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Via Sant’Andrea e via Cerva hanno sforato i 50 microgrammi al metro cubo

Stando ai monitoraggi Arpav le due strade non rispettano i parametri di legge

NOALE – Non siamo ai livelli di sei-otto anni fa, quando in centro a Noale i dati sulle polveri sottili erano anche cinque volte superiori. Ma attenzione perché via Sant’Andrea e via Cerva, a ridosso del cuore cittadino, sono inquinate. È il risultato della campagna di monitoraggio della qualità dell’aria fatta nella prima strada tra l’11 gennaio e l’11 febbraio e nella seconda dal 13 febbraio al 16 marzo. I dati sono disponibili sul sito di Arpav (www.arpa.veneto. it) e stabiliscono come si siano superati più volte i 50 microgrammi al metro cubo giornalieri (limite di legge da non superare 35 giorni annui) rispetto a via Tagliamento a Mestre dove la centralina è fissa. La situazione. Secondo l’indagine, in via Sant’Andrea si è andati oltre nel 38 per cento dei casi, contro, nello stesso periodo, il 16 per cento di via Tagliamento. In via Cerva invece, si è oltrepassato il limite il 47 per cento delle volte, contro il 25 per cento della strada di Mestre. «Anche le medie di periodo rilevate neidue siti di Noale», evidenzia Arpav nella sua relazione finale, «sono risultate superiori a quelle misurate nel sito fisso di riferimento di traffico urbano (periodo gennaio-febbraio 2014: Noale via Sant’Andrea 46 microgrammi al metro cubo, Mestre via Tagliamento 36 microgrammi al metro cubo; periodo febbraio-marzo 2014: Noale via Cerva 57 microgrammi al metro cubo, Mestre via Tagliamento 42 microgrammi al metro cubo)». Sant’Andrea. Nelle tabelle di Arpav si scopre come in questa strada su 32 giorni di rilievi, in 12 si è andati oltre il limite. Il momento peggiore è stato domenica 12 gennaio, quando lo smog è stato vicino a quota 130, mentre il giorno prima è stato leggermente sotto i 120. Male anche lunedì 13 gennaio, attorno ai 110. Successivamente questi picchi non si sono più toccati e giovedì 23 gennaio il Pm10 era a poco meno di 90; gli altri giorni del mese dove si è stati sopra i 50 microgrammi al metro cubo sono stati il 14, 16, 21, 22, 25, 26, 29. In febbraio, solo venerdì 7 febbraio è stato nero, con un dato di oltre 80. Cerva. Qui, invece, il superamento si è registrato 15 giorni sui 32 di rilievi, con picchi peggiori rispetto a via San’Andrea. Metà marzo è stato il periodo più gravoso, con tre giorni da incubo; sabato 15 si sono sfiorati i 150 microgrammi al metro cubo, oltre volte il previsto, mentre il 14 e il 16 si sono visti numeri a ridosso i 120. Giovedì 13 si è stati vicini ai 90. Nello stesso mese, su sedici giorni di controlli, 10 hanno oltrepassato i limiti. A febbraio, infine, la situazione era stata migliore: solo nei giorni 13, 15, 16, 25 e 26 la qualità dell’aria era fuori dalle soglie di legge.

Alessandro Ragazzo

 

NOALE. «Sono le autorità competenti degli Stati membri dell’Unione Europea a garantire il rispetto delle leggi». Così l’eurodeputato del Pd Andrea Zanoni – impegnato in prima linea in molte battaglie che riguardano la difesa dell’ambiente e del nostro territorio – parlando della risposta che gli è giunta dal commissario Ue (Unione Europea) all’Ambiente, lo sloveno Janez Potonik, riguardo all’interrogazione sull’impianto di rifiuti speciali della Cosmo di Noale, al confine con il comune di Salzano.

Aveva parlato a Bruxelles dei rischi che potrebbero derivare dal futuro impianto, sia per quanto riguarda le emissioni in atmosfera che per gli sversamenti nel fiume Marzenego.

Di recente ha avuto la risposta da parte del commissario Ue. «Il commissario fa sapere», spiega Zanoni, «che è in capo allle autorità competenti stabilire se un’autorizzazione può essere concessa a un progetto in una zona caratterizzata da un’insufficiente qualità dell’aria».

