Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui



Sostieni la battaglia contro l'inceneritore di Fusina, contribuisci alle spese legali per il ricorso al Consiglio di Stato. Versamento su cc intestato a Opzione Zero IBAN IT64L0359901899050188525842 causale "Sottoscrizione per ricorso Consiglio di Stato contro inceneritore Fusina" Per maggiori informazioni cliccare qui

Gazzettino – Pendolari, treni sul binario di partenza.

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

29

ott

2013

VENETO – Le Ferrovie sciolgono il nodo di Mestre: servizi garantiti con le infrastrutture esistenti

Sarebbe dovuto partire a dicembre del 2012, poi lo scorso giugno, ora pare che finalmente si possa dare il via all’Sfmr, forse. All’incontro di ieri in Regione, cui hanno partecipato esperti e tecnici di Regione, Comune, Trenitalia, Porto, Save, Actv e Atvo, le Ferrovie hanno fatto sapere che anche uno degli ultimi problemi da risolvere non è più un problema. Si tratta del cadenzamento dei convogli del Sistema ferroviario metropolitano regionale: garantire le corse ogni 15 o 30 minuti su tutto il territorio regionale trovava uno scoglio insormontabile sul ponte della Libertà, perché cozzava con l’attuale distanziamento di 6 minuti fra un treno e l’altro.

Pareva insomma non ci fosse posto per farci stare anche le corse Sfmr, per cui il servizio si sarebbe fermato a Mestre e i pendolari avrebbero dovuto prendere un convoglio normale per arrivare a Santa Lucia.

Se si considera che la stazione di Venezia è in assoluto la più frequentata dai pendolari dell’intera regione (anche se in particolar modo provenienti da Treviso e Padova), si capisce che sarebbe nato un Sfmr monco di un arto fondamentale.

Ancora ieri i presenti al consulto hanno posto la questione, ma Rfi nel pomeriggio ha ulteriormente specificato come «i servizi che la Regione Veneto ha chiesto a Trenitalia di attivare, saranno garantiti con l’infrastruttura esistente, che è stata potenziata in questi ultimi anni nell’ambito dei lavori del Piano regolatore generale di Mestre».

Le Ferrovie, in particolare, si riferiscono al nuovo binario “giardino” sul lato Trieste, che «consente di soddisfare pienamente tutte le attuali richieste di servizi regionali».

Il problema, quindi, si potrà porre in prospettiva, ma anche in questo caso Rfi sostiene che «ulteriori scenari di sviluppo saranno via via possibili con i lavori già avviati al Prg di Venezia, che prevedono fra l’altro il potenziamento tecnologico del tratto Mestre-Santa Lucia, e che consentirà di ridurre il tempo di distanziamento fra i treni a 4 minuti».

Per far arrivare i convogli Sfmr a Venezia non ci sarebbe, insomma, la necessità immediata di ridurre il distanziamento di 6 minuti, come invece era stato paventato ieri mattina nel corso del confronto in Regione. Semmai la questione si porrà con ulteriori sviluppi futuri del trasporto pubblico veneto.

Sempre ieri sono stati presentati i risultati di un’indagine sul grado effettivo del riempimento e sui ritardi dei treni (regionali e a lunga percorrenza), dopo gli investimenti effettuati sul nodo di Mestre. Qui transitano ogni giorno circa 30 mila passeggeri in salita e in discesa. Mediamente, conclude l’indagine, il servizio sopporta questi numeri, «anche se la capacità residua dei convogli è mediamente molto bassa» (che, tradotto, significa treni strapieni). Più del 90 per cento dei treni ha un ritardo piccolo, inferiore a 10 minuti (mediamente fra 1 e 3 minuti); e quando il ritardo è maggiore, è distribuito intorno ai 15-20 minuti.

