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CAMPOLONGO. Ribadire l’importanza dell’ospedale di Dolo per la Riviera e la necessità che la Conferenza dei sindaci torni ad avere un ruolo attivo nella politica sanitaria. Questi sono stati i temi toccati l’altro giorno durante l’incontro chiesto ai sindaci della Riviera dal Coordinamento per la tutela dell’ospedale di Dolo.

Alla riunione erano presenti 4 sindaci tutti del Pd: Alessandro Campalto (Campolongo), Caterina Cacciavillani (Stra), Federica Boscaro (Fossò) e Gianpietro Menin (Camponogara).

«Abbiamo ascoltato l’intervento dei rappresentanti del Coordinamento», spiega Campalto, «le nostre iniziative saranno fatte nelle sedi istituzionali e cioè nella Conferenza dei Sindaci dell’Asl 13».

I quattro sindaci hanno comunque le idee chiare. «Abbiamo ribadito che il modello presentato per l’Asl 13, cioè la specializzazione dei poli Dolo e Mirano, metterebbe seriamente in difficoltà il futuro di Dolo», dice Campalto, «un ospedale deve avere una chirurgia h24 oltre ad altre funzioni. È stata fatta una riflessione anche sul ruolo della Conferenza dei sindaci che non deve prendere solo atto della politica ospedaliera ma deve intervenire e incidere direttamente sulle scelte, perché è sua prerogativa».

(g.pir.)

 

Il sindaco di Campagna Lupia nominato vicepresidente della Conferenza

MIRA – La vicepresidenza della Conferenza dei sindaci dell’Asl 13 è stata affidata a Fabio Livieri, sindaco di Campagna Lupia.

«Dobbiamo capire bene come si articolerà la riorganizzazione degli ospedali dell’Asl 13 ed essere compatti nel sostenere l’ampliamento di Dolo».

Nonostante l’assenza per problemi di lavoro, il sindaco di Campagna Lupia, già leader della Conferenza fino allo scorso dicembre, è stato eletto vicepresidente dell’assemblea, affiancando così l’attuale n.1 Silvano Checchin, sindaco di Spinea. La figura di vicepresidente non era contemplata nel regolamento e così l’assemblea, che riunisce i 17 comuni del Bacino dell’Asl 13, ha modificato le norme. Una scelta dettata sia dalla necessità di mantenere un equilibrio di rappresentanza tra Riviera e Miranese, che politica, poiché Checchin rappresenta l’area del centrosinistra e Livieri del centrodestra.

«Non si tratta solo di equilibri ma di lavoro vero e proprio – sottolinea Livieri – L’esecutivo e la Conferenza dei sindaci hanno sempre lavorato in un rapporto d’intesa proficua e ora è necessario operare con continuità. La fase è delicata e lo dimostra il fatto che negli ultimi mesi i toni attorno alla riorganizzazione regionale delle strutture ospedaliere – che coinvolge direttamente l’Asl 13 – si sono alzati notevolmente».

«Era già dal 2009 che si parlava di riorganizzazione – conclude Livieri – noi sindaci dobbiamo essere compatti nel sostenere l’ampliamento dell’ospedale di Dolo ma anche nel comprendere come verrà articolata la nuova organizzazione ospedaliera».

(L.Gia)

 

Oltre 200 persone si sono presentate per le visite gratuite, ma l’esito non è rassicurante

MIRANO – Duecento in fila per l’elettrocardiogramma gratuito, l’esito non è dei più rassicuranti: il 15% dei pazienti, che ha partecipato, è risultato a rischio.

“Cardiologie aperte”, la giornata di sensibilizzazione che si è svolta anche a Mirano grazie al Dipartimento cardiovascolare dell’Asl 13, l’associazione Cuore Amico Mirano e la partecipazione del Dipartimento di prevenzione, ha “scovato” parte dei 200 pazienti, tutti tra i 40 e gli 80 anni, provenienti dai 17 comuni dell’Asl 13, sottoposti ai test con anomalie tali da richiedere approfondimenti medici.

