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Il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio ha proposto l’istituzione della “Carta di Mira” per la lotta ai prodotti falsi

MIRA «Da qui può partire una sorta di “Carta di Mira” per potenziare e inasprire la normativa contro la contraffazione a livello nazionale, tutelando il “made in Italy” e la qualità delle nostre produzioni e perciò anche l’occupazione». A dirlo ieri mattina è stato il vicepresidente della Camera dei Deputati Luigi Di Maio che ha partecipato al dibattito “La ricerca della legalità, viaggio intorno alla contraffazione”.

Di Maio ha sottolineato come in Veneto le associazioni di categoria siano decise a lottare contro la contraffazione che genera economia illegale e mafie. Sotto osservazione da tempo è, in Riviera, il mercato della calzatura. Un comparto che è sinonimo di qualità e grandi marchi. Ma la qualità è sempre più offuscata dalla presenza di laboratori clandestini cinesi che mettono a rischio la credibilità dei prodotti sui mercati esteri. Spesso parti delle scarpe che prevalentemente si vendono all’estero sono prodotte in queste aziende. In Veneto ci sono 2.646 aziende cinesi nel settore della moda, il 17% del totale. Il comparto in Riviera dà lavoro a oltre 11 mila persone, ha un fatturato di 1,7 milioni di euro e produce 20 milioni di paia di scarpe.

Siro Badon, presidente di Acrib, ha difeso le aziende del comparto. «Nel 2014 nel comparto della calzatura della Riviera», ha detto, «sono diminuite le ore di cassa integrazione e la richiesta di questo ammortizzatore sociale del 40%.È aumentato il fatturato. Ciò significa che è un settore in salute. Dal lato dei paletti che mettiamo ad alcune ditte fornitrici, i vincoli sono davvero stringenti e non permettono di servirsi di quelle che utilizzano manodopera in nero».

Ma per Matteo Ribon, responsabile regionale di Federmoda della Cna, le cose non filano per il verso giusto: «Non si può affidare ai blitz di Guardia e carabinieri il compito di garantire la legalità del sistema produttivo della Riviera. Perché l’accordo sottoscritto con Acrib sette mesi fa per un marchio “made in Riviera” è rimasto lettera morta?».

A tracciare un quadro inquietante in tema di prodotti contraffatti ci ha pensato il colonnello De Benedictis, comandante della Guardia di Finanza di Venezia. Fra i settori più colpiti dalla contraffazione ci sono l’agricolo e l’alimentare con il moltiplicarsi di prodotti “italian sound”, privi di qualità e che danneggiano produttori e tipicità italiane nettamente superiori.

Alessandro Abbadir

 

MIRA. «Per la valorizzazione del territorio della Riviera e dei suoi prodotti in occasione dell’Expo 2015, abbiamo fatto poco e in modo poco efficace. Altre aree si sono mosse per tempo. Arriveranno 500 mila persone il prossimo anno. In Riviera mediamente si calcola nel periodo clou dell’esposizione ci saranno 70 mila abitanti in più. Come intendiamo muoverci?». A lanciare il grido d’allarme è stato ieri il segretario dell’associazione artigiani “Città della Riviera del Brenta”, Franco Scantamburlo.

Lo stesso segretario ha anche sottolineato come si possa fare di più sulla trasparenza. «Solo incrociando i dati», ha detto Scantamburlo, «fra fatturato e dipendenti si possono capire molte cose. Il lavoro nero e gli atteggiamenti ambigui di certi imprenditori non sono impossibili da fermare. Basta lavorare in piena sinergia con le forze dell’ordine».

 

 

Mira, il sindaco Maniero accusa: obbligati dalle scelte delle vecchie giunte

ORIAGO «Siamo costretti a cementificare il territorio a causa di decisioni prese dalle scorse amministrazioni». Questo il pesante commento del sindaco di Mira Alvise Maniero dopo che ieri la giunta comunale ha approvato un piano urbanistico del 2009 (PN4) a Oriago, a ridosso della Stazione Porta Ovest.

I dati della nuova colata di cemento sono chiari: l’edificabilità totale dell’area ammonta a 18.000 metri cubi, comprensivi di 2.000 metri quadri di superficie coperta a destinazione commerciale. L’area da destinare a verde pubblico ammonta a quasi 10.000 mq, quelle a parcheggio a 1.400 mq. L’intero progetto è subordinato al rispetto dell’invarianza idraulica, per evitare rischi al territorio. Tutte le opere di urbanizzazione e le infrastrutture saranno fatte dai privati per 305 mila euro.

Maniero mastica amaro: «Stavolta non abbiamo potuto fermare la macchina del cemento. Si tratta di una scelta purtroppo obbligata a cui ci siamo piegati dopo avere verificato l’impossibilità di ogni scelta diversa, che avrebbe anzi rischiato di farci perdere la causa legale con costi enormi. Pur tentando di evitare consumo di terreno, abbiamo rilevato che gli atti votati dalle scorse amministrazioni hanno creato diritti per i privati su cui non è più possibile intervenire. La scelta per noi è quindi stata solo tra approvare il Piano urbanistico, o finire per spendere soldi pubblici in una causa persa in partenza, con successivi danni per milioni senza comunque fermare il cemento».

È un piano di espansione presentato nel 2009, dopo che nel 2004 era stata adottata dal Consiglio comunale (favorevole il centrosinistra, assente dall’aula il centrodestra) la variante urbanistica, approvata poi dalla Regione nel 2008.

«Non siamo per nulla entusiasti di questa grigia eredità, né di questa conclusione, dal momento che fin dall’inizio del nostro mandato abbiamo posto un freno deciso ad inutili espansioni edilizie», dice Maniero, «del resto penalizzate anche dal mercato e demograficamente anacronistiche, che finiscono per compromettere il territorio».

Alessandro Abbadir

 

Il Comune lancia una campagna contro le macchinette mangiasoldi

MIRA «Siamo pronti a mettere in campo tutte le iniziative necessarie per premiare tutti quei negozi e e bar di Mira che non collocheranno al loro interno slot machine. Siamo pronti ad agire insieme alle associazioni di categoria con campagne informative ma anche con sgravi fiscali e agevolazioni». A dirlo è l’assessore alle politiche sociali del Comune di Mira Francesca Spolaor che aderisce sabato 15 novembre all’iniziativa “Slotmob”, una giornata di iniziative per mobilitare i cittadini contro le nuove povertà e la dipendenza dal gioco d’azzardo. Una iniziativa per tutto il territorio del veneziano fatta insieme ad una trentina di associazioni di volontariato di Mira e della Riviera.

«Con le tante iniziative in programma sono previste», spiega l’assessore alle Politiche Sociali Francesca Spolaor, «anche testimonianze di persone che sono passate attraverso questa forma di dipendenza, che è purtroppo in forte crescita coinvolgendo un target di popolazione molto differenziato, dai giovani agli anziani, uomini e donne, minando spesso gli equilibri di tante famiglie, dal punto di vista economico e non solo. Una nuova piaga sociale nei cui confronti occorre agire con decisione, in primo luogo sul piano dell’informazione e lavorando a stretto contatto anche con gli operatori economici e i titolari degli esercizi pubblici, spiegando che un bar e un locale senza slot e giochi d’azzardo esercitano alla lunga un maggior richiamo nei confronti dei clienti».

Il fenomeno è dilagato in Riviera e nel Miranese negli ultimi anni. Si stima che su 240 mila residenti nei 17 comuni ben 10 mila siano dediti ai giochi d’azzardo ai quali vanno inclusi insieme alle slot anche gratta r vinci lotto e superenalotto. Un migliaio quelli che hanno sviluppato una patologia e un centinaio circa quelli già in cura al Sert dell’Asl 13.

(a.ab.)

 

Gazzettino – Mira. Un calcio alle slot machine.

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8

nov

2014

MIRA – Trenta associazioni hanno organizzato un “flash mob” contro il gioco d’azzardo

La manifestazione si terrà il 15 novembre: «Via le macchinette dai bar»

Un Flash Mob di fronte al municipio di Mira e nei bar contro il vizio del gioco. Coinvolte circa 30 associazioni di volontariato miresi. L’iniziativa si intitola «Un bar senza slot ha più spazio per le persone» e sabato 15 novembre vedrà coinvolte, come detto, numerose associazioni tra le quali l’Agesci Mira1 e 2, le Acli di Mira, l’Auser Peppino Impastato, Il Cif, Il Tribunale dei diritti del malato, la Cooperativa Olivotti, e la Lega Consumatori. L’obiettivo è quello di sensibilizzare la cittadinanza e gli stessi esercenti contro le nuove povertà e la dipendenza dal gioco d’azzardo a favore del gioco sano.

Nell’Asl 13 sono seguite circa una settantina di persone per ludopatia (il 66% sono uomini), il 10% delle quali già dipendenti da altre sostanze come l’alcol o la droga ma il fenomeno è in crescita considerato «se è vero che dalla cocaina si guarisce facendo a meno della droga – afferma il dott. Mauro Cibin dell’Asl 13 – dal gioco si guarisce rieducandosi all’uso corretto del denaro: non ci si può allontanare e fare a meno dei soldi in assoluto».

La manifestazione avrà inizio alle 10 a Mira, in piazza municipio, con i giochi di una volta e un Flash Mob, per spostarsi poi al Bar «La Griffe» (uno dei locali che hanno dato pieno appoggio all’iniziativa), per una colazione di gruppo. Nel pomeriggio il ritrovo è alle 14.30 a Piazza Mercato di Oriago, per riproporre i giochi di una volta e il Flash Mob, seguiti da un caffè in compagnia nella cicchetteria bar «Ea voja mata», pure in prima linea contro le slot.

Alle 16.30 nell’Auditorium della biblioteca di Oriago è in programma un incontro/conferenza sul tema «Ludopatia e azzardo», alla presenza di amministratori pubblici, operatori sanitari dell’Ulss 13, esponenti del mondo sociale ed economico.

«Sono previste – ha annunciato l’assessore alle Politiche Sociali Francesca Spolaor – anche testimonianze di persone che sono passate attraverso questa forma di dipendenza, che è purtroppo in forte crescita coinvolgendo un target di popolazione molto differenziato, dai giovani agli anziani, uomini e donne, minando spesso gli equilibri di tante famiglie, dal punto di vista economico e non solo».

 

MIRA – Sono già pronti la bozza di accordo è anche il piano di realizzazione

Il sindaco Maniero rassicura sulle sorti del Distretto sanitario

Che fine ha fatto il nuovo distretto sanitario di Mira? «Noi siamo pronti a realizzarlo, aspettiamo solo il via dalla Regione». Botta e risposta a distanza tra il consigliere comunale del Pd Maurizio Barberini ed il sindaco di Mira Alvise Maniero sul trasferimento del distretto sanitario da Mira ad Oriago.

«La proposta di trasferimento alla Conferenza dei Sindaci dell’Asl 13 corredata da un puntuale cronoprogramma risale al 23 luglio – afferma il consigliere Barberini – e a distanza di oltre tre mesi nessuno sa più cosa stia facendo il sindaco e la sua giunta nel merito. Il cronoprogramma prevedeva che entro il mese di ottobre fosse convocata la conferenza dei servizi per esprimere i pareri sul piano attuativo del progetto e l’adozione da parte della giunta. Nulla di tutto questo è stato fatto». Barberini ricorda come il Pd abbia raccolto oltre 1500 firme di cittadini per mantenere il distretto sanitario a Mira e come molti sindaci avessero dato parere favorevole al percorso illustrato dal sindaco Maniero.

«Speravo di illustrare l’iter in un apposita commissione – risponde il sindaco Maniero – ma a questo punto farò un intervento in consiglio comunale. La bozza di accordo è pronta ed il piano di realizzazione del nuovo distretto a Oriago anche. Lo abbiamo presentato all’assessore regionale alla Sanità Ugo Coletto il quale si è dichiarato favorevole ammesso che l’operazione sia tecnicamente fattibile, e lo è. Successivamente lo abbiamo illustrato ai tecnici della Regione anche in presenza del direttore generale dott. Gino Gumirato, approfondendo il piano sotto il profilo tecnico, anche in relazione alle permute e alla proprietà di Villa Lenzi, che è comunale ma sulla quale l’Asl 13 ha investito molto. Con il privato invece abbiamo lavorato per poter avere maggiori garanzie sull’operazione. A questo punto – conclude Maniero – stiamo attendendo solo l’ok della Regione che, dopo averci negato il finanziamento dal fondo di rotazione, dovrebbe almeno dare l’assenso al progetto».

Luisa Giantin

 

Livieri: «Sono diecimila le persone che ne soffrono su 240 mila abitanti»

Ma solo 70 si fanno curare. A Mira un evento per chiedere interventi urgenti

DOLO – Sempre più macchinette mangiasoldi e ora è allarme ludopatia in Riviera del Brenta. A lanciarlo è il presidente della Conferenza dei sindaci dell’Asl 13, Fabio Livieri, mentre a Mira il 15 novembre si terrà uno “slot mob”.

I numeri fanno paura: «Nei 17 comuni dell’Asl 13 fra Riviera e Miranese», dice Livieri, «si stima che ci siano circa 10 mila, su 240 mila, le persone che soffrono di dipendenza da gioco. Giocano 3-4 volte alla settimana. Queste persone sono attratte, dalle slot machine di bar, trattorie e tabaccherie. I giocatori più incalliti sono spesso anziani, giocano con frequenza anche a Gratta e Vinci, Lotto e Superenalotto. Ci sono poi un migliaio di persone che con questo problema stanno rovinando la loro vita e quella delle loro famiglie. Giocano 2-3 volte al giorno. Di questi un centinaio è in cura al Sert: solo il 10 per cento di chi sviluppa la malattia trova poi il coraggio di curarsi».

Secondo i dati del Servizio contro le dipendenze dell’Asl 13 i pazienti seguiti sono 70. Il 66% di questi sono uomini e il 10% è già dipendente da altre sostanze, come alcol o droga. Il gioco d’azzardo patologico è una malattia vera e propria come lo sono l’alcolismo e la dipendenza da droghe.

I Comuni della zona da parte loro hanno più volte cercato di ostacolare la diffusione delle macchinette mangiasoldi.

A Mira la vecchia giunta aveva fatto un regolamento chiaro in cui i baro con slot machine nei dovevano stare ad una certa distanza dai luoghi sensibili come scuole, case di riposo, e gli stessi locali dovevano collocare insegne ben visibili sulla presenza dei giochi d’azzardo.

Al dilagante e irrazionale affidarsi all’azzardo sta creando nuove vittime, povertà e dipendenze», dice l’ex assessore alle politiche sociali del Comune di Mira, Margherita Gasperini, «si rovinano famiglie, si riempiono i centri di cura e si crea un terreno fertile per l’azione della criminalità organizzata. Per questo vogliamo agire su tre fronti: chiedere una legge che limiti il gioco d’azzardo nell’interesse non delle lobby ma dei cittadini, soprattutto i più vulnerabili. Vogliamo insomma agire subito, e soprattutto insieme, dando vita ad uno slot mob, recandoci insieme a consumare in un bar che ha scelto la disinfestazione dalle slot o altri giochi d’azzardo. Infine vogliamo curare il cattivo gioco con il buon gioco e veri e sani momenti relazionali».

Alessandro Abbadir

 

Mira. Una festa insieme per battere la voglia di scommettere

MIRA Arriva a Mira “Slot Mob” la campagna nazionale di cittadini e associazioni mobilitati per il buon gioco contro le nuove povertà e la dipendenza dal gioco d’azzardo. La manifestazione di Mira è la prima in italia non in un capoluogo di Provincia si terrà il 15 novembre“. Il mattino “giochi di una volta” in Piazza Municipio e “flash mob” e Colazione insieme al Bar “La Griffe” – via Nazionale, 173. Il pomeriggio “giochi di una volta” in Piazza Mercato ad Oriago e Flash Mob. Ci sarà un caffè insieme alla Cicchetteria “Ea voja mata” in via Risorgimento, 16. Alle 16.30 all’ Auditorium della Biblioteca di Oriago: conferenza sul tema “Ludopatia e azzardo” con tante testimonianze.

(a.ab.)

 

MIRA – Il consiglio comunale di Mira torna a riunirsi questa settimana giovedì 6 novembre alle 20 per discutere molte interrogazioni ed interpellanze e per approvare la convenzione sul consorzio di Bacino Venezia Ambiente. Una delibera che prevede la l’approvazione della costituzione e del funzionamento del Consiglio di Bacino «Venezia Ambiente» per il servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani nel bacino territoriale «Venezia». Un provvedimento fortemente criticato dalla lista civica Mira Fuori del Comune che rischia di commissariare i comuni sulla gestione dei rifiuti.

All’ordine del giorno oltre ad interpellanze e interrogazioni, mozioni e altre proposte di odg di iniziativa consiliare anche l’acquisizione, a titolo non oneroso, di beni immobili di proprietà dello Stato, oltre a deliberazioni riguardanti Piani Urbanistici Attuativi e accorpamenti al demanio stradale di porzioni di terreno di proprietà privata utilizzata ad uso pubblico in via Este, via Pisa e via Lomellina.

(l.gia.)

 

Gazzettino – Convegno sulla contraffazione a Oriago

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5

nov

2014

MIRA – Sabato 8 novembre alle ore 9.30 nell’Auditorium della Biblioteca di Oriago si terrà il Convegno «La ricerca della legalità. Viaggio intorno alla contraffazione», organizzato dall’amministrazione comunale. Al dibattito, moderato da Fabrizio Stelluto direttore di GarantItaly, partecipano Luigi di Maio, vice presidente della Camera dei Deputati, il colonnello Gianluca De Benedictis, comandante del I Gruppo della Guardia di Finanza di Venezia, Tiziana De Masi, attrice e autrice teatrale, Iacopo Giraldo presidente della Coldiretti di Venezia, Massimo Zanon presidente Unione Confcommercio Venezia, Siro Badon, presidente dell’ACRIB e Franco Scantamburlo, segretario dell’Associazione Artigiani Riviera del Brenta. Invitati anche l’assessore Regionale all’Economia e Sviluppo, Ricerca e Innovazione Marialuisa Coppola, l’assessore provinciale alle Attività Produttive Lucio Gianni e un rappresentante del Nucleo Anti Sofisticazione dei Carabinieri. «Quella contro la contraffazione – spiega il sindaco Alvise Maniero – è una battaglia sulla quale ci sentiamo fortemente impegnati e sulla quale abbiamo coinvolto anche le altre Amministrazioni della Riviera attraverso la Conferenza dei Sindaci».

Andrea Penso

 

MIRA – Torna il Consiglio comunale a Mira giovedì 6 novembre con una serie argomenti importanti, primo fra tutti quello della gestione dei rifiuti. Ci sarà infatti l’approvazione della convenzione per la costituzione e il funzionamento del Consiglio di Bacino “Venezia Ambiente” per il servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani nel bacino territoriale “Venezia”.

La gestione dei rifiuti secondo il consigliere di “Mira fuori del Comune”, Mattia Donadel, verrà sottratta ai Comuni in favore delle assemblee di Bacino.

«Sui rifiuti – dice Donadel – i Consigli comunali di tutto il Veneto rischiano di essere letteralmente estromessi da ogni decisione: se un Comune come Mira vuole passare al “porta a porta”, oppure decidere di portare i propri rifiuti in un impianto piuttosto che un altro, o ancora entrare nel merito del piano finanziario, non potrà più farlo in autonomia come avviene ora. È grave. Mira si deve opporre con tutte le forze a questo sopruso. Tutte le prerogative in capo ai Consigli Comunali vengono trasferite ora all’assemblea di bacino».

(a.ab.)

 

ALLAGAMENTI – Progetto bloccato dalla Salvaguardia

Incontro del comitato “Brenta sicuro” con i primi cittadini di Campagna Lupia e Campolongo.

«Bisogna potenziarla»

CAMPAGNA LUPIA – Summit tra il comitato “Brenta Sicuro” di Campolongo Maggiore con i sindaci di Campagna Lupia Fabio Livieri e di Campolongo Maggiore Alessandro Campalto, assieme al vicepresidente del Consorzio di bonifica “Acque risorgive” Andrea Frasson, nonché con vari rappresentanti di Legambiente e numerosi cittadini. Un incontro, sabato all’interno dei locali dell’idrovora di Lova, sulla tanto discussa realizzazione dell’opera idraulica: un progetto da 3,5 milioni di euro già appaltati dal Consorzio che la Commissione di salvaguardia di Venezia ha bloccato all’ultimo momento.

Il piano era già stato discusso con esito positivo in commissione regionale e in assemblea con i sindaci interessati di Fiesso d’Artico, Dolo, Mira, Campagna Lupia, Camponogara e Campolongo Maggiore. Si tratta di un intervento di potenziamento dell’idrovora di Lova già esistente, che da 12 metri cubi d’acqua al secondo dovrebbe arrivare ad espellerne 14,5 tramite la realizzazione di una nuova botte a sifone che passa sotto la Romea e il Taglio Novissimo, per poi scaricare l’acqua in un canale lagunare.

I primi cittadini di Campagna Lupia e Campolongo Maggiore hanno espresso la loro aperta contrarietà al blocco del potenziamento dell’idrovora, visti gli allagamenti causati dalla difficoltà di espellere in laguna l’acqua dal territorio. Il vicepresidente del Consorzio ha sottolineato che tale opera non andrebbe ad aumentare la quantità di acqua sversata nella laguna, bensì la stessa quantità d’acqua in minor tempo, operazione che eviterebbe le inondazioni causate dalle ormai frequenti “bombe d’acqua”. Il Comitato Brenta Sicuro seguirà le amministrazioni in ogni sede, affiancandole nella battaglia per avere in tempi rapidi la soluzione del problema.

V.Com.

 

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