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Mirano. Lo storico ristorante di Scaltenigo aperto come cooperativa 30 anni fa

La gastronomia Slow Food, le battaglie con Emergency e Libera, i diritti, la pace

SCALTENIGO – Riavvolti, pare per sempre, i fili de “La ragnatela”. Sfuma un sogno durato trent’anni, una fetta di storia recente di Mirano, una recensione sicura nelle migliori riviste di gastronomia, soprattutto un ideale. Nel silenzio, dopo aver chiuso i battenti a inizio anno, si scopre che la cooperativa di via Caltana non riaprirà più. Trent’anni di piatti in tavola e lotte sul campo vanno così in archivio.

Era il 1984 quando un manipolo di “compagni” decise di creare la trattoria cooperativa, chiamandola come il gruppo di pacifiste che a Comiso manifestava contro l’installazione di missili Cruise. Tra loro attivisti e volti noti della ristorazione locale, come Roberto Checchetto (presidente dell’associazione “A tavola sul cardo”) e Galdino Zara (che poi aprirà la trattoria “da Paeto” a Pianiga) e che fino ad allora avevano gestito un’enoteca in via Gramsci a Mirano. Il manifesto de “La ragnatela” era chiaro: buona tavola sì, ma anche sociale.

Negli anni la cooperativa ha tessuto trame con Emergency, Libera, Equo e solidale, Il Manifesto, Movimento per la pace. Si è schierata, è diventato il ristorante per tutti, ma con iniziative che sono state spesso scelte di campo: dietro la tela di via Caltana si è lavorato per promuovere i diritti dei migranti, contrastare i pregiudizi verso sinti e rom, sostenere i referendum sull’acqua bene comune, organizzare incontri sulla dignità del lavoro e la difesa del territorio.

Campagne scomode, che tuttavia non hanno ristretto la clientela a un solo pensiero o una parte politica. Perché a tavola “La ragnatela” non ha guardato in faccia nessuno: i suoi piatti, sempre legati a produttori locali, alla tipicità del territorio e alla cultura Slow Food, hanno riempito riviste culinarie di primo piano, collezionando le stellette dell’eccellenza di grandi gourmet. Ideali nel piatto, durati ben oltre la caduta del muro, ma adesso tutto questo è finito. “La ragnatela”, che a gennaio aveva chiuso ufficialmente per ristrutturazione, non riaprirà.

«È vero, dopo trent’anni siamo costretti a chiudere», ammettono gli ormai ex soci, «colpa della crisi che ha colpito il settore della ristorazione, dell’aumento dei costi di gestione e forse anche di alcune scelte sbagliate fatte per mantenere i livelli occupazionali. Abbiamo difeso per trent’anni la qualità delle materie prime, la genuinità e la tradizione culinaria veneta, abbiamo contribuito a diffondere la filosofia Slow Food fin dagli albori di Arcigola, abbiamo creato occasioni di confronto e solidarietà e fatto ristorazione sostenibile. Rivendichiamo tutto questo con orgoglio e ringraziamo chi, standoci vicino, ha contribuito a questo successo».

Filippo De Gaspari

 

L’OPERAZIONE – Blitz della Finanza in 48 tomaifici gestiti da cinesi nella Riviera e nel Miranese

Irregolarità nel 70% delle ditte: otto quelle chiuse per lavoro nero e carenze igienico-sanitarie

Concorrenza sleale, connessa a evasione e contraffazione, e sfruttamento al limite dello schiavismo dei lavoratori. Sono le facce della stessa medaglia dell’economia sommersa, quasi interamente nelle mani di imprenditori cinesi, che rischia di annegare il Distretto industriale della Calzatura nella Riviera del Brenta. Un’eccellenza del made in Italy, inteso come qualità, lusso, griffe, il cui fatturato annuo si aggira sul miliardo di euro con 6mila occupati.

E i numeri della seconda offensiva della Guardia di Finanza – Compagnia di Mirano e Baschi verdi di Venezia – messa a segno in collaborazione con la Direzione territoriale del lavoro, l’Inps e l’ufficio Igiene dell’Ulss 13, confermano il grado di pericolo della temuta quanto contrastata ondata anomala.