Elisio Trevisan

 

MIRANO – «Trenitalia prende più soldi dalla Regione ritardando i treni, tutto ciò è aberrante. A rimetterci siamo solo noi». Sta suscitando molti malumori tra i pendolari il rapporto regionale dell’Osservatorio sulla spesa relativo al traffico ferroviario. Il documento sottolinea varie criticità tra cui la “fatturazione” a ore e non più a chilometro: il contratto incentiverebbe dunque Trenitalia ad aumentare i tempi di percorrenza.

Così, secondo molti pendolari, si spiegherebbe il fatto che in sette anni la tratta Mestre-Padova sia passata da 26 a 40 minuti di percorrenza. Tanto basta per mandar su tutte le furie gli utenti della stazione Mira-Mirano, la più frequentata del comprensorio. A farsi portavoce della rabbia dei pendolari è l’ex consigliere comunale miranese Luigi Gasparini, in settimana il consigliere regionale Pietrangelo Pettenò (Federazione della Sinistra) presenterà invece un’interrogazione chiedendo che venga rivisto il contratto di trasporto ferroviario.

«Spesso mi sono sembrate strane le soste interminabili ad un passo dalla stazione o le porte che si aprono dopo qualche minuto. Ora i miei sospetti si stanno tramutando in realtà» sbotta Filippo, 48enne operaio.

Sconsolato Matteo, studente 26enne: «All’amara quotidianità della vita del pendolare mancava giusto il sospetto della malafede».

Laura, 38enne, protesta da anni: «Al primo posto deve esserci il servizio, non la logica del profitto. È assurdo: ogni anno aumentano il costo dell’abbonamento ma pure i tempi di percorrenza».

(g.pip.)

 

Sarà sostituito l’impianto d’illuminazione: basta lampadine, arrivano i Led Rischio code fino a gennaio 2014, nuovi lampioni a risparmio energetico

Nuove luci per la tangenziale di Mestre. Si parte domani, con la tangenziale a due corsie in entrambe le carreggiate da Marghera verso il Terraglio. Il rischio delle code dovrà essere ovviato dalla Cav (Concessioni Autostradali Venete), evitando il più possibile le ore di punta.

Ma quando i lavori arriveranno tra Miranese e Castellana, le uscite più utilizzate dagli automobilisti, il rischio dell’intasamento è dietro l’angolo.

Si inizia domani, lunedì, (meteo permettendo) per i lavori di rifacimento dell’impianto di illuminazione al centro della tangenziale, lungo lo spartitraffico. L’impianto, realizzato nel 1970, è costituito da 116 pali di acciaio che sostengono la catenaria su cui sono agganciate 501 lampade al sodio a bassa pressione. Una tecnologia vecchia, costosa e che ora va in pensione sostituita dai moderni Led. L’intervento, che si concluderà entro la seconda metà del mese di gennaio 2014, prevede la rimozione della catenaria e la realizzazione di una nuova struttura a fune, di caratteristiche analoghe; la verniciatura dei pali; la sostituzione delle vecchie lampade con i moderni Led che hanno una vita media che è almeno il doppio dei fari tradizionali e consente l’installazione di un sistema di tele gestione con regolazione della potenza dal 10% sino al 100 per cento.

La luce, quindi, cambierà: diventerà bianco acceso. Rilevanti i vantaggi in termini di risparmio energetico e di mancato assorbimento di energia, nonché di minori oneri di manutenzione. La maggiore efficienza delle nuove lampade consente inoltre di diminuire il loro numero a 346 unità.

Il cantiere da qui a gennaio rischia di creare problemi al traffico. Si lavorerà, infatti, con la chiusura contemporanea della corsia di sorpasso di entrambe le carreggiate Est ed Ovest della A57 Tangenziale di Mestre per una lunghezza massima di 500 metri per volta.

Il via da Marghera, domani. I lavori non possono essere eseguiti in notturna, per motivi di sicurezza delle lavorazioni nel cantiere che si svolge in quota. Pertanto si opererà in orario diurno, tra le 8.30 e le 17, dicono dalla Cav. I cantieri saranno installati al mattino e rimossi alla sera, evitando per quanto possibile gli orari di punta del traffico. Il Centro Operativo della società monitorerà con le telecamere il traffico e informerà gli automobilisti attraverso i messaggi dei pannelli. Messaggi e informazioni anche dal servizio “Viaggiando” al numero 892489.

