioni con Marco Paolini, tra musiche e racconti brevi. La prima parte del concerto teatrale dà spazio a nuovi racconti e nuove canzoni, nella seconda musiche e ballate tratte dal repertorio. Monguzzi e Paolini saranno accompagnati con percussioni, chitarra e cori dai fratelli Giannone, in arte Corimè, e dal violoncello di Daniela Savoldi. L’orario di apertura della biglietteria è alle 20 di domenica, info su www.teatrovilladeileoni.it o al 0414266545. Biglietto 15 euro, ridotto 13 euro.

Nel pomeriggio di domani, alle 18, l’auditorium di Villa Contarini dei Leoni, ospiterà un evento speciale dedicato ai 25 anni del Teatro a Mira. La Piccionaia I Carrara – gestore del Teatro in collaborazione con il Comune – ha organizzato un incontro per ricordare l’inizio dell’attività teatrale a Mira, con protagonisti di allora e di oggi, a partire dallo stesso Paolini, passando per coloro che nel 1988 inaugurarono il Teatro, il cantautore Gualtiero Bertelli (allora assessore alla Cultura) e Giuseppe Bovo (già capo del servizio cultura del Comune), fino all’attuale assessore Nicola Crivellaro.

Al Teatro Toniolo a Mestre Marco Paolini e Mario Brunello presentano, invece, “Verdi Narrar cantando” una nuova produzione a metà strada tra il teatro di prosa e il concerto. Festeggeranno, non solo il bicentenario della nascita di Verdi, ma anche il centenario del teatro mestrino che, ebbe il suo esordio teatrale proprio con il Rigoletto verdiano nel 1913.

«Verdi», spiega Marco Paolini, «non è solo un musicista, è un uomo di teatro che pensa a un disegno generale e poi ne cura ogni dettaglio per arrivare a un effetto mirato. La storia viene narrata dalle parole e dalla musica, ma niente di superfluo deve essere lasciato, per il solo gusto del bello o per l’esibizione della tecnica. Verdi dunque pensa a uno spettacolo globale ed essenziale; il risultato è straordinario perché egli inventa qualcosa che sembra molto più antico di lui. Le sue opere diventano tradizione da subito , la gente lo canta anche se non è andata a teatro, la sua popolarità è pari a quella di Garibaldi». Serate già tutte esaurite.

Alessandro Abbadir

 

Nuova Venezia – Treni, domenica parte la rivoluzione

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13

dic

2013

 

l’orario cadenzato

Task force per il d-day. Corse in più per Verona, Treviso, Castelfranco e Rovigo. Da settembre lo shuttle Mestre-Padova

Ci siamo: domenica scatterà la rivoluzione del trasporto su ferro nel territorio regionale, con l’entrata in vigore dell’orario cadenzato dei treni. Ieri mattina a presentare l’orario completo, pubblicato sul sito di Trenitalia, l’amministratore delegato, Vincenzo Soprano, assieme alla responsabile regionale, Maria Giaconìa, al presidente di Sistemi Territoriali, Gian Michele Gambato, l’ingegnere Bruno Carli per la Regione. L’assessore Chisso era assente per un lutto familiare: il padre, Primo Chisso, è mancato nella notte. «Quella di domenica è una prima nazionale», ha esordito Soprano, «non si tratta di una piccola variazione, ma dell’intera riprogettazione del sistema dalle fondamenta. Avremo dei giorni duri, ma saremo tutti sul pezzo. Il cambiamento all’inizio può non essere gradito da tutti, ma nel complesso tutti ne trarranno vantaggi. Siamo sicuri che con l’impegno di ciascuno questa sfida potrà essere vinta».

Task force. Il giorno più critico – spiegano – per Trenitalia, sarà la domenica. 1.200 persone al lavoro, 200 corse in più (si passerà dalle 665 attuali a 835), orari nuovi, milioni di operazioni da far combaciare. «Crediamoci in questo orario», ha detto Carli, «non spariamo a zero il primo giorno, attendiamo la messa a punto, al nostro osservatorio tantissime persone ci hanno scritto per dire che sono soddisfatte». «Il lavoro non è perfetto ma è perfettibile», spiega Chisso, «stiamo ascoltando moltissime richieste e daremo seguito agli aggiustamenti». «Domenica sono state allertate le officine», precisa Giaconìa, «abbiamo predisposto degli autobus sostitutivi se ce ne fosse bisogno, il cambio orario è complicato: ci sono pulizie, manutenzioni, migliaia di appuntamenti da far coincidere». Domenica dovrà essere messa a punto la macchina da Trenitalia e Ferrovie, lunedì la prova del fuoco passerà ai pendolari. «Vogliamo che l’utente sia soddisfatto», ribadisce Soprano, «ma un sistema che accontenta tutti non c’è, noi facciamo i conti con le risorse. Per domenica abbiamo rinforzato i presidi informativi, consigliamo a tutti di connettersi sul sito, scaricare gli orari, guardare le applicazioni dallo smartphone».