Il blitz con un centinaio di finanzieri in 48 tomaifici, nell’ambito dell’operazione battezzata “Colpo di tacco”, ha fotografato una situazione preoccupante come più volte denunciato da sindacati e associazioni di categoria: nel 70% dei laboratori manifatturieri sono emerse irregolarità fiscali e contributive con 28 addetti “fantasma” e 104 impiegati al di fuori della normativa contrattuale. In otto casi si è arrivati persino alla chiusura dell’attività. Si tratta di ditte situate tra Mirano, Fossò e Fiesso d’Artico: quattro per la presenza di operai in nero superiore al 30% del totale di occupati; quattro per l’assenza dei requisiti minimi di salubrità e di sicurezza.

«Le condizioni di maggiore precarietà le abbiamo riscontrate – spiega il capitano Michele Soragnese – in un opifici di Fossò dive i sette dipendenti erano costretti a ritmi produttivi opprimenti su postazioni telesorvegliate e alloggio attiguo anche con figli e mogli, senza aspiratori e prese d’aria, costretti a respirare le esalazioni delle colle senza a in spregio alle più elementari norme antinfortunistiche e igienico-sanitari.

Nei confronti di tutte le aziende individuate ora scatteranno le verifiche sul fronte fiscale e dell’abusivismo edilizio.

Da segnalare la nota di plauso diffusa dalla Cgil attraverso il segretario generale della Camera del lavoro metropolitana, Enrico Piron e del segretario dell Filctem, Riccardo Colletti: «Le Fiamme gialle devono continuare nell’azione di contrasto di questa filiera produttiva parallela senza scrupoli e concorrente alla raffinata produzione calzaturiera della Riviera».

 

MIRANO – L’Ulss 13 conferma: «Figura rara, ma ci stiamo attivando»

L’ATTACCO «Fasce deboli senza aiuti»

LA PROTESTA – Al Centro di salute mentale si lamenta la carenza di specialisti

AZIENDA SANITARIA «Siamo pronti ad assumere ma ce ne sono pochi»

«Gli psichiatri? Una razza in via di estinzione». La battuta circola tra i corridoi dell’ospedale di Mirano, dove questa importante figura professionale è sempre più carente. Gli psichiatri continuano a diminuire, i famigliari dei pazienti sono preoccupati e l’Ulss 13 conferma le difficoltà: «Cerchiamo psichiatri e siamo pronti ad assumerli». Il problema riguarda moltissime Ulss anche fuori regione: gli psichiatri sono sempre meno, manca evidentemente un ricambio generazionale e i vari Dipartimenti di salute mentale sono costretti agli straordinari per far fronte all’alto numero di pazienti.

È proprio ciò che sta succedendo nell’area dell’Ulss 13. A sollevare il problema ci pensa il gruppo “Auto mutuo aiuto” che riunisce periodicamente a Spinea molti pazienti del Centro salute mentale di Mirano assieme ai loro famigliari. Si trovano per confrontarsi e per confortarsi, negli ultimi mesi si sono fatti più volte sentire lamentando la carenza di medici specialisti. Negli anni scorsi gli psichiatri in forza all’Ulss 13 erano 17, ora sempre meno.

«Mio figlio ha cambiato 4 psichiatri in pochi mesi – racconta una madre -. L’Ulss è sotto organico, il turnover è continuo e questo sicuramente non giova ai nostri ragazzi: nella cura di una persona con problemi mentali ci vuole continuità, per instaurare quel rapporto di confidenza e conoscenza».

L’Azienda sanitaria ben conosce il problema e assicura il massimo sforzo: «Il Dipartimento di salute mentale si è attivato da tempo e sta facendo tutto il possibile per arruolare sei nuovi medici per rimpolpare la squadra degli psichiatri che, di recente, si è ridotta nel numero per pensionamenti e malattia. La Direzione dell’Ulss 13 conta di procedere presto con sei assunzioni, le prime entro fine maggio».

Il primario Mauro Cibin ha contattato anche altre Ulss accertando che la difficoltà di trovare psichiatri non riguarda solo quest’area ma tutto il nord. Il gruppo di famigliari dei pazienti si è rivolto anche a due grandi associazioni che operano nel settore della salute mentale, Aitsam e Psiche2000, per chiedere sostegno.

