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«Il nuovo consiglio di amministrazione di Cav non dimentichi l’importanza delle barriere fonoassorbenti».

Il consigliere comunale di Spinea Mauro Armelao (Fratelli d’Italia), lancia un appello ai futuri componenti del Cda che saranno nominati giovedì 29: «Mi appello affinché siano maggiormente sensibili al tema ambientale e pensino di progettare delle barriere fonoassorbenti su tutto il tracciato».

Oltre alla questione del rumore e dell’inquinamento, secondo Armelao, installando su tutto il tracciato (esclusi i tratti in trincea) anche i pannelli solari, Cav potrebbe produrre abbastanza energia elettrica da alimentare l’illuminazione dello stesso passante, da distribuirne ai Comuni e soprattutto, a titolo gratuito, alle abitazioni private situate fino a 200 metri di distanza dal passante.

«In questo modo – aggiunge Armelao – potrebbero ricompensarli dal danno subito a causa del passaggio di questa autostrada e dalla perdita di non meno del 30% del valore commerciale delle loro abitazioni. Tanti residenti non sono stati risarciti perché più distanti di soli 60 metri dall’arteria autostradale».

E fa l’esempio del Comune di Oppeano, in provincia di Verona, dove le barriere riducono quasi a zero il rumore e catturano le polveri sottili prodotte dai gas di scarico.

(m.fus.)

 

SANITÀ

«Reparti trasferiti solo a lavori finiti»

Il direttore Gumirato risponde ai comitati: «Garantiremo qualità in un’ottica di integrazione»

PIANO DETTAGLIATO – La “slide” dell’Asl 13 con gli interventi previsti nell’area ospedaliera di Dolo

«Ecco come investiremo i 28 milioni di euro degli ospedali di Dolo, Mirano e Noale: la parola d’ordine è sicurezza». Il direttore generale dell’Asl 13 Gino Gumirato ha illustrato ieri il Piano degli investimenti triennale dell’Asl, pari a 28,12 milioni di euro, alla quale lo scorso 18 dicembre 2014 la Commissione regionale per l’investimento in Tecnologia ed edilizia (Crite) ha dato il via libera. Oggi a disposizione ci sono già 19,56 milioni di euro, 9,36 dei quali già finanziati dalla Regione e 10,20 autofinanziati dall’Asl stessa.

«L’investimento che ha approvato la Regione dimostra che questa Asl, seppur limitrofa a due realtà importanti come Padova e Venezia – ha sottolineato Gumirato – con i suoi ospedali e i suoi servizi è un’Azienda che mantiene la sua centralità per un territorio vasto e complesso. In questo modo garantiremo qualità e sicurezza ai nostri cittadini, in un’ottica di integrazione efficiente e rivolta al futuro».

Il direttore ha illustrato ospedale per ospedale le varie tempistiche e priorità. «Le schede ospedaliere prevedono il trasferimento di alcuni reparti – ha spiegato Gumirato. – Il trasferimento di Chirurgia, Ortopedia e Urologia da Dolo a Mirano, la Neurologia e l’Oncologia da Mirano a Dolo e poi la lungodegenza da Noale a Dolo con l’aggiunta di 25 posti letto di riabilitazione e la Dialisi da Noale a Mirano. Ma per procedere a questi trasferimenti dovremmo prima aver attuato il piano degli investimenti triennale ed aver concluso i lavori previsti».

Tutto il piano, che non è vincolato da alcuna alienazione degli immobili da dismettere è incentrato sulla messa in sicurezza antisismica degli ospedali e Dolo, con un monoblocco da sei piani che oggi ospita anche Pronto Soccorso, Ortopedia, Ginecologie Ostetrica è il punto più debole.

«Non voglio che accada quanto successo a Modena nel 2012 – afferma Gumirato – che alla seconda scossa di terremoto dovemmo chiudere tre ospedali su quattro mentre pazienti e feriti furono trasferiti in un ospedale da campo della Protezione Civile».

 

IL PROGETTO PER DOLO

Sicurezza, interventi antisismici anche nel vecchio monoblocco

DOLO – Il Piano triennale prevede investimenti a Dolo per 14,2 milioni di euro con realizzazione di un nuovo mini monoblocco da 2000 metri quadrati collocato nell’area dell’ex Pronto Soccorso.

