Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui

Gazzettino – Mestre, Centro assediato dalle auto

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

30

dic

2012

Ogni mattina entrano 11mila veicoli all’ora, nell’80% dei casi con un solo passeggero

Le code per entrare a Mestre o Venezia non sono una novità. Non succede tutti i giorni, ma quando accade, ecco a dire «ma che traffico che c’è», cercando poi una valida spiegazione: un incidente, dei lavori in corso, uno sciopero. La verità potrebbe essere un’altra: la colpa del traffico è che c’è effettivamente tanto traffico.
Un’indagine del Comune di Venezia prova a quantificare il traffico in ingresso e in uscita dal territorio comunale centrale, ossia Venezia, Mestre, Marghera. L’indagine, che si è svolta lo scorso maggio, è stata condotta tramite conteggi manuali e interviste ai conducenti nella fascia oraria di punta 7.30 – 9.30, lungo le principali arterie stradali.
Dai numeri raccolti risulta che entrano in centro più veicoli di quanti ne escano, visto che in ingresso sono stati registrati circa 22mila 377 veicoli (quindi, in media, oltre 11mila veicoli all’ora), mentre in uscita sono stati contati meno di 15mila veicoli nell’arco di due ore. In base ad alcune interviste a campione (più di duemila) si è visto che chi va verso il centro proviene quasi sempre (il 70,4%) dai Comuni che fanno cintura attorno a quello di Venezia, quindi Marcon, Spinea, Mira e Mogliano, oltre che da altre zone periferiche interne allo stesso Comune di Venezia, quindi Malcontenta, Dese e Trivignano. Anche nelle ore di punta «entrano» nel territorio comunale 1148 mezzi pesanti, tra autocarri e autotreni-autoarticolati, 1100 furgoncini e 1113 cicli e motocicli, mentre le auto contate sono state 18.749.
Si continua a viaggiare uno per macchina (80% degli intervistati) e sembra quindi che a nulla siano valse le campagne di sensibilizzazione sugli spostamenti comuni – l’organizzarsi in più persone per lo stesso viaggio – e nemmeno il continuo aumento del costo dei carburanti. Nessuna sorpresa, poi, per quanto riguardo le motivazioni di chi si muove verso Venezia, visto che si tratta quasi sempre di scuola, lavoro, affari o motivi familiari.
Cambiano invece i dati sul traffico in alcune importanti arterie cittadine mestrine. Via Forte Marghera, viale San Marco e via Vespucci hanno subito un notevole abbassamento del traffico. In 10 anni, dal 2002 al 2012, sono spariti dalla strada circa mille veicoli. Sommando entrambe le direzioni (entrata-uscita) si è passati dagli oltre 3000 veicoli/h del 2002, ai 2000 veicoli/h del 2012. Merito anche dei lavori fatti su via Martiri della Libertà, che hanno di fatto dato via ad una circolazione veloce parallela.
Rimane poi una curiosità. Ai guidatori intervistati è stato chiesto dove avrebbero parcheggiato il veicolo in caso di sosta. Solo il 20% ha risposto indicando parcheggi a pagamento o strisce blu. Dove metterà la macchina il restante 80%?

 

SCORZÈ – Anche Scorzè sarà monitorata da un pluviometro per l’analisi del rischio idraulico e farà parte della nuova rete di monitoraggio meteo pluviometrica realizzata dal Comune di Venezia in concorso con Veritas e la struttura commissariale istituita nel veneziano dopo gli allagamenti del settembre 2007. I sei pluviometri sono stati installati, oltre che a Scorzè, anche a Chioggia, a Mira e tre a Mestre alla quale farà capo anche la stazione meteo completa. Le soluzioni tecniche adottate dovrebbero garantire un’elevata precisione delle misurazioni e la possibilità della loro lettura in tempo reale. (r.fav.)