Novità. La vera rivoluzione riguarda alcune linee. E precisamente: la linea Venezia-Verona sarà collegata da 14 coppie di treni regionali veloci, 28 corse tra andata e ritorno anziché le quattro attuali e ci si impiegherà un’ora e 28 minuti anziché un’ ora e 37.

La direttrice Venezia-Conegliano con il proseguimento verso Sacile, sarà collegata da 13 coppie di treni, 26 corse, Treviso-Castelfranco-Padova, altre 26 corse, infine Venezia- Rovigo-Ferrara, 28 corse, ossia 14 coppie con un treno per Rovigo nuovo dopo le 21. A settembre del prossimo anno, entrerà i funzione anche una navetta shuttle diretta Mestre-Padova. Binari.

Ieri mattina nel capannone di via Parco Ferroviario a Marghera, i vertici di Trenitalia, Sistemi Territoriali e della Regione, hanno inaugurato i tre nuovi binari, lunghi 110 metri, che serviranno per le riparazioni e la manutenzione dei convogli. I binari sono completi di carrelli per le ispezioni e il rodaggio, le gru e quanto serve per lavorare sui convogli, in modo flessibile ed efficace. Davanti al personale riunito, compreso il più giovane operaio della squadra Federico Brun, 22 anni, che ha tagliato il nastro, hanno fatto l’ingresso due mezzi: un treno Flirt, di quelli che inizieranno a circolare domenica sulla tratta metropolitana e un treno Taf, ad alta frequentazione. Nell’impianto le maestranze di Trenitalia effettueranno la manutenzione di 20 convogli Taf di proprietà di Trenitalia e di 20 complessi Etr Flirt acquistati dalla Regione e concessi in comodato. L’intervento è stato effettuato con un costo di 2 milioni di euro, in tutto 8 milioni di euro è costata la specializzazione dei tre siti manutentivi della direzione regionale veneto di Trenitalia, dislocati in modo baricentrico rispetto all’esercizio: Verona Porta Nuova per il trasporto veloce e i Vivalto, Padova e Mestre per il trasporto metropolitano e Treviso per i veicoli Diesel.

Marta Artico

link articolo

 

Tutte le novità scaricabili dal sito di Trenitalia

«Si cambia per migliorare, più velovità e frequenza». È questo lo slogan di Trenitalia, che compare sul sito della società, dove è possibile cliccare per conoscere e scaricarsi i Pdf di tutti i nuovi orari cadenzati. Sul sito ci sono anche gli orari dei desk informativi. «Per maggiori informazioni», si legge, «è possibile contattare la Regione chiamando al telefono il numero verde gratuito 800.042.822 oppure via e-mail all’indirizzo nuovorariocadenzato@venetotreni.it.

 

incontro in Regione

«Ripristinare le corse notturne»

Il sovrintendente del Teatro La Fenice: «Come avviene a Londra» 

Orario cadenzato e più collegamenti con Padova. Ma dopo le 23 il capoluogo rimane isolato dal resto del mondo

«Ripristinare le corse notturne tra Venezia e il resto del mondo, collegando il centro alla periferia, come avviene a Londa». Il sovrintendente del Teatro La Fenice di Venezia, Cristiano Chiarot, ha incontrato mercoledì, assieme al presidente del Teatro Stabile del Veneto, Angelo Tabaro, l’assessore regionale alla Mobilità, Renato Chisso. Motivo? «Perorare la causa del ripristino delle linee ferroviarie notturne tra Venezia e il resto del mondo». «Molti nostri lavoratori» ha spiegato «vivono nel trevigiano e nel padovano e l’aver soppresso i treni dopo le 23 e per loro un grave dramma, oltre a rischiare di avere effetti pericolosi per i lavoratori e il pubblico». E ancora: «Stiamo faticosamente lavorando per far arrivare spettatori anche dall’entroterra, visto che è più facile portarli qui da Dusseldorf o da Parigi piuttosto che da Spinea o da Padova». Chiarot ha fatto sapere che Chisso ha capito il problema, dando la sua massima disponibilità ad organizzare corriere notturne da piazzale Roma, destinate ai lavoratori. Che ricordiamo, hanno consegnato una lettera con parecchie sottoscrizioni, proprio all’assessore alla Mobilità. «La nostra richiesta», ha proseguito», «è stata però quella di pensare al ripristino della corsa delle 23.05, che sarebbe essenziale, visto che i nostri spettacoli iniziano alle 19 per concludersi alle 22 o alle 22.15». «Spero», chiosa, «che venga capito che la città, per essere collegata con il resto del mondo, ha bisogno di strutture che uniscano il centro alla periferia, come avviene a Parigi o a Londra. Il sindaco Orsoni è d’accordo con noi: se si farà la città metropolitana i servizi dovranno essere adeguati a questa nuova entità».

