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Il Comitato per la messa in sicurezza della provinciale inizia a “segnare i punti”

VETERNIGO – Il comitato non ha vinto, ma almeno sorride. Arriva la ciclabile in via Desman, almeno per un tratto. Sarà costruita a Veternigo, dai confini con Mirano alla fine del centro abitato. Non è la soluzione dei problemi di sicurezza sulla provinciale, ma almeno si comincia. La pista sarà realizzata insieme alla riqualificazione del centro della frazione salese: previsto uno stanziamento di 130 mila euro già quest’anno, altri 370 mila nel 2016.

All’inizio dell’anno prossimo il via ai lavori, che riguarderanno soprattutto via Desman: la provinciale verrà più stretta, per lasciar posto, sul lato nord, a un marciapiede e alla ciclopista, separati. Il marciapiede ricalcherà quello oggi esistente, mentre la pista ciclabile sorgerà su quella che oggi è una corsia di sosta per le auto e sarà separata dalla carreggiata da un cordolo di cemento. Un tratto di ciclabile verrà realizzata anche prima del centro, fino ai confini di Mirano, prolungando la pista che oggi termina con via Rio. Il passaggio di lato avverrà in corrispondenza della fermata del bus, fronte pescheria, con un passaggio ciclopedonale sicuro. Verranno messi in sicurezza anche gli incroci con via Cimitero e via Pianiga, con la realizzazione di una corsia centrale di svolta.

Via dunque l’ipotesi di costruire due rotatorie, come avvenuto invece a Sant’Angelo. In via Pianiga inoltre partirà un altro tratto di pista ciclabile, da via Desman e via Rugoletto e pure in via Cimitero, da via Desman al camposanto. Tolti per lasciar posto alla ciclabile, in centro a Veternigo i parcheggi resteranno su piazza D’Annunzio, altri ne verranno ricavati sulle laterali, come via Pirandello, che per il primo tratto diventerà a senso unico in direzione sud. Infine sarà realizzata una nuova pavimentazione in porfido nel tratto di via Desman centrale, davanti al sagrato della chiesa, per creare una sorta di continuità con la piazza di fronte.

(f.d.g.)

 

NOALE. GUMIRATO CRITICA LA REGIONE

NOALE «L’ospedale di comunità di Noale? Secondo l’emendamento alla legge di stabilità approvato dal consiglio regionale prima di Pasqua significa che partiremo almeno fra dieci anni». In pratica, per il direttore generale dell’Asl 13, Gino Gumirato, si dovrà ripartire da zero.

Non accennano a diminuire le polemiche attorno alla questione del Pier Fortunato Calvi di Noale, dopo il voto favorevole di Palazzo Ferro Fini dove si dà parere favorevole a insediare i 40 posti previsti per Noale dentro i vecchi padiglioni dell’ospedale anziché la casa di riposo inaugurata due anni fa. Almeno queste erano le linee guida pubblicate nel Bollettino ufficiale della Regione (Bur); poi il documento portato avanti dai consiglieri veneti Bruno Pigozzo (Pd) e dal collega della Federazione della Sinistra Veneta Pietrangelo Pettenò, votato in modo trasversale, ha scatenato una serie di reazioni a catena.

Gumirato ha scelto di rispondere attraverso il sito dell’Asl 13, spiegando gli effetti della scelta proveniente da Venezia. «Sta succedendo semplicemente quello che sappiamo», scrive il direttore generale «ovvero alcuni politici sono pronti a mentire e a diffamare; sono pronti a negare ogni loro decisione e votazione precedente, sono pronti a dimenticare che alcune decisioni sono il frutto ragionato delle criticità e complessità esistenti e perlopiù l’unico pertugio che consenta di dare alcune risposte concrete e serie ai cittadini».

