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DOLO «Prima della fine dell’anno Campolongo entrerà nell’Unione dei Comuni, mentre nel 2015 toccherà a Pianiga e Stra». L’annuncio è di Maddalena Gottardo, sindaco di Dolo e presidente dell’Unione dei Comuni “Città della Riviera del Brenta”, dopo l’incontro svoltosi l’altro giorno tra i sindaci e gli assessori dei Comuni che fanno parte dell’Unione. Con l’entrata di Campolongo, Pianiga e Stra, l’Unione della Riviera raddoppierà le dimensioni visto che si passerà da quattro (Dolo, Fiesso d’Artico, Fossò e Campagna Lupia) a sette Comuni. Aumenterà anche la popolazione, che passerà dagli attuali 37.210 abitanti ai 67.603, superando il Comune di Mira e diventando l’entità istituzionale più grande in Riviera. Durante la riunione sembra esserci stato qualche malumore per il trasferimento delle Protezioni civili comunali in seno all’Unione. «Problemi mi auguro non ce ne siano», prosegue Gottardo, «perché tirare indietro sull’Unione che sta fornendo servizi e sta lavorando bene sarebbe una cosa scellerata anche perché questa è la strada che ci stanno indicando governo e Regione». L’Unione sarà una tappa di un lungo percorso. «Le Unioni dei Comuni sono un passaggio intermedio», commenta Gottardo, «perché bisogna puntare sulle fusioni tra Comuni per poter dare servizi di eccellenza ai cittadini. Ormai i Comuni piccoli non riescono da soli a fornire alcun tipo di servizio. Anche l’Anci, l’Associazione dei Comuni d’Italia, ha dichiarato che il Comune ideale per garantire servizi e un equilibrio finanziario ha 100mila abitanti».

Giacomo Piran

 

Mira. ennesimo annuncio. 

MIRA – Ora si rasenta il ridicolo. Arriva un nuovo rinvio per l’apertura della bretella di collegamento fra la A4 e la Brentana. L’opera che doveva essere pronta per giugno e poi per il 10 luglio sarà aperta il primo agosto, cioè di sabato, con il rischio che slitti a dopo il 15. «Siamo esterrefatti », dice il comandante dei vigili di Mira, Mauro Rizzi, «la bretella è finita, i collaudi sono stati fatti e tenerla chiusa non ha alcun senso. Anzi il rischio è che la gente ci passi lo stesso o che di notte qualcuno ci faccia delle gare di velocità». Intanto i residenti ammettono candidamente che passano lo stesso: «Anche a me è capitato di trovare la strada aperta», spiega Guerrino Manente per i comitati cittadini di Oriago, «la piccola transenna era stata spostata e tante auto hanno percorso quel tratto». La bretella lunga quasi tre chilometri sulla direttrice dell’ex via Valdarno è opera complementare al Passante di Mestre. Doveva aprire nel 2010. I ritardi sono addebitabili a molte aziende fallite durante la costruzione dell’opera, che alla fine è costata oltre due milioni di euro. Il traffico pesante e di attraversamento sulla Brentana, che ora passa per il centro di Oriago, sarà convogliato sulla nuova arteria.

(a.ab.)

 

MARGHERA – No ad Alles, il Tar boccia l’ampliamento della discarica

BETTIN «Porto Marghera non deve diventare una pattumiera»

BATTAGLIA – Per Gianfranco Bettin la sentenza del Tar favorisce lo sviluppo di «un’industria finalmente compatibile con l’ambiente»

PORTO MARGHERA – Accolto il ricorso del Comune contro il progetto di trattamento di rifiuti speciali e pericolosi nel sito di Malcontenta

