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Gazzettino – Veritas, la ribellione dei Comuni

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12

nov

2014

LA RIVOLTA DEI COMUNI

IL CASO – La misura serve a Venezia per fare cassa. Contrari, tra gli altri, Mira, Scorzè e Spinea

Stop bipartisan alla proposta di distribuire fra i soci utili per 10 milioni: «Piuttosto abbassate le tariffe»

LA PROPOSTA «Quei 10 milioni vanno utilizzati per abbattere i costi delle tariffe»

I primi cittadini di Quarto, Mira, Spinea, Scorzè e Marcon sul fronte del “no” alla distribuzione degli utili come vorrebbe invece Ca’ Farsetti

Altolà dei sindaci a Veritas: i dividendi non vanno spartiti

Doveva essere una normale riunione del comitato di coordinamento di Veritas. A sorpresa però è rispuntata la proposta indesiderata, quella che già in primavera sindaci e amministratori dei 46 Comuni serviti dall’azienda (Venezia esclusa) erano riusciti a schivare. I tecnici del capoluogo hanno chiesto nuovamente la distribuzione degli utili: in tutto 10 milioni di euro da dividere in base alle quote di proprietà. Un’operazione che frutterebbe alle casse del Comune di Venezia, che ha più del 50% delle azioni di Veritas, più di 5 milioni di euro. Tra i sindaci però è subito esplosa la protesta ed è partita una richiesta di incontro con il commissario Vittorio Zappalorto.

«Una proposta scandalosa – attacca il sindaco di Scorzè, Giovan Battista Mestriner – Non chiedono di distribuire solo quelli di quest’anno ma la metà degli utili degli ultimi 7 anni. E, successivamente, propongono di emettere un prestito obbligazionario. Il Comune di Venezia, quindi, vuole mettere a posto il proprio bilancio indebitando Veritas che è di tutti. Un’operazione che infrange le illusioni di quei sindaci del territorio che, negli ultimi 2 anni, hanno cianciato sulla città metropolitana».

Anche la sindaca di Quarto d’Altino, Silvia Conte, da sempre sostenitrice della Città metropolitana, tira in ballo il nuovo ente: «Non è una buona premessa in questa prospettiva – dice Conte – In primavera Venezia aveva accettato la volontà degli altri sindaci di non distribuire utili, per tenerli a favore degli investimenti e di tariffe più basse. Chiederemo un incontro al commissario di Venezia, perché è evidente che si tratta di una scelta ragionieristica».

Secco no anche da Spinea: «Lo scopo di Veritas non è quello di distribuire utili – dice il sindaco Silvano Checchin – ma di avere un ritorno da utilizzare in investimenti, per migliorare il servizio o ridurre le tariffe».

E anche da Marcon: «Anch’io propendo per un’attenzione diversa – aggiunge il sindaco Andrea Follini – bisogna guardare alle famiglie e alle imprese. O andiamo a ridurre le tariffe o a impegnare gli utili in investimenti che possano avere un ritorno pubblico».

Ora la scelta spetta al commissario ma più di qualcuno teme che (a differenza dell’ultima volta, quando i rappresentanti del Comune di Venezia si erano astenuti) in occasione della prossima assemblea Zappalorto chieda di far valere la propria maggioranza.

«Mira potrebbe beneficiare di mezzo milione di euro e anche a noi farebbe comodo una cifra simile in questo momento – commenta Alvise Maniero, sindaco di Mira – ma questo è un approccio sbagliato nei confronti dei cittadini di tutta la provincia».

Melody Fusaro

 

Iniziative contro le macchinette mangiasoldi a mira

MIRA – Si allarga la partecipazione alla manifestazione “Slot Mob” sabato a Mira. Ora aderirà all’evento anche la Lega dei Consumatori per fermare il fenomeno del dilagare delle macchinette mangiasoldi e della Ludopatia. La manifestazione prevede vari momenti tra giochi di una volta, “Flash mob”, la colazione nei bar che hanno rinunciato alle macchinette mangiasoldi come il Bar “La Griffe” – via Nazionale 173 e la presso Cicchetteria – Bar “Ea voja mata” in via Risorgimento.