Sono stati tutti invitati a sottoporsi a un elettrocardiogramma di approfondimento. Tutti i dati raccolti durante la giornata di sensibilizzazione saranno ora raccolti e salvati nella “Banca del cuore”, banca dati accessibile online da qualsiasi dispositivo connesso a internet.

Per questo i pazienti hanno ricevuto un ”Bancomheart”, una sorta di carta di accesso simile ad un bancomat, contenente le credenziali personali e le istruzioni per l’accesso online ai dati.

Per sensibilizzare i cittadini alla prevenzione, anche il direttore generale Gino Gumirato si è sottoposto ai test (nel suo caso negativi). «L’importanza di appuntamenti come questo», ha commentato il direttore generale, «si percepisce immediatamente dai numeri: grazie a una sola giornata di controllo, abbiamo trovato una trentina di persone a rischio, salvando potenzialmente delle vite. Ecco perché puntiamo molto sulla prevenzione: è la via maestra per garantire la salute ai nostri cittadini».

Durante la giornata l’Associazione Cuore Amico ha illustrato i propri progetti, da “Il cuore in tasca” alle “Giornate di prevenzione cardiovascolare”, durante le quali vengono raggiunte tremila persone l’anno per essere sottoposte a screening, fino a “Sport sicuro” e “Palestra per tutti”.

Filippo De Gaspari

 

Gazzettino – All’Asl 13 c’è il bancomat della salute

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

13

feb

2015

Tutti in coda all’ospedale, per gli esami del sangue gratuiti e per un elettrocardiogramma in caso di necessità. Oltre 200 persone, ieri mattina, hanno preso d’assalto il reparto miranese per l’iniziativa “Cardiologie aperte”, organizzata dall’Ulss 13 assieme all’associazione Cuore Amico. Sono entrati all’ospedale di Mirano per conoscere il proprio stato di salute, sono usciti con in mano una tesserina molto simile a un bancomat. Si chiama “Bancomheart” ed è un’interessante novità: tutti i dati raccolti sono stati salvati nella “Banca del cuore”, un portale on-line che consente di accedere ai propri dati medici ovviamente con apposita password.

«È stata un’ottima sperimentazione – fanno sapere dall’Ulss 13 – Il futuro va in questa direzione». Il dottor Franco Giada, specialista in cardiologia e medicina dello sport, approfondisce il concetto: «Poter visualizzare immediatamente lo storico di un paziente può essere molto importante per qualunque medico di un qualunque ospedale, anche all’estero. Se una persona si presenta con delle fitte al petto, vedere l’elettrocardiogramma precedente può risultare fondamentale per poi fare una diagnosi». In questo senso rientra anche il progetto “Cuore in tasca” dell’associazione Cuore Amico, che fornisce ai pazienti una pennetta usb con i propri dati cardiologici. Un anziano magari non è in grado di usarla, ma un figlio o un medico di base certamente sì.

L’evento si è inserito nella Settimana del cuore ed è stato promosso a livello nazionale dall’Associazione medici cardiologi ospedalieri e dall’Heart Care Foundation. Ieri si sono presentati soggetti dai 40 agli 80 anni, soprattutto sessantenni. Il 15% era a rischio cardiovascolare. «In una mattinata abbiamo trovato una trentina di persone a rischio, salvando potenzialmente delle vite – ha sottolineato il direttore generale Gino Gumirato – La prevenzione è la via maestra».

 

Veternigo. Si alza di tono la protesta in via Desman dove passa la provinciale 33

Il comitato scrive al prefetto: «Carreggiata stretta, si rischia sempre il morto»

VETERNIGO – Il comitato di via Desman scrive al prefetto di Venezia e a S. Maria di Sala parte la richiesta delle minoranze per convocare un consiglio comunale aperto da fare a Veternigo, dove passa la famigerata provinciale 33. Non più solo mobilitazione quotidiana (che prosegue ininterrotta sulla strada dal 17 novembre): la protesta dei residenti di Zianigo e Veternigo ora si prende anche le sedi istituzionali, nel tentativo di riaccendere la speranza di chi chiede più sicurezza lungo la strada che passa per i comuni di Mirano e S. Maria di Sala.