Lo spettro dei rifiuti pericolosi si allontana da Porto Marghera. A un anno di distanza dall’impugnazione, il Tar del Veneto ha accolto il ricorso del Comune di Venezia (sostenuto anche da quello di Mira) contro la delibera regionale che aveva approvato il “revamping”, ovvero il potenziamento dell’impianto di trattamento di rifiuti speciali di Alles. La terza sezione del Tribunale amministrativo regionale, con la sentenza pubblicata il 10 luglio ma resa nota solo ieri, ha riconosciuto le ragioni dei ricorrenti che contestavano il via libera di Palazzo Balbi al progetto di Alles, società controllata volta dalla Mantovani con base a Malcontenta. Dopo l’accoglimento, lo scorso inverno, della sospensiva della delibera, i giudici del Tar sono entrati nel merito riconoscendo che il progetto di Alles va considerato come un nuovo impianto e non come un normale ampliamento di quello esistente. L’azienda, infatti, era intenzionata a trattare a Malcontenta nuove tipologie di rifiuti speciali e pericolosi provenienti anche dall’esterno dell’ambito lagunare. La «significativa modifica del numero di codici autorizzati», si legge nella sentenza, avrebbe richiesto un iter diverso, con il coinvolgimento della Provincia, che a sua volta si era costituita in giudizio. Inoltre, rilevano i giudici, l’ampliamento dell’attività doveva ottenere l’assenso del ministero per l’Ambiente per la bonifica dei terreni dove doveva avvenire lo smaltimento dei rifiuti. E in ogni caso sarebbe stato necessario il parere dell’Osservatorio rifiuti dell’Arpav «tenendo conto del principio di prossimità tra luogo di produzione e luogo di smaltimento».
La “bocciatura” della delibera regionale è stata accolta con soddisfazione da Gianfranco Bettin, che come assessore all’Ambiente uscente aveva sostenuto la “battaglia” contro Alles: «Porto Marghera – dichiara – non deve diventare una pattumiera, un polo globale di smaltimento dei rifiuti ovunque prodotti ma un’area che, trattando e smaltendo i propri rifiuti si trasforma nella direzione di un’industria finalmente compatibile con l’ambiente e la salute». Ragioni che verosimilmente saranno condivise dai cittadini di Marghera e Malcontenta che, da oltre un anno, si erano mobilitati per bloccare il progetto dell’azienda.

 

MIRA – «La netta divisione tra polo prevalentemente medico (per Dolo) e prevalentemente chirurgico (per Mirano) risulta troppo sbilanciata e penalizzante per l’area sud della Riviera del Brenta». Paolino D’Anna, assessore provinciale ad interim e consigliere comunale di Mira ha scritto al Governatore Luca Zaia per chiedere una modifica nelle decisioni della Regione nelle schede ospedaliere che individuano nell’ospedale di Dolo un polo medico e a Mirano quello chirurgico. Nei giorni scorsi D’Anna ha incontrato il direttore generale dell’Asl 13 Gino Gumirato per esprimere le proprie preoccupazioni. «La Sanità veneta ha raggiunto in tutte le province ottimi livelli di qualità – ha sottolineato D’Anna – anche a costo di una ulteriore e doverosa politica di riduzione delle spese e di razionalizzazione dei servizi. Non dobbiamo però incorrere nell’errore di tagli lineari o che non tengano conto delle particolarità del territorio. È il caso della Asl 13 che registra un bilancio in attivo e qualità delle risorse umane, nonostante sia storicamente la Unità Sanitaria Locale meno finanziate dalla Regione del Veneto». D’Anna apprezza il lavoro svolto dal direttore Gumirato, coerente con le schede ospedaliere ma proprio per questo ne chiede la revisione. «Non possiamo consentire di depauperare questo ricco patrimonio di capacità gestionali e tecniche raggiunte ad esempio dall’Ospedale di Dolo – scrive l’assessore provinciale al governatore del Veneto. – Non possiamo non consentire di utilizzare le risorse in attivo del bilancio dell’Asl 13 per rinforzare la sanità della Riviera che è al servizio di un bacino di utenza di quasi 150mila abitanti (sui 270mila che vivono nell’area dell’intera Ulss), in un territorio fragile e complesso. Chiedo a Zaia di sperimentare qui la sua idea di sanità del futuro, investendo nel territorio, rendendo la Riviera del Brenta la culla delle trasformazioni».

(l.gia.)

 

MIRA – Ancora un nulla di fatto. Ieri l’ennesimo rinvio, a data da destinarsi, dell’apertura della bretella di collegamento fra la A4 e la Brentana. I residenti minacciano che la apriranno direttamente loro, se entro lunedì l’impegno non sarà rispettato. L’apertura era stata prevista prima nel 2010, poi in 18 mesi dal 2011. Dopo tre anni e due mesi di cantieri ancora nulla di fatto. «Non sappiamo più che dire» si arrende il comandante della polizia municipale Mauro Rizzi «Veneto Strade aveva annunciato l’apertura a giugno, l’opera è ancora da inaugurare». I ritardi sono addebitabili ad aziende appaltatrici dell’opera che sono fallite e si è dovuto ricominciare con l’assegnazione dei lavori. Tutto il traffico pesante e di attraversamento sulla Brentana che ora passa per il centro di Oriago sarà convogliato sulla nuova arteria, sollevando la Sp30 (via Giovanni XXIII) e via Valdarno dai disagi patiti in questi ultimi anni. «L’opera è conclusa» annuncia per il comitato cittadini di piazza Mercato Guerrino Manente «Se entro lunedì gli inghippi burocratici non saranno risolti le transenne le togliamo noi».

(a.ab.)

 

Settanta centimetri d’acqua in 90minuti: disagi in particolare a Scorzè e Noale

La rabbia dei residenti: «Estate o autunno poco cambia, servono interventi seri»

MIRANO – Dopo il nubifragio, gli allagamenti. Miranese ancora flagellato dal maltempo: il passaggio nel nucleo freddo del ciclone Gea, lo stesso che lunedì ha sradicato alberi, creando danni e black-out, ha scaricato sul comprensorio una nuova bomba d’acqua mercoledì sera, con piogge proseguite anche durante la notte. Il risultato sono stati allagamenti localizzati, ma con notevoli disagi per i cittadini. È accaduto in particolare a Scorzè, dov’è finita di nuovo sott’acqua, di oltre 30 centimetri, via Ronchi. Allagate anche via Marmolada, borgo Venezia, la zona del capitello Garoni e alcuni tratti della Castellana. Problemi anche in via Romagna. Viabilità difficile già mercoledì pomeriggio, poi l’acqua ha cominciato a scendere con la fine delle piogge. A Noale, nel pomeriggio di mercoledì, si è scatenato un nuovo nubifragio, con pioggia e grandine, che hanno mandato in tilt la rete di scolo. Allagamenti si sono registrati a Moniego centro, in via Ronchi, chiusa al traffico, via Brugnole, via Fosse e altre vie minori. Problemi idraulici anche a Santa Maria di Sala, dove l’acqua è salita all’incrocio tra via Rugoletto e via Pianiga a Veternigo e in via Marsari a Sant’Angelo. Caduti, in un’ora e mezza, fino a 70 centimetri di pioggia. A Campocroce di Mirano il maltempo ha provocato anche un incidente, per fortuna senza gravi conseguenze per gli occupanti: due auto si sono scontrate all’incrocio tra via Accopé Fratte e via Braguolo-Canaceo. Feriti lievi i conducenti, sul posto sono intervenuti i carabinieri. Disagi alla viabilità sono stati segnalati un po’ ovunque, con allagamenti di alcuni tratti stradali, mentre il livello dei fossi e dei canali secondari si è alzato rapidamente ovunque, fino a tracimare in alcuni punti di campagna. Allagati anche alcuni scantinati e garage, in particolare lungo le vie finite a mollo. Una situazione di disagio simile a quelle registrate in autunno, che rilancia l’allarme sulle manutenzioni e che si somma ai disagi patiti da ha già riportato danni nel temporale di lunedì, con forti raffiche di vento che hanno abbattuto diversi alberi, anche di grandi dimensioni, danneggiando tetti e recinzioni. A Mirano il Comune è alle prese con diversi interventi, in particolare in via Bollati, dove dovrà essere rifatto un intero tratto di strada, franato dopo il sollevamento di un platano. A Spinea situazione sotto controllo: dal comune arrivano però video e foto scattate durante l’avvicinamento del temporale, ripreso dalla prospettiva privilegiata dei piani alti dei condomini. L’acqua in ritirata ha lasciato ieri sulle strade soprattutto danni e nuove polemiche: da Scorzè a Santa Maria di Sala, passando per Noale, gli abitanti protestano per i problemi idraulici. «Se non sono i canali a tracimare, ci pensa il temporale», afferma sconsolato un residente, «ormai autunno o estate qui è uguale, a finire sotto siamo sempre noi, basta un giorno di pioggia. I risarcimenti non arrivano mai, di interventi risolutori non se ne parla nemmeno». E per il fine settimana, dopo la tregua odierna, caratterizzata da schiarite e sole, è previsto un nuovo peggioramento, con rovesci e temporali in arrivo già dal tardo pomeriggio-sera di domani.

Filippo De Gaspari

 

Rami crollati e fossi tracimati in Riviera

MIRA – Ancora disagi per il maltempo mercoledì sera con allagamenti e problemi legati alla caduta di grossi rami ed alberi in Riviera del Brenta. Si tratta però di problemi più limitati di quelli che aveva provocato invece il temporale di due giorni prima. A Mira ad andare in sofferenza è stata l’area nord, cioè le frazioni di Marano, Borbiago e la località di Olmo di Borbiago. Qui sono andati sott’acqua i sottopassi sulla bretella Bacchin e quelli in località Trescievoli. Problemi di allagamenti in via Malpaga per la tracimazioni di alcuni fossati. La caduta di grossi rami invece ha provocato danni a Oriago nell’area di via Sabbiona. Un altro Comune della Riviera finito in sofferenza è Pianiga, in pieno graticolato romano: allagamenti sono stati registrati in scantinati e garage a Mellaredo e Rivale, mentre il vento ha provocato danni a Cazzago e Pianiga capoluogo con grossi rami caduti e finiti sulle carreggiate principali e nei giardini delle case. «La situazione », spiega il sindaco Massimo Calzavara, «è stata attentamente monitorata da squadre della Protezione civile ». Non ci sono stati problemi stavolta invece nell’area di Fiesso, anche se qualche disagio per la tenuta delle condotte delle acque meteoriche si è verificata nella zona di via Barbariga, ai confini con l’omonima frazione di Vigonza. Problemi limitati alle colture agricole infine nell’area sud del comprensorio, i Comuni di Camponogara, Campagna Lupia e Campolongo. Qui si sono verificate locali grandinate che hanno provocato danni al mais e alle vigne. La stima dei danni verrà fatta dagli agricoltori nei prossimi giorni.

Alessandro Abbadir

 

veneto orientale

Scantinati e garage sommersi, disagi a Jesolo

Colpiti soprattutto il centro e il lido ovest. De Zotti: «Ridimensionare la rete fognaria»

JESOLO – Acquazzone notturno: disagi al centro e al lido ovest di Jesolo. La pioggia della notte tra mercoledì e giovedì ha allagato strade e piazze, alberghi e scantinati o garage. Una notte insonne per decine di famiglie e imprenditori del turismo. Le zone più colpite sono state piazza Aurora e piazza Marina, poi anche piazza Drago e via Levantina, via Verdi e via Cellini. In alcuni casi nelle abitazioni i residenti sono stati svegliati nel cuore della notte dall’abbaiare frenetico dei cani. Interventi dei vigili del fuoco di Jesolo; molti si sono arrangiati con secchi e catini per svuotare le abitazioni o i garage. Non potevano aspettare di vedere rovinati mobili, auto e tutto quanto avevano all’interno immerso nell’acqua. «Ci chiediamo dove sono finiti tutti quegli appelli al dimensionamento della rete fognaria principale», commentano Cristopher De Zotti di Jesolo Bene Comune e Lucas Pavanetto di Fratelli d’Italia, «e proponiamo un nuovo piano per la verifica della tenuta e la sistemazione di quelle zone che oramai da anni, durante le piogge, sono assediate dall’acqua. Via Aquileia, in particolare all’altezza del commissariato e fino a piazza Internazionale, anche ieri mattina erano un fiume. Viale del Bersagliere, Via Grammatica e Martin Luther King lo stesso. «Vogliamo sapere dal Comune », concludono, «quando verranno fatti gli interventi in quelle zone che, non in casi eccezionali, ma nella normalità di una pioggia si trasformano in laghi».

Giovanni Cagnassi

 

MIRA – Il sindaco: «La differenza di competenze impedisce un’azione organica»

IL NODO DEL NAVIGLIO – Il sindaco: «Mira ha poche risorse»

«Mira potrebbe concentrare tutta l’attenzione sul Naviglio, aumentando sfalci e controlli, ma di questi tempi sarei costretto a tagliare risorse su altri fronti»

«La cosa migliore per garantire la manutenzione del Naviglio Brenta a fini turistici oltre che della sicurezza sarebbe un’unica gara gestita da un’Unione di Comuni, ma così non è». Il sindaco di Mira Alvise Maniero interviene sulle denunce, giunte da più parti e riguardanti l’incuria del Naviglio. Qualche settimana fa era stato il rappresentante del Gruppo Imprenditori Turistici della Riviera Gabriele Baldan a sottolineare come da un lato il Genio Civile si occupasse solo della sicurezza del Naviglio, e quindi prevedesse lo sfalcio dell’erba nel caso in cui impedisse lo scorrimento dell’acqua o intralciasse la navigabilità, e dall’altro a ribadire che invece il Naviglio, biglietto da visita della Riviera e della sue ville, avesse bisogno di essere curato e pulito costantemente a uso dei cittadini e dei visitatori dell’area. «Nell’unica occasione, quasi un anno fa, quando in municipio a Mira riuscimmo a riunire tutti gli enti coinvolti nella gestione del Naviglio, dai comuni al Genio Civile alle categorie economiche – spiega il sindaco Maniero – è emerso proprio questa differenze di competenze che di fatto impedisce una cura organica e attenta dell’area a fini paesaggistici e turistici. Certo anche Mira potrebbe concentrare tutta l’attenzione sul Naviglio, aumentando gli sfalci, i controlli e la qualità della navigabilità, ma di questi tempi sarei costretto a scelte radicali, ossia a tagliare le risorse su cultura, orari delle biblioteche o altro ancora». Insomma la bellezza del Naviglio è destinata a soccombere in nome delle scarse risorse economiche degli enti locali. «Una soluzione potrebbe essere quella di convenzionarci tra Comuni – spiega Maniero. – Con il Comune di Camponogara abbiamo recentemente trovato un accordo per l’acquisizione di lavori, beni e servizi. Questo ci permette di gestire anche la manutenzione del verde con un’unica gara o appalto e su un territorio più vasto così da risparmiare i costi e contemporaneamente coordinare meglio gli interventi. Se la convenzione fosse estesa ad altri Comuni potrebbe rappresentare una soluzione anche per la gestione del Naviglio».

Luisa Giantin

 

Gazzettino – Pendolari penalizzati dai treni “estivi”

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7

lug

2014

Sale la protesta fra i lavoratori di Mirano-Mira sulla tratta Padova-Venezia

«Il nuovo orario dei treni? Una prova di resistenza, impossibile da sopportare». I pendolari della tratta Venezia-Padova stanno raccogliendo decine di firme, la protesta coinvolge soprattutto molti lavoratori che si servono della stazione Mira-Mirano. La gente punta il dito contro l’orario entrato in vigore lo scorso 15 giugno e previsto fino al prossimo 15 dicembre, il problema è soprattutto il rientro serale per chi lavora a Venezia. Ci sono gli impiegati che lavorano in ufficio dal lunedì al venerdì ma anche le commesse che vanno a Venezia nel weekend, tutti infuriati per i tempi d’attesa con cui sono costretti a convivere. «L’orario di chiusura del mio negozio è alle 19.30 ma d’estate si finisce spesso più tardi e poi bisogna contare il tempo per arrivare in stazione – scrive una donna in una lettera inviata ai vertici territoriali delle Ferrovie -. Nei giorni feriali il primo treno disponibile per il ritorno è quello delle 20.05, se lo si perde bisogna aspettare un’ora e mezza. Va peggio nel weekend: i treni sono alle 19.49 e poi alle 21.35, un’ora e trequarti di attesa insostenibile soprattutto per chi ha una famiglia». La rabbia è tanta: «I pendolari pagano l’abbonamento e sono sempre i più penalizzati. Non bastano cancellazioni, ritardi e scioperi, ora ci sono anche questi orari inauditi». Negli ultimi mesi i pendolari della Venezia-Padova sembravano aver accettato di buon grado il nuovo orario cadenzato, mentre le polemiche si erano accese soprattutto sulla Venezia-Bassano che passa per Noale, Salzano, Maerne e Spinea. Proprio a Spinea il neonato comitato di pendolari ha deciso di organizzare un’assemblea pubblica per discutere di tutti i disservizi: l’appuntamento è per la sera del 10 luglio, il luogo sarà comunicato nei prossimi giorni sulla pagina Facebook. «Questi orari ci fanno perdere molte coincidenze – fa sapere il comitato -, e poi è inammissibile che un Comune di quasi 30mila abitanti abbia una stazione saltata da così tante corse, costringendo i pendolari ad andare a Maerne».

 

Gazzettino – Riapre la bretella di Borbiago

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

6

lug

2014

MIRA – Dopo un anno di lavori e disagi sulla regionale 11 resterà solo il cantiere di Mira Vecchia

Claut: «C’è l’assicurazione formale di Veneto Strade per la fine dell’intervento»

CANTIERI ADDIO – Dopo un anno di lavori i cantieri sulla Regionale 11 a Mira vanno diradandosi

I TIMORI DELL’ASSESSORE «Per il sottopasso garantì Chisso. Spero che la Regione mantenga»

MIRA – Questa settimana dovrebbe tenersi ia conferenza dei servizi per il tanto atteso sottopasso ciclopedonale a Borbiago. Tutto bene? «A dir la verità – confida l’assessore Claut – ciò che mi preoccupa è il finanziamento dell’opera che in quell’occasione fu assicurato dall’assessore regionale alle Infrastrutture Renato Chisso. Le vicende delle ultime settimane però mi preoccupano. Noi però facciamo la nostra parte e speriamo che anche la Regione faccia la sua mantenendo le garanzia date da Chisso». (L.Gia)

