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DOLO – La denuncia di Cgil e Uil contro il nuovo appalto

DOLO – Sessantasei dipendenti, fra cui 5 autisti, a rischio di vedere pesantemente decurtato il loro già magro stipendio. È quanto rischia di accadere per i lavoratori del servizio ristorazione dell’Asl 13 dopo che la gara d’appalto è stata aggiudicata alla Dussmann Service di Milano che subentra alla Cir Food Sodexo.

Il nuovo appalto scatterà dal 1° dicembre ed avrà durata triennale per un valore complessivo di 9 milioni di euro ed ha indotto la nuova ditta a ridurre in media di quasi il 40% il lavoro settimanale dei dipendenti, con punte che sfiorano il 50%.

La cucina si trova a Dolo e produce pasti sia per i pazienti ed i dipendenti dei tre ospedali di Dolo, Mirano e Noale, ma anche per servizi esterni come quello del Ceod.

Lunedì si è svolta un’assemblea dei lavorati nella sede della Cgil di Dolo presenti Gianfranco Rizzetto, segretario provinciale della Filcams Cgil e Luigino Boscaro, segretario provinciale Uil Tucs. Rizzetto ha osservato: «Indubbiamente c’è stata una riduzione dei pasti per il minor numero di pazienti ed eravamo preparati ad una diminuzione delle ore, magari anche del 10%, così drastica non ce l’aspettavamo».

La maggior parte dei lavoratori è costituita da donne, alcune hanno fatto presente situazioni familiari disagevoli con marito disoccupato, quindi monoreddito, figli da mantenere e mutuo da pagare.

«Si tenga presente – ha aggiunto Rizzetto – che sono già tutte assunte con contratti part-time il che significa che ricevono stipendi medi fra le 600 e le 800 euro al mese».

I sindacalisti contano sul fatto che l’art. 14 del contratto obbliga, in caso di cambio di gestione, l’assunzione dei lavoratori e l’inquadramento nello stesso livello, ma la Dussmann ha replicato che ciò può avvenire solo se in cambio vengono licenziate 10 persone. I rappresentanti sindacali avranno un incontro alla Camera del Lavoro con i dirigenti generali per trovare una soluzione, altrimenti inizierà la mobilitazione.

Lino Perini

 

Il comitato “Anima critica” denuncia i rischi lungo la Noalese

SANTA MARIA DI SALA «Sarà che piove di più, ma i fossati chi li pulisce?». A chiederselo è Massimo Camporese, portavoce del comitato ambientalista “Anima Critica”, che pubblica le foto dello stato in cui versano i fossi lungo la Noalese, in località Tabina. «È diventata ormai una triste e spiacevole prassi quella di lasciare i fossati di raccolta e smaltimento dell’acqua piovana, ai margini di strade statali, in questo stato», denuncia Camporese, «è fin troppo chiaro, guardando la situazione, che le vie di fuga dell’acqua rappresentate dai vecchi fossi di laminazione ai bordi della strada sono ormai praticamente occlusi dalle erbacce infestanti e dalla sterpaglia che non permettono il regolare deposito e lo smaltimento delle acque».

Nei giorni scorsi il Comune, nella riunione di giunta che ha dato il via libera ad alcune opere idrauliche per risolvere la questione degli allagamenti a Caltana, ha anche deliberato la pulizia straordinaria di 14 fossi e canali di scolo del Salese, ostruiti e occlusi dal terreno di riporto.

Sulla regionale Noalese però la situazione non sembra diversa. «Assurdo lasciare ricoperte di terra e detriti vari anche le tubazioni di collegamento all’interno dei fossati», continua Camporese, «con il rischio concreto di allagamenti in caso di forti piogge. È necessario attuare tutte quelle politiche di prevenzione e manutenzione per evitare nuove criticità legate a una pessima gestione del rischio idrogeologico, rimuovendo quindi detriti, terra ed erbacce che occludono i fossati. Ricordiamo tra l’altro che la strada è molto trafficata, con molte abitazioni e attività commerciali e dovrebbe perciò essere dotata di tutti gli accorgimenti per smaltire le acque che non possono rimanere imbrigliate dall’incuria del tempo e dall’inadeguatezza delle manutenzioni».

Filippo De Gaspari

 

Gruppo di ciclisti hanno pedalato lungo la provinciale da Mirano a S. Maria di Sala

MIRANO – Una trentina di miranesi e salesi, perlopiù pensionati, in sella alla bicicletta per percorrere via Desman all’ora di punta. Si sono ritrovati ieri mattina, alcuni partendo da Zianigo e altri da Veternigo, prima alle 7.30 e poi nuovamente all’ora di pranzo. Lo scopo? Protestare contro le istituzioni e dimostrare che quella strada è troppo pericolosa per ciclisti e residenti. La strada in questione sarebbe la provinciale numero 33. Collega Mirano a Borgoricco passando per Santa Maria di Sala, ma chi vive in quelle case di campagna la considera troppo stretta per il traffico che sopporta e per la velocità delle auto.

«Chiediamo da tempo delle soluzioni ma siamo di fronte ad un costante scaricabarile – sbotta Marino Dalle Fratte di Zianigo, portavoce del comitato di via Desman -. In passato ci sono stati incidenti, anche gravissimi. La pista ciclabile è necessaria, ma il primo intervento che chiediamo è una limitazione della velocità: il limite di 90 all’ora è troppo alto, qui i residenti hanno paura anche di uscire di casa».

Molti chiedono anche l’istituzione di un senso unico, ma stravolgere la viabilità appare impossibile. I residenti di Zianigo e Santa Maria di Sala annunciano che nuovi presidi in sella alla bicicletta saranno organizzati oggi e nei prossimi giorni. Il comitato ha riportato le proprie istanze sul sito internet www.comunidelmiranese.org

 

Meteosantangelo.it ha rilevato 1683 millimetri, il doppio rispetto al 2011. E ci sono altri 44 giorni

SANTA MARIA DI SALA – Piove più che in passato, ma le opere sono le stesse di decenni fa. Quello che tutti sapevano, ora è suffragato dai dati. Amatoriali, ma pur sempre provenienti da strumentazioni professionali. La stazione Meteosantangelo.it a Sant’Angelo di Sala ha misurato 1683 millimetri di pioggia caduti quest’anno sul Salese. È il dato più elevato degli ultimi sette anni e crescerà ancora, visto che al 31 dicembre mancano ancora 44 giorni. Tanto per fare un paragone, lo scorso anno, considerato uno dei più piovosi, erano caduti 1373 millimetri di pioggia, già abbondantemente superati da questo 2014 così bagnato e sempre l’anno in corso ha addirittura già raddoppiato la quantità di pioggia scesa nel 2011, quando caddero 753 millimetri di pioggia. «Questo non può che trasformarsi in difficoltà di assorbimento per il territorio, che infatti molto spesso è andato in sofferenza quest’anno», spiega Adriano Zagagnin, uno dei fondatori di Meteosantangelo, «sicuramente ha influito l’estate anomala e così piovosa, fatto sta però che con simili precipitazioni tutte le opere costruite in periodi di quantitativi minori, vedi strettoie ai corsi d’acqua, tombamenti di fossi e cementificazioni varie, adesso si mostrano inadeguate ad assorbire tali quantità d’acqua».

L’analisi di Zagagnin è ben nota ai tecnici del consorzio di bonifica e del Comune, che infatti di recente hanno sottoscritto una convezione per rivedere le vecchie opere idrauliche e progettarne di nuove. Adeguare, insomma, il territorio ai nuovi quantitativi d’acqua in arrivo dal cielo e da monte dei canali. Venerdì la giunta ha dato il via libera alla convenzione, ora il consorzio si occuperà della progettazione esecutiva delle opere, che riguardano principalmente Caltana, il “catino” del Salese: due gli allagamenti in centro negli ultimi due mesi, altrettanti allarmi, per fortuna senza conseguenze. Il consorzio progetterà a monte di Caltana un bacino capace di contenere fino a 30 mila metri cubi di invaso. Riguarda il centro del paese invece la seconda opera: verrà aperto il vecchio “tombotto”, il vecchio tombinamento dello scolo Caltana, fatto negli anni in cui le portate erano minori, oggi ostruito e insufficiente. Verrà rifatto, con sezione 4 per 2, per far scorrere l’acqua senza restringimenti e a prova di detriti. Capace insomma di sopportare anche i quasi 1700 millimetri di pioggia come quelli caduti quest’anno. E oltre.

Filippo De Gaspari

 

manifestazione_ospedale_dolo_2014

Servizio TG RAI

Video sul WEB

FOTO

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Articolo de “La Nuova di Venezia e Mestre”

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Articolo del “Gazzettino”

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MANIFESTAZIONE

16 novembre 2014 – Manifestazione per l’Ospedale di Dolo

Protesta massiccia a Dolo contro schede e riorganizzazione dei reparti

Mille in corteo per l’ospedale

Massiccia partecipazione alla manifestazione, assenti i sindaci del centrodestra

Chiesto lo stop alla riorganizzazione dei reparti e alle schede, Regione nel mirino

DOLO “La salute è un diritto di tutti. Salvare il nostro ospedale è un dovere”. Così recitava lo striscione che ha aperto la manifestazione di ieri mattina per la salvaguardia e il potenziamento dell’ospedale di Dolo. Al corteo hanno partecipato oltre mille persone: cittadini, rappresentanti politici, sindacali, di federazioni di categoria, comitati e associazioni. In testa, sindaci e amministratori dei Comuni della Riviera che però erano “solo” in sei (Dolo, Mira, Campolongo, Camponogara, Fossò e Stra), assenti Campagna Lupia, Fiesso, Pianiga e Vigonovo, amministrati dal centrodestra. Dal Foro Boario i manifestanti hanno percorso il centro intonando slogan in difesa dell’ospedale.

Lo Squero ha ospitato gli interventi. Walter Mescalchin del comitato “Bruno Marcato” ha criticato gli assenti. «Se qualche sindaco ha preferito non esserci, è lui che è di parte. Non siamo d’accordo con il sindaco Livieri perché le schede vanno modificate e non attuate, come pure va modificato l’atto aziendale. Non vogliamo la divisione netta tra area medica e area chirurgica, no a spostamenti di reparti a Mirano e no all’affidamento a privati dei posti letto delle strutture intermedie. Dolo e Mirano devono essere ospedali di rete per acuti».

Alessandro Campalto, presidente della conferenza dei sindaci della Riviera: «I sindaci non hanno mai condiviso il modello imposto dalla Regione per la nostra Asl. Un anno fa eravamo qui perché non condividevamo le schede, ora chiediamo di fermare un atto di riorganizzazione la cui reale fattibilità lascia molti dubbi». Arriva poi una frecciata alla Regione. «Dal 2009 c’è un programma di ammodernamento delle strutture ospedaliere per 40 milioni di euro. Sono passati cinque anni, ben venga che oggi qualcuno si sia mosso per richiedere queste risorse, ma dove è stato fino a questo momento? Chiediamo un impegno concreto della politica, come quello avuto per l’Asl 10».

Giacomo Piran

 

Gazzettino – Dolo. Mille al corteo per salvare l’ospedale.

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17

nov

2014

“La salute è un diritto di tutti, salvare il nostro ospedale un dovere” è lo slogan che ha aperto il corteo

DOLO Successo del corteo promosso per bloccare l’attuazione delle schede sanitarie

In mille per l’ospedale

Toccata e fuga della sindaca Gottardo: «Ora ci sono i soldi»

Si è sfiorato il migliaio di persone, in un corteo che si è snodato lungo tutto il centro. In testa uno striscione con la scritta “La salute è un diritto di tutti, salvare il nostro ospedale un dovere”.

Baciata dal sole la manifestazione in difesa dell’ospedale ha richiamato esponenti politici, associazioni, comitati, sigle sindacali. La sindaca dolese Maddalena Gottardo si è subito assentata per motivi familiari, ha commentato le dichiarazioni della Lega nord: «Mi fa piacere scoprire che ora ci sono i soldi in Regione. Da un anno è stato presentato un progetto dal direttore generale Gumirato, che appoggio in pieno, ed aspetta ancora risposta».