Gabriele Pipia

 

NOALE – Quaranta posti-letto. La Cgil approva la scelta di puntare sull’Ospedale

NOALE – «Avevamo sempre contestato la scelta di attivare l’Ospedale di comunità nella casa di riposo privata di Noale. Ben venga la recente decisione del consiglio regionale». La casa di riposo “Santa Maria dei Battuti” annuncia azioni legali, intanto però la Cgil esprime grande soddisfazione per l’ultima decisione presa da Palazzo Ferro Fini. I 40 posti-letto dell’Ospedale di comunità (una struttura di ricovero intermedia tra l’ospedale per acuti e la degenza a domicilio) saranno dirottati nel complesso ospedaliero di Noale “Pier Fortunato Calvi” e non nella nuova struttura di via De Pol.

«Condividiamo la scelta del consiglio regionale – scrive la Cgil -. Abbiamo sempre sostenuto che la sede giusta era l’ospedale di Noale soprattutto perché pensiamo che un servizio così importante debba essere a gestione pubblica». All’ospedale di Noale arriveranno anche gli uffici direzionali dell’Ulss 13 attualmente collocati a Mirano: occuperanno gli spazi lasciati liberi dalla Lungodegenza che passerà a Dolo.

(g.pip.)

 

Duro attacco del comitato Opzione Zero a Pd, Ncd e Fi e alla Lega di Zaia

«Sulle grandi opere sono sempre d’accordo». Ma resta il “no” di sei Comuni

DOLO «La Romea Commerciale esce dalla porta, rientra dalla finestra e per il momento si posiziona nel sottoscala, in attesa di poter rispuntar fuori in tempi migliori».

A dirlo è il comitato Opzione Zero che denuncia i deputati locali del Pd ed esponenti di Legambiente di aver salvato dal suo affossamento definitivo la Mestre-Orte.

«Il governo», spiega per il comitato Mattia Donadel, «toglie dal Def la Orte-Mestre, ma i partiti di maggioranza mantengono in pista la nuova autostrada. Alla Camera erano infatti in votazione le mozioni parlamentari del Movimento 5 Stelle e di Sel che chiedevano il ritiro definitivo del progetto e che se fossero state approvate avrebbero scritto la parola “fine” sulla Orte-Mestre. Peccato che Pd, Ncd e Fi, sempre uniti quando si tratta di grandi opere, abbiano votato contro respingendo i due documenti; a dar loro manforte anche la Lega Nord che in Veneto continua a sponsorizzare la Romea Commerciale».

I comitati sono durissimi: «Nel testo approvato», spiegano per Opzione Zero Rebecca Ruvoletto e Lisa Causin, «oltre a difendere il “project financing”, si chiede al governo di trasformare la Romea in una non meglio precisata “arteria veloce a basso impatto ambientale” che con ogni probabilità sarà a pagamento. Su questa posizione hanno votato: il segretario del Pd regionale Roger De Menech, Andrea Martella, Michele Mognato e l’ex presidente della Provincia di Venezia Davide Zoggia. Il segnale politico che esprime questo voto per Opzione zero è fin troppo chiaro».

«Con questa operazione di fatto», spiega Donadel in vena di allegorie, «si dice di fatto mettiamo in congelatore la Orte-Mestre fino a quando si saranno calmate le acque agitate delle varie inchieste in corso, poi al momento opportuno la scongeliamo con il microonde».

Il progetto della Romea Commerciale è stato osteggiato dal territorio della Riviera del Brenta in questi anni in tutti i modi. Contro l’opera si erano espressi con mozioni in consiglio comunale i Comuni di Mira, Dolo, Campagna Lupia, Camponogara, Pianiga e Mirano che insieme ai comitati hanno ribadito in più di una occasione l’inutilità dell’ennesima grande opera e la necessità di mettere in sicurezza la Romea attuale.

Il Comune di Chioggia, dopo la notizia dell’esclusione della Romea Commerciale dal Def, è andato su tutte le furie denunciando che la mancata realizzazione dell’opera porterà all’isolamento la città e il suo porto. A favore della Commerciale il sindaco di Campolongo, Alessandro Campalto, per il quale l’opera contribuirà“a diminuire gli incidenti mortali”.

