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Sanità, raccolte tremila firme per Ostetricia-ginecologia

Oltre tremila firme raccolte in meno di una settimana a difesa del reparto «Materno-Infantile» dell’ospedale di Mirano. La petizione è stata lanciata nei giorni scorsi dal comitato Carlo Salvioli e ha fatto registrare subito una risposta massiccia. La raccolta-firme è stata indetta per opporsi alla paventata chiusura di un primariato di Ostetricia-Ginecologia.

Dieci giorni fa la commissione regionale Sanità ha prospettato l’unificazione tra il primariato di Dolo e quello di Mirano. Il comitato teme un ridimensionamento dell’attività miranese: «Il reparto di Mirano non si tocca, qui ci sono un primario di grande esperienza e quattro sale completamente a norma. A Dolo i parti sono 850 all’anno, mentre Mirano con 1350 parti rappresenta il primo punto-nascite della Provincia».

L’altro capitolo riguarda Cardiochirurgia: per il direttore generale 223 pazienti all’anno rappresentano un volume troppo basso ed è necessario integrarsi con altre Ulss; anche in questo caso il comitato teme i tagli al servizio e dunque il coordinatore Aldo Tonolo attacca: «Il direttore è in malafede. Il parere di comitati e cittadini va sempre ascoltato, con un referendum popolare hanno il potere di mandare a casa la direzione di una Ulss».

Il direttore Gumirato replica: «Certi toni sono offensivi nei confronti dell’Ulss, i dati riportati sull’attività di Cardiochirurgia sono conosciuti e incontrovertibili. Sono in serena attesa delle decisioni della giunta regionale, sulla base delle quali porterò avanti il mio lavoro». Una decisione che potrebbe arrivare in queste settimane.

 

 

Lo scavo dei fanghi ai Mulini di Sotto non è stato ancora fatto. Il sindaco: «Partiranno a breve»

MIRANO – Continua a piovere e sarà così per buona parte della settimana. Nonostante i disagi nel Miranese si siano limitati finora a qualche allagamento stradale, le prime avvisaglie d’autunno riportano in primo piano i timori per l’arrivo della brutta stagione, che come ogni anno metteranno a dura prova la rete di scolo.

Mirano in particolare, quest’anno, ha una preoccupazione in più: lo scavo dei fanghi ai Mulini di Sotto è in ritardo. Le ruspe entreranno in azione, forse, a novembre e per la città potrebbe essere già tardi. Si profila insomma un altro autunno con il fiato sospeso a causa del rischio idraulico in pieno centro storico.

Dopo l’allarme lanciato un anno fa dagli stessi uffici tecnici comunali, un’altra estate è trascorsa tra denunce di incuria e degrado, ma poco è stato fatto. Nelle scorse settimane un primo intervento del Genio civile ha riguardato il taglio dell’erba negli isolotti emersi dal bacino: i lavori, pur necessari, appaiono in realtà insufficienti a scongiurare fenomeni alluvionali nel cuore della città.

Il Comune fa sapere di aver ricevuto tutte le rassicurazioni da parte del Genio che i lavori riprenderanno a breve, pare già a novembre. Ma potrebbe essere comunque tardi. Lo scorso anno le acque del Muson lambirono la riva della pescheria alle Barche l’11 novembre, mentre in piazza si disputava un Zogo dell’oca bagnato. Per la stessa data di quest’anno, i lavori di scavo del bacino, molto probabilmente non saranno conclusi.

Cosa deve attendersi dunque la città? «Ho sollecitato il Genio anche pochi giorni fa, abbiamo le rassicurazioni che i lavori verranno fatti a breve», afferma il sindaco Maria Rosa Pavanello, «a noi interessa che l’intervento venga fatto, anche perché ora le formazioni di terra emersa sono addirittura due».

Quasi 400 mila euro sono necessari per completare i lavori. Gli esperti sottolineano che con il continuo riporto di terreno in arrivo da monte, presto le due “isole” si uniranno e lo specchio d’acqua avrà esaurito il suo spazio. Intanto il consorzio di bonifica Acque Risorgive apre un nuovo cantiere per il ripristino di tratti franati e il consolidamento degli argini di alcuni canali del Miranese.

Tra gli interventi previsti, per una spesa complessiva di 450 mila euro, c’è anche il rifacimento di circa 400 metri di argine del Muson Vecchio tra Salzano e Mirano. Verranno consolidate le arginature compromesse e ripristinati i tratti franati, attraverso la posa di pali e materiale roccioso.