Gumirato spiega cosa potrebbe succedere nella sanità tra Miranese e Riviera del Brenta alla luce delle scelte del Parlamento veneto. «Ci si dimentica», continua, «che l’ospedale di comunità, così ipotizzato, dovrebbe essere inserito negli spazi ora dedicati alla lungodegenza di Noale; ci si dimentica che questo reparto, in base alle schede ospedaliere regionali, dovrà essere trasferito a Dolo e prima di farlo, dovrà essere ristrutturato sia per la sicurezza che per l’antisimica. Come sappiamo, da tempo la ristrutturazione di Dolo, blocco sud, non potrà essere compiuta secondo i dettami di legge perché il finanziamento per l’antisismica, ad oggi, non esiste. Per questo la direzione generale dell’Asl 13 è stata autorizzata a compiere delle opere fondamentali: nuovo blocco operatorio antisimico, pronto soccorso, piastra radiologia, area ambulatoriale per un valore di circa 18 milioni di euro, posticipando la ristrutturazione del blocco sud».

Alessandro Ragazzo

 

SANITÀ

SCORZÈ – «Rifiutare il servizio hospice alla nostra casa di riposo? No, noi non abbiamo mai rifiutato niente. Saremmo stati degli sciocchi».

Continua a tener banco la scelta (concordata da Regione, Ulss 13 e Conferenza dei sindaci) di destinare 11 posti-letto per il ricovero dei malati terminali alla casa di riposo “Anni sereni” di Scorzé. Il consigliere miranese Gabriele Petrolito ha tirato fuori la questione ribadendo l’importanza di avere quel servizio al “Mariutto” di Mirano, in una posizione centrale vicino all’ospedale.

Il direttore generale dell’Ulss 13, Gino Gumirato, ha risposto spiegando che quel servizio era stato proposto proprio al Mariutto, ma era arrivato un rifiuto. Ora però il presidente del Mariutto Vincenzo Rossi offre un’altra versione: «Nessun rifiuto. Noi siamo i primi a voler valorizzare i posti liberi e a cercare nuovi introiti, siamo favorevoli ad ampliare i nostri servizi».

Anche il suo predecessore, Gilberto Bellò, garantisce che non c’è mai stato alcun rifiuto: «Ai miei tempi si era parlato solo di creare un Centro diurno per autosufficienti, ma poi venne ampliato quello di Salzano».

Il sindaco Maria Rosa Pavanello allarga il concetto: «Di sicuro – scrive – il Mariutto ha strutture e competenze anche per altre tipologie di servizi». In una logica di distribuzione, proprio al Mariutto sono stati assegnati 20 posti di Unità riabilitativa territoriale (fisioterapia e altri trattamenti post fase acuta). Quando saranno attivati? La tabella indica l’anno 2015, la casa di riposo attende notizie da Ulss e Regione.

(g.pip.)

 

L’AFFONDO DI TESO «Chisso mise Gumirato alla guida dell’Ulss 13 e poco dopo arrivò l’assegnazione»

Divampa la polemica sui 40 posti “tolti” alla casa di riposo e dati all’ospedale di Noale

LA RICOSTRUZIONE «Destinatario è sempre stato l’ospedale»

«Nel 2013 – spiega Pigozzo (Pd) – le nuove schede sanitarie assegnarono i 40 posti: si intendeva all’ospedale, così come si era espresso il consiglio di Noale. Poi qualcuno ha equivocato».

Altro che polemica, sui 40 posti letto “scippati” alla casa di riposo privata di Noale lo scontro politico è feroce. Con gli “scippatori” che rifiutano questa definizione e spiegano che se hanno privilegiato l’ospedale pubblico è perché così aveva deciso sin dall’inizio il consiglio regionale del Veneto, mentre a cambiare le carte in corso d’opera sono stati altri. Ecco cosa dice Bruno Pigozzo, consigliere regionale del Pd, tra i proponenti dell’emendamento alla Finanziaria che ha “restituito” i posti letto all’ospedale: «Se proprio vuole fare causa – dice Pigozzo – l’Rsa Santa Maria dei Battuti se la prenda con l’assessore regionale alla Sanità Luca Coletto, ma soprattutto con il direttore generale dell’Ulss 13, Gino Gumirato, visto che è stato lui a dare – e poi la giunta regionale ha avallato – una errata interpretazione della volontà espressa dal consiglio regionale del Veneto».