Alessandro Abbadir

Il Comitato per la messa in sicurezza della provinciale inizia a “segnare i punti”

VETERNIGO – Il comitato non ha vinto, ma almeno sorride. Arriva la ciclabile in via Desman, almeno per un tratto. Sarà costruita a Veternigo, dai confini con Mirano alla fine del centro abitato. Non è la soluzione dei problemi di sicurezza sulla provinciale, ma almeno si comincia. La pista sarà realizzata insieme alla riqualificazione del centro della frazione salese: previsto uno stanziamento di 130 mila euro già quest’anno, altri 370 mila nel 2016.

All’inizio dell’anno prossimo il via ai lavori, che riguarderanno soprattutto via Desman: la provinciale verrà più stretta, per lasciar posto, sul lato nord, a un marciapiede e alla ciclopista, separati. Il marciapiede ricalcherà quello oggi esistente, mentre la pista ciclabile sorgerà su quella che oggi è una corsia di sosta per le auto e sarà separata dalla carreggiata da un cordolo di cemento. Un tratto di ciclabile verrà realizzata anche prima del centro, fino ai confini di Mirano, prolungando la pista che oggi termina con via Rio. Il passaggio di lato avverrà in corrispondenza della fermata del bus, fronte pescheria, con un passaggio ciclopedonale sicuro. Verranno messi in sicurezza anche gli incroci con via Cimitero e via Pianiga, con la realizzazione di una corsia centrale di svolta.

Via dunque l’ipotesi di costruire due rotatorie, come avvenuto invece a Sant’Angelo. In via Pianiga inoltre partirà un altro tratto di pista ciclabile, da via Desman e via Rugoletto e pure in via Cimitero, da via Desman al camposanto. Tolti per lasciar posto alla ciclabile, in centro a Veternigo i parcheggi resteranno su piazza D’Annunzio, altri ne verranno ricavati sulle laterali, come via Pirandello, che per il primo tratto diventerà a senso unico in direzione sud. Infine sarà realizzata una nuova pavimentazione in porfido nel tratto di via Desman centrale, davanti al sagrato della chiesa, per creare una sorta di continuità con la piazza di fronte.

(f.d.g.)

 

NOALE. GUMIRATO CRITICA LA REGIONE

NOALE «L’ospedale di comunità di Noale? Secondo l’emendamento alla legge di stabilità approvato dal consiglio regionale prima di Pasqua significa che partiremo almeno fra dieci anni». In pratica, per il direttore generale dell’Asl 13, Gino Gumirato, si dovrà ripartire da zero.

Non accennano a diminuire le polemiche attorno alla questione del Pier Fortunato Calvi di Noale, dopo il voto favorevole di Palazzo Ferro Fini dove si dà parere favorevole a insediare i 40 posti previsti per Noale dentro i vecchi padiglioni dell’ospedale anziché la casa di riposo inaugurata due anni fa. Almeno queste erano le linee guida pubblicate nel Bollettino ufficiale della Regione (Bur); poi il documento portato avanti dai consiglieri veneti Bruno Pigozzo (Pd) e dal collega della Federazione della Sinistra Veneta Pietrangelo Pettenò, votato in modo trasversale, ha scatenato una serie di reazioni a catena.

Gumirato ha scelto di rispondere attraverso il sito dell’Asl 13, spiegando gli effetti della scelta proveniente da Venezia. «Sta succedendo semplicemente quello che sappiamo», scrive il direttore generale «ovvero alcuni politici sono pronti a mentire e a diffamare; sono pronti a negare ogni loro decisione e votazione precedente, sono pronti a dimenticare che alcune decisioni sono il frutto ragionato delle criticità e complessità esistenti e perlopiù l’unico pertugio che consenta di dare alcune risposte concrete e serie ai cittadini».

Gumirato spiega cosa potrebbe succedere nella sanità tra Miranese e Riviera del Brenta alla luce delle scelte del Parlamento veneto. «Ci si dimentica», continua, «che l’ospedale di comunità, così ipotizzato, dovrebbe essere inserito negli spazi ora dedicati alla lungodegenza di Noale; ci si dimentica che questo reparto, in base alle schede ospedaliere regionali, dovrà essere trasferito a Dolo e prima di farlo, dovrà essere ristrutturato sia per la sicurezza che per l’antisimica. Come sappiamo, da tempo la ristrutturazione di Dolo, blocco sud, non potrà essere compiuta secondo i dettami di legge perché il finanziamento per l’antisismica, ad oggi, non esiste. Per questo la direzione generale dell’Asl 13 è stata autorizzata a compiere delle opere fondamentali: nuovo blocco operatorio antisimico, pronto soccorso, piastra radiologia, area ambulatoriale per un valore di circa 18 milioni di euro, posticipando la ristrutturazione del blocco sud».