«La sicurezza idraulica del territorio», spiega il direttore del consorzio Carlo Bendoricchio, «si garantisce non solo con le grandi opere ma anche con gli interventi di manutenzione. In questo caso si tratta di sistemare alcuni tratti dei corsi d’acqua di recente compromessi dalle onde di piena a causa di eventi alluvionali. Con i fondi messi a disposizione dalla Regione e grazie all’intesa con i comuni interessati, rimetteremo in efficienza questa parte della rete scolante».

Filippo De Gaspari

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MIRANO «Il direttore generale è in malafede, fa finta di non sapere che i dati del comitato Salvioli derivano dalle schede statistiche dell’Ulss».

Il coordinatore Aldo Tonolo replica così alle dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi dal direttore generale dell’Ulss 13 Gino Gumirato, che ha tacciato i comitati di fare demagogia per «salvare» il reparto di Cardiochirurgia.

«La media è di 0,8 pazienti al giorno, non si può lavorare con volumi così bassi – ha spiegato Gumirato – Integrare il reparto miranese con l’Ulss 12 di Mestre è indispensabile. Una scelta efficiente sarebbe quella che porti ad avere meno reparti con più casi trattati».

Ma il Salvioli non ci sta: «Con l’organico al completo in passato si è arrivati a 330 interventi l’anno. Basta con questo boicottaggio».

Tonolo chiude con una provocazione: «Il parere di comitati e cittadini va sempre ascoltato, con un referendum popolare hanno il potere di mandare a casa la direzione di una Ulss. Non è mai successo ma c’è sempre una prima volta».

(g.pip.)

 

Dolo, in 500 con i sindaci al corteo per l’ospedale

Si sono presentati in cinquecento, nonostante la leggera pioggia, per “difendere” l’operatività dell’ospedale di Dolo. Fra i manifestanti che scandivano slogan come “ci serve un ospedale non un centro commerciale”, numerosi amministratori pubblici come i sindaci di Dolo, Mira, Camponogara, Fossò e Campolongo Maggiore oltre a consiglieri regionali e provinciali e rappresentanti di comitati civici della Riviera del Brenta.

STRISCIONI – La partenza del corteo di protesta contro la riorganizzazione dell’ospedale di Dolo voluta dalla Regione

IL PRESIDENTE DEL COMITATO   «Dopo il tribunale perdiamo l’ospedale»      Passando davanti alla sede del Tribunale, Zen ha detto: «Sarebbe gravissimo perdere anche l’ospedale».

DOLO – L’accusa di Mescalchin: «Una scelta politica che favorisce le lobby»

Più di 500 in corteo per l’ospedale

Sindaci e cittadini alla manifestazione del comitato Marcato contro la riorganizzazione

Il Comitato Bruno Marcato voleva risposte e queste sono arrivate. La manifestazione per richiamare l’attenzione sulle schede sanitarie regionali che mettono in pericolo il futuro dell’ospedale dolese ha fatto proseliti non solo tra comitati e politici, anche d’ideologia diversa, ma soprattutto fra i cittadini. Nonostante la pioggerellina centinaia di persone hanno aderito al corteo. Circa 500 le presenze secondo il comandante della Polizia dell’Unione Alberto Baratto, ma lungo il percorso da Piazza Mercato a Foro Boario, molti si sono aggiunti.

Uno striscione di Opzione Zero con scritto “La salute un diritto di tutti – salvare il nostro ospedale un dovere” ha aperto il corteo preceduto, su richiesta del coordinatore dell’evento Emilio Zen, di un minuto di silenzio per le vittime di Lampedusa. Passando davanti alla sede del Tribunale, Zen ha detto: «Sarebbe gravissimo perdere anche l’ospedale».

Numerosi gli esponenti politici, a partire dal sindaco di Dolo Maddalena Gottardo e il vice Giuliano Zilio, Alvise Maniero di Mira, Gianpietro Menin di Camponogara, Alessandro Campalto di Campolongo Maggiore, Federica Boscaro di Fossò, l’assessore Stefano Valentini di Stra e i consiglieri provinciale e regionale Giuliano Scaramuzza e Bruno Pigozzo.

Numerosi anche gli slogan, uno per tutti: «Noi vogliamo un ospedale non un centro commerciale».