(m.a.)

 

Convogli in ritardo per un guasto a Vicenza

Disagi ieri pomeriggio. L’ingegner Menna: «Dal sindaco Conte abbiamo ricevuto proposte irrealizzabili»

Nel giorno dedicato al nuovo orario cadenzato che dovrebbe migliorare gli spostamenti, ci sono state parecchie difficoltà per i viaggiatori. Guasti. Attorno alle 15 di ieri si è verificato un guasto alla linea di alimentazione elettrica dei treni, tra le stazioni di Grisignano e Vicenza, sul binario in direzione Milano. Ciò ha comportato notevoli rallentamenti, mentre durante la riparazione, i treni hanno percorso in senso alternato il binario in direzione Venezia. Il risultato sono 8 Frecciabianca e 2 Intercity che hanno registrato ritardi tra i 25 e i 90 minuti, 10 regionali con ritardi tra i 30 e i 90 minuti, 5 regionali cancellati. Venezia-Trieste. L’artefice della complessa architettura del nuovo orario cadenzato, è l’ingegnere veronese, Domenico Menna, che da dal 2011 lavora alla rivoluzione delle corse. È proprio lui a rispondere alle lamentele dei pendolari di Quarto d’Altino e del Veneto Orientale, che utilizzano la linea Venezia-Portogruaro, che anche ieri non hanno mancato di segnalare sui social network, il disagio per la mancanza dei treni di ritorno della sera, sostituiti da autobus, così come dei treni del mattino e del fine settimana. «Dove esiste il servizio sostitutivo mediante i pullman di Trenitalia», spiega, «è perché la frequentazione è bassa. Un treno in un’ora diurna costa 20 euro a chilometro, con 10-15 persone, è meglio un autobus, visto che a pagare è la collettività. La notte, egualmente, ci sono delle maggiorazioni così come nei festivi e il costo lievita anche del 30 per cento in più, sfiorando i 25 euro a chilometro, mentre in pullman il prezzo è di 4,30 euro a chilometro». Precisa: «Certo, se inizieranno ad esserci frequentazioni tali da giustificare due, tre autobus, allora inseriremo dei treni, in ogni caso durante l’anno effettueremo dei monitoraggi, che eseguiamo costantemente». Chiarisce: «Poi ci sono i servizi sostitutivi che vengono messi in campo per via della fascia oraria in cui ci sono le manutenzioni e quelli dei giorni festivi. Anche in questo frangente, si deve ricordare che nei festivi c’è meno gente e meno domanda e che nonostante ciò, siamo stati finora l’unica regione che aveva una produzione festiva simile a quella feriale». Un passaggio anche sulla protesta dei comuni, in special modo quella del sindaco di Quarto d’Altino, Silvia Conte: «È venuta assieme ai rappresentanti di Ferrovie a Nordest, con un progetto irrealizzabile. Una proposta possibile solo nel caso in cui vengano eseguiti i lavori in corso nel nodo di Mestre da parte di Rfi per avere il terzo canale verso Santa Lucia, che sarà pronto tra qualche anno. Tra l’altro il loro progetto, non aveva l’appoggio neanche dei sindaci di tutto il Veneto Orientale, perché privilegiava l’asse Mestre-Quarto a scapito di quello che prosegue da Quarto per Portogruaro». Menna ha precisato che i lavori in corso d’opera da parte di Rfi (con 40 milioni di euro del Cipe) sul Ponte della Libertà e che riguardano anche opere edili, consentiranno di avere il terzo canale libero per portare i treni che fermano a Mestre fino a Venezia, aumentando la frequenza e diminuendo i tempi di attesa. «Altre modifiche che verranno messe in campo, saranno possibili dopo il 23 dicembre, quando Rfi riaprirà i sistemi e dovranno essere calibrate tenendo conto del personale, dei turni, del materiale rotabile a disposizione». Da domenica, Venezia sarà collegata a Vienna da un treno giornaliero voluto da Ferrovie Austriache.

