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Gazzettino – Dolo “Ora servono risposte sull’ospedale”

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10

ago

2014

NUOVE POLEMICHE

La sindaca nel mirino

Il consigliere Giovanni Fattoretto contro il sindaco Gottardo: «Deve fugare i timori dei cittadini e dei dipendenti dell’Ulss»

FUTURO INCERTO – La denuncia di Fattoretto: «Il sindaco dica quali sono le prospettive per l’ospedale»

«Il sindaco Gottardo dia risposte sull’ospedale» È quanto chiede il consigliere leghista Giovanni Fattoretto anche alla luce di quanto evidenziato in questi giorni dal Comitato Marcato. «Il neo Sindaco Leghista di Padova, Massimo Bitonci, da subito ha scartato l’ipotesi di un nuovo ospedale privilegiando la ristrutturazione e l’ampliamento di quello esistente. Relativamente alla struttura ospedaliera dolese sembra invece che il sindaco Gottardo non dia altrettante risposte – dice Fattoretto – È infatti dal consiglio comunale del 30 maggio 2013 che attendo ragguagli in merito ai destini della parte vecchia del ospedale conosciuta come villa Massari, così come sono ancora in attesa dei risultati in merito all’incontro preannunciato nel consiglio comunale del 19 maggio scorso con il sindaco di Mirano e con il Direttore Generale del Ulss 13, così pure come rimango in attesa di una considerazione in merito al Legato Guolo depositato nel consiglio comunale del 19 Giugno dal quale emerge il vincolo di inalienabilità ad ospedale della stessa villa Massari totalmente contrastante con il cambio d’uso presentato nel Pati dell’attuale maggioranza.» Il consigliere Fattoretto insiste. «Non credo che il distacco del sindaco Gottardo dalla Lega Nord giustifichi questo suo comportamento per cui rinnovo pubblicamente le mie richieste affinché la Gottardo dia risposta alle questioni da me sollevate, ma anche nei confronti dei timori di cittadini e dei 200 dipendenti ospedalieri già informati nell’ottobre dello scorso anno di un prossimo loro trasferimento presso la struttura ospedaliera di Noale.»

 

Il nuovo ente del miranese

Ferri eletto con i voti della maggioranza: polemiche a Martellago

MIRANO – Ecco il primo Consiglio dell’Unione dei sei Comuni del Miranese. La giunta sarà formata dai sindaci di Martellago (Monica Barbiero), Mirano (Maria Rosa Pavanello), Noale (Patrizia Andreotti), Salzano (Alessandro Quaresimin), Santa Maria di Sala (Nicola Fragomeni) e Spinea (Silvano Checchin). Eletti in Consiglio tre rappresentanti (due di maggioranza e uno di minoranza) per ogni Comune. Il presidente, eletto dai sindaci, rimarrà in carica, a rotazione, per un anno. In Consiglio per Mirano Giorgio Barbato (Udc) e Tommaso Politi (Pd) e Martina Pasqualetto (Movimento 5 Stelle); per Noale Davide Boschin (Pd), Annamaria Tosatto (La forza dei noalesi) e Michele Celeghin (Noalesi al centro) e per Salzano Andrea Pellizzon ed Elisa Zanin (entrambi della lista Il tuo paese vivo) e Giuliano Stevanato (Lega).Aloro si aggiungono i salesi Luca Morosin e Stefano Pistore (Generazioni per crescere), Giuseppe Rodighiero (Civica Insieme), gli spinetensi Marzia Marastoni (Pd), Anna Malvestio (Spinea con Checchin), Stefania Mazzotta (Movimento 5 Stelle) e i martellacensi Elena Moscatelli (Pd), Sara Faraon (Impegno Comune) e Alberto Ferri (Lega Nord). E proprio a Martellago si registra la polemica più aspra. Grazie ai voti della maggioranza è passato Ferri (erano assenti gli altri due dell’opposizione Moreno Bernardi e Gianfranco Pesce), visto che le minoranze (Lega e M5S) non avevano trovato un accordo precedente. «Accogliamo la sfida di Ferri» dice il capogruppo del Pd Alessandro Zanuoli spiegando la scelta «perché ha permesso di approvare lo statuto al primo turno». Ma il M5S non ci sta. «Agite in barba alla volontà dei cittadini perché siamo più rappresentativi » dice il capogruppo Barbara Simoncini, mentre Andrea Marchiori aggiunge: «Vi arrogate il diritto di decidere anche per la minoranza».

