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Nuova Venezia – Mira. Distretto sanitario, ok al progetto

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28

lug

2014

Mercoledì la presentazione ma c’è la concorrenza di Dolo e Pianiga

MIRA. Il progetto per la realizzazione del nuovo distretto sanitario di Mira a Oriago è pronto. Oggi saranno sistemati in Comune gli ultimi accorgimenti burocratici prima della presentazione mercoledì in conferenza dei sindaci. Il piano del comune è quello di portare il distretto sanitario da villa Lenzi in via Riscossa ad Oriago, nell’area in cui un tempo sarebbe dovuta sorgere la nuova caserma dei carabinieri. Una operazione che costerà complessivamente un milione e 700 mila euro: di questi un milione saranno recuperati grazie a una convenzione con il costruttore che deve al comune oneri di urbanizzazione. Gli altri 700 mila euro saranno ottenuti dalla permuta di stabili dell’Asl 13 ora in alienazione. Gli stabili da vendere sono quelli dell’ex poliambulatorio a ridosso di Villa Mocenigo a Oriago. La superficie del nuovo distretto sarà di mille metri quadrati e sono previsti ampi parcheggi. Sul fatto che il progetto di spostamento del distretto sanitario di Mira venga avallato dalla Regione e dalla Conferenza dei sindaci esistono però ancora multi dubbi soprattutto relativi alla copertura finanziaria. Nei giorni scorsi però il sindaco di Mira Alvise Maniero ha risolto la questione e in commissione consigliere ha illustrato anche le coperture finanziarie di cui gode l’operazione. I passaggi da fare sono ancora molti. Dopo la presentazione in conferenza dei sindaci il progetto, dopo aver ottenuto il parere positivo, sarà spedito in Regione. Sarà questo ente alla fine a doverne dare l’autorizzazione alla costruzione. Fra i diretti concorrenti del comune di Mira per portarsi a casa il distretto sanitario si sono presentati i mesi scorsi anche il comune di Dolo che ha proposto i locali dell’ex Tribunale e il comune di Pianiga che con il sindaco Massimo Calzavara ne ha proposto la collocazione nel centro della frazione di Cazzago.

Alessandro Abbadir

 

IL BILANCIO

Il maltempo continua a flagellare l’agricoltura. Danni milionari e frutta estiva sempre meno richiesta a causa delle basse temperature. Le stime di Coldiretti Veneto parlano di centinaia di milioni di euro nel giro di pochi mesi. Da Conegliano a Breganze, dal Garda alla Bassa Padovana, i chicchi di grandine non hanno risparmiato frutteti, vigneti ed ortaggi a pieno campo. Nel Vicentino sono stati destati svariati ettari di vigneti pregiati. È andata meglio al Bellunese, dove i danni sono soprattutto alle strutture. La conta, comunque, parla di percentuali di perdite di raccolto fino all’80%. Ringraziano le grandi colture (mais, grano, soia) che hanno bisogno di molta acqua, ma non così tanta da inzuppare i terreni. La grandine ha colpito varie volte e nello stesso punto, addirittura sei consecutive a Bussolengo. Gli imprenditori agricoli veneti sono i più assicurati in Italia, le compagnie rimborsano il valore di circa 400milioni di euro, ma non esiste ancora una polizza «salva reddito». Aumentano i costi di produzione e con la pioggia proliferano gli attacchi fungini ed occorre intervenire con agropresidi in maniera più intensa. Le basse temperature non incoraggiano di certo i consumi della frutta estiva: meloni, angurie e pesche soffrono di un eccesso di offerta. E cresce la preoccupazione anche per il futuro, in particolare per i raccolti delle colture di pregio come il radicchio rosso.
«Non bastavano i meteo-sciamani che per ogni week end sul nostro litorale hanno previsto nuvole trafitte da lampi quando nella realtà splendeva il sole. Ora ci si mette il maltempo vero». Marco Michielli, presidente di Confturismo-Confcommercio Veneto parla di perdite di 3 milioni di euro nelle sole strutture alberghiere del litorale per ogni giorno di pioggia.
Se si aggiungono i campeggi e villaggi turistici la cifra raddoppia. «Dopo un giugno buono sul piano delle presenze e dei fatturati, non vorremmo mai dover tracciare un bilancio diametralmente opposto per quanto riguarda luglio – dice Michielli – se la pioggia continua, per luglio si parlerà di fatturati in discesa del 20%”. Tutto questo mentre anche gli operatori degli stabilimenti balneari di tutto il nord, il più colpito dal maltempo, denunciano perdite fra il 30 e il 40%».

(M.C.)

 

Flagello d’acqua. Strade allagate

Fulmine su hotel

La pioggia torrenziale ha provocato danni in tutta la provincia, l’allerta durerà fino alle 14 di oggi. Code a Jesolo

A Venezia va a picco una barca

Bombe d’acqua nel Veneziano e decine di interventi dei vigili del fuoco in tutta provincia. Soprattutto sottopassi allagati a Mestre e Mira e rami spezzati in mezzo alle strade. A creare particolare allarme sono stati alcuni fulmini. Uno in mattinata a Santa Maria di Sala ha colpito la centrale dell’Enel all’interno dell’albergo “Villa Isabela” creando ingenti danni. Tanta paura e danneggiamenti anche nel pomeriggio in via Archimede a Trivignano dove un fulmine ha colpito un’antenna ed ha incendiato gli impianti elettrici di un gruppo di villette a schiera.

 

FLAGELLATI DALLA PIOGGIA – Violenti acquazzoni si sono abbattuti per tutto il giorno

L’allerta oggi fino alle 14

Allagamenti e alberi caduti. Il Veneziano va sott’acqua

Barca a picco nel capoluogo, a Mira pompe per liberare i sottopassi

Giornata di super lavoro per i vigili del fuoco che ieri hanno fatto decine e decine di interventi a Venezia e in tutta la provincia. Uno stato di allerta iniziato già in mattinata e che prosegue fino alle 14 di oggi: questo l’arco di tempo a rischio per il meteo. La prima ondata di chiamate è stata alla mattina a seguito del diluvio che si è scatenato poco dopo le dieci. E subito ci sono stati sottopassi allagati, rami pericolanti, scantinati in ammollo.
A Venezia una barca con motore è andata a picco nel Rio Madonna dell’Orto, ci sono state infiltrazioni in alcune abitazioni a Castello e un po’ di intonaco si è staccato da un palazzo in Campo San Luca. Un fulmine si è abbattuto sulla chiesa di San Barnaba facendo saltare la luce alla mostra su Leonardo e spavendando i presenti. Al Lido, allagato piazzale Santa Maria Elisabetta, con polemiche sui lavori in corso.
A Marghera i pompieri sono dovuti intervenire anche in via Casati per liberare alcune persone rimaste bloccate in un ascensore di un condominio andato fuori uso a causa di un black out. La bomba d’acqua della mattina ha poi spezzato rami che sono andati in mezzo alle strade in via Natisone e sempre a Marghera ci sono stati danni ad una casa disabitata di via Beccaria. Ancora rami in mezzo alla strada sulla Castellana, dove è andato sott’acqua anche il sottopasso, e sempre a Mestre ci sono stati allagamenti in viale Vespucci e in Romea alla nuova rotonda della Nave de Vero.
A Mira gran lavoro per la protezione civile sui sottopassi di Marano, sulla bretella Bacchin, sulla Miranese e in via Galvani. I due sottopassi allagati sono stati svuotati con le pompe, mentre in via Galvani c’è stato un nuovo reflusso delle acque nere della fognatura. Ancora alberi pericolanti a Rottanova di Cavarzere, a Campolongo Maggiore e a Quarto d’Altino. La situazione è diventata ancora più critica con l’insistente pioggia del pomeriggio. A Chioggia un fulmine ha centrato una colonnina dell’elettricità nel campeggio di viale Barbarigo e verso le 18 la zona di Ridotto Marino è finita sott’acqua così come ai bordi di Strada Fossetta c’erano trenta centimetri di acqua a causa delle fogne che non ricevevano. E sempre la pioggia potrebbe aver causato l’incidente, alle 13 e 30, che ha tenuto bloccata la Triestina a Ceggia. Un camion russo si è scontrato quasi frontalmente con un furgone Fiat Doblò che giungeva dal senso opposto che ha poi urtato contro una Fiat 500 ferma ad un semaforo. Qualche disagio per gli automobilisti, visto che la strada è rimasta chiusa per più di un’ora per i soccorsi ed il recupero dei mezzi. Ferite che non destano preoccupazione per i conducenti dei tre mezzi.
Infine in serata un fulmine ha centrato un’antenna di una serie di villette a schiera di via Archimede a Trivignano ed ha bruciato gli impianti elettrici. I residenti hanno visto delle fiammate uscire dalle prese della corrente e spaventatissimi sono usciti in strada. Ingenti i danni e grande anche la paura.