Prosegue l’eurodeputato del Pd: «Gli Stati membri devono garantire il rispetto delle norme vigenti nell’Unione Europea che mirano a ridurre l’inquinamento atmosferico». Il messaggio è chiaro.

Conclude Zanoni: «Per questo invito la Regione ad assumersi le proprie responsabilità e non alzare le spalle davanti ai timori dei cittadini e del Consiglio provinciale».

(a.rag.)

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NOALE – Il sindaco sulla riorganizzazione dell’Ulss 13: «Arriveranno 264 dipendenti»

NOALE – Nello scontro sulla riorganizzazione dell’Ulss 13 il sindaco di Noale Michele Celeghin sta con il direttore generale Gino Gumirato. «Ora finalmente dalle chiacchere si passa ai fatti – afferma Celeghin – e questo grazie alla determinazione con la quale Gumirato sta lavorando in un’ottica di risparmio delle spese e per il miglioramento delle prestazioni che vanno garantite alla cittadinanza». Oltre ai 600mila euro di affitti verranno risparmiati altri 500mila euro di consumi e manutenzioni avendo a disposizione strutture libere ed agibili a Noale . «Mi sono confrontato con la direzione dell’Ulss e con la Regione – sottolinea il sindaco – e per quanto riguarda il processo di trasferimento a Noale di tutta l’area direzionale ormai è incontrovertibile. A Noale arriveranno 264 dipendenti che verranno a lavorare in una struttura che dai tempi del ministro Degan è rimasta scandalosamente incompleta». «Stiamo lavorando in questa direzione da alcuni mesi – afferma il direttore generale Gino Gumirato – e per Noale si tratta di un risultato importante in quanto per la prima volta si è invertita la tendenza, ovvero anzichè chiudere reparti se ne aprono; oltre all’arrivo degli uffici amministrativi della direzione». Il trasferimento della lungodegenza riabilitativa da Noale a Dolo intanto arriverà all’inizio del 2016.

(L.Bor.)

 

MIRANO – Rossi, presidente del Mariutto: «Chiediamo la riconversione residenziale»

«Senza affitti dell’Ulss saremo in difficoltà»

MIRANO – «Senza i 600mila euro di affitto che ci garantiva l’Ulss 13, il Mariutto sarà senza dubbio in difficoltà: stiamo già lavorando per trovare soluzioni alternative, ma non è semplice. La nostra casa di riposo è un punto di riferimento per tutto il Miranese, mi auguro che i sindaci e la Regione si attivino». È preoccupato il presidente del Cda del Mariutto, Vincenzo Rossi, per la decisione dell’Ulss 13 di annullare tutti i contratti d’affitto con la casa di riposo miranese.
La situazione è nota: il direttore generale dell’Ulss 13, Gino Gumirato, ha delineato un piano di riorganizzazione degli immobili che prevede un risparmio complessivo di oltre due milioni di euro. Entro due anni molti uffici di Dolo e Mirano (tra cui probabilmente anche la direzione generale) saranno spostati all’interno del complesso “Pier Fortunato Calvi” di Noale, liberando così gli immobili attualmente presi in affitto. A rimetterci sarà soprattutto la casa di riposo Mariutto, struttura storica del Miranese, che da anni affitta all’Ulss 13 tre grandi immobili e molti altri edifici minori. Alcuni di questi sono di grande pregio, come la villa davanti all’ospedale che ospita attualmente la direzione generale. Da questi affitti arrivano appunto 600mila euro ogni anno nelle casse del Mariutto. L’ammanco, dunque, sarà notevole.
«Ho già parlato con il direttore generale, ma lui è determinato nel suo piano perché giustamente fa gli interessi della sua azienda sanitaria – dichiara Rossi – Mi auguro comunque che il processo di riorganizzazione sia graduale». Proprio nei giorni scorsi alla sede del Mariutto sono arrivate le lettere di disdetta dei contratti d’affitto: scadranno il 31 dicembre 2015 e, a meno di ribaltoni clamorosi, non saranno rinnovati. Che fare dunque di tutti quegli immobili nell’area dell’ospedale? Un’ipotesi è realizzare un’importante area residenziale a due passi dal centro. «Spingiamo per una riconversione di questo tipo – assicura Rossi – ma il periodo è tragico e non sarà facile trovare acquirenti».

(g.pip.)