Mitia Chiarin

link articolo

 

Gazzettino – Mestre. Led in Tangenziale, 3 mesi di cantieri.

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

19

ott

2013

VIABILITÀ – Sostituite le vecchie lampadine per garantire un forte risparmio energetico

Da lunedì via ai lavori per il cambio d’illuminazione: chiusa una corsia, c’è il rischio code

LED – Da lunedì via ai lavori per cambiare l’illuminazione sulla tangenziale

Cambia l’illuminazione della tangenziale di Mestre. Si passa ai led, che consumano la metà e hanno una resa che è quasi uguale alle vecchia lampade ad incadescenza che, tra l’altro, durano la metà.

Lunedì prossimo inizieranno i lavori ed è prevedibile che qualche disagio ci sarà per gli automobilisti anche se Cav – la concessionaria della tangenziale – assicura che monitorerà in continuo i flussi di traffico e, in caso di intasamento, vedrà di intervenire rapidamente con la chiusura temporanea dei cantieri. Vuol dire che se ci dovesse essere un intasamento eccezionale, magari provocato da un incidente, è previsto che si tolga di mezzo il cantiere. Se i volumi di traffico invece restano quelli di ogni giorno, Cav non prevede grossi problemi. Il cantiere in ogni caso procederà per tratti di mezzo chilometro sia in un verso che nell’altro, cioè sia in direzione Trieste che in direzione Venezia. La corsia interessata ai lavori sarà solo quella di sorpasso in entrambe le direzioni e quindi ne resteranno libere altre due, una per i mezzi pesanti e l’altra per le automobili. Ma, si sa, quando la tangenziale passa da tre a due corsie è facile che diventi un imbuto nel quale si infilano auto e camion. In ogni caso Cav assicura informazione tempestiva agli automobilisti tramite i pannelli a messaggio variabile dislocati lungo l’autostrada e sulle principali vie di accesso, nonché tramite messaggi radio nazionali (CCISS) e locali (servizio “Viaggiando” – numero 892489).

Per quanto riguarda i dati tecnici, l’impianto di illuminazione che si va a cambiare risale al 1970 ed è costituito da 116 pali di acciaio che sostengono 501 lampade al sodio a bassa pressione. L’intervento, che si concluderà entro la seconda metà del mese di gennaio 2014, prevede la verniciatura dei pali e la sostituzione delle vecchie lampade con apparecchi illuminanti a led.

Il nuovo sistema a led è caratterizzato da una vita media delle sorgenti luminose pari ad almeno il doppio di quelle tradizionali e consente l’installazione di un sistema di tele gestione con regolazione della potenza dal 10% sino al 100%. Rilevanti i vantaggi che si potranno ottenere con il nuovo impianto rispetto all’esistente in termini di risparmio energetico e di mancato assorbimento di energia, nonché di minori oneri di manutenzione. La maggiore efficienza delle nuove lampade consente inoltre di diminuire il loro numero a 346 unità contro le 501 di adesso, con un risparmio di 155 lampade.

La sostituzione dell’impianto di illuminazione della tangenziale, avverte Cav, non può essere fatta di notte perché, per lavorare in sicurezza, gli operai hanno bisogno di una perfetta visibilità della zona in cui operano, visibilità che non può essere garantita durante le ore notturne, nemmeno con l’utilizzo di luce artificiale. I cantieri saranno installati al mattino e rimossi alla sera, evitando per quanto possibile gli orari di punta del traffico. Lunedì mattina vedremo se la tangenziale a due corsie, nonostante il Passante, riesce a reggere il traffico.

 

Gazzettino – In laguna ora atterrano perfino i pesci volanti.

