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PROJECT SOTTO ACCUSA – L’Ospedale dell’Angelo

La Cgil contesta i conti del project financing: «Canone annuo da 54 milioni ai privati con un investimento di 120: era molto più conveniente un mutuo»

Chi ha costruito l’ospedale dell’Angelo (e il padiglione Rama) ha fatto tredici. Nel senso che vedrà moltiplicati per 13 i soldi investiti nel progetto. Quello di Mestre è stato il primo ospedale in Veneto ad esser costruito in project financing (finanza di progetto), con i privati che partecipano alla costruzione di un’opera pubblica, la formula magica del Veneto targato Galan. La Cgil del Veneto ha provato a mettere in fila i conti dei project dei nuovi ospedali veneti, a partire da quello dell’Angelo: il privato che ha investito negli ospedali pare abbia fatto un vero affare.

Per costruire l’Angelo, calcola la Cgil, ci son voluti circa 255 milioni (iva compresa), 120 milioni li hanno messi i privati con una Ati (azienda temporanea di imprese) formata principalmente da Astaldi, Mantovani, Gemmo, Cofatech progetti, Mattioli, APS Sinergia e studio Altieri. Il resto del capitale, circa 130 milioni, li misero Regione e Ulss 12. In cambio del intervento, i privati, tramite Veneta Sanitaria Finanza di Progetto, la spa creata per l’operazione dell’Angelo, hanno ottenuto la concessione per 30 anni (dal 4 dicembre 2002) della gestione di una serie di servizi tecnici e sanitari, come gli esami diagnostici, ma anche pulizie, manutenzioni e restituzione delle opere eseguite. Il tutto, in cambio di un canone annuale cumulativo di 45 milioni e 900mila euro, che con l’Iva arriva a 54 milioni e 677mila euro. Ciò vuol dire che ogni anno l’Ulss – quindi la Regione – paga al concessionario quasi 55 milioni di euro. In totale, secondo le cifre messe insieme dal sindacato, si parla quindi di 1 miliardo e 650 milioni per i privati. Fatti due calcoli, una cifra 13 volte superiore a quella investita.

«Con il project la Regione si è venduta il futuro», tuona Emiliano Viafora, segretario regionale della Cgil. «La finanza di progetto è un’ipoteca per le generazioni che verranno, senza contare che un semplice mutuo sarebbe costato molto di meno, a tutti. A causa della finanza di progetto si mettono a rischio le risorse per l’assistenza e la cura».

Viafora si riferisce anche al peso dell’Iva del canone annuale, che per l’ospedale dell’Angelo vale quasi 9 milioni. Si tratta, dice la Cgil, di un costo che le Aziende Sanitarie non possono detrarre (in quanto spese per prestazioni di servizi) e che quindi va messo tra le spese correnti, quindi su quelle per il funzionamento dell’Ulss stessa.

«Inoltre – incalza Viafora – questo tipo di operazioni mancano di trasparenza. Si è cercato di avere in mano i documenti dei contratti, per saperne di più e anche per sapere qual’era il capitale di rischio dei privati, ma non abbiamo mai ottenuto risposta».

Marco Dori

 

Un pomeriggio di caos, tutti in coda nella prima domenica di dicembre. Inizia la caccia ai regali di Natale

Il raddoppio del centro commerciale di via Don Tosatto, ha convogliato ieri già nelle prime ore del pomeriggio, migliaia di persone nella nuova galleria dello shopping. Se al mattino si circolava, ma non c’era la coda e dunque la situazione era sostenibile, alle 15.30 la fila di auto dirette in zona, iniziava poco dopo il Terraglio, all’altezza della nuova catena di carne Roadhouse. Tutti in coda, bloccati ancora prima di arrivare in rotonda della tangenziale. Si procedeva a passo d’uomo, non senza qualche imprecazione, per la rabbia di chi abita nei quartieri del Terraglio, che sebbene siano protetti dal cavalcavia della Favorita, poi però per spostarsi devono necessariamente percorrere il Terraglio e incrociare, volenti o nolenti, il flusso ininterrotto di auto che si recano a fare la spesa: chi all’Auchan, chi all’Ipercoop, chi da Mediaworld, Decathlon, piuttosto che da Milleamici. Ma evidentemente sono i nuovi cinquanta negozi del tempio dello shopping mestrino ad aver attirato la maggior parte della gente: H&M, il grande store di Desigual, i temporary store e le offerte di lancio di questa prima settimana di apertura. Senza contare che quella di ieri, è stata la prima domenica di dicembre, dunque il periodo dell’anno in cui si spende di più, si va alla caccia del regalo di Natale, si portano i bambini in galleria, anche solo per dare un’occhiata a cosa c’è in giro. Il Centro poi, ce la sta mettendo tutta per attirare grandi e piccoli. Da qui alla fine dell’anno, non ci sarà giorno in cui l’Auchan e tutta la zona commerciale, non sarà aperta, pertanto c’è da aspettarsi che la coda non diminuirà certo, semmai aumenterà, a meno che dopo l’interesse iniziale, la curiosità non scemi, come accade spesso. A breve poi, dovrebbe aprire anche la zona food-court completata con tanto di ristoranti, altro fattore che catalizzerà le famiglie all’Auchan, anche solo per mangiarsi un panino da Mc Donald’s. E non è finita, perché a breve l’area si amplierà ancora. A due passi da Auchan, nello stabile dove è stata realizzata l’Interspar, entro l’anno dovrebbe aprire i battenti Sushiko – japanese kaiten restaurant – dedicato agli amanti delle specialità giapponesi. Sempre nei nuovi capannoni dietro Interspar, pare arriverà Globo, catena che ha aperto in molte parti d’Italia. Senza contare l’arrivo di Iperlando, altro fattore da non sottovalutare che inciderà sulla viabilità precaria.

Marta Artico

 

Treni, tutti contro i nuovi orari.