Alle 16.30 in Biblioteca conferenza su “Ludopatia e azzardo”. Aderiscono le associazioni: gli scout dei gruppi Agesci Mira 1 e Mira 2, Acli Mira, Associazione Arco, Auser Mira “Peppino Impastato”, Bandera Florida, Centro italiano femminile, Cittadinanza Attiva, Tribunale per i diritti del malato, Codacons Veneto, Cooperativa Olivotti Associazione culturale “La Malcontenta”, Pensionati Cisl, Ga (Giocatori Anonimi), Gam.anon, Giovani per un Mondo Unito, Associazione I Grali, Associazione Incontro e presenza, Lega Consumatori, Libera presidio Riviera e Miranese, Mirattiva, Movimento per la Vita, Movimento Focolari, Mppu , Progetto economia nuova , Associazione “Suor Armanda”.

(a.ab.)

 

I comitati e i sindaci chiamano a raccolta i residenti dopo il via libera del Cipe

Doppia manifestazione a Mestre mentre i Comuni tentano di organizzarsi

MIRA – l Cipe approva la Romea Commerciale e in Riviera è un coro di no da da parte di singoli cittadini, sindaci, comitati e associazioni che si sono sempre battuti contro quello che viene considerato un mostro di cemento in grado di aumentare traffico e inquinamento dell’aria. Il problema principale è quello dell’innesto in A4. A questo punto si dovrà capire se l’opera si collegherà con Roncoduro o andrà fino a Villabona a Marghera.

Il Comitato Opzione Zero organizza una doppia manifestazione di protesta che si terrà venerdì prossimo a Mestre. «Grazie alla norma introdotta apposta dal ministro Lupi nel famigerato decreto per superare lo stop della Corte dei Conti», spiegano per Opzione Zero il presidente Mattia Donadel e le portavoci Rebecca Rovoletto e Lisa Causin, «il Cipe ha dato via libera al progetto preliminare “regalando” 1,8 miliardi alla Gefip Holding di Vito Bonsignore per un’opera disastrosa che andrà ad incrementare il debito pubblico per almeno altri 10 miliardi di euro. Più volte i comitati e le associazioni ambientaliste hanno dimostrato, che l’opera è pericolosa e letteralmente insostenibile sotto tutti i punti di vista».

Da qui e immediate mobilitazioni e iniziative di protesta. «È un attacco pesantissimo ai nostri territori come la Riviera del Brenta e l’area di Mestre», dice Donadel, «Per il 14 novembre saremo in piazza con lo slogan “Incrociamo le braccia – Incrociamo le lotte”. Le grandi opere come la Orte-Mestre sono pensate per favorire la speculazione fondiaria e finanziaria. A pagare queste scelte sono sempre e solo i cittadini e i lavoratori».

Doppio l’appuntamento che il Comitato dà ai propri sostenitori: alle 9 al Municipio di Mestre per al corteo cittadino organizzato dagli studenti, e alle ore 15 in via Palazzo per una Critical Mass (biciclettata) intorno alla città per dimostrare contro la Romea Commerciale.

Intanto è un coro di no da parte dei sindaci della Riviera e del Miranese. Già sei Consigli comunali si sono espressi nei mesi scorsi contro la Romea Commerciale: Mira, Dolo, Pianiga, Camponogara, Campagna Lupia e Mirano. Ora i sindaci contrari vogliono agire all’unisono. «Contatterò tutti i colleghi», spiega il sindaco di Camponogara Giampietro Menin, «per agire insieme e fermare quest’opera devastante». Infine i partiti. «Come Pd di Mira», dice il capogruppo Francesco Sacco, «siamo totalmente contrari a quest’opera. Va messa in sicurezza la Romea attuale».

Sprona i sindaci il deputato della Lega, Emanuele Prataviera, «anche se lo stesso partito che rappresenta ha voluto fortemente l’opera. «È fondamentale che gli amministratori si muovano ora, altrimenti sarà troppo tardi».