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

19

ott

2013

Volano e nuotano. Ma sono pesci. La Laguna sta cambiando e assieme a lei anche chi la popola. L’assessore all’Ambiente Gianfranco Bettin ne è rimasto stupito quando li ha visti. «È uno spettacolo meraviglioso e inquietante insieme». Eppure in laguna, adesso, dopo gli avvistamenti della presunta foca monaca Pryntyl dell’agosto scorso, ci sono anche loro, i pesci volanti. La scoperta è stata confermata dalle osservazioni del Museo di Storia Naturale che li ha fotografati e secondo il quale si tratta di pesci d’alto mare.

«Meraviglioso perché, appunto, si tratta di creature meravigliose. Inquietante perché segnala, una volta di più, che alla laguna sta accadendo qualcosa di radicale – dice Bettin – che ne sta cambiando la natura, trasformandola tendenzialmente in una sorta di baia di mare. Abbiamo visto le foto e verificato le osservazioni in laguna, e nei prossimi giorni pubblicheremo a riguardo un articolo su EcoReport, il bollettino dell’Osservatorio della Laguna».

Le segnalazioni giunte ne attestano la presenza non solo nelle zone della laguna più vicine al mare, quindi vicino alle bocche di porto, ma anche nelle parti più interne, addirittura nei canali industriali di Marghera, e in Canal Salso a Mestre. Il bacino interno, però, si dimostra adatto ad ospitarli anche se solitamente vivono in acque aperte lontano dalle rive, e certamente non appartengono alla comunità ittica lagunare. La loro presenza non passa certo inosservata, data la loro capacità di effettuare, mediante le pinne pettorali, “voli” lunghi sopra la superficie d’acqua anche per 10 metri.

Gli esperti di biologia marina della comunità scientifica veneziana stanno raccogliendo dati per interpretare il fenomeno, nelle sue dimensioni e nelle sue possibili cause. Il fatto che nella laguna centrale, quella solcata dal “canale dei petroli” tra Malamocco e Marghera, fosse in atto una progressiva marinizzazione, è noto e documentato da numerosi studi scientifici. L’avvento dei pesci volanti – dei quali esistono almeno due specie nel Mediterraneo – potrebbe essere un ulteriore sintomo di una laguna in rapida evoluzione verso uno scenario di baia marina.

«Occorre studiare con grande attenzione il contesto ampio dell’alto Adriatico e lo scenario globale dei mutamenti climatici, nei quali inserire le dinamiche più tipicamente locali che, in laguna, tendono ad accentuare il fenomeno – conclude Bettin – La laguna è da sempre un organismo che solo l’azione umana ha mantenuto in equilibrio, impedendone l’interramento o la trasformazione in braccio di mare. Evidentemente, oggi, è quest’ultimo rischio a dover richiedere le maggiori attenzioni».

Raffaele Rosa

 

Gazzettino – Treni lenti, guadagni piu’ veloci

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

15

ott

2013

Veneto, l’Osservatorio della spesa: il contratto incentiva Trenitalia ad aumentare i tempi di percorrenza

Sono gli effetti del passaggio alla fatturazione oraria e non più a chilometri

Diego Bottacin: «L’unica soluzione è fare una gara e cambiare operatore»

Nel 2006 per andare da Padova a Mestre si impiegavano 28 minuti. Cinque anni dopo, per la stessa percorrenza, con le stesse quattro fermate intermedie, si è saliti a 40 minuti. Dodici minuti in più. Che quest’anno sono scesi, si fa per dire, a 9 minuti. Perché? È aumentato il traffico ferroviario? Ci sono più treni che impegnano i binari? Oppure sono i convogli ad andare (volutamente) più piano? Quest’ultima ipotesi pare trovare conferma nel rapporto dell’Osservatorio della spesa del consiglio regionale del Veneto dedicato al trasporto ferroviario regionale.