Nella lettera indirizzata al prefetto Domenico Cuttaia, il portavoce del comitato Marino Dalle Fratte elenca tutti i problemi di chi da quasi tre mesi scende in strada ogni mattina per sfilare in corteoper chiedere più sicurezza. Sono soprattutto pensionati, ma rappresentano padri e madri di bambini costretti a uscire di casa solo se accompagnati o mariti di donne disabili, impossibilitate a percorrere la via in carrozzina, perché non c’è banchina a lato di un rettilineo largo solo 5,30 metri, con fossi da ambo i lati e percorso, spesso a velocità più elevate del consentito, da auto, bus e camion.

«È anche una questione di matematica: quando si incrociano una corriera e un camion, larghi due metri e mezzo, specchietti esclusi, lo spazio è finito: se c’è una bici, finisce dentro il fosso», scrive Dalle Fratte. Anche le fermate Actv sono fuori della carreggiata, sulla riva del fossato.

«Abbiamo coinvolto i sindaci, il vicepresidente della Regione, la presidente della Provincia, ma l’unica risposta è stata: non ci sono soldi. Intanto la gente viene travolta e qualcuno è morto su questa strada. Dopo il confine con Padova, la beffa: via Desman si allarga, compare un’ampia ciclabile e pure gli autovelox per rallentare i veicoli. Noi a Venezia siamo forse di serie B?».

Una stoccata anche ai comuni: «Mirano ha posizionato cartelli con il nome di nuove località, per istituire il limite di 50 chilometri orari, ma nessuno rallenta».

Il comitato ha detto che si farà sentire anche il 22 maggio, in occasione del passaggio del Giro d’Italia.

Intanto a S. Maria di Sala i consiglieri Paolo Bertoldo, Primo Bertoldo, Giovanni Vanzetto (Lista Salese), Giuseppe Rodighiero (Civica insieme) e Rossella Carolo (M5S) hanno protocollato la richiesta di un Consiglio comunale straordinario, da convocare in seduta aperta, proprio a Veternigo, per favorire la partecipazione della gente interessata dal problema. Un solo punto all’ordine del giorno: “Interventi per la messa in sicurezza di via Desman e realizzazione della pista ciclabile».

Filippo De Gaspari

 

Lettera del Comitato Marcato indirizzata al direttore dell’Asl 13 dopo i pesanti commenti fatti in rete

DOLO – Scenda dal quel “palchetto”, si confronti anziché continuare nel suo ormai consueto atteggiamento arrogante ed irrispettoso. – prosegue la richiesta – Se non lo vuol fare con noi, lo faccia almeno con i Sindaci, con gli operatori sanitari, con chi sta a contatto con i problemi reali dei cittadini». I

nfine il comitato chiude: «È inutile che lei continui a “vendere” la nuova struttura in “prefabbricato antisismico avanzato”, come la soluzione migliore. Verificheremo che sarà la peggiore, la più irrazionale e la più costosa che poteva essere fatta».

(L.Per.)

 

DOLO – Il bilancio di dodici mesi nei comuni di Riviera del Brenta e Miranese serviti da Veritas

Sono state 446 le contravvenzioni elevate dagli ispettori ambientali di Veritas nel corso del 2014 nei comuni della Riviera del Brenta e del Miranese serviti dall’azienda.

Dal 1° gennaio 2014 Mirano e Santa Maria di Sala non usufruiscono più del servizio mentre dalla primavera scorsa i comuni di Dolo, Noale, Salzano e Spinea hanno ottenuto una riduzione del 50% del servizio e, quindi, i controlli si sono dimezzati.

L’importo complessivo delle contravvenzioni è risultato di circa 73.000 euro, cifra che sarà introitata dai comuni e non da Veritas. Si è trattato principalmente di multe comminate per abbandono dei rifiuti esternamente ai cassonetti o perché i cittadini non hanno rispettato l’obbligo della differenziazione.

Nella lista dei comuni più indisciplinati al primo posto Mira con 124 contravvenzioni, si tenga conto però che Mira è anche il comune più popoloso, al pari di Scorzè dove ne sono state fatte lo stesso numero, seguono Martellago con 60 multe, 33 a Camponogara, 31 a Vigonovo, 26 Fossò, 20 a Stra, 18 a Campagna Lupia, 7 a Campolongo Maggiore e 3 a Fiesso d’Artico.

Durante i vari sopralluoghi gli ispettori non solo hanno fatto le multe, ma spesso sono stati contattati dagli utenti ed hanno fornito 3.976 informazioni rispondendo sulle modalità di differenziazione dei rifiuti e su orari e regole del conferimento.

Informazioni così ripartite: 229 a Campagna Lupia, 161 a Campolongo Maggiore, 398 a Camponogara, 242 a Fiesso d’Artico, 298 a Fossò, 406 a Martellago, 894 a Mira, 561 a Scorzè, 294 a Stra e 493 a Vigonovo. Le ispezioni continuano anche in questi giorni.

Lino Perini

 

Veneto Strade ha raggelato le speranze dei residenti di Briana: casse a secco

Il sindaco Andreotti sta preparando il “piano B”: «Quell’intervento è necessario»

NOALE – Niente soldi per la pista ciclopedonale sulla strada regionale 515 Noalese, che avrebbe messo in sicurezza il tratto dalla zona industriale di Noale (via Pacinotti) a via Calvi a Briana. Un duro colpo per il Comune che sperava di mettere in sicurezza uno dei tratti più pericolosi, ma soprattutto per gli abitanti della zona. Brutta notizia per loro il fatto che in un recente incontro con i dirigenti di Veneto Strade, il sindaco Patrizia Andreotti è uscita dagli uffici di via Baseggio a Mestre con una notizia non confortante. Della serie: ripassi più avanti. Più avanti non si sa, però, perché ad oggi non c’è ombra di quei 2 milioni e 150 mila euro.

«È vero che a settembre 2013 era stato presentato il progetto ai residenti di Briana» spiega Andreotti «ma a Veneto Strade mi hanno risposto che si era davanti a un accordo di programma e, dunque, fondi per quell’ora non ce ne sono. A breve mi vedrò con il vice presidente del Veneto Marino Zorzato per capire come stanno le cose e poi vaglieremo un possibile piano B: quel tratto di strada non può rimanere com’è oggi».

Si pensava a un tracciato lungo un chilometro e 200 metri, largo 2,5 metri, che avrebbe sfruttato il fosso, costruendo una passerella a sbalzo. Per separarlo dalla strada, l’idea era di costruire un’aiuola larga un metro. C’era fiducia che si potesse cominciare in tempi rapidi: fatto l’adeguamento urbanistico, si sarebbe proseguito con il progetto esecutivo e poi il via ai cantieri, magari già nel 2014.

«Invece allo stato attuale» continua Andreotti «abbiamo i soldi per il sottopasso di via Ongari ma non per la sicurezza della regionale».

Si tratta di un pezzo di strada teatro di molti incidenti, anche mortali; l’obiettivo, dunque, era mettere in sicurezza i pedoni e i ciclisti, costretti a convivere con camion e auto che corrono a pochi centimetri di distanza.

E gli stessi residenti di Briana non solo chiedevano la pista ciclopedonale ma si auguravano che fosse allungata fino al confine con il comune di Santa Maria di Sala. Invece si dovrà ancora aspettare.

Andreotti non esclude un piano B, anche sfruttando l’accordo con la Co.Ind, la fabbrica di via Noalese sud che progetta e produce cosmetici per conto terzi e ha chiesto di ampliarsi; l’intesa prevede, però, che l’azienda costruisca una pista ciclabile su via della Vernice, attraversi la Noalese e poi raggiunga via Asolo, via Fornace e il quartiere residenziale. «Stiamo cercando di capire come muoverci» continua Andreotti «anche per garantire una maggior sicurezza sulla regionale».

Alessandro Ragazzo

 

Veternigo. Via Desman, ancora proteste «Ma non contro i pendolari»

VETERNIGO – Continua la protesta per la messa in sicurezza di via Desman e non fa quasi più notizia che il gruppo dei residenti si dia da fare. Ieri però il gruppo di manifestanti che dal 17 novembre scendono in strada tutte le mattina per chiedere più sicurezza sulla provinciale, ha incontrato il consigliere salese di Civica Insieme, Giuseppe Rodighiero, in piazza a Veternigo. La stessa cosa aveva fatto dieci giorni fa con il capogruppo di Lista Salese, ex sindaco, Paolo Bertoldo. Il comitato di via Desman tesse la tela, incontra referenti bipartisan e porta così la questione nelle stanze dei bottoni. Possibile che venga chiesto ora di fissare un Consiglio comunale ad hoc, magari proprio a Veternigo, attraversata dalla provinciale, per trattare il problema e le possibili soluzioni. Potrebbe essere coinvolto anche il prefetto di Venezia Domenico Cuttaia, in una protesta che ha tutta l’aria di non voler scemare.

«Qualcuno suggerisce di effettuare attraversamenti frequenti sulle strisce in centro, in modo da creare ulteriore disagio nella mobilità», spiega il leader della protesta Marino Dalle Fratte, «ma è una soluzione che va contro gli automobilisti pendolari e questa non è la nostra intenzione. Chiediamo solo una ciclabile che tuteli tutti».

(f.d.g.)

 

Santa Maria di Sala. Pronti i dislivelli anti velocità in due incroci pericolosi

SANTA MARIA DI SALA – Incroci pericolosi sempre in primo piano sulle strade del Graticolato. Al via nelle prossime settimane l’intervento per la messa in sicurezza del crocevia tra via Cognaro e via Patriarcato, in un tratto di viabilità in comune tra Pianiga e Santa Maria di Sala, oggetto di un progetto condiviso tra i due enti. Il costo complessivo dei lavori, diviso tra i due comuni, è di 60 mila euro e comprende anche la manutenzione ordinaria, con l’asfaltatura delle vie del quartiere De Gasperi a Pianiga. Proprio il Comune di Pianiga ha provveduto anche alla sistemazione dell’intersezione tra via Carraretto-Rivale e via Volpino nei mesi scorsi e ora aprirà il cantiere per l’incrocio di via Patriarcato e Cognaro, sempre ai confini con Santa Maria di Sala.

«Si provvederà a rialzare la sede stradale evidenziando il dislivello con colori e rampe di laminato», spiega l’assessore ai Lavori pubblici di Santa Maria di Sala, Fabio Semenzato, «realizzando una discontinuità visiva dell’asfalto e un dislivello, per imporre la riduzione della velocità alle auto, aumentando così la sicurezza di quel tratto. Saranno inoltre posizionati i segnali stradali di preavviso di dosso e di limitazione della velocità».

(f.d.g.)

 

A Mirano aria di battaglia in via Vittoria: «Usati come strada di scorrimento»

Scaltenigo chiede le barriere antirumore lungo tutto il Passante e luci agli incroci

Traffico riparte la protesta. Comitati contro Pavanello

MIRANO – Via Desman fa scuola: dalla protesta di Zianigo traggono forza anche gli altri comitati del capoluogo: tra i più attivi ci sono in questi giorni i residenti di via della Vittoria, tra la Fossa e il Ponte Nuovo e quelli di Scaltenigo e Ballò rappresentati dal comitato Viabilità Sicura. Via Vittoria. L’altro giorno l’ennesimo investimento di un ciclista alla rotonda del Ponte Nuovo è stata la conferma di uno dei punti insicuri della viabilità del quartiere.

«Gli altri problemi riguardano il traffico intenso a ogni ora del giorno», protesta Maria Luisa Bortoletti, tra i portavoce del comitato che ha inviato al sindaco Maria Rosa Pavanello un’altra dura lettera di protesta.

«Restano difficoltà per pedoni e ciclisti per la mancata sicurezza degli attraversamenti», prosegue Bortoletti, «una pista ciclabile che ha un asfalto in pessimo stato, per proseguire poi con le difficoltà di immissione dalle laterali, per scarsa visibilità».

Il comitato grida alle promesse mancate: «Ci sentiamo traditi», scrivono i residenti, «via della Vittoria è a tutti gli effetti una strada urbana, ma continua a essere usata come via di scorrimento. Nel 2012 il Comune ha deliberato nuove regole per via Parauro, Dante nord, Miranese e Zinelli, dimenticandosi di noi, che pure avevamo posto le stesse criticità. Aspettiamo i 19 milioni di euro promessi dalla Regione per il Passante, ma poi il Comune è pronto a dotarsi di un piano della viabilità aggiornato alla situazione attuale?».

Il comitato chiede la riduzione del traffico di attraversamento, un portale contro il transito dei mezzi pensati, attraversamenti pedonali sicuri e una pista ciclabile degna del nome. Chiesti anche i dati relativi al transito giornaliero dei veicoli. Scaltenigo. Nei giorni scorsi i residenti hanno incontrato sindaco, assessori e il consigliere regionale Pd Bruno Pigozzo. La questione della sicurezza e delle opere mancanti nell’area sud di Mirano resta legata ai 19 milioni di euro per il Passante che la Regione ancora non ha stanziato, nonostante gli accordi. Il comitato Viabilità Sicura chiede da tempo la ciclabile su via Scaltenigo, per raggiungere Mirano, barriere antirumore e verde sul tracciato del Passante, ma anche la messa in sicurezza dell’incrocio di Ballò, alla “Madoneta” e la sistemazione del marciapiede lungo via Stazione. Riflettori puntati anche sui servizi delle frazioni: il comitato è tornato a lamentare la chiusura dell’ufficio postale di Scaltenigo.

Filippo De Gaspari

 

Il caso dell’azienda del gruppo Armani è solamente la punta dell’iceberg

Cgil: «Licenziati sempre alla soglia dei tre anni». D’Anna: «Ragazzi scoraggiati»

DOLO – Oltre 1500 lavoratori precari hanno perso il lavoro nel 2014 nell’area della Riviera del Brenta e del Miranese di questi, quasi un terzo a ridosso del rinnovo del contratto oltre il terzo anno consecutivo. A spiegarlo sono i sindacati e l’ex assessore al lavoro provinciale Paolino D’Anna che fino al 31 dicembre 2014 ha seguito innumerevoli vertenze.

Le situazioni più pesanti nel comprensorio dei 17 comuni dell’area sono nel settore del commercio, del metalmeccanico edilizia e calzaturiero. L’ultimo caso proprio in Riviera del Brenta a Fossò è stato quello della G. A operations (del gruppo Giorgio Armani) che ha scaricato 11 precari a causa di un calo degli ordinativi.

Ora in questa azienda i sindacati minacciano proteste. «Troppo spesso», spiega Michele Valentini della Fiom Cgil, «le aziende nel settore metalmeccanico assumono giovani e meno giovani promettendo loro dopo un periodo formativo di tre anni, di procedere con una assunzione a tempo indeterminato. Fatalità però, queste persone non vedono più rinnovato il loro contratto proprio alla scadenza dei tre anni, al traguardo dell’assunzione a tempo indeterminato».

Stessa situazione nel calzaturiero segmento economico forte per la Riviera e il Made in Italy. «Le aziende», spiega Riccardo Colletti segretario della Filctem Cgil, «anche del settore calzaturiero spesso purtroppo assumono più personale di quello dovuto in concomitanza con gli ordinativi che paiono buoni, per poi lasciare le persone a casa alla minima difficoltà del mercato».