Pigozzo ricostruisce la vicenda: 2002, le vecchie schede ospedaliere della Regione attribuiscono all’ospedale di Noale la funzione di “polo riabilitativo”; 2013 le nuove schede definiscono l’ospedale di Noale “struttura a vocazione territoriale con possibile utilizzo a indirizzo riabilitativo” e proprio alla “struttura” vengono assegnati i 40 posti letto. «E’ chiaro – dice Pigozzo – che l’assemblea legislativa intendeva l’ospedale, così come nel 2012 si era del resto espresso il consiglio comunale di Noale».

Ma chi applica le schede ospedaliere? L’Ulss. E l’Ulss 13 di Mirano – dice Pigozzo – assegna i posti letto alla casa di riposo privata. Va detto che la Conferenza dei sindaci non obietta. Anzi. E la delibera di Gumirato passa il vaglio di Palazzo Balbi e viene pubblicata sul Bur. Solo che nel frattempo l’amministrazione comunale di Noale è cambiata e ci ripensa. E a Palazzo Ferro Fini si accorgono che la delibera dell’Ulss 13 non rispecchia la volontà dell’assemblea. Pigozzo: «Altro che scippo, abbiamo ristabilito il percorso iniziale». Non è da meno Moreno Teso, consigliere di Forza Italia che ha votato a favore dell’emendamento presentato dal Pd: «Per capire cos’è successo bisogna partire dall’inizio e cioè da intercettazioni telefoniche dalle quali risulta che Gumirato è stato imposto al vertice dell’Ulss 13 da Renato Chisso. Guarda caso, a inaugurare l’Rsa privata di Noale non è stato l’assessore alla Sanità, ma Chisso, che si occupava di trasporti con il governatore Luca Zaia presente al taglio del nastro. E dopo quella inaugurazione – rincara Teso – arriva la delibera che assegna i 40 letti ai privati. Sia pure la Procura della Repubblica a fare chiarezza, visto che c’è già un esposto degli ex amministratori di Noale. Qualcuno se l’è dimenticato? Paolo Dalla Vecchia si dimise da assessore per questa vicenda».

Alda Vanzan

 

NOALE – Il direttore dell’Ulss replica al consigliere regionale: «Ricostruzione falsa»

«Posti letto, accuse volgari»

Gumirato risponde a Teso: «Maleodorante speculazione a fini elettorali»

Una ricostruzione «faziosa e diffamatoria». Peggio: «una volgare, spietata, maleodorante speculazione personale a fini elettorali». Di più: «Nessuno mi intimidirà». Per un po’ Gino Gumirato, direttore generale dell’Ulss 13, è rimasto zitto, assistendo al balletto di accuse tra politici sullo “scippo” o, a seconda delle parti, “restituzione” dei 40 posti letto contesi a Noale. Ma quando è stato tirato in ballo con accostamenti a indagini giudiziarie, Gumirato ha vergato una durissima presa di posizione.

Un passo indietro: ieri, sul Gazzettino, Moreno Teso, consigliere regionale di Forza Italia, ha tirato in ballo le intercettazioni telefoniche da cui risultava che «Gumirato è stato imposto all’Ulss 13 da Renato Chisso» e poco dopo i posti letto sono stati dati alla casa di riposo privata.

«Ciò che è sconcertante ed inaccettabile – dice il dg dell’Ulss 13 – è la ricostruzione faziosa e diffamatoria di un consigliere regionale, secondo il quale avrei ricevuto ordini da una persona oggi sottoposta a restrizioni della libertà personale, che mi avrebbe ordinato di dare i posti letto al privato di Noale e sui quali si farebbe bene ad indagare. La ricostruzione non è solo falsa. È una volgare, spietata, maleodorante speculazione personale a fini elettorali».

E ancora: «Queste persone si sono abituate a pensare, da quello che ritengono essere il loro “potere di critica politica” che possono infangare la reputazione altrui come vogliono per il loro esclusivo tornaconto contingente; ma si sbagliano. Mi chiedo perché, se mai la ricostruzione effettuata dal nostro consigliere regionale avesse qualche barlume di consistenza, non si fosse all’epoca dei fatti presentato con una denuncia nei miei confronti in Procura della Repubblica. Mi chiedo anche se intende effettuare oggi una denuncia alla Procura. In questo caso dovrebbe citare anche tutti i sindaci per aver votato favorevolmente all’unanimità: forse ipotizza una associazione a delinquere».