Numerosi gli interventi. Il sindaco Gottardo: «Confidiamo che la giunta regionale accetti le nostre richieste». Menin: «Il diritto alla salute è sancito dall’articolo 32 della costituzione e porteremo avanti la battaglia per non perdere questo diritto». Maniero: «I malati della Riviera costano come quelli di tutte le altri zone, perché devono essere trattati diversamente?» Boscaro: «Quello che chiediamo è legittimo e rispetta quanto previsto nel piano sanitario». Gianni Conte (Cisl): «È un nostro diritto la salute e dobbiamo difenderlo». Campalto: «Sono preoccupato perché si colpiscono i cittadini più deboli ed indifesi».

Ha chiuso Walter Mescalchin del Comitato Marcato con una relazione precisa e circostanziata: «È una decisione politica che si abbatte sulle nostre teste. Non dipende da motivi economici né scientifici ma solo da scelte politiche per favorire le lobby che hanno deciso in tale senso». Nel pomeriggio il Pd di Vigonovo in una nota ha criticato l’assenza del sindaco e degli amministratori locali di Vigonovo.

Lino Perini

 

Ieri pomeriggio il corteo del “Comitato Marcato” ha attraversato il centro di Dolo per dire no ai tagli delle schede sanitarie

DOLO – La pioggia non ha fermato le oltre 500 persone che ieri pomeriggio hanno partecipato alla manifestazione in difesa dell’ospedale di Dolo e dell’Asl 13. Armati di bandiere, striscioni, volantini e megafoni i manifestanti hanno attraversato il centro storico di Dolo per ribadire la necessità che vengano riviste dalla giunta regionale le schede ospedaliere per l’Asl 13 con il mantenimento del ruolo di ospedale “per acuti” per Dolo e Mirano mentre Noale deve diventare un ospedale di comunità e un polo riabilitativo a valenza metropolitana.

La manifestazione, promossa dal comitato “Bruno Marcato” che ha avuto il supporto di oltre 30 associazioni e comitati, ha visto la partecipazione di numerosi cittadini, di alcuni sindaci e rappresentanti dei Comuni della Riviera, politici provinciali, regionali e l’onorevole Michele Mognato.

Il corteo è stato aperto da uno striscione dove c’era scritto “La salute è un diritto di tutti, salvare il nostro ospedale un dovere”, mentre poi venivano ripetuti slogan quali “Vogliamo un ospedale non un centro commerciale”, “Basta manager vogliamo sanità”, “Difendiamo il diritto alla nostra salute”.

Alcune persone indossavano anche dei manifesti dove era riportato l’articolo 32 della Costituzione. Il corteo è poi arrivato al Foro Boario, davanti alla vecchia entrata dell’ospedale di Dolo, dove si sono svolti gli interventi.

«Mi auguro che questo serva per far muovere le coscienze», ha spiegato Maddalena Gottardo, sindaco di Dolo, «e soprattutto per far sì che la giunta regionale si pronunci a favore del nostro ospedale. Altrimenti sapremo come muoverci». Critico il neopresidente della Conferenza dei sindaci Gianpietro Menin: «Perché tocca sempre all’Asl 13 sottostare ai piani di rientro finanziario, ai piani di riorganizzazione con tagli ai servizi, posti letto e posti di lavoro, quando questo non avviene per altre Asl del Veneto? Non condividiamo la scelta del week surgery cinque giorni a settimana, e il sabato e la domenica dove andremo a curarci? Rischiamo una riduzione dell’assistenza ospedaliera per i nostri cittadini». Anche Bruno Pigozzo, consigliere regionale Pd, chiede l’intervento della giunta regionale. «Le schede ospedaliere così come sono state presentate non rispettano i principi di equità, sostenibilità economica e continuità assistenziale previsti dal piano sociosanitario. Tocca alla giunta regionale rimediare». Alessandro Campalto, sindaco di Campolongo, esprime preoccupazione: «Io rappresento un territorio che da queste operazioni potrebbe essere pesantemente penalizzato. Gravitiamo anche nell’area del Piovese e anche lì si stanno compiendo gli stessi tagli. Ho partecipato anche alla manifestazione di Piove di Sacco e ho visto che c’erano tutti i sindaci».

Il comitato Marcato negli interventi di Walter Mescalchin e Francesco Sacco ha criticato Regione e sindaci: «Queste sono decisioni politiche che stanno passando sopra le nostre teste senza un confronto. Si sta delineando il futuro di migliaia di persone, soprattutto di quelle più deboli. I sindaci che non hanno approvato l’ordine del giorno per la salvaguardia dell’Asl 13 bastava sostenessero due punti: ospedale di rete su due sedi e nessuno spostamento di reparti finché non erano pronte le schede territoriali». Infine critico anche Gianni Conte (Cisl): «Stiamo perdendo in silenzio i nostri servizi, vedi il Tribunale e ora l’ospedale. Si sta depauperando il nostro territorio, un segnale del disinteresse è il tendone del Pronto soccorso che doveva essere provvisorio e invece è ancora là».