Oggi la protesta di Legambiente

Sindaci, pendolari e volontari monteranno sul regionale con partenza alle 7.53 da Portogruaro

Domani a Venezia la marcia in Regione dei comitati di Quarto d’Altino e del Veneto Orientale

QUARTO D’ALTINO – Al via oggi la due giorni di proteste contro l’orario cadenzato che entrerà in vigore a metà dicembre, ma che sta creando parecchio malcontento, tra i pendolari, i gestori di attività economiche e gli stessi amministratori locali dei territori più penalizzati dalle corse. Questa mattina si terrà la manifestazione lanciata da Legambiente, “Pendolaria”, che coinvolgerà molti sindaci della tratta Venezia-Trieste. Protagonista della mattinata sarà il regionale 11034, in partenza da Portogruaro alle 7.53 del mattino, il quale fermerà in tutte le stazioni, fino ad arrivare a Mestre. Passerà per Ceggia, San Donà di Piave, Quarto d’Altino, Marcon Porta Est, raccogliendo pendolari, accompagnati dai rappresentanti di Legambiente, ma anche i sindaci dei comuni interessati, più arrabbiati che mai e decisi a far sentire la loro voce con chi ha potere di scelta e decisionale. Dopo le soste, il treno arriverà finalmente a Mestre, dove Legambiente assieme ai comitati dei pendolari ed ai primi cittadini, terrà una sorta di incontro-manifestazione, alla quale sono invitati tutti, in programma poco prima delle nove del mattino nella sede della Fiab di Mestre, in via Col di Lana. Legambiente quest’anno ha lanciato il cosiddetto “Manifesto dei pendolari”, precise richieste che verranno inviate al Governo ed alla Regione.

«L’obiettivo», spiega Legambiente, «è dimostrare che l’impegno delle amministrazioni locali non manca, ma serve una politica regionale in grado di pianificare, finanziare ed organizzare una mobilità collettiva all’altezza delle necessità».

Tra i temi all’ordine del giorno che verranno affrontati questa mattina , c’è ovviamente l’avvio dell’orario cadenzato: di discuterà della necessità di cambiarlo, dell’assenza di integrazione oraria tariffaria tra i vari mezzi di trasporto, l’abbandono del servizio nelle fasce sociali, la scomparsa dell’Sfmr (sistema ferroviario metropolitano regionale), il mancato coinvolgimento di associazioni, cittadini, amministrazioni locali.

Domani, invece, sarà la volta della grande manifestazione contro l’orario cadenzato organizzata dai comitati dei pendolari di Quarto d’Altino, con Luciano Ferro e Gianni Foffano in testa e del Veneto Orientale, che si sono uniti contro i disagi della tratta, alla quale hanno aderito però, molti sindaci dei comuni che ricadono all’interno della Venezia-Trieste e sindacati. L’appuntamento, per tutti, è alle 14 davanti alla stazione di Venezia Santa Lucia, per marciare verso palazzo Balbi e ottenere attenzione da parte dell’assessore regionale ai Trasporti, Renato Chisso.

Marta Artico

 

 

Rivoluzione nel Miranese dal 15 dicembre

Con l’orario cadenzato i pendolari dovranno scendere a Mestre e cambiare per Venezia

MIRANO – Con l’entrata in vigore l’orario cadenzato , cambieranno anche le abitudini degli utenti. Anche il Miranese ne sarà interessato e per dei passeggeri si dovrà prendere confidenza anche con il cambio su un altro convoglio a Mestre, perché non tutti arriveranno a Venezia Santa Lucia. Vediamo come saranno modifica gli orari.

Mirano. Primo treno per Santa Lucia alle 5.30, ultimo alle 22.24. Poi ci saranno alle 6.45, alle 7, alle 7.30, alle 7.45 e alle 8. Di fatto ce ne sarà uno ogni 15 minuti. Unico cambio a Mestre per chi salirà alle 8.14 e a Mestre dovrà attendere 5 minuti. Viceversa, primo treno alle 5.05, ultimo alle 22.35. Ci saranno regionali ogni 20, 30 o 40 minuti, a seconda della fascia oraria, con un buco dalle 8.35 alle 10.35.

Spinea. Da Spinea verso Venezia, primo treno alle 6.40, ultimo alle 21.40. Ai minuti 40 di ogni ora, i passeggeri non dovranno cambiare per raggiungere Santa Lucia, mentre chi salirà sul regionale ai 57 di ogni ora, dovrà scendere a Mestre (attesa cinque minuti). Viceversa, primo treno a Santa Lucia alle 5.26 e ultimo alle 20.26. In mezzo convogli diretti ai minuti 26 di ogni ora e sosta a Mestre per chi prenderà quelli ai minuti 39, dove si dovrà aspettare cinque minuti.

Maerne. Per andare a Venezia prima corsa alle 6.08 e ultima alle 21.36. Regionali diretti ai minuti 8 e 36 di ogni ora, per quelli ai 53, cambio a Mestre e attesa di cinque minuti. Da Venezia a Maerne, sempre un treno diretto ai minuti 26 e 56 di ogni ora, cambio a Mestre (attesa cinque minuti) per chi lascerà Santa Lucia ai minuti 39 di ogni ora. Primo treno alle 5.26, ultimo alle 20.56.

Salzano. Verso Venezia si avranno treni dalle 6.31 alle 21.31. Quelli diretti, saranno ai minuti 31, mentre chi dovesse salire sui regionali in partenza ai 48 di ogni ora, dovrà fermarsi a Mestre e salire sulla coincidenza cinque minuti dopo. Viceversa, sempre un treno diretto ai 26 di ogni ora, per chi sale sul treno ai 56 di ogni ora, dovrà andare fino a Noale e aspettare 18 minuti per l’altro regionale e tornare indietro di una fermata. Per rientrare a casa, ci impiegherà 51 minuti. Prima corsa alle 5.56, ultima alle 20.26.

Noale. Per andare a Venezia, il primo treno alle 6.02, l’ultimo alle 21.26. Ci saranno convogli ai minuti 2 e 26 di ogni ora, quello alle 43 di ogni ora si fermerà a Mestre, con attesa per Santa Lucia di cinque minuti. Per il ritorno, prima partenza da Venezia alle 5.26 e l’ultima alle 20.56. I convogli partiranno ai minuti 26 e 56 di ogni ora.

Alessandro Ragazzo

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Tribuna di Treviso – Ferrovie. Il caos dei nuovi orari.

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1

dic

2013

Ultimo treno anticipato, coro di proteste

Cene e visite serali a Venezia impossibili. E chi viaggia su lunghe percorrenze rischia di passare la notte a Mestre

Abbonato storico – Cladio Peris ha studiato le varie possibilità e ha gettato la spugna: sarò costretto a usare l’auto per andare al lavoro

Trevigiani e friulani in “fuga” da Venezia, se usano il treno. Col nuovo orario, dal 15 dicembre, il coprifuoco scatterà intorno alle 23. Un’ora prima di oggi, quando l’ultimo treno è alle 23.56. Nella città lagunare, dunque, l’appassionato della Fenice dovrà lasciare il teatro alle 22.30 per recarsi in stazione sicuro di salire sull’ultimo convoglio, alle 23.04. Tempi strettissimi per cene più o meno intime.