 

«Non abbiamo cambiato idea, quindi soltanto nel mese pre-Natalizio, come da anni in tradizione, dal 24 novembre al 24 dicembre, domenica aperto». Sotto c’è l’orario: 10-12.30, 16-19.30. Il negozio che si premura di spiegare a pubblico e clienti che le compere si fanno di domenica, ma non per principio e non per aderire alla deregulation, è Esposti, in via San Rocco, noto punto vendita per la casa, famoso per le liste di nozze, dove si compera un po’ di tutto. I titolari sono stati tra i primi a recarsi in piazza Ferretto, qualche settimana fa, per sottoscrivere la campagna Liberaladomenica allegata alla raccolta firme lanciata da Confesercenti assieme a Federstrada con l’appoggio della Conferenza Episcopale Italiana, con l’obiettivo di presentare in Parlamento una proposta di legge di iniziativa popolare per abolire la liberalizzazione degli orari di apertura degli esercizi commerciali introdotta dal decreto Salva Italia, restituendo alle Regioni il potere di disciplinare i calendari di apertura in base alle necessità territoriali. Messaggio dunque, forte e chiaro. Un altro cartello a fianco, molto carino, spiega poi che fare gli acquisti “per tempo”, comporta più tempo, più scelta e più disponibilità per trovare senza fretta quel che si vuole e non quel che resta. Domenica prossima si firmerà in molti comuni, compreso Spinea e in diverse parrocchie di Mestre, tra cui, new entry, anche a Santa Maria Goretti a Carpenedo. (m.a.)

link articolo

 

BIKE SHARING

MESTRE, Bike sharing, in arrivo tre nuove stazioni per il noleggio delle bici comunali. Otto stazioni sono state realizzate due anni fa, cinque nei mesi scorsi, altre cinque arriveranno entro la fine di quest’anno per portare complessivamente a 18 gli spazi di noleggio e potenziare il numero degli abbonati.             L’azienda veneziana della mobilità lavorerà per gli allacciamenti delle pensiline per le bici da oggi e fino al 31 agosto in Corso del Popolo; in via Ulloa a Marghera dal 3 al 7 settembre; nei giorni seguenti in piazzale Cialdini.          La stazioncina del bike sharing di via Ulloa, all’ingresso del sottopasso per la stazione, sarà la prima dotata di una tettoia di pannelli fotovoltaici che alimenterà la struttura e che fa parte degli interventi di potenziamento del servizio finanziati quest’anno da un contributo del Ministero dell’Ambiente che paga le spese per circa l’ottanta per cento, mentre il resto è a carico di Avm che con il settore Mobilità del Comune ha deciso di spingere per potenziare le biciclette a noleggio che diventeranno cento. Un servizio che oggi vede circa 700 abbonati e che entro il 2013 potrebbe arrivare a quota mille, grazie alle nuove stazioncine che renderanno il servizio ancora più interessante specie per i pendolari che arrivano in città per lavoro e possono trovare comodo un abbonamento per spostarsi in bicicletta da un punto all’altro della città. Entro la fine dell’anno, spiega dalla direzione di Avm, la direttrice Alessandra Bolognin, le nuove stazioncine di noleggio bici dovrebbero entrare in funzione dopo i lavori di allacciamento e di posa delle colonnine che verranno svolti da oggi e fino alle prime due settimane del mese di settembre. Entro fine anno si spera si pronto anche il nuovo bici-park in stazione. (m.ch.)

link articolo

 

MIRA-MIRANO – Convogli soppressi nelle ore di punta, ritardi e disagi sulla Padova-Venezia

UTENTI IN RIVOLTA CONTRO TRENITALIA         «Il servizio non vale l’abbonamento»        

Corre su Facebook la protesta dei pendolari di Riviera e Miranese, vessati da ritardi e soppressioni di treni. E ora arriva in Regione.