Alessandro Abbadir

 

Gazzettino – Si’ alla Nuova Romea, insorge mezza Riviera

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12

nov

2014

GRANDI OPERE – Dopo il via libera del Cipe alla progettazione della Mestre-Orte

Petizione dei 5 Stelle, ma per la Lega è “una buona notizia”

Il Cipe dà il via libera, la Riviera del Brenta alza le barricate contro la Romea commerciale.
Il disco verde arrivato lunedì al progetto preliminare della Mestre-Orte, opera da oltre 8,7 miliardi di euro in finanza di progetto, non poteva lasciare impassibili ambientalisti e comitati che da anni si battono per fermare la nuova Romea. A Mira il comitato “Opzione zero” si mobilita aderendo allo sciopero sociale il 14 novembre a Mestre e poi alla biciclettata per la “Critical mass”.

«Arriva il primo frutto avvelenato dello “Sblocca Italia” – avverte Mattia Donadel, presidente di Opzione zero e capogruppo in Consiglio comunale di “Mira fuori del Comune” -. Grazie alla norma introdotta dal ministro Lupi per superare lo stop della Corte dei conti, sono stati “regalati” virtualmente 1,8 miliardi alla Gefip te Holding di Vito Bonsignore per la “Mestre-Orte”, un’opera disastrosa che andrà ad incrementare il debito pubblico per almeno altri 10 miliardi di euro. Questo è un attacco pesantissimo ai territori e ai beni comuni – spiega Donadel -. Parteciperemo allo sciopero sociale europeo indetto per il 14 novembre da sindacati di base, movimenti sociali, precari e studenti». Opzione Zero sarà quindi in piazza a Mestre venerdì alle 9 e poi, alle 15, parteciperà con partenza da via Palazzo alla biciclettata “Critical mass” intorno alla città.

A Dolo alza invece la voce il Pd, con il capogruppo Alberto Polo: «Comprendiamo perfettamente che la Romea, così com’è oggi, non garantisca i corretti parametri di efficienza e sicurezza. Ciononostante per Dolo, e in particolare per Sambruson, questo tracciato sarà devastante. La nostra sindaca Maddalena Gottardo ci ha preso in giro dicendo che aveva ricevuto rassicurazione che la Romea non sarebbe passata per Dolo».

Preoccupazioni anche a Campagna Lupia da parte del Movimento 5 Stelle: «Il tracciato della Mestre-Orte distruggerà la zona archeologica di Lova, vincolata dalla Soprintendenza».      Preannunciata intanto una nuova petizione contro la realizzazione dell’opera da inviare al presidente del Consiglio Matteo Renzi, promossa dalla portavoce del M5S alla Camera dei deputati, la veneta Arianna Spessotto, già autrice di una interrogazione parlamentare in proposito presentata nei giorni scorsi.

Di tutt’altro parere il deputato della Lega nord Emanuele Prataviera: «Si tratta di un’ottima notizia, soprattutto per la messa in sicurezza del maledetto tronco della Ss309 Romea in tutto il tratto della provincia di Venezia e per il rilancio infrastrutturale dell’area di Chioggia e Cavarzere. Resta comunque il nodo dell’innesto della nuova Romea – aggiunge Prataviera – ed è fondamentale che gli amministratori si muovano prima che sia troppo tardi per garantire il rispetto del territorio. Non vorrei assistere a scene di sindaci che piangono sul latte versato».

(hanno collaborato Luisa Giantin e Vittorino Compagno)

 

MIRA – Brenta Sicuro a Mira con l’iniziativa “le criticità degli argini dei nostri fiumi”. Questo l’appuntamento che si terrà questa mattina di fronte al Naviglio cui parteciperà il sindaco. «Dopo aver visitato 21 comuni con la presenza di 35 amministratori pubblici, l’iniziativa», spiega Marino Zamboni per il comitato Brenta Sicuro, « approda a Mira per parlare, fotografare lo stato dei corsi d’acqua in questo importante centro di 39.000 abitanti, portando al totale di circa 310.000 i cittadini rappresentati dai comuni visitati. Questa realtà presenta problemi e punti di contatto con le altre realtà: molti argini che franano, alberi addirittura che sono scivolati al centro dei fiumi sul Naviglio, da Mira Vecchia alla foce a Fusina sul Novissimo, da Mira Taglio a Porto Menai sul Taglio, da Mira Taglio a Porto Menai. La manutenzione del Genio Civile è carente».

