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DOMENICA A DOLO

DOLO – Una manifestazione per dare un segnale forte alla Regione e alla direzione generale dell’Asl 13, e per ribadire la necessità di salvaguardare e potenziare l’ospedale di Dolo e l’Asl 13. Su questo si fonda la manifestazione pubblica, promossa dai sindaci della Riviera, che si svolgerà domenica dalle 10 a Dolo.

«L’iniziativa», spiega Alessandro Campalto, sindaco di Campolongo, «serve per ribadire le richieste dell’ordine del giorno della conferenza dei sindaci. L’Asl 13 deve essere organizzata come un ospedale di rete per acuti su due poli, Dolo e Mirano, ed entrambi devono avere funzioni chirurgiche e mediche. Chiediamo il blocco dell’atto aziendale e una chiarezza sulle strutture intermedie come gli ospedali di comunità».

Campalto parla poi dell’Asl 13 e dell’ospedale di Dolo. «Salvaguardare Dolo», sostiene, «significa salvaguardare anche Mirano e l’Asl 13 che deve ottenere finanziamenti per potenziare i servizi. Nel 2013 Dolo ha ricevuto 10 milioni di euro, che dovevano essere utilizzati per il pronto soccorso e per le ristrutturazioni, ma ne sono stati usati solo 2,4 milioni. Ci chiediamo perché non è stato previsto l’investimento anche della rimanenza».

Giacomo Piran

 

Domenica la manifestazione pubblica, solo Livieri sarebbe intenzionato a disertare l’appuntamento

DOLO – Una manifestazione unitaria ed apolitica per salvare principalmente l’Asl 13 e in particolare l’ospedale di Dolo dal depotenziamento in atto, perchè torni ad essere il funzionale riferimento per i 130mila abitanti della Riviera del Brenta. Questo sintesi quanto emerso dalla presentazione della manifestazione che si terrà domenica mattina nel centro di Dolo con partenza alle 10 dal Foro Boario, davanti al vecchio ingresso dell’ospedale e che poi proseguirà lungo le vie cittadine sino a concludersi in Piazza Cantiere, sotto lo Squero. Gli organizzatori confidano nella clemenza del tempo, in caso di pioggia il corteo sarà deviato al cinema Italia.

In testa al corteo i sindaci rivieraschi compatti, solo Livieri di Campagna Lupia non sembra voler aderire, ma anche consiglieri regionali come Pigozzo, Pettenò e Piccolo che hanno presentato mozioni in Regione, sigle sindacali, comitati, movimenti e associazioni compreso “La Forza dei Noalesi” a testimonianza che l’evento è sentito in tutto il territorio. A presentarlo il sindaco Alessandro Campalto di Campolongo, Maddalena Gottardo con il vice Giuliano Zilio di Dolo, Federica Boscaro di Fossò ed il vicesindaco di Camponogara Massimiliano Mazzetto assieme al coordinatore dell’evento Emilio Zen. Sono intervenuti anche, Walter Mescalchin e Francesco Sacco del Comitato Bruno Marcato e Renato Morandina.

Lino Perini

 

Gazzettino – I sindaci in Regione per i disagi dei pendolari

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14

nov

2014

TRASPORTI

SALZANO – «Non chiederemo cose mirabolanti, ma protesteremo contro i continui disagi provocati da ritardi e cancellazioni. Ci accontenteremmo di avere ogni giorno almeno i treni segnati sul tabellone». È con questo spirito che oggi i sindaci e i referenti dei pendolari del Miranese incontreranno un dirigente regionale e un referente di Trenitalia.

L’appuntamento è per le ore 9 nella sede veneziana della Regione a Palazzo Linetti in calle Priuli. Tutti i sindaci dei Comuni interessati dalla linea ferroviaria Bassano-Venezia (quella che passa per le stazioni di Noale, Salzano, Maerne, Spinea e Mestre) sono stati infatti convocati dalla Regione e avranno l’opportunità di portare con loro anche i referenti dei comitati locali. Tra incidenti al passaggio a livello, guasti tecnici e malattie di capo-treno o macchinista, nel Miranese è stato un ottobre da incubo. Nelle ultime due settimane la situazione è migliorata, ma i pendolari vogliono garanzie soprattutto in vista del nuovo orario che dovrebbe entrare in vigore a dicembre.

(g.pip.)

