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Mira. Striscioni davanti a Villa Widmann per la presentazione del Piano

Zorzato: «Condivisione fondamentale». Dalla Tor: «Stop allo spreco del suolo»

MIRA – Ptrc (Piano territoriale regionale di coordinamento) contestato ieri da circa 150 membri dei comitati veneti che si sono presentati a Mira davanti a Villa Widmann dove si teneva l’ultima delle sette assemblee in programma. «No al cemento in Riviera», «Basta grandi opere», «Stop alla speculazione»: questi alcuni degli slogan che campeggiavano sugli striscioni fuori della villa.

«Hanno anche il coraggio di parlare di difesa del paesaggio» sbotta Rebecca Ruvoletto dei comitati No Autostrada Romea «Nel Ptrc sono incluse tutte le grandi opere, dalla Pedemontana a Veneto City alla Romea commerciale alla Camionabile. Hanno organizzato questa farsa alle 9.15 di un lunedì. In che modo pensavano di dare voce alle istanze del territorio?».

Con i comitati “No autostrada Romea” Carlo Crotti del comitato di difesa idraulica del territorio veneziano e padovano. Fuori sulla brentana a protestare con dei presidi c’erano anche rappresentanti dei comitati contro la Pedemontana e quelli contro l’elettrodotto Dolo- Camin. Non mancava il movimento “Mira Fuori del Comune” con il consigliere Mattia Donadel. Il Movimento 5 Stelle per la prima volta si è trovato ad essere partito di lotta e di governo. Fuori militanti e consiglieri comunali che protestavano contro le grandi opere; dentro il sindaco Alvise Maniero al tavolo delle istituzioni. Maniero ha sottolineato l’importanza di difendere l’ambiente e ha criticato l’orario scelto per la discussione. Il vicepresidente della Regione Marino Zorzato ha parlato della necessità di cambiar registro a livello urbanistico. «Il lavoro che stiamo realizzando» ha detto Zorzato «dovrà dare soprattutto certezze su quello che si può fare e sui tempi. Insieme al Ministero per i Beni e le attività culturali, con cui è stato costituito un comitato paritetico per l’elaborazione congiunta del piano paesaggistico regionale, è in corso una catalogazione di tutti i vincoli di legge che riguardano il territorio veneto e risultano essere più di mille. È fondamentale, in ogni caso, che il percorso del Ptrc sia il più condiviso possibile». Per il vicepresidente provinciale e assessore all’urbanistica Mario Dalla Tor «l’obiettivo principale è quello di non sprecare più un metro quadro di terreno agricolo. La cubatura attualmente prevista dai piani vigenti, per la costruzione di nuovi edifici, avrebbe in previsione di circa 300 mila nuovi abitanti in provincia di Venezia. Ci sono circa 40 mila appartamenti invenduti. L’80% dei cittadini è già proprietario di una casa. L’attuale situazione economica ci impone una seria riflessione. Il paesaggio avrà, in futuro, un ruolo chiave per la crescita economica».

Alessandro Abbadir

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Gazzettino – Mira, Territorio, la protesta dei comitati

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24

lug

2012

PAESAGGIO – Illustrato il nuovo piano di sviluppo della Regione

LA CRITICA – Ma il metodo non convince il sindaco Alvise Maniero

Inatteso scontro istituzionale ieri a Villa Widman per l’incontro convocato dalla Regione per discutere di Paesaggio e programmazione. Alla sua uscita ufficiale, il nuovo Prtc “condiviso” annunciato dalla Regione ha subito incassato un’inattesa critica “nel metodo” avanzata dal sindaco «grillino» di Mira Alvise Maniero, presente in qualità di relatore.     Un corto circuito che ha elettrizzato la seduta. «Quello che illustriamo è un Piano territoriale regionale di coordinamento (Ptrc) rinnovato e aggiornato, nel quale è fondamentale, che il percorso sia il più condiviso possibile», ha dichiarato il vicepresidente della giunta regionale e assessore al territorio Marino Zorzato, all’apertura dei lavori illustrando il processo di aggiornamento del Ptrc.        «Le modifiche che riguardano il Ptrc, adottato nel 2009, e che assumerà anche valenza paesaggistica, aprono in primo luogo un nuovo dialogo con il territorio. Sono state previste sette azioni, tra cui mobilità e intermodalità, area metropolitana e nuove città, difesa idraulica e sismica, economia e rete del produrre e pianificazione paesaggistica illustrate nelle sette provincie con l’obiettivo del più ampio coinvolgimento dei soggetti pubblici e privati». Nell’ultima tappa, illustrata ieri a Mira, è stato affrontato il tema della pianificazione paesaggistica nel processo di aggiornamento del Ptrc. «Non solo – ha aggiunto il vicepresidente della Regione – attraverso l’aggiornamento del Ptrc hanno cominciato a parlarsi e a collaborare due mondi, quello delle autonomie e quello del ministero, come non era mai avvenuto prima».        Di avviso diverso sulla copianificazione paesaggistica Stato-Regione in Veneto è stato il sindaco di Mira Alvise Maniero, presente al tavolo dei relatori insieme col vicepresidente della Provincia di Venezia Mario Dalla Tor e a Ugo Soragni, direttore regionale per i Beni culturali e paesaggistici del Veneto.

«Si continua a parlare di grandi opere che alla fine rappresentano sempre un consumo di territorio – ha sottolineato Maniero -. Non è così che si dà spazio però alla partecipazione, organizzando l’incontro in orario di lavoro, l’ultima settimana di luglio e in un una sede troppo piccola e inadatta per garantire la partecipazione a questi appuntamenti».

L’incontro è poi proseguito con il contributo dei tecnici ed esperti sugli aspetti giuridici e amministrativi della pianificazione e sugli ambiti di paesaggio e solo nella tarda mattinata quando ormai il presidio dei comitati ambientalisti era stato praticamente smantellato è stato concesso un momento di confronto.

 

CHI DICE NO

Subito una manifestazione con tutte le realtà regionali

MIRA – Bandiere, striscioni e slogan. Erano una sessantina, ieri mattina, i partecipanti al presidio di protesta indetto dai comitati. Chi si aspettava lo scontro è stato smentito da una protesta civile e pacata. NoTav compresi, presenti a ranghi ridotti.

«Il vaso è colmo. È ora di alzare l’attenzione sul consumo indiscriminato del territorio con una manifestazione a livello regionale».

Mattia Donadel tra i leader del Cat e organizzatore del presidio dei Comitati ambientalisti a villa Widmann ieri a Mira annuncia la prossima manifestazione di valenza regionale in Veneto.

«Siamo stanchi di essere abbindolati da parole come Concertazione, Partecipazione e Consultazione in convegni sulla difesa del paesaggio, quando la Regione continua a sostenere opere inutili e devastanti. Siamo stanchi e di essere espropriati del diritto alla partecipazione, con incontri fatti di lunedì mattina, che escludono di fatto i cittadini».

(L.Gia)

 

PROGRAMMAZIONE IN TRE MOSSE

L’iter sarà concluso entro l’autunno

MIRA – L’aggiornamento del Prtc potrebbe essere adottato con una specifica variante parziale, entro autunno, e poi inviato all’esame del Consiglio regionale. Questo è l’iter illustrato nel corso del convegno a Mira. Tra le novità del Ptrc: la costituzione di un comitato paritetico per l’elaborazione congiunta del piano paesaggistico regionale; la catalogazione di tutti i vincoli di legge che riguardano il territorio veneto, oltre un migliaio; attenzione ad uno sviluppo sostenibile mettendo in rete natura, paesaggio, cultura, turismo. (L.Gia)

 

Si annunciano presidi di protesta alla presentazione del piano di questa mattina a Mira con Dalla Tor e Vernizzi

La Regione presenta oggi, in villa Widmann Foscari a Mira, la sintesi conclusiva dei sette incontri sull’aggiornamento della pianificazione paesaggistica del Piano territoriale regionale di coordinamento (Ptrc) e i comitati annunciano proteste. La Regione ha avviato il processo di aggiornamento del Ptrc, adottato nel 2009, e a Mira ne illustrerà i risultati alla presenza del vicepresidente della Provincia di Venezia Mario Dalla Tor e del sindaco di Mira Alvise Maniero. Partecipano anche il vicepresidente della Giunta regionale e assessore al Territorio Marino Zorzato, Ugo Soragni, direttore regionale per i Beni culturali e paesaggistici del Veneto e Silvano Vernizzi, segretario regionale alle infrastrutture.

Alla mattinata di studio però parteciperanno anche i Comitati ambientalisti con un «presidio di protesta e di proposta contro la devastazione del territorio e la cricca della speculazione».«La Regione del Veneto continua nella sua opera di esproprio del territorio e dei beni comuni sia con strumenti di pianificazione che con escamotage vari – dichiara la “Rete No Autostrada Romea” – non vogliamo essere abbindolati da parole come concertazione, partecipazione e consultazione che nelle bocche di questi amministratori diventano solo fumo negli occhi e di essere presi in giro con convegni roboanti sulla difesa del paesaggio, quando la Regione continua a sostenere opere inutili e devastanti».

 

Nuova Venezia – Mira, Comitati in guerra con il Ptrc

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21

lug

2012

Mira. Lunedì alle 9 di mattina l’incontro della Regione: «Lo boicotteremo»

MIRA – Il Prtc, cioè il Piano territoriale regionale di coordinamento, adottato nel 2009 dalla Regione, sarà spiegato lunedì mattina alle 9.15 in Villa Widmann a Mira dai tecnici della Regione. Ma i comitati promettono: bloccheremo i lavori con proteste clamorose. «La Regione del Veneto ha avviato il processo di aggiornamento del Ptrc. Con questa operazione questo strumento urbanistico assumerà anche», spiegano i promotori del Ptrc, «valenza paesaggistica attraverso una variante parziale. La Regione ha previsto sette azioni di carattere pubblico con l’obiettivo del più ampio coinvolgimento. L’ultima riguarda il tema della pianificazione paesaggistica». Il programma prevede l’intervento del vicepresidente della giunta regionale e assessore al Territorio Marino Zorzato. Seguiranno Ugo Soragni, direttore regionale per i Beni culturali e paesaggistici del Veneto, Silvano Vernizzi, segretario regionale alle Infrastrutture.

I comitati giungeranno da tutto il Veneto per boicottare l’appuntamento con un presidio fuori da Villa Widmann e sulla Brentana.«La Regione», spiegano in un comunicato congiunto i comitati anti grandi opere del Veneto, «continua nella sua opera di esproprio del territori. È il caso della revisione-peggioramento del Ptrc bloccata da migliaia di osservazioni presentate da comitati e associazioni nel 2009. Ora tentano di nuovo: per arrivare ad un piano che legittima le peggiori operazioni immobiliari e infrastrutturali, la Regione sta predisponendo una variante che lo stravolge, attribuendogli addirittura “valenza paesaggistica”. Il processo di partecipazione è stato pensato in sette incontri ad uso e consumo di tecnici e politici regionali, ma ad esclusione dei cittadini, dei comitati e delle associazioni. L’ultimo, lunedì 23 luglio a Mira, in un giorno feriale di piena estate e in orario di lavoro. Per questo invitiamo a partecipare e dire no a questa farsa».

(a.ab.)

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Gazzettino – Mira. Piano territoriale, protesta in Villa

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20

lug

2012

MIRA – I comitati si mobilitano e annunciano una manifestazione per lunedì

CONVEGNO – La Regione presenta il nuovo Ptrc

INCONTRO – Villa Widmann ospiterà il convegno di lunedì

“Salviamo il paesaggio da asfalto e cemento”. Sarà questo lo slogan della grande manifestazione di protesta annunciata per lunedì mattina davanti a Villa Widmann da parte di Michele Boato e di Rete NO-AR, Ecoistituto del Veneto, Movimento Mira 2030, AmicoAlbero, MultiMediaRecord con il Coordinamento delle 47 associazioni “Per un altro Pat di Venezia”.

Perché in Villa Widmann?

«Perchè saremo lì per contestare il convegno organizzato dalla Regione del Veneto che ha avviato il processo di aggiornamento del Piano Territoriale Regionale di Coordinamento (Ptrc), adottato nel 2009»,

spiegano i promotori della manifestazione.            Quello di lunedì sarà infatti l’ultimo di sette incontri per illustrare la sintesi delle “azioni di carattere pubblico” promosse dalla Regione con l’obiettivo del più ampio coinvolgimento dei soggetti pubblici e privati. In particolare, il convegno si soffermerà sulla pianificazione paesaggistica nel Ptrc, e il programma prevede, dalle 9.15, i saluti del vicepresidente della Provincia di Venezia Mario Dalla Tor e del sindaco di Mira Alvise Maniero, quindi l’intervento del vicepresidente della Regione e assessore al territorio, Marino Zorzato, di Ugo Soragni, direttore regionale per i Beni culturali e paesaggistici del Veneto, e di Silvano Vernizzi, segretario regionale alle infrastrutture. Da parte loro i manifestanti esprimono il loro dissenso con un volantino molto polemico:

«La Regione continua nella sua opera di esproprio del territorio e dei beni comuni; sia con strumenti di pianificazione che con escamotage vari. È il caso della revisione del Piano Territoriale, bloccato da migliaia di osservazioni presentate da comitati e associazioni di tutto il Veneto nel 2009. Ora ci riprovano per arrivare ad un Piano che legittima le peggiori operazioni immobiliari e infrastrutturali, con una variante che lo stravolge, ma dovrebbe attribuirgli addirittura “valenza paesaggistica” approvando opere come Pedemontana, Camionabile, Romea commerciale, Veneto City, Tessera City, Tav, Polo logistico di Giare-Dogaletto».

Si preannuncia un lunedì mattina molto caldo.

Lino Perini

 

Gazzettino – Rifiuti, Dolo e Mira non sono “virtuosi”

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18

lug

2012

RIVIERA – Il concorso indetto da Legambiente rileva una doppia personalità dei Comuni nella differenziata

AL LIMITE – Camponogara fuori per poco

RICICLONI – Pianiga e Fossò guidano la lista

VIDEOSORVEGLIANZA – Telecamere per evitare l’abbandono selvaggio

Una Riviera del Brenta che sul fronte rifiuti mostra una doppia personalità. È questo quanto emerge dai dati sulla raccolta differenziata forniti da Legambiente in occasione della diciannovesima edizione di «Comuni Ricicloni». Se da un lato ci sono tantissimi comuni virtuosi, dall’altro preoccupa che nella classifica finale per quanto concerne il territorio rivierasco manchino all’appello comuni del calibro di Mira e Dolo. Le due realtà più popolose e con numeri di differenziazione importanti negli anni Novanta. Segno che qualcosa deve ancora cambiare. Il «concorso» indetto da Legambiente, premia i comuni che hanno raggiunto, già nel 2011, la quota di almeno il 65 per cento di raccolta differenziata, richiesta per legge solo dal 2012 (era del 60 per cento lo scorso anno). Il risultato, secondo l’associazione ambientalista, è positivo.

Della nostra zona, la Riviera del Brenta, sono presenti nel lungo elenco di comuni virtuosi con più di 10.000 abitanti.A Pianiga è andato il podio con il 74,7 per cento di differenziata; seguita da Campolongo Maggiore (66,2 per cento). Tra i comuni con meno di 10.000 abitanti, invece, il più bravo è stato Fossò con il 71 per cento; seguito da Stra (69,4 per cento), Campagna Lupia (68,1 per cento) e Fiesso d’Artico (65,7 per cento).

Camponogara è stato sulla soglia del riconoscimento, in quanto ha superato il limite fissato per legge del 60 per cento, pur non raggiungendo il 65 per cento necessario per essere considerato «Comune Riciclone» di Legambiente. All’appello mancano però i due comuni più popolosi ed importanti: Mira e Dolo. Un dato preoccupante, specie se considerato che quest’ultimo negli anni Novanta aveva ricevuto diversi riconoscimenti proprio per la sua gestione dei rifiuti. Sempre Dolo ha infatti installato un sistema di videosorveglianza, che coinvolge anche Fiesso, teso a contrastare il fenomeno dell’abbandono selvaggio dei rifiuti lungo le strade. Una piaga, comunque, ancora piuttosto sentita e che con i nuovi regolamenti adottati dai vari comuni della Riviera si sta cercando di contrastare. Specie a Mira, dove sono state diverse le discariche abusive di eternit scoperte da polizia locale e Rangers.

Gianluigi Dal Corso

 

 

Chicchi grossi come noci hanno colpito le colture orticole

Raffiche di vento a 44 chilometri orari. Caduti 343 millimetri di pioggia in un’ora

MIRANO. Ancora grandine su Miranese e Riviera, dove a piegarsi è stata ancora una volta l’agricoltura, già in ginocchio a causa dei fenomeni intensi delle scorse settimane.         Ieri all’ora di pranzo un nuovo violento temporale si è abbattuto nell’entroterra veneziano, poco dopo l’una, interessando le zone già colpite dal fortunale di due settimane fa. Raffiche di vento fino a 44 chilometri orari, poi una vera e propria bomba d’acqua con chicchi di grandine grossi come noci, fino a 3 centimetri di diametro in alcune zone. La stazione Meteosantangelo, a Sant’Angelo di Sala, ha rilevato un’intensità di precipitazioni pari a 343 millimetri di pioggia in un’ora. Gli esperti del centro meteo spiegano il fenomeno come un’improvvisa discesa di aria fredda dalle Alpi, che in pianura si è incuneata sotto a quella più calda presente da giorni. Un contrasto che ha generato nubi imponenti che hanno scaricato la loro potenza soprattutto tra le province di Padova, Venezia e Treviso. Il Miranese si è in pratica trovato al centro del ciclone. Vento, acqua e grandine hanno sferzato soprattutto Mirano, Noale, S. Maria di Sala, Scorzè e Martellago, senza particolari danni ma colpendo ancora una volta le colture già devastate dalla tromba d’aria del 22 giugno, soprattutto quelle orticole. È ancora presto per fare la conta dei danni, l’ennesima in questa stagione, dove a parte i temporali violenti si soffre ancora di problemi di siccità. L’acquazzone di ieri, intenso, ma per fortuna breve, ha anche creato qualche disagio in alcuni quartieri residenziali, con strade, scantinati e sottopassi allagati, ma la situazione è tornata velocemente alla normalità.       In Riviera la forte grandinata ha colpito i comuni di Mira, Pianiga, Dolo e Fiesso. In particolare le colture di mais e i vigneti nella zona di Dolo e Camponogara. «L’area che è stata più colpita» spiega Fabio Livieri di Coldiretti, «è stata quella a cavallo con il Miranese. Stavolta è stato danneggiato il mais in fase di crescita avanzata a causa del gran caldo degli ultimi giorni e le produzioni di ortaggi». Non si sono registrati in Riviera danni ad abitazioni o cose. I pompieri della caserma di Mira non hanno registrato chiamate di soccorso. Il gran vento ha fatto volare qualche grosso ramo d’alberi sulla provinciale 14 tra Dolo e Piove di Sacco. A Pianiga sono volati cartelloni pubblicitari di metallo in mezzo alla strada.

Filippo De Gaspari – Alessando Abbadir

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MIRA-MIRANO – Convogli soppressi nelle ore di punta, ritardi e disagi sulla Padova-Venezia

UTENTI IN RIVOLTA CONTRO TRENITALIA         «Il servizio non vale l’abbonamento»        

Corre su Facebook la protesta dei pendolari di Riviera e Miranese, vessati da ritardi e soppressioni di treni. E ora arriva in Regione.

Treni soppressi ormai quotidianamente, disagi e ritardi. Gli utenti della linea Venezia-Padova sono sul piede di guerra e l’ennesimo «ci scusiamo per il disagio», trasmesso dalla voce robotica degli altoparlanti di Trenitalia, li ha portati all’esasperazione. Non ne possono più i pendolari di Miranese e Riviera, che quotidianamente hanno a che fare con ritardi e cancellazioni dei convogli sulla linea. Con l’estate Trenitalia ha tagliato ulteriormente il servizio. A farne le spese gli utenti del treno delle 8 e di quello delle 18, in pieno orario di punta, che ormai vengono quasi sistematicamente soppressi. Centinaia gli studenti e i lavoratori che frequentano la stazione di Mira-Mirano, situata nella frazione di Marano in territorio di Mira. Da anni hanno a che fare con molteplici disagi, ma ora alzano la voce. Perché nel periodo estivo, quando chiudono scuole e università, la puntualità dei treni peggiora ulteriormente. In qualsiasi momento della giornata, anche e soprattutto negli orari di punta. E invece di migliorare il servizio, Trenitalia sopprime del tutto due corse essenziali.         «Il servizio offerto non vale i 36 euro mensili che spendiamo. Andassimo al mare ci potremmo passar sopra, ma con il lavoro e lo studio come la mettiamo?» si chiede Matteo, studente di Ca’ Foscari. E non è l’unico problema: «I treni spesso sono sporchi e manca l’aria condizionata – sottolinea Laura, impiegata in una ditta di Padova -. Quando mi sono lamentata col personale mi è stato risposto che se non mi comodava avrei potuto prendere il bus».      Una situazione che non danneggia solo i pendolari. Perfino alcuni titolari di bed and breakfast di Mira e Mirano si sono dovuti sorbire le proteste dei clienti stranieri, abituati a ben altra efficienza. La questione ora è stata impugnata dal consigliere regionale Pettenò (Federazione della Sinistra), che ieri ha scritto un’interrogazione alla Giunta regionale: «Il servizio peggiora progressivamente, da Mira-Mirano passano molti treni sporchi, senza aria condizionata e in pesante ritardo – sostiene Pettenò – È divenuta una scandalosa normalità. La Giunta solleciti Trenitalia a tutelare i pendolari migliorando il servizio».         Il tam-tam ora corre vorticoso anche su Facebook, dove ogni giorno in moltissimi sfogano la propria rabbia contro questi disservizi. Quotidianamente pubblicano le proprie proteste grazie al telefonino, direttamente dal binario, aspettando l’ennesimo treno in ritardo.