(a.rag.)

 

Gazzettino – Miranese. Unione, eletti i consiglieri.

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2

ago

2014

MIRANESE – Unione dei Comuni eletti i consiglieri

Sono 18 e sono stati scelti nei 6 Comuni: seguiranno l’attività dei servizi unificati

Ora c’è da nominare il presidente: il sindaco di Mirano in pole position

L’Unione del Miranese è già stata sancita nei giorni scorsi, da giovedì sera è completo anche il quadro dei consiglieri che rappresenteranno ogni Comune. Saranno 18, seguiranno l’attività dei servizi unificati e non avranno alcuna retribuzione aggiuntiva rispetto ai gettoni di presenza già percepiti come consiglieri comunali. Il quadro adesso è dunque delineato: i sei Comuni hanno eletto tramite il proprio consiglio comunale tre rappresentanti ciascuno, due di maggioranza e uno di minoranza. Vediamo quindi nel dettaglio da chi sarà composto il consiglio dell’Unione: per Mirano sono stati eletti Giorgio Barbato, Tommaso Politi e Martina Pasqualetto; per Noale Davide Boschin, Annamaria Tosatto e Michele Celeghin; per Salzano Andrea Pellizzon, Elisa Zanin e Giuliano Stevanato; per Martellago Elena Moscatelli, Sara Faraon e Alberto Ferri; per Spinea Anna Malvestio, Marzia Marastoni e Stefania Mazzotta; per Santa Maria di Sala Luca Morosin, Stefano Pistore e Giuseppe Rodighiero. Ora manca da scegliere il presidente, un ruolo che probabilmente sarà svolto con alternanza annuale: nei mesi scorsi il nome forte era quello dell’ex sindaco di Noale Michele Celeghin, in prima linea nella costituzione dell’Unione, ora in vantaggio appare il sindaco di Mirano Maria Rosa Pavanello. Nei prossimi mesi saranno accorpate Risorse Umane e Protezione Civile, per unificare i vari corpi di Polizia Locale ci vorrà invece circa un anno. Entro l’autunno i sindaci attendono 230mila euro di finanziamento regionale: una parte sarà subito investita per collegare le telecamere dei sei Comuni mettendole in rete con le forze dell’ordine, visto che il tema della sicurezza è sempre molto caldo. I sindaci ribadiscono ancora una volta i vantaggi dell’Unione: opportunità di tagliare i costi e migliorare i servizi, maggior peso politico in Regione, più possibilità di ricevere fondi da Bruxelles. Scorzé si chi è chiamato fuori e le perplessità di molti dipendenti rimangono: l’Unione già dall’autunno sarà chiamata alla prova dei fatti. La sede sarà a Mirano: un’ala di Villa Belvedere ospiterà oltre una decina di dipendenti e il comando centrale della Polizia Locale.

 

Nuova Venezia – Cresce la raccolta differenziata.