(m.a)

 

Treni, per i pendolari 14 convogli veloci

Per la prima volta istituita la linea diretta Padova-Camposampiero-Castelfranco-Paese. Per Venezia ultima corsa alle 22.35

L’«ora X» sta per arrivare. Domenica 15 dicembre prende il via il nuovo orario annuale di Trenitalia, che durerà un anno, compresi i tradizionali aggiustamenti estivi che ci saranno a partire dal primo giugno. Sulla lunga percorrenza non cambia praticamente niente. Le stesse di oggi le Frecce Bianche per Milano/Torino e le Frecce Argento per Bologna/Firenze/Roma, ma con una nuova Freccia, proveniente dalla capitale che proseguirà, dopo Mestre, per Trieste. L’orario dei treni regionali, invece, subirà una rivoluzione. Tutti i locali, sia i veloci sia quelli lenti (ossia che fermano in tutte le stazioni), partiranno e passeranno alla stessa ora ed allo stesso minuto. Come hanno annunciato ieri, a Mestre, l’ad di Trenitalia, Vincenzo Soprano e la dirigente della divisione regionale di Fs, Maria Giaconia, con i funzionari della Regione, Gian Michele Gambato e Bruno Carli, da lunedì prossimo, primo giorno feriale, i treni regionali che saranno in circolazione non saranno più 600, ma 800 al giorno. E in più tanti convogli, tra cui i nuovi Stadler svizzeri, saranno più veloci e più capienti. Numerose le novità che riguardano sia Padova e sia le stazioni della Bassa e dell’Alta. Sull’asse Venezia-Padova-Vicenza-Verona ci saranno 14 coppie di treni veloci. Ossia 14 all’andata e 14 al ritorno. Da Padova a Venezia ci si impiegherà solo 27 minuti, mentre per raggiungere la città di Giulietta e Romeo si dovrà restare in carrozza non più un’ora e venti minuti, ma solo ’58.

Per la prima volta, poi, nasce la nuova linea diretta Padova-Camposampiero–Castelfranco-Paese con 13 coppie al giorno. Tempo di percorrenza un’ora circa, ma senza la necessità di trasbordare treno a Mestre. Un’altra novità riguarda la Mantova-Legnago-Este- Padova. Eccetto i primi tre regionali del mattino in arrivo nella città del Santo, ogni volta che un utente Fs dovrà andare verso Legnago o viceversa, dovrà trasbordare treno a Monselice ed attendere i regionali veloci e quelli lenti, che circolano tra Venezia, Padova, Rovigo, Ferrara e Bologna, che, però, in genere, sono sempre affollati. Per gli utenti che vanno a Venezia spesso o per motivi di lavoro o turistici, l’ultimo regionale da Venezia Santa Lucia per Padova parte alle 22.35. Una scelta infelice che ha anche causato la protesta dei musicisti della Fenice, che abitano a Padova. A proposito della partenza dell’orario cadenzato con i nuovi treni in arrivo dalla Svizzera, ieri, il consigliere regionale dell’Idv, Antonino Pipitone, ha innescato una polemica: «I 24 treni nuovi costeranno, alla fine, 254 milioni. Perché, invece, l’assessore regionale, Renato Chisso, non ha messo nel conto anche i 3 milioni e 370.000 euro come spese di consulenza esterna, che, a quanto pare, almeno in parte, sarebbero andati ad una società padovana?». Ma i disagi per gli utenti continuano. Anche ieri hanno trascorso una serata di passione per un guasto elettrico sulla linea per Verona. Il locale per Venezia delle 17 portava 95 minuti di ritardo, mentre quello per Belluno delle 18.13 era annunciato con un ritardo di ’50. Stessa musica per il treno per Treviso, Motta di Livenza, delle 17.25, con un ritardo di ’80.

Felice Paduano

 

Più cari biglietti e abbonamenti ferroviari Ecco gli aumenti dal mese di gennaio

Come anticipato dal nostro giornale, i nuovi aumenti che scatteranno a partire dal primo gennaio sono diventati ufficiali con la consegna delle tabelle su base chilometrica fatte pervenire ai rivenditori. In pratica si tratta del tradizionale adeguamento tariffario in base ai dati Istat. In genere i biglietti crescono di cinque e dieci centesimi, mentre gli abbonamenti mensili, in media di un euro e, in alcuni casi, anche meno. Alcuni esempi. Per andare da Padova a Venezia Santa Lucia, oppure a Vicenza oppure ancora a Castelfranco, il biglietto singolo non costerà più 3.55, ma 3.60. Per le stazioni, invece, comprese tra 40 e 50 km non più 4.15, ma 4.20. È il caso del Padova-Bassano del Grappa oppure del Padova-Treviso, via Mestre. Leggermente più salati anche gli abbonamenti. Il mensile Padova-Venezia sale da 53.80 a 54.60, mentre il Treviso-Venezia da 46.10 a 46.80.

(f.pad.)