«Questa settimana dovrebbe essere quella decisiva per l’apertura della Bretella di via Monte Sommo dalla Regionale 11 – Padana a Borbiago. Almeno questo mi è stato assicurato formalmente da Veneto Strade». Lo afferma l’assessore comunale ai Lavori Pubblici Luciano Claut, che coglie così l’occasione per fare un breve bilancio della situazione dei cantieri nelle strade principali del territorio mirese.
L’estate scorse per tutto l’inverno la viabilità lungo la Regionale 11 è stato un vero dramma, tra cantieri aperti ma soprattutto con i lavori che procedevano a rilento, se non con veri e proprie sospensioni, come è accaduto nell’intervento sulla Regionale all’altezza del ponte sul Serraglio. «Finalmente quel tratto di strada è stato riaperto – commenta l’assessore Claut – ed ora, a parte la bretella di via Monte Sommo, sulla Regionale 11 rimane il cantiere aperto di Mira Vecchia, da via Molinella verso Dolo. Farò un sopralluogo nei prossimi giorni con i tecnici ma, almeno in questo caso, mi sembra che i lavori procedano secondo i tempi previsti senza particolari intoppi».
Secondo il cronoprogramma di Veneto Strade dello scorso luglio il cantiere di Mira Vecchia doveva concludersi entro luglio. Questa settimana comunque dovrebbe riaprire via Monte Sommo, e completare la bretella che collega la Regionale 11 e il casello autostradale di Oriago-Borbiago drenando il traffico pesante dai centri di Oriago e Mira. I lavori nel tratto su via Monte Sommo e via Valdarno a Borbiago fino all’incrocio con via Monferrato, dovevano concludersi nell’agosto 2013, poi sono invece stati prorogati a dicembre 2013, e quindi per inizio di giugno e infine rinviati a metà luglio, ovvero questa settimana. «Così mi è stato assicurato da Veneto Strade – spiega Claut – e nei prossimi giorni dovrebbe esserci anche la conferenza di servizi per l’approvazione del progetto del sottopasso ciclopedonale illustrato a fine maggio ai cittadini di Borbiago».

Luisa Giantin

 

Carraro (Ascom): come possiamo rilanciare il turismo in queste condizioni?

Vendramin annuncia un esposto in Procura. Sindaci sul piede di guerra

DOLO – Crolli delle rive del Naviglio fra Mira e Dolo e commercianti, ambientalisti e operatori turistici chiedono l’intervento immediato del Genio Civile prima che un tratto della Brentana che costeggia il corso d’acqua frani nel canale. «Si sono verificati», spiega Adelino Carraro, vicepresidente dell’Ascom della Riviera, «dei grossi crolli degli argini sulla principale via d’acqua turistica del comprensorio negli ultimi giorni in località Cesare Musatti. I nuovi crolli si sommano ad una situazione di dissesto già presente da tempo. È un contesto insostenibile. Mentre come operatori economici e commerciali stiamo tentando di rilanciare con i proprietari delle ville il turismo nel comprensorio, il Genio Civile lascia che tutto rovini giù. È un pericolo sia per la regionale 11 che per la navigazione dei Burchielli che a causa dei crolli e dei detriti finiti in acqua potrebbero incagliarsi». Recentemente proprio l’associazione Battellieri del Brenta ha programmato un servizio notturno illuminato del cosiddetto “Burchiellino”. «Viaggiare di notte con gli argini e le rive ridotte in questo stato a causa dei crolli continui», dice Carraro, «è davvero difficile. Noi cerchiamo di rilanciare economicamente la zona creando interesse e posti di lavoro, non ci sembra che le istituzioni come il Genio Civile ci diano una mano ». Gli ambientalisti non restano a guardare. «Questi crolli sono un pericolo per l’incolumità dei residenti e della navigazione », spiega l’ex consigliere comunale di Mira Francesco Vendramin, «invierò un esposto alla Procura. Se succede qualcosa il Genio Civile e i Comuni interessati dovranno risponderne». Il sindaco di Dolo, Maria Maddalena Gottardo, ha subito attivato la Protezione Civile per un sopralluogo: «Invieremo una dettagliata relazione con la richiesta di interventi immediati ». Stamattina i sindaci di Codevigo e Campolongo e il Comitato Brenta Sicuro segnaleranno il degrado del fiume con foto e misurazioni dei crolli delle rive.

Alessandro Abbadir

 

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