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30

lug

2014

Veritas

Venezia al 53,79% , Mestre traina con il 66,20%. Martellago record

Cresce la raccolta differenziata dei rifiuti nel territorio dove Veritas gestisce l’igiene urbana. Nel mese di giugno la media complessiva ha raggiunto il 63,63% contro il 62,26% del primo semestre del 2014. Il primato tra i Comuni non spetta a Venezia ma a Martellago (81,58%), seguito da Scorzè (81,08%), Meolo (80,47%), Spinea (79,97%), Fossò (79,76%), Noale (79,53%), Camponogara (78,76%), San Donà di Piave (78,68%), Campagna Lupia (78,00%) e Pianiga (77,77%). Nel Comune di Venezia la percentuale di raccolta differenziata è del 53,79%. Il dato, comunque, è ancora in aumento. E va meglio in centro storico: Venezia, Murano e Burano hanno raggiunto il 28,47% (27,10% a maggio) mentre Pellestrina e Lido, grazie ai nuovi cassonetti con calotta, registrano il migliore risultato, passando dal 33,99% di febbraio al 61,54% di giugno. Anche la terraferma mestrina continua a crescere in attenzione all’ambiente. Il dato di Mestre e terraferma sale al 66,20%. Le Municipalità di Chirignago-Zelarino (75,60%), Marghera (68,71%), Favaro (66,18%) e Mestre centro (61,68%) fanno i risultati migliori anche se qui la distribuzione dei cassonetti con calotte è in fase di taratura e assestamento e quindi Veritas prevede dati migliori nei prossimi mesi. Affinché la raccolta differenziata migliori, anche dal punto di vista della qualità, Veritas ricorda che è necessaria la collaborazione dei cittadini a cui si chiede di «porre la massima attenzione nel separare i vari materiali e di non abbandonando rifiuti in strada o accanto ai cassonetti». Di conseguenza sono stati potenziati i controlli da parte degli ispettori ambientali, che svolgono anche un ruolo informativo, e nel sito internet di Veritas ( l’indirizzo è www.gruppoveritas.it) è stata creata la sezione “Dove lo butto” dove sono contenute le informazioni per fare bene la differenziata. Le stesse sono state tradotte in 17 lingue e i volantini (oltre che nel sito) possono essere ritirati all’ufficio Immigrazione e nei Commissariati di Polizia di Venezia- San Marco, Mestre, Marghera e Chioggia.

 

SPINEA – Tempo tre giorni e si formerà il Consiglio della nuova Unione dei Comuni del Miranese. Mancano all’appello i Comuni di Santa Maria di Sala, Spinea e Martellago, che hanno convocato i rispettivi parlamentini tra oggi alle 18.30 (il primo) e giovedì alle 19 (i restanti due). Si andranno ad aggiungere alle nomine fatte di recente da Mirano, Noale e Salzano, che formano il sestetto del nuovo ente nato meno di due settimane fa. Dei sette del Miranese si è chiamata fuori Scorzè che non si è detta interessata al progetto. Come da statuto, ciascun Comuneha il diritto di essere rappresentato da tre consiglieri, almeno uno della minoranza. Questi andranno ad aggiungersi a Giorgio Barbato (Udc), Tommaso Politi (Pd) e Martina Pasqualetto (Movimento 5 Stelle) per Mirano; Davide Boschin (Pd), Annamaria Tosatto (La Forza dei Noalesi) e Michele Celeghin (Noalesi al centro) per Noale; Andrea Pellizzon ed Elisa Zanin (entrambi della lista Il Tuo Paese Vivo) e Giuliano Stevanato (Lega) per Salzano. Una volta costituito il Consiglio, toccherà eleggere la presidenza che, a turno, sarà ricoperta da uno dei sindaci.

(a.rag.)

 