DOLO – Rinviate le udienze penali del Giudice di pace di Dolo del 17 e 24 novembre, anche se l’ufficio chiuderà il 25. Ad annunciarlo, due documenti firmati dall’avvocato Tiziana Cristante, giudice di pace coordinatore di Dolo. «Visto il decreto ministeriale con cui è soppresso l’ufficio del Giudice di pace di Dolo accorpandolo a Venezia», si legge, «ritenuto che l’ufficio di Dolo cesserà di funzionare alla data di entrata in vigore del decreto, ovvero il quindicesimo giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, per tale motivo, dispone il rinvio dell’udienza».

L’udienza del 17 novembre è stata rinviata al 16 febbraio,quella del 24 novembre al 16 marzo. Le udienze si terranno a Venezia. Questi rinvii seguono quello di lunedì scorso dovuto alla mancanza a Dolo del pubblico ministero e dei fascicoli dei procedimenti. S

ulla chiusura del Giudice di pace di Dolo interviene Stefano Marrone, avvocato penalista di Dolo. «È assurdo», spiega, «che Dolo e tutta la Riviera restino per un mese senza giustizia penale. Rinvii di nove mesi dei procedimenti penali possono portare alla prescrizione del reato a danno delle persone offese. Questo anche grazie ad amministrazioni incapaci di gestire la questione giustizia».

(g.pir.)

 

Gazzettino – Veritas, la ribellione dei Comuni

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12

nov

2014

LA RIVOLTA DEI COMUNI

IL CASO – La misura serve a Venezia per fare cassa. Contrari, tra gli altri, Mira, Scorzè e Spinea

Stop bipartisan alla proposta di distribuire fra i soci utili per 10 milioni: «Piuttosto abbassate le tariffe»

LA PROPOSTA «Quei 10 milioni vanno utilizzati per abbattere i costi delle tariffe»

I primi cittadini di Quarto, Mira, Spinea, Scorzè e Marcon sul fronte del “no” alla distribuzione degli utili come vorrebbe invece Ca’ Farsetti

Altolà dei sindaci a Veritas: i dividendi non vanno spartiti

Doveva essere una normale riunione del comitato di coordinamento di Veritas. A sorpresa però è rispuntata la proposta indesiderata, quella che già in primavera sindaci e amministratori dei 46 Comuni serviti dall’azienda (Venezia esclusa) erano riusciti a schivare. I tecnici del capoluogo hanno chiesto nuovamente la distribuzione degli utili: in tutto 10 milioni di euro da dividere in base alle quote di proprietà. Un’operazione che frutterebbe alle casse del Comune di Venezia, che ha più del 50% delle azioni di Veritas, più di 5 milioni di euro. Tra i sindaci però è subito esplosa la protesta ed è partita una richiesta di incontro con il commissario Vittorio Zappalorto.

«Una proposta scandalosa – attacca il sindaco di Scorzè, Giovan Battista Mestriner – Non chiedono di distribuire solo quelli di quest’anno ma la metà degli utili degli ultimi 7 anni. E, successivamente, propongono di emettere un prestito obbligazionario. Il Comune di Venezia, quindi, vuole mettere a posto il proprio bilancio indebitando Veritas che è di tutti. Un’operazione che infrange le illusioni di quei sindaci del territorio che, negli ultimi 2 anni, hanno cianciato sulla città metropolitana».

Anche la sindaca di Quarto d’Altino, Silvia Conte, da sempre sostenitrice della Città metropolitana, tira in ballo il nuovo ente: «Non è una buona premessa in questa prospettiva – dice Conte – In primavera Venezia aveva accettato la volontà degli altri sindaci di non distribuire utili, per tenerli a favore degli investimenti e di tariffe più basse. Chiederemo un incontro al commissario di Venezia, perché è evidente che si tratta di una scelta ragionieristica».

Secco no anche da Spinea: «Lo scopo di Veritas non è quello di distribuire utili – dice il sindaco Silvano Checchin – ma di avere un ritorno da utilizzare in investimenti, per migliorare il servizio o ridurre le tariffe».

E anche da Marcon: «Anch’io propendo per un’attenzione diversa – aggiunge il sindaco Andrea Follini – bisogna guardare alle famiglie e alle imprese. O andiamo a ridurre le tariffe o a impegnare gli utili in investimenti che possano avere un ritorno pubblico».

Ora la scelta spetta al commissario ma più di qualcuno teme che (a differenza dell’ultima volta, quando i rappresentanti del Comune di Venezia si erano astenuti) in occasione della prossima assemblea Zappalorto chieda di far valere la propria maggioranza.