 

 

Mirano. Il presidente Rossi: «Bisognerà presto riconvertire i vecchi padiglioni»

MIRANO. Già arrivate le lettere di disdetta dei contratti d’affitto del Mariutto. Inizia l’operazione trasloco degli uffici amministrativi e direzionali dell’Asl 13 annunciata giovedì dal direttore generale Gino Gumirato: il “cervellone” della sanità locale lascerà Mirano entro venti mesi per approdare nel vecchio ospedale di Noale, di cui l’Asl è già proprietaria.

Il Comune è pronto. «Il processo di trasferimento», spiega il sindaco Michele Celeghin, «è ormai incontrovertibile. Si tratta di 264 dipendenti che lavoreranno da noi. Il tutto in un’ottica di razionalizzare la spesa e migliorare le prestazioni. Già in passato avevo denunciato l’incongruenza di pagare quasi 600 mila euro di affitti al Mariutto di Mirano oltre ad altri 4-500 mila euro per le spese di manutenzione e consumi quando c’erano strutture libere e agibili a Noale».

Per i parcheggi delle auto, il Comune ha già un’intesa con Rfi per usare quello vicino al monoblocco. «Questo spazio» continua Celeghin «sarà senza dubbio funzionale ai dipendenti dell’azienda sanitaria».

La patata bollente passa nelle mani del Mariutto, proprietario degli immobili dell’ospedale vecchio, che dai 600 mila euro d’affitto annui percepiva una parte importante delle entrate e ora rischia di non riuscire più a far quadrare i bilanci.

Esclusi ulteriori aumenti delle rette per gli ospiti, il presidente del Consiglio di amministrazione dell’ente, Vincenzo Rossi, manifesta la sua preoccupazione per gli anni a venire. Formalmente la disdetta dell’Asl è a decorrere dal 1 gennaio 2016. Le lettere parlano di un mancato rinnovo dei contratti stessi, che scadono naturalmente il 31 dicembre del prossimo anno. In pratica i 20 mesi prospettati da Gumirato giovedì.

L’Asl lascerà tre edifici del vecchio ospedale, quelli storici, più vicini alla vecchia portineria e anche la villa di fronte, dove si trova la direzione generale, sanitaria e l’ufficio messi. «Le difficoltà per noi sono inevitabili», spiega Rossi, «capisco le esigenze dell’Asl e del suo direttore generale, con il quale ho parlato più volte per sensibilizzarlo sul fatto che il Mariutto è una struttura importante, proprio a servizio dell’Asl 13». Che ne sarà ora dei vecchi padiglioni dell’ospedale di Mirano?

L’ipotesi della riconversione a uso residenziale resta la più probabile, anche se questo non è certo un buon momento per il mercato immobiliare. «E per di più già dobbiamo sopperire ad alcuni posti vuoti all’interno della casa di riposo, che sono altre minori entrate», continua Rossi, che conclude, «la situazione impone di pensare a soluzioni alternative e spero che in questo ci venga in soccorso la Conferenza dei sindaci e la Regione stessa».

(a.rag.-f.d.g.)

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vestizione dei defunti a pagamento

Esposto delle imprese funebri contro i rincari dell’Asl 13

DOLO «L’imposizione di tariffe per la vestizione dei defunti e la loro esposizione da parte dell’Asl 13, è un provvedimento assurdo e vessatorio alla luce della crisi economica. Le famiglie oltre al dolore per la perdita dovranno sobbarcarsi in media un costo di 300 euro in più per dare all’estinto degna sepoltura ». A lanciare l’accusa a nome delle imprese funebri di Riviera e Miranese è Andrea Cracas, titolare dell’omonima impresa di onoranze funebri, il quale annuncia la predisposizione di un esposto denuncia alla Procura della Repubblica. «Dal primo giugno», spiega Cracas, «il servizio di vestizione dei defunti che prima era fatto dal personale degli obitori di Dolo, Mirano e Noale per le persone decedute negli ospedali, ora sarà a carico dei familiari. Il costo della vestizione della salma è stato calcolato in circa 100 euro. Il costo dell’esposizione nella cella mortuaria sarà di circa 100 euro all’ora. Una decisione davvero non accettabile contro la quale agiremo direttamente anche mediante una segnalazione alla Procura». Sulla stessa linea di Cracas Paolo Lucarda, impresario funebre a Mira e Oriago: «Accollare di ulteriori costi in questi momenti di difficoltà le famiglie della Riviera e del Miranese è una decisione davvero azzardata da parte della direzione Asl 13. Tariffe del genere non ci sono all’ospedale dell’Angelo dove sia il servizio di vestizione che quello di esposizione della salma, restano gratuiti». «Il servizio», precisa spiega la direzione, «che finora era rimasto gratuito, era una consuetudine non regolamentata da parte del personale dell’obitorio. Questi servizi però non fanno parte dei livelli essenziali di assistenza (Lea) e per questo si è deciso di provvedere ad una loro tariffazione con l’inizio dell’estate. L’Asl 13 è intenzionata ad andare incontro alle esigenze delle famiglie cercando una convenzione con i comuni dell’area per abbattere di una quota parte il costo».

(a.ab.)

 

 

Lo spostamento all’ospedale di Noale consentirà di risparmiare 600 mila euro

Il sindaco preoccupato: «La casa di riposo Mariutto rimarrà senza un’entrata»

MIRANO. Venti mesi per completare il “Piano immobili” dell’Asl 13. Via da Mirano la “stanza dei bottoni” della sanità locale, con uffici amministrativi e direzione in viaggio verso Noale. Migrazione prevista nell’ambito della specializzazione prevalente dei due ospedali di Mirano e Dolo, con il trasferimento di Chirurgia, Ortopedia e Urologia a Mirano e Neurologia e Oncologia a Dolo, dove arriverà anche Lungodegenza di Noale.

A Noale verrà invece creata una sorta di “Centro direzionale” all’interno dell’ospedale cittadino, dove confluiranno tutti gli uffici amministrativi, che oggi si trovano nel vecchio monoblocco dell’ospedale miranese. Con essi anche la direzione generale, che lascia dunque la storica villa di via Mariutto.

Il direttore generale Gino Gumirato ha dettato i tempi ieri durante il convegno in Villa Errera promosso dal sindacato Uil-Pensionati. Gumirato ha precisato che il vero via libera ai trasferimenti arriverà solo con l’autorizzazione regionale: «Ma puntiamo a completare il piano in 20 mesi», ha specificato, «un’operazione che ci consentirà di risparmiare due milioni e 83 mila euro per i prossimi anni, checché ne dica qualcuno, senza togliere una virgola all’eccellenza dei reparti e dell’Asl». Lo spostamento degli uffici dal vecchio padiglione dell’ospedale di Mirano permetterà all’Asl di risparmiare circa 600 mila euro l’anno d’affitto degli immobili, di proprietà dell’ente Mariutto. «Questa Asl può spendere di più, ma deve spendere meglio», precisa Gumirato, «non c’è bisogno di tagli o minori costi, bisogna solo evitare di sperperare i fondi. Lo spostamento dei reparti risponde a quest’esigenza, come pure la riconversione di Cardiochirurgia a Mirano, che diventerà Chirurgia vascolare, operando in stretta sinergia con Mestre. Non cambierà altro».

A Mirano tuttavia c’è apprensione: perché se da un lato l’Asl risparmierà l’affitto, dall’altro il problema ricadrà proprio sul Mariutto, che avrà 600 mila euro di minori entrate. «Ma il Mariutto non offre un servizio solo a Mirano», protesta il sindaco Maria Rosa Pavanello, «e di fatto il problema rimane in capo all’Asl. Mi piacerebbe che ad affrontare la questione fossero anche gli altri comuni. La soluzione non sarà certo quella di aumentare ancora le rette degli ospiti della casa di riposo. Per quanto riguarda gli spostamenti, Mirano ha una sua centralità e perdere gli uffici sarà un problema non solo per i dipendenti ma anche per molti utenti. Ma soprattutto in questo piano immobili non è chiaro che ne sarà del terzo monoblocco: è dal 2001 che all’ospedale di Mirano non si fanno più interventi strutturali».