RIVIERA. Ospedali. La rivoluzione dell’Asl 13

RIVOLUZIONE – L’Asl 13 adotta le strutture territoriali

Individuate tre tipologie per i pazienti che necessitano cure dopo le dimissioni

Entro il 2015 due ospedali di comunità, tre unità riabilitative e un Hospice

Il futuro dell’azienda sanitaria di Dolo e Mirano puntato sui servizi nel territorio. A Mira la Conferenza dei sindaci dell’Asl 13 ha discusso in assemblea la presentazione del “Piano aziendale sanità territoriale” illustrato dal direttore dei Servizi Sociali Michele Maglio e che rispecchia gli indirizzi regionali. Un piano che entro il 2015 prevede una riorganizzazione dei servizi nel territorio con l’individuazione di tre strutture intermedie di sanità territoriale.
«Si tratta di strutture la cui funzione sarà quella di fornire un’assistenza adeguata e qualificata – ha spiegato il dottor Maglio – a quei pazienti che hanno superato la fase acuta all’interno della struttura ospedaliera ma che contestualmente non possono rientrare a casa o essere seguiti solo a livello ambulatoriale perché necessitano di un periodo di riabilitazione, oppure devono essere tenuti in osservazione per stabilizzare le cure previste».
Sono persone che hanno subito un grave incidente e necessitano di un periodo di riabilitazione, pazienti non ancora autosufficienti o che devono approcciarsi ad una nuova condizione fisica ma anche malati di Parkinson, Alzheimer, Sla o altre malattie degenerative che vanno seguiti nella fase di somministrazione di nuovi farmaci e infine malati terminali che richiedono particolari cure palliative.
«Persone per le quali un ricovero in ospedale sarebbe inappropriato – ha sottolineato il direttore dei Servizi Sociali – ma che comunque necessitano di assistenza particolare. Naturalmente non possiamo creare strutture edilizie ex novo ma l’obiettivo è quello di utilizzare il patrimonio esistenze adeguando le strutture in essere a queste tre tipologie».
Sono tre le tipologie di strutture individuate nel territorio della Riviera del Brenta e del Miranese.
L’OSPEDALE DI COMUNITÀ Per pazienti che necessitano di periodi più lunghi convalescenza, o che devono recuperare alcune funzioni ma anche per pazienti in fase terminale dove non è possibile l’accoglienza in hospice. Verrà individuato a Noale mentre per l’Area Sud dell’Asl 13 sarà probabilmente a Fiesso d’Artico, nella casa di riposo.
URT – UNITÀ RIABILITATIVA DEL TERRITORIO Per pazienti temporaneamente non autosufficienti, ma anche malati di Alzheimer e Parkinson che necessitano di particolare assistenza. Saranno individuate a Mirano presso il Mariutto, a Dolo nel Centro Servizi Riviera del Brenta e presso la “Anni Sereni” a Scorzè.
HOSPICE una struttura in grado di garantire servizi residenziali con cure palliative per malati in fase terminale. Attualmente esiste sono un centro di questo tipo a Mestre con una decina di posti letto disponibili, ma le richieste sono in continuo aumento. L’Asl 13 pensa di destinare una decina di posti letto ad hospice all’interno della struttura di servizi “Anni Sereni” di Scorzè entro il 2015.

 

I COSTI – Parte saranno sostenute dall’Asl 13, parte dalle famiglie che usufruiranno del servizio

Le spese cambiano a seconda dei giorni di ricovero

MIRA – Nelle strutture sanitarie intermedie e famiglie dei pazienti parteciperanno alle spese di ricovero. Nella sua relazione il direttore dei servizi sociali Maglio ha illustrato quali sarebbero i costi a carico dell’Asl 13 e delle famiglie per i pazienti ricoverati.
Le strutture intermedie infatti garantiranno anche la riduzione dei costi per il servizio sanitario, e quindi per il contribuente, se si pensa che un posto letto giornaliero in ospedale costa, a seconda del reparto nel quale si è ricoverati, dai 700 ai duemila euro mentre queste strutture garantirebbero l’assistenza necessaria con costi giornalieri che variano da 110 euro a 350 euro.
Nell’ospedale di comunità la quota sanitaria è di circa 90 euro al giorno ed è a carico dell’Asl 13 mentre la partecipazione alla spesa da parte della famiglia scatta dopo il 31esimo giorno di ricovero, con un contributo di 25 euro fino al 61esimo giorno di ricovero e di 45 euro per quelli successivi. Nell’Urt – unità riabilitativa del territorio la quota sanitaria a carico dell’Asl 13 è di 96 euro al giorno; alle famiglie viene chiesto sin dal primo giorno di ricovero di partecipare alla quota complessiva con un contributo di 25 euro fino al 60esimo giorno e poi con 45 euro nel periodo successivo. L’hospice invece non prevede alcun contributo da parte della famiglia del paziente perché il costo è interamente a carico del servizio sanitario.

(L.Gia.)

 

Nuova Venezia – “Lungodegenza all’ospedale Calvi”