«Mira potrebbe beneficiare di mezzo milione di euro e anche a noi farebbe comodo una cifra simile in questo momento – commenta Alvise Maniero, sindaco di Mira – ma questo è un approccio sbagliato nei confronti dei cittadini di tutta la provincia».

Melody Fusaro

 

Gazzettino – Dolo. Giudice di pace, addio per sempre

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12

nov

2014

DOLO – Dopo il caos giudice di pace “soppresso”

DOLO – Un decreto del Ministero della Giustizia sancisce la chiusura dell’Ufficio

Gottardo: «Inutili i nostri sforzi». Zatta: «Si dovevano sostenere le spese»

L’Ufficio del Giudice di Pace di Dolo chiude definitivamente. Dopo il rinvio delle udienze penali di lunedì, sconcerto fra avvocati e personale per il Decreto del Ministero della Giustizia che sancisce in via definitiva la chiusura dell’Ufficio nonostante tutti si attendessero una proroga di qualche mese. Il decreto entra in vigore il quindicesimo giorno dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, presumibilmente già entro fine mese tutta l’attività dell’Ufficio sarà trasferita nella sede di Venezia. Di fatto a Dolo non ci si farà più nulla, c’è giusto il tempo di inscatolare gli ultimi fascicoli e spedirli a Venezia. Con la chiusura cesseranno di operare il giudice Tiziana Cristante ed i due dipendenti, uno andrà a Venezia mentre l’altro, in comando dal Comune di Stra, farà distacco alla sede di appartenenza.

Il sindaco Maddalena Gottardo è delusa. «Con profondo rammarico apprendiamo la decisione di chiudere l’Ufficio. Come Comune avevamo fornito la disponibilità a continuare a mettere a titolo gratuito i locali e sostenere le spese di funzionamento per le spese di pulizia, riscaldamento ed altro. Contavamo nella collaborazione per quanto riguardava le spese del personale. In questo ultimo anno il comune si è addossato spese non indifferenti per riscaldamento e pulizia del Tribunale dove saltuariamente si svolgevano le udienze, è stata la dimostrazione di quanto tenevamo al mantenimento dell’Ufficio».

Amarezza e delusione anche per il presidente della Camera degli avvocati della Riviera del Brenta Michele Zatta che considerava certa la permanenza in funzione dell’Ufficio almeno per qualche altro mese. «Purtroppo il decreto ha recepito quanto a suo tempo deciso. Resta il rammarico che gli amministratori locali non hanno capito l’importanza e la necessità del mantenimento dell’Ufficio. Ci fosse stato l’impegno di sostenere le spese del personale, come avevamo auspicato, l’Ufficio non avrebbe chiuso. A fronte di tutto, comunque, si poteva e doveva evitare il disguido ed i disagi avvenuti lunedì con il rinvio delle udienze penali».

 

I comitati e i sindaci chiamano a raccolta i residenti dopo il via libera del Cipe

Doppia manifestazione a Mestre mentre i Comuni tentano di organizzarsi

MIRA – l Cipe approva la Romea Commerciale e in Riviera è un coro di no da da parte di singoli cittadini, sindaci, comitati e associazioni che si sono sempre battuti contro quello che viene considerato un mostro di cemento in grado di aumentare traffico e inquinamento dell’aria. Il problema principale è quello dell’innesto in A4. A questo punto si dovrà capire se l’opera si collegherà con Roncoduro o andrà fino a Villabona a Marghera.

Il Comitato Opzione Zero organizza una doppia manifestazione di protesta che si terrà venerdì prossimo a Mestre. «Grazie alla norma introdotta apposta dal ministro Lupi nel famigerato decreto per superare lo stop della Corte dei Conti», spiegano per Opzione Zero il presidente Mattia Donadel e le portavoci Rebecca Rovoletto e Lisa Causin, «il Cipe ha dato via libera al progetto preliminare “regalando” 1,8 miliardi alla Gefip Holding di Vito Bonsignore per un’opera disastrosa che andrà ad incrementare il debito pubblico per almeno altri 10 miliardi di euro. Più volte i comitati e le associazioni ambientaliste hanno dimostrato, che l’opera è pericolosa e letteralmente insostenibile sotto tutti i punti di vista».