Giacomo Piran

 

A Mirano tremila firme in pochi giorni in difesa del reparto di Ostetricia

MIRANO. Già tremila firma raccolte per salvare la Maternità di Mirano. Ad annunciarlo è il comitato Carlo Salvioli di Mirano, che nei giorni scorsi ha dato inizio alla mobilitazione per salvare il reparto di Ostetricia-Ginecologia, che si teme possa essere ridimensionato dopo che la quinta commissione regionale ha deciso di mantenere un solo primariato per tutta l’Asl 13.

«Dopo le seimila firme raccolte da Cuore Amico nelle scorse settimane sul territorio per il mantenimento di Cardiochirurgia», spiega il coordinatore del Salvioli Aldo Tonolo, «altre tremila sono state raccolte in pochi giorni dal nostro comitato per il mantenimento della Maternità a Mirano. E la raccolta continua. I numeri testimoniano l’alto grado di sensibilizzazione dei residenti contro i tagli agli ospedali dell’Asl 13».

Il Salvioli punta a portare ancora una volta in primo piano il dibattito sulle nuove schede di dotazione ospedaliera e il sentimento dei cittadini di Miranese e Riviera, contrari a un ridimensionamento di un’azienda sanitaria da sempre sottofinanziata.

Il Salvioli teme che l’unificazione dei due primariati di Ostetricia possano portare al trasferimento del punto nascite da Mirano e Dolo, nonostante a Mirano si eseguano oggi qualcosa come 1350 parti l’anno, a Dolo poco più della metà. La raccolta firme proseguirà nei prossimi giorni coinvolgendo anche partiti e associazioni.

(f.d.g.)

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RIVIERA-MIRANESE – Sette sindaci manifestano   «Basta tagli»

Sette sindaci di Riviera e Miranese, tutti del centrosinistra, hanno manifestato ieri davanti al nosocomio dolese «contro lo smantellamento dell’Asl 13».

TIMORI – I sindaci sono preoccupati per il servizio su 5 giorni di chirurgia

LA RICHIESTA  «Necessari due distretti»  I sette sindaci del centrosinistra: «È necessario richiedere due distretti, uno in Riviera ed uno nel Miranese»

Sette sindaci del centrosinistra hanno manifestato ieri davanti al nosocomio dolese

«A Noale il polo riabilitativo. Ostetricia? Mantenere il primariato a Dolo e a Mirano»

Cresce il malumore e c’è una precisa presa di coscienza politica in merito all’evidente smantellamento dell’asl 13 ed, in particolare, dell’ospedale di Dolo. Sette sindaci del centro sinistra hanno preso l’iniziativa di riunirsi davanti all’ospedale dolese per manifestare il loro dissenso. Gianpietro Menin di Camponogara, Maria Rosa Pavanello di Mirano, Federica Boscaro di Fossò, Alessandro Campalto di Campolongo Maggiore, Silvano Checchin di Spinea , Monica Barbiero di Martellago e Alessandro Quaresimin di Salzano hanno espresso un concetto basilare.

«La Commissione regionale non ha tenuto conto del parere e delle richieste della Conferenza dei sindaci dei 17 comuni di Riviera e del Miranese. Un documento nel quale si evidenziava come l’ottimizzazione dei servizi avvenuta negli ultimi anni sia equilibrata e che lo spostamento di reparti da un ospedale all’altro possa comportare maggiori costi e minori benefici. Il tutto con un sotto finanziamento cronico a favore dell’Uls 13 sia nella quota pro-capite sia nella mancata erogazione dei 22 milioni di euro di fondi regionali stanziati e mai erogati e che dovevano essere utilizzati per la messa a norma delle strutture.»

Ai sindaci presenti si sono uniti anche il consigliere dolese Gianni Lazzari, l’ex consigliere regionale Renato Morandina ed anche il consigliere di Noale Paolo Dalla Vecchia, quest’ultimo pur appartenendo al centro destra ha spiegato. «La salute non deve avere connotazioni partitiche per cui mi trovo d’accordo ed appoggio l’iniziativa dei sindaci per salvare l’asl 13.»

A proposito di Noale i sindaci hanno precisato. «Rilanciamo la proposta di fare a Noale il polo riabilitativo di area vasta metropolitana.»