Infuriati i pendolari. «Io dovrò usare l’auto», ammette Claudio Peris, uno degli abbonati storici sulla linea Vittorio Veneto-Conegliano. Così pure un suo collega, che addirittura deve salire a Calalzo di Cadore, passando da Treviso e Conegliano. A Mestre l’ultima coincidenza possibile sarà alle 22.16, chi arriverà da Milano (o da Padova, Vicenza, Verona) con le Frecce, successivamente, dovrà trascorrere la notte in stazione, fino alle 5.16 del mattino. E sapete per quanti minuti di differenza? Sette in un caso, 11 nel secondo. La Frecciargento 9454 arriva, salvo ritardi, alle 23.23, la Frecciabianca 9753 alle 23.38. Per non dire del regionale veloce da Padova delle 23.33 o dell’Euro Night dell’1.02. L’alternativa al bivacco? Pigliarsi un taxi, una trentina di euro – trattando – fino a Treviso, una sessantina, sempre trattando, fino a Conegliano. In verità, un’altra soluzione c’è: scendere a Mestre in auto o farsi rimorchiare. Come spesso è accaduto a Peris, con i treni soppressi.

«È meramente un conto economico, quello che fanno le Ferrovie», sottolinea Enrico Caberlotto, che anima il Comitato di pendolari di Vittorio Veneto e ha partecipato in questi mesi a numerose trattative, concludendo che «non tutto si deve buttar via dell’orario “cadenzato”, perché se peggiorano le condizioni da Vittorio Veneto verso Venezia, migliorano quelle verso le Dolomiti».

Un conto economico, però, che non convince Peris. «Il treno di mezzanotte, l’ultimo verso Treviso e Udine, ha una media, per come ho potuto constatare, fra i 200 e i 300 passeggeri. È vero che si dimezza a Treviso, ma a Conegliano ne restano sempre una cinquantina. I conti, dunque, dovrebbero tornare».

Problemi non meno pesanti all’alba in treno. La sveglia non scatta prima delle 6, con grave pregiudizio per i numerosi pendolari da Treviso (ma anche da Conegliano e perfino da Sacile) verso Marghera. «Stiamo trattando con Trenitalia per ripristinare il convoglio da Sacile delle 4.25 con arrivo a Conegliano alle 4.37», anticipa l’assessore regionale ai trasporti, Renato Chisso. Il primo treno utile da Treviso per Mestre e Venezia è infatti quello delle 5.04, proveniente da Sacile-Conegliano. Con il nuovo orario, il primo treno utile da Treviso è posticipato di oltre 30 minuti, alle 5.36 con arrivo a Mestre alle 6.02, inutile per i pendolari con il turno che inizia alle 6.

“Vorrà dire», puntualizza Peris, «che il sottoscritto dovrà recarsi in auto fino a Treviso, non potrò usufruire del primo treno che transita da Conegliano alle 5.40». Su alcuni aspetti si sta ancora trattando fra Regione e Trenitalia. L’assessore Chisso conferma che una soluzione è stata trovata per Oderzo, con la reintroduzione del treno delle 7.30 del mattino. A Conegliano faranno tappa i nuovi convogli per Vittorio Veneto e Belluno, i Minuetto.

Francesco dal Mas

 

Effetto domino sulle coincidenze

Problemi per chi deve rincasare con le “Frecce” da Milano, Roma e Bologna

Il taglio di due treni «notturni» dall’orario cadenzato invernale non mette in crisi solo i turisti e i comuni visitatori che vanno a Venezia per cenare, guardare uno spettacolo o fare una semplice e romantica passeggiata serale. Rischia infatti di lasciare a piedi anche viaggiatori in arrivo da Milano, Bologna, Roma. Così com’è infatti, oggi «l’invernale» di Trenitalia ha depennato il treno diretto Venezia-Treviso delle 23.18 e quello per Udine in partenza da Venezia alle 23.56. Due treni non certo stipati di viaggiatori, ma utili per dare continuità al servizio garantendo una copertura serale (non certo notturna) a Venezia, ma anche alle coincidenze delle «Frecce» in arrivo a Mestre dalle 23.16 in poi. Quelle che da domani non coincideranno più con nulla. Provare per credere.

Partenze da Milano alle 21. A Mestre arrivi, ma alle 23.28 (ritardi permettendo), e l’ultimo treno diretto a Udine (quindi Treviso, Conegliano, …) è già passato da una decina di minuti. Alternative? Nessuna a parte costosi taxi o una gelida notte in stazione (il primo treno è all’alba). Non resta che partire prima da Milano, dove l’ultima possibilità di viaggio per azzeccare la coincidenza a Mestre è alle 20.05.

Arrivi da Bologna. L’ultimo treno utile per poter raggiungere la Marca è quello che parte da Bologna alle 21.10 perchè il regionale veloce che parte da Bologna solo 10 minuti dopo arriva a Mestre alle 23.06, con un’altissima dose di rischio di perdere la coincidenza delle 23.16 e quello dopo (Frecciargento delle 22.10 da Bologna con arrivo alle 23.23) di fatto non trova nessun treno ad aspettarla.

In arrivo da Roma? Ovviamente nessuno sconto nemmeno per i viaggiatori in arrivo dalla capitale, anzi. L’ultimo treno utile è quello che parte da Termini alle 18.50 e arriva a Mestre alle 22.23. Tutti quelli seguenti non hanno coincidenze che permettano ai viaggiatori di arrivare Treviso e oltre. Alternative? Un treno notturno che prevede sette ore di viaggio e arriva a Treviso (e solo lì) alle 6.12 o cambi – sempre notturni – tra euronight e i primi regionali del mattino a Verona e Mestre. Prima almeno c’era il treno delle 19.50 che arrivava a Mestre alle 23.23.

 

«Ci saranno pullman sostitutivi»

L’assessore Chisso: pochissimi viaggiatori, taglio inevitabile. Ma stiamo trattando