«Il primo step riguarda, entro il 2015, la messa in sicurezza dell’ospedale ed in particolare del vecchio monoblocco – ha affermato Gumirato. – Nell’ingresso sud verranno create due nuove sale operatorie antisismiche (che si aggiungono alle sei esistenti), collegate da nuovi ascensori di sicurezza a tutti i reparti. Ciò consentirà la continuità assoluta di servizio durante i lavori previsti in tutto il complesso (messa in sicurezza di impianti, scale antincendio e ascensori, che oggi sono in parte promiscui). Quest’anno inizieranno le procedure, e speriamo anche l’avvio dei lavori, del nuovo monoblocco da due piani, un piano da 1000 mq per il nuovo Pronto Soccorso e il secondo piano per la piastra radiologica. Non si stratta di un “prefabbricato” come ha detto qualcuno – ha evidenziato Gumirato – ma di una struttura altamente tecnologica, realizzata con materiali antisismici ma di semplice e veloce realizzazione».

Nel piano di investimenti si prevede la sistemazione dell’ingresso sud del vecchio monoblocco, con la creazione di un punto informativo, di una sala d’attesa e della nuova accettazione del Day Hospital Oncologico. Previsto anche l’ampliamento della sala d’attesa del Centro Unico di Prenotazione. Il Punto Prelievi verrà spostato presso il nuovo Cup, vicino all’ingresso di via Arino, da piazza Mercato.

L.Gia.

 

A MIRANO – Nuova centrale di sterilizzazione e trasferimento della Dialisi

All’ospedale di Mirano verrà trasferita la Dialisi di Noale e verrà realizzata una nuova centrale di sterilizzazione. «Gli investimenti complessivi per l’ospedale di Mirano, che ha comunque un monoblocco a due piani e non a sei come Dolo e di più recente costruzione – ha spiegato Gumirato – ammontano a 8,2 milioni di euro».

Oltre al trasferimento della Dialisi da Noale a Mirano, presso il De Carlo2, e la realizzazione della nuova centrale di sterilizzazione, vicina e collegata al De Carlo 1, verranno spostati vicino al Pronto soccorso la mensa, gli ambulatori dell’ex Mariutto e altri servizi. Verranno liberati gli spazi dell’attuale farmacia poiché tutti i servizi legati al farmaco sono stati esternalizzati mentre verranno effettuate opere di parziale messa in sicurezza antisismica e antincendio, tra cui lo spostamento dell’attuale centro prelievi.

«Confermata nel 2015 la disdetta dei contratti di affitto con il Mariutto – ha sottolineato Gumirato – che ci permetteranno di risparmiare oltre 1,5 milioni di costi per gli affitti. Acquisiremo la parte di Ostetricia di cui l’Asl 13 non è proprietaria e la camera mortuaria verrà trasferita nell’area ospedaliera».

(L.Gia.)

 

A NOALE – Arriva l’area direzionale dell’Asl 13 ma altre strutture verranno vendute

Nell’ospedale di Noale il piano di investimenti triennale prevede lavori per 5,7 milioni di euro. «Innanzitutto entro la fine del 2015, al massimo nei primi mesi del 2016 – ha spiegato il direttore generale dell’Asl 13 – l’obiettivo primario è il completamento del quarto piano del monoblocco, sul quale andremo a intervenire anche al terzo piano secondo tre fasi programmate». Con l’abbandono degli edifici del “Mariutto” a Mirano gli uffici amministrativi e l’area direzionale dell’intera Asl 13 verranno trasferiti nel monoblocco di Noale.

Analogo destino anche per altri uffici che attualmente sono dislocati in 12 sedi periferiche attorno all’area ospedaliera di Dolo, e troveranno posto sempre a Noale. «Fermo restando che il piano di investimenti dell’Asl 13 non ha tenuto in alcun conto le alienazioni previste – ha sottolineato Gumirato – a Noale le strutture da dismettere sono molte, dall’ex casa di riposo, disponibile già da ora, agli edifici Ferrante e Fassina, di ben sei piani, che andranno venduti».

(L.Gia.)

 

Gumirato, direttore generale dell’Asl 13, illustra tutti gli interventi che interesseranno i tre nosocomi

I maggiori investimenti riguarderanno Dolo (14 milioni), a ruota Mirano (8 milioni) e Noale (6 milioni)

DOLO – Un piano di investimenti triennale pari a 28,12 milioni di euro per la messa in sicurezza e l’ammodernamento degli ospedali di Dolo, Mirano e Noale. A presentarlo ieri è stato Gino Gumirato, direttore generale dell’Asl 13. I maggiori investimenti saranno a Dolo con 14,2 milioni, seguito da Mirano con 8,2 milioni e Noale con 5,7 milioni.

«Si tratta di interventi strutturali e sulle tecnologie di straordinaria rilevanza””, ha spiegato Gumirato, “”in questo momento c’è la disponibilità di 19,56 milioni di euro suddivisi in 9,36 milioni già finanziati dalla Regione e di 10,2 milioni autofinanziati dall’Asl 13 merito degli utili avuti in questi anni. Ulteriori 8,56 milioni dovranno essere finanziati nel biennio 2016-2017».

Partirà subito l’iter per i primi lavori dopo il via libera a dicembre della Commissione regionale per l’investimento in tecnologia ed edilizia (Crite) e della giunta regionale.

A Dolo è prevista la costruzione di un nuovo monoblocco da 2 mila metri quadri su due piani per il nuovo pronto soccorso e la radiologia che aumenteranno del 35 per cento la loro estensione rispetto all’attuale. Inoltre sarà realizzata una struttura antisismica di 400 metri quadri dove saranno ospitate due nuove sale operatorie oltre ad essere previste opere di sicurezza quali scale ed ascensori antincendio e sistemazione impianti.

A Mirano ci sarà la costruzione della nuova centrale di sterilizzazione e la ristrutturazione di un edificio di 3 mila quadri da destinare ad area ambulatoriale e servizi.

A Noale infine si partirà con la ristrutturazione del terzo e quarto piano del monoblocco.

«A Dolo le opere di sicurezza saranno progettare e realizzate entro il 2015», precisa Gumirato, «avvieremo le procedure per il nuovo pronto soccorso e la radiologia con l’obiettivo di firmare il contratto entro fine 2015. A Mirano il nuovo plesso di sterilizzazione è immediatamente praticabile mentre contiamo di iniziare entro il 2015 la ristrutturazione complessa. A Noale i lavori del terzo e quarto piano dovrebbero essere ultimati per l’inizio del 2016».

Completati i lavori, partirà il trasferimento dei reparti: da Dolo a Mirano (chirurgia, ortopedia e urologia), da Mirano a Dolo (neurologia, oncologia, 25 posti letto di riabilitazione intensiva e ci sarà la nuova chirurgia day week surgery), da Noale a Mirano (lungodegenza e dialisi) mentre Noale (sede amministrativa e direzionale).

Il piano prevede altri interventi.

A Dolo il rifacimento dell’ingresso sud del monoblocco con la creazione di un punto informativo, di una sala d’attesa e della nuova accettazione del day hospital oncologico. Verrà ampliata la sala d’attesa del Cup, sarà spostato il punto prelievi e ci sarà la ristrutturazione di un edificio da adibire a poliambulatorio.

Anche a Mirano sono previste opere di messa in sicurezza antisismica e antincendio, oltre allo spostamento del centro prelievi e dell’obitorio.

Giacomo Piran

 

Nuova Venezia – Spinea “Grazie ai cittadini ricicloni”

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24

gen

2015

L’assessore all’ambiente Busatta sottolinea i meriti della gente

SPINEA «Spinea riciclona? Il merito è dei cittadini». Così la vicesindaco e assessore all’ambiente Stefania Busatta commenta il primo posto della città nella classifica per la raccolta differenziata. Nel 2014 Spinea sfiora l’80% di rifiuto da riciclare e guarda tutti dall’alto, confermandosi regina di tutto il bacino provinciale gestito da Veritas.

«Merito dei nuovi cassonetti a calotta», spiega la stessa Veritas. «Merito soprattutto degli spinetensi», precisa Busatta. «Un risultato eccezionale», commenta la vicesindaco, «ottenuto grazie a cittadini attenti e sensibili alle tematiche ambientali e al percorso intrapreso con l’attivazione dei cassonetti a calotta, la raccolta domiciliare degli ingombranti, l’ampio orario dell’ecocentro, la presenza mensile degli ecomobili nei quartieri e i progetti di educazione e comunicazione ambientale. L’obiettivo deve essere ora la riduzione della produzione di rifiuti e anche per questo in aprile replicheremo, tra le altre iniziative, il mercatino del riuso e del baratto».

Entrando nel dettaglio, lo scorso anno a Spinea sono stati richiesti dalla cittadinanza ben 278 interventi degli ispettori ambientali, effettuate 447 azioni di informazione ed educazione all’utenza, ben 31 sono stati i verbali (7 a persone provenienti da fuori comune), per un totale di circa 5.167 euro di sanzioni, nella maggior parte dei casi per abbandono di rifiuti fuori dalla campana. Busatta ha però ricordato anche il ruolo dei volontari impegnati nel controllo delle isole ecologiche e nel segnalare ogni tipo di anomalia.

(f.d.g.)

 

Ecco i dati ufficiali Veritas. Al secondo posto Martellago, poi Scorzè

Bene anche la Riviera del Brenta. Ultima Venezia che però sta migliorando

SPINEA – La zona del Miranese campione di riciclo: nel 2014 tre comuni del comprensorio occupano il podio della classifica di Veritas sulla raccolta differenziata.

La regina è Spinea, che ha fatto registrare il 79,52% di rifiuti e materiali raccolti, smaltiti in maniera separata e poi riciclati. Seguono, nell’ordine, Martellago (79,09%) e Scorzè (78,20%). Tutti e tre i comuni devono il loro ottimo risultato alla recente introduzione della raccolta del secco in cassonetti a calotta, ovvero quelli apribili solo con la chiave personale.

Ma il trend positivo riguarda tutto il territorio dove Veritas gestisce il servizio di raccolta dei rifiuti: la percentuale complessiva è infatti passata dal 58,34% del 2013 al 62,91% del 2014.

Provincia. Giù dal podio si distingue la Riviera del Brenta: Campagna Lupia ha ottenuto lo scorso anno il 77,83% di differenziata ed è il primo dei comuni con sistema di raccolta porta a porta, quindi con pagamento a corrispettivo.

Seguono Campolongo Maggiore (72,65%) e Camponogara (76,12%), anch’essi con sistema porta a porta.

Allargando il raggio d’azione, bene Cavallino-Treporti (68,71%, con porta a porta), poi Cavarzere (68,49%), che opera un sistema misto: porta a porta e cassonetti.

Chioggia registra il 62,29%, sempre con sistema misto, Dolo il 63,92%, Fiesso d’Artico il 69,38%, Fossò il 78,17%.

Il resto della classifica vede Marcon (72,23%), Meolo (77,90%), Mira (59,13%), Mirano (75,42%,), Mogliano (72,61%), Noale (76,90%), Pianiga (76,21%), Quarto d’Altino (72,71%), Salzano (73,29%), San Donà di Piave (77,33%), Santa Maria di Sala (76,10%), Stra (69,93%), Venezia (51,05%). Fanalino di coda è Vigonovo con il 65,34%.

Venezia. Nel Comune di Venezia superata dunque la soglia fatidica del 50%. Pur lontano dai primi, il capoluogo è in sensibile miglioramento, avendo registrato solo un anno prima il 43,17% di differenziata.

In particolare, Venezia, Murano e Burano hanno raggiunto il 25,96% ma sono Pellestrina e Lido (dove da circa un anno sono stati collocati i cassonetti a calotta) a fare registrare la migliore performance, passando dal 28,21% del 2013 al 54,96 dell’anno scorso.

Mestre. Anche Mestre è in crescita (64,20%), trascinata da Mestre-Carpenedo (58,93%, dal 46,22% del 2013), ultima municipalità in ordine di tempo a utilizzare i cassonetti per il secco a calotta. Restano invece stabili, ma comunque su buone percentuali, Chirignago-Zelarino (74,28%), Marghera (66,53%) e Favaro (65,64%).