Per quanto riguarda Dolo i sindaci sono preoccupati per il servizio su 5 giorni di chirurgia. «Rimane scoperto il servizio nel fine settimana con evidenti rischi, in particolare per le emergenze e per Ostetricia. Sembra un disegno per scoraggiare i malati ed indirizzarli verso altre strutture.»

Ed a proposito di Ostetricia hanno aggiunto. «Chiediamo il mantenimento del primariato sia a Dolo che a Mirano.» Per concludere.

«È necessario richiedere due distretti, uno in Riviera ed uno nel Miranese.» Il sindaco di Mirano Pavanello ha replicato al direttore generale Gumirato per la frase ‘Basta affitti ai privati’ «Ma il Mariutto è un ente e non un privato. Personalmente sono perplessa sullo spostamento a Noale degli uffici amministrativi».

Oggi è in programma il corteo indetto dal Comitato Marcato con la presenza di molti movimenti ed a cui parteciperanno anche alcuni sindaci rivieraschi ma i presenti hanno ribadito. «Pensiamo che sia giusto che si mobilitino tutti i sindaci che hanno firmato il documento unitario ed in particolare il sindaco di Dolo, primo interessato a protestare per lo smantellamento di questo ospedale.»

Lino Perini

 

STRA – Cardiopatico aveva prenotato all’ospedale di Dolo

Visita al cuore, aspetterà 17 mesi

Per essere visitato al cuore dovrà attendere ben 17 mesi. Non è un record ma la dice lunga sulle lungaggini e i tempi d’attesa “imposti” dalla sanità agli utenti. Vittorio Cosima, cardiopatico, personaggio noto a Stra per aver gestito per tanti anni un negozio di alimentari in via Santa Marta e per aver fatto parte per anni della società ciclistica Alpe, aveva prenotato la visita al cuore.
«Come vede – sottolinea mostrando il foglio di prenotazione – per una visita all’Ospedale di Dolo dovrò aspettare “solamente” 17 mesi. In sostanza dovrò presentarmi al primo piano dove si trova il reparto di Cardiologia il 24 febbraio del 2015. Non pretendevo certo di essere visitato il giorno dopo la richiesta ma 17 mesi onestamente mi sembrano davvero un’esagerazione».

Silvano Bressanin

 

Nuova Venezia – “Asl 13, la Regione ci deve ascoltare”

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

5

ott

2013

 

I sindaci contestano le schede sanitarie.

Oggi a Dolo la manifestazione promossa dal comitato “Bruno Marcato”

DOLO – Si sono ritrovati ieri davanti alla nuova portineria dell’ospedale di Dolo per chiedere che le schede ospedaliere per l’Asl 13 vengano riviste dalla Regione accogliendo tutte le osservazioni fatte dalla Conferenza dei sindaci. A mobilitarsi sono stati i sette sindaci del Pd di Riviera e Miranese: Federica Boscaro (Fossò), Gianpietro Menin (Camponogara), Alessandro Campalto (Campolongo), Maria Rosa Pavanello (Mirano), Monica Barbiero (Martellago), Alessandro Quaresimin (Salzano) e Silvano Checchin (Spinea).

«La Conferenza dei sindaci aveva chiesto una Chirurgia generale ordinaria h24 per sette giorni a Dolo», spiegano, «che il servizio di Ostetricia rimanga sia a Mirano che a Dolo, che l’attività di Cardiochirurgia a Mirano sia in collaborazione con Mestre oltre a garantire l’attività di Riabilitazione.

Inoltre va chiarita la programmazione dei 111 posti letto di strutture intermedie e delle aggregazioni funzionali territoriali dei medici di medicina generale con relativo finanziamento. Noale poi deve diventare un polo riabilitativo di area vasta metropolitana». Viene poi riaffermata la necessità di proseguire con il processo di aggregazione.

«La Conferenza dei sindaci ha ribadito che l’ottimizzazione dei servizi avvenuta in questi anni è equilibrata e che lo spostamento dei reparti da una parte all’altra possa comportare maggiori costi e minori benefici. Inoltre sottolineiamo la situazione di sottofinanziamento dell’Asl 13 sia nella quota pro capite che nella mancata erogazione dei 22 milioni di euro per la messa a norma delle strutture. Anche gli altri sindaci dovrebbero mobilitarsi».