L’ultimo convoglio da Venezia per Treviso ed il Friuli parte alle 23.04. Dal 15 dicembre, con l’orario cadenzato. Oggi, invece, i viaggiatori hanno la possibilità di posticipare la partenza fin quasi a mezzanotte. «Abbiamo fatto di tutto per convincere Trenitalia a confermare questo orario», afferma l’assessore regionale Renato Chisso, «niente da fare. I viaggiatori sono pochissimi. Quindi stiamo trattando per pullman sostitutivi». Il trevigiano che va alla Fenice deve arrangiarsi. Così il friulano. «L’ha sempre fatto, per la verità. Come colui che si recava alla spiaggia del Lido e si fermava a cenare, per poi rientrare». Ma arrangiarsi come? «Utilizzando la propria auto. Vorrei però tranquillizzare: gli orari non sono stati ancora definiti. Abbiamo una settimana di tempo, fino al 9 dicembre. Stiamo trattando la soluzione di tutti i problemi aperti. E speriamo di individuarla nella maggior parte dei casi. Poi ci sarà una verifica del “cadenzato” nei primi 3 mesi di sperimentazione. Altre correzioni sono dunque possibili. Dico subito, per onestà, che al momento per il rientro da Venezia dopo quell’ultimo treno, il problema si presenta complicato». Con la metropolitana di superficie i collegamenti si prolungheranno fino alle 2 di notte. Ma quando? «Non ci sono dubbi, entro il 2015. L’orario cadenzato ne è l’avvio concreto. Sarei tentato di immaginare che fra un anno, con l’arrivo dell’orario 2015 si verificheranno possibili anticipazioni. Vedremo». A sentire Cgil Trasporti, l’orario cadenzato è in generale un disastro. L’alba è davvero impossibile per i pendolari. «Con il nuovo orario avremo il 20% di corse in più, il 30% da marzo, quando, con i nuovi treni si creeranno 40 nuovi posti di lavoro, due per ogni nuovo convoglio in arrivo. È questo il disastro? Si abbia la pazienza di attendere fino al prossimo mese di marzo».

(f.d.m.)

 

Gazzettino – Nuovi orari, binari “roventi”

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1

dic

2013

TRASPORTI – Si moltiplicano le iniziative di protesta nei confronti di Trenitalia

Domani il corteo di Legambiente, martedì tocca ai pendolari, sciopero il 15

PROTESTA – Cresfe il malumore per i nuovi orari ferroviari cadenzati in vigore dal 15 dicembre

RENATO CHISSO  «Questo territorio è la porta verso Est»

Legambiente del Veneto orientale, comitati dei pendolari e sindacati sul piede di guerra contro l’orario cadenzato. Molti i disagi lamentati dai pendolari, tra questi i lavoratori più colpiti dovrebbero essere quelli dei comparti turismo, pulizie, vigilanza e ristorazione che rischiano il licenziamento, cui si aggiungono esuberi e spostamenti coatti per 40 dipendenti delle ferrovie. Due le giornate di protesta. Domani l’iniziativa di Legambiente, martedì 3 la marcia a palazzo Balbi dei Pendolari con molti amministratori dei Comuni della tratta Portogruaro- Venezia che hanno aderito ad entrambe le manifestazioni. Una giornata di sciopero è prevista domenica 15, promossa dalle segreterie regionali di Uil Trasporti, Filt-Cgil, Fit-Cisl, Ugl-af, Fast Ferrovie e Orsa, una seconda di 24 ore sarà decisa il giorno successivo.

Legambiente domani organizza “In treno con i cittadini” con i sindaci di Portogruaro, Ceggia, San Donà, Quarto d’Altino e Marcon che saliranno sul treno R11034 alle 7,53 a Portogruaro, con soste in tutte le stazioni e arrivo a Mestre alle 8.49. Una conferenza è prevista nell’area della stazione, in caso di maltempo nella sede Fiab in via Col di Lana.

«Il servizio ferroviario regionale sta andando allo sfascio – il commento di Nicola Nucera di Legambiente – con l’avvio dell’orario cadenzato, la mancanza d’investimenti, l’assenza di integrazione tra vari mezzi di trasporto, l’abbandono del servizio nelle fasce sociali, meno servizi nelle prime ore del mattino e della sera assieme alla forte riduzione di sabato e giorni festivi».

Anche le organizzazioni sindacali sono in fermento. La segreteria di Filacams-Cgil sarà presente al corteo del 3 dicembre dei pendolari di Quarto d’Altino a fronte dei tagli delle corse tra Mestre e Venezia negli orari notturni.

«L’orario cadenzato – spiegano – penalizza tutte le tratte che collegano Venezia e la Regione. Più colpiti i lavoratori con turni che iniziano alle 5.30 o alle 6 e finiscono molto tardi. È duro per chi prende il treno alle 4 essere soggetto a continue ammonizioni e minacce di licenziamento per mancata puntualità».

Uil Trasporti evidenzia che a pagare sarà anche il settore ferroviario. «Ai sindacati è stato chiesto di accettare le scelte unilaterali senza alcuna trattativa. Il nuovo orario porterà maggiori carichi di lavoro, più diseguaglianza nei turni, esuberi e la mobilità coatta per 40 lavoratori. Una situazione inaccettabile quando si ricorre al lavoro straordinario ogni giorno e con prestazioni ai limiti della normativa».

Davide De Bortoli

 

FERROVIE – La vera priorità è elettrificare la tratta Portogruaro-Casarsa

PORTOGRUARO – La priorità numero uno? Elettrificare la tratta ferroviaria Casarsa-Portogruaro. Un concetto che è stato ribadito più volte nel corso dell’incontro di venerdì è quello legato alla necessità di elettrificare un tratto di 21 chilometri a un solo binario che collega Portogruaro a Casarsa, per agganciare così il Veneto ed il Nordest all’Europa del Nord, passando per Udine, Tarvisio e Vienna. Un progetto, sostenuto con forza dal sindaco di San Vito al Tagliamento, Antonio di Bisceglie, e dal presidente dell’Interporto di Pordenone, Giuseppe Bortolussi, che si spera possa offrire un aiuto concreto all’economia del Nordest. (t.inf.)

 

PUBBLICITA’  INGANNEVOLE

Il Codacons-Venezia ha presentato un esposto all’Autorità di vigilanza per “pubblicità ingannevole” contro l’Auchan. Il riferimento è a un depliant relativo alla recente inaugurazione delle nuove aree commerciali mestrine, e scaricabile anche da internet, in cui si parla della farmacia comunale.

«Ma la farmacia non c’è e non può esserci», interviene Mimmo Quaglia dal Codacons-Venezia, «perché l’iter non è ancora concluso e nessuno può darne per scontato l’esito, specie di fronte agli effetti negativi che tale apertura comporta. Il Codacons-Venezia si è qualificato per le iniziative di tutela del consumatore, attente a non lasciare che immediati vantaggi comportassero in prospettiva l’assunzione di comportamenti più dannosi. L’impegno contro l’apertura domenicale dei supermercati era proprio in questa ottica: a fronte di una comodità, non di prima necessità, si comprime la funzione della domenica come giornata per l’uomo, dopo sei giorni per il lavoro e per il mercato».

Quindi Quaglia aggiunge: «Una farmacia del Comune all’ipermercato farebbe concorrenza alle altre 14 farmacie comunali o dei privati presenti sul territorio mestrino e sarebbe una danno irreparabile a quella rete di relazione che si articola sui negozi di vicinato. Ci attendiamo un pronto intervento del Comune e dell’Ordine dei farmacisti per non consentire l’apertura di farmacie nei supermercati a difesa della rete dei negozi di vicinato, del particolare rapporto fiduciario che lega l’anziano con il farmacista, e presidiare il territorio con una professionalità strategica per il sistema sanitario».