Gumirato ripercorre le tappe dei 40 posti letto, sottolineando che «ogni decisione di cambiamento è decisa a livello regionale in una logica di sistema, non certo dal singolo direttore gen-*erale». E, al di là della decisione ora assunta dal consiglio regionale, rassicura i cittadini e i dipendenti «della totale ed assoluta liceità di tutti gli atti della nostra amministrazione». «Posso anche rassicurare – aggiunge – sul fatto che non mi farò intimidire oggi, come non mi sono mai fatto intimorire da consiglieri regionali di Lazio, Sardegna, Lombardia, Emilia Romagna nei due decenni precedenti».

Alda Vanzan

 

L’Università indica nel polo di Mirano, Dolo e Noale un esempio di assistenza

Domani a Padova un seminario con studenti e dirigenti del Master di Parigi

MIRANO – Asl 13 di Mirano e Azienda ospedaliera di Padova esempi del sistema sanitario veneto. Entrambe sono state scelte dall’Università Ca’ Foscari per una giornata di studio organizzata per una delegazione francese di studenti e dirigenti provenienti dal Master di management sanitario della Essec Business School di Parigi, in Veneto per osservare da vicino il sistema sanitario regionale.

L’appuntamento è per domani a Padova, dove nel pomeriggio verrà illustrata in particolare l’attività dell’Asl 13. «In questo progetto italo-francese», spiega il direttore generale Gino Gumirato, «la nostra azienda è stata scelta a rappresentare le Asl venete come esempio delle peculiarità regionali in ambito di integrazione socio-sanitaria: mostreremo i modelli organizzativi e gestionali dell’assistenza integrata ospedale-territorio, le modalità con cui l’Asl 13 agisce per garantire agli assistiti una presa in carico globale e analizzeremo l’attuale sistema ospedaliero e i principali indici di assistenza, fornendo un quadro dell’attività svolta per la cura delle patologie acute». Sarà l’assistenza territoriale il cardine del meeting, motivazione principale del coinvolgimento dell’Asl 13 nel viaggio studio degli studenti francesi.

«L’incontro», conclude Gumirato, «punta a illustrare le misure attraverso le quali l’Asl 13 garantisce i livelli essenziali di assistenza nelle cure primarie e nelle progettualità in campo per migliorarci».

Sarà dunque l’occasione per presentare, anche oltralpe, i numeri della sanità Miranese e della Riviera: 17 Comuni, 500 chilometri quadrati di territorio e una popolazione di 271 mila abitanti, in crescita.

Tre ospedali, Dolo, Mirano e Noale, che complessivamente registrano 28.500 ricoveri l’anno, di cui circa seimila diurni e 15.800 con interventi chirurgici. A Dolo e Mirano, i Pronto soccorso registrano circa 80 mila accessi l’anno, mentre i due distretti, grazie anche alla collaborazione di 210 tra medici di medicina generale e pediatri di libera scelta, permettono l’assistenza di circa 5.500 utenti a domicilio, i consultori familiari erogano circa 48 mila prestazioni e i servizi di neuropsichiatria infantile 9 mila.

Trecento gli utenti dei 13 centri diurni per disabili, mentre l’assistenza agli anziani è garantita da otto strutture convenzionate con 1006 posti letto, di cui 48 semiresidenziali.

Infine sono circa 2 milioni e 500 mila le prestazioni di diagnostica di laboratorio e 900 mila le prestazioni specialistiche erogate ogni anno.

Filippo De Gaspari

 

DOLO – L’Asl 13 di Dolo e Mirano scelta insieme all’Azienda ospedaliera di Padova, per spiegare ai francesi il sistema sanitario Veneto. Domani, mercoledì, una delegazione francese, costituita da dirigenti sanitari pubblici e privati e studenti provenienti dal Master di Management sanitario della Business School di Parigi, giungerà a Padova per conoscere il sistema sanitario veneto.

