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Gazzettino – Mirano e Spinea, ultimatum a Terna

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2

set

2012

I due sindaci: «Se le nostre richieste non saranno accettate siamo pronti a qualsiasi azione»

«Interramento delle linee e opere di compensazione ambientale, altrimenti bloccheremo tutto»

ELETTRODOTTO – I sindaci di Mirano e Spinea contro Terna: «Se non interrate siamo pronti a qualsiasi azione»

I sindaci di Mirano e Spinea battono i pugni e lanciano l’ultimatum a Terna per l’elettrodotto: «Se Terna non valuterà soluzioni alternative per ridurre l’impatto ambientale, siamo pronti a tutto, a qualsisi azione»

MIRANO – «Se in fase di progettazione esecutiva le nostre richieste non saranno accettate, saremo pronti a qualsiasi azione per evitare che venga realizzato l’elettrodotto sui nostri territori». Con una netta presa di posizione i sindaci di Mirano e Spinea battono i pugni: o Terna valuterà soluzioni alternative per ridurre l’impatto ambientale, oppure inizierà un lungo muro contro muro. Questo è il monito di Maria Rosa Pavanello e Silvano Checchin. A far discutere è il tracciato 380 Kw che va da Mirano a Malcontenta, passando sopra i terreni di una decina di famiglie miranesi (nella zona di via Taglio) e di 72 famiglie residenti a Crea e Fornase. In forma minore è interessato anche il tracciato 132 Kw, Scorzè-Villabona, che passa per Spinea dal Graspo d’Uva al Parco Nuove Gemme. Ma quali sono le richieste dei Comuni? Principalmente due: l’interramento delle linee e la realizzazione di opere di compensazione ambientale. Spinea chiede pure che all’altezza di Fornase la tratta Mirano-Malcontenta venga spostata più a sud, in modo da allontanarla dalle abitazioni.

«Terna ci ignora e non discute con i Comuni, ma noi non accettiamo questi tipi di interventi» tuonano Checchin e Pavanello, che puntano il dito anche contro le precedenti amministrazioni «che non hanno tutelato i Comuni e informato a dovere i cittadini». «Spinea è il Comune più penalizzato – prosegue Checchin -, mentre Venezia e Mira ne traggono giovamento perché vengono dismessi i vecchi tracciati. I 17 Km da Malcontenta a Fusina sono previsti interrati, perché da noi il tracciato sarebbe via aerea?». A Mirano nascerà una stazione di circa 10 ettari, in un’area che negli anni è già stata martoriata dal Passante e dall’ex discarica di Cà Perale. Ai tempi dell’Amministrazione Cappelletto venne stipulato una bozza di accordo che prevede un milione e mezzo di euro al Comune come somma per opere di compensazione. «Abbiamo chiesto un incontro urgente per firmare questa bozza ma Terna non ci ha mai risposto, fanno solo i loro interessi» dichiara Pavanello.

Nella nota congiunta c’è spazio anche per un appello al Comune di Mira («Ci auguriamo che la nuova Amministrazione voglia appoggiare il nostro approccio dimostrandosi sensibile all’ambiente») e per un piccato confronto con il trattamento riservato al comune di Venezia: «Terna è disposta ad interrare le linee sui territori del capoluogo. Ma Spinea e Mirano fanno parte della stessa area metropolitana, vogliamo lo stesso trattamento».
Gabriele Pipia

 

COMUNICATO STAMPA

Sulla questione dei rifiuti Mira Fuori del Comune ha le idee chiare: Mira può e deve fare come Ponte nelle Alpi, dove con l’introduzione del “porta a porta” in tutto il territorio, una forte sensibilizzazione dei cittadini e l’avvio di progetti concreti sul fronte della riduzione dei rifiuti, si è arrivati a superare la soglia del 90% di differenziata (primi in Europa), riducendo considerevolmente i costi per la collettività e aumentando pure i posti di lavoro nel settore.

Questi sono gli obiettivi che dovrebbe darsi la nuova amministrazione, così come del resto prevede il programma elettorale del Movimento 5 Stelle.

Optare per il sistema a calotta come suggeriscono i vertici di Veritas e il PD sarebbe invece un errore imperdonabile, perché in realtà questo metodo di raccolta è finalizzato solamente ad ottenere una frazione secca migliore da bruciare poi nei cosiddetti termovalorizzatori, ovvero gli inceneritori di nuova generazione, magari gestiti dalla stessa società Veritas Spa.

Continua …

(vmc) Fino a qualche giorno fa le firme raccolte dal Comitato No Grandi Navi per allontanare i grattacieli del mare dal Bacino San Marco erano 11.159. Una cifra raggiunta grazie alla petizione on line con moduli in più lingue e di persona con appositi gazebo allestiti in città. L’appello lanciato dai promotori è quello di recarsi a firmare in Campo San Giacomo dell’Orio fino a domani dalle 18.30 alle 23, dove è allestita una mostra sui danni prodotti dalle navi.

Nel documento si chiede “che si affrontino subito le soluzioni alternative definitive senza ipotizzare costose e devastanti soluzioni provvisorie”; “che avviate le procedure per l’estromissione definitiva di quelle navi che studi autorevoli e indipendenti, da avviarsi immediatamente, dichiareranno incompatibili col benessere della città e col recupero morfologico della laguna” e che venga installata una rete di centraline Arpav per rilevare la qualità dell’aria a Venezia Centro storico e nelle isole.

Nel calendario degli ambientalisti, alle 18 del 4 settembre, c’è la presentazione al Marinoni e all’Astra di un cortometraggio di Loredana Spadon e Massimo Vianello, che sintetizzerà le ragioni e le iniziative del Comitato. E il 16, la biciclettata Mira-Venezia di un gruppo di catalani, seguita da una manifestazione collettiva dalle Zattere a punta Dogana.

 

I sindaci di Mira e Campagna Lupia: «A queste condizioni non possiamo aderire». Via libera, invece, dall’Udc di Mira: grande opportunità e occasione di crescita

MIRA. Mira e Campagna Lupia uniti nel rifiutare, alle attuali condizioni, l’adesione alla città metropolitana di Venezia. Questa la presa di posizione assunta ieri dal sindaco di Campagna Lupia Fabio Livieri e dal vicesindaco di Mira Nicola Crivellaro. «Mira e Campagna Lupia non possono dare la loro adesione a una cornice amministrativa che ha un deficit democratico molto forte» hanno detto Livieri e Crivellaro «Su temi come le grandi opere e scelte urbanistiche, Comuni di piccola e media dimensione come Mira rischiano di essere fagocitati da Venezia e dai suoi interessi. Vogliamo sapere se ad esempio possiamo accedere ancora ai fondi speciali sulla laguna di Venezia visto che siamo parte integrante dell’area della Laguna sud».            Chiarissima la posizione dell’assessore all’Urbanistica Luciano Claut. «La città Metropolitana di Venezia» dice Claut «rischia di portare Comuni come Mira a non veder mai risolti temi come quello dell’inquinamento dalle discariche con materiali provenienti da Porto Marghera. A Mira ne sono presenti una decina. Rischiamo di diventare ancora più marginali. C’è da capire poi come saranno fatte le scelte dei consigli della Città metropolitana. Le cordate di centrodestra e centrosinistra faranno lobby per piazzare gente loro affine. Comuni come Mira con amministrazioni staccate dai partiti tradizionali rischiano di essere tagliate fuori e subire le decisioni partitocratiche che puntano a progetti devastanti come il Polo logistico di Giare- Dogaletto». Per Serena Giuliato, presidente del consiglio comunale di Mira, va coinvolta immediatamente la cittadinanza.          Il sindaco di Campagna Lupia Fabio Livieri è sorpreso del modo quasi acritico con cui i sindaci di centrosinistra della Riviera hanno detto di voler aderire. A Campagna Lupia e a Mira saranno organizzate assemblee pubbliche. Entro il 2 ottobre i Comuni dovranno decidere. «A queste condizioni» chiudono gli amministratori «è chiaro che sarà un no».        Per la Città metropolitana si erano espressi a Mira il Pd, Sel, e ora anche l’Udc. «Siamo convinti» spiega la segretaria Teresa Morelli «che sia una grande opportunità e un’occasione di crescita e di valorizzazione per Mira. Intendiamo avviare da subito un confronto con le categorie del territorio. Mira deve avere all’interno di questo nuovo soggetto istituzionale il ruolo che gli spetta».         Alessandro Abbadir