All’incontro organizzato dal Comitato Brenta Sicuro ci sarà la partecipazione di Legambiente e Cia. Il comitato proprio sabato scorso, ha organizzato a Noventa Padovana la manifestazione “Alluvione del 1966 mai più“, e per scongiurare un pericolo come quello, per Zamboni le soluzioni ci sono. «Punto di contatto pressoché unanime degli incontri ( anche se però, che a Mira ci sono delle forti perplessità in merito)», dice Zamboni, «è stato il progetto idrovia Padova-mare che potrebbe ridurre il rischio di esondazioni dal Brenta e Bacchiglione».

(a.ab.)

 

Incontro e sopralluogo questo pomeriggio a Mira dedicato alle criticità degli argini del naviglio e del riscio idraulico del territorio. L’incontro pubblico è stato organizzato dal Comitato Brenta Sicuro costituitosi per segnalare le criticità dei fiumi nel territorio Veneto coinvolgendo le amministrazioni comunali. All’incontro di oggi, alle 14.30 che partirà dalla sede municipale, sarà presenta oltre ad una rappresentanza del Comitato anche il sindaco Alvise Maniero e l’assessore ai lavori pubblici Luciano Claut e il neo Comitato Acque del Mirese.

«Dopo aver visitato 21 comuni – spiegano i responsabili del Comitato – incontrando 35 amministratori pubblici, arriviamo a Mira per parlare, fotografare lo stato dei corsi d’acqua in questo importante centro di 39.000 abitanti».

Partendo dalla sede municipale comitato e sindaco si sposteranno su un punto «critico» definito dall’amministrazione, si farà il punto sulle problematiche idrogeologiche.

(l.gia.)

 

MIRA – Il sindaco di Mira impegnato a chiedere al direttore generale dell’Asl 13 Gino Gumirato la sospensione dei provvedimenti già predisposti per l’ospedale di Dolo, e di prevedere una gestione del nosocomio dolese «di Rete» in due sedi (Mirano e Dolo) senza trasferimenti di reparti da un presidio all’altro.

Questo l’impegno chiesto al sindaco Alvise Maniero dal consiglio comunale di Mira nell’ultima seduta che si è espresso all’unanimità votando un ordine del giorno per la salvaguardia delle funzioni ospedaliere dell’Asl 13.

Su proposta del capogruppo di Fi Paolino D’Anna tutti i consiglieri si sono espressi in difesa dell’ospedale di Dolo e delle strutture sanitarie dell’Asl 13.

In particolare l’ordine del giorno approvato chiede al sindaco Maniero di attivarsi per chiedere la sospensione dei provvedimenti già predisposti dal Direttore Generale, in attesa degli indirizzi relativi sia alle schede territoriali che sulle nuove Ussl, oltre a non definire con scelte irreversibili anche la collocazione delle strutture intermedie funzionali ai nuovi riassetti territoriali delle Asl.

Alla Conferenza dei Sindaci viene chiesto inoltre di attivarsi per una audizione con la quinta Commissione regionale allo scopo di richiedere una diversa definizione e modifica delle schede ospedaliere. Ieri il sindaco Maniero ha subito inviato l’odg al Presidente della Conferenza dei Sindaci dell’Asl 13 Fabio Livieri, chiedendo che venga discusso e approvato nella prossima assemblea, così da avere il supporto di tutte le Amministrazioni comunali del bacino dell’As 13.

Luisa Giantin

 

Mira – Sabato 15 novembre – Slot mob

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9

nov

2014

Slotmob Slotmob2

 

Cittadini e Associazioni mobilitati per il buon gioco contro le nuove povertà e dipendenza dall’azzardo