Treni soppressi ormai quotidianamente, disagi e ritardi. Gli utenti della linea Venezia-Padova sono sul piede di guerra e l’ennesimo «ci scusiamo per il disagio», trasmesso dalla voce robotica degli altoparlanti di Trenitalia, li ha portati all’esasperazione. Non ne possono più i pendolari di Miranese e Riviera, che quotidianamente hanno a che fare con ritardi e cancellazioni dei convogli sulla linea. Con l’estate Trenitalia ha tagliato ulteriormente il servizio. A farne le spese gli utenti del treno delle 8 e di quello delle 18, in pieno orario di punta, che ormai vengono quasi sistematicamente soppressi. Centinaia gli studenti e i lavoratori che frequentano la stazione di Mira-Mirano, situata nella frazione di Marano in territorio di Mira. Da anni hanno a che fare con molteplici disagi, ma ora alzano la voce. Perché nel periodo estivo, quando chiudono scuole e università, la puntualità dei treni peggiora ulteriormente. In qualsiasi momento della giornata, anche e soprattutto negli orari di punta. E invece di migliorare il servizio, Trenitalia sopprime del tutto due corse essenziali.         «Il servizio offerto non vale i 36 euro mensili che spendiamo. Andassimo al mare ci potremmo passar sopra, ma con il lavoro e lo studio come la mettiamo?» si chiede Matteo, studente di Ca’ Foscari. E non è l’unico problema: «I treni spesso sono sporchi e manca l’aria condizionata – sottolinea Laura, impiegata in una ditta di Padova -. Quando mi sono lamentata col personale mi è stato risposto che se non mi comodava avrei potuto prendere il bus».      Una situazione che non danneggia solo i pendolari. Perfino alcuni titolari di bed and breakfast di Mira e Mirano si sono dovuti sorbire le proteste dei clienti stranieri, abituati a ben altra efficienza. La questione ora è stata impugnata dal consigliere regionale Pettenò (Federazione della Sinistra), che ieri ha scritto un’interrogazione alla Giunta regionale: «Il servizio peggiora progressivamente, da Mira-Mirano passano molti treni sporchi, senza aria condizionata e in pesante ritardo – sostiene Pettenò – È divenuta una scandalosa normalità. La Giunta solleciti Trenitalia a tutelare i pendolari migliorando il servizio».         Il tam-tam ora corre vorticoso anche su Facebook, dove ogni giorno in moltissimi sfogano la propria rabbia contro questi disservizi. Quotidianamente pubblicano le proprie proteste grazie al telefonino, direttamente dal binario, aspettando l’ennesimo treno in ritardo.

 

TERRAGLIO – Treni merci, il Cobiter critica il presidente del Porto

«Per bypassare la stazione di Mestre non si può andar contro la gente»

Il Cobiter contro Costa: «Per far colpo non rispetta i cittadini». Il Comitato Bivi Terraglio se la prende con Paolo Costa, presidente dell’Autorità portuale di Venezia, dopo le dichiarazioni rilasciate l’altro ieri dall’ex sindaco veneziano all’inaugurazione del Parco ferroviario di Marghera, riguardo l’uso dei Bivi per evitare ai treni merci di passare per la stazione di Mestre. «Il professor Paolo Costa ha scordato che la prima regola fondamentale è difendere gli interessi dei propri concittadini – precisa il Comitato in una nota inviata alla stampa -. Ci pare che l’interesse primario (per il Parco ferroviario di Marghera, ndr.) non sia bybassare la stazione di Mestre, piuttosto chiedersi come realizzare opere di interesse generale tenendo in alta considerazione anche le esigenze di mobilità e il diritto a mantenere alti standard qualitativi di vita per chi vive nel territorio interessato da quelle stesse opere». A preoccupare il Cobiter, come già era emerso qualche giorno fa, è proprio il fatto che le notizie emergano così, da dichiarazioni rilasciate in occasione di eventi pubblici, quasi senza pianificazione e senza coinvolgimento della gente. «Ci sono famiglie che hanno investito tutti i loro risparmi – continua il comunicato – per comprare una casa in una delle rare zone di pregio della città di Mestre. Molte di queste persone hanno avuto le autorizzazioni a costruire da Costa stesso, quando era sindaco di questa città, e durante il suo mandato hanno pure versato gli oneri di urbanizzazione. Veda il professor Paolo di portare rispetto a questi cittadini e magari, con un pò di umiltà, venire a farsi un giro lungo la ex ferrovia dei Bivi, facendosi ospitare in qualche bella casa e bel giardino di qualche suo ex studente. Solo così, speriamo, capirà che noi del Cobiter meritiamo più rispetto di quanto il professor Costa ci ha riservato sino ad ora» (d.dus.)