Va male anche nel settore commerciale anche se commessi e cassieri già da anni, e prima della crisi, hanno spesso trovato posto con impieghi stagionali. «Le zone che più hanno risentito del fenomeno dei precari “usa e getta” sono quelle di Mira, Dolo Mirano, Martellago e Spinea», spiega l’ex assessore Paolino D’Anna, «cioè centri popolosi, in cui sono alla ricerca di lavoro ogni settimana migliaia di giovani, che così perdono ogni speranza e preferiscono emigrare all’estero dove comunque, le forme di impiego a livello contrattuale sono anche più flessibili di quelle italiane. Basti pensare a paesi come Australia, Inghilterra e Stati Uniti».

L’appello dei sindacati è chiaro. «Questa strategia dell’impiego usa e getta dei lavoratori per sfruttare il basso costo della manodopera», conclude Colletti, «è controproducente. In questo modo non si riusciranno mai a formare maestranze e professionalità che servono sempre più a prodotti certificati made in Italy».

Alessandro Abbadir

 

Un passaggio a livello rotto ha gettato nel caos la linea Mestre – Bassano

Macchinisti obbligati a procedere a passo d’uomo. Nove convogli interessati

NOALE – Non è stata una giornata facile ieri per il trasporto ferroviario sulla Venezia-Castelfranco-Bassano. Un guasto al mattino, avvenuto stavolta nel Trevigiano ed è la seconda volta che capita in meno di una settimana, e il forte vento del pomeriggio, hanno portato ad avere dei disagi per i pendolari. Se a questo ci aggiungiamo la pioggia mista neve e il freddo, il viaggio per i pendolari non è stato dei più facili.

Interessati nove convogli al mattino, anche nelle ore di punta, quelle di spostamento di lavoratori e studenti. Ritardi che sono oscillati attorno ai 15 minuti ma un regionale è arrivato a destinazione 32 minuti dopo il previsto, mentre un altro è stato fermato a Mestre anziché proseguire a Venezia e in terraferma ci è arrivato con 46 minuti di ritardo.

Due i convogli cancellati. Problema. Trenitalia informa che il guasto si è verificato ieri attorno alle 7 in zona Castello di Godego (Treviso), quando doveva transitare il treno 5702 da Venezia a Bassano. Il rallentamento è avvenuto poco prima di Cassola (Vicenza) e così è arrivato a Bassano alle 7.37 anziché alle 7.05. A ruota, ci sono stati disagi anche per le corse successive, vista l’assenza del secondo binario con i treni costretti a correre solo su uno e aspettare in stazione il passaggio dell’altro regionale. I treni 5706, da Venezia a Bassano delle 6.56, 5718 sempre sulla stessa tratta delle 9.56 e il 5721 da Bassano a Santa Lucia delle 10.25, hanno viaggiato con 14 minuti di ritardo. Disagi per chi è salito nella città vicentina sul regionale 5709 in partenza alle 7.25: non è andato a Venezia ma è stato fermato a Mestre, dov’è giunto 46 minuti oltre l’orario. Altri due regionali (5714 e 5717) sono rispettivamente partiti e arrivati a Mestre invece di Venezia. Neppure partiti i treni 5720 da Venezia a Castelfranco (ore 10.26) e 5727 viceversa delle 12.04.

Maltempo. Sembra finita ma alle 14.40 il forte vento ci ha messo lo zampino, con un albero pericolante a Piombino Dese (Padova). Quattro regionali sono stati limitati e altrettanti cancellati e sostituiti con degli autobus tra Castelfranco e Noale. Il precedente. Giusto una settimana fa era andato in tilt il passaggio a livello di via Casone a Cappelletta. Interessati 16 convogli, con due navette Mestre-Noale cancellate, sette avevano visto il tragitto ridursi e altrettanti erano arrivati in ritardo.

Alessandro Ragazzo

 

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