Dopo aver analizzato il contratto di servizio in vigore tra Regione e Trenitalia, l’osservatorio della spesa elenca ben sette criticità. E una di queste riguarda la fatturazione a ore, e non più a chilometro come avveniva una volta, contemplata dal nuovo “contratto a catalogo”:

“La fatturazione a ore – recita il rapporto – può, in linea di principio, rappresentare un incentivo per Trenitalia ad aumentare i tempi di percorrenza”. Ossia: più tempo impiegano i treni e più Trenitalia guadagna. E fa niente se i pendolari, che già lamentano ritardi, sporcizia, disservizi, impiegano una vita per andare al lavoro e a tornare a casa. Chi ha memoria storica ricorda che nel 1972 il Belluno-Venezia impiegava un’ora e 50 minuti; oggi, quarantuno anni dopo, due ore e 5. Si può?

Il rapporto dell’Osservatorio della spesa – organismo cui è stato affidato il compito di valutare gli effetti realizzati nell’applicazione delle leggi regionali – dice anche molto altro.

Intanto che con il contratto “a catalogo” – in vigore dal 2009 nell’ex lotto 1, poi dal 2012 in tutta la regione – il corrispettivo dovuto a Trenitalia è aumentato di oltre il 30%.

Poi che il Veneto, come le altre Regioni, “è stata sostanzialmente costretta a sottoscrivere il contratto”.

E ancora che, contrariamente a quanto potrebbe indurre il nome, il “catalogo non permette affatto alle Regioni cosa acquistare”.

Insomma, un contratto a catalogo che l’osservatorio della spesa demolisce. Anche perché non è possibile chiedere poi tanti lumi, visto che Trenitalia oppone nientemeno che il “segreto industriale”.

Il rapporto è già stato consegnato ai consiglieri regionali. E il primo a tuonare è Diego Bottacin di Verso Nord: «Il rapporto dell’Osservatorio della spesa spiega i motivi del disastroso servizio di trasporto ferroviario nel Veneto. Il servizio costa quasi un terzo in più rispetto al 2006, con percorrenze aumentate ad arte e treni vecchi in alcuni casi di quasi 30 anni.

L’aggravante è l’impossibilità per la Regione non solo di intervenire con correttivi, ma anche di controllare i costi dettagliati. Di fatto la politica del trasporto ferroviario in Veneto la fa Trenitalia, non la Giunta, non l’assessore ai trasporti, non la direzione regionale.

Le conseguenze le pagano da un lato i quasi 70 mila veneti che ogni giorno sono costretti a utilizzare il treno per andare a scuola, all’università o al lavoro, in termini di ritardi, soppressioni, sporcizia, mancanza di informazioni e totale assenza di comfort; dall’altro gravano sui contribuenti: siamo arrivati al paradosso che la Regione è costretta a pagare a Trenitalia la maggiorazione del 10% per i treni nuovi, anche sui treni di sua proprietà e affidati a Trenitalia».

Soluzioni? Secondo Bottacin una sola: «Dal 2015, anno di chiusura del contratto con Trenitalia, fare una gara a evidenza pubblica per selezionare l’operatore più adeguato rispetto al servizio di cui il Veneto ha bisogno».

Alda Vanzan

 

COSTI AUMENTATI DEL 30%

Maggiorazione anche per i convogli vecchi e ristrutturati

VENEZIA – Quanto costa il servizio ferroviario in Veneto? Oltre 237 milioni all’anno: 35,5 milioni di euro di pedaggio (che pesa per il 15%), 189 milioni di trasporto (80%), 12,5 milioni di servizi aggiuntivi (5%).

Il costo di trasporto – spiega il rapporto dell’Osservatorio della spesa – è formato dal prezzo base tariffato a ore e dalle maggiorazioni. Per i treni “nuovi” (fino a 12 anni di vita) c’è una maggiorazione del 10%. Solo che sono considerati nuovi – e quindi tariffati di conseguenza – anche i treni “restaurati” (il termine è “ricondizionati”) negli ultimi 12 anni. (al.va.)

 

 

Aperto per cambiare alcuni giunti rotti sulla carreggiata per Trieste: coda di sette chilometri e ripercussioni in tutta la città

Come quando non c’era il Passante. Ingorgo lungo la tangenziale di Mestre ieri, in particolare nel pomeriggio, in direzione Trieste, per un cantiere aperto d’urgenza da Autovie Venete, la società autostradale competente in quel tratto, sul ponte sul Dese.