L’Asl 13 con il suo bacino di 17 comuni e con una popolazione di circa 271.000 abitanti è stata individuata dall’Università Ca’ Foscari come esempio delle peculiarità venete in ambito di integrazione socio-sanitaria. «L’intervento dell’Azienda 13 – ha spiegato il direttore generale Gino Gumirato che domani sarà a Padova insieme ad alcuni primari di Dolo e Mirano – verterà sui modelli organizzativi e gestionali dell’assistenza integrata. Si analizzeranno l’attuale sistema ospedaliero e i principali indici di assistenza».

Ma ad interessare sanitari e studenti dell’Essec Business School sarà l’assistenza territoriale. «L’incontro – ha sottolineato Gumirato – è mirato all’illustrazione delle misure attraverso le quali l’Asl 13 garantisce l’assistenza nell’ambito delle cure primarie; sarà così occasione per riflettere e discutere sul presente e sul futuro dei servizi dall’Azienda al territorio».

(L.Gia)

 

DOLO – Sorpresa e amarezza a Dolo dopo la scoperta della delibera della direzione generale dell’Asl 13 che prevede di chiudere gli ospedali aziendali per la festività di San Matteo, patrono di Mirano.

«A Dolo non resta neanche San Rocco», sentenzia Giorgio Gei, consigliere de “Il Ponte del Dolo”, «il direttore generale, nella sua smania “miranocentrica”, ha deciso che in tutta l’Asl si festeggerà il patrono di Mirano e la cosa potrebbe anche avere una sua logica, ma non può certo essere frutto di una delibera del direttore. Se la delibera non è il risultato di una trattativa sindacale che abbia portato ad una modifica del contratto, viene facile la battuta “Direttore generale, scherza con i fanti, ma lascia stare i santi».

Anche il coordinamento per la salvaguardia dell’ospedale di Dolo ha discusso l’altra sera della delibera. «È l’ennesima dimostrazione di disattenzione nei confronti della realtà dolese anche a livello sociale», spiega Emilio Zen, «Inoltre questa soluzione di uniformare il santo patrono non è detto porti vantaggi. Ci sono molti modi di risolvere le situazioni senza svilire le tradizioni locali e il sentimento di appartenenza».

(g.pir.)

 

Nuova Venezia – Ospedale di comunita’, 40 posti al Calvi

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4

apr

2015

Noale. Ok del consiglio regionale che boccia l’opzione della casa di riposo. Andreotti soddisfatta

NOALE – Nell’uovo di Pasqua il consiglio regionale ci mette l’approvazione dell’emendamento alla legge di stabilità sui futuri 40 posti letto dell’ospedale di comunità di Noale da mettere nel vecchio Pier Fortunato Calvi, anziché nella casa di riposo di via De Pol, inaugurata due anni fa. Il Comune scarta il regalo e lo porta a casa, per la soddisfazione del sindaco Patrizia Andreotti che da tempo aspettava di riceverlo.

Ora la palla passa alla giunta veneta, che dovrà tener conto del parere arrivato da palazzo Ferro Fini.

La vicenda, dunque, si arricchisce di un’altra puntata, dopo che a dicembre lo stesso consiglio regionale aveva approvato la mozione presentata in ottobre dal consigliere del Pd Bruno Pigozzo. In quel documento, l’ex sindaco di Salzano puntava sul fatto che la vecchia struttura corrisponde a tutti i criteri indicati dalla delibera regionale per metterci l’ospedale di comunità, anziché puntare sulla vicina di casa di riposo.

Anche Andreotti si era detta favorevole a questa soluzione per consentire di puntare ancora sulle strutture del Pier Fortunato Calvi, avendo già un centro riabilitativo di area vasta e l’unità territoriale di assistenza medica e infermieristica.

Ne era nato un emendamento, portato avanti dallo stesso Pigozzo e dal collega della Federazione della Sinistra Veneta Pietrangelo Pettenò, arrivato in aula giovedì e poi passato, dove si riferisce che i 40 posti destinati a Noale «vanno attivati presso la struttura pubblica dell’ospedale Pier Fortunato Calvi».

Di più, perché la giunta veneta è autorizzata a concedere all’Asl 13, che sinora non ha ricevuto alcun documento ufficiale, un contributo straordinario di 20mila euro per l’anno in corso per la ristrutturazione degli spazi.