 

Il Comitato per l’integrità Bivi Terraglio chiede garanzie sull’ipotesi di ripristinare la circolazione per l’Alta velocità

Sul Corridoio 5 solo voci di corridoio: i comitati chiedono chiarezza. Se n’è discusso anche giovedì scorso a Mestre, nel corso di un’assemblea pubblica organizzata dal Co.Bi.Ter., il Comitato per l’integrità Bivi Terraglio, alla quale hanno partecipato circa 150 persone. Una piccola rappresentanza dei residenti di un’ampia zona che va dai confini con la Municipalità di Zelarino, località Favorita (Terraglio), alla zona di Ca’ Solaro; gente preoccupata dal susseguirsi di voci difficilmente verificabili sul progetto di creare una linea ad alta velocità e alta percorrenza (a regime 130 convogli al giorno) lungo il tracciato dell’attuale linea dei Bivi.        Da una parte il recente ragionamento del commissario straordinario per la Tav Venezia-Trieste, Bortolo Mainardi, secondo il quale spostare il progetto Tav lungo la ferrovia esistente consentirebbe di risparmiare più di un miliardo e mezzo di euro rispetto al progetto originario, che vorrebbe i treni veloci su una nuova linea lungo la gronda lagunare. Dall’altra, ora, le obiezioni del comitato, che giovedì sera, dati alla mano, ha ribadito la necessità di un incontro con Rfi e commissario per avere rassicurazioni in merito a un’idea che andrebbe a stravolgere una grande fetta di Mestre dove abitano decine di migliaia di persone.        Dopo la dismissione della linea dei Bivi, nei primi anni ’90, Comune e Ferrovie hanno dato la possibilità di costruire lungo una fascia sulla quale ora potrebbe passare la linea Tav/Tac, senza contare le abitazioni limitrofe. «Che ne sarà delle nostre case, patrimonio di una vita? Chi ci garantisce che, nel caso, tutti saranno risarciti? Chi garantisce sulla sicurezza di un progetto che l’Europa richiede all’Italia, ma che il nostro Paese sta delineando pensando al massimo risparmio»?        Per qualcuno giovedì sera è stato difficile mantenere la calma. Per ora nulla di concreto, «abbiamo chiesto degli incontri per capire quale sarà la decisione finale – spiega il coordinatore del Cobiter, Alvise Pengo – Mi sento però di dare una rassicurazione. Non abbiamo intenzione di organizzare barricate, semplicemente chiediamo di essere informati e, senza voler metter il becco sulle questioni tecniche, di essere ascoltati».

 

 

Il pericolo che incombe su quanti abitano lungo la linea dismessa dei Bivi è di trovarsi la casa invasa da 140 treni merci al giorno ma, in genere, il pericolo che incombe su tutti i cittadini che stanno al di qua e al di là del Terraglio è che si produca una nuova frattura in città, questa volta insanabile per chissà quanto tempo.

Per questo è nato un nuovo comitato di cittadini, il Co.Bi.Ter (Comitato Bivi Terraglio che mette insieme le persone della zona Terraglio, Borgo Forte e Ca’ Solaro), il quale agisce in sintonia con le altre realtà come il Cocit (il Coordinamento dei comitati cittadini contro l’inquinamento da tangenziale) e l’Associazione Terraglio e dintorni.        Per domani sera, alle 20.30 nel centro civico del Terraglio, hanno organizzato un’assemblea pubblica per fare il punto della situazione e decidere quali altre iniziative prendere.

Le notizie che hanno raccolto non sono belle. La settimana scorsa l’assessore regionale Chisso ha detto loro che non si tratterebbe solo di riattivare la linea dei Bivi ma di quadruplicarla, con un flusso di 140 convogli al giorno,

e ha anche aggiunto che la soluzione meno impattante rimane quella del tracciato in gronda lagunare, concordato tra Regione e la precedente Giunta Cacciari. Ora i comitati cercheranno un incontro anche con Rfi per capire a che punto è il progetto dei Bivi e i tempi di realizzazione, al fine di potervisi opporre con più efficacia.

(e.t.)

 

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui