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Gazzettino – Niente treni per malattia

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24

ott

2014

NOALE – Il macchinista è malato, saltano quattro treni

NOALE – Ieri saltate altre quattro corse, i pendolari sono ormai esasperati

Il macchinista ha comunicato di star male alle 5 di notte

Tamponamenti tra due auto proprio all’altezza del passaggio a livello, camionisti che tirano dritto abbattendo la sbarra che si stava abbassando, guasti tecnici all’impianto dei segnali di sicurezza. Nell’ultimo mese ne abbiamo sentite e scritte di tutti i colori, ma la malattia improvvisa del macchinista ancora ci mancava. Nuova mattinata di disagi per decine di studenti e lavoratori: la causa è ogni volta diversa, ma la linea che piomba nel caos è sempre la stessa. Per l’ennesima volta nel giro di poche settimane i pendolari del Miranese sono rimasti a piedi per prolungati problemi sulla linea ferroviaria Castelfranco-Bassano-Venezia. Un’altra mattinata di passione è stata vissuta ieri, quando all’ora di punta sono stati cancellati quattro treni che collegano le stazioni di Noale e Mestre. I treni in questione sono le cosiddette «navette», quelle che passano per le fermate di Salzano e Spinea. Sono state introdotte per permettere ai viaggiatori di prendere le coincidenze per Bassano e Venezia, ma saltano di continuo e la gente non ne può più. Nell’ultimo mese a tener banco sono stati i ripetuti danneggiamenti al passaggio a livello di via Tempesta a Noale («sei nel giro di un mese» ha fatto sapere con una nota Rfi raccomandando di fermarsi sempre quando le sbarre sono in movimento), ieri è spuntato un nuovo caso: la cancellazione delle quattro navette è stata decisa alle 4.50 del mattino a causa di un’improvvisa malattia del macchinista. Evidentemente la sostituzione tempestiva non era prevista o non è stata possibile, fatto sta che sono state soppresse due corse da Noale a Mestre (quelle delle 7.09 e 9.09) e due da Mestre a Noale (6.22 e 8.22). I comitati di Salzano e Spinea si stanno mobilitando chiedendo che i Regionali Veloci fermino nelle loro stazioni, intanto si accontenterebbero di non trovarsi a piedi. Dalle statistiche del sito www.trenitardo.org emerge che nell’11% dei casi il Noale-Mestre delle 8.09 è stato cancellato. Senza contare i ritardi.

Gabriele Pipia

 

Un ottobre da incubo per i viaggiatori

SALZANO – È stato un brutto ottobre per i pendolari della Bassano-Venezia, i più penalizzati sono quelli di Salzano che non possono usufruire dei Regionali Veloci e non hanno nemmeno un adeguato collegamento Actv con Venezia. Molti di loro, in caso di soppressioni, hanno dovuto montare in auto e andare alla stazione di Marghera. Per sei volte sono state danneggiate le sbarre di un passaggio a livello noalese (quasi sempre in via Tempesta ma in un caso anche in via Mestrina), a ciò si aggiunge un guasto agli impianti di sicurezza alla stazione di Maerne. La settimana da incubo quella da lunedì 6 a venerdì 10 ottobre: soppressioni o ritardi ogni giorno, sempre all’ora di punta, eccetto il giovedì.

(g.pip.)

 

Nuova Venezia – Unione del Miranese domani il Consiglio

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24

ott

2014

LA PRIMA SEDUTA

MIRANO – Primo Consiglio dell’Unione dei Comuni del Miranese domani a villa Farsetti a Santa Maria di Sala. Prende forma il nuovo ente: dopo la presentazione della giunta e del presidente, ovvero il sindaco di Salzano Alessandro Quaresimin, si riunisce alle 9.30 per la prima volta l’assemblea degli eletti, tre per ogni consiglio comunale (due dalla maggioranza, uno dall’opposizione), più i sei sindaci. Si entra subito nel merito delle questioni, ovvero la condivisione dei servizi: il Consiglio dovrà esprimersi sul recepimento da parte dell’Unione delle funzioni di polizia locale e protezione civile trasferite dai Comuni. Con il voto favorevole sarà in pratica sancita la nascita della polizia locale del Miranese e del gruppo volontari protezione civile del Miranese che, nei prossimi mesi, dovranno affrontare la fase operativa di unificazione. Se per la protezione civile cambia poco, dato che i gruppi comunali operano per distretto già da tempo e manterranno operativi i presidi nei Comuni, a cambiare, e di molto, sarà il corpo dei vigili. Ne nascerà uno unico, con 48 agenti, uffici e comando accentrato a Mirano, a villa Belvedere. Qui i vigili avranno alcune delle stanze che stanno per essere adibite alle nuove funzioni. Il numero e soprattutto l’accentramento delle funzioni permetterà di attivare il cosiddetto terzo turno in orario serale. «Un comando unico, anche se per un territorio così ampio, permetterà di intervenire subito in caso di necessità», ha spiegato il presidente dell’Unione Alessandro Quaresimin. Intanto martedì i consigli comunali di Noale e Martellago hanno dato il via libera al trasferimento al nuovo neonato soggetto delle funzioni di polizia locale e protezione civile. Un passo dovuto, poiché sono due materie inserite negli accordi tra i sei Comuni. Ora Martellago è in convenzione con Salzano e Scorzè. Spiega il sindaco di Martellago, Monica Barbiero: «Ogni martedì mi ritroverò con i miei colleghi per dare forma all’Unione. I problemi da affrontare sono tanti ma c’è entusiasmo per risolverli». Critico Gianfranco Pesce, Gruppo Misto. «Sono sempre stato contrario all’Unione» fa sapere il consigliere, «e non dimentichiamoci che i singoli comandi di vigili sono sotto organico e saremo più in difficoltà».

(f.d.g. – a.rag.)

 

Gazzettino – Miranese. Pendolari, la rivolta in tre punti.

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23

ott

2014

TRENI – I comitati di Spinea e Salzano scrivono alle Ferrovie e a Zaia: «Ecco la soluzione»

«Corse da potenziare, orari da modificare e più fermate»

RICHIESTE – I comitati dei pendolari di Salzano e Spinea: «Ecco la soluzione per i treni»

Introduzione della fermata del Regionale Veloce anche nelle stazioni di Spinea e Salzano, modifica agli orari della navetta Noale-Mestre, potenziamento delle corse nella fascia serale e nei periodi non scolastici. Sono queste le tre richieste avanzate dal comitato pendolari Spinea, in accordo con quello di Salzano, e riportate al dettaglio in un documento unitario da presentare a Regione e Ferrovie. Il documento è stato presentato pubblicamente ai cittadini lunedì sera in municipio a Spinea, in un’assemblea pubblica a cui hanno partecipato moltissimi lavoratori pendolari assieme al sindaco Silvano Checchin. In sala erano presenti anche diversi studenti, perché i disagi della linea Bassano-Venezia rappresentano un problema davvero molto sentito. Nelle ultime settimane i pendolari hanno protestato furiosamente per una lunga serie di ritardi e soppressioni, ora alzano la voce. A dicembre entrerà in vigore il nuovo orario, i due comitati sanno che questo è il momento giusto per farsi sentire. L’aspetto più impellente, per centinaia di pendolari, è la fermata a Spinea e Salzano dei treni Regionali Veloci (che attualmente nel Miranese fermano solo a Noale e Maerne). «Il vecchio orario prevedeva negli orari di punta la fermata di tre treni all’ora verso Venezia e due tre all’ora da Venezia – scrive il comitato di Spinea -. Ora i treni sono due all’ora in entrambi i sensi, a 16 minuti l’uno dall’altro e con una fascia scoperta di ben 44 minuti. La cadenza non è regolare». Da qui dunque la richiesta: «I treni fermino a Salzano e Spinea. Il tempo di percorrenza rimarrebbe pressoché invariato». Il secondo punto riguarda l’anticipazione della Noale-Mestre in orario di punta e si tratterebbe di semplici modifiche d’orario. Ben più importante è il terzo aspetto: «Nella fascia serale chiediamo due ulteriori corse della Mestre-Noale-Mestre, tra le 21 e le 23. Negli orari di punta chiediamo che la navetta sia mantenuta anche nei giorni non scolastici, per andare incontro ai lavoratori». Il documento riporta riferimenti precisi agli orari in vigore, i tecnici di Regione e Rfi nelle prossime settimane studieranno il nuovo tabellone.

Gabriele Pipia

 

Spinea. Il comitato pendolari chiede che i convogli veloci fermino pure in paese e a Salzano

SPINEA – Introdurre una fermata alle stazioni di Spinea e Salzano per il treno regionale veloce, anticipare l’orario della navetta e prevedere corse aggiuntive nella fascia oraria serale e nel periodo non scolastico. Sono le tre richieste formulate alla Regione dal comitato pendolari di Spinea dopo l’incontro in municipio con il sindaco Silvano Checchin. «L’orario in vigore dal 24 settembre 2013 prevedeva, nelle fasce orarie più utilizzate, la fermata di tre treni ogni ora con una cadenza di circa 20 minuti, e due treni ogni ora con cadenza ogni 30», affermano i pendolari, «Quello in vigore dal 15 giugno, al contrario, prevede la fermata di due soli treni ogni ora, distanti il primo dal secondo di 16 minuti verso Venezia e 18 minuti da Venezia. Rimane così scoperta una fascia oraria di 44 minuti verso Venezia e di 42 minuti da Venezia, con disagi per l’utenza che si è ritrovata con due treni anziché tre». Il comitato chiede che i convogli in partenza da Bassano, che grazie a tali modifiche hanno recuperato 5 minuti nella percorrenza, fermino nelle stazioni di Spinea e Salzano senza variazioni sulla tratta. Altra richiesta riguarda le navette: «Per avere tre treni in orari cadenzati in modo omogeneo, proponiamo di anticipare la navetta di 26 minuti». In questo modo il comitato apre alla possibilità per studenti e lavoratori di avere, nell’ora di punta, tre treni con cadenza di circa 15 minuti uno dall’altro. «In questo caso verrebbe prevista l’introduzione di una nuova navetta con partenza da Noale alle 6.43 e arrivo a Mestre alle 7.06, senza problemi di incroci o incompatibilità d’orario. Siamo coscienti del fatto che, seppure necessario, non è possibile posticipare la navetta per la tratta Mestre-Noale, perché incorrerebbe in incompatibilità di incroci con i treni della tratta opposta». E poi le corse aggiuntive. Il comitato chiede di «prevedere in fascia serale due ulteriori corse della navetta Mestre-Noale-Mestre. L’attuale orario prevede l’ultima corsa in partenza alle 21.09 da Noale: chiediamo di rafforzare il servizio». I pendolari chiedono che la navetta sia mantenuta anche nei periodi e nei giorni non scolastici per favorire l’afflusso e il deflusso di pendolari e turisti da e verso Venezia.

Filippo De Gaspari

 

Gazzettino – Miranese. Quaresimin guida l’Unione.

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22

ott

2014

MIRANO – Ieri mattina insediata la Giunta nella nuova sede in villa Belvedere

È il primo presidente dell’alleanza tra i sei Comuni, vice Fragomeni

MIRANO – «L’Unione dei Comuni ci permetterà di avere un maggior peso politico e di puntare a importanti finanziamenti, sia in Regione sia a Bruxelles». Il sindaco di Mirano Maria Rosa Pavanello l’aveva annunciato, ora bisogna concretizzare quei buoni propositi. L’Unione del Miranese riceverà un finanziamento di 35 mila euro per l’avvio dell’ente, ma punta soprattutto ad un altro bando regionale (pubblicato il 2 ottobre, scadenza il 29 ottobre) che potrebbe portare in dote 100 mila euro per le spese d’investimento. Quei soldi saranno utilizzati per sistemare gli uffici (Villa Belvedere può ospitarne fino a 24) ma con un bando successivo si punterà invece a migliorare la sicurezza del Miranese: i sindaci intendono mettere in rete il sistema di videosorveglianza già presente nei vari Comuni, l’obiettivo è coordinare tutte le telecamere e metterle in collegamento con un’unica centrale operativa.

(g.pip.)

 

MIRANO – Ieri mattina insediata la Giunta nella nuova sede in villa Belvedere

Quaresimin guida l’Unione

È il primo presidente dell’alleanza tra i sei Comuni, vice Fragomeni

Il sindaco di Salzano Alessandro Quaresimin è il primo presidente dell’Unione dei Comuni del Miranese, il suo vice sarà il collega di Santa Maria di Sala Nicola Fragomeni. La presentazione ieri mattina in Villa Belvedere a Mirano. È infatti un’ala della storica villa miranese, ad ospitare gli uffici dell’Unione. La giunta è composta dai sindaci dei sei Comuni che hanno aderito (Mirano, Salzano, Spinea, Noale, Santa Maria di Sala e Martellago), il presidente dura in carica un anno e sarà a rotazione tra i sei comuni: il secondo incaricato sarà proprio Fragomeni, poi toccherà a Maria Rosa Pavanello (Mirano), Monica Barbiero (Martellago), Patrizia Andreotti (Noale) e infine Silvano Checchin (Spinea). Il segretario dell’Unione sarà quello del Comune legato al sindaco che sta svolgendo il ruolo di presidente. «Le difficoltà non mancheranno, ma sappiamo che questo è il giusto percorso – dichiara Quaresimin -. Ora partiamo accorpando i servizi di Polizia Locale e Protezione Civile, stiamo già lavorando anche sul Personale». La Polizia Locale avrà come sede centrale proprio Villa Belvedere, dove si sposteranno entro un anno e mezzo una cinquantina di agenti e impiegati amministrativi. «Il futuro va nelle direzioni delle unioni e delle fusioni – aggiunge Fragomeni – Questa è la più grande del Veneto perché raggruppa 135 mila persone, ci dà una grande responsabilità». Patrizia Andreotti tiene invece a sottolineare che «l’Unione non sarà un ente complesso. Stiamo lavorando per una struttura molto snella. L’obiettivo è diminuire i costi e migliorare i servizi, non certo creare un’altra sovrastruttura che porti ulteriore burocrazia». Stessa linea per Checchin e Barbiero: «Non ci sarà alcun colore politico, questo è solo un tavolo tecnico con spirito di collaborazione». Il primo consiglio dell’Unione è in programma sabato alle 9.30 in Villa Farsetti a Santa Maria di Sala. Ogni consiglio comunale ha eletto tre consiglieri rappresentanti all’interno dell’Unione, tutte le cariche saranno a titolo gratuito.

Gabriele Pipia

 

MIRANO – «L’Ulss 13 rema nella direzione indicata dalla Regione, all’ospedale di Mirano il passaggio da Cardiochirurgia a Chirurgia Vascolare non penalizzerà affatto il servizio ai pazienti». Il direttore generale Gino Gumirato torna nel merito della riorganizzazione sanitaria assicurando che l’Ulss 13 miranese collabora già proficuamente con l’Ulss 12 veneziana: «La convenzione sarà rispettata – garantisce Gumirato – e l’attività andrà avanti seguendo le indicazioni delle schede regionali emanate dalla giunta Zaia». Dal 1. gennaio 2015 l’attuale reparto miranese di Cardiochirurgia (diretto dal dottor Alessandro Giacomin) lascerà posto a un’Unità semplice dipartimentale di chirurgia vascolare: «La nomina avverrà con un semplice atto interno» spiega l’Ulss 13, garantendo che per l’attività di Cardiochirurgia la collaborazione con Mestre sarà totale. Intanto anche i vertici provinciali del Pd prendono posizione: «No alla suddivisione tra polo medico a Dolo e polo chirurgico a Mirano – scrive il responsabile sanità Gabriele Scaramuzza – La scelta delle specializzazioni vuol nascondere la mancanza di investimenti. Si torni a investire su Mirano e Dolo, specializzando l’ospedale di Noale come struttura riabilitativa».

(g.pip.)

 

Gazzettino – “Cardiochirurgia rimane a Mirano”

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18

ott

2014

Gumirato (Asl 13) replica al leghista Stival

GUMIRATO «L’Ulss 13 sta facendo tutto ciò che chiede la Regione, a Mirano l’attività di Cardiochirurgia proseguirà regolarmente»

«L’Ulss 13 sta facendo tutto ciò che chiede la Regione, a Mirano l’attività di Cardiochirurgia proseguirà regolarmente. Le polemiche? Solo speculazioni politiche in vista delle prossime elezioni regionali». Così il direttore generale dell’Ulss 13, Gino Gumirato, risponde alla mozione presentata dal consigliere regionale leghista Daniele Stival (e sottoscritta dai colleghi Teso, Tesserin, Furlanetto, Piccolo e Pettenò), in cui viene chiesto alla giunta Zaia di far sì che l’Ulss 13 collabori con l’Ulss 12 veneziana per garantire al meglio questo importante servizio. «La convenzione con l’Ulss 12 sarà rispettata – garantisce Gumirato -. All’ospedale di Mirano il passaggio da Cardiochirurgia a Chirurgia Vascolare non penalizzerà affatto gli utenti». Proprio a proposito della nuova Unità Semplice Dipartimentale di Chirurgia Vascolare, il direttore generale non ha dubbi: «La nomina avverrà con atto interno il 1.gennaio 2015, come indicato dalla Regione. La comunità dell’Ulss 13 in questo momento ha bisogno di chiarezza, non di confusione provocata dalle beghe politiche».