Primi a sfilare i sindaci Menin, Maniero, Boscaro, Cacciavillani, il vice dolese Zilio ed il presidente della conferenza Campalto, poi i consiglieri regionali Piccolo, Pigozzo e Pettenò. A coordinare Emilio Zen che ogni tanto lanciava lo slogan: «La storia illustre del nostro ospedale farà cambiare la scelta regionale». Tutto tranquillo per le forze dell’ordine agli ordini di Alberto Baratto per la polizia locale e del tenente Gabriele Favero per i Carabinieri.

Allo Squero gli interventi. Dopo il vicesindaco Zilio, Walter Mescalchin del Comitato Bruno Marcato ha osservato: «Portiamo avanti quanto votato ed approvato in tutti i Consigli comunali del territorio. Chiediamo il blocco delle schede ospedaliere e la modifica del piano aziendale».

Interventi anche dei consiglieri regionali Bruno Pigozzo e Francesco Piccolo. Il primo ha evidenziato: «Non è vero che saranno stanziati i finanziamenti perché questa è una commissione tecnica». Piccolo ha aggiunto: «La quinta commissione è interessata ad ascoltare la delegazione dei sindaci. Intanto è importante bloccare l’attuazione delle schede ospedaliere». Molto incisivo l’intervento del sindaco Campalto: «La nostra Asl è virtuosa da anni. Questo cosa ha comportato? Che i fondi destinati all’Asl 13, 25 milioni, sono stati girati dalla Regione altrove. Il danno e la beffa».

 

RAI TGR – Dolo. In difesa degli ospedali.

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16

nov

2014

 

Il sindaco Fragomeni preoccupato: «Nuova pioggia e i canali sono al limite»

Già due allagamenti negli ultimi due mesi ma per i lavori si deve attendere il 2015

SANTA MARIA DI SALA – Sindaco preoccupato per la nuova ondata di maltempo attesa per oggi: dopo gli allagamenti di giovedì mattina a Caltana, ieri Nicola Fragomeni ha convocato la giunta per adottare provvedimenti urgenti ed evitare il ripetersi di episodi simili a quello che l’altro giorno ha mandato per l’ennesima volta sott’acqua un parte del territorio. Per oggi e domani le previsioni non annunciano nulla di buono: per mezzo comune, in particolare Caltana, ma anche parte di Caselle e Sant’Angelo, significa fare gli scongiuri. Previsto un fine settimana di pioggia battente e Scirocco teso sulla costa. Per ben due volte negli ultimi due mesi questo ha significato solo una cosa: allagamenti.

Il sindaco non è tranquillo e per la prima volta ha coinvolto nella gestione di una possibile nuova emergenza anche cittadini volontari, come i gestori della stazione amatoriale Meteosantangelo.it. «Sono preoccupato per l’evolversi del maltempo in questi giorni», ha detto Fragomeni nell’unica giornata di sole di questa tormentata settimana, «seguiremo con attenzione l’evolversi della situazione e informeremo costantemente i cittadini. La situazione più critica pare essere tra sabato sera e domenica mattina. Naturalmente dobbiamo vedere dove si posizioneranno le precipitazioni, ma non possiamo sempre stare a guardare».

Anche per questo motivo ieri la giunta, spinta anche dagli ultimi eventi, ha dato il via libera alla convezione con il consorzio di bonifica Acque Risorgive, che sblocca due progetti per evitare futuri allagamenti a Caltana. Uno riguarda la realizzazione di un bacino di invaso a monte del paese, in grado di raccogliere le acque al posto del “catino naturale” del centro abitato. L’altro, il rifacimento del cosiddetto “tombotto”, la condotta idraulica che attraversa il centro, portando le acque dello scolo Caltana dalla zona del mobilificio Calzavara a dopo l’asilo: verrà riaperto e rifatto, eliminando le ostruzioni create negli anni. Prima ancora si darà il via alla pulizia straordinaria di 14 tra scoli e fossati del territorio. «Si tratta di lavori importanti», ha detto l’assessore ai Lavori pubblici Fabio Semenzato, «che era importante sbloccare e che contiamo di veder realizzati al più presto, già nel 2015». Ma come sempre per i lavori pubblici, viste lungaggini in casi analoghi, nessuno può giurare sui tempi. L’unica cosa certa è che sono di un’urgenza davvero spaventosa. Intanto però Santa Maria di Sala si prepara a vivere un nuovo weekend di apprensione.

Filippo De Gaspari

 

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