Alessandro Ragazzo

 

SANITÀ

SCORZÈ – «Rifiutare il servizio hospice alla nostra casa di riposo? No, noi non abbiamo mai rifiutato niente. Saremmo stati degli sciocchi».

Continua a tener banco la scelta (concordata da Regione, Ulss 13 e Conferenza dei sindaci) di destinare 11 posti-letto per il ricovero dei malati terminali alla casa di riposo “Anni sereni” di Scorzé. Il consigliere miranese Gabriele Petrolito ha tirato fuori la questione ribadendo l’importanza di avere quel servizio al “Mariutto” di Mirano, in una posizione centrale vicino all’ospedale.

Il direttore generale dell’Ulss 13, Gino Gumirato, ha risposto spiegando che quel servizio era stato proposto proprio al Mariutto, ma era arrivato un rifiuto. Ora però il presidente del Mariutto Vincenzo Rossi offre un’altra versione: «Nessun rifiuto. Noi siamo i primi a voler valorizzare i posti liberi e a cercare nuovi introiti, siamo favorevoli ad ampliare i nostri servizi».

Anche il suo predecessore, Gilberto Bellò, garantisce che non c’è mai stato alcun rifiuto: «Ai miei tempi si era parlato solo di creare un Centro diurno per autosufficienti, ma poi venne ampliato quello di Salzano».

Il sindaco Maria Rosa Pavanello allarga il concetto: «Di sicuro – scrive – il Mariutto ha strutture e competenze anche per altre tipologie di servizi». In una logica di distribuzione, proprio al Mariutto sono stati assegnati 20 posti di Unità riabilitativa territoriale (fisioterapia e altri trattamenti post fase acuta). Quando saranno attivati? La tabella indica l’anno 2015, la casa di riposo attende notizie da Ulss e Regione.

(g.pip.)

 

MIRANO – A Ca’ Perale sta prendendo forma l’area verde, sopra 400mila tonnellate di rifiuti

I rifiuti sono già stati coperti e sigillati, alcune migliaia di alberi saranno piantumate nelle prossime settimane. Prende forma la nuova, grande area naturale di Mirano: in via Taglio, dove c’era la discarica di Ca’ Perale, sta sorgendo un grande prato, circondato da una folta area boscata. L’intervento, realizzato da Veritas con un finanziamento regionale di 4,9 milioni di euro, sarà completato a giugno, il Comune di Mirano intende inaugurare il nuovo polmone verde per quest’estate. L’ex discarica confina con il Passante autostradale; tra il 1988 e il 1996 è stata attiva per tutto il Miranese ricevendo oltre 400mila tonnellate di rifiuti solidi urbani.

Dopo aver scartato le ipotesi di realizzare un parco urbano e un impianto fotovoltaico, l’amministrazione ha deciso di far nascere un’area che sia soprattutto di rifugio per la fauna.

«Avrà una valenza naturalistica – spiega l’assessore all’Ambiente, Federico Vianello – a compensazione dell’impatto ambientale che questa zona ha subìto per molti anni. L’area boscata e il prato interno favoriranno la presenza di insetti e uccelli, che hanno bisogno di questo tipo di ambiente ormai completamente scomparso dal nostro territorio. Lo scorso autunno i tecnici hanno chiuso la discarica con una copertura sigillata e impermeabile come richiesto dalle norme, intanto si intravedono già i primi frutti della semina e ora mancano solamente due step: nelle prossime settimane si lavorerà alle siepi perimetrali (saranno piantate prevalentemente latifoglie), a giugno saranno realizzati dei percorsi interni di servizio. Secondo il piano originario i lavori si sarebbero dovuti completare già nel maggio del 2013, ma i tempi si sono allungati prima perché Veritas ha dovuto attendere l’autorizzazione dall’Autorità militare per la bonifica bellica, e poi per le frequenti piogge della scorsa estate. Se non ci saranno ulteriori intoppi, a luglio in quest’area vasta circa 6 ettari sarà inaugurato ufficialmente il nuovo polmone verde di Mirano. Poi basterà attendere che la natura faccia il proprio corso».