 

 

FIESSO – Proseguono anche in Riviera le proteste di utenti, genitori di studenti e amministratori locali per la carenza di mezzi di trasporto pubblici. Le testimonianze e le segnalazioni che arrivano in queste settimane sono molteplici. La prima è di G.G., madre di uno studente di Fiesso che frequenta l’istituto Zuccante. A metà ottobre la donna aveva scritto all’Actv per segnalare problemi con gli autobus sia la mattina per andare a Mestre che al pomeriggio per tornare a Fiesso. La signora ha deciso di scrivere nuovamente ad Actv e anche al governatore Zaia e all’assessore Chisso.

«Il ragazzo ha seguito i consigli dell’Actv e ha preso per due giorni alla settimana il bus delle 14.20 che parte da Mestre, ma i problemi sono continuati». La signora lancia delle proposte. «Comprendendo il ritardo che gli autobus accumulano a causa del traffico, credo che si potrebbe pensare a percorsi alternativi evitando i lavori che da tempo persistono nella Brentana. Inoltre credo che la partenza dell’autobus delle 14.20 potrebbe essere anticipata alle 14.10 oppure si potrebbe pensare a un autobus aggiuntivo».

Problemi condivisi da molti altri studenti. A testimoniare i disagi dei cittadini interviene con una lettera anche Federica Boscaro, sindaco di Fossò e presidente dell’Unione dei Comuni.

«Ho conferito la cittadinanza italiana a un mio paesano di origine rumena che vive a Fossò con la moglie e le figlie. Con disappunto ho appreso che dal prossimo mese si trasferiranno in periferia di Padova perché le figlie, una all’università e l’altra al liceo scientifico, non hanno mezzi di trasporto per andare nelle rispettive scuole e ritornare a Fossò. Devono cambiare tre pullman. Da oltre un anno le corse da Fossò e per Padova sono state sospese dalla Sita e parzialmente sostituite da qualche corsa dell’Actv. Negli ultimi mesi sono state ulteriormente ridotte per cui non ci sono più mezzi che rientrano a Fossò dopo le 18 nei giorni feriali e nessuno alla domenica. Io sono indignata, ma il mio disappunto non serve. Ho protestato con tutti gli enti ma non ci sono risposte a questo isolamento».

Giacomo Piran

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VENETO – Per i pendolari più treni e anche bus

VENETO – I convogli regionali aumentano da 600 a 800 ma spuntano anche i pullman sostitutivi

Presentati i modelli di carrozza tipo “Flirt” . Trenitalia e Chisso difendono i nuovi orari

Più corse per i treni regionali in Veneto: passeranno da 600 e 800 al giorno. Con il nuovo orario cadenzato, in vigore da domenica prossima, l’offerta aumenterà, questo è certo. Ma non tutti potranno riavere i vecchi orari, che in questi giorni tanti pendolari stanno reclamando. Qualcuno dovrà accontentarsi degli autobus sostitutivi, per il momento soluzione temporanea, ma che in mancanza di passeggeri numerosi potrebbe diventare definitiva.

Lo hanno detto chiaramente, ieri, a Venezia, l’assessore regionale alla mobilità, Renato Chisso, e il direttore per il Veneto di Trenitalia, Maria Giaconia, alla presentazione dei nuovi treni Flirt, che saranno usati proprio per questo orario. Un acquisto deciso dal Consiglio regionale nel lontano 2008 che finalmente si concretizza. In tutto 24 treni (gli ultimi 8 arriveranno entro giugno) prodotti dalla svizzera Stadler, in collaborazione con l’AnsaldoBreda, costati alla Regione 130 milioni di euro. A ripercorrerne la storia il presidente di Sistemi territoriali, Michele Gambato: «Per abbattere il costo, facemmo una gara con l’Emilia Romagna. Ora li stiamo pagando con un leasing ventennale».

L’aspetto è quello tipico da servizio metropolitano: grandi porte e tanto spazio per i passeggeri in piedi. I convogli da sei carrozze possono portare fino a 650 persone, con 400 posti a sedere, quelli da quattro fino a 400, con 250 sedute. «É un treno dall’accelerazione veloce – ha spiegato Chisso – quindi adatto al servizio locale, con fermate frequenti».

Ma le domande dei giornalisti sono state tutte per il nuovo orario, ormai prossimo al varo. Chisso e Giaconìa ne hanno difeso la logica, che mette il Veneto in linea con i sistemi metropolitani europei. Treni in “canali orari scelti” che si ripetono ogni ora, con vantaggi importanti anche sul fronte delle coincidenze e delle rotture di carico. La linea Calalzo-Venezia, ad esempio, sarà spezzata in due: una navetta da 3 carrozze tra Calalzo e Conegliano; un convoglio da 7 per proseguire verso Venezia, evitando l’attuale sovraffollamento. Complessivamente 200 corse in più al giorno, costate alla Regione 10 milioni di euro, su una spesa totale di 150.