Da qui e immediate mobilitazioni e iniziative di protesta. «È un attacco pesantissimo ai nostri territori come la Riviera del Brenta e l’area di Mestre», dice Donadel, «Per il 14 novembre saremo in piazza con lo slogan “Incrociamo le braccia – Incrociamo le lotte”. Le grandi opere come la Orte-Mestre sono pensate per favorire la speculazione fondiaria e finanziaria. A pagare queste scelte sono sempre e solo i cittadini e i lavoratori».

Doppio l’appuntamento che il Comitato dà ai propri sostenitori: alle 9 al Municipio di Mestre per al corteo cittadino organizzato dagli studenti, e alle ore 15 in via Palazzo per una Critical Mass (biciclettata) intorno alla città per dimostrare contro la Romea Commerciale.

Intanto è un coro di no da parte dei sindaci della Riviera e del Miranese. Già sei Consigli comunali si sono espressi nei mesi scorsi contro la Romea Commerciale: Mira, Dolo, Pianiga, Camponogara, Campagna Lupia e Mirano. Ora i sindaci contrari vogliono agire all’unisono. «Contatterò tutti i colleghi», spiega il sindaco di Camponogara Giampietro Menin, «per agire insieme e fermare quest’opera devastante». Infine i partiti. «Come Pd di Mira», dice il capogruppo Francesco Sacco, «siamo totalmente contrari a quest’opera. Va messa in sicurezza la Romea attuale».

Sprona i sindaci il deputato della Lega, Emanuele Prataviera, «anche se lo stesso partito che rappresenta ha voluto fortemente l’opera. «È fondamentale che gli amministratori si muovano ora, altrimenti sarà troppo tardi».

Alessandro Abbadir

 

IL SINDACO CAMPALTO CHIARISCE

DOLO «La manifestazione di domenica 16 novembre pro -ospedale di Dolo? È promossa dai sindaci della Riviera del Brenta e organizzata dal comitato Bruno Marcato».

A chiarire la posizione è il sindaco di Campolongo Maggiore Alessandro Campalto, presidente della Conferenza dei sindaci del comprensorio.

Campalto vuol sgombrare il campo da assunzioni di paternità dell’iniziativa da parte di movimenti e partiti politici. «Nella Conferenza dei sindaci della Riviera del Brenta», spiega Campalto, «le amministrazioni comunali hanno concordato l’opportunità di presentare nei rispettivi consigli comunali un ordine del giorno per la salvaguardia delle funzioni ospedaliere dell’Asl 13 Dolo-Mirano. È un documento, che fa sintesi delle posizioni dei singoli consigli comunali relativamente alla programmazione e alla gestione socio sanitaria locale attuale. I Comuni, in accordo con “coordinamento iniziative a tutela dell’ospedale di Dolo”  si fanno dirette promotori della mobilitazione».

(a.ab.)

 

Gazzettino – Dolo, giustizia caos: saltati 40 processi

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11

nov

2014

IL CASO – Corto circuito dopo la retromarcia del ministero che ha mantenuto in Riviera gli uffici del giudice di pace

Vicenda paradossale: i fascicoli erano stati spediti a Venezia, Pm e cancelliere non si sono presentati

CRISTANTE «Assenza di comunicazione»

«Assenza di comunicazioni tra Tribunale e Procura» ha affermato alquanto irritata il Giudice Tiziana Cristante

A DOLO – Mancano pm e i fascicoli. Disagi e rabbia per 150 persone

CAOS – Al Giudice di Pace sono saltati circa quaranta processi tra preliminari e definitivi

Giudice di pace, saltano 40 processi

Cronaca preannunciata di ordinaria disorganizzazione giudiziaria. Ieri mattina, nei locali del Giudice di Pace di Dolo, in Piazzetta degli Storti 6, era prevista la prima tornata mensile di udienze penali. In tutto una quarantina di processi, sotto la conduzione del coordinatore del giudice di pace, l’avvocato Tiziana Cristante. Processi che non si sono potuti svolgere per tre motivi: la mancanza di tutti i fascicoli processuali, già spediti alle sede del giudice di pace di Riva de Biasio a Venezia, la mancanza del cancelliere e del pubblico ministero. «Assenza di comunicazioni tra Tribunale e Procura», ha affermato alquanto irritata il giudice Tiziana Cristante.