«È di sicuro una bella notizia», spiega Andreotti, «perché in linea con quanto sosteniamo da tempo. Si tratta di un emendamento che dà chiare indicazioni alla giunta: ci auguriamo che questa sia la volta buona. Il mio grazie va, in ogni caso, a tutti coloro che, a vario titolo, hanno appoggiato e spinto in questa direzione».

L’ospedale di comunità è una struttura residenziale o semiresidenziale in grado di garantire un’assistenza sanitaria di breve durata. In poche parole, sarebbe a metà tra la medicina generale e l’ambulatorio. Servirebbe a quei pazienti che, pur non avendo patologie acute, non possono essere assistiti in casa in modo adeguato.

Alessandro Ragazzo

 

NOALE – In Regione approvato l’emendamento presentato dalle minoranze

NOALE – L’ospedale di comunità previsto per Noale sarà collocato al “Pier Fortunato Calvi” e non alla casa di riposo “Santa Maria dei Battuti”. Per l’ufficialità manca la firma della giunta regionale, ma intanto giovedì a Palazzo Ferro Fini il consiglio ha tracciato la strada. È stato infatti approvato l’emendamento presentato dalle minoranze con cui si chiedeva di realizzare l’ospedale di comunità nel vecchio nosocomio anziché nella nuova struttura di via De Pol. L’ospedale di comunità è una struttura di ricovero intermedia, a metà tra l’ospedale per acuti e la degenza a domicilio. È previsto nell’ambito della riorganizzazione dell’Ulss 13, la stessa che dovrebbe trasferire il reparto di Lungodegenza da Noale a Dolo e gli uffici direzionali da Mirano a Noale. L’emendamento indica che al “Calvi” saranno attivati 40 posti letto per l’ospedale di comunità, autorizzando inoltre la giunta regionale a concedere all’Ulss 13 un contributo straordinario di 20mila euro per gli interventi logistici necessari.

Soddisfatti i consiglieri regionali Bruno Pigozzo (Pd) e Pietrangelo Pettenò (Federazione della Sinistra) che avevano avanzato l’emendamento. C’è soddisfazione anche nelle parole del sindaco Patrizia Andreotti che nei mesi scorsi aveva chiesto al direttore generale dell’Ulss 13, Gino Gumirato, di valutare proprio questa soluzione.

«Quella del consiglio regionale – commenta il sindaco – è una decisione in linea con il nostro lavoro; siamo convinti che il ’Calvi’ abbia tutti i requisiti necessari per ospitare quei posti letto. Il nostro obiettivo è valorizzare al meglio l’ospedale di Noale. Se l’emendamento è passato significa che c’è stata trasversalità tra le forze politiche, ora attendiamo gli sviluppi concreti». Considerate le elezioni alle porte, con ogni probabilità toccherà alla prossima giunta regionale dare il via libera ai lavori.

(G.Pip)

 

MIRANO – Bruno Pigozzo e Pietrangelo Pettenò tuonano contro la giunta Zaia, in Consiglio regionale il centrosinistra alza la voce e prende posizione sul futuro dell’Ulss 13.

Pigozzo (Pd) ha diffuso una nota molto piccata: «La maggioranza ha bocciato il mio emendamento che chiedeva di recuperare 10 milioni in tre anni per la messa a norma delle strutture ospedaliere dell’Ulss13. Tale bocciatura esprime tutto il disinteresse della giunta Zaia per il territorio della Riviera e del Miranese. È un’ingiustizia e non accetto che al Pd venga attribuita minima colpa di questa situazione».

Molto duro anche Pettenò (Federazione della Sinistra) che ha presentato un emendamento alla Legge di Stabilità regionale 2015 chiedendo la sospensione immediata delle schede ospedaliere con cui viene riorganizzata l’Ulss 13, emendamento che però ieri è stato bocciato a Palazzo Ferro Fini.

«Cittadini, associazioni, sindaci e comitati chiedono da mesi di rivedere la suddivisione tra Mirano polo chirurgico e Dolo polo medico. Nei giorni scorsi con una delibera la giunta regionale ha sospeso le schede ospedaliere dell’Ulss 10 del Veneto Orientale. Lo stesso sia fatto per l’Ulss 13».

(g.pip.)

 

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