 

S.M. di Sala. Fulmine incendia centrale Enel dell’hotel: i titolari intossicati dal fumo

S.MARIA DI SALA – Marito e moglie, i titolari dell’albergo Villa Isabela di Santa Maria di Sala, finiscono in ospedale dopo aver inalato fumi tossici. È accaduto ieri lungo la via Noalese. Alle 8.45 del mattino un fulmine ha colpito la centrale dell’Enel che si trova all’interno della struttura alberghiera causando notevoli danni, oltre alla mancanza di corrente nella struttura stessa e nelle abitazioni vicine. Nel tentativo di spegnere il fuoco prima che sopraggiungessero i Vigili del Fuoco, come spiega uno dei figli del titolare «mia madre e mio padre – rispettivamente di 74 e 78 anni, titolari dell’hotel ndr – hanno imbracciato gli estintori e si sono avvicinati alla centrale che stava prendendo fuoco. Con loro – spiega il figlio – c’era anche un cliente dell’albergo ma questo ha fatto in tempo a tornare indietro, viste le fiamme. Mia madre e mio padre invece volevano provare a far qualcosa ma avvicinandosi hanno evidentemente respirato fumi tossici e sono finiti in ospedale». I coniugi sono stati trasportati d’urgenza al pronto soccorso e tenuti sotto osservazione per l’intera giornata. Il figlio preoccupato per lo stato dei suoi genitori e per i clienti dell’hotel dice: «Stamattina avevamo un gruppo di coreani, c’è stato forte scompiglio e tanta paura». Ad intervenire sul posto i volontari dei Vigili del Fuoco del Comando di Mirano e i tecnici dell’Enel che hanno lavorato tutto il giorno per riportare la situazione alla normalità. Il disagio ha coinvolto tutta la zona che dall’hotel arriva fino al Bar Todaro di Stigliano. (s.bet.)

 

CAVALLINO-TREPORTI – Il temporale ha creato lunghe code

Turisti a Jesolo, traffico in tilt

Piove, il traffico va in tilt. È la conseguenza del forte temporale che si è abbattuto su tutto il litorale. Pioggia intesa e temperature in ribasso che hanno convinto miglia di turisti ad uscire dai campeggi e mettersi tutti al volante contemporaneamente per raggiungere Jesolo. A questi vanno inoltre aggiunti tutti quegli ospiti che ieri terminavo le vacanze e per questo hanno optato per un rientro immediato visto il tempo poco clemente.
Facilmente immaginabile il risultato, con la viabilità in uscita da Cavallino-Treporti completamente bloccata per tutta la mattina e code lungo via Pordelio, via Baracca e sulla solita via Fausta dove la fila iniziava già da Ca’Ballarin.
Insomma, una mattinata infernale nella quale non sono mancati i disagi per chi doveva spostarsi per motivi di lavoro, oltre che per le corse del trasporto pubblico. Inevitabili le proteste dei cittadini, soprattutto residenti, ormai esasperati per una situazione che si ripresenta praticamente in ogni occasione di pioggia intensa.
«Eppure basterebbe poco per evitare tutti questi problemi – è il commento degli abitanti – ovvero mettere una pattuglia di agenti della polizia, a Jesolo, all’inizio di via Roma destra, in modo da deviare il traffico su viale Padania, una strada a doppia corsia che renderebbe più fluido il traffico. Probabilmente il problema non verrebbe risolto del tutto perché la coda si ripresenterebbe alla rotonda Picchi (dove anche ieri non sono mancati rallentamenti), la situazione però potrebbe migliorare almeno per chi deve spostarsi da una parte e all’altra del litorale».

Giuseppe Babbo

 

RIVIERA. Ospedali. La rivoluzione dell’Asl 13

RIVOLUZIONE – L’Asl 13 adotta le strutture territoriali

Individuate tre tipologie per i pazienti che necessitano cure dopo le dimissioni

Entro il 2015 due ospedali di comunità, tre unità riabilitative e un Hospice

Il futuro dell’azienda sanitaria di Dolo e Mirano puntato sui servizi nel territorio. A Mira la Conferenza dei sindaci dell’Asl 13 ha discusso in assemblea la presentazione del “Piano aziendale sanità territoriale” illustrato dal direttore dei Servizi Sociali Michele Maglio e che rispecchia gli indirizzi regionali. Un piano che entro il 2015 prevede una riorganizzazione dei servizi nel territorio con l’individuazione di tre strutture intermedie di sanità territoriale.
«Si tratta di strutture la cui funzione sarà quella di fornire un’assistenza adeguata e qualificata – ha spiegato il dottor Maglio – a quei pazienti che hanno superato la fase acuta all’interno della struttura ospedaliera ma che contestualmente non possono rientrare a casa o essere seguiti solo a livello ambulatoriale perché necessitano di un periodo di riabilitazione, oppure devono essere tenuti in osservazione per stabilizzare le cure previste».
Sono persone che hanno subito un grave incidente e necessitano di un periodo di riabilitazione, pazienti non ancora autosufficienti o che devono approcciarsi ad una nuova condizione fisica ma anche malati di Parkinson, Alzheimer, Sla o altre malattie degenerative che vanno seguiti nella fase di somministrazione di nuovi farmaci e infine malati terminali che richiedono particolari cure palliative.
«Persone per le quali un ricovero in ospedale sarebbe inappropriato – ha sottolineato il direttore dei Servizi Sociali – ma che comunque necessitano di assistenza particolare. Naturalmente non possiamo creare strutture edilizie ex novo ma l’obiettivo è quello di utilizzare il patrimonio esistenze adeguando le strutture in essere a queste tre tipologie».
Sono tre le tipologie di strutture individuate nel territorio della Riviera del Brenta e del Miranese.
L’OSPEDALE DI COMUNITÀ Per pazienti che necessitano di periodi più lunghi convalescenza, o che devono recuperare alcune funzioni ma anche per pazienti in fase terminale dove non è possibile l’accoglienza in hospice. Verrà individuato a Noale mentre per l’Area Sud dell’Asl 13 sarà probabilmente a Fiesso d’Artico, nella casa di riposo.
URT – UNITÀ RIABILITATIVA DEL TERRITORIO Per pazienti temporaneamente non autosufficienti, ma anche malati di Alzheimer e Parkinson che necessitano di particolare assistenza. Saranno individuate a Mirano presso il Mariutto, a Dolo nel Centro Servizi Riviera del Brenta e presso la “Anni Sereni” a Scorzè.
HOSPICE una struttura in grado di garantire servizi residenziali con cure palliative per malati in fase terminale. Attualmente esiste sono un centro di questo tipo a Mestre con una decina di posti letto disponibili, ma le richieste sono in continuo aumento. L’Asl 13 pensa di destinare una decina di posti letto ad hospice all’interno della struttura di servizi “Anni Sereni” di Scorzè entro il 2015.

 

I COSTI – Parte saranno sostenute dall’Asl 13, parte dalle famiglie che usufruiranno del servizio

Le spese cambiano a seconda dei giorni di ricovero

MIRA – Nelle strutture sanitarie intermedie e famiglie dei pazienti parteciperanno alle spese di ricovero. Nella sua relazione il direttore dei servizi sociali Maglio ha illustrato quali sarebbero i costi a carico dell’Asl 13 e delle famiglie per i pazienti ricoverati.
Le strutture intermedie infatti garantiranno anche la riduzione dei costi per il servizio sanitario, e quindi per il contribuente, se si pensa che un posto letto giornaliero in ospedale costa, a seconda del reparto nel quale si è ricoverati, dai 700 ai duemila euro mentre queste strutture garantirebbero l’assistenza necessaria con costi giornalieri che variano da 110 euro a 350 euro.
Nell’ospedale di comunità la quota sanitaria è di circa 90 euro al giorno ed è a carico dell’Asl 13 mentre la partecipazione alla spesa da parte della famiglia scatta dopo il 31esimo giorno di ricovero, con un contributo di 25 euro fino al 61esimo giorno di ricovero e di 45 euro per quelli successivi. Nell’Urt – unità riabilitativa del territorio la quota sanitaria a carico dell’Asl 13 è di 96 euro al giorno; alle famiglie viene chiesto sin dal primo giorno di ricovero di partecipare alla quota complessiva con un contributo di 25 euro fino al 60esimo giorno e poi con 45 euro nel periodo successivo. L’hospice invece non prevede alcun contributo da parte della famiglia del paziente perché il costo è interamente a carico del servizio sanitario.

(L.Gia.)

 

DOLO . La proposta di D’Anna e Zaccarin

LA PROTESTA – Manifesti davanti all’ospedale di Dolo contro i tagli previsti dalla Regione

MIRA – «L’ospedale di Dolo non va depotenziato, e non può neppure perdere l’unità complessa di Chirurgia generale come invece previsto nelle schede ospedaliere». Paolino D’Anna capogruppo di Fi a Mira, insieme a Fabio Zaccarin del Gruppo Misto, presenterà un ordine del giorno nel prossimo Consiglio comunale di Mira a difesa dell’ospedale di Dolo. «Non si tratta sella semplice protesta che chiede la revisione generica delle schede – spiega D’Anna – ma la proposta di un percorso, anche politico, concreto che punta a suggerisce alla Regione alcune modifiche che potrebbero comunque salvaguardare l’ospedale di Dolo nella sua valenza, senza grandi stravolgimenti ai tagli o alle schede già approntate che prevendono la netta divisione in polo medico per Dolo e polo chirurgico per Mirano». Nell’ordine del giorno che verrà presentato, D’Anna e Zaccarin chiederanno al sindaco di Mira di farsi carico dell’impegno di far incontrare la Conferenza dei sindaci dell’Asl 13 con la V Commissione regionale Sanità per illustrare le istanze del territorio sull’ospedale di Dolo. «Per entrare nel concreto – afferma D’Anna – chiederemo anche di recuperare l’apicalità di Otorinolaringoiatra, oggi vacante per il trasferimento del dottor Spinato a Mestre, con quella di Chirurgia Generale di Dolo mantenendo comunque, come da volontà regionale, invariate le apicalità all’interno dell’Asl 13. Questa proposta è stata già portata avanti dai sindacati medici, ma è rimasta senza risposta dalla direzione, ed ora vogliamo invece sostenerla per difendere concretamente il patrimonio di competenze ed esperienze dell’ospedale di Dolo».

(l.gia.)

 

Nuova Venezia – Oriago. Acqua rossa, eseguite le analisi.

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25

lug

2014

Nel canale a ca’ sabbioni

Potrebbero essere alghe in decomposizione per poco ossigeno

CA’ SABBIONI «Questa mattina (ieri, ndr) i tecnici comunali e i tecnici dell’Arpav hanno fatto le analisi sul canale Oriago e sullo scolo brentelle a Ca’ Sabbioni. Ad ora non sono stati rilevati veleni e il colore rosso assunto dal canale potrebbe essere stato causato da una infestazione di alghe poi andate in decomposizione». A parlare è il presidente della Municipalità di Marghera Flavio Dal Corso. I residenti nei giorni scorsi avevano fatto delle segnalazioni precise sul fatto che sulla superficie dell’acqua del canale Oriago nel tratto che va dal Parco Perale alla rotonda della Rana a Marghera, galleggiavano chiazze schiumose e pesci morti. «Abbiamo avvertito i pompieri e anche l’Asl – hanno detto i residenti – speriamo che siano fatti dei controlli in tempi rapidi abbiamo davvero paura per la nostra salute». Un altro canale che presenta problemi è lo scolo Brentelle che scorre dietro alle abitazioni in via dei Salmoni e via delle Carpe e Ca’ Sabbioni. Qui il colore del tutto innaturale è un verde scurissimo, mentre dallo scolo consortile ogni giorno si levano odori nauseabondi. «I controlli con i prelievi dei campioni d’acqua – spiega Dal Corso – sono stati fatti oggi (ieri ) verso le 13. Ho attivato in emergenza tecnici dell’ufficio igiene e Arpav. Dai primi riscontri non sembra ci siano veleni nel canale. La causa più probabile del colore rosso del canale Oriago è un fenomeno naturale legato alla decomposizione delle alghe morte forse per lo scarso ricambio d’acqua e ossigeno nel canale. Comunque le analisi, visto che poco prima dei prelievi c’era stato un temporale che potrebbe aver rimescolato le acque, saranno rifatte nei prossimi giorni ».

(a.ab.)

 

CA’ SABBIONI «C’è qualcosa che non va quando i corsi d’acqua assumono colori del tutto innaturali, bisogna intervenire». A denunciare la situazione a Ca’ Sabbioni sono i residenti e il portavoce della delegazione di zona di Malcontenta, Dario Giglio, che temono che nei canali siano stati sversati pericolosi veleni. «Il canale Oriago», spiegano Luciano Asti e Dario Giglio, «che è una deviazione del Naviglio Brenta in direzione dell’area industriale di Porto Marghera da alcuni giorni è completamente rosso. Sulla superficie galleggiano chiazze schiumose e pesci morti. Abbiamo avvertito i pompieri e anche l’Asl speriamo che siano fatti dei controlli in tempi rapidi abbiamo davvero paura per la nostra salute». Un altro canale che presenta problemi è il Brentelle che scorre dietro alle abitazioni in via dei Salmoni e via delle Carpe e Ca’ Sabbioni, ed uno dei più inquinati di Porto Marghera. «L’acqua in questo canale è inquinatissima », dice Luciano Asti, «credo che non si tratti più di acqua ma di un liquame velenoso mischiato alla fogna. Ho visto galleggiare nutrie morte nei giorni scorsi e ho avvisato anche io i vigili urbani». Della situazione è a conoscenza anche la Municipalità di Marghera. «Tantissimi i residenti a Ca’ Sabbioni e Malcontenta», conferma il presidente Flavio Dal Corso, «mi stanno avvisando degli inquinamenti in atto. Ho chiesto al comune di attivare l’Arpav al più presto per le analisi sulle acque. Se ci sono delle responsabilità per inquinamenti vanno individuate».

(a.ab.)

 

Anche a Mira la mobilitazione in difesa dell’ospedale di Dolo. L’iniziativa di protesta con i falsi cartelloni pubblicitari che annunciavano provocatoriamente gli «Affarissimi – La Regione svende l’Ospedale di Dolo» partita qualche giorno fa dal comune direttamente interessato ha trovato sostegno anche a Mira. Otre a SEL, hanno aderito all’iniziativa anche le associazioni Mira2030 e Opzione Zero e la lista civica in consiglio comunale Mira Fuori del Comune. «Abbiamo avviato la raccolta firme a sostegno della petizione popolare in difesa dell’Ospedale di Dolo – spiega Paolo Della Rocca coordinatore di Sel a Mira. – L’operazione lenta ed etichettata dalla Regione come »razionalizzazione” e «riorganizzazione» di fatto maschera un progetto, lo dicono gli atti ed i fatti, di smantellamento”. Dalla Rocca ricorda come l’Asl 13 sia una delle più virtuose di tutta la Regione: spenda poco, ha un numero limitato di posti letto, e, nonostante i mancati finanziamenti promessi dalla Regione, sia riuscita a garantire un buon servizio in un territorio vasto e complesso, abitato da oltre 240.000 persone. «Chiediamo ai cittadini di stare all’erta sulla gestione della loro salute – spiega il coordinatore di Sel – che non può essere »misurata” solo con i bilanci economici e li invitiamo ai banchetti che allestiremo durante l’estate e nelle occasioni pubbliche popolari (si può anche firmare sul sito www.opzionezero.org)”.

(l.gia.)

 

PIANIGA – Il fronte del no categorico all’autostrada Orte-Venezia si allarga. Dopo i consigli comunale di Fiesso, Dolo e Mira anche Pianiga e Mirano hanno detto no nei giorni scorsi alla Romea commerciale. Il Comitato Opzione Zero però punta all’en plein. Un no in tutti i consigli comunali di Riviera e Miranese. «Altri due Comuni», spiegano Rebecca Ruvoletto e Lisa Causin, «chiedono il ritiro del progetto. Ora sono cinque i Comuni contrari, tutti quelli collocati alla testa della famigerata Romea commerciale. I voti dei consigli comunali di Pianiga e Mirano contro la Orte-Mestre segnano ancora una volta un’inequivocabile inversione di tendenza. Di fronte all’evidenza dei fatti, gli argomenti e le ragioni di chi continua a sostenerla non reggono più». Preciso l’appello finale: «La Romea commerciale pensata alla fine degli anni ’90 ora con il traffico ridotto dalla crisi non serve a nulla», dice Opzione Zero, «è invece necessario affrontare il tema della messa in sicurezza immediata della SS 309 e del trasporto pubblico locale». Il comitato si aspetta nei prossimi mesi che tutti i 17 Comuni del comprensorio si esprimano contro la Commerciale.

(a.ab.)

 

Gazzettino – Mira / Mirano. La stazione cambia volto.

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22

lug

2014

MIRA/MIRANO – Un progetto da 750mila euro finanziato quasi per intero dalle Ferrovie

Pista ciclabile, un parcheggio da 150 posti e un nuovo sistema di videosorveglianza

PROGETTO – Un progetto da 750mila euro per riqualificare la stazione di Mira-Mirano

Una pista ciclabile che condurrà alla ferrovia partendo da Vetrego, un parcheggio nuovo di zecca per supplire alla cronica carenza di posti-auto, una complessiva riqualificazione della stazione con installazione di un sistema di telecamere di videosorveglianza, sistemazione delle rastrelliere per le biciclette e altri lavori di manutenzione. Il progetto è praticamente pronto, il Comune di Mirano ha già approvato la variante al piano regolatore che consentirà di partire con i lavori. Sarà un intervento davvero importante quello che riguarderà la stazione ferroviaria di Mira-Mirano nel territorio di Marano, che serve entrambi i Comuni. Si parla di un finanziamento da 750mila euro che sarà così ripartito: 600mila euro a carico di Rfi, 100mila euro a carico del Comune di Mirano e 50mila euro per il Comune di Mira. Di questo ampio progetto si parla dal 2003, ora finalmente ci siamo: il progetto è già definitivo ed entro la fine del 2014 sarà approvato quello esecutivo. Se tutto procederà regolarmente, dunque, nella primavera del 2015 partiranno i lavori che dovrebbero durare pochi mesi. Ma cosa sorgerà concretamente nell’area che gravita attorno alla stazione ferroviaria? Partiamo proprio dalla pista ciclabile illuminata, che interessa il Comune di Mirano. Il nuovo tracciato si collegherà all’attuale pista ciclabile Vetrego-Mirano e condurrà in stazione utilizzando l’attuale strada di servizio che costeggia i binari della linea ferroviaria; in questo modo i ciclisti della frazione potranno tagliare senza dover ancora passare per via Porara. Interesserà certamente a molti pendolari anche il nuovo parcheggio: il progetto originario prevedeva 300 nuovi posti, poi è stato ridimensionato a 150 per limitare l’impatto ambientale. Sorgerà nel territorio di Marano (che risulta sprovvisto di un parcheggio adeguato per la stazione), nell’area rurale attualmente di proprietà di un privato, con accesso da via Muratori. Molto attesa, infine, la riqualificazione della stazione ferroviaria. «Abbiamo lavorato proficuamente con il Comune di Mira per un progetto condiviso – dichiara il sindaco di Mirano, Maria Rosa Pavanello -. Se ne parlava da anni, finalmente riusciamo ad utilizzare queste preziose risorse».

 

SCORZÈ – Ultimato e percorribile l’itinerario ciclo-pedonale lungo il Dese

SCORZÈ – Ormai ultimato e tutto percorribile l’itinerario ciclo-pedonale naturalistico lungo l’argine del fiume Dese con accesso da via Treviso, ponte sul Dese da Viale Kennedy, da Via San Benedetto e da Via Contea. Iniziando da Via Treviso, il percorso costeggia gli impianti sportivi, quindi attraversa Viale Kennedy e riprende lungo l’argine del fiume Dese. La pista si interrompe per attraversare Via San Benedetto per poi immergersi nella campagna veneta incontrando il Mulino Michieletto e infine il Mulino Todori. Il percorso termina all’Oasi Comunale «Mulino Todori». Lunghezza di ml 1800.

(r. fav.)

 

Gazzettino – Mestre-Orte, anche Mirano e Pianiga dicono no

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21

lug

2014

VIABILITA’ – Lo annuncia il comitato Opzione Zero: «La vera urgenza è la messa in sicurezza della Romea»

DOLO – Il Comitato Opzione Zero commenta positivamente gli ultimi sviluppi in merito all’autostrada Romea commerciale. «Altri due Comuni del Miranese-Riviera come Mirano e Pianiga , in tutto sono cinque i comuni contrari, hanno chiesto che venga ritirato il progetto della famigerata Romea Commerciale – osservano le portavoce Rebecca Rovoletto e Lisa Causin – La pressione dei comitati, l’insostenibilità dell’opera ed il marciume legato alle grandi opere stanno ribaltando nel territorio la retorica del “fare comunque” tanto cara ai politici». Le portavoci del comitato aggiungono «La priorità deve diventare la messa in sicurezza della Romea come testimoniano le prese di posizione del comune di Mira, di Dolo e di Fiesso perché l’autostrada Orte-Mestre è un progetto che dev’essere stracciato nella sua interezza, come votato dai consigli Comunali di Pianiga e Mirano che segnano una inequivocabile e netta inversione di tendenza». Il presidente di Opzione Zero, Mattia Donadel, aggiunge: «Bisogna crederci fino in fondo, perché l’approvazione del progetto preliminare della Orte-Mestre non è per nulla irreversibile, si tratta di una decisione politica e come tale può essere messa in discussione in ogni momento. È fondamentale che Comuni e le forze politiche trovino il coraggio di cambiare posizione a capiscano che è invece necessario affrontare in modo prioritario il tema della messa in sicurezza immediata della statale 309 e del trasporto pubblico locale, vere urgenze per i cittadini della Riviera».

(L.Per.)

 

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