Sulla questione sollevata dal Codacons, per il momento i vertici della catena commerciale non hanno rilasciato alcuna dichiarazione.

Simone Bianchi

 

Nuova Venezia – Nuovi orari dei treni, tagli per i pendolari

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30

nov

2013

dal 15 dicembre si cambia

Trenitalia ufficializza le novità dei regionali, Simonaggio (Cgil) all’attacco: «È stato colpito chi va a lavorare presto al mattino»

Mancano appena due settimane all’entrata in vigore del nuovo orario annuale di Trenitalia, che, per la prima volta nella storia dei treni regionali delle Ferrovie dello Stato nel Veneto, sarà di tipo cadenzato. Ossia i locali, su una determinata linea, partiranno ed arriveranno sempre alla stessa ora ed agli stessi minuti. A fronte di questa novità, c’è subbuglio tra i pendolari preoccupati per alcuni tagli alle linee regionali. La Cgil si è fatta interprete ieri di questo disagio e il segretario regionale Ilario Simonaggio ha avuto parole molto dure:

«Non ci sono i treni del mattino presto e i nuovi Stadler, fabbricati in Svizzera, sono più capienti perché hanno posti in piedi».

Il sindacato registra la protesta di che si è visto eliminare quattro regionali veloci per Brescia e Milano. E su Venezia: «Come è possibile che a Venezia, da Padova, non si possa arrivare dopo le 22.30?»

Già da oggi è possibile consultare il nuovo orario, che parte domenica 15 dicembre, sul sito di Trenitalia ed anche su quello delle Ferrovie Tedesche (Deutsche Bahn). Anzi c’è di più. Per quanto riguarda i treni a lunga percorrenza, non è previsto nessun cambiamento. Né per le Frecce Argento Venezia-Padova- Bologna-Firenze-Roma ( oltre 15 coppie al giorno più 5 Italo)a/r e né per le Frecce Bianche Venezia-Padova-Vicenza-Verona-Brescia-Milano/ Torino, dove c’è un Eurostar ogni mezz’ora.

L’unica, ma attesa, novità sulle lunghe distanze è, dopo quattro anni, il ritorno dell’Eurocity, gestito dalle Ferrovie Austriache, anche di giorno, sulla linea Venezia Santa Lucia (15.59)- Treviso ( 16.30)- Udine – Tarvisio-Klagenfurth – Wien Meidling.

Neanche questa volta partirà la SFMR, ossia il metrò sulla tratta Padova-Venezia, sebbene quasi tutte le opere del progetto, partito 25 anni fa, siano state ultimate con una spesa di oltre cento milioni.

«A questo punto o l’assessore Renato Chisso spiega nei particolari le cause dei ritardi in questa, lunghissima, telenovela ferma ad un binario morto oppure si deve dimettere subito.» osserva Nino Pipitone, consigliere d’Idv.

Due, essenzialmente, invece, le novità sulle linee regionali. Per la prima volta nascono tredici coppie di treni regionali veloci sulla linea Venezia-Padova- Vicenza-Verona, con fermate anche a San Bonifacio e Verona Porta Vescovo e, sempre per la prima volta, tredici coppie di regionali collegheranno Treviso direttamente con Padova, via Castelfranco, Camposampiero, senza dovere, per forza, andare prima a Mestre e salire su un altro treno per la città del Santo.

Applausi per la nuova linea diretta Treviso-Padova, ma non per l’istituzione dei nuovi regionali veloci Venezia-Padova-Verona perché, dal 15 dicembre, non ci saranno più i quattro regionali veloci che oggi collegano la laguna con Milano. Chi non vuole spendere un sacco di soldi per salire sulle Frecce Bianche dovrà scendere a Verona Porta Nuova e prendere la coincidenza con gli altri regionali veloci che collegano la città di Giulietta e Romeo con Milano, via Brescia, Rovato e Treviglio.

Pochi cambiamenti sulla linea delle Dolomiti che parte da Padova, via Montebelluna e Feltre. Anche qui l’orario sarà cadenzato. Il primo da Belluno partirà alle 4.48 e l’ultimo alle 19.48. Saranno regionali velocizzati a metà perché, arrivati a Camposampiero, non fermeranno più sino a Padova nelle stazioni di San Giorgio delle Pertiche, Campodarsego e Vigodarzere, dove, però, fermeranno i nuovi locali provenienti dalla Marca.

Brutte notizie, infine, per i viaggiatori, che, alla sera, si servono, in genere, degli ultimi treni in partenza da Santa Lucia per Padova, Treviso-Castelfranco –Bassano e San Donà-Portogruaro. Linea per Padova: ultimo regionale alle 22.35. Per Mogliano-Preganziol-Treviso alle 23.04 (oggi ultimo 23.56) ; per Bassano alle 21.08( oggi 21.28 e 22.38) e per Portogruaro alle 22.41 (oggi 00.21 e 00.36).

Felice Paduano

 

«Penalizzata la tratta Venezia-Trieste»

Cresce la protesta dei sindaci. Conte (Quarto d’Altino) critica la Regione. Martedì corteo a Venezia

«Riteniamo necessario manifestare il nostro dissenso sia per il metodo seguito dalla Regione che per il merito. La Regione non ha coinvolto né l’utenza né i rappresentanti delle istituzioni locali».

È il testo di una lettera, spedita dal sindaco di Quarto d’Altino, Silvia Conte, a tutti i sindaci della tratta Venezia-Trieste, ma non solo a loro. Tra i destinatari ci sono i comuni di Venezia, Portogruaro, Casale, Ceggia, Fossalta di Piave, Fossalta di Portogruaro, Marcon, Meolo, Roncade, San Donà di Piave, San Stino di Livenza.

L’invito è quello a partecipare alla manifestazione in programma martedì a Venezia, con partenza dalla stazione di Santa Lucia e marcia verso il consiglio regionale, alla quale parteciperanno i pendolari, infuriati contro il nuovo orario cadenzato che entrerà in vigore da metà dicembre. Una lettera motivata dai gap del nuovo orario, che per alcuni Comuni rappresenterà un grosso problema.

Si legge: «Non sono stati coinvolti i portatori di interessi diffusi, né le aziende di trasporto pubblico locale nel percorso di elaborazione, né la Regione ha recepito le istanze da noi rappresentate nelle sedi istituzionali, né ha attivato un adeguato piano di comunicazione».

Precisa Conte: «Il risultato è che dopo anni di attesa per un nuovo servizio ferroviario metropolitano quello che entrerà in vigore dal 15 dicembre prossimo è fortemente penalizzante per i pendolari e per le attività economiche, riducendo di fatto la fascia oraria dal servizio».

