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Da domani a Mirano e a Dolo l’Asl 13 terrà stand informativi sui due reparti

I sanitari: l’85% degli arrivi sono codici bianchi e verdi, basta il medico di famiglia

MIRANO – Quante volte si è andati in Pronto soccorso e poi si è dovuto aspettare per lasciare spazio alle emergenze? Gli esperti fanno notare come spesso capiti di rivolgersi a questo servizio d’emergenza in ospedale quando basterebbe fare un colpo di telefono al medico di famiglia, alla Guardia medica o, in caso di bambini piccoli, al pediatra. E ne trarrebbero benefici tutti, anche perché negli ospedali ci si concentrerebbe di più sui pazienti con casi urgenti da affrontare.

Da domani prende il via la “Settimana nazionale del Pronto soccorso”, con i medici dell’Asl 13 che saranno in piazza a Mirano prima e a Dolo poi. L’iniziativa è promossa dalla Società italiana medicina d’emergenza-urgenza (Simeu), composta dai medici e dagli infermieri impegnati in questo reparto, in collaborazione con Cittadinanzattiva.

L’obiettivo è incontrare i cittadini per raccontare le fasi delle emergenze e ascoltare le loro richieste. Così domani dalle 8 alle 13 in piazza Martiri a Mirano, per altro giorno di mercato, e venerdì, stessa ora, davanti al Comune di Dolo, gli specialisti spiegheranno anche il corretto uso del Pronto soccorso, quando è meglio rivolgersi qualora il medico di famiglia non riuscisse a risolvere il problema.

I cittadini troveranno pure un’ambulanza attrezzata, un gazebo dove sarà proiettato un filmato e saranno distribuiti degli opuscoli educativi. Qui potranno fare tutte le domande e farsi suggerire come comportarsi in caso di necessità.

In un anno, nei reparti d’urgenza ed emergenza dei due ospedali del comprensorio, arrivano circa 80 mila persone, di cui 10 mila sono ricoverati; inoltre ci sono 50 mila consulenze ma solo 11 mila casi presentano situazioni gravi, ovvero da codice rosso o giallo. Infatti il primo è riservato a quei pazienti considerati critici, che hanno compromesso una o più funzioni vitali, mentre nel secondo si potrebbero avere dei peggioramenti. E questi, nella scala delle gerarchie, sono in testa.

Per l’Asl 13, infatti, l’85 per cento degli arrivi (80 mila) sono fatti dai cosiddetti codici bianchi e verdi, dunque non emergenze, mentre i rossi sono lo 0,81 per cento. Su questi numeri e sull’informare la gente vuole lavorare l’azienda sanitaria, per cercare di ridurre proprio queste ultime categorie. Chi è considerato più grave ha la precedenza e il codice di chi è al Pronto soccorso può cambiare durante l’attesa.

Mercoledì e giovedì saranno diffusi dei questionari nei due reparti di Pronto soccorso degli ospedali di Mirano e di Dolo.

Alessandro Ragazzo

 

Dolo

Questionario del Tribunale del malato

DOLO – In occasione della “Settimana del Pronto soccorso” i volontari dell’associazione Tribunale del malato della Riviera saranno presenti martedì e giovedì nei Pronto soccorso di Dolo e Mirano per sottoporre dei questionari ai pazienti e ai familiari.

«Il monitoraggio civico», scrive Sandra Boscolo, presidente Tribunale del malato della Riviera, «verte sulle caratteristiche strutturali e organizzative del Pronto soccorso e sull’attenzione prestata ai pazienti cosi come sui flussi di gestione e dati. Questi ultimi saranno estrapolati dai medici del Pronto soccorso. Il significato della partnership con il Tribunale del malato sottolinea che i professionisti sanitari della Società italiana della medicina dell’emergenza-urgenza sono a fianco dei pazienti nell’impegno per un sistema sanitario pubblico efficiente».

Venerdì è prevista un’altra iniziativa: «Porteremo del materiale di arredo per i bambini di Pediatria di Dolo», prosegue Sandra Boscolo, «acquistato grazie a una donazione dell’avvocato Silvia Sorrentino che ha destinato il compenso di una causa».