 

L’Università indica nel polo di Mirano, Dolo e Noale un esempio di assistenza

Domani a Padova un seminario con studenti e dirigenti del Master di Parigi

MIRANO – Asl 13 di Mirano e Azienda ospedaliera di Padova esempi del sistema sanitario veneto. Entrambe sono state scelte dall’Università Ca’ Foscari per una giornata di studio organizzata per una delegazione francese di studenti e dirigenti provenienti dal Master di management sanitario della Essec Business School di Parigi, in Veneto per osservare da vicino il sistema sanitario regionale.

L’appuntamento è per domani a Padova, dove nel pomeriggio verrà illustrata in particolare l’attività dell’Asl 13. «In questo progetto italo-francese», spiega il direttore generale Gino Gumirato, «la nostra azienda è stata scelta a rappresentare le Asl venete come esempio delle peculiarità regionali in ambito di integrazione socio-sanitaria: mostreremo i modelli organizzativi e gestionali dell’assistenza integrata ospedale-territorio, le modalità con cui l’Asl 13 agisce per garantire agli assistiti una presa in carico globale e analizzeremo l’attuale sistema ospedaliero e i principali indici di assistenza, fornendo un quadro dell’attività svolta per la cura delle patologie acute». Sarà l’assistenza territoriale il cardine del meeting, motivazione principale del coinvolgimento dell’Asl 13 nel viaggio studio degli studenti francesi.

«L’incontro», conclude Gumirato, «punta a illustrare le misure attraverso le quali l’Asl 13 garantisce i livelli essenziali di assistenza nelle cure primarie e nelle progettualità in campo per migliorarci».

Sarà dunque l’occasione per presentare, anche oltralpe, i numeri della sanità Miranese e della Riviera: 17 Comuni, 500 chilometri quadrati di territorio e una popolazione di 271 mila abitanti, in crescita.

Tre ospedali, Dolo, Mirano e Noale, che complessivamente registrano 28.500 ricoveri l’anno, di cui circa seimila diurni e 15.800 con interventi chirurgici. A Dolo e Mirano, i Pronto soccorso registrano circa 80 mila accessi l’anno, mentre i due distretti, grazie anche alla collaborazione di 210 tra medici di medicina generale e pediatri di libera scelta, permettono l’assistenza di circa 5.500 utenti a domicilio, i consultori familiari erogano circa 48 mila prestazioni e i servizi di neuropsichiatria infantile 9 mila.

Trecento gli utenti dei 13 centri diurni per disabili, mentre l’assistenza agli anziani è garantita da otto strutture convenzionate con 1006 posti letto, di cui 48 semiresidenziali.

Infine sono circa 2 milioni e 500 mila le prestazioni di diagnostica di laboratorio e 900 mila le prestazioni specialistiche erogate ogni anno.

Filippo De Gaspari

 

DOLO – L’Asl 13 di Dolo e Mirano scelta insieme all’Azienda ospedaliera di Padova, per spiegare ai francesi il sistema sanitario Veneto. Domani, mercoledì, una delegazione francese, costituita da dirigenti sanitari pubblici e privati e studenti provenienti dal Master di Management sanitario della Business School di Parigi, giungerà a Padova per conoscere il sistema sanitario veneto.

L’Asl 13 con il suo bacino di 17 comuni e con una popolazione di circa 271.000 abitanti è stata individuata dall’Università Ca’ Foscari come esempio delle peculiarità venete in ambito di integrazione socio-sanitaria. «L’intervento dell’Azienda 13 – ha spiegato il direttore generale Gino Gumirato che domani sarà a Padova insieme ad alcuni primari di Dolo e Mirano – verterà sui modelli organizzativi e gestionali dell’assistenza integrata. Si analizzeranno l’attuale sistema ospedaliero e i principali indici di assistenza».

Ma ad interessare sanitari e studenti dell’Essec Business School sarà l’assistenza territoriale. «L’incontro – ha sottolineato Gumirato – è mirato all’illustrazione delle misure attraverso le quali l’Asl 13 garantisce l’assistenza nell’ambito delle cure primarie; sarà così occasione per riflettere e discutere sul presente e sul futuro dei servizi dall’Azienda al territorio».

(L.Gia)

 

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