Ma i riflettori sul futuro dell’Ulss 13 resteranno accesi e animeranno il dibattito sulla sanità locale anche nei prossimi mesi: Gumirato ha già espresso la volontà di portare a Noale numerosi uffici direzionali, sfruttando gli spazi lasciati liberi dalla Lungodegenza che traslocherebbe a Dolo. Notizie certe ancora non ce ne sono, ma entro fine anno sono attese importanti novità.

(g.pip.)

 

 

Nel 2005 la Regione aveva stanziato 125 mila euro per il restauro della Rocca

Dopo nove anni i soldi sono ancora là: tempo scaduto, il Comune dovrà renderli

NOALE – Soldi dati nel 2005 e tolti nove anni dopo. Motivo? Mai usati. E così Noale si vede soffiare da sotto al naso i 125 mila euro stanziati dalla Regione per restaurare la Rocca. A levare il finanziamento non è stato uno qualunque, ma lo stesso ministro dell’Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan che, in base alla legge, ha revocato i contributi non adoperati che dovranno essere restituiti. Tutto è stato messo nero su bianco: il documento è consultabile sulla Gazzetta Ufficiale di giovedì scorso. Non si scherza, insomma. Alla città dei Tempesta non resta che attendere il prossimo bando e mettersi in fila di nuovo. È come essere stati in coda per un bel po’, essere chiamati e non accorgersene, perdendo così il turno. Non succede certo che,quando ci si accorge dell’inghippo, gli altri in coda dicano “prego, si accomodi”. Che fare? Bisogna aspettare di nuovo il proprio turno. In questi nove anni si sono alternati tre sindaci: Carlo Zalunardo (2004-2009), Michele Celeghin (2009-2014) e, da giugno scorso, Patrizia Andreotti. Una decina d’anni fa il Comune aveva chiesto dei fondi per sistemare uno dei simboli cittadini. Alcuni lavori, in effetti, erano stati fatti, tra cui il consolidamento delle mura che tante polemiche aveva suscitato tra maggioranza e opposizione. Era il luglio del 2008, undici mesi dopo Zalunardo perse le elezioni. Il successore Celeghin aveva rimesso a nuovo la torre dell’orologio, inaugurata ad aprile 2013, ma anche lui, poco più di un anno dopo, avrebbe lasciato la carica, sconfitto da Patrizia Andreotti. Nel frattempo quei 125 mila euro sono rimasti lì e nessuno li ha toccati. Da Roma se ne sono accorti e i soldi sono stati tolti. «Avevamo fatto delle richieste per il restauro», ricorda Zalunardo, «e messo in atto degli interventi. Chi è venuto dopo di me ha fatto altre scelte e quei soldi non sono più stati usati». Celeghin non si sente colpevole. «Abbiamo puntato sulla sistemazione delle scuole», chiarisce, «mettendo sul piatto 670 mila euro e poi sfruttato i 260 mila euro per recuperare la torre dell’orologio: se non lo facevamo, li avremmo persi. Piuttosto c’è da chiedersi perché Zalunardo non li abbia spesi». Quattro mesi fa è arrivata Andreotti. «Può essere che in passato si siano affrontate altre emergenze», ammette «ma è vero che quei 125 mila non sono stati usati. Ormai sono persi. Se volessimo fare nuovi interventi, dovremmo partecipare a un altro bando».

Alessandro Ragazzo

 

Gazzettino – Ancora caos treni: terzo giorno di fila

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9

ott

2014

NOALE. I PENDOLARI SCRIVONO A ZAIA

NOALE – Sbarre urtate e va tutto in tilt

È la sesta volta nell’ultimo mese

I COMITATI DELLA PROVINCIA «Ritardi e disservizi, chiediamo a Zaia un incontro urgente»

Auto contro le sbarre, caos treni. È il sesto incidente in un mese

Per la sesta volta nell’ultimo mese a Noale un’automobilista ha urtato le sbarre di un passaggio a livello provocando disagi al traffico ferroviario e stradale. È successo anche ieri mattina