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Gazzettino – Alberi in strada e paura. Ora Mira conta i danni

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28

ago

2012

Forti raffiche di vento ma nessun allagamento

Beatrice colpisce Mira. Molti gli alberi divelti e i disagi alla viabilità ma nessun allagamento. In tilt invece il collegamento tra il Comune e gli uffici decentrati, compreso il comando di Polizia Municipale per l’abbattimento dell’antenna. La perturbazione, chiamata dai metereologi Beatrice, che a Mestre ha provocato grandinate e allagamenti, a Mira si è trasformata in un forte vento che ha colpito duramente intere zone provocando disagi alla viabilità e non solo. La Protezione Civile comunale è stata impegnata con dieci uomini dalle 18 e fino a notte inoltrata per ripulire le strade dai tanti rami caduti e fatti volare dal vento, e da alcuni alberi divelti con grave rischio per la sicurezza della circolazione. È stato necessario procedere anche al taglio degli alberi che ingombravano la sede stradale o minacciavano di cadere (Riviera S. Pietro, via Cadore, via Sabbiona, via Venezia prima del sottopasso ferroviario a Oriago, via Pisa e via Sardegna a Borbiago). In molti casi (via L. B. Alberti, via Colombara, via dei Garofani) i volontari sono intervenuti su diretta richiesta dei Vigili del Fuoco. Un albero è caduto anche all’incrocio tra via Oberdan e via Toti, un altro si è appoggiato a un condominio in via Lago di Misurina, mentre l’accesso all’ex macello a Mira Porte è impedito da alberi piegati sulla strada, e altri alberi sono caduti nel parco del centro sportivo di Valmarana e in villa Widmann. A coordinare gli interventi l’assessore alla Protezione Civile, Michele Gatti. Danni anche nella zona di Mira Taglio dove alcune tegole sono cadute in strada dall’edificio posto all’angolo tra via Argine Sinistro Novissimo e Riviera Matteotti. Divelti o danneggiati anche molti cartelli stradali e segnali di cantiere. Solo nella mattina di ieri invece sono stati ripristinati i collegamenti tra Comune di Mira, uffici dei Servizi Demografici e il Comando di Polizia Locale bloccati dall’abbattimento dell’antenna che garantisce il ponte radio. Nei prossimi giorni continuerà l’attività di taglio dei rami pericolanti e alla pulizia delle caditoie. “Tutto il legno recuperato dal taglio degli alberi abbattuti – dichiara l’assessore Gatti – verrà raccolto anche in questa occasione nell’area comunale posta lungo via del Lavoro a ridosso della rotatoria. Chi volesse utilizzarlo deve rivolgersi all’Ufficio Manutenzioni (0415628239).   Luisa Giantin

 

DONADEL

MIRA. «La Regione non vuole completare l’Idrovia navigabile ma punta solo sul canale scolmatore. La prova? Non dà indicazioni al consorzio di Bonifica di cambiare i lavori per la botte-sifone inadeguati alla futura opera». Lo dice Mattia Donadel, consigliere comunale. «La nuova botte sifone sotto l’ idrovia» dice «serve a evitare allagamenti a Dogaletto e Gambarare. Ma in vista dell’idrovia navigabile i lavori andrebbero adeguati, cosa che invece non accade».

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Gazzettino – Mira, Scoperta un’altra discarica di eternit

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19

ago

2012

MIRA – Sopralluogo dei Ranger d’Italia a Dogaletto: il materiale a rischio vicino a una casa abbandonata. Presentato un esposto alla Procura della Repubblica.

«Sostanza pericolosa se dispersa nell’aria»

Ancora discariche abusive di eternit lungo i terreni agricoli in laguna a Mira scoperti dai Ranger D’Italia nucleo operativo ambientale. L’abbandono indiscriminato di rifiuti pericolosi a Mira lungo le aree attorno all’idrovia o verso la laguna non sembra avere fine nonostante il pericolo di sanzioni molto severe. Nei giorni scorsi i Ranger d’Italia guidati dal capo delegazione Davide Formentello durante un sopralluogo hanno individuato a Dogaletto di Mira, dalla parte dell’Argine Sinistro all’interno di una vecchia casa di contadini ormai diroccata ed abbandonata da molti anni, una discarica a cielo aperto contenente vari materiali di risulta tra cui, si suppone, dele lastre di eternit, ovvero materiali in fibra di cemento contenete amianto.

«Il sito circondato da terreni coltivati – spiegano i Ranger – si estende su un’area di circa 15 mq circa e comprende alcune lastre anche rotte a pezzi presumibilmente di fibra cemento ondulato. Sostanza molto pericolosa che, se ridotta in polvere e dispersa nell’aria, potrebbe essere letale per i polmoni delle persone che la inalano».

I Ranger oltre ad un riscontro fotografico hanno presentato un esposto – denuncia alla Procura delle Repubblica invitando gli enti competenti a circoscrivere la zona con delle reti metalliche per evitare che le persone vengano a contatto con i materiali pericolosi. Luisa Giantin

 

ROMEA COMMERCIALE  – Maniero: troppo invasiva per il territorio, presto un incontro con i tecnici di Dolo

Mira si mette di traverso ai tracciati proposti per la Romea commerciale compresa la «variante Gottardo». «La Giunta – ha annuncia il sindaco Alvise Maniero all’assemblea consigliare – presenterà quanto prima al Consiglio e poi agli organi competenti tre misure correttive di minor impatto, ma efficaci».               Rispondendo a un’interrogazione dei consiglieri del Pd sulla variante Gottardo – dal nome della proponente Maddalena Gottardo, sindaco di Dolo – Maniero ha illustrato l’iter, dal 2006 a oggi, della nuova strada Romea.

«La conferenza dei sindaci con capofila Dolo e Campagna Lupia ha proposto in questi giorni una alternativa di tracciato, denominata “B1″ – ha spiegato – che ricalca il tracciato esistente fino alla rotonda di Marghera. Dalla rotonda prosegue con un nuovo tracciato fino al passante di Mestre, passando a Nord di Forte Tron e in direzione Nord-Ovest a cavallo del confine tra Mira e Spinea. Il tratto che interessa il comune di Mira si configura come una autostrada a quattro corsie con un unico accesso sul sovrappasso dell’Idrovia».

Come l’ex sindaco Carpinetti, che aveva bocciato la variante Gottardo, il sindaco Maniero la critica proponendo però alcuni accorgimenti tanto che la prossima settimana un rappresentante della giunta mirese si incontrerà con i tecnici di Dolo per verificare le modifiche.             Secondo la “variante Gottardo”, l’autostrada sarebbe in viadotto all’incrocio di Giare e in rilevato fino al sovrappasso Idrovia. Il ponte sull’idrovia verrebbe rifatto più largo a una quota più alta. L’autostrada tornerebbe a raso da Via Bastie alla Pansac per poi sottopassare la rotonda Pansac e il Naviglio.

«Il progetto – ha annunciato Maniero – prevede la chiusura di tutte le immissioni locali sulla Romea. La rete stradale locale viene rinforzata con controstrade e sei nuove rotatorie».

Ipotesi che non piace però alla giunta del Movimento 5Stelle mirese per l’eccessivo impatto.

«Proporremo – annuncia Maniero – la realizzazione di attraversamenti in sottopasso o in sovrappasso; il mantenimento delle immissioni dirette nelle principali intersezioni del territorio e l’eventuale allargamento a raso della carreggiata della Romea esistente compatibilmente con gli insediamenti”.

Luisa Giantin

 

 

Mira. Striscioni davanti a Villa Widmann per la presentazione del Piano

Zorzato: «Condivisione fondamentale». Dalla Tor: «Stop allo spreco del suolo»

MIRA – Ptrc (Piano territoriale regionale di coordinamento) contestato ieri da circa 150 membri dei comitati veneti che si sono presentati a Mira davanti a Villa Widmann dove si teneva l’ultima delle sette assemblee in programma. «No al cemento in Riviera», «Basta grandi opere», «Stop alla speculazione»: questi alcuni degli slogan che campeggiavano sugli striscioni fuori della villa.

«Hanno anche il coraggio di parlare di difesa del paesaggio» sbotta Rebecca Ruvoletto dei comitati No Autostrada Romea «Nel Ptrc sono incluse tutte le grandi opere, dalla Pedemontana a Veneto City alla Romea commerciale alla Camionabile. Hanno organizzato questa farsa alle 9.15 di un lunedì. In che modo pensavano di dare voce alle istanze del territorio?».

Con i comitati “No autostrada Romea” Carlo Crotti del comitato di difesa idraulica del territorio veneziano e padovano. Fuori sulla brentana a protestare con dei presidi c’erano anche rappresentanti dei comitati contro la Pedemontana e quelli contro l’elettrodotto Dolo- Camin. Non mancava il movimento “Mira Fuori del Comune” con il consigliere Mattia Donadel. Il Movimento 5 Stelle per la prima volta si è trovato ad essere partito di lotta e di governo. Fuori militanti e consiglieri comunali che protestavano contro le grandi opere; dentro il sindaco Alvise Maniero al tavolo delle istituzioni. Maniero ha sottolineato l’importanza di difendere l’ambiente e ha criticato l’orario scelto per la discussione. Il vicepresidente della Regione Marino Zorzato ha parlato della necessità di cambiar registro a livello urbanistico. «Il lavoro che stiamo realizzando» ha detto Zorzato «dovrà dare soprattutto certezze su quello che si può fare e sui tempi. Insieme al Ministero per i Beni e le attività culturali, con cui è stato costituito un comitato paritetico per l’elaborazione congiunta del piano paesaggistico regionale, è in corso una catalogazione di tutti i vincoli di legge che riguardano il territorio veneto e risultano essere più di mille. È fondamentale, in ogni caso, che il percorso del Ptrc sia il più condiviso possibile». Per il vicepresidente provinciale e assessore all’urbanistica Mario Dalla Tor «l’obiettivo principale è quello di non sprecare più un metro quadro di terreno agricolo. La cubatura attualmente prevista dai piani vigenti, per la costruzione di nuovi edifici, avrebbe in previsione di circa 300 mila nuovi abitanti in provincia di Venezia. Ci sono circa 40 mila appartamenti invenduti. L’80% dei cittadini è già proprietario di una casa. L’attuale situazione economica ci impone una seria riflessione. Il paesaggio avrà, in futuro, un ruolo chiave per la crescita economica».

Alessandro Abbadir

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Gazzettino – Mira, Territorio, la protesta dei comitati

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24

lug

2012

PAESAGGIO – Illustrato il nuovo piano di sviluppo della Regione

LA CRITICA – Ma il metodo non convince il sindaco Alvise Maniero

Inatteso scontro istituzionale ieri a Villa Widman per l’incontro convocato dalla Regione per discutere di Paesaggio e programmazione. Alla sua uscita ufficiale, il nuovo Prtc “condiviso” annunciato dalla Regione ha subito incassato un’inattesa critica “nel metodo” avanzata dal sindaco «grillino» di Mira Alvise Maniero, presente in qualità di relatore.     Un corto circuito che ha elettrizzato la seduta. «Quello che illustriamo è un Piano territoriale regionale di coordinamento (Ptrc) rinnovato e aggiornato, nel quale è fondamentale, che il percorso sia il più condiviso possibile», ha dichiarato il vicepresidente della giunta regionale e assessore al territorio Marino Zorzato, all’apertura dei lavori illustrando il processo di aggiornamento del Ptrc.        «Le modifiche che riguardano il Ptrc, adottato nel 2009, e che assumerà anche valenza paesaggistica, aprono in primo luogo un nuovo dialogo con il territorio. Sono state previste sette azioni, tra cui mobilità e intermodalità, area metropolitana e nuove città, difesa idraulica e sismica, economia e rete del produrre e pianificazione paesaggistica illustrate nelle sette provincie con l’obiettivo del più ampio coinvolgimento dei soggetti pubblici e privati». Nell’ultima tappa, illustrata ieri a Mira, è stato affrontato il tema della pianificazione paesaggistica nel processo di aggiornamento del Ptrc. «Non solo – ha aggiunto il vicepresidente della Regione – attraverso l’aggiornamento del Ptrc hanno cominciato a parlarsi e a collaborare due mondi, quello delle autonomie e quello del ministero, come non era mai avvenuto prima».        Di avviso diverso sulla copianificazione paesaggistica Stato-Regione in Veneto è stato il sindaco di Mira Alvise Maniero, presente al tavolo dei relatori insieme col vicepresidente della Provincia di Venezia Mario Dalla Tor e a Ugo Soragni, direttore regionale per i Beni culturali e paesaggistici del Veneto.

«Si continua a parlare di grandi opere che alla fine rappresentano sempre un consumo di territorio – ha sottolineato Maniero -. Non è così che si dà spazio però alla partecipazione, organizzando l’incontro in orario di lavoro, l’ultima settimana di luglio e in un una sede troppo piccola e inadatta per garantire la partecipazione a questi appuntamenti».

L’incontro è poi proseguito con il contributo dei tecnici ed esperti sugli aspetti giuridici e amministrativi della pianificazione e sugli ambiti di paesaggio e solo nella tarda mattinata quando ormai il presidio dei comitati ambientalisti era stato praticamente smantellato è stato concesso un momento di confronto.

 

CHI DICE NO

Subito una manifestazione con tutte le realtà regionali

MIRA – Bandiere, striscioni e slogan. Erano una sessantina, ieri mattina, i partecipanti al presidio di protesta indetto dai comitati. Chi si aspettava lo scontro è stato smentito da una protesta civile e pacata. NoTav compresi, presenti a ranghi ridotti.

«Il vaso è colmo. È ora di alzare l’attenzione sul consumo indiscriminato del territorio con una manifestazione a livello regionale».

Mattia Donadel tra i leader del Cat e organizzatore del presidio dei Comitati ambientalisti a villa Widmann ieri a Mira annuncia la prossima manifestazione di valenza regionale in Veneto.

«Siamo stanchi di essere abbindolati da parole come Concertazione, Partecipazione e Consultazione in convegni sulla difesa del paesaggio, quando la Regione continua a sostenere opere inutili e devastanti. Siamo stanchi e di essere espropriati del diritto alla partecipazione, con incontri fatti di lunedì mattina, che escludono di fatto i cittadini».

(L.Gia)

 

PROGRAMMAZIONE IN TRE MOSSE

L’iter sarà concluso entro l’autunno

MIRA – L’aggiornamento del Prtc potrebbe essere adottato con una specifica variante parziale, entro autunno, e poi inviato all’esame del Consiglio regionale. Questo è l’iter illustrato nel corso del convegno a Mira. Tra le novità del Ptrc: la costituzione di un comitato paritetico per l’elaborazione congiunta del piano paesaggistico regionale; la catalogazione di tutti i vincoli di legge che riguardano il territorio veneto, oltre un migliaio; attenzione ad uno sviluppo sostenibile mettendo in rete natura, paesaggio, cultura, turismo. (L.Gia)

 

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