La protesta di martedì dunque monta. «La penalizzazione è certa», commenta il sindaco di Marcon, Andrea Follini «mancano dei treni della sera e del mattino, c’è poco da fare. Penso anche ai tanti lavoratori che si recano negli alberghi a lavorare, magari anche ci arrivano, ma poi come tornano?»

Tra i problemi evidenziati, c’è quello relativo ai treni del mattino, è stato confermato il primo convoglio, in partenza da Portogruaro alle 4.38, ma è stato posticipato rispetto all’orario precedente, creando dei disagi ai lavoratori che devono prendere servizio presto, ad esempio all’ospedale civile di Venezia o nelle vetrerie di Murano e che dunque devono cambiare più mezzo. Rimane il buco delle due ore in mezzo alla mattinata c’è poi la partita del buco della sera, tra le 20 e le 22, segnalato dal comitato altinate.

Il cadenzamento, insomma, secondo i sindaci, non è effettivo in tutta la giornata. In tanti sindaci, in queste ore, oltre all’adesione formale alla manifestazione, hanno annunciato che parteciperanno lunedì mattina, alla protesta di Legambiente, «Pendolaria».

Cittadini, utenti, ambientalisti, rappresentanti istituzionali monteranno sul treno regionale 11034, che partirà da Portogruaro alle 7.53 per raggiungere Mestre, dove si terrà una conferenza stampa, per chiedere l’istituzione e l’operatività di un tavolo sulla mobilità.

Giovedì sera, nel frattempo, in concomitanza con l’uscita del nuovo orario, si è svolto a Quarto d’Altino l’incontro pubblico congiunto con i comuni di Marcon, Quarto e Casale, dove sono emersi i tanti disagi sottolineati dai cittadini e dagli amministratori.

(m.a.)

 

 

IL COCIT AL COMUNE

Diego Saccon invita l’assessore Bergamo ad agire presso Cav e Autovie Venete per ottenere interventi antismog e il declassamento dell’arteria viaria

«Il traffico di attraversamento che transita in tangenziale porta rilevanti incassi alle concessionarie, ma questi incassi, nel caso della Cav, a causa di un piano economico finanziario sbagliato relativo all’ammortamento del costo del Passante, vanno tutti in quella direzione senza nessun reinvestimento degli incassi stessi sul territorio mestrino».

Diego Saccon del coordinamento del Cocit si rivolge direttamente all’assessore Ugo Bergamo per sollecitare un intervento presso le concessionarie autostradali per finanziare nuovi interventi di mitigazione sulla tangenziale. Perché, ricorda il Cocit, «gli abitanti sopportano solo le conseguenze negative sulla salute e sulla qualità della vita del traffico extraurbano, mentre i vantaggi vanno ad altri».

Saccon prosegue: «Di questo il Comune non ha responsabilità diretta, ma a mio avviso avrebbe il dovere sia di informare chiaramente la città, sia di fare una battaglia politica a favore dei propri cittadini».

L’altro caso è quello dei 3 chilometri, in concessione ad Autovie Venete, dallo svincolo del Terraglio alla bretella dell’aeroporto.

«Autovie e Regione Friuli Venezia Giulia hanno sempre avuto un atteggiamento di non curanza nei confronti dell’impatto della tangenziale sulla vita degli abitanti di Borgo Forte e dintorni, cavandosela, ai tempi della realizzazione della terza corsia, con la posa di 500 metri di barriere fonoassorbenti di qualità discutibile, infischiandosene sia delle osservazioni delle commissioni Via nazionale e del Veneto, sia di quelle di Arpav».

Ora, dicono dal Cocit, «nel 2017 scade la concessione di Autovie, occasione d’oro per il Comune di Venezia per chiedere il declassamento di questi 3 chilometri di infrastruttura, con la possibilità sia di avviare un controllo sui transiti extraurbani della tangenziale, sia di avviare una sperimentazione che potrebbe essere estesa all’intera infrastruttura».

Una proposta che, spiega l’associazione che si batte contro l’inquinamento della tangenziale, per funzionare, deve prevedere un intervento immediato.

«Vediamo se questa amministrazione», dice Saccon, «nell’anno e mezzo di vita che ha ancora davanti, saprà muovere i passi necessari oppure se resterà al palo come in altre occasioni».

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Gazzettino – Settembre 2014, in bici da Mestre a Venezia

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30

nov

2013

SUL PONTE DELLA LIBERTÀ – Pronta a settembre la pista ciclabile Mestre-Venezia

La pista ciclabile che unirà il centro di Mestre con il Tronchetto (e quindi Venezia, Lido e Pellestrina) sarà una realtà a settembre 2014, quando sarà ultimata, in contemporanea con il tram. Ieri la Giunta ha approvato il progetto definitivo che comprende anche 700 metri di passerella a sbalzo sul ponte della Libertà. Entro la fine dell’anno i lavori da poco meno di 2 milioni, saranno messi a gara.

PONTE DELLA LIBERTÀ – Approvato il progetto della pista ciclabile di sei chilometri. Investimento di due milioni. A fine anno sarà bandita la gara

Il sindaco: «Opera prioritaria per l’amministrazione. La laguna unirà ancora di più le due città»

Entro il prossimo settembre si viaggerà da Mestre al Tronchetto (e quindi Lido e Pellestrina) in bicicletta e soprattutto in sicurezza. La Giunta ha infatti approvato ieri il progetto definitivo della pista ciclabile il cui studio di fattibilità era stato presentato un anno fa. Contemporaneamente entrerà in esercizio il tram. Questa è la promessa che il sindaco Giorgio Orsoni e gli assessori Alessandro Maggioni, Ugo Bergamo e Alfiero Farinea hanno fatto sulla base del cronoprogramma dei lavori che sta eseguendo Pmv lungo il ponte translagunare e a piazzale Roma.

«In passato – ha spiegato il sindaco Giorgio Orsoni – sono stati fatti molti progetti di pista ciclabile, tutti molto belli, ma anche molto costosi. Ora noi siamo riusciti, credo, a fare qualcosa che permetterà ai cittadini di arrivare in città con la bicicletta in piena sicurezza e godendosi la vista. Questa è un’opera che abbiamo sempre considerato prioritaria e ciò che sarà fatto adesso non preclude sviluppi futuri, come la passerella a sbalzo su tutta la lunghezza del ponte. Ora la laguna unirà ancora di più le due città».

