Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui



Sostieni la battaglia contro l'inceneritore di Fusina, contribuisci alle spese legali per il ricorso al TAR. Versamento su cc intestato a Opzione Zero IBAN IT64L0359901899050188525842 causale "Sottoscrizione per ricorso TAR contro inceneritore Fusina" Per maggiori informazioni cliccare qui

SALZANO-SPINEA – Oggi entrano ufficialmente in vigore i nuovi orari ferroviari sulla linea Bassano-Venezia, quella che passa per le stazioni di Noale, Salzano, Maerne e Spinea. Le variazioni sono state chieste dal comitato pendolari “Salzano-Robegano” e dai sindaci di Salzano e Spinea, con l’obiettivo di avere una distribuzione migliore delle corse soprattutto tra le 7 e le 8 del mattino. La corsa Noale-Mestre (che a differenza dei diretti ferma anche a Salzano e Spinea) partirà da Noale al minuto 09 passando per Salzano al minuto 14 anziché al minuto 48; la corsa Mestre-Noale partirà invece al minuto 22 anziché al minuto 54. «Questo cambiamento garantirà due treni all’ora per e da Venezia, seppure con un cambio a Noale o Mestre» spiega il comitato. Le corse saranno garantite anche d’estate e nelle festività nelle fasce orarie 6-9 e 14-21.

(g.pip.)

 

 

Dolo. Filcams Cgil proclama lo stato di agitazione: «A rischio 15 posti di lavoro»

Rizzetto: «Con 380 mila euro in meno si perderanno 70 ore di pulizie al giorno»

DOLO – Pulizie negli ospedali di Dolo, Mirano e Noale: la direzione taglia l’appalto di 380 mila euro, a rischio 15 posti di lavoro (su 100) e il sindacato indice lo stato di agitazione. A spiegare cosa sta succedendo, è Gianfranco Rizzetto segretario provinciale della Filcams Cgil. «Nel settore delle pulizie degli ospedali dell’Asl 13», spiega Rizzetto, «sono impiegati 100 lavoratori prevalentemente donne, dipendenti della Coop Service. Quest’anno la direzione generale dell’azienda sanitaria, ha deciso di indire un nuovo appalto per l’assegnazione del servizio, con una base decurtata di 380 mila euro rispetto all’appalto precedente. Con un taglio del genere abbiamo stimato che si cancellano circa 60-70 ore al giorno di lavoro». Per svolgere il servizio a queste condizioni secondo i sindacati, ci si avvia ad un taglio di dipendenti di 15 unità. Un taglio che si aggiunge a quello del15% nel 2013 e allora in termini di posti di lavoro di 18 unità. «Si supererebbero», spiega Rizzetto, «30 posti di lavoro persi nel giro di poco più di 12 mesi. Una situazione inaccettabile a cui bisogna opporsi». Ma ci sono anche altri particolari che hanno fatto andare su tutte le furie i sindacati. «La Coop service», prosegue, «che ora gestisce l’appalto, ha cominciato a tagliare le ore e a comprimere le attività. Le donne delle pulizie adesso devono pulire all’incirca una stanza di ospedale con due posti letto, in sette minuti. L’ordine è: fare più stanze ed evitare di ripassare le camere. Stanno insomma anticipando i tagli senza averne alcun diritto, visto che si erano aggiudicati un appalto a costi ben diversi dal prossimo». Il sindacato non ci sta.«Dopo aver incontrato il direttore generale Gino Gumirato siamo decisi a far sentire la nostra voce», dice Rizzetto, «e per questo proclamiamolo stato di agitazione. Le misure specifiche della protesta saranno decine entro questa settimana». Per cercare di trovare un accordo in extremis, è previsto oggi un incontro con la Coop Service,mai rappresentanti dei lavoratori non si illudono possa avere successo. Intanto una risposta arriva dalla direzione dell’Asl 13. Per la direzione, l’appalto è stato ribassato perché il costo era sopra la media regionale di tutti gli altri servizi simili forniti nelle altre aziende sanitarie. L’Asl 13 ha inserito nel nuovo bando che sarà assegnato ad inizio estate, una clausola che impone all’azienda che si aggiudica la gara, di mantenere un numero minimo di ore da far svolgere alle dipendenti. Per l’azienda sanitaria in questo modo, si eviteranno pesanti tagli del personale e che gli ospedali diventino sporchi.

Alessandro Abbadir

link articolo

 

Gazzettino – Miranese. Proteste, ma l’Unione passa

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

10

apr

2014

SPINEA – Gli attivisti 5 Stelle hanno messo in atto un flash mob per criticare la scarsa informazione

Il Consiglio comunale ratifica l’adesione all’organismo sovracomunale

Alla terza votazione, anche il Consiglio comunale di Spinea ha approvato l’adesione all’Unione dei Comuni del Miranese. Undici i consiglieri a favore (l’intera maggioranza) e un astenuto, con la minoranza che non ha partecipato alla votazione uscendo dall’aula in segno di protesta. Nonostante i reiterati richiami provenienti dalle varie forze politiche, culminati nel flash mob organizzato dal M5S in Municipio, la maggioranza ha approvato statuto e atto costitutivo. Votazione, quella di ieri, in cui era necessaria la maggioranza semplice della metà più uno dei consiglieri, come avvenuto per la seconda votazione.
Il passaggio consiliare di Spinea è stato inevitabilmente condizionato dalla campagna elettorale per le amministrative, di fatto già in atto. «È evidente l’inopportunità del momento – commenta l’ex sindaco Claudio Tessari – non capiamo questa fretta e il mancato coinvolgimento dei cittadini. Soprattutto non capiamo come farà un territorio di 150 chilometri quadrati e 120mila abitanti ad avere solo una quarantina di effettivi di polizia locale». Pacato il commento del sindaco, Silvano Checchin. «Quando la giunta fa una riorganizzazione dei servizi, non lo chiede prima ai cittadini – spiega il primo cittadino – La questione è tecnica, procediamo a piccoli passi, condividendo solo tre funzioni e non vincoliamo nessuno, con la futura giunta che potrà ambiare rotta».
A movimentare la votazione il flash mob di protesta del M5S: una ventina di attivisti è rimasta in piedi davanti al municipio mostrando ai passanti dei giornali su cui era stato incollato un foglio con la scritta “Perché l’Unione senza informazione?” «Riscontriamo l’assoluta e sorda determinazione dell’amministrazione di voler procedere a tutti i costi all’approvazione – attaccano gli attivisti del Movimento – Con ben tre consigli comunali in soli sette giorni si approva, a poche ore dallo stop pre-elettorale, l’adesione all’Unione dei Comuni, senza aver informato adeguatamente i cittadini sui contenuti del progetto e senza una seria valutazione dei reali costi e benefici».

 

MIRANO E SALZANO – Le assemblee approvano gli atti. Ora mancano due comuni

Pavanello: «Porte aperte a Scorzè»

MIRANO – Noale lunedì sera ha aperto la strada, Mirano e Salzano martedì si sono accodati. Anche questi due consigli comunali hanno approvato il progetto dell’Unione dei Comuni del Miranese alla prima votazione, cosa invece non riuscita a Spinea. Per approvare subito lo statuto e l’atto costitutivo dell’Unione servivano 12 voti favorevoli, ovvero quelli dei due terzi dei presenti, e i 12 voti ci sono stati. A Mirano c’erano pochi dubbi, anche se il voto è arrivato solo dopo mezzanotte: tutta la maggioranza ha votato a favore, come il consigliere di minoranza Lucio Dalla Costa. Il voto contrario è arrivato dai cinque consiglieri d’opposizione, che hanno giudicato ancora insufficienti le informazioni fornite su questo progetto. «È una tappa molto importante che presuppone un grande cambiamento – ha commentato il sindaco Maria Rosa Pavanello – Mirano, Spinea, Noale, Santa Maria di Sala, Martellago e Salzano gestiranno assieme Polizia Locale, Protezione Civile e Risorse Umane, per il futuro penseremo anche a Politiche Sociali e Politiche Giovanili. Con 120 mila abitanti diventeremo la quarta città del Veneto, ma le porte sono aperte anche per Scorzé e per la Riviera se questi Comuni vorranno collaborare». Stesso film a Salzano, dove tutta la maggioranza che appoggia il sindaco Quaresimin ha votato a favore mentre i cinque consiglieri di minoranza hanno scelto di non partecipare al voto. Ora l’Unione sarà attesa dal banco di prova di Martellago e Santa Maria di Sala.

(g.pip.)

 

Dopo Noale, via libera fra le polemiche di Mirano, Santa Maria di Sala e Spinea

MIRANO – L’Unione dei comuni supera lo scoglio delle prime votazioni: parte l’effetto domino e dopo l’ok di Noale, anche Mirano, Salzano e Spinea approvano atto costitutivo e statuto. La maratona che porterà, a questo punto a breve, alla costituzione della più grande Unione di comuni del Veneto, con sei comuni