Eppure, pendolari e sindaci continuano a segnalare buchi di servizio, fasce scoperte, tagli che rischiano di rendere difficile la vita a lavoratori e studenti. «C’è stato tanto sciacallaggio politico – ha ribadito Chisso – ma le segnalazioni vere le abbiamo ascoltate». Ed ecco le correzioni introdotte negli ultimi giorni, per il momento con un servizio autobus: da Portogruaro e Venezia, ad esempio, ma anche da Mogliano o Salzano.

Soluzioni da verificare per capire se reintrodurre il treno o meno. «Il treno resta la soluzione di ieri, oggi e domani, ma otto carrozze non possono viaggiare per 3 persone» ha continuano l’assessore. «La mobilità va garantita con il vettore giusto – ha aggiunto Giaconia – che per i piccoli numeri è l’autobus. Ad esempio, a noi non risulta che i treni la sera viaggino pieni. Verificheremo anche questo».

Giaconìa ha poi avvertito che i primi giorni del nuovo orario potranno essere difficili, per l’inevitabile rodaggio a cui andrà incontro l’intero sistema. «Per il primo anno la domanda dovrebbe restare costante, poi puntiamo a un incremento» ha concluso. Il quadro complessivo del nuovo orario sarà pubblicato nel sito di Trenitalia solo tra un paio di giorni. Ma già da oggi è possibile verificare i cambiamenti, cliccando sul menù di scelta dal giorno 15 in poi.

 

MOBILITÀ – Convogli dei pendolari da Santa Lucia con cadenza ridotta: da 7 a 4 minuti in partenza

Più treni per i pendolari sul ponte

L’assessore Chisso: «Già stanziati i soldi per un intervento sulla linea tra centro storico e terraferma»

Treni più frequenti sul ponte della Libertà, grazie a un radicale intervento sui binari. E se oggi, con il nuovo orario cadenzato, molte corse si attesteranno a Mestre, complici anche i lavori in corso, in prospettiva, questo limite non ci sarà più. «I soldi per il nuovo intervento sono già stati stanziati dal Cipe» ha riferito l’assessore regionale alla mobilità, Renato Chisso. E i treni, a quel punto, potranno essere distanziati, l’uno dall’altro, di 4 minuti, invece dei 6, 7 di oggi. Un’altra novità a medio termine, mentre quella del nuovo orario cadenzato è ormai alle porte: entrerà in vigore da domenica 15 dicembre.

Di questo e di quello si è parlato ieri, alla stazione Santa Lucia, dove Chisso ha presentato, con il direttore per il Veneto di Trenitalia, Maria Giaconìa, i nuovi treni Flirt, acquistati dalla Regione e destinati proprio all’orario cadenzato. L’occasione per fare il punto su questa novità che tanto sta preoccupando i pendolari e ha mobilitato i sindaci. Chisso ha confermato alcune delle correzioni che aveva chiesto a Trenitalia: il ripristino del collegamento di prima mattina da Portogruaro a Venezia, nonché quello da Mogliano, già annunciati durante l’incontro con i sindaci la settimana scorsa. Ha poi aggiunto un collegamento in più da Salzano a Venezia, dopo le 7, pure questo richiesto da sindaci e comitati. In tutti e tre i casi, per il momento, i servizi saranno garantiti con l’autobus. Perché non c’erano i tempi tecnici per riorganizzare i turni di Trenitalia, ma anche per verificare l’effettivo fabbisogno. «Se a Salzano saliranno 20 o più persone, ripristiniamo il treno. Se no, resta l’autobus» ha esemplificato l’assessore. Maggiori difficoltà, invece, ad accogliere le altre richieste dei pendolari su sabato, domenica o sere, tanto importanti per i turnisti. «A noi non risulta che i treni la sera viaggino pieni – ha annotato Giaconìa – Verificheremo anche questo».
La prova del nove, ora, sarà dal 15 in poi. Per un problema di sistema, tra l’altro, il quadro completo dell’orario non è ancora disponibile sul sito di Trenitalia, dove però si possono già vedere le novità cliccando sul menù di scelta, da domenica in poi.

 