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25

lug

2014

Pelizzon (comitato sanità): Dolo troppo lontana, posti letto divisi con Noale

NOALE «Condivido la proposta del sindaco di Noale Patrizia Andreotti di portare i 40 posti dell’ospedale di comunità all’interno del vecchio ospedale. Una scelta razionale rispetto alla nuova casa di riposo». A parlare è Livo Pelizzon, per anni coordinatore del comitato della sanità e difesa dell’ospedale di Noale, che chiede anche all’Asl 13 di rivedere le scelte sulla Lungodegenza, puntando sì su Dolo ma pure sulla città dei Tempesta. Innanzitutto interviene sulla questione dei 40 posti letto assegnati dalle schede regionali e degli altri 10 di hospice per i malati terminali; di recente la giunta comunale ha approvato un ordine del giorno dove ha chiesto di salvaguardare il Pier Fortunato Calvi e di metterci all’interno proprio l’ospedale di comunità. «Una scelta», ricorda Pelizzon, «che diverrebbe integrativa delle attuali funzioni operative superstiti, delle quali i nostri cittadini invitano a mantenere, specie il reparto di Lungodegenza. Siamo molto preoccupati se tutto finisse a Dolo, non solo per la distanza chilometrica ma per una viabilità precaria, che suscita drammi familiari per la dovuta assistenza. E qui richiamo all’attenzione la Regione e il direttore generale dell’Asl 13 Gino Gumirato». Pelizzon chiede di continuare ad avere Noale come punto di riferimento per la sanità locale. «Credo che la scelta più giusta», osserva, «sarebbe avere un’area nord, con la lungodegenza al Pier Fortunato Calvi e una a sud a Dolo. Il quadro sanitario del Noalese s’integrerebbe con le attuali strutture mediche esistenti con costi minimi, perché sarebbero coinvolti gli stessi specialisti di medicina generale dell’ospedale di comunità. Per questo è necessario mantenere la struttura riabilitativa, dando dignità a un edificio di grande tradizione storica».

Alessandro Ragazzo

 

NOALE – Anche Noale e Salzano hanno scelto i loro rappresentanti nel tavolo dell’Unione del Miranese. Lo hanno fatto lunedì, nel corso dei rispettivi Consigli comunali. Regolamento vuole che ciascun Comune abbia tre rappresentanti e almeno uno di minoranza. Così per Noale, la maggioranza avrà Davide Boschin (Pd) e Annamaria Tosatto (La forza dei noalesi), mentre la minoranza ha scelto l’ex sindaco Michele Celeghin (Noalesi al centro). Proprio Celeghin è stato uno dei sostenitori dell’Unione ed è stato votato dall’intera opposizione. Per Salzano ci sono Andrea Pellizzon ed Elisa Zanin (entrambi della lista Il tuo paese vivo), per la minoranza Giuliano Stevanato (Lega). Sempre lunedì, Noale ha scelto i componenti delle commissioni. Prima (Affari generali Bilancio, Finanze, Attività produttive, Agricoltura, Patrimonio): Francesco Grespan, Melissa Roncato, Francesco De Marchi, Ilaria Scapin e Matteo Scordino. Seconda: (Lavori pubblici, viabilità, Urbanistica ed ecologia): Maria Antonietta Bottacin, Annamaria Tosatto, Giuseppe Mattiello, Michele Cervesato e Sergio Vallotto. Terza (Pubblica istruzione, Cultura, Assistenza e Sanità, Sport, Tempo libero e Turismo): Nicla Betteto, Katia Vallotto, Riccardo Canil, Matteo Scordino e Michele Celeghin. Statuto e regolamenti: Davide Boschin, Tosatto, Canil, Vallotto e Michela Barin.

Alessandro Ragazzo

 

Nuova Venezia – Noale è l’unica che non riesce a riciclare

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22

lug

2014

Tutti gli altri paesi del Miranese oltre il 65%, qui no.

Dini: «Bisogna capire perché Veritas non ce la fa»