 

DOLO – L’acqua di tutti i canali e canalette della Riviera e del Miranese non potrà più essere utilizzata per irrigare orti, campi e in particolare le verdure da consumarsi crude, men che meno potrà essere utilizzata per abbeverare gli animali nel settore dell’allevamento. A «suggerire» ai Comuni questa drastica decisione è stato il dipartimento prevenzione dell’Asl 13 diretto dal dottor Flavio Valentini. La colpa? Quasi sempre di centinaia di abitazioni (cioè dei loro proprietari) che scaricano abusivamente la fognatura in canali e canalette del comprensorio dei 17 Comuni . «Nelle scorse settimane», spiega Valentini, «sono arrivati i dati dell’Arpav relativi allo studio del fenomeno della salmonella nei canali negli ultimi 10 anni. Si è visto che il bacillo è diffuso in quasi tutti i corsi d’acqua che sono strettamente collegati fra loro. A questo punto vietare l’uso dell’acqua per un periodo e poi sospenderlo e poi riprenderlo un mese dopo perché il bacillo è presente a quattro chilometri di distanza è senza senso. Visto il livello di inquinamento a cui sono arrivati i canali abbiamo suggerito che i Comuni vietino per sempre l’uso dell’acqua per irrigare i campi e gli ortaggi» . Due Comuni, Santa Maria di Sala e Mira, si sono già adeguati. I sindaci hanno firmato ordinanze di divieto permanente dell’uso dell’acqua dai canali . «Questi divieti», dice Valentini, «resteranno in vigore anni. Per poter cambiare la situazione bisognerà individuare chi scarica abusivamente la propria fognatura nei canali. Si tratta nella maggioranza dei casi di vecchie abitazioni di 70-80 anni che non si sono ancora adeguate alle moderne normative. Siccome pregiudicano la salute di tutti i proprietari vanno puniti pesantemente ed invitati ad adeguare gli impianti. Saranno controllate anche le attività delle aziende agricole». Dopo la grandine e il gran vento ora la salmonella. Per l’agricoltura dell’area sembrano arrivate le sette piaghe d’Egitto. E proprio dai responsabili di categoria del settore arriva un allarme. «La situazione», spiegano Fabio Livieri e Paolo Capuzzo per Coldiretti di Riviera e Miranese, «è pesantissima. Per anni i nostri agricoltori non potranno fare uso di acqua a basso costo per irrigare le loro produzioni di ortaggi. Il divieto è permanente e per utilizzare l’acqua a costo zero ora gli agricoltori dovranno sperare solo che piova, senza però che ci sia grandine o forte vento come è accaduto recentemente». Preoccupazioni sono espresse anche dalla Cia (Confederazione Italiana agricoltori). Per Coldiretti questi provvedimenti di divieto sono forse «eccessivi e rischiano di penalizzare un’area della provincia rispetto alle altre».

Alessandro Abbadir

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MIRA – Il comune di Mira dà una risposta secca alla Regione: no al Polo Logistico di Dogaletto ad una procedura discrezionale che salti la valutazione ambientale di sostenibilità (Vas). Una eventuale decisione di non assoggettabilità alla Vas per il comune è “in netto contrasto con le norme e direttive comunitarie, nazionali e regionali”. Il parere di contrarietà al progetto è stato spedito alla regione con una delibera di giunta e un intervento della commissione ambiente.

«Ribadiamo – si legge nel documento – la netta contrarietà, all’attuazione del progetto sulle aree individuate nel territorio di Mira ed in particolare nei dintorni di Dogaletto, attuazione che vedrebbe la distruzione del patrimonio ambientale rurale, della barena e della laguna veneziana. Diciamo no a pesantissimi interventi su un territorio intatto e di interesse faunistico ed ambientale. No anche a un profondo scavo dei canali e dei bassifondi la cui conservazione nello stato attuale è invece vitale al delicato equilibrio lagunare».

(a.ab.)

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