Costretti a emigrare per mancanza di trasporti

Egregio direttore, sono il sindaco di Fossò e vorrei renderla partecipe di uno fra i tanti episodi che rattristano la vita di noi cosiddetti “politici” di trincea. Oggi ho conferito la cittadinanza Italiana ad un mio paesano di origine rumena che lavora presso un noto calzaturificio del paese. Ho riconosciuto subito la moglie, signora molto bella e raffinata, madre di una ragazza intelligentissima  amica di una conoscente. Come faccio di solito abbiamo conversato ed ho avuto così modo di partecipare della loro vita qui a Fossò da oltre 10 anni. Si tratta di persone davvero amabili e corrette, una vera ricchezza per il nostro paese.
Con disappunto ho appreso che dal prossimo mese si trasferiranno in periferia di Padova perché le figlie, una all’università e l’altra al liceo scientifico, non hanno mezzi di trasporto per andare nelle rispettive scuole e ritornare  a Fossò: devono cambiare tre pullman! Infatti da oltre un anno le corse da Fossò e per Padova sono state completamente sospese dalla Sita e molto parzialmente sostituite da qualche corsa dell’Actv. Negli ultimi mesi sono state ulteriormente ridotte per cui non ci sono più mezzi che rientrano a Fossò dopo le 18 nei giorni feriali e nessuno alla domenica.
Il padre, con molto spirito sportivo, e critico nei confronti dell’abuso che si fa da noi dell’auto, ha anche provato a insistere perché alcuni tratti, circa due chilometri, li facessero a piedi, ma ha prima provato lui. «Non è possibile camminare lungo il ciglio della strada che non ha marciapiedi e sostiene un traffico intensissimo, anche di mezzi pesanti, dalla statale verso il piovese, se non a rischio della vita. L’unica soluzione è andare via…». Io sono indignata, ma il mio disappunto non serve. Ho protestato con tutti gli enti e tramite portavoce autorevoli. Non ci sono risposte a questo isolamento.

Federica Boscaro – sindaco di Fossò

 

Mattino di Padova – Treno dei pendolari, a Mestre si cambia

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10

dic

2013

Il vicesindaco Pizzo punta il dito sull’orario cadenzato: «Utenti penalizzati. Soppressa l’ultima corsa la domenica sera»

PIOVE DI SACCO – Dal 15 dicembre anche sulla linea ferroviaria Adria-Mestre, gestita da Sistemi Territoriali, sarà applicato il nuovo orario cadenzato. Ma la novità non è stata accolta con favore dai molti pendolari che utilizzano la linea, tanto meno dal vicesindaco e assessore ai Servizi pubblici di Piove, Lucia Pizzo. Quest’ultima vuole un incontro urgente con l’assessore regionale Renato Chisso per “aggiustare” il tiro sui nuovi orari, e non solo. Nelle scorse settimane, fra i pendolari, è stata avviata una raccolta di firme per chiedere garanzie soprattutto per gli orari di punta.

«Purtroppo le istanze che avevamo portato in Regione, per dar voce alle esigenze dei pendolari», sottolinea Pizzo, «non sono state accolte. In particolare è gravissima la scelta di ridurre l’offerta di treni nell’ora di punta del mattino. Con il vecchio orario le partenze da Piove erano alle 6.32, alle 7.03, la corsa più utilizzata, poi alle 7.37 e alle 8.06. Dal 15 dicembre saranno alle 6.47, alle 7.22, alle 7.47 e alle 8.47. Tra l’altro proprio il treno delle 7.22, che già ritarda rispetto a quello attuale delle 7.03, sarà uno dei pochi che non proseguirà fino a Venezia. Per lavoratori e studenti sarà necessario scendere a Mestre e prendere una coincidenza, con inevitabili disagi. Eravamo stati chiari su un punto», ricorda il vicesindaco, «ovvero che gli orari di punta trovassero una risposta nel servizio pubblico. Il nuovo orario non va in questa direzione, tanto più che viene a cadere gran parte dell’integrazione con i pullman Actv, di cui sono state tagliate numerose corse. Manca una vera sinergia che renda efficiente il sistema di trasporto pubblico gomma-rotaia».

Da diversi giorni i treni subiscono frequenti ritardi: «Vorrei che l’assessore Chisso fosse ferreo nell’applicare le multe ed esigere i rimborsi per gli utenti anche con Sistemi Territoriali», appunta Pizzo, «così come fa con Trenitalia. Invece per gli utenti della nostra linea non c’è mai stato alcun tipo di ristoro per ritardi e disservizi».

Un altro neo del nuovo orario è la soppressione nei giorni festivi del treno che parte da Venezia alle 20.49, con l’ultima corsa alle 19.19: «Avevamo chiesto di inserire un treno in tarda serata per favorirne l’utilizzo da parte dei turisti che preferiscono non prendere alloggio a Venezia: questa scelta va in direzione opposta. Infine», conclude il vicesindaco, «va fatto notare che i pendolari hanno acquistato l’abbonamento a inizio dicembre senza sapere come sarebbe cambiato l’orario.

Elena Livieri

 

 

Per la dismissione definitiva dell’impianto serviranno 2 mesi «Possibile grazie all’aumento della raccolta differenziata»

MARGHERA – Festa ieri a Fusina per la chiusura dell’inceneritore dei rifiuti di Veritas, dopo 15 anni di attività. L’impianto di termovalorizzazione dei rifiuti solidi urbani, deliberato dalla Regione agli inizi degli anni Novanta ed entrato in funzione nel 1998, si avvia alla dismissione definitiva, per cui saranno necessarie delle complesse operazioni che saranno realizzate nei prossimi due mesi.

«La chiusura dell’inceneritore» ha detto l’assessore all’Ambiente Gianfranco Bettin «segna una tappa importante nella strategia che ci consente oggi di giungere a questo esito, più unico che raro in un’Italia in cui gli inceneritori di solito si chiudono solo per aprirne di più grandi o più moderni, sempre tuttavia di forte impatto sulla salute e sull’ambiente. Tutto questo è il risultato di una strategia che si è sviluppata in più fasi. La prima è stata la rinuncia a realizzare la seconda linea dell’inceneritore, prevista in origine. La seconda è stata la trasformazione in combustibile di una parte dei rifiuti (cdr), che grazie a uno specifico accordo con l’Enel viene utilizzata al posto del carbone con un netto vantaggio per ambiente e salute nella centrale Palladio. La terza fase è il fortissimo investimento per la raccolta differenziata». Oggi, grazie al porta a porta e all’introduzione dei cassonetti con la chiave in terraferma, sono stati raggiunti risultati importanti. Venezia è tra i primissimi comuni di grandi dimensioni per raccolta differenziata. Mestre, in particolare, è al primo posto tra le grandi città italiane, con percentuali che vanno dal 60% a oltre il 70 % a seconda del grado di introduzione dei nuovi cassonetti a chiave. «La chiusura dell’inceneritore», ha aggiunto Adriano Tolomei, amministratore delegato Ecoprogetto Venezia, «ha un importante valore ecologico che si traduce nella possibilità di non avere più scorie da smaltire e di abbattere oltre 60 mila tonnellate annue di anidride carbonica».

Michele Bugliari

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Sono partiti ieri i dieci volontari di Opzione Zero appoggiati da Legambiente

A Mira la staffetta ha ricevuto il sostegno del sindaco. Domani l’arrivo a Orte

MIRA – Tanto entusiasmo e clima di festa ieri mattina a Mestre ed in Riviera del Brenta, alla partenza della staffetta ciclistica promossa dal comitato Opzione Zero per dire no all’autostrada Orte-Mestre (la Romea Commerciale recentemente approvata dal Cipe).

Una decina di ciclisti-militanti, capeggiati dal presidente dei comitati Mattia Donadel ha cominciato una tre giorni che li porterà fino ad Orte (396 chilometri) in provincia di Viterbo. Ai dieci attivisti si sono affiancati i mezzi d’appoggio per aiutarli dal punto di vista logistico, nei momenti più difficili. Ad accogliere alla partenza i volontari (fra cui una donna), c’era ieri mattina alle 7.15 in piazza Municipio di via Palazzo a Mestre, il consigliere di maggioranza Beppe Caccia che, a nome del Comune di Venezia, ha fatto elogi ai partecipanti che portano «con la loro traversata per mezza Italia le istanze di difesa dell’ambiente e dei territori da opere sempre più invasive».

Dopo essere passato per Marghera, dove il gruppo è stato accolto con entusiasmo dal gruppo “No grandi Navi”, la staffetta ciclistica si è diretta a Mira, dov’è stata accolta alle 8,20 in piazza Municipio dal sindaco. Alvise Maniero ha dato il benvenuto ai partecipanti con la fascia tricolore e ha spiegato che si tratta di una battaglia giusta “contro un’opera invasiva cementificante e devastatrice e culturalmente vecchia» .

La carovana poi ha raggiunto Campagna Lupia, Lova Rosara e Codevigo e infine, ultima tappa per la provincia di Venezia, Cavarzere. Ma poi si è fermata anche a Comacchio, Ravenna e Cesena.

«Il gruppo», spiegano gli organizzatori ha toccato tutti i comuni interessati dall’opera per consegnare un appello alle amministrazioni locali, alle quali è già stata comunicata l’iniziativa. L’arrivo della prima tappa è stato a Cesena dopo circa 200 chilometri. I militanti sono stati affiancati a Comacchio da altri manifestanti contro la Romea Commerciale in bicicletta, che li hanno accompagnati per diversi chilometri».

Nonostante la fatica, la tappa è stata portata a compimento senza gravi problemi. Oggi sarà il momento più duro con l’attraversamento degli Appennini fino a Deruta. Domani ci sarà la discesa verso Orte, con arrivo previsto alle 16. Ad appoggiare la protesta anche Legambiente Venezia.

«Legambiente e le altre organizzazioni che aderiscono alla rete nazionale “Stop Orte-Mestre”, si legge in una nota, «si battono da anni contro questa nuova autostrada perché la ritengono un’opera altamente impattante».

Alessandro Abbadir

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