È arrivato anche Paolo Dalla Vecchia, consigliere comunale di Noale e assessore provinciale, che ha voluto appoggiare le richieste dei sindaci: «Ho supportato l’iniziativa dei sindaci ed espresso loro solidarietà», ha spiegato Dalla Vecchia, «perché la sanità è una questione che riguarda i cittadini e il territorio e non è partitica. Bisogna cominciare a parlare veramente di sanità nell’area metropolitana anticipando gli eventi».

Alcuni sindaci, con in testa il neopresidente Gianpietro Menin, saranno presenti oggi alla manifestazione per la salvaguardia dell’ospedale di Dolo e dell’Asl 13 in programma dalle 14.30 in piazza Mercato a Dolo. Il programma della manifestazione, promossa dal comitato “Bruno Marcato” e sostenuta da altre 30 associazioni, comitati e gruppi consiliari, prevede lo svolgimento di un corteo che attraverserà il centro di Dolo.

Infine i membri del comitato “Bruno Marcato” rispondono al direttore generale Gino Gumirato: «Noi siamo popolari non populisti», spiegano dal comitato, «e non siamo campanilisti visto che abbiamo supportato la mobilitazione dell’associazione Cuore Amico per la Cardiochirurgia di Mirano. Visto che parla di affitti da risparmiare dovrebbe cominciare dal suo ufficio di Mirano utilizzando quello rimasto vuoto a Dolo».

Giacomo Piran

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Gazzettino – Asl 13, protesta dei sindaci.

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

4

ott

2013

SANITA’  – Presenti Camponogara, Campolongo, Fossò, Mirano, Spinea, Salzano e Martellago

Alle 12.30 sette primi cittadini di sinistra manifesteranno all’ingresso dell’ospedale di Dolo

FUTURO INCERTO – L’ospedale di Dolo, al centro della riorganizzazione della sanità voluta dalla Regione

DOLO – «Salviamo l’Asl 13». È il grido di battaglia di sette sindaci di sinistra della Riviera e del Miranese che hanno deciso di presentarsi oggi alle 12.30 davanti all’ingresso dell’ospedale di Dolo per intervenire con proposte e considerazioni dopo quanto stabilito dalle schede sanitarie regionali licenziate nei giorni scorsi dall V Commissione.

Il sindaco di Camponogara Gianpietro Menin si fa portavoce dell’iniziativa: «Prima che le schede passino in Giunta e diventi definitiva la situazione sanitaria dell’Asl 13, riteniamo necessario evidenziare le problematiche che verranno a crearsi in un’ottica di peggioramento dei servizi. Lo facciamo uniti come sindaci della Riviera e del Miranese a dispetto dello scontro in atto fra i comitati dei due paesi, perché se Dolo uscirà fortemente penalizzata dal riordino sanitario anche Mirano non sembra uscirne bene.»

Assieme al sindaco camponogarese saranno presenti i sindaci di Mirano, Maria Rosa Pavanello, di Fossò Federica Boscaro, di Campolongo Maggiore, Alessandro Campalto, di Spinea, Silvano Checchin, di Martellago, Monica Barbiero, e di Salzano, Alessandro Quaresimin.

Intanto il comitato Bruno Marcato – che sta preparando la manifestazione in programma domani pomeriggio a cui hanno aderito in trentatré fra associazioni, comitati e partiti – risponde al direttore generale Gino Gumirato:

«Demagogia la fa la classe politica che raggira i cittadini con promesse ingannevoli».

E attacca il sindaco di Dolo: «In Commissione regionale ha portato delle proposte evidentemente frutto di trattative con il direttore generale, che hanno stravolto il contenuto del documento che era stato presentato e votato all’unanimità in consiglio comunale».

E Francesco Sacco, capogruppo Pd di Mira, ha aggiunto: «La decisione di assegnare il distretto sanitario a Mira, in attuazione di quanto stabilito dalla Regione, è dovuto ad una scelta della Conferenza dei sindaci e non dipende da accordi con il direttore generale che non ha poteri in tale senso».

 

mirano. assemblea Oggi A villa errera

MIRANO – Riparte la mobilitazione per ottenere dalla Regione i soldi del Passante che spettano a Mirano. Che tutto sia ancora fermo al palo e che la città dei 19 milioni di euro promessi non abbia ancora visto un centesimo, ormai non fa più notizia.