SALZANO – L’obiettivo è chiaro: anticipare le scelte di Regione e Ferrovie per quanto riguarda l’orario invernale, esporre tutti i problemi e ottenere i tanto attesi miglioramenti d’orario. I comitati di pendolari del Veneto tornano a farsi sentire, martedì è stata inviata alla Regione una lettera con richiesta d’incontro urgente al governatore Luca Zaia. «Vista la situazione di pesantissimi ritardi e disservizi che si sono registrati ultimamente in varie tratte come la Venezia-Portogruaro, la Bassano-Venezia e la Venezia-Treviso-Udine, chiediamo di poter fare il punto della situazione e capire quali modifiche la Regione è disposta ad inserire in vista dell’orario del prossimo anno» si legge nel documento firmato da sei comitati di pendolari: Spinea, Salzano, Quarto d’Altino, Veneto Orientale, «Il treno dei desideri» e «Trenitardo». A metà dicembre entrerà in vigore il nuovo orario, studenti e lavoratori chiedono di aver voce in capitolo in modo che ogni fascia giornaliera venga coperta al meglio in base alle esigenze dell’utenza. «È passato quasi un anno dall’introduzione del nuovo orario cadenzato – si legge nel documento inviato a Zaia – ma molti problemi già più svolte sottolineati rimangono irrisolti. Queste mancanze stanno creando disagio a diverse migliaia di persone. Alcune delle modifiche da noi proposte potrebbero risolvere certe macroscopiche disfunzionalità nel sistema ferroviario veneto: il nuovo orario entrerà in vigore tra due mesi, attendiamo un incontro».

(g.pip.)

 

Noale. Ieri mattina l’ennesimo incidente al passaggio a livello di via Tempesta

Otto regionali in ritardo, quattro navette cancellate, sei corse limitate a Mestre

NOALE – Un po’ di par condicio anche nelle sbarre. Negli ultimi mesi erano sempre state abbattute quelle di via Mestrina a Noale risparmiando via Tempesta, sulla regionale Noalese. Nessun problema, perché la “mancanza” è stata coperta ieri mattina. Un automobilista, infatti, ha danneggiato il passaggio a livello sulla linea Venezia-Bassano, mandando in tilt non solo il traffico ferroviario ma dando problemi anche alla circolazione stradale. Perché tutto questo quando poteva accadere? Risposta scontata: nelle ore di punta. Così come sono scontate le scene, con pendolari arrabbiati, treni cancellati o in ritardo. Otto regionali sono arrivati in forte ritardo, anche 50 minuti, sei hanno dovuto ridurre il percorso, quattro le navette cancellate. È la sesta volta che accade nell’ultimo mese su questa linea. Sul posto i tecnici di Rfi e la Polstrada. Dopo i problemi di lunedì scorso, con il guasto all’impianto a Maerne, 48 ore dopo si replica. Il fatto. Poco dopo le 6, ignoti hanno danneggiato le sbarre di via Tempesta, in uno dei punti più trafficati dai veicoli non solo di Noale ma del comprensorio. I problemi si sono avuti fino alle 8 ma sono andati a cascata fino alle 12, perché dei convogli sono arrivati tardi a destinazione e non potuti ripartire puntuali. Conseguenze. Otto regionali sono giunti alla stazione d’arrivo diverso tempo dopo. Si tratta delle corse numero 5702, da Venezia a Bassano, che ha pure il record di giornata con 51 minuti, 5706, 5707, 5713, 5717, 5722 5724 e 5725. Le ferrovie sono state costrette a rivedere pure i tracciati; così il Bassano-Venezia delle 6.25 è stato fermato a Mestre e stessa sorta per quello delle 7.25. Sono partiti da Mestre anziché Santa Lucia i convogli delle 7.56 e 8.56 entrambi per Bassano. Il treno delle 6.26 da Venezia a Castelfranco è stato fermato a Noale, quello delle 8.04 non è mai partito dalla città trevigiana ma da quella dei Tempesta. Saltate anche le navette Mestre-Noale delle 7.22 e delle 8.22 e quelle viceversa delle 8.09 e delle 9.09. Rfi. L’azienda fa un appello a tutti, ricordando il Codice della strada: «Il passaggio a livello», scrive l’azienda in una nota,«deve essere attraversato solo quando le barriere sono completamente alzate. Quando le sbarre iniziano a chiudersi è assolutamente necessario fermarsi. Quando sono abbassate è vietato, oltre che pericoloso, tentare di sollevarle, scavalcarle o passare al di sotto. Per la propria sicurezza e per quella degli altri è quindi necessario rispettare la segnaletica e i semafori stradali che proteggono gli attraversamenti ferroviari».

Alessandro Ragazzo

 

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