La pista – bidirezionale in tutta la sua lunghezza – si sviluppa per 6 chilometri e 200 metri a partire dal sottopasso del Vega. Il tutto per un costo di 1 milione 950mila euro, interamente coperti in parte dai lavori del tram e in parte dai proventi delle strisce blu dei parcheggi. Sarà realizzata in tre lotti distinti: 2,5 km in terraferma fino ai Pili, 3 km sull’attuale marciapiedi-pista ciclabile del ponte, risistemato e messo in sicurezza e gli ultimi 700 metri con una passerella a sbalzo che porterà le bici al Tronchetto.

      «Entro fine anno – ha confermato Bergamo – partirà la gara per l’esecuzione delle opere, che saranno terminate entro settembre 2014, offrendo alla città una pista che dalla stazione di Mestre porterà a Venezia».

«È una delle opere più attese da chi si muove sulle due ruote – ha detto poi Maggioni – e servirà per aumentare notevolmente la sicurezza lungo le nostre strade. Ricordo infine che questa Amministrazione ha finora investito 12 milioni e mezzo in piste ciclabili».

Particolare attenzione ha richiesto la progettazione della pista a sbalzo, perché l’aggancio alla struttura del ponte è stato studiato in differenti soluzioni, secondo la solidità del materiale di volta in volta trovato attraverso sondaggi e ricerche con il georadar. La passerella, formata da moduli di 12 metri l’uno, sarà agganciata al ponte lasciandone visibile l’intera struttura.

Michele Fullin

 

L’ILLUMINAZIONE – Faretti led lungo i guard-rail: meno consumi e inquinamento

Nella stessa partita rientra il rifacimento dell’illuminazione pubblica lungo il ponte e lungo la pista. Le luci di quest’ultima saranno opportunamente “separate” da quelle della sede stradale per evitare di disturbare il traffico automobilistico. L’impianto, realizzato con punti luce a tecnologia led a basso consumo energetico, richiederà un investimento di un milione e 300mila euro.

Tutti sanno che lo scorso anno i famosi “fiammiferi” blu piazzati nel 1990 per illuminare il ponte sono stati rimossi. Al loro posto ci sono ora dei pali meno appariscenti, che serviranno per alimentare il tram.

«L’illuminazione – ha spiegato l’assessore Magioni – sarà più bassa di quella dei vecchi lampioni non solo per una questione di risparmio energetico, ma anche per rientrare nei parametri europei di inquinamento luminoso. Il codice della strada – ha aggiunto – non considera il ponte come un luogo con obbligo di illuminazione pubblica. Noi la metteremo ugualmente attraverso dei “marcatori” luminosi posizionati sui guard rail. Sull’ultimo tratto di ponte, dove è stato deciso di mantenere i lampioni sul lato destro, le lampade ad incandescenza sono state sostituite da dispositivi led, molto meno voraci di energia».

Nel corso della giornata, infine l’assemblea di Avm ha deliberato l’aumento di capitale attraverso il conferimento da parte del Comune delle azioni che deteneva in Pmv, portando così a termine il processo di riorganizzazione della holding della mobilità, interamente controllata dal Comune, che sotto di sè ha Actv, Pmv e Vela.

(m.f.)

 

TRASPORTI – On line sul sito di Trenitalia, polemica sulla mancanza di informazioni sui servizi

Dal 15 dicembre i treni cadenzati, ma nessuno li ha concordati con enti locali e aziende di trasporto

TRENI – Ecco tutte le corse dell’orario cadenzato. Ma i pendolari sono sul piede di guerra

TRENI – Finalmente on line i nuovi orari cadenzati in vigore dal prossimo 15 dicembre sulle linee regionali

La sorpresa è arrivata di prima mattina, con la pubblicazione “on line” sul sito di Trenitalia dei nuovi, fatidici orari cadenzati in vigore dal 15 dicembre. Ma è bastata una rapida occhiata ad alcune schermate per rendersi conto che gli orari corrispondono (con trascurabili variazioni) ai “dati provvisori” – così li aveva definiti Trenitalia – comparsi già nei giorni scorsi sul sito delle ferrovie tedesche. Nessuna novità dunque per studenti e pendolari che, in assenza di comunicazioni ufficiali sui nuovi orari, attesi e allo stesso tempo temuti, avevano “smanettato” sul computer in cerca di qualche dato certo sui loro spostamenti quotidiani.

Di buono c’è che, a 25 anni dalla firma del primo protocollo d’intesa fra Regione e Ferrovie, il progetto Sfmr comincia a prendere corpo: su ciascuna delle quattro linee che gravitano sul nodo di Mestre (in assenza dei nuovi orari della linea per Adria, ancora non disponibili) partenze e arrivi saranno a cadenze fisse, come illustrato dalla grafica pubblicata a parte.

Fra San Donà e Venezia ci saranno due corse orarie, tre (con cambio) sulla linea da Noale-Scorzè, quattro fra Treviso e Venezia e cinque sulla Venezia-Padova, due delle quali con regionali veloci.

Il problema è che, nella stesura degli orari, Trenitalia ha fatto di testa sua, ignorando aziende di trasporto, enti locali e passeggeri, che alla fine sono che pagano il biglietto.

«Nessuno ci ha consultato – tuona il presidente dell’Atvo, Fabio Turchetto – Siamo la Cenerentola dei trasporti. Il risultato è che su dieci corse, solo tre o quattro corrispondono a quelle preesistenti. Le altre arrivano a San Donà alcuni minuti dopo le coincidenze con l’autobus o in prossimità di queste. Il risultato è che, per pochi minuti, studenti e pendolari rischiano di dover attendere dai 30 ai 40 minuti». Con gli studenti, come osservato alcuni giorni fa dal sindaco di San Donà Andrea Cereser, “costretti” a vagare per le strade in attesa delle rispettive coincidenze.

Ma è soprattutto la mancanza di comunicazione a disorientare i viaggiatori: «Sin da quando si è iniziato a parlare di Sfmr, la Regione Veneto si è distinta per una certa noncuranza sul fronte della comunicazione», si legge sul sito dell’associazione “Ferrovie a Nordest”. Niente mappe, tantomeno orari (se non quelli comparsi ieri mattina sul sito di Trenitalia), tantomeno informazioni su tariffe, servizi e coincidenze con altri mezzi di trasporto. No stupisce così che, sui social network, i commenti si sprechino. Così scrivono su Facebook i pendolari del Veneto orientale: «Ora che sul sito di Trenitalia sono stati pubblicati gli orari e per la nostra linea sono identici a quelli tedeschi… possiamo sentirci presi in giro»? Chissà se arriverà una risposta.