Associazioni Aderenti: • AGESCI MIRA 1 E MIRA 2• acli mira• ASSOCIAZIONE ARCO• AUSER MIRA “PEPPINO IMPASTATO”• BANDERA FLORIDA• CENTRO ITALIANO FEMMINILE• CENTRO SERVIZI VOLONTARIATO PROV. VENEZIA • CITTADINANZA ATTIVA – TRIBUNALE PER I DIRITTI DEL MALATO• CENTRO STUDI RIVIERA DEL BRENTA • CODACONS VENETO • COOPERATIVA OLIVOTTI • ASSOCIAZIONE CULTURALE “LA MALCONTENTA”• FEDERAZIONE NAZIONALE PENSIONATI CISL • GA (GIOCATORI ANONIMI) • GAM.ANON• GIOVANI PER UN MONDO UNITO• ASSOCIAZIONE CULTURALE IGRALI • ASSOCIAZIONE INCONTRO E PRESENZA • LEGA CONSUMATORI PROV. VENEZIA• LIBERA PRESIDIO RIVIERA DEL BRENTA E MIRanESE • MIRATTIVA• MOVIMENTO PER LA VITA RIVIERA DEL BRENTA • MOVIMENTO DEI FOCOLARI• MPPU • PROGETTO ECONOMIA NUOVA • ASSOCIAZIONE “SUOR ARMANDA” ONLUS DI ORIAGO

CON IL PATROCINIO DI COMUNE DI MIRA

COMUNICATO STAMPA

Slot Mob – Campagna Nazionale di cittadini e associazioni  mobilitati per il buon gioco contro le nuove povertà e la dipendenza dal gioco d’azzardo: il giorno 15 NOVEMBRE 2014 la campagna approda a MIRA!

Il dilagante e irrazionale affidarsi alla ‘dea fortuna’, sta creando nuove vittime, povertà e dipendenze. Si rovinano famiglie, si riempiono i centri di cura delle ASL, si arricchiscono le multinazionali del gioco d’azzardo e si crea un terreno fertile per l’azione della criminalità organizzata.

Non stiamo più a questo gioco!

Per questo vogliamo agire su tre fronti:

1. Richiedere una legge che limiti e regolamenti seriamente il gioco d’azzardo nell’interesse non delle lobby ma dei cittadini, soprattutto i più vulnerabili;

2. Non aspettare i tempi, a volte troppo lunghi della politica, ed agire subito, e soprattutto insieme, dando vita ad uno slot mob, recandoci insieme a consumare in un bar che ha scelto la disinfestazione dalle slot e/o altri giochi d’azzardo;

3.Curare il cattivo gioco con il buon gioco, che è sempre un bene relazionale.

La manifestazione prevederà due momenti:

–    mattino: dalle 10:00 in poi “giochi di una volta” insieme in Piazza Municipio e Flash MOB! Colazione insieme presso Bar “La Griffe” – via Nazionale, 173

–    pomeriggio: dalle 14:30 in poi “giochi di una volta” insieme in Piazza Mercato e Flash MOB! Caffè insieme presso Cicchetteria – Bar “Ea voja mata” – via Risorgimento, 16

Alle 16.30 presso Auditorium della Biblioteca di Oriago: conferenza sul tema “ludopatia e azzardo”. E’ previsto il saluto dei promotori, alla presenza delle Istituzioni Locali. Si alterneranno interventi di vari relatori sul tema ludopatia da vari punti di vista: sanitario, sociale, economico, legale. Non da ultime, sono previste delle testimonianze.

Contiamo sulla partecipazione di tutti i cittadini – di tutte le età – di Mira e dei comuni del Veneziano.

Per informazioni:
www.nexteconomia.org/slots-mob
http://www.economiafelicita.it/slotmob/
www.facebook.com/Slotmob
Twitter #slotmob

 

16 novembre 2014 – Manifestazione per l’Ospedale di Dolo

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9

nov

2014

Dolo_ospedale

 

domenica 16 novembre 2014

GIU’ LE MANI DALL’OSPEDALE

MANIFESTAZIONE POPOLARE

– contro lo smantellamento dell’ospedale di Dolo e per il suo rilancio

– perché torni ad essere il grande e funzionale riferimento  della Riviera del Brenta

 

Programma:

ore 10,00 ritrovo a Dolo – Foro Boario, di fronte ingresso ospedale vecchio

ore 10,10 partenza del corteo

percorso: S.R. 11, via Zinelli, via Rizzo, Squero – Piazza Cantiere

ore 10,45 saluto e interventi

 

Opzione Zero aderisce

e invita a partecipare in tanti!!!