Ma il Pd non è disposto a mollare e nemmeno a tirarla per le lunghe. Questa sera, alle 20.30, nella sala consiliare di villa Errera, il gruppo consiliare dei Democratici in Regione ha chiamato a raccolta i cittadini per spiegare come intende chiedere il rispetto degli accordi sul Passante. La strategia passa per la presentazione di emendamenti al prossimo bilancio regionale, come già successo lo scorso anno, sempre per iniziativa del Pd e dell’Udc. Quest’anno però i Democratici tenteranno una mossa preventiva, creando il terreno politico di mobilitazione necessario per sostenere gli emendamenti, in modo che al momento della discussione non debbano esserci troppe voci contrarie. Se gli emendamenti alla manovra regionale venissero votati, la Regione sarebbe costretta a recuperare i fondi che spettano a Mirano per accordo.

Il Pd punta ad ottenere almeno 4 dei 19 milioni di credito già nel 2014. «Riprendiamo le fila di quanto proposto un anno fa», spiega il vicepresidente della commissione regionale Viabilità, Bruno Pigozzo, «a fine anno si comincerà a discutere del bilancio e non vogliamo che i soldi per opere complementari e mitigazioni siano ancora una volta lasciati fuori. Cominciamo fin da subito a creare la giusta attenzione politica al problema».

All’incontro pubblico, oltre a Pigozzo, parteciperà l’onorevole Michele Mognato, membro della commissione Trasporti della Camera, il capogruppo del Pd in Regione Lucio Tiozzo e il sindaco Maria Rosa Pavanello.

Filippo De Gaspari

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DOLO – Ultimi giorni di preparativi per la manifestazione per la salvaguardia dell’ospedale di Dolo e dell’Asl 13 che si svolgerà sabato pomeriggio nel centro del comune rivierasco.

L’evento – promosso dal comitato “Bruno Marcato” e da una trentina di associazioni, comitati, gruppi consiliari, sindacati e partiti politici – punta sulla salvaguardia, sul rilancio e sugli investimenti per gli ospedali e le strutture dell’Asl 13.

Si chiede inoltre una modifica delle schede ospedaliere proposte dalla Regione che hanno previsto una netta divisione in polo medico per Dolo e polo chirurgico per Mirano.

In vista della manifestazione sta continuando in tutta la Riviera del Brenta la distribuzione dei 12 mila volantini che invitano i cittadini a partecipare. Nel frattempo ieri è apparso sulle rive del Naviglio Brenta, in località Cesare Musatti a Dolo, un grande striscione che ricorda lo svolgimento del corteo mentre stamattina ne sarà posto uno davanti al municipio di Dolo.

Alcuni sindaci della Riviera hanno già fatto sapere che saranno presenti alla manifestazione e sfileranno indossando la fascia tricolore. Il corteo sarà aperto da un lungo striscione mentre saranno presenti gli “uomini sandwich”, già visti domenica in occasione della “Giornata della salute”, e manifestanti vestiti con camici bianchi.

Il corteo si radunerà sabato alle 14.30 in piazza Mercato a Dolo e poi partirà transitando via Arino, via Cairoli, via Vittorio Veneto fino al deposito Actv, via Matteotti e via Mazzini prima di arrivare al Foro Boario dove si svolgeranno gli interventi. Per l’occasione è stato previsto il divieto di parcheggio nell’area del Foro Boario per tutto il pomeriggio di sabato.

(g.pir.)

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«L’Asl con queste schede farà un passo indietro»

Duro attacco del Pd alla nuova sanità prevista dalla Regione e appello ai sindaci di centrodestra. «Mirano, Dolo e Noale un modello del rapporto costi-qualità»

DOLO «Il giudizio che diamo alle schede ospedaliere è negativo perché porteranno a un passo indietro rispetto al modello di integrazione che si era costruito in questi anni nell’Asl 13. La Giunta regionale deve cambiare l’impostazione delle schede rispetto a come erano state presentate e a come sono uscite dalla V Commissione».

Questa è la richiesta di Gabriele Scaramuzza, responsabile sanità del Pd veneziano, e dei consiglieri regionali Bruno Pigozzo e Giampietro Marchese dopo che nei giorni scorsi la V Commissione regionale Sanità ha inviato alla giunta le richieste di modifica delle schede che dovrebbero essere vagliate nelle prossime settimane. Gli esponenti del Pd spiegano di essere riusciti ad ottenere alcune correzioni rispetto al progetto iniziale.

«Grazie al nostro intervento, assieme a quello delle associazioni e dei medici, abbiamo salvato alcune eccellenze come Cardiochirurgia, oltre all’Unità Vascolare, al reparto di chirurgia “week surgery” aperto dal lunedì al venerdì a Dolo e al recupero del primariato di riabilitazione con 20 posti letto. Queste cose però sono insufficienti perché non rispondono al modello di integrazione».