Filippo De Gaspari

 

Gazzettino – Spinea vince lo scudetto dei rifiuti

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23

gen

2015

DATI DI VERITAS – Riciclato correttamente più del 70 per cento dei rifiuti

Non è certo una rivelazione sul podio veneziano della raccolta differenziata. Questa volta però Spinea batte tutti e si piazza al primo posto conquistando la medaglia d’oro di Veritas. Gli spinetensi nel 2014 hanno raccolto, smaltito correttamente e riciclato il 79,52% dei rifiuti.

Ovviamente soddisfatta l’assessora all’ambiente Stefania Busatta: «L’eccezionale risultato è merito di una cittadinanza attenta e sensibile alle tematiche ambientali e al percorso intrapreso negli ultimi anni: con l’attivazione dei cassonetti a calotta, la raccolta domiciliare degli ingombranti, l’aumento degli orari di apertura dell’ecocentro, la presenza mensile degli ecomobili nei quartieri e la continua educazione e comunicazione ambientale rivolta a tutta la cittadinanza». In un anno sono state organizzate venti serate informative a cui partecipavano anche diverse centinaia di persone e alcuni eventi specifici, tra i quali quello per il riuso e il riciclo.

Il nuovo sistema con i cassonetti a calotta, invece, è stato avviato nel 2011, prima nel perimetro e poi in tutto il territorio, per dare il tempo ai cittadini di abituarsi ed evitare l’abbandono o la migrazione dei rifiuti. Quest’anno invece non sono mancate le sanzioni degli ispettori ambientali Veritas impegnati in attività di controllo, chiamati a informare, controllare ed eventualmente multare chi non rispetta le regole del decoro urbano e il corretto conferimento dei rifiuti.

Ecco i dati principali del servizio svolto nel 2014 a Spinea. Circa 400 sono le ore di controlli effettuati. Sono stati inoltre richiesti dalla cittadinanza ben 278 interventi. Sono state effettuate 447 azioni di informazione ed educazione all’utenza, con 31 verbali staccati di cui 7 a persone provenienti da fuori Comune, per un totale di oltre 5mila euro di sanzioni. Nella maggior parte dei casi si tratta di abbandono di rifiuti fuori dalla campana.

«Il Comune si è attivato facendo un’ampia campagna di informazione e sensibilizzazione – conclude l’assessora – e qualsiasi segnalazione viene raccolta non solo sul sito istituzionale e dall’ufficio ambiente, ma anche attraverso i social network. In tutto questo un ruolo insostituibile lo hanno i volontari che ogni giorno donano il loro tempo alla città. Il prossimo obiettivo sarà produrre meno rifiuti».

Melody Fusaro

 

Il coordinamento dei cittadini polemico con la commissione regionale

«Un errore sostenere il piano di gestione dell’Asl 13 proposto da Gumirato»

DOLO «Il nostro coordinamento non abbasserà la guardia, forte del sostegno dei cittadini e di molte realtà associative».

Lo sostiene Emilio Zen, portavoce del Coordinamento per la tutela dell’ospedale di Dolo, che interviene dopo che la commissione regionale Sanità ha espresso apprezzamento per l’attuale gestione dell’azienda sanitaria Asl 13 e per i piani di messa a norma e adeguamento strutturale previsti per l’ospedale di Dolo.

La commissione giovedì scorso aveva ascoltato in audizione Gino Gumirato, direttore generale dell’Asl 13.

Il comitato chiede invece la modifica delle schede ospedaliere, la sospensione dell’atto aziendale, che Dolo rimanga ospedale per acuti e che vengano bloccati i trasferimenti di reparti previsti dall’Asl 13.

«Che delusione», scrive Emilio Zen, «anche la Commissione Sanità, che speravamo essere severo e obiettivo organismo di indirizzo e proposta per eque politiche sanitarie, ha espresso parere favorevole sull’atto aziendale della direzione generale dell’Asl 13 che dà concretezza alle schede ospedaliere, e sul progetto che imposta in modo diverso e ridotto la risposta alle urgenze e l’organizzazione complessiva dell’ospedale di Dolo. Il consigliere Pietrangelo Pettenò ha espresso parere critico, il consigliere Bruno Pigozzo ha espresso riserve, ma alla fine il risultato è stato avvilente».

Zen punta il dito sulle differenti decisioni prese in questi mesi dagli organi regionali.