 

 

FINALMENTE IN PIAZZA TUTTI ASSIEME!

Il tacito, lento, graduale smantellamento dell’ospedale di Dolo ha finalmente scosso e unito chi governa la Riviera del Brenta: molti sindaci, si auspica tutti, saranno in testa alla manifestazione del 16 novembre.  È noto che le schede ospedaliere emanate dalla Regione Veneto negano all’ospedale di Dolo proprio la funzione di “Ospedale”.  Successive azioni della direzione, in atto e programmate, lo stanno privando di servizi essenziali, cui si aggiungono liste d’attesa di mesi per visite e diagnostica.

 

Perché tutto questo?

Perché vogliono declassare un ospedale che fu, e vorremmo che rimanesse, saldo riferimento per i 130.000 abitanti della Riviera del Brenta e di un vasto territorio limitrofo?  Perché vogliono eliminare l’ospedale di Dolo, che si trova in una posizione geografica baricentrica, che ospita i suoi servizi in immobili di proprietà pubblica, che vanta una storia illustre, che rappresenta ancora un riferimento per la cittadinanza grazie a crescita e sviluppo faticosamente raggiunti?

A questo tentativo, noi da tempo diciamo no  e ora lo dicono anche i Comuni Un risultato importante e non scontato per il Coordinamento che da più di due anni sta lottando strenuamente in tal senso.

 

Allora chiediamo assieme:

  • che le schede ospedaliere siano congelate e riviste come per altri ospedali della nostra Provincia e del Veneto, con blocco immediato dell’atto aziendale;
  • che sia mantenuto per Dolo, come per Mirano, il ruolo di ospedale per acuti, con servizi e reparti complementari tra loro;
  • che siano concessi quei finanziamenti sempre promessi, già stanziati e mai erogati, necessari al completamento del Pronto Soccorso e ad altri interventi urgenti.

 

La voce dei cittadini va ascoltata perché esprime bisogni, difficoltà, esigenze, aspettative a cui la “politica” dovrebbe dare risposte serie e concrete senza demagogie e opportunismi.

 

Manifestazione organizzata da: Comitato Bruno Marcato, Il Ponte del Dolo, Sinistra Ecologia Libertà, Opzione Zero, ANPI, Rifondazione Comunista, Movimento 5 Stelle, Circolo AUSER Dolo, AIDO Dolo, Mira 2030, Associazione Culturale Arcobaleno Dolo, Associazione Isola Bassa Dolo, Mira Fuori del Comune, Insieme di Stra, Psiche 2000, Associazione Diabetici Riviera del Brenta…

e con l’adesione dei Comuni di Campolongo Maggiore, Camponogara, Dolo, Fiesso d’Artico, Fossò, Mira, Pianiga, Stra, Vigonovo

 

 

 

————————————————————————————————————————————–

 

Documento approvato dalla Conferenza dei Sindaci

 

Premesso

che il PRSS aveva previsto una nuova classificazione degli Ospedali, la dotazione delle Schede Ospedaliere, delle Schede Territoriali ed una nuova riorganizzazione dei servizi nel territorio per meglio rispondere ai bisogni oltre che a contenere la spesa anche attraverso una razionalizzazione dei servizi;

che per quanto riguarda la nostra ASL tale riorganizzazione è stata già da tempo avviata ed anche a seguito di questa, è stato portato a pareggio il bilancio e la nostra ASL è considerata virtuosa, nonostante il perdurare sottofinanziamento regionale rispetto ad altre ASL,

che l’allora riorganizzazione aveva avuto nell’approvazione della Conferenza dei Sindaci con l’indicazione di mantenere l’Ospedale per Acuti organizzato in due sedi, Dolo e Mirano e con accorpamento dei reparti doppioni e razionalizzazione dei servizi,

che in sede di approvazione definitiva delle Schede Ospedaliere cambiava invece la classificazione dei nosocomi, indicando Mirano Ospedale ad Area Chirurgica e Dolo ad Area Medica, unico esempio presente nella nostra Regione, ma sicuramente non funzionale e rispondente sia al necessario contenimento costi che ai bisogni territoriali

che le Nuove Schede Ospedaliere approvate, prevedendo una completa revisione e classificazione degli ospedali ed introducendo un nuovo modo nell’organizzazione dei servizi sanitari e sociali, non possono altresì essere attuate senza le conseguenti Schede Territoriali in definizione dei servizi e delle Strutture Intermedie definite in Ospedale di Comunità, Riabilitazione e Lungodegenza ed Hospice, programmabili nel territorio

Considerato

che è già stata programmata e definita La localizzazione di tali strutture senza l’approvazione delle Schede Territoriali e che è stato inoltre approvato a suo tempo l’Atto Aziendale che da avvio alla riorganizzazione delle Strutture e dei Servizi Ospedalieri prefigurando, di fatto, qualsiasi nuova e più razionale proposta in sede di approvazione delle Schede Territoriali

che è proprio su questo tema che va avviata una riflessione anche al fine di non depauperare il patrimonio di capacità gestionali e tecniche esistente nella nostra ASL, raggiunte in particolar modo nell’Ospedale di Dolo, ma attualmente messo in discussione ma va ripensato anche l’utilizzo del patrimonio edilizio dismesso e disponibile per le Strutture Intermedie indicate dal Piano Sanitario in alternativa alla sola disponibilità offerta dai privati

che considerato l’attivo di bilancio e il considerevole avanzo di gestione della nostra ASL, non sia possibile consentire l’utilizzo di tale risorse per altri scopi come ipotizzato dalla Regione, se non quello di rinforzare la sanità della nostra ASL ed in particolare dell’Ospedale di Dolo, oltre ai servizi in Riviera del Brenta, un territorio fragile e complesso, in un bacino di utenza di quasi 150mila abitanti, sui 270mila che vivono nell’intera area dell’attuale Ulss.

che se la Regione Veneto ritiene necessario anche definire il nuovo riassetto territoriale delle USSL su cui ricalibrare anche le ASL proprio per una diversa e risposta ai bisogni di servizi per i prossimi anni e che tale nuovo disegno potrà interessare anche il territorio dell’attuale USLL 13, senza queste importantissime scelte preliminari, qualsiasi attuazione delle Schede Sanitarie pregiudicherebbe in maniera irreversibile il futuro dei presidi ospedalieri esistenti nell’USL 13 con particolare riferimento a quello di Dolo,

che attualmente a Dolo esiste l’Ospedale per Acuti con idonee e sufficienti condizioni per essere classificato Ospedale di Rete, considerata anche l’ideale posizione geografica che lo colloca proprio a metà strada da Mestre e Padova e da Piove di Sacco e Mirano, un bacino di utenza molto superiore agli abitanti residenti che si troverebbero senza alcun riferimento sanitario ed ospedaliero presente e programmato invece in altri bacini territoriali simili al nostro

che tale nosocomio possiede un patrimonio immobiliare derivante da lasciti, da rivalutare e riconvertire o ricapitalizzare secondo quanto previsto dalle leggi e normative regionali recentemente adottate al fine di poter essere completamente autonomo ed autosufficiente sia nella spesa per investimenti che per la riorganizzazione e finanziamento di quella corrente, in aggiunta a quanto viene assicurato dalla quota capitaria, pur rimanendo questa tra le più basse di tutte le USSL nella Regione Veneto.

Il consiglio comunale di ………… impegna il Sindaco

A chiedere:

– la temporanea sospensione dei provvedimenti relativi all’Atto Aziendale già predisposto dal Direttore Generale, in attesa degli indirizzi sia relativi alle Schede Territoriali che sulle nuove USLL, oltre a non definire con scelte irreversibili anche la collocazione delle Strutture Intermedie direttamente funzionali ai nuovi riassetti territori delle USLL;

– impegnare in tal senso la Conferenza dei Sindaci per i provvedimenti di competenza, ed inoltre, per una audizione specifica con la V° Commissione Consigliare della Regione Veneto, indicando e richiedendo una diversa definizione e modifica delle Schede Ospedaliere adeguandole a seguito delle decisioni che la Giunta ed il Consiglio Regionale prenderanno sia sulle Schede Territoriali che sulle eventuali nuove USLL,

– di prevedere, come in tutte le atre ASL del Veneto, una gestione di Ospedale di Rete in due sedi (Mirano e Dolo) come sta avvenendo nelle altre ASL che presentano analogie con la nostra e sospendendo l’attuazione della inutile, artificiosa
definizione di area medica e chirurgica, che appare anche inutilmente costosa oltre che rischiosa, bloccando i  preventivati e già programmati trasferimenti di reparti da un presidio all’altro.

Il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio ha proposto l’istituzione della “Carta di Mira” per la lotta ai prodotti falsi

MIRA «Da qui può partire una sorta di “Carta di Mira” per potenziare e inasprire la normativa contro la contraffazione a livello nazionale, tutelando il “made in Italy” e la qualità delle nostre produzioni e perciò anche l’occupazione». A dirlo ieri mattina è stato il vicepresidente della Camera dei Deputati Luigi Di Maio che ha partecipato al dibattito “La ricerca della legalità, viaggio intorno alla contraffazione”.

Di Maio ha sottolineato come in Veneto le associazioni di categoria siano decise a lottare contro la contraffazione che genera economia illegale e mafie. Sotto osservazione da tempo è, in Riviera, il mercato della calzatura. Un comparto che è sinonimo di qualità e grandi marchi. Ma la qualità è sempre più offuscata dalla presenza di laboratori clandestini cinesi che mettono a rischio la credibilità dei prodotti sui mercati esteri. Spesso parti delle scarpe che prevalentemente si vendono all’estero sono prodotte in queste aziende. In Veneto ci sono 2.646 aziende cinesi nel settore della moda, il 17% del totale. Il comparto in Riviera dà lavoro a oltre 11 mila persone, ha un fatturato di 1,7 milioni di euro e produce 20 milioni di paia di scarpe.

Siro Badon, presidente di Acrib, ha difeso le aziende del comparto. «Nel 2014 nel comparto della calzatura della Riviera», ha detto, «sono diminuite le ore di cassa integrazione e la richiesta di questo ammortizzatore sociale del 40%.È aumentato il fatturato. Ciò significa che è un settore in salute. Dal lato dei paletti che mettiamo ad alcune ditte fornitrici, i vincoli sono davvero stringenti e non permettono di servirsi di quelle che utilizzano manodopera in nero».

Ma per Matteo Ribon, responsabile regionale di Federmoda della Cna, le cose non filano per il verso giusto: «Non si può affidare ai blitz di Guardia e carabinieri il compito di garantire la legalità del sistema produttivo della Riviera. Perché l’accordo sottoscritto con Acrib sette mesi fa per un marchio “made in Riviera” è rimasto lettera morta?».

A tracciare un quadro inquietante in tema di prodotti contraffatti ci ha pensato il colonnello De Benedictis, comandante della Guardia di Finanza di Venezia. Fra i settori più colpiti dalla contraffazione ci sono l’agricolo e l’alimentare con il moltiplicarsi di prodotti “italian sound”, privi di qualità e che danneggiano produttori e tipicità italiane nettamente superiori.

Alessandro Abbadir

 

MIRA. «Per la valorizzazione del territorio della Riviera e dei suoi prodotti in occasione dell’Expo 2015, abbiamo fatto poco e in modo poco efficace. Altre aree si sono mosse per tempo. Arriveranno 500 mila persone il prossimo anno. In Riviera mediamente si calcola nel periodo clou dell’esposizione ci saranno 70 mila abitanti in più. Come intendiamo muoverci?». A lanciare il grido d’allarme è stato ieri il segretario dell’associazione artigiani “Città della Riviera del Brenta”, Franco Scantamburlo.

Lo stesso segretario ha anche sottolineato come si possa fare di più sulla trasparenza. «Solo incrociando i dati», ha detto Scantamburlo, «fra fatturato e dipendenti si possono capire molte cose. Il lavoro nero e gli atteggiamenti ambigui di certi imprenditori non sono impossibili da fermare. Basta lavorare in piena sinergia con le forze dell’ordine».

 

 

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