 

AFFOLLATO INCONTRO IERI SERA DEI COMITATI DI QUARTO, SAN DONÀ E PORTOGRUARO

Pendolari scontenti e arrabbiati  «Inascoltate le nostre richieste»

L’orario cadenzato è ufficiale e fa arrabbiare quasi tutti. Erano in molti ieri sera a Quarto d’Altino per l’incontro organizzato dai Comuni di Quarto, Marcon e Casale sul Sile. Presenti i sindaci Silvia Conte e Andrea Follini, l’assessore di Quarto Radames Favaro, il vicesindaco di Casale, Lorenzo Biotti, e i riferimenti storici della lotta ai disservizi ferroviari della tratta Venezia-Portogruaro, Luciano Ferro e Gianni Foffano del Comitato pendolari di Quarto. Ma questa volta c’erano anche molte altre persone, in rappresentanza dei pendolari di San Donà di Piave, come Marco Natella, e di Portogruaro, alcuni studenti, lavoratori dello spettacolo e numerose altre persone abituate a prendere il treno e che dal 15 dicembre dovranno stravolgere le loro abitudini. Perché dopo le anticipazioni nel sito delle ferrovie tedesche, ieri l’orario è stato ufficializzato anche nel portale di Trenitalia, confermando i loro timori, i tagli alle corse al sabato e ai festivi, i disagi alle prime ore del mattino e in fascia notturna che preoccupano i turnisti e gli albergatori. Ad illustrarlo due rappresentanti dell’associazione Ferrovie a Nordest, che da mesi propongono delle alternative che stiano nel limiti del budget.

«Da agosto più nessun segno di vita ed ora scopriamo, nello sconforto, che l’orario è ufficiale» aggiunge Conte. Per gli abitanti di Marcon è anche più difficile perché gli autobus sostitutivi attualmente saltano la fermata di Gaggio e collegano direttamente Quarto a Mestre:

«C’è rabbia e frustrazione» aggiunge Follini – perché abbiamo offerto un’alternativa meno costosa, capisco rivedere l’orario ma non peggiorarlo». Poi c’è il problema degli autobus sostitutivi e dei numerosi treni che fermeranno a Mestre, al binario Giardino distante circa 200 metri dal primo sottopassaggio utile.

«Io lavoro al pronto soccorso e da metà dicembre dovrò prendere macchina, autobus e vaporetto» spiega Luciano Ferro. Un’arrabbiata lavoratrice della Fenice aggiunge che per il mondo dello spettacolo non avere più il treno delle 23 sarà un disastro e gli studenti temono che il lungo buco dell’ora di pranzo renderà ancora più difficile salire sul treno strapieno di mezzogiorno. Ora si troveranno tutti il 2 dicembre alla manifestazione di Legambiente e il giorno successivo, martedì 3 dicembre alle 14, per la manifestazione dei comitati pendolari che da piazzale Roma raggiungerà palazzo Balbi.

Melody Fusaro

 

FERRROVIE – Treni, pendolari sul piede di guerra e Reolon (Pd) chiede le dimissioni di Moretti

VENEZIA – Grande fermento per il sistema ferroviario del Nordest. Ieri l’assessore ai trasporti del veneto Renato Chisso si è presentato alla stazione di Oderzo per rassicurare i pendolari che sono sempre più arrabbiati. La tratta Treviso-Portogruaro è infatti più che calda, con 837 firme raccolte per segnalare i disagi legati alla soppressione delle corse. Ma non è l’unico “nucleo di protesta”.

Il sindaco di Montegrotto, Massimo Bordin ha scritto una pesante lettera a Trenitalia per denunciare la riduzione del numero dei convogli regionali veloci sulla linea Padova-Bologna. Denuncia che è arrivata in copia anche alla presidente della Provincia Barbara Degani e all’assessore Renato Chisso. E sulle Ferrovie si scaglia anche il consigliere del Pd Sergio Reolon che è arrivato a chiedere le dimissioni dell’amministratore delegato di Trenitalia Mauro Moretti, dopo aver letto che il numero uno delle Ferrovie dello Stato sostiene che i comuni devono adeguarsi agli orari di Trenitalia.

«Il Paese non può rimodulare la propria vita sulla base dei costi e delle esigenze di Trenitalia – afferma Reolon – l’Italia non può adeguarsi a tempi e orari delle ferrovie. Moretti è alla guida di FS da sei anni, è venuto il momento di un ricambio salutare per cercare di migliorare un servizio in continuo peggioramento».

E nel Friuli Venezia Giulia la situazione non è migliore e i Comitati stanno vigilando sull’applicazione dell’orario cadenzato.

«La Regione ha sempre garantito un rapporto con i pendolari. – sottolinea l’assessore alla Mobilità Mariagrazia Santoro – Ciò è successo anche in occasione dell’attuazione dell’orario cadenzato. Tale nuova modalità di orario porta tra l’altro a una semplificazione del sistema».

 

LETTERE AL DIRETTORE

In piedi, immobili, senza fiato. I treni indecenti dei pendolari.

Caro direttore,
esasperata dalla disumana situazione del treno mattutino 5705 che percorre la tratta Bassano del Grappa-Venezia, decido di scrivervi, portavoce anche di tutti i malcapitati che come me devono usufruire di questo treno.
Ogni mattina si ripete l’incivile situazione che ci vede stipati come deportati all’interno di due soli vagoni, che sono assolutamente insufficienti a contenere il numero dei passeggeri. E ogni mattina si ripete la sagra di lamentele e ingiurie da parte di tutti noi che paghiamo un abbonamento o un biglietto molto oneroso per non avere alcun servizio. Se chiediamo spiegazioni al capotreno la risposta è che “non può far niente, siamo noi utenti che ci dobbiamo attivare”. Qui non si tratta di servizio scadente, ma improponibile.
Io sono incinta e sto cominciando ad avere seri problemi su questo treno. Perché passi la condizione dello stare in piedi, che poco importa, ma il fatto di non potersi muovere e respirare credo vada oltre ogni umana sopportazione. Devo in qualche modo far sapere ai signori di Trenitalia che per qualsiasi danno fisico io possa subire su questo treno, saranno direttamente giudicati responsabili e chiamati in causa.
Michela L.

——
Cara lettrice,
non è la prima volta che pubblichiamo proteste e denunce come la sua. E purtroppo non solo per la tratta ferroviaria Bassano-Venezia. Nonostante impegni e dichiarazioni d’intenti, però, la condizione in cui sono costretti a viaggiare moltissimi pendolari a Nordest sembra essere immutabile: trattati alla stregua di buoi e caricati su carri buoi. Con scarso o nessun rispetto per le persone.
Tantomeno ovviamente per quelle che, come lei, incinta, avrebbero bisogno di poter trovare almeno un posto a sedere. Una situazione indecente e incivile che non ci stancheremo di denunciare. A costo di apparire noiosi e ripetitivi.

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