«Giunta e commissione Sanità», prosegue il portavoce del coordinamento, «hanno avvallato ciò che il Consiglio Regionale all’unanimità il 16 dicembre aveva sospeso. Che opinione potranno avere i cittadini di questa politica? Forse lo diranno le urne di maggio».

Emilio Zen traccia poi il futuro dell’ospedale di Dolo.

«Il Pronto soccorso», precisa, «sarà ricompreso in una struttura prefabbricata assieme a Radiologia, Ambulatori e Sala Operatoria, il tutto funzionale alla Chirurgia in “week surgery” funzionante solo in orario giornaliero, dal lunedì al venerdì. I reparti di area chirurgica attualmente collocati nel monoblocco sud saranno trasferiti a Mirano». Viene quindi lanciato un appello ai sindaci della Riviera del Brenta che negli scorsi mesi, attraverso l’approvazione di un ordine del giorno, avevano chiesto la sospensione dell’atto aziendale. «Invitiamo sindaci della Riviera», conclude Emilio Zen, «se preoccupati per il graduale declino del nosocomio dolese, a far sentire la loro voce».

Giacomo Piran

 

Gazzettino – Mirano. Gli irriducibili di via Desman.

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17

gen

2015

Quando sono scesi per la prima volta in strada, giurarono che erano disposti a manifestare anche ogni giorno fino a Pasqua.
Era il 17 novembre e molti pensavano che quel tipo di protesta potesse evaporare con le prime nebbie e con il freddo invernale.

Due mesi dopo i residenti di via Desman sono ancora in strada: sono passati sessanta giorni ma il gruppo continua a riunirsi ogni mattina per chiedere maggiore sicurezza sulla provinciale 33, quella che collega Mirano e Borgoricco attraversando Zianigo, Veternigo e Sant’Angelo.

Prima si sono rivolti ai sindaci di Mirano e Santa Maria di Sala, poi hanno scritto alla presidente della Provincia Zaccariotto e al governatore Zaia, nel mentre hanno manifestato pure davanti al municipio, in consiglio comunale e alla tappa elettorale di Alessandra Moretti come candidata del Pd alla presidenza della Regione.

Una quindicina di persone si dà sempre appuntamento alle sette e mezza del mattino, anche se le macchine sfrecciano e il gelo si fa sentire.

Pedalano indossando i giubbini catarifrangenti sul ciglio della strada, proprio per dimostrarne la pericolosità. «Alcuni automobilisti si infastidiscono, molti capiscono e ci sostengono», confida il portavoce Marino Dalle Fratte.

I residenti di via Desman non mollano e ieri hanno scritto anche ai consiglieri d’opposizione miranesi e salesi: «Vi chiediamo un coinvolgimento per affrontare questi problemi legati alla sicurezza. Per molti è difficoltoso anche solo uscire di casa».

La prima richiesta, quella di una pista ciclabile, è caduta nel vuoto: da preventivo il progetto costerebbe 3,2 milioni, un bando regionale ne poteva mettere a disposizione 1,8 ma né i Comuni né la Provincia avevano la possibilità di completare il finanziamento.

Ora si fa dunque pressante una seconda richiesta, più semplice e meno onerosa: ridurre a 60 chilometri orari il limite di velocità e prevedere controlli serrati con autovelox.

«Fino a quando non vedremo i cartelli installati e i limiti rispettati – garantisce Dalle Fratte – noi rimarremo in strada».

 

DOLO – Il direttore generale dell’Asl 13 ha illustrato i piani in commissione regionale

Chirurgia funzionerà 5 giorni su 7, per il polo di Noale ipotesi di accordo coi privati

SANITÀ – Gumirato: «Investimenti focalizzati su Dolo»

Il direttore generale dell’Asl 13, Gumirato, ha confermato che gli investimenti saranno focalizzati sul nosocomio di Dolo. Dei 28 milioni necessari, tuttavia, solo 9 risultano disponibili.

Pettenò (Fsv): «La Giunta regionale deve rivedere la riorganizzazione»

Per quest’anno non ci saranno cambiamenti sostanziali ai servizi offerti dall’Asl 13, ma intanto inizieranno i primi interventi di ristrutturazione previsti dal programma. Questo in sintesi è quanto emerso dall’audizione del direttore generale dell’Azienda sanitaria, Gino Gumirato, in 5. Commissione.

