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MARCON – Autovie, Anas e Provincia non si mettono d’accordo su chi farà la manutenzione degli svincoli

«L’apertura degli svincoli è rimandata sine die, ovvero a data indefinita». L’amarezza del sindaco di Marcon Andrea Follini è parsa più che evidente a quanti l’altra sera hanno partecipato all’incontro voluto dallo stesso sindaco per fare un pò di chiarezza in merito alla mancata apertura degli svincoli che collegano il territorio marconese alla tangenziale di Mestre.

A Marcon infatti si sta creando una situazione piuttosto grottesca, determinata dal fatto che i lavori per la realizzazione delle nuove rampe di entrata ed uscita dalla tangenziale sono stati ultimati due mesi fa, ma i veicoli non possono ancora transitare poiché a tutt’oggi non è stata sottoscritta l’apposita convenzione che stabilisce quale sia l’ente, tra Autovie Venete, Anas e Provincia di Venezia, che deve provvedere alla manutenzione dei nuovi svincoli.

I residenti, che per accedere alla tangenziale o per rientrare a Marcon sono costretti a fare un largo giro attorno a Dese, sono molto arrabbiati, «anche perché – hanno più volte ripetuto l’altra sera – il problema non è dovuto ad un ritardo nell’esecuzione dei lavori, che ci può anche stare, ma solo ad una questione burocratica, e ciò non è accettabile».

Il sindaco Follini si è presentato all’incontro con tutti gli incartamenti utili per dimostrare che l’amministrazione comunale non ha nessuna colpa in tutto questo, «anzi – ha detto il primo cittadino – è stato proprio il Comune di Marcon, visto quanto accaduto altrove relativamente ai rapporti tra Autovie, Anas e Provincia, a chiedere l’attivazione di una convenzione che proprio sulle quattro rampe facesse chiarezza sulle competenze, sull’affidamento e sulla manutenzione».

Tale richiesta, tra l’altro, è stata formulata dal Comune ancora un anno fa e proprio il sindaco, temendo che potesse succedere quello che di fatto ora sta succedendo, ha più volte fatto solleciti, convocato i vari attori presso il municipio di Marcon, evidenziato il problema alla Prefettura e si è anche recato a Roma per illustrare il problema al Ministero delle Infrastrutture.

Ma non è, evidentemente, bastato.

Non più tardi di ieri, inoltre, Follini ha incontrato il prefetto Cesare Castelli, il commissario che sta traghettando la Provincia verso la Città Metropolitana, al quale ha ribadito l’assoluta necessità di definire i termini di questa «benedetta» convenzione, in modo che Marcon possa quanto prima liberarsi dalla «prigione» in cui è venuto a trovarsi.

Ecco i dati ufficiali Veritas. Al secondo posto Martellago, poi Scorzè

Bene anche la Riviera del Brenta. Ultima Venezia che però sta migliorando

SPINEA – La zona del Miranese campione di riciclo: nel 2014 tre comuni del comprensorio occupano il podio della classifica di Veritas sulla raccolta differenziata.

La regina è Spinea, che ha fatto registrare il 79,52% di rifiuti e materiali raccolti, smaltiti in maniera separata e poi riciclati. Seguono, nell’ordine, Martellago (79,09%) e Scorzè (78,20%). Tutti e tre i comuni devono il loro ottimo risultato alla recente introduzione della raccolta del secco in cassonetti a calotta, ovvero quelli apribili solo con la chiave personale.

Ma il trend positivo riguarda tutto il territorio dove Veritas gestisce il servizio di raccolta dei rifiuti: la percentuale complessiva è infatti passata dal 58,34% del 2013 al 62,91% del 2014.

Provincia. Giù dal podio si distingue la Riviera del Brenta: Campagna Lupia ha ottenuto lo scorso anno il 77,83% di differenziata ed è il primo dei comuni con sistema di raccolta porta a porta, quindi con pagamento a corrispettivo.

Seguono Campolongo Maggiore (72,65%) e Camponogara (76,12%), anch’essi con sistema porta a porta.

Allargando il raggio d’azione, bene Cavallino-Treporti (68,71%, con porta a porta), poi Cavarzere (68,49%), che opera un sistema misto: porta a porta e cassonetti.

Chioggia registra il 62,29%, sempre con sistema misto, Dolo il 63,92%, Fiesso d’Artico il 69,38%, Fossò il 78,17%.

Il resto della classifica vede Marcon (72,23%), Meolo (77,90%), Mira (59,13%), Mirano (75,42%,), Mogliano (72,61%), Noale (76,90%), Pianiga (76,21%), Quarto d’Altino (72,71%), Salzano (73,29%), San Donà di Piave (77,33%), Santa Maria di Sala (76,10%), Stra (69,93%), Venezia (51,05%). Fanalino di coda è Vigonovo con il 65,34%.

Venezia. Nel Comune di Venezia superata dunque la soglia fatidica del 50%. Pur lontano dai primi, il capoluogo è in sensibile miglioramento, avendo registrato solo un anno prima il 43,17% di differenziata.

In particolare, Venezia, Murano e Burano hanno raggiunto il 25,96% ma sono Pellestrina e Lido (dove da circa un anno sono stati collocati i cassonetti a calotta) a fare registrare la migliore performance, passando dal 28,21% del 2013 al 54,96 dell’anno scorso.

Mestre. Anche Mestre è in crescita (64,20%), trascinata da Mestre-Carpenedo (58,93%, dal 46,22% del 2013), ultima municipalità in ordine di tempo a utilizzare i cassonetti per il secco a calotta. Restano invece stabili, ma comunque su buone percentuali, Chirignago-Zelarino (74,28%), Marghera (66,53%) e Favaro (65,64%).

Filippo De Gaspari

 

marcon. critiche del sindaco

MARCON – Un po’ alla volta, gli automobilisti si stanno abituando alle nuove strade attorno alla svincolo della tangenziale di Mestre, in zona Marcon. L’inaugurazione di martedì pomeriggio ha fatto respirare la zona ma in Comune sanno che così non si potrà andare avanti per molto, senza la possibilità di entrare e uscire dalla stessa tangenziale, con una rampa aperta sulle quattro totali. Il sindaco Andrea Follini non nasconde la propria insoddisfazione e confida che presto di perfezionare la convenzione tra Anas, Autovie Venete e l’ex Provincia per avere tutta la viabilità percorribile.

«È stata un’inaugurazione amara», osserva, «perché aver aperto al traffico via della Costituzione e non le altre tre rampe di accesso e uscita dalla tangenziale, è come avere davanti un’opera monca. E fa ancor più rabbia sapere che è conclusa e vedere inutilizzabili i nodi più importanti: quegli svincoli da e verso la tangenziale libererebbero i cittadini dal dover percorrere un tragitto più lungo».

Ma non si ancora quando si potrà dare il via libera al traffico; i cittadini chiedono, fanno pressioni, si domandano il perché di tanta burocrazia e pongono degli interrogativi che, al momento, non trovano risposta. Ci sono, però dei dati di fatto come spiega lo stesso sindaco.

«In questi mesi abbiamo fatto pressioni agli enti interessati», fa sapere, «ma nonostante si dichiarino disponibili a risolvere la questione in tempi rapidi, sono loro a dover fare delle scelte definitive sui quei tratti di strada. Siamo davanti al fallimento della pubblica amministrazione, anche se, in questo momento, mi sento di ringraziare tutte le aziende che si sono impegnate, da gennaio di un anno fa, perché gli interventi fossero pronti nei tempi previsti».

Alessandro Ragazzo

 

Teatro

Al Teatro Toniolo sono in cartellone da oggi (ore 19.30) a domenica 25 (gli spettacoli feriali iniziano alle 21, quello festivo alle 16.30) le repliche dello spettacolo “Ballata di uomini e cani ” di e con Marco Paolini. L’allestimento nasce lontano dai temi civili a cui è abituato il pubblico del popolare attore-autore che propone qualcosa di nuovo e di diverso a quanti lo seguono ormai da vent’anni, anche a costo di tradirne le aspettative.

Insomma un Marco Paolini un po’ in libera uscita che prende le mosse dall’intensa e vasta produzione letteraria di Jack London, la cui prosa è sicuramente una delle più potenti e solide della narrativa statunitense.

«A lui devo una parte del mio immaginario di ragazzo, ma Jack non è uno scrittore per ragazzi, la definizione gli sta stretta», scrive nelle note di regia Marco Paolini. «È un testimone di parte, si schiera, si compromette, quello che fa entra in contraddittorio con quello che pensa. È facile usarlo per sostenere un punto di vista, ma anche il suo contrario: “Zanna Bianca” e “Il richiamo della foresta” sono antitetici. La sua vita è fatta di periodi che hanno un inizio e una fine e non si ripetono più».

“Ballata per uomini e cani”intreccia per circa due ore storie e destini nati dalla mente del London più sconosciuto.Tre storie (“Macchia”, “Bastardo”, “Preparare un fuoco”) e gli accenni alla vita dello stesso London indagano, partendo dalla relazione con i cani, il rapporto centrale nella poetica dello scrittore, quello tra uomini e natura. Una natura che nel gelido inverno canadese, tra neve alta, temperature polari e trappole tese dagli indiani si rivela più matrigna che madre. «L’antologia di racconti è stata solo il punto di partenza per costruire storie andando a scuola dallo scrittore», scrive ancora Paolini.

«So che le sue frasi non si possono “parlare” semplicemente, che bisogna reinventare un ritmo orale, farne repertorio per una drammaturgia».

Ne è uscito, grazie anche alle ballate che lo hanno via via arricchito, uno spettacolo che si presenta come un autentico racconto musicale.

Le musiche originali sono composte ed eseguite da Lorenzo Monguzzi, assieme ad Angelo Baselli e Gianluca Casadei. La consulenza e concertazione musicale è affidata a Stefano Nanni, l’animazione video è di Simone Massi.

Uomini e cani sono così coprotagonisti di queste storie che intrecciano umorismo, amore, odio e violenza e che Paolini ci racconta con la magia di un capo villaggio che ci riunisce attorno a un fuoco, per ricordarci la straordinaria capacità della narrazione, l’incanto delle parole, quelle che creano mondi, che ci portano altrove e ci fanno tornare a casa, a volte un po’ più ricchi.

Il biglietto intero costa 28 euro, quello ridotto 25 euro. La biglietteria è aperta dalle 11 alle 12.30, dalle 17 alle 19.30. La prevendita online è accessibile dal sito www.vivaticket.it e per informazioni consultare www.teatrotoniolo.info.

Giuseppe Barbanti

 

Nuova Venezia – Marcon. Svincolo, accessi ancora bloccati.

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20

gen

2015

Marcon. Oggi la consegna, ma tre rampe su quattro restano chiuse al traffico

MARCON – Stamani il Comune di Marcon e la Provincia firmeranno i verbali di consegna delle strade di competenza attorno allo svincolo della tangenziale e poi dovrebbe essere comunicata la data apertura. Sarà una viabilità un po’ monca, però, perché si continuerà a non poter entrare o uscire da tre delle quattro rampe vicine alla zona dei centri commerciali. Una storia di burocrazia tutta all’italiana, perché solo venerdì sono arrivati i documenti dopo mesi di attesa. Così il proseguo di via del Vetro e di via Piave, con la relativa rotonda di collegamento passeranno al Comune con la nuova pista ciclabile parallela a via Pialoi, mentre alla Provincia andranno i neonati cavalcavia e l’asse viario di collegamento tra la rotonda in zona commerciale quella in via Pialoi.

A breve, forse è pure una questione di ore, tutto questo pacchetto sarà aperto e gli automobilisti potranno prendere confidenza con il nuovo assetto. Poi rimarrà percorribile la sola rampa di uscita dalla tangenziale di Mestre, che consente di dirigersi verso Marcon grazie alla condivisione della Provincia che se l’è presa in carico in anticipo. Niente uscita a Marcon per chi arriva da Nord, ma non si potrà neanche entrare per la stessa direzione oppure Mestre. E quando questo potrà accadere, nessuno in municipio ancora lo sa. Motivo? Non si sa chi dovrà accollarsi la loro gestione. Nei giorni scorsi, il sindaco Andrea Follini e il segretario locale del Pd Alberto Favaretto si erano sfogati contro queste lungaggini, che stanno creando non pochi problemi ai marconesi. Favaretto aveva puntato il dito soprattutto contro Ministero delle Infrastrutture e Anas che non riescono a trovare una soluzione. E dire che i lavori sono finiti da tempo.

(a.rag.)

 

Gazzettino – L’omaggio a London di Marco Paolini

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20

gen

2015

TEATRO – Al Toniolo in scena con “Ballata per uomini e cani”

MESTRE – Marco Paolini torna al Toniolo e lo fa con la “Ballata per uomini e cani”. Un tributo a Jack London in forma di canzoniere teatrale. Attraverso tre racconti narrati e musicati (Macchia, Bastardo e Preparare un fuoco), l’attore bellunese rievoca i personaggi e le atmosfere del grande nord, aggiungendo un quarto racconto basato su episodi giovanili tratti dalla biografia dello scrittore americano. Saranno cinque le serate in cui sarà possibile seguire lo spettacolo: la prima domani mercoledì alle 19.30; quindi giovedi, venerdì e sabato alle 21 e domenica alle 16.30.

«A lui devo una parte del mio immaginario di ragazzo – racconta Paolini – ma Jack non è uno scrittore per ragazzi, la definizione gli sta stretta. È un testimone di parte, si schiera, si compromette, quello che fa entra in contraddittorio con quello che pensa. È facile usarlo per sostenere un punto di vista, ma anche il suo contrario. “Zanna Bianca” e “Il richiamo della foresta” sono antitetici. La sua vita è fatta di periodi che hanno un inizio e una fine e non si ripetono più. Lo scrittore parte da quei periodi per inventare storie credibili dove l’invenzione affonda nell’esperienza, ma la supera».

Paolini spiega così la scelta di mettere in scena uno spettacolo solo all’apparenza lontano dal teatro civile cui ci ha abituato. In realtà si tratta sempre di un viaggio nella natura umana che parla di avventura e di libertà, di paesaggi selvaggi, di vita e di morte. Un viaggio che si può definire musicale: le ballate composte per lo spettacolo non accompagnano il racconto, lo completano, diventando parte integrante della narrazione.

Le musiche originali sono composte ed eseguite da Lorenzo Monguzzi, assieme ad Angelo Baselli e Gianluca Casadei. La consulenza e concertazione musicale è affidata a Stefano Nanni. L’animazione video è di Simone Massi. Il biglietto intero costa 28 euro, quello ridotto 25 euro. La prevendita online è accessibile dal sito www.vivaticket.it e per informazioni consultare www.teatrotoniolo.info.

Raffaele Rosa

 

PREGANZIOL – Uno striscione “Fermati treno” per contestare la riduzione degli arrivi in stazione

L’ALTRO FRONTE – Integrazione ferrovia-bus per chi abita in altri comuni

PREGANZIOL – Attrae l’attenzione del passanti il cartello con la scritta “Fermati Treno” sistemato sulla facciata del municipio di Preganziol a sostegno della battaglia che i pendolari stanno portando avanti da diversi anni per avere più fermate dei treni alla stazione di via Roma. Venerdì della scorsa settimana c’era stato un partecipato sit-in di protesta organizzato da Cristina Vianello e Irene Mori, le due battagliere pendolari che hanno raccolto in poco tempo 940 firme a sostegno della richiesta alla Regione e a Trenitalia che la stazione di Preganziol possa avere le stesse fermate dei treni che ha Mogliano. I pendolari possono contare sul pieno sostegno della Giunta comunale guidata dal sindaco Paolo Galeano.

Prima dell’entrata in vigore dell’orario cadenzato c’erano 230 fermate in più dei treni a Preganziol nell’arco della settimana. I tagli decisi da Trenitalia la domenica hanno ridotto a otto il numero delle fermate dei treni per Venezia e a sette verso Treviso. Prima le fermate domenicali erano ben sessanta. A sollevare le vibrate proteste dei pendolari addetti al settore alberghiero e della ristorazione è l’ultimo treno, che parte da Venezia alle 21,15. Ne risente parecchio anche chi si occupa di ricettività alberghiera a Preganziol. Dopo il sit-in della scorsa settimana, i pendolari hanno chiesto un incontro con il presidente della Regione Luca Zaia e i dirigenti di Trenitalia sul problema dell’adeguamento delle fermate dei treni a Preganziol.

Un altro fronte di battaglia è rappresentato al servizio di trasporto pubblico Actv e Mom lungo il Terraglio. Gli utenti che da Mestre devono arrivare vicino a Treviso, una volta giunti a Preganziol devono scendere dai bus dell’Actv per salire sui mezzi di Mom per arrivare a destinazione. Si punta a ottenere una tratta unificata con il pagamento di un unico biglietto treno-autobus.

N.D.

 

SAN DONA’ / PORTOGRUARO

“Prigionieri” nel treno. Si scatena la polemica: «Casi troppo frequenti»

Pendolari “prigionieri” nel treno Venezia-Portogruaro, il consigliere regionale del Pd Bruno Pigozzo attacca il governatore Luca Zaia. «Il perseverare di guasti tecnici è dovuto a scarsa manutenzione dei mezzi e carenza di risorse» accusa Pigozzo. Anche la Filt Cgil critica Regione e Trenitalia.

SAN DONÀ Dopo l’ennesimo “blocco” in stazione dei pendolari «Poche risorse, troppi guasti»

Pigozzo:«Zaia in ritardo». Simonaggio:«Bisogna investire»

«Il primo ad essere in ritardo è Zaia». È polemico Bruno Pigozzo consigliere regionale del Pd e vicepresidente della Commissione Trasporti, in merito a quanto accaduto giovedì 15 a circa 250 pendolari, rimasti intrappolati a San Donà sul treno partito da Venezia alle 16.41 e diretto a Portogruaro.

«Siamo alle solite – evidenzia Pigozzo – Ennesimo ritardo per guasto con blocco della linea sulla Venezia-Portogruaro. Comprensibile se obbligatorio a causa di incidente (investimento), come avvenuto la scorsa settimana, ma il perseverare di guasti tecnici di convogli o della linea è un problema organizzativo che va affrontato e risolto. La frequenza cronica di questi episodi è imputabile a scarsa manutenzione dei mezzi e carenza di risorse».

Per Pigozzo è prevedibile inoltre che il pagamento delle penalità di Trenitalia non eviterà nuovi guasti e ulteriori disagi, traducendosi nell’ennesima beffa per i pendolari. Il consigliere regionale fa propria una soluzione già indicata da tempo da Filt Cgil.

«Mettere qualche risorsa propria in più oltre al fondo nazionale – continua Pigozzo – Se la regione Veneto ritiene prioritario questo servizio. Zaia dirà che il Governo non applica i costi standard sulla ripartizione delle risorse ma quanto si è battuto finora sui tavoli romani per questo obiettivo? Arriva tardi».

Anche Ilario Simonaggio, segretario di Filt Cgil del Veneto rinnova le critiche nei confronti di Regione e Trenitalia.

«Il 2014 è trascorso tra promesse che non hanno avuto seguito, pochissime modifiche ma nulla di concreto. Alla gente interessano i risultati non le chiacchiere». Alla Regione Filt Cgil chiede di destinare almeno l’1 per cento del bilancio relativo alle somme non vincolate, per investimenti al trasporto pubblico, circa 10milioni di euro per correggere le situazioni più criticate dai Comitati dei Pendolari come l’orario cadenzato.

 

Nuova Venezia – Treni, sessanta gli interventi necessari

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18

gen

2015

Pigozzo (Pd): «La Regione però non dice quanto soldi può spendere». Donazzan: «Il mio non sarà un libro dei sogni»

VENEZIA – Bruno Pigozzo, esponente Pd e vicepresidente della commissione Infrastrutture e trasporti del Consiglio regionale, riconosce il lavoro fatto ma non ipotizza a breve grandi novità per i pendolari veneti, che spesso viaggiano stretti come acciughe o non trovano al binario il treno che dovrebbe riportarli a casa.

«L’assessore Elena Donazzan», annota Pigozzo dopo l’incontro di mercoledì, «ci ha presentato una tabella puntuale con sessanta interventi che la Regione Veneto intende richiedere a Trenitalia per migliorare i dissservizi segnalati finora dagli utenti. È un buon lavoro di ricognizione, ma rischia di essere un libro dei sogni se giunta e Trenitalia non indicano anche la fattibilità tecnica e gli importi necessari».

Nell’elenco figurano anticipi delle partenze; un aumento delle corse sulle tratte Venezia-Portogruaro, Conegliano-Venezia e Belluno-Conegliano; convogli più capienti sulle tratte Monselice-Mantova, Padova-Bologna, Schio-Vicenza e Sacile-Venezia; nuove fermate per i treni regionali veloci (ad esempio a Preganziol o a Santa Croce del Lago per la tratta Belluno-Calalzo), un maggior numero di treni festivi e prefestivi.

«Va bene il lavoro di sistematizzazione delle richieste, operato dagli uffici tecnici della giunta», aggiunge Pigozzo, «ma, se continuano a mancare gli elementi tecnici di fattibilità e di costo, rischiamo davvero di “perdere il treno” del bilancio 2015. Il che significa rinviare al 2016 e oltre ogni possibilità di migliorìa e di correzione dei servizi offerti ai pendolari veneti».

Se Luciano Ferro, pendolare di Quarto d’Altino, si limita a un perentorio «siamo in una valle di lacrime», Marco Natella, di Musile di Piave, utente della tratta San Donà di Piave-Venezia, sottolinea che «il Comitato pendolari del Veneto Orientale è ancora in attesa di essere ricevuto dal nuovo assessore Donazzan».

Nel 2014, dopo l’uscita di scena di Renato Chisso, non è stata nemmeno votata dalla giunta Zaia la delibera regionale sulle multe a Trenitalia.

«Io», osserva Natella, «rinuncerei volentieri allo sconto sull’abbonamento ferroviario se mi venissero garantite più corse il sabato e la domenica. Nei prefestivi e festivi devo infatti usare la mia auto per raggiungere il mio posto di lavoro a Venezia».

L’assessore Elena Donazzan (Pdl-Forza Italia per il Veneto), che il 28 ottobre 2014 ha ricevuto le deleghe alla Programmazione dei Trasporti e al Trasporto pubblico locale, respinge l’appunto al mittente.

«Spiace che il collega Pigozzo non abbia colto le differenze di calendario e di passo. Dopo solo due mesi dal mio insediamento sono andata a riferire in commissione consegnando una ricognizione puntuale, che delinea obiettivi e tempi di realizzazione. In particolare, per quanto riguarda il materiale rotabile, sono in arrivo nuove carrozze più confortevoli. Già grazie all’orario cadenzato sono stati superati disagi e criticità. Quello che ho illustrato non è un libro dei sogni, ma un programma che intendo realizzare puntualmente, impegnandomi su questo versante anche nella prossima legislatura. Ho poi incontrato a Roma Trenitalia e ho anche partecipato alla conferenza degli assessori regionali ai Trasporti, dove negli ultimi cinque anni non avevano mai incontrati il mio predecessore. Questa delega è davvero affascinante».

Claudio Baccarin

 

Portogruaro. L’ira dei pendolari per i treni soppressi. Comitati pronti a fare squadra con il Friuli

Cancellati altri cinque regionali

PORTOGRUARO «Solo negli ultimi due giorni sulla linea Venezia-Portogruaro-Trieste sono stati soppressi ben cinque treni regionali».

Tornano le proteste lungo i binari del Veneto Orientale, dove i viaggiatori sono stati costretti a fare i conti con una nuova ondata di convogli cancellati. A tenere la “contabilità” sono i Comitati del Veneto Orientale e di Quarto d’Altino. Così, guardando i dati diffusi dai pendolari, si scopre che giovedì si sono verificate due soppressioni al mattino e la cancellazione di un regionale veloce per un guasto al pomeriggio. Mentre venerdì sono stati soppressi tre “regionali lenti” che coprono la tratta Portogruaro-Mestre e viceversa.

«Tra questi, il treno delle 13.06 da Portogruaro, che è molto usato dagli studenti, e il regionale delle 18.57 da Mestre verso Portogruaro, utilizzato dai lavoratori che rientrano a casa», spiegano i pendolari. I Comitati fanno sapere di voler fare rete anche con i “colleghi” pendolari del Friuli, per difendere la continuità del servizio tra le due regioni ed evitare il rischio che, con le nuove gare per l’affidamento della gestione, si verifichi una situazione simile a quella della Venezia-Milano, dove chi non viaggia con le Frecce è costretto a cambiare a Verona. I Comitati attendono la convocazione di un incontro in Regione.

«Nell’ultimo di fine ottobre», spiegano i pendolari, «i tecnici ci avevano detto che, terminata la raccolta delle istanze, la Regione avrebbe promosso prima di Natale un incontro, per comunicare su cosa si poteva intervenire o meno. Al momento non abbiamo avuto alcun riscontro».

Va all’attacco il consigliere regionale del Pd, Bruno Pigozzo: «Certo la Regione chiederà a Trenitalia il pagamento delle penalità previste dal contratto, ma ciò non servirà a evitare nuovi guasti: ennesima beffa per i pendolari. La verità è che quel contratto fa acqua da tutte le parti e va rivisto rapidamente. Ma la Regione, come già fanno altre, se ritiene prioritario questo servizio deve decidersi a mettere qualche risorsa in più, oltre al fondo nazionale. Zaia aveva anche annunciato lo scorso anno che avrebbe rifatto la gara per offrire ai veneti treni comodi e sicuri. A quanto pare, se tutto va bene, quella gara si chiuderà nel 2018. Il primo a essere in ritardo è proprio il governatore veneto.

Giovanni Monforte

 

Gazzettino – A4, si’ dell’Europa ma via quel decreto

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15

gen

2015

TRIESTE – Sospetta violazione del principio di libera concorrenza: è su questa base che la Commissione europea ha avviato una procedura di pre-infrazione, chiedendo spiegazioni all’Italia, sull’articolo 5 della legge Sblocca-Italia, quello che consente alle concessionarie autostradali di conseguire proroghe in presenza di tariffe calmierate e di massicci investimenti infrastrutturali di rilievo strategico.

Del resto il superamento di questa norma è una delle due condizioni che Bruxelles pone al Governo italiano per accettare l’attivazione di tre “servizi economici d’interesse generale” per le opere in programma da parte di Autovie Venete, Autobrennero e Gruppo Gavio (autostrade del Nordovest). L’altra condizione, della quale il Gazzettino ha già in parte riferito, è che l’Italia recepisca alla velocità della luce la direttiva europea 23 del 2014, che spiana la strada alla proroga di fatto delle concessioni autostradali purché si facciano i lavori d’interesse europeo, come il completamento della terza corsia Venezia-Trieste (o più propriamente Quarto d’Altino-Villesse).

Secondo le autorità europee l’articolo 5, che oltretutto prevede proroghe in presenza di aggregazioni fra concessionari (la scadenza per tali operazioni è stata appena fatta slittare a fine giugno 2015), pone un eccesso di complessità procedurali, ma in particolare consente di modificare i contratti in essere (le gestioni autostradali) sulla scorta della richiesta dei singoli operatori e non su input dell’autorità di governo. Infine, l’articolo 5 condiziona al nulla-osta europeo una serie di operazioni che in parte esulano dalle competenze comunitarie.

Pertanto per portare a casa di Autovie Venete una proroga della concessione che arrivi verosimilmente fino al 2038 (ma si comincia a parlare di un accorciamento di tale termine forse al 2032), l’Italia deve impegnarsi a varare rapidamente un decreto che contenga tre provvedimenti: 1) recepire il via libera “condizionato” che Bruxelles tende a concedere; 2) recepire la direttiva 23 del 2014; 3) superare l’articolo 5 della legge Sblocca Italia.

A tanto è approdato l’intenso lavoro, anche nel periodo natalizio, della task-force bilaterale fra i tecnici del Governo italiano e quelli di tre Direzioni generali europee: quella per la libera concorrenza, che coordina la gestione del dossier autostradale italiano, quella del mercato interno e quella dei trasporti. Ora però è il momento di passare la palla alla politica: in queste ore si sta sviluppando infatti un confronto fra il commissario per la concorrenza, la danese Margrethe Vestager, e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Luca Lotti, affiancato da Maurizio Maresca nella qualità di consigliere personale giuridico-economico del premier Matteo Renzi, ed esponenti di primo piano del Ministero delle Infrastrutture.

La carne al fuoco c’è tutta e le probabilità di sblocco, sebbene non manchino i venti contrari, sembrano presentare quotazioni piuttosto elevate.

Maurizio Bait

 

AUTOVIE VENETE / LE BANCHE

Dopo la “fuga” di azioni da Friulia profumo d’intesa sui soldi ai cantieri. E diventa possibile trattare con Cav

TRIESTE – Le banche che stanno perfezionando il concambio di azioni fra Friulia e Autovie Venete esercitando l’opzione prevista dai patti parasociali cominciano ad interessarsi assiduamente della situazione gestionale e finanziaria della società concessionaria. Un interessamento fatto di richieste di documenti e chiarimenti e che potrebbe preludere, al di là dei mutati assetti azionari della Spa, anche a un negoziato per finanziare una parte dei lavori mancanti alla terza corsia A4.

Lo scenario, finora mai preso in considerazione, sta infatti assumendo una forma non evanescente, considerando che l’azionista finanziatore diretto del progetto permetterebbe meno intralci, tempi più stretti, rapporti più fluidi.

Molto dipenderà dall’esito (e dai suoi termini) della “pratica europea” che vive in questi giorni fasi cruciali per l’allungamento della concessione autostradale, attualmente in scadenza il 31 marzo 2017.

Il rapporto di concambio ratificato dalla Giunta regionale è di un’azione di Friulia per 3,05 azioni di Autovie (rapporto valutabile come molto favorevole ai soggetti privati), con l’autorizzazione a Friulia ad acquisire fino al 10% del capitale sociale, pari a 27,523 milioni di euro. Ad esercitare il concambio sono Cassa di di risparmio del Fvg, Unicredit, Banca Popolare FriulAdria, Banca nazionale del lavoro, Assicurazioni Generali, Banca di Cividale, Banca popolare di Vicenza, Banca Antonveneta (ora Banca Monte dei Paschi di Siena), Finanziaria delle Banche di credito cooperativo del Fvg e Allianz.

Matrimoni. Novità anche sul fronte delle possibili aggregazioni societarie: la Cav, che gestisce il Passante di Mestre, avrebbe abbandonato la prospettiva di finanziarsi con l’emissione di bond per saldare i conti della costruzione della grande opera veneta.

Tale condizione pone Autovie Venete (e la Regione Friuli Venezia Giulia con la Regione Veneto) nella condizione peraltro auspicata dai presidenti Luca Zaia e Debora Serracchiani: confrontarsi sulla possibilità di concambiare quote sull’asse Venezia-Trieste, che sono curiosamente proprio i due terminali della terza corsia.

In una seconda fase il discorso potrebbe coinvolgere la Brescia-Padova, in procinto di cambiare a sua volta assetti azionari poiché Intesa-San Paolo ha posto in vendita il suo pacchetto di A4 Holding, che controlla la gestione di questo tratto di A4. Ma anche tale concessione sta per scadere, anzi scade quest’anno. E la sua proroga è tutta da scrivere, a maggior ragione se si dovrà por mano all’articolo 5 della legge Sblocca Italia (vedi l’altro servizio) che consente proroghe in presenza di aggregazioni fra concessionari.

M.B.

 

Entrato in funzione a Quarto d’Altino il nuovo sistema Scc controllato da Mestre

Resteranno presto senza personale specializzato anche San Donà e San Stino

QUARTO D’ALTINO – Non tutti se ne sono accorti. Ma, da alcuni giorni, la stazione di Quarto d’Altino, è impresenziata. Un termine tecnico che sta a significare la totale assenza di ferrovieri all’interno ed all’esterno della locale stazione, che, specialmente nei giorni feriali, viene utilizzata in massa dai pendolari che lavorano o studiano a Mestre ed a Venezia.

Gli addetti di Rfi( Rete Ferroviaria Italiana, settore tecnico integrante del Gruppo Ferrovie dello Stato ) che facevano arrivare e partire i treni regionali erano quattro. I ferrovieri di Quarto d’Altino non sono più necessari perché già attualmente, il traffico su rotaia tra Mestre e San Donà di Piave è controllato, a distanza, dal nuovo SCC ( Sistema di Comando e Controllo del Nodo di Venezia) gestito dalla nuova e spettacolare cabina di regia che ha sede a Mestre. Un nuovo impianto supertecnologico, che costa in totale 22 milioni di euro, che, entro pochi mesi, permetterà di regolare il traffico ferroviario, sia dei passeggeri che delle merci, sino alla stazione di Portogruaro-Caorle.

In pratica resteranno senza ferrovieri, dopo Quarto d’Altino, anche le stazioni di San Donà di Piave e di San Stino di Livenza. In totale passeranno ad altre mansioni un’altra decina di addetti.

A questo punto il posto centrale automatizzato di Mestre, da un unico schermo gigante, simile a quello che si trova a Cape Canevaral per gli astronauti, regolerà ben 387 chilometri. Ossia tutte le stazioni che ci sono fra Mestre e Tarvisio, via Treviso, Pordenone ed Udine, fra Treviso e Vicenza, via Castelfranco e Cittadella, fra Mestre e Bassano del Grappa e, per l’appunto, fra Mestre e Portogruaro ( chilometri 63 ).

Si tratta di una nuova tecnologia d’eccellenza in grado di migliorare ulteriormente la qualità standard della circolazione dei treni e di garantire ancora più la sicurezza sia ai clienti di TrenItalia e sia ai lavoratori delle Fs.

«Abbiamo giudicato sempre positivamente gli investimenti tecnologici di Rfi e dell’intero Gruppo Ferrovie dello Stato», sottolinea Ilario Simonaggio, segretario regionale di Filt-Cgil, «Detto questo, però, invitiamo ancora una volta le Ferrovie dello Stato ad utilizzare meglio le risorse umane e fare di tutto affinchè i nuovi sistemi informatici centralizzati servano anche a migliorare la puntualità e gli standard di qualità dei treni regionali».

Felice Paduano

 

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