Filippo De Gasperi

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Gazzettino – Asl 13. “Due milioni di risparmio”

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18

apr

2014

ULSS 13 – Saltano anche i 600mila euro per il Mariutto, Pavanello preoccupata

La soluzione di Gumirato: «Uffici a Noale e tagli degli affitti»

Venti mesi per portare gli uffici direzionali e amministrativi dell’Ulss 13 a Noale. Il direttore generale fissa dettagli e tempistiche: ormai il piano è pronto, si attende solo l’autorizzazione regionale. Molti uffici di Dolo e Mirano saranno spostati a Noale, sfruttando l’area lasciata libera dal reparto di Lungodegenza che sarà invece trasferito a Dolo. «Elimineremo moltissimi affitti, compresi quelli per gli edifici di proprietà della casa di riposo Mariutto. Abbiamo calcolato un risparmio complessivo di due milioni e 83mila euro ogni anno, secondo le stime più prudenziali. Queste risorse saranno destinate a potenziare alcuni servizi»: Gumirato ha parlato così ieri mattina, in Villa Errera a Mirano, nell’ambito di un convegno promosso da Uil Pensionati. Il piano del direttore generale è chiaro: portare la maggior parte degli uffici a Noale, in una struttura di proprietà dell’Ulss 13 (come appunto l’ospedale Pier Fortunato Calvi), potendo così annullare le spese d’affitto e cedere eventuali immobili considerati pochi strategici. A Dolo e Mirano, infatti, attualmente molti immobili utilizzati dall’Ulss 13 in realtà sono di proprietà comunale o della casa di riposo Mariutto: un esempio è la storica villa in via Mariutto a Mirano, dove ha sede la direzione generale che potrebbe essere spostata a Noale. «Questa Ulss deve spendere meglio» ha dichiarato Gumirato, che poi ha annunciato gli altri spostamenti previsti: Neurologia e Oncologia si sposteranno da Mirano a Dolo mentre Chirurgia, Ortopedia e Urologia faranno il percorso opposto. A Dolo ci saranno 27 posti di Chirurgia ambulatoriale diurna.
La strada è ben tracciata, ma il sindaco di Mirano non ci sta: «Al Mariutto verranno a mancare circa 600mila euro all’anno – spiega Maria Rosa Pavanello -. Quelle proprietà potrebbero essere trasformate in residenze, ma non sarà facile trovare acquirenti. Lo spostamento degli uffici a Noale? Mirano è il Comune più centrale, i disagi sarebbero per i dipendenti ma anche per molti utenti. Ora attendiamo maggiori dettagli».

 

Una settantina di proprietari del comune di Scorzè stanno ricevendo da Veneto Strade le procedure di esproprio per la tangenziale sud di Scorzè. Lo afferma in un comunicato l’Amministrazione comunale che sottolinea l’accelerazione della Variante di Noale e Scorzè alla SR 515 “Noalese” – I° stralcio, 2° lotto. L’intervento, destinato a migliorare la viabilità locale e di attraversamento del centro di Scorzè, ha un costo a base d’appalto di circa 6 milioni di euro e prevede la realizzazione di un tracciato principale di circa 3 chilometri con inizio da via Milano, più intersezioni a rotatoria sulla SR 515 “Noalese”, su Via De Gasperi e Via Volta per immettersi infine sulla regionale 245 “Castellana” in raccordo alla viabilità del casello di Scorzè-Martellago in fase di realizzazione.
«Fondamentale per Scorzè – come precisa la note del comune – essere riusciti a completare il percorso verso il nuovo casello autostradale consentirà di liberare il centro di Scorzè». Gli interessati che riceveranno le raccomandate di esproprio sono invitati per le procedure a prendere visione del materiale presso la sede di Veneto Strade oltre a fornire ogni elemento utile per determinare il valore da attribuire agli immobili ai fini della liquidazione dell’indennità di espropriazione.
Secondo la comunicazione i proprietari degli immobili da espropriare hanno diritto altresì di stipulare la cessione volontaria fin dalla data di dichiarazione di pubblica utilità.

 

 

Il voto di Alberto Ferri (Lega) ha permesso di aderire subito all’atto costitutivo

Ora manca solo Santa Maria di Sala. Barbiero: «Non sarà un altro carrozzone»

MARTELLAGO. Quando martedì a tarda sera il segretario comunale di Martellago, Silvano Longo, ha contato I dodici favorevoli all’approvazione dell’atto costitutivo e dello statuto dell’Unione dei comuni del Miranese, la maggioranza neppure ci credeva.