Gumirato ha confermato il piano degli investimenti che saranno principalmente focalizzati sull’ospedale di Dolo. Dei 28 milioni di euro necessari, tuttavia, solo 9 risultano al momento disponibili. La Chirurgia dolese, dal 2015, dovrebbe passare in regime di funzionalità per 5 giorni su 7 per 24 ore. Quando all’ospedale di Mirano ed alla Cardiochirurgia vi è un impegno da parte del presidente della 5. Commissione Leonardo Padrin di sottoporre all’assessore Coletto l’ipotesi di un Dipartimento interraziendale di cardiochirurgia fra Asl 13 e Asl 12, sul modello di quanto già avviene per Otorinolaringoiatria.

Infine per quanto riguarda l’Ospedale di comunità di Noale, il direttore generale ha ribadito che secondo lui è antieconomico e dovrebbe essere affidato ai privati. Il presidente Padrin si è impegnato di comunicare all’assessore Coletto quanto emerso e le testimonianze degli amministratori locali ma anche dei comitati.

Sull’audizione Francesco Piccolo ha osservato. «Con gli interventi previsti, Dolo nei prossimi tre anni sarà un cantiere aperto e potrà recuperare quella rilevanza sia sul piano dei servizi che della qualità che negli ultimi tempi sembra fortemente compromessa. Vi sono i margini perché possano essere rivisti i piani aziendali per Chirurgia».

Bruno Pigozzo ha aggiunto: «Il presupposto principale è che non si arrivi alla specializzazione degli ospedali di Dolo e Mirano mentre ritengo sia preferibile il modello integrato che dal punto di vista economico e dei servizi, come avvenuto sinora, è più adeguato alle esigenze della popolazione. Serve anche ad un cospicuo investimento di risorse economiche».

Pietrangelo Pettenò di F.S.V: «L’audizione non ha aiutato a far luce sul futuro dell’Azienda, l’unica cosa certa è la trasformazione della Chirurgia di Dolo in ’week-surgery’ e l’allocazione dei 40 posti letto dell’ospedale di comunità di Noale in una struttura privata. Rimango convinto che la Giunta regionale debba rivedere la riorganizzazione dell’Asl 13, con il mantenimento dei posti letto dell’ospedale di comunità di Noale e della chirurgia a Dolo, come deciso all’unanimità dal Consiglio regionale del 16 dicembre scorso».

 

Sanità

DOLO – Apprezzamento per la gestione dell’Asl 13 e per i progetti previsti per l’ospedale di Dolo. A dirlo è una nota della quinta commissione regionale Sanità che ieri pomeriggio ha incontrato Gino Gumirato, direttore generale dell’Asl 13.

L’organo consiliare, presieduto da Leonardo Padrin, ha inoltre valutato positivamente le esperienze d’integrazione già in essere, come Cardiochirurgia e Orl, auspicandone l’estensione mentre in merito ai 40 posti di ospedale di comunità previsti a Noale «invita il direttore generale a fare un approfondimento sull’effettiva convenienza della loro ubicazione in sede pubblica o in struttura accreditata».

Riserve sono state espresse da Bruno Pigozzo (Pd): «Ho ricordato le due mozioni approvate dal consiglio regionale sull’atto aziendale dell’Asl 13 e sulla collocazione dei 40 posti di ospedale di comunità in struttura pubblica. Tenendo conto che le risorse disponibili per gli interventi strutturali sono nove milioni sui 28 totali e che andranno prioritariamente a Dolo, ciò significa che per tutto il 2015 non sarà effettuato alcun spostamento di reparti. La chirurgia di Dolo rimarrà così com’è e sarà avviato il dipartimento di Cardiochirurgia. Su questi punti la giunta regionale dovrà emanare direttive coerenti con l’indirizzo dato dal consiglio».

Critico Pietrangelo Pettenò (Federazione della Sinistra). «L’audizione non ha aiutato a far luce sul futuro dell’Asl 13. L’unica cosa certa è la trasformazione della chirurgia di Dolo in week-surgery, e che i 40 posti letto dell’ospedale di comunità di Noale finiranno in una struttura privata. Rimango della convinzione che la giunta regionale debba rivedere la riorganizzazione dell’Asl 13».

Giacomo Piran

 

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