I tecnici, come spiega la stessa società, sono dovuti intervenire d’urgenza per la riparazione e la sostituzione di alcuni giunti saltati, probabilmente a causa della pioggia dei giorni scorsi. Dopo aver fatto un sopralluogo, i tecnici hanno deciso di allestire d’urgenza il cantiere, per la riparazione, chiudendo al traffico due corsie poco prima delle 14, quella di marcia e quella lenta. Forti rallentamenti al traffico, con code che nel pomeriggio, a partire dalle 15 circa, hanno raggiunto i sette chilometri di coda, con ripercussioni su tutto l’asse viario e gli accessi alla tangenziale di Marghera, via Miranese e via Castellana. In scooter c’è chi ci ha messo mezz’ora per andare dall’uscita Miranese a quella del Terraglio, altri automobilisti raccontano di averci messo anche un’ora per attraversare Mestre. Disagi e rallentamenti anche sulle strade urbane, sui quali molti automobilisti si sono riversati cercando, senza successo, una via di fuga.

Rallentamenti sulle vie Miranese – con ripercussioni fino a via Piave e via Circonvallazione – Castellana e Terraglio. Il cantiere per la riparazione dei giunti è stato smantellato verso le 18.30, anche se ci è voluto un po’ di tempo perché la viabilità ritornasse normale.

Spiazzata anche la polizia stradale che si è trovata a gestire l’improvvisa emergenza, in un periodo in cui di cantieri aperti lungo l’A4 ce ne sono già molti. A causa di lavori di adeguamento della viabilità dello svincolo del casello di San Donà è chiusa da ieri la rampa in entrata – in direzione Trieste – del casello di San Donà di Piave, fino alle 6 di venerdì 18. In questo arco di tempo, i veicoli che volessero entrare in A4 in direzione Trieste, potranno farlo dal casello di Meolo-Roncade oppure da quello di Cessalto. La chiusura, che segue di due settimane quella della rampa in uscita per i veicoli provenienti da Venezia e diretti verso Trieste, consentirà una serie di lavori fra i quali la posa di barriere di sicurezza, l’ installazione di illuminazione e dei dispositivi antinebbia, interventi di asfaltatura, di ripasso della segnaletica orizzontale e installazione di quella verticale. Nei giorni scorsi invece sono stati chiusi i cantieri ce erano stati allestiti sul tratto Padova-Venezia dell’A4, sempre in direzione Trieste.

Francesco Furlan

link articolo

 

Pomeriggio di passione a causa di lavori urgenti all’altezza della Bazzera: la coda ha raggiunto i 7 chilometri

Un lungo pomeriggio di passione quello di ieri per gli automobilisti che loro malgrado si sono messi al volante sulla tangenziale di Mestre. A causa dello spostamento di alcuni giunti sul ponte autostradale che sovrasta il fiume Dese, infatti, si sono resi necessari degli interventi urgenti di ripristino della struttura. Motivi di sicurezza.

I lavori all’altezza dell’area di servizio della Bazzera, in direzione Trieste. Per permettere ai tecnici di Autovie Venete di ripristinare la situazione, però, sono state chiuse due corsie su tre della carreggiata. Da pochi minuti prima delle 14, quindi, i veicoli hanno potuto transitare solo sulla corsia di sorpasso, con la sede stradale percorribile che da tre corsie è passata a una sola. Un imbuto terrificante, che nessuno ha potuto evitare. Risultato: in poco tempo si sono formate code che hanno raggiunto un massimo di sette chilometri di lunghezza. Tutti fermi. Senza muoversi. A partire dall’uscita di via Miranese in poi (con disagi anche sulla viabilità ordinaria circostante) il serpentone d’auto ha iniziato a diminuire solo verso le 16.30, quando è stata riaperta al transito anche la corsia di marcia. Ma i rallentamenti si sono rivelati ancora molto pesanti fino a due ore più tardi, quando gli operai hanno potuto chiudere il cantiere temporaneo e liberare completamente la carreggiata.