La paradossale vicenda si trascina da diverso tempo. Dal primo novembre scorso l’ufficio del giudice di pace di Dolo avrebbe dovuto essere trasferito a Venezia e proprio per tale motivo tutti i faldoni contenenti la documentazione dei processi erano stati appena traslocati nella sede veneziana di Riva de Biasio. Una decina di giorni fa l’improvviso contrordine da parte del ministero della Giustizia con un comunicato pubblicato sul proprio sito internet: “L’assetto territoriale e gestionale degli uffici del Giudice di Pace continua ad essere mantenuto presso la sede di Dolo”. Troppo breve il tempo a disposizione per il Tribunale di Venezia, destinatario della comunicazione del ministero, e per la Procura, che avrebbero dovuto inviare a Dolo i fascicoli e un pubblico ministero per sostenere l’accusa nei processi.

Della mancanza del pm e dell’impossibilità che le cause si discutessero regolarmente nell’ufficio del giudice di pace a Dolo si sapeva sin da venerdì scorso. Per tale motivo era stato affisso sulla porta un avviso con il quale si informava che tutte le udienze di ieri sarebbero state spostate al 13 luglio del prossimo anno. Visto il week end di mezzo, non è stato però possibile avvisare dell’inconveniente gli avvocati e i soggetti coinvolti nei processi, ragion per cui circa 150 persone, alquanto irritate, si sono ugualmente presentate presso la sede del giudice di pace di Dolo.

(v.c.)

 

LA CAMERA DEGLI AVVOCATI – Zatta: «Episodio gravissimo. La situazione è paradossale»

L’episodio di ieri all’Ufficio del Giudice di Pace dolese è stato stigmatizzato dal Presidente della Camera degli Avvocati della Riviera del Brenta Michele Zatta, fra l’altro in scadenza di mandato perché a fine mese vi saranno le nuove nomine.

“Siamo esterrefatti dinanzi alla situazione paradossale che ha portato al rinvio delle udienze fissate. È la chiara dimostrazione della mancanza di coordinamento fra uffici giudiziari. Il problema più grave è che ha creato danni e disagi perché erano in programma una quarantina di udienze che coinvolgevano decine di persone”.

Zatta ha aggiunto…«Come Camera degli Avvocati ci siamo sempre battuti per la permanenza dell’Ufficio e siamo convinti della sua necessità. Questo episodio è anche la dimostrazione che la riforma voluta dal Ministero su base geografica è chiaramente ed assolutamente carente ed auspichiamo un’ulteriore momento di riflessione».

E conclude: «Paradossalmente potrebbe rivelarsi anche utile per far capire ai sindaci, in particolare quello di Dolo, la necessità di conservare l’apertura dell’ufficio in via permanente accollandosi, come accade a San Donà e Chioggia, una parte delle spese del personale.»

(L.Per.)

 

 

MIRA – Il sindaco di Mira impegnato a chiedere al direttore generale dell’Asl 13 Gino Gumirato la sospensione dei provvedimenti già predisposti per l’ospedale di Dolo, e di prevedere una gestione del nosocomio dolese «di Rete» in due sedi (Mirano e Dolo) senza trasferimenti di reparti da un presidio all’altro.

Questo l’impegno chiesto al sindaco Alvise Maniero dal consiglio comunale di Mira nell’ultima seduta che si è espresso all’unanimità votando un ordine del giorno per la salvaguardia delle funzioni ospedaliere dell’Asl 13.

Su proposta del capogruppo di Fi Paolino D’Anna tutti i consiglieri si sono espressi in difesa dell’ospedale di Dolo e delle strutture sanitarie dell’Asl 13.

In particolare l’ordine del giorno approvato chiede al sindaco Maniero di attivarsi per chiedere la sospensione dei provvedimenti già predisposti dal Direttore Generale, in attesa degli indirizzi relativi sia alle schede territoriali che sulle nuove Ussl, oltre a non definire con scelte irreversibili anche la collocazione delle strutture intermedie funzionali ai nuovi riassetti territoriali delle Asl.

Alla Conferenza dei Sindaci viene chiesto inoltre di attivarsi per una audizione con la quinta Commissione regionale allo scopo di richiedere una diversa definizione e modifica delle schede ospedaliere. Ieri il sindaco Maniero ha subito inviato l’odg al Presidente della Conferenza dei Sindaci dell’Asl 13 Fabio Livieri, chiedendo che venga discusso e approvato nella prossima assemblea, così da avere il supporto di tutte le Amministrazioni comunali del bacino dell’As 13.

Luisa Giantin

 

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