Giacomo Piran

 

ULSS 13 – Domani incontro a Mirano

MIRANO – «Troppi codici bianchi e codici verdi: bisogna rivolgersi al pronto soccorso solamente per quei problemi urgenti che non possono essere risolti dal medico di famiglia, dal pediatra o dalla guardia medica».

Rischio congestionamento per le sale d’attesa di Mirano e Dolo: l’Ulss 13 lancia una nuova campagna informativa portando medici e infermieri in piazza per spiegare il corretto uso del pronto soccorso.

In occasione della Settimana nazionale del Pronto soccorso ci saranno due incontri pubblici: domani dalle 8 alle 13 in piazza Martiri a Mirano e venerdì 22 sempre alla stessa ora in via Cairoli di fronte al municipio di Dolo. Saranno allestiti dei punti di incontro con un’ambulanza attrezzata, un gazebo per la proiezione di video e la distribuzione di opuscoli educativi.

Mercoledì e giovedì, inoltre, un rappresentante di “Cittadinanzattiva” diffonderà questionari nei due ospedali.

L’Ulss 13 fa sapere che in un anno nei due poli sono arrivati circa 80mila pazienti: 50mila le consulenze richieste ai reparti, 10mila i ricoveri.

Solo 11mila sono quelli con codice giallo e rosso, e le percentuali parlano chiaro: l’85% degli accessi sono codici bianchi e verdi, i codici rossi sono solamente lo 0,8 percento. Dalle statistiche emerge che il numero dei pazienti ricoverati cresce proporzionalmente all’aumentare dell’età: si va da un 13-16% di ricoveri di persone tra i 50 e i 60 anni a un 27-29% di ricoveri di persone sopra i 90 anni. I reparti di maggiore destinazione sono le Medicine e le Geriatrie, che da sole assorbono quasi il 47% di tutti i ricoveri. Capitolo consulenze: al primo posto Cardiologia con quasi cinquemila prestazioni, seguito da Ortopedia con poco più di quattromila esami e Neurologia con circa duemila.

(g.pip.)

 

SANITÀ

Oltre 14 milioni per il “sociale”, 565mila euro in più rispetto all’anno scorso. Ulss e Comuni uniscono le forze per finanziare i servizi destinati alle fasce deboli della popolazione.

«Niente crisi per il sociale, continueremo ad offrire servizi efficienti e di qualità», assicura l’Ulss 13 diffondendo una nota firmata dal direttore dei servizi sociali Michele Maglio: «Non è giusto che i più deboli paghino momenti di difficoltà come quelli che ci vengono imposti da questo lungo periodo di austerità, e tanto meno che si creino famiglie di serie B. I più deboli vanno aiutati».

La Conferenza dei sindaci ha approvato il Bilancio sociale 2015 dell’Ulss 13 che conta sul budget messo a disposizione dall’Ulss (6 milioni), dai 17 Comuni di Riviera e Miranese (nel complesso circa 7 milioni) e dalla Regione (un milione). Alla disabilità toccano ben 10 milioni, di cui cinque rivolti ai Centri diurni.

Poco più di un milione viene rivolto alle Comunità alloggio, quasi due al servizio di Integrazione sociale e nido. Circa 500mila euro andranno alle borse di studio del servizio di integrazione lavorativo per disabili e psichiatrici, il servizio trasporto riceve 800mila euro e i centri estivi 55mila. Per l’area della salute mentale sono previsti circa due milioni. Per i minori in difficoltà sono previsti un milione e 357mila euro, mentre all’area Immigrati toccano circa 80mila euro: in questo caso la cifra stanziata sarà soprattutto per l’attività dei mediatori linguistico-culturali.

(g.pip.)

 

Gazzettino – Expo, il Miranese e’ gia’ pronto

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29

apr

2015

MIRANO – Informazioni in più lingue e mappa dei percorsi ciclistici. I sindaci: «Lavoro d’assieme»

I sette Comuni hanno scelto il marchio “terra dei Tiepolo” e stanno per stampare una guida turistica

Una guida turistica, un’applicazione per i cellulari e, soprattutto, una ricca serie di eventi nei sette Comuni. Il Miranese presenta ufficialmente il proprio progetto turistico legato all’Expo e, per l’occasione, lancia anche il proprio marchio. L’intero comprensorio si chiamerà “Terra dei Tiepolo”, per rendere omaggio alla storica famiglia di pittori e al grande patrimonio artistico lasciato da Giambattista e dal figlio Giandomenico.

«Ci sarà anche una mostra apposita. In questo modo intendiamo identificare turisticamente quest’area, l’Expo sarà solo il punto di partenza», sostiene Roberto Gallorini, presidente delle Pro loco del Decumano. Il progetto si chiama “I colori del gusto nella Terra dei Tiepolo” ed è stato illustrato ieri mattina in Villa XXV Aprile a Mirano. Il coordinatore Giovanni Scapin punta forte sulla nuova guida del Miranese: «È una pubblicazione tascabile che permetterà di scoprire cultura, tradizioni ed eventi dei sette Comuni. Sarà accompagnata da una mappa con i percorsi cicloturistici, sarà distribuita in più lingue e visualizzabile anche tramite smartphone».

I sindaci di Mirano e Santa Maria di Sala, Maria Rosa Pavanello e Nicola Fragomeni, sottolineano il lavoro di gruppo: «La grande forza di questo progetto è quello di aver messo assieme tutto il territorio».

Lo step successivo sarà avviare un concreto legame turistico anche con la Riviera del Brenta.

Il piatto forte è quello degli eventi: si parte il 21 maggio con un appuntamento in Villa Farsetti a Santa Maria di Sala legato al Giro d’Italia, poi otto serate di una rassegna agroalimentare: il 28 maggio “Cena a dieci mani con l’asparago e il biso” a Villa Conestabile di Scorzé, il 19 giugno “Cena con i Tiepolo” in corte Errera a Mirano, il 17 luglio “A tavola in villa” a Villa Farsetti di Santa Maria di Sala, il 29 luglio ancora “Cena a dieci mani” alla Crosarona di Scorzé, il 4 settembre “I colori del cibo” al parco di Villa Simion di Spinea, il 18 settembre “A tavola in corte” alle Tre Lune di Noale, il 9 ottobre “A tavola con il Rosso di Treviso” a Cà della Nave di Martellago e infine il 19 ottobre “La zucca in Filanda” a Salzano.

Gabriele Pipia

 

SALZANO – Un biglietto unico per integrare i trasporti in treno, in autobus e in vaporetto. Un accordo tra Regione, Actv e Trenitalia per prevedere biglietti e abbonamenti cumulativi, sulla scia degli esperimenti positivi già adottati in molte altre zone d’Italia.

È questa l’altra grande richiesta che arriva dai pendolari, stufi di dover pagare due volte anziché una. «Quando un treno viene soppresso molti decidono di prendere un bus – racconta uno studente di Spinea -. Paghiamo già l’abbonamento del treno, ma in quel caso siamo costretti a anche a comprare un biglietto del bus. Questo non è giusto».

Anche il sindaco di Salzano Alessandro Quaresimin punta forte su questa soluzione: «Si parla tanto di città metropolitana, un biglietto unico integrato sarebbe un ragionamento corretto in quest’ottica».

Sulla stessa linea Bruno Pigozzo: «La Regione deve incentivare l’aggregazione tra i vari gestori del trasporto pubblico. Con un biglietto unico per treno, autobus e vaporetto si potrebbe risparmiare nettamente sulla burocrazia per poi tornare ad investire sul servizio».

In Regione l’ipotesi è stata valutata più volte, ma ai vari studi non ha ancora fatto seguito un passo concreto.

(g.pip.)

 

SALZANO  «Binario da raddoppiare tra Maerne e Noale»

“Un bus in piu’? Solo pagando”

La protesta del sindaco: «Actv non ha i fondi e li chiede al Comune»

C’è chi chiede un treno in più per poter rientrare la sera da Venezia e chi invoca un autobus per raggiungere l’ospedale di Dolo. I lavoratori della domenica si lamentano per la carenza di convogli nei giorni festivi, gli studenti descrivono invece pullman stracolmi su cui è difficile perfino salire. I problemi del trasporto pubblico nel Miranese sono tanti e sono sempre molto sentiti, e ogni tema è stato affrontato giovedì sera alla Filanda di Salzano in un’assemblea che ha visto intervenire il sindaco Alessandro Quaresimin, il consigliere regionale Bruno Pigozzo, il sindacalista Cgil Ilario Simonaggio ed Elena Guida in rappresentanza del comitato di pendolari.

Si è parlato sia del servizio Actv sia di quello Trenitalia, partendo sempre da una considerazione di Pigozzo: «In Veneto l’ultimo Piano complessivo dei trasporti risale al 1990. Sono passati 25 anni».

Per quanto riguarda gli autobus Salzano è sicuramente il Comune più penalizzato del Miranese, essendo il meno collegato con Venezia.

«Qui il servizio Actv si sta spegnendo un po’ alla volta – ha detto Quaresimin -. Alla domenica praticamente non ci sono più bus, ma anche le corse scolastiche sono insufficienti rispetto all’utenza. Un altro problema è che non ci sono mezzi diretti all’ospedale di Dolo, e Actv con noi è stata chiara: una corsa aggiuntiva si può prevedere, autisti e mezzi sono a disposizione. Ma loro non hanno disponibilità economiche, la corsa dovremmo pagarla noi. Sì, con quali soldi?».

Il sindaco ha parlato poi del problema-treni: «Il nuovo orario cadenzato ha comportato molti problemi, sulla Bassano-Venezia la situazione è scoraggiante: il nostro parcheggio ferroviario era sempre pieno, ora è mezzo vuoto perché molti scelgono altre stazioni o si muovono in auto».

Elena Guida entra nel merito: «Mancano corse al mattino presto e alla sera, per operai o commesse che lavorano a Venezia è un problema serio. Nei festivi ci sono meno treni, come fanno tutti quelli che lavorano a Venezia nel weekend?».

L’altra grande richiesta è il raddoppio di binario almeno tra Maerne e Noale: «È indispensabile per consentire una maggior fluidità di traffico ferroviario. Se ne parla da anni, manca la volontà politica regionale», sbotta Quaresimin.

Simonaggio chiama in causa Renato Chisso, arrestato per lo scandalo-Mose: «Per anni abbiamo avuto un assessore regionale interessato soprattutto a strade ed autostrade, piuttosto che alla mobilità su treno. Questo è il risultato».

Gabriele Pipia

 

MIRA – Una mozione con voto unanime del consiglio comunale per pretendere dalla Regione risposte chiare sul futuro del distretto sanitario la cui realizzazione sarebbe dovuta partire a inizio aprile. Questa la decisione del parlamentino cittadino che giovedì sera ha affrontato anche la questione del trasferimento dei servizi sanitari dal Poliambulatorio di Oriago a Dolo e Camponogara.

Il sindaco ha dichiarato che il trasferimento a Camponogara dei Servizi specialistici ospitati nel Poliambulatorio di Oriago «si è reso necessario per l’assenza di requisiti di sicurezza nella struttura ormai vetusta. Un trasferimento comunque temporaneo fino alla realizzazione del nuovo distretto. A proposito del quale sono rimaste finora senza risposta le richieste e le sollecitazioni alla Regione per un nuovo incontro che possa mettere in moto l’ter per la sua realizzazione».

Sulla questione il Consiglio ha quindi votato all’unanimità, una mozione che impegna il sindaco e la giunta «perché si attivino con sollecitudine presso gli organi competenti per pretendere risposte adeguate ai fini di definire una nuova tempistica del cronoprogramma e garantire ai cittadini di Mira la realizzazione del distretto».

Il Consiglio ha chiesto inoltre che la mozione sia trasmessa ai candidati consiglieri alle prossime elezioni regionali espressione del territorio dell’Asl 13, e anche ai candidati presidenti.

(a.ab.)

 

Noale. Quaranta posti letto. Pigozzo: «Il Pd è stato coerente»

NOALE «Abbiamo solo agito con quanto deciso dal Consiglio e agli indirizzi programmatori del parlamento veneto. Anzi, finora è stata la giunta regionale a non dare una risposta coerente. La dignità delle istituzioni e il valore dei politici si misurano su questo».

Risponde così il consigliere Pd di Ferro-Fini Bruno Pigozzo intervenendo sulle polemiche del trasferimento dei 40 posti dell’ospedale di comunità dalla nuova casa di riposo al vecchio Pier Fortunato Calvi. Pigozzo è stato uno dei promotori dell’emendamento alla legge di stabilità, poi votato in modo trasversale, che ha sollevato una marea di discussioni nella città dei Tempesta, tanto che i dirigenti della casa di riposo hanno intenzione di andare per vie legali perché si sentono danneggiati. Il servizio sarebbe dovuto partire il prossimo primo maggio ma, almeno per ora, tutto salta. E per il direttore generale dell’Asl 13 Gino Gumirato, se si dovesse ripartire da zero, si perderanno altri anni. Pigozzo non si sente sul banco degli imputati e spiega i motivi della sua decisione.

«Il 17 aprile 2012» spiega «il Consiglio noalese ha approvato all’unanimità il progetto di ospedale di comunità dentro l’ospedale. Con i colleghi di Ferro Fini ci siamo impegnati a inserire tutto questo nel programma regionale. Così è stato scritto nelle schede approvate nel 2013. La Regione, tra i criteri per l’attivazione, stabilisce che tali posti letto siano istituiti in via prioritaria in strutture pubbliche».

(a.rag.)

 

MIRANO – L’Ulss 13 conferma: «Figura rara, ma ci stiamo attivando»

L’ATTACCO «Fasce deboli senza aiuti»

LA PROTESTA – Al Centro di salute mentale si lamenta la carenza di specialisti

AZIENDA SANITARIA «Siamo pronti ad assumere ma ce ne sono pochi»

«Gli psichiatri? Una razza in via di estinzione». La battuta circola tra i corridoi dell’ospedale di Mirano, dove questa importante figura professionale è sempre più carente. Gli psichiatri continuano a diminuire, i famigliari dei pazienti sono preoccupati e l’Ulss 13 conferma le difficoltà: «Cerchiamo psichiatri e siamo pronti ad assumerli». Il problema riguarda moltissime Ulss anche fuori regione: gli psichiatri sono sempre meno, manca evidentemente un ricambio generazionale e i vari Dipartimenti di salute mentale sono costretti agli straordinari per far fronte all’alto numero di pazienti.

È proprio ciò che sta succedendo nell’area dell’Ulss 13. A sollevare il problema ci pensa il gruppo “Auto mutuo aiuto” che riunisce periodicamente a Spinea molti pazienti del Centro salute mentale di Mirano assieme ai loro famigliari. Si trovano per confrontarsi e per confortarsi, negli ultimi mesi si sono fatti più volte sentire lamentando la carenza di medici specialisti. Negli anni scorsi gli psichiatri in forza all’Ulss 13 erano 17, ora sempre meno.

«Mio figlio ha cambiato 4 psichiatri in pochi mesi – racconta una madre -. L’Ulss è sotto organico, il turnover è continuo e questo sicuramente non giova ai nostri ragazzi: nella cura di una persona con problemi mentali ci vuole continuità, per instaurare quel rapporto di confidenza e conoscenza».

L’Azienda sanitaria ben conosce il problema e assicura il massimo sforzo: «Il Dipartimento di salute mentale si è attivato da tempo e sta facendo tutto il possibile per arruolare sei nuovi medici per rimpolpare la squadra degli psichiatri che, di recente, si è ridotta nel numero per pensionamenti e malattia. La Direzione dell’Ulss 13 conta di procedere presto con sei assunzioni, le prime entro fine maggio».

Il primario Mauro Cibin ha contattato anche altre Ulss accertando che la difficoltà di trovare psichiatri non riguarda solo quest’area ma tutto il nord. Il gruppo di famigliari dei pazienti si è rivolto anche a due grandi associazioni che operano nel settore della salute mentale, Aitsam e Psiche2000, per chiedere sostegno.

Gabriele Pipia

 

NOALE – Quaranta posti-letto. La Cgil approva la scelta di puntare sull’Ospedale

NOALE – «Avevamo sempre contestato la scelta di attivare l’Ospedale di comunità nella casa di riposo privata di Noale. Ben venga la recente decisione del consiglio regionale». La casa di riposo “Santa Maria dei Battuti” annuncia azioni legali, intanto però la Cgil esprime grande soddisfazione per l’ultima decisione presa da Palazzo Ferro Fini. I 40 posti-letto dell’Ospedale di comunità (una struttura di ricovero intermedia tra l’ospedale per acuti e la degenza a domicilio) saranno dirottati nel complesso ospedaliero di Noale “Pier Fortunato Calvi” e non nella nuova struttura di via De Pol.

«Condividiamo la scelta del consiglio regionale – scrive la Cgil -. Abbiamo sempre sostenuto che la sede giusta era l’ospedale di Noale soprattutto perché pensiamo che un servizio così importante debba essere a gestione pubblica». All’ospedale di Noale arriveranno anche gli uffici direzionali dell’Ulss 13 attualmente collocati a Mirano: occuperanno gli spazi lasciati liberi dalla Lungodegenza che passerà a Dolo.

(g.pip.)

 

DOLO – Il 27,6% dei ragazzi di 15 anni dichiara di bere alcol almeno una volta alla settimana; il 5,2 ogni giorno e il 16 di essersi ubriacato due o più volte negli ultimi sei mesi. Questi i dati, relativi al territorio dell’Asl 13, dell’indagine Oms Europa – Università di Padova “Health Behaviour in School-aged Children” 2010.

A presentarli, in occasione del “Mese della prevenzione alcologica”, è il Settore per l’educazione e la promozione della salute dell’Asl 13 che da oltre 11 anni è impegnato con progetti di informazione e prevenzione. Tra i progetti interventi rivolti agli studenti delle elementari, delle medie, per giungere al progetto Mosaico, attivo in tutte le oltre 60 classi delle prime superiori con attività di prevenzione del tabacco e dell’alcol svolti in classe dai peer educators (studenti di terza preparati con appositi corsi).

Quest’anno, in collaborazione con le scuole superiori, la Polizia stradale di Mestre e avvalendosi della testimonianza di una donna rimasta paralizzata a 18 anni in seguito a un incidente automobilistico, il Seps organizza due incontri rivolti agli studenti delle classi quarte degli istituti superiori di Mirano e Dolo sul tema della sicurezza stradale legata all’assunzione dell’alcol. Gli incontri si terranno domani nell’auditorium di Mirano e martedì all’auditorium del Lazzari di Dolo, con la partecipazione del vincitore della “gara di aperitivo analcolico” tenutasi all’alberghiero “Musatti”.

(g.pir.)

 

Gazzettino – Ospedali, consulti piu’ facili

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17

apr

2015

SANITÀ – Firmato un accordo per mettere in rete gli specialisti di cardiologia

Le Asl di Riviera e Chioggia faranno “ponte” con Trieste e la Slovenia

Un ponte che collega le Ulss 13 e 14 con l’azienda sanitaria di Trieste e con cinque strutture slovene. Una rete per condividere le proprie eccellenze, per permettere ai medici di confrontarsi continuamente e soprattutto per consentire ai pazienti di essere monitorati sempre dai migliori specialisti. Se un paziente di Dolo avrà un raro problema cardiaco, ad esempio, i medici dell’Ulss 13 potranno inviare in tempo reale i video degli esami ai colleghi triestini per ottenere un ulteriore parere sulle tipologie di intervento. I protocolli di cura saranno uniformati, il dialogo sarà costante e permetterà alle varie Ulss di acquisire le competenze delle altre.

Il progetto è stato presentato ieri dall’ente “Geie Net Europe” e coinvolge le Ulss di Mirano-Dolo, Chioggia e Trieste, oltre alle strutture slovene di Isola, Capodistria, Jesenice, Sesana e Lubiana. I progetti avviati con finanziamenti europei sono due: “E-Surgerynet” (ambito chirurgico) e “E-Cardionet” (ambito cardiologico). Il primo è coordinato proprio dall’Ulss 13: «La collaborazione è nata per condividere informazioni ed esperienze utili a favorire protocolli standard in ogni ospedale, lo scopo è condividere le metodiche chirurgiche e anestesiologiche all’avanguardia. Il finanziamento ci ha consentito di acquistare tecnologie per le varie sale operatorie», spiega Mario Godina, primario della Chirurgia di Dolo.

«Il secondo progetto – spiega invece Franco Giada, responsabile della Cardiologia riabilitativa dell’Ulss 13 – prevede invece la creazione di una rete d’eccellenza cardiologica per condividere modelli clinici all’avanguardia per quanto riguarda il trattamento degli infarti con angioplastica, le cure agli scompensi cardiaci e lo sviluppo dell’attività cardiologica riabilitativa». Il dottor Roberto Valle, primario della Cardiologia di Chioggia, riassume il concetto di questa collaborazione: «Non tutti sanno tutto. Il consulto reciproco permetterà di discutere i casi complicati con i massimi esperti senza spostare il paziente».