Gabriele Vattolo

 

 

PROGETTI IN COMMISSIONE

Niente disagi alla viabilità e tenuta idraulica, maggioranza e opposizione sono concordi

In commissione consiliare, ieri mattina, maggioranza e opposizione si sono trovati d’accordo a richiedere la massima vigilanza e interventi a tutela della viabilità tra l’uscita Castellana della tangenziale e l’area dei megastore dell’Aev Terraglio in previsione dell’arrivo del nuovo Iperlando, proposto dalla Terraglio Spa. Sullo sfondo resta la evidente delusione di trovarsi di fronte all’ennesima apertura di centro commerciale, autorizzato in passato dalle norme regionali, ma oggi visto come un nuovo duro colpo al commercio mestrino. «È così, non resta che allargare le braccia e puntare sulle prescrizioni per ridurre al minimo i disagi», fa sapere dalle fila del Pdl Saverio Centenaro. E anche l’assessore all’Ambiente Gianfranco Bettin concorda: «Il nostro parere che abbiamo illustrato in commissione ha visto i consiglieri proporre ulteriori azioni per contenere l’impatto sulla viabilità e la tutela idraulica del territorio. Il problema è però che queste aperture continuano e l’Iperlando pare addirittura piccola cosa rispetto alla prossima apertura del Blo a Marghera, oramai prossima visto che i lavori stanno oramai finendo». L’assessore l’altro giorno è andato a rendersi conto di persona dello stato dei lavori al Blo, oramai in via di conclusione. La grande struttura a veliero è visibile nettamente dalla Romea.

Il parere dell’assessorato all’Ambiente, con tutte le prescrizioni all’apertura di Iperlando, sarà approvato probabilmente lunedì dal consiglio comunale e sarà poi inviato alla Provincia che ha in piedi la procedura di Valutazione di impatto ambientale del progetto.

link articolo

 

Prima riunione del gruppo di imprenditori e politici favorevoli

CHIOGGIA «Per dar vita alla ferrovia tra Chioggia e Padova serve l’apporto di capitali privati». È questo quanto emerso lunedì durante l’incontro sul progetto della nuova via ferrata, con un tratto in comune con la ferrovia Adria-Mestre.

L’avvocato Giuseppe Boscolo, promotore dell’incontro, ha illustrato l’iniziativa, con i contenuti della proposta di legge regionale speciale per Chioggia e lo studio di fattibilità della nuova ferrovia.

«Non è una iniziativa localistica», dice l’avvocato Boscolo, «bensì volta a strutturare l’area metropolitana con Padova e Venezia, con una sede permanente di concertazione tra Chioggia, Padova e Venezia, aperta agli altri comuni, adeguati collegamenti ferroviari, adeguati standard sanitari e una fondazione a tutela della qualità delle acque dei fiumi e del litorale contro l’inquinamento a monte».

Si ipotizza un nuovo mezzo che funzioni, come tram in città e come treno nel percorso extraurbano. Ogni approfondimento è stato comunque rinviato al prossimo incontro, con i progettisti dello studio tecnico, l’assessore regionale Renato Chisso, e i sindaci di Venezia e Padova.

È intervenuto, tra gli altri, l’imprenditore Giorgio Boscolo Sesillo, favorevole all’iniziativa. Lui ha sottolineato la necessità del sostegno economico da parte dei privati, vincolando però l’opera a collegamenti veloci. Ma lo studio di fattibilità ipotizza tempi di percorrenza di circa un’ora e quindici minuti e vengono previsti fondi pubblici. I consiglieri regionali, dal canto loro, hanno manifestato una grande disponibilità a sostenere l’iniziativa. Per ora sembra che il più importante impegno, sostenuto da una raccolta firme già avviata, sia quello di andare a “caccia di finanziatori” e, poi, trovare percorsi politici e burocratici snelli, nonché fondi europei.

(a.var.)

 

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui