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In vista del meeting e della mobilitazione dei movimenti e dei comitati ambientalisti italiani contro le Grandi Navi e le Grandi Opere (Venezia 29-30 settembre), Opzione Zero e MalaCaigo organizzano un momento di approfondimento e di confronto sui temi Grandi Navi e MOSE. Due questioni che riguardano da vicino anche Mira e di conseguenza la Riviera del Brenta, visto che il territorio mirese è per almeno un terzo costituito da barene e laguna. L’iniziativa rientra nel programma delle giornata per Forte Poerio promossa da GAFP (Gruppo Associazioni per Forte Poerio).

 

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Si puo’ fare 2018 – Mira. Dal 14 al 16 settembre

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13

set

2018

 

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SPORTIVAMBIENTE – DA 1 AL 10 Giugno

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11

mag

2018

Il Comitato Opzione Zero vi invita alla prima edizione di SportivAmbiente , sport e ambiente al Parco Valmarana di Mira dall’1 al 10 giugno, un festival nato dalla collaborazione tra l’associazione pallavolistica F229 e il comitato Opzione Zero della Riviera del Brenta.

Nella locandina trovate il programma definitivo dei concerti, degli incontri, e delle proiezioni.

In Festa saranno presenti gli stand di altri comitati e associazioni, oltre a un laboratorio permanente di aggiustaggio di biciclette e una mostra sui cambiamenti climatici. Altre inziative saranno pubblicizzate via via nel sito e nella pagina facebook del comitato.

Come immaginate questo evento richiede un grosso sforzo, quindi questa comunicazione vuole essere anche un appello agli amici e ai simpatizzanti di Opzione Zero a darci una mano in Festa, in particolare nel periodo da noi direttamente gestito tra il 5 e il 10 giugno.

Allo stesso modo chiediamo ai comitati e alle associazioni ambientaliste che desiderano essere presenti con un proprio stand a scriverci al più presto.

Questo è il momento giusto per farsi avanti, scrivete subito a info@opzionezero.org per dare la vostra disponibilità.

Stay tuned

 

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VENERDI’ 8 GIUGNO:  THE TOPIX   http://www.thetopix.net/

 

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Piantiamola!

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16

feb

2018

Appuntamento per il secondo intervento di piantumazione del progetto PIANTIAMOLA sabato 7 aprile alle ore 9.00 presso Biofattoria Coltiviamoci in via Piovego 31 a Tombelle di Vigonovo.

 

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Finalmente per i prossimi giorni è prevista un po’ di Sole, quindi ne approfittiamo subito.

Ci diamo dunque appuntamento per il primo intervento di piantumazione del progetto PIANTIAMOLA sabato 24 marzo alle ore 9.00 presso l’azienda Agricola Mion in via Alture 18 a Sambruson.

Vi consigliamo di venire con abbigliamento adeguato e se possibile di vanghetto e guanti.

Al termine dei lavori previsto ristoro conviviale.

Per ragioni organizzative vi chiediamo di segnalare la vostra partecipazione scrivendo a info@opzionezero.org.

 

 

piantiamola

 

PIANTIAMOLA!

Al via il progetto per la riforestazione del territorio
Vieni anche tu a darci una mano, aiutiamo la Riviera a respirare

Dopo diversi mesi di preparazione finalmente ci siamo, sabato 24 febbraio e sabato 10 marzo faremo i primi interventi di piantumazione in due aziende biologiche della Riviera che hanno aderito al progetto offrendo spazio agli alberi. Questi dettagli per chi vuole partecipare “sporcandosi le mani”…di terra:

– sabato 24 febbraio ore 9.00 presso azienda Mion in via Alture 12 a Dolo

– sabato 10 marzo ore 9.00 presso Biofattoria Coltiviamoci in via Piovego 31 a Vigonovo

 

I lavori andranno avanti ad oltranza fino alla conclusione della piantumazione, al termine previsto ristoro conviviale. In caso di pioggia le operazioni sono rinviate al giorno dopo. Per partecipare è necessario comunicare la propria presenza scrivendo una mail a info@opzionezero.org . Munirsi di abbigliamento adeguato e possibilmente di vanghetto da giardinaggio e guanti.

 

Cosa è Piantiamola?
Piantiamola è un progetto permanente di riforestazione del territorio della Riviera del Brenta promosso dal Comitato Opzione Zero.
Dopo le alluvioni, dopo il tornado, dopo tanti disastri causati dalla cementificazione selvaggia, è sempre più urgente agire in modo concreto per contrastare i cambiamenti climatici, l’inquinamento e il consumo di suolo.
Pensare globalmente, agire localmente!

 

L’importanza degli alberi e delle foreste
Gli alberi producono ossigeno e contemporaneamente assorbono il carbonio della CO2 fissandolo nel legno. In più le foreste hanno tantissime altre funzioni ecologiche e sono fondamentali per la vita in tutto il Pianeta. La superficie forestale è il 30,5% del territorio mondiale (4.000 milioni di ettari), ed è popolata da oltre 3.000 miliardi di alberi, 427 per ogni essere umano.
È tanto, è poco?
Poco se si pensa che dall’inizio della civilizzazione la perdita complessiva del patrimonio arboreo totale è stimata intorno al 46%. La deforestazione, attualmente, si “mangia” 15 mln di alberi all’anno. Inoltre gli alberi sono utili a tanti altri esseri viventi oltre all’uomo.
La Carbon Foot Print media di ogni italiano corrisponde a 9,2 tonnellate di CO2/anno, molto di più della media mondiale (5,6 ton CO2 /anno/abitante). Per assorbire tutta questa anidride carbonica sarebbero necessari 1,6 ettari di bosco per persona. Ridurre le emissioni di gas serra è la priorità, ma altrettanto importante è favorire la riforestazione, anche in città.

 
Perchè ridare spazio agli alberi
Riforestare il territorio è un contributo concreto per mitigare gli effetti del global warming, ma  significa anche: sottrarre suolo alla cementificazione, attenuare gli effetti dell’inquinamento atmosferico e delle acque, ridurre il rischio idraulico, favorire la biodiversità, rinaturalizzare il territorio, valorizzare i beni comuni, migliorare il paesaggio…

 

A chi è rivolto
– Prima di tutto agli enti pubblici che spesso svendono i terreni della comunità per finanziare le proprie casse, o peggio per favorire la speculazione edilizia. Quei terreni sono però della collettività e possono diventare tanti “polmoni verdi” a beneficio di tutti i cittadini;
– Agli agricoltori che hanno deciso di tornare a presidiare davvero il territorio abbandonando l’agricoltura intensiva che inquina il suolo, l’aria e l’acqua, che produce cibi tossici, che impoverisce i piccoli produttori e arricchisce le grandi multinazionali dell’agrochimica;
– Ai privati cittadini che vogliono mettere a disposizione terreni abbandonati o degradati;
– A tutti coloro i quali vogliano rendersi utili e supportarci;

 

Come ci puoi aiutare
– facendo una donazione al comitato specificando la causale “sostegno al progetto piantiamola” (IBAN IT64L0359901899050188525842). I fondi raccolti verranno impiegati per l’acquisto di piantine e del materiale necessario. A fine anno pubblicheremo nel nostro sito un rendiconto dell’attività svolta;
– mettendo a disposizione un terreno o comunque aiutandoci a trovarne di nuovi;
– partecipando direttamente alle azioni di piantumazione nelle giornate dedicate;

 

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Comunicato stampa 20 gennaio 2018

Ordinanza del Comune di Mira per il blocco temporaneo del cogeneratore di Giare.

 

L’ordinanza del Comune di Mira che blocca il cogeneratore è un primo risultato positivo ottenuto grazie all’azione di denuncia e protesta messe in atto in questi mesi dagli abitanti di Giare con l’aiuto di Opzione Zero.

Decisiva è stata poi la mozione presentata dalla capogruppo Lavinia Vivian di Mira in Comune, approvata all’unanimità dal Consiglio Comunale di Mira.

Proprio questa mozione ha indotto finalmente l’amministrazione di Mira a muoversi su questo problema dopo che per mesi era rimasta inattiva.

Opzione Zero denuncia però il fatto che l’ordinanza ha un carattere solo temporaneo e tende a scaricare la responsabilità sulla Regione Veneto. Il Comune dovrebbe invece agire per chiudere definitivamente l’impianto che è stato costruito in zona tutelata e in modo difforme rispetto al progetto presentato.

Il Comune deve assumersi le proprie responsabilità facendo un’accurata ispezione per verificare gli evidenti abusi edilizi e disporre poi il ripristino dei luoghi come previsto dalle norme edilizie.

Il comitato, insieme ai residenti, continua a monitorare la situazione ed è pronto a inviare una diffida al Comune se dovesse perdurare l’inadempienza sulle mancate verifiche.

 

COMUNICATO STAMPA 1 DICEMBRE 2017

COGENERATORE DI GIARE: AMMINISTRAZIONE DI MIRA LATITANTE

 

Opzione Zero ha presentato più di due mesi fa al Comune un approfondito dossier sul cogeneratore di Giare; ma nonostante i solleciti ancora nessuna risposta dall’amministrazione.

Intanto, grazie alle autocertificazioni dei residenti, è ormai certo che l’impianto non recupera l’energia termica.

Il comitato prepara un esposto al GSE e alla guardia di finanza per ipotesi di frode.

Presentata in questi giorni anche una interpellanza da parte del gruppo Mira in Comune

Opzione Zero pronta alla mobilitazione in Consiglio insieme ai residenti.

 

Opzione Zero torna alla carica sulla questione del co-generatore di Giare: “Ad ottobre abbiamo presentato all’assessore Maurizio Barberini e al Sindaco Marco Dori un dossier molto approfondito su tutte le anomalie tecniche e autorizzatorie di questo impianto – dichiarano dal comitato – però ad oggi, a oltre due mesi di distanza e nonostante i solleciti, non abbiamo ricevuto ancora nessuna risposta dall’Amministrazione Comunale. Un comportamento quanto meno irrispettoso verso i cittadini della zona e non coerente rispetto agli impegni presi in campagna elettorale dallo stesso Sindaco”.

Nel dossier si spiegano i motivi per i quali il co-generatore è fuori norma, a cominciare dal fatto che l’impianto di teleriscaldamento per il recupero dell’energia termica non è mai stato realizzato. Ma proprio il recupero del calore prodotto costituiva presupposto obbligatorio per poter installare un impianto di co-generazione in zona agricola tramite Dichiarazione di Inizio Attività, una procedura estremamente agevolata. La certezza sulla mancata fornitura di acqua calda alle case e alle attività produttive circostanti viene proprio dai proprietari degli edifici medesimi, i quali mediante autocertificazione hanno dichiarato di scaldarsi con impianti autonomi.

C’è poi la questione del vincolo ambientale del PALAV (art. 21a) del quale non si è tenuto in debito conto, e il problema dei mancati controlli sulle emissioni gassose provocate dalla combustione di olio combustibile di origine vegetale e animale che arriva con autocisterne provenienti dalla Slovenia e dall’Ungheria.

“Abbiamo fornito all’Amministrazione tutti gli elementi e le indicazioni normative per poter intervenire in autotutela e far chiudere il co-generatore visto che la difformità tra il progetto presentato e quanto realizzato è palese e consistente – proseguono dal comitato – ma l’impianto continua a bruciare a tutto spiano. Se il Comune non agisce nonostante abbia l’obbligo di vigilare sulle opere realizzate nel suo territorio, allora si profila una situazione di inadempienza”.

Intanto per avere risposte ufficiali, la consigliera comunale di Mira in Comune, Lavinia Vivian, ha presentato in questi giorni una interpellanza, ed è certo che la discussione sarà accompagnata dalle proteste degli abitanti della zona.

Opzione Zero per parte sua depositerà a breve un esposto al GSE, alla Guardia di Finanza, e ad altri enti competenti affinché verifichino se il mancato recupero del calore si possa configurare come frode a scapito dei contribuenti, visto e considerato che con molta probabilità il gestore dell’impianto sta incassando i contributi pubblici relativi alla produzione di energia elettrica tramite co-generazione con fonti rinnovabili.

 

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SI PUO’ FARE Festival delle economie e delle relazioni solidali Mira da venerdì 29 settembre – domenica 1 ottobre 2017

Terra e Alimentazione – energia e abitare – mobilità e territorio – lavoro ed economia – consumo e riuso

è un luogo di incontro

tra associazioni, imprese, artigiani, agricoltori che lavorano pensando alla sostenibilità ambientale e al benessere sociale

è una occasione

per conoscere attività economiche all’avanguardia e virtuose, capaci di migliorare la qualità delle relazioni umane

è un appuntamento

per scambiare idee, progetti, semi di speranza in un futuro più solidale e in armonia con la natura

 

Opzione Zero sarà presente con un proprio stand e in due iniziative:

– Ore 15.00 presentazione libro “Quelli delle cause vinte – manuale di difesa dei “beni comuni”, a cura dell’Ecoistituto del Veneto

– Ore 15.00: Piantiamola: presentazione del progetto di riforestazione del territorio della Riviera del Brenta, a cura del Comitato Opzione Zero

 

CLICCARE QUI PER LEGGERE IL PROGRAMMA COMPLETO

 

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COMUNICATO STAMPA Opzione Zero 22 aprile 2017

Cogeneratore di Giare: Opzione Zero in azione con i cittadini di Giare

Si è svolto questa mattina in via primo maggio a Giare un flashmob per denunciare una situazione di grave inquinamento da smog. A promuovere l’iniziativa il Comitato Opzione Zero e l’associazione Hilarius insieme a numerosi abitanti della zona.

Il problema è dato da un cogeneratore a biomassa installato da alcuni anni proprio a ridosso delle abitazioni e da poco entrato in funzione, seppure non in maniera continuativa.

Gli abitanti denunciano puzza, nuvole di smog e rumore, tanto che quando il motore diesel è in funzione gli stessi devono barricarsi in casa. A nulla sono valse le poteste e la petizione presentata in Comune a Mira ancora 2 anni fa.

Eppure, dalla documentazione raccolta da alcuni cittadini, è più che evidente come questo impianto sia di fatto fuori norma se no addirittura abusivo.

La storia nasce nel 2010, quando la società S.B. Energy srl con sede a Mestre presenta il progetto per ‘installazione di un cogeneratore a olio vegetale e animale per produrre energia elettrica e termica in zona Giare. Apparentemente l’obiettivo sembrerebbe lodevole: ridurre le emissioni di CO2 fossile grazie alla combustione di biomassa. Ma in realtà è chiaro fin da subito che gli intenti di S.B. Energy sono solo speculativi, cioè finalizzati a fare business grazie alle agevolazioni e ai contributi europei e nazionali destinati alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. L’impianto infatti produce e recupera solo energia elettrica, mentre delle tubazioni per il teleriscaldamento delle abitazioni e degli edifici circostanti non c’è alcuna traccia; senza contare poi che l’approvvigionamento di combustibile avviene tramite camion sembra di provenienza slovena, con buona pace della riduzione degli impatti ambientali. Non bastasse il fumo nero e denso che si si sprigiona ogni volta che l’impianto viene acceso, c’è da considerare che lo stesso sorge in area sottoposta a vincolo ambientale dal PALAV (art. 21/a), cioè in un’area in cui sono vietati la costruzione di nuovi edifici, di impianti e di infrastrutture. Fuori controllo sono poi le emissione, sia quelle gassose che quelle sonore, sembra mai monitorate da ARPAV.

Per il Comitato Opzione Zero il quadro è chiaro: “Il ragionamento sulla riduzione dei gas serra qui non ci entra per nulla; non siamo di fronte ad un impianto pensato per ottimizzare il ciclo produttivo di un’azienda, ma a una operazione puramente speculativa che altro non fa che aumentare lo smog. Il Comune di Mira, l’ente che ha autorizzato il progetto, aveva tutti gli elementi per bloccare questo cogeneratore, e ha tutt’ora la possibilità di chiuderlo e di farlo smantellare. Sarebbe interessante sapere cosa ne pensano il Sindaco uscente e i nuovi candidati, visto che tra poco qui si vota. Noi siamo decisi a supportare i residenti in questa protesta perchè ne va della salute di molte persone e della tutela del territorio. Nelle prossime settimane incontreremo i nostri avvocati insieme ai residenti per intraprendere anche delle azioni legali. Siamo sicuri che riusciremo a far chiudere il cogeneratore”.

 

Sabato 4 marzo ore 10.00 a Dolo #BASTASMOGINRIVIERA

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1

mar

2017

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Comunicato stampa Opzione Zero 14 novembre 2016

Romea: piano ANAS inutile senza le limitazioni ai TIR

 

Opzione Zero esprime perplessità e preoccupazione rispetto al piano di messa in sicurezza presentato da ANAS durante il Consiglio Comunale di Mira:

“Il fatto che finalmente Governo e ANAS abbiano deciso di investire sulla messa in sicurezza della Romea piuttosto che su una nuova autostrada è un fatto positivo, ma contestiamo l’impostazione del piano presentato da ANAS. Per noi la limitazione del traffico pesante di lunga percorrenza è in assoluto il primo provvedimento da prendere per ridurre il rischio di incidenti: si può fare subito e senza costi”.

ANAS ha ipotizzato diversi interventi puntuali e strutturali per la messa in sicurezza, ma per il comitato, oltre ai tempi ancora troppo lunghi (almeno 4-5 anni), il problema è che questi stessi interventi saranno inutili se non si diminuisce il flusso dei TIR.

L’errore fondamentale di ANAS è quello di continuare a considerare la SS 309 come un corridoio di attraversamento per i collegamenti commerciali con l’est europeo, esattamente la stessa logica che sta alla base del progetto Orte-Mestre. La Romea è invece una strada che attraversa dividendoli in due paesi e territori ricchi di storia, cultura, siti di interesse paesaggistico e ambientale. L’obiettivo dunque deve essere quello di far diventare questa strada un’arteria al servizio delle comunità e delle vocazioni del territorio come quella turistica.

La statale Romea è la strada più pericolosa d’Italia ed è più che evidente il rischio per la pubblica incolumità provocato dai camion; in altre situazioni anche meno gravi di questa i Prefetti sono già intervenuti con ordinanze specifiche, ma qui si continua a temporeggiare e intanto la lista nera degli incidenti cresce di giorno in giorno.

Opzione Zero intende promuovere insieme ad altri comitati emiliani e veneti una petizione popolare per ottenere la deviazione del traffico pesante di attraversamento su percorsi autostradali come la A-13 e per richiedere maggiori investimenti e tempi più rapidi per la messa in sicurezza della SS 309.

 

 

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