Le immagini di coronarografie, elettrocardiogrammi e altri esami potranno dunque essere trasmesse e poi discusse collegialmente in un blog specifico tra i vari specialisti.

Gabriele Pipia

 

NOALE – La Casa di riposo contro la Regione: farà causa per i 40 posti letto

Posti letto, la casa di riposo fa causa

Il presidente Cazzaro: «La decisione del Consiglio ha vanificato un investimento di 4 milioni»

NOALE – Azioni legali dopo la decisione di privilegiare l’Ospedale

All’interno della casa di riposo “Santa Maria dei Battuti” il reparto sarebbe già pronto. Scintillante e nuovo di zecca, costato la bellezza di quattro milioni di euro. Il presidente Mauro Cazzaro indica con orgoglio la grandezza delle stanze, i servizi previsti per gli ospiti e le tecnologie d’assistenza più avanzate. Erano già stati selezionati anche 35 dipendenti, pronti ad entrare in servizio. «E invece niente, e invece è bastato un emendamento per rovesciare tutto. Un documento ha annullato un percorso di due anni».

Mauro Cazzaro non ha affatto digerito la scelta del consiglio regionale di destinare i 40 posti letto dell’Ospedale di comunità al vecchio plesso ospedaliero “Pier Fortunato Calvi” anziché alla sua casa di riposo, inaugurata due anni fa dalla società Relaxxi in via De Pol. Alla casa di riposo si sentono scippati e annunciano azioni legali: «Quei 40 posti letto ci erano già stati assegnati con moltissimi documenti – sbotta Cazzaro – e poi ci sono stati tolti inspiegabilmente e improvvisamente. Così si perdono quattro milioni e 35 posti di lavoro. Eravamo pronti per partire a maggio, Noale poteva inaugurare il primo Ospedale di comunità del Veneto. E invece questo reparto così grande e moderno rischia di restare inutilizzato». Cazzaro inizialmente dice di non voler fare polemica, ma la rabbia è tanta e allora la polemica diventa inevitabile: «L’ospedale di Noale è vecchio e obsoleto. Mancano anche le più basiche disposizioni antisismiche, ma la Regione prevede il solo investimento di una cifra ridicola come 20mila euro».

Il direttore della struttura, Battista Camporese, rincara la dose: «Siamo stati gravemente e ingiustamente danneggiati. Arriveremo alle azioni legali. Le parti politiche vengano a visitare questa struttura, siamo a livelli di assoluta eccellenza». Alla conferenza stampa di ieri mattina erano stati invitati anche sindaci, direzione dell’Ulss 13 e rappresentanti della Regione; non si è presentato nessuno e solamente Fabio Livieri, sindaco di Campagna Lupia ed ex presidente della Conferenza dei Sindaci dell’Ulss 13, ha diffuso una nota a sostegno della casa di riposo: «La scelta era stata presa all’unanimità da tutti i sindaci, avrebbe comportato una riduzione di tempo e di denaro».

 

LE TAPPE DELLA VICENDA – I sindaci indicarono la struttura privata

NOALE – L’ospedale di comunità è una struttura di ricovero intermedia tra l’ospedale per acuti e la degenza a domicilio. Le schede ospedaliere emanate dalla giunta Zaia indicano 40 posti letto per il territorio dell’Ulss 13. Il 18 giugno 2014 la Conferenza dei sindaci approvò all’unanimità la scelta della casa di riposo di Noale. Anche il Piano aziendale dell’Ulss 13 prevedeva questa collocazione, come dimostra un documento del 22 gennaio 2015. Ma non tutti erano favorevoli. A spingere per la scelta del vecchio ospedale c’era per esempio il sindaco di Noale Patrizia Andreotti, nel frattempo succeduta a Michele Celeghin: «Il Calvi ha tutti i requisiti necessari – spiegò la Andreotti -. Il nostro obiettivo è quello di valorizzarela nostra struttura pubblica». I consiglieri regionali Bruno Pigozzo (Pd) e Pietrangelo Pettenò (Sinistra) si sono fatti promotori dell’emendamento, poi approvato, con cui si chiedeva di scegliere il vecchio plesso.

(g.pip)

 

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