Invece quell’alzata di mano di Alberto Ferri (Lega Nord, lista Con Ferri si può fare), che si aggiungeva a quelle del Pd e a Impegno Comune ottenendo i due terzi dei voti favorevoli, ha permesso a Martellago di aderire al progetto senza altri passaggi in Consiglio dove poi sarebbe bastata la maggioranza.

Ferri ha consentito di sbrogliare subito la matassa, mentre il resto dell’opposizione (Movimento 5 Stelle, Pdl e lista Un comune per tutti) ha votato contro. Così Martellago va ad aggiungersi a Mirano, Noale, Salzano, Spinea, mentre Santa Maria di Sala dovrebbe pronunciarsi a fine mese, andando a completare il sestetto che da tempo lavora al progetto. Si è chiamata fuori, invece, Scorzè. «Se il progetto non partiva stasera (martedì ndr)», spiega Ferri, «lo avrebbe fatto la prossima volta. La gente è stanca, chiede delle risposte e si vogliono dare con questa iniziativa, dove si parla di non aumentare i costi, migliorare i servizi e il risparmio. Se l’Unione non mantenesse i propositi, allora denuncerò tutto e sarò nelle condizioni per poterlo fare». Sempre più vicina, dunque, la più grande Unione dei comuni del Veneto, con 120 mila abitanti distribuiti nei sei territori.

Su questi numeri Moreno Bernardi (Un comune per tutti) ha sferrato il suo attacco. «Un carrozzone», dice, «mentre ha più senso la Città metropolitana. I Comuni sopra i 50 mila abitanti sono più spreconi. Perché non interpelliamo i cittadini?». Critico il M5S, anche se non contrario a priori all’Unione. «Si vota sulla fiducia», spiega Barbara Simoncini, «e abbiamo dei dubbi sui contenuti e sui tempi. Ci saranno spese iniziali per oltre 60 mila euro, questo ente potrà decidere nuove tasse».

Il collega Andrea Marchiori aggiunge che «il documento è vago e ci faremo partecipi di un referendum». Gianfranco Pesce (Pdl) suggerisce di partire dalla Città metropolitana. «Lavoriamo con gli altri per istituirla», osserva, «e se sono rose fioriranno».

Il sindaco Monica Barbiero incassa l’immediato sì. «Questo statuto è la prima pietra», assicura, «e resterà la convenzione della polizia locale con Salzano e Scorzè. Non sarà un altro carrozzone, metteremo assieme le sinergie, mantenendo il valore delle comunità».

Alessandro Ragazzo

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Noale. Soppresso il regionale 5707, utenti in attesa dalle 7.26 alle 8.01

Appuntamenti saltati, ritardi a scuola e al lavoro, convogli successivi strapieni

NOALE. Salta il regionale 5707 per Venezia, nell’orario di punta del mattino per andare al lavoro, e i convogli successivi si riempiono. Tutto questo nel primo vero giorno di cambio d’orario sulla tratta Bassano-Castelfranco-Venezia. Non sono mancati passeggeri che si sono arrabbiati: la loro pazienza, ormai, è da tempo messa a dura prova.

Tutto è partito con la cancellazione del treno in partenza da Castelfranco alle 7.04 e che sarebbe dovuto arrivare a Santa Lucia un’ora dopo, toccando anche le stazioni di Noale, Robegano, Maerne e Spinea. Invece quel treno non è mai passato, perché il numero 5700 da Venezia, in arrivo nella città trevigiana alle 6.26, era stato a sua volta soppresso e non è tornato indietro.

Così gli utenti hanno dovuto aspettare almeno mezzora prima di salire sul regionale successivo. Infatti a Noale, il treno sarebbe dovuto partire alle 7.26 ma i passeggeri hanno dovuto attendere quello delle 8.01, proveniente da Bassano, giunto con sette minuti di ritardo.

Le conseguenze sono facilmente immaginabili: appuntamenti posticipati, ragazzi arrivati tardi a scuola, dipendenti in ritardo in ufficio. «I vagoni erano pieni» racconta il consigliere di Uniti per rinnovare Alessandra Dini «e avendo tolto anche la navetta, si è dovuto aspettare per oltre trenta minuti. Non è possibile viaggiare in questo modo, molti altri utenti come me, erano furiosi per quanto successo».

Un’altra passeggera, proveniente da Bassano, conferma la situazione. «Arrivati a Noale verso le 8.10» spiega «c’era talmente tanta gente che ho faticato a scendere dalla carrozza dalla calca di passeggeri pronta a salire. In stazione c’era un uomo che al telefono si scusava del ritardo con il suo interlocutore perché il treno precedente era stato soppresso».

E un’altra testimonianza arriva da un uomo di Mestre, che ha la figlia residente a Spinea. «Ci ha impiegato due ore per raggiungere Venezia» fa sapere il pensionato «e stiamo parlando di poco più di 10 chilometri. Il regionale non è passato e soltanto alle 9 è arrivata a destinazione. Senza contare che spesso i treni sono pieni e deve andare a Maerne per salirci: non può sempre giustificarsi con il datore di lavoro per arrivare oltre l’orario stabilito».

Lungo la stessa linea, il resto della giornata è filato via nella norma, con ritardi di pochi minuti e arrivi a destinazione anche in anticipo.

Alessandro Ragazzo

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Nuova Venezia – Treni, da oggi nuovi orari

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13

apr

2014

Accolte tutte le richieste

Sulla tratta Castelfranco-Venezia convogli ricalibrati senza tagli alle corse

Le maggiori variazioni applicate per diminuire l’affollamento di alcuni regionali

 

SPINEA. In vigore da oggi i nuovi orari dei treni, che riguardano, tra le altre, anche i pendolari che viaggiano sulla tratta Castelfranco-Venezia, quella che passa per le stazioni di Noale, Salzano-Robegano, Maerne e Spinea. Erano stati soprattutto i sindaci di Salzano, Alessandro Quaresimin e Spinea, Silvano Checchin, i più attivi portavoce dei disagi segnalati a più riprese da centinaia di studenti e lavoratori, dopo l’entrata in vigore, a metà dicembre scorso, del nuovo orario cadenzato. Dopo battaglie, lettere, incontri con la Regione e le Ferrovie, nei giorni scorsi è arrivata la nota ufficiale di Trenitalia, con la quale, ringraziando i sindaci per aver sensibilizzato sui disservizi segnalati, in particolare il 19 febbraio, vengono comunicate le modifiche di orario in vigore da oggi sulla linea Castelfranco-Venezia.

Applicate variazioni soprattutto ai collegamenti Noale-Mestre, il segmento più frequentato dell’intera tratta, con l’obiettivo di diminuire l’affollamento registrato a bordo di alcuni regionali. Da alcuni giorni le modifiche con i nuovi orari sono state affisse sulle bacheche delle stazioni interessate e possono essere consultate anche sul sito www.fsnews.it, alla sezione “Ultime notizie”.

Ecco cosa cambia: dalla stazione di Mestre a quella di Noale è stata posticipata di alcuni minuti la partenza dei regionali, che finora era prevista da Mestre al minuto 54 di tutte le ore, dalle 5.54 alle 19.54: da oggi invece la partenza è fissata al minuto 22, con prima corsa alle 6.22, l’ultima alle 20.22. A Spinea i convogli fermeranno al minuto 31, la prima volta alle 6.31, l’ultima alle 20.31, a Maerne al minuto 36 (dalle 6.36 alle 20.36), a Salzano-Robegano al minuto 40 (dalle 6.40 alle 20.40), a Noale al minuto 45 (dalle 6.45 alle 20.45), sempre a tutte le ore. Da Noale in direzione Venezia-Mestre invece, i convogli che partivano al minuto 43, a tutte le ore del giorno dalle 6.43 alle 20.43, partiranno ora al minuto 09, con prima corsa prevista a Noale alle 7.09, a Salzano-Robegano alle 7.14, a Maerne alle 7.19, a Spinea alle 7.23 e l’arrivo previsto alla stazione di Mestre alle 7.32.

L’ultima corsa della giornata sarà invece a Noale alle 21.09, a Salzano-Robegano alle 21.14, a Maerne alle 21.19, a Spinea alle 21.23 e l’arrivo a Mestre previsto alle 21.32. Le modifiche agli orari dei treni, ottenute in accordo con la Regione, dovrebbero consentire una miglior distribuzione dei pendolari a seconda dell’orario di utilizzo dei convogli: resta inalterato il numero dei treni in circolazione sulla tratta, con orari cadenzati ogni ora, ma con tutte le corse posticipate di poco meno di mezz’ora per venire incontro alle segnalazioni raccolte in questi mesi.

Filippo De Gaspari

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