NOALE – Noale unico del Miranese fuori dai Comuni Ricicloni 2014. Una notizia che fa un po’ specie, se è vero che in passato era spesso presente nella classifica stilata da Legambiente, dove ora trovano posto altri territori, come Mirano e Santa Maria di Sala tanto per citarne due, che negli ultimi anni hanno fatto bene. Invece nei primi cento non c’è traccia della città dei Tempesta, perché si doveva almeno avere il 65 per cento di raccolta. La graduatoria è costituita non solo dall’aver raggiunto l’obiettivo di legge di differenziata ma anche da un indice di buona gestione. Ebbene, il Nordest va molto bene, con in testa proprio il Veneto e soprattutto la provincia di Treviso, mentre il Miranese, dove tutti sono sopra i 10 mila abitanti, è quasi al gran completo. Senza Noale. E dire che anche qui è stato cambiato il sistema di raccolta della spazzatura, puntando sui cassonetti a calotta con tanto di chiavetta per aprirla, come fatto ne resto del Miranese ad eccezione del “porta a porta” di Salzano. I dati Veritas su Noale, a fine 2013, parlavano del 65,77 per cento di differenziata ma non è bastato. Anche se il sestetto del comprensorio è tutto oltre il cinquantesimo posto a livello regionale; così alla posizione numero 56 troviamo Salzano, alla 58 Spinea, alla 61 Martellago, all’88 Santa Maria di Sala, al 95 Mirano e al 96 Scorzè. Ma se gli altri vanno bene, perché a Noale si è rimasti indietro? «Prima della mia uscita» spiega Renato Damiani, assessore all’Ambiente fino a un mese e mezzo fa e che ha riformato il sistema «eravamo tra il 76 e il 78 per cento di differenziata, con l’obiettivo di arrivare almeno all’80 per cento a fine 2014. Credo che si possa raggiungere. Siamo in ritardo perché gli altri sono partiti prima con il nuovo metodo di raccolta: Martellago e Scorzè hanno cominciato tre anni fa, Santa Maria di Sala due e noi solo lo scorso anno, prima con le frazioni e, da inizio 2014, allargandolo anche a Noale. Ci è voluto più tempo per organizzarci, visto come sono fatti il nostro territorio e il centro storico ». Il suo successore, Alessandra Dini, chiederà un incontro ai vertici di Veritas. «Nel frattempo » aggiunge «analizzerò tutti i Comuni laddove si sta facendo bene e cercherò di capire le difficoltà Noale si: dei cittadini mi hanno parlato di calotte mal funzionanti. Non è escluso si possano fare pure delle azioni mirate con le scuole e con i cittadini pur di migliorare il servizio. Cambio di sistema? Per ora no».

Alessandro Ragazzo

 

Gazzettino – Una pista ciclabile lunga sette comuni

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19

lug

2014

NEL MIRANESE – Progetto da 10 milioni: una rete di tracciati, anche fluviali, per incentivare il turismo

Una grande rete ciclabile e fluviale che colleghi tutti i comuni del Miranese, un percorso culturale e gastronomico in grado di portare sempre più turisti a Mirano, Salzano, Spinea, Martellago, Noale, Scorzé e Santa Maria di Sala. Il progetto è ambizioso, l’investimento supera i 10 milioni e i Comuni hanno già inviato tutta la documentazione alla Regione. L’obiettivo è realizzare una rete di tracciati ciclopedonali e canoistici lungo i fiumi Dese, Marzenego e Muson per collegare parchi e luoghi culturali del Miranese; il progetto è denominato “Le Greenways del parco Metropolitano” ed è stato presentato in collaborazione con la Provincia. I Comuni hanno aderito ad un bando regionale rivolto alle Ipa (Intese Programmatiche d’Area), uno strumento attraverso cui la Regione offre la possibilità di partecipare alla programmazione regionale, con l’obiettivo di sviluppare un determinato comprensorio. Ma il Miranese cosa intende fare? Creare nuovi percorsi che possano diventare anche veri e propri itinerari culturali e gastronomici, legati per esempio alle opere del Tiepolo o alle prelibatezze culinarie come il radicchio. «Questi percorsi potranno incrementare la vocazione turistica del territorio, con vantaggiose ricadute sul sistema economico generale» scrivono i sindaci nel documento stilato con gli uffici tecnici. È previsto innanzitutto il completamente di un percorso ciclopedonale e canoistico che dal mulino di Scorzè attraverserebbe diverse aree naturalistiche lungo il fiume Dese, collegandosi ai laghetti di Martellago. «Da qui attraverso il Marzenego si possono raggiungere ad est il Parco San Giuliano, a ovest l’oasi Lycaena di Salzano e il centro medievale di Noale» si legge sempre nel progetto. Un altro percorso ciclopedonale e canoistico sarebbe quello che va da Noale a Santa Maria di Sala attraversando poi parchi e ville storiche di Mirano fino al bacino dei Molini di Sotto. Da quel punto la ciclabile lungo il canale Taglio consente già di collegarsi ai percorsi della Riviera ma anche a laguna di Venezia, Treviso-Ostiglia e colli Asolani. Altri percorsi interesserebbero il fiume Rio Cimetto nel territorio di Spinea. L’investimento da 10.2 milioni (finanziato all’85% dalla Regione e il restante dai Comuni) prevede la sistemazioni dei corsi d’acqua, la realizzazione delle piste ciclabili e una valorizzazione turistica di molti beni storici. Se ne parla da anni, sarà l’occasione giusta? Le graduatorie regionali saranno rese note dopo l’estate.

 

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