Proposte. «Per vent’anni si è lavorato per creare una fattiva integrazione tra gli ospedali di Dolo, Mirano e Noale. L’Asl 13 è diventata un esempio di integrazione a costi molto bassi. Bisogna proseguire su questa strada, un ospedale su due sedi con reparti per acuti in entrambe le strutture. Mentre per Noale bisogna creare un polo riabilitativo a carattere metropolitano. Servono poi gli investimenti previsti come i 22 milioni di euro inseriti nella Finanziaria 2010 che però qui non sono mai arrivati».

Regione e sindaci. «La giunta regionale deve cambiare l’impostazione delle schede rispetto a quanto proposto all’inizio e alle richieste della maggioranza Pdl e Lega in V Commissione. Altrimenti si prenderà la responsabilità di questa decisione e dovranno venire a spiegarlo ai cittadini». Un appello viene lanciato anche alla conferenza dei sindaci. «I sindaci, e in particolare di centrodestra, devono far sentire la propria voce in Regione prima che sia troppo tardi».

Comitati. «Supporteremo tutte le iniziative che l’associazione Cuore Amico e le altre associazioni faranno», spiegano gli esponenti Pd. Viene poi lanciato un messaggio di unità tra i vari comitati che in questi mesi si sono mobilitati per la salvaguardia degli ospedali di Dolo e Mirano. «I comitati non devono dividersi né tanto meno contrapporsi. Devono lavorare uniti e fare battaglie comuni perché venga mantenuto il principio di equità all’interno di tutta l’Asl».

Giacomo Piran

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«Basta affitti a privati, solo edifici nostri»

Il direttore Gino Gumirato spiega il motivo dei tagli e ne prevede di nuovi: «Siamo bistrattati»

MIRANO «L’Asl 13 non pagherà più affitti a privati per l’uso di edifici non suoi a Noale, Dolo e Mirano». L’ha detto senza giri di parole il direttore generale dell’Asl 13 Gino Gumirato nel Consiglio straordinario di Noale di lunedì sera. Un discorso economico, che il numero uno dell’azienda sanitaria di Miranese e Riviera ha spiegato nel dettaglio. E così, il servizio nei due comprensori non sarà com’è stato inteso sinora, partendo proprio dai ricoveri in costante diminuzione.

«Ma perché andiamo bene» ha aggiunto Gumirato. Secondo i dati dell’Asl 13, proprio i ricoveri per acuti sono calati del 2,5% nel 2012 e negli ultimi dieci anni si è scesi del 25-30%. Stessa percentuale si prevede per il prossimo decennio. E questo è l’andamento che si sta registrando nell’Europa Occidentale. Se a questo aggiungiamo che in Chirurgia di rado si supera il 70% dei letti occupati, Gumirato sostiene che in futuro il fabbisogno scenderà ancora.

C’è poi la questione dei finanziamenti, con l’Asl 13 bistrattata rispetto alle altre non solo a livello provinciale ma anche regionale. «Quand’ero a Modena» citava per esempio Gumirato a Noale lunedì sera «avevo 1800 euro per cittadino, qui sono a 1500, che in un anno fa meno 90 milioni di euro».

Infine gli aspetti antisismico e sicurezza, con i soli blocchi uno e due di Mirano in regola, gli altri no. A questo punto, via gli affitti di Dolo, Mirano e Noale, con la vendita degli edifici a est del monoblocco. Ma rimarranno la riabilitazione ambulatoriale, cardiologica e Medicina dello Sport. Dovrebbe restare pure l’Unità territoriale di assistenza primaria (Utap), se i sei medici, che diverranno sette, pagheranno un affitto più alto.

E poi sì al trasloco degli amministrativi di Dolo e Mirano e niente più i 74 posti di lungodegenza. Intervenendo nell’assemblea, il consigliere veneto del Pd Bruno Pigozzo ha chiesto più chiarezza sul tema dell’ospedale di comunità, con Noale sicura di avere 40 posti anche se, ad oggi, non ci sono i soldi, mentre il collega dell’Idv Gennaro Marotta ha chiesto di continuare a pungolare la Regione.

Nel frattempo, nella città dei Tempesta il dibattito resta vivo. Nel prossimo Consiglio ci sarà la discussione sulla mozione presentata dalla minoranza, dove si chiederà di confermare il Pier Fortunato Calvi a polo riabilitativo, ampliando l’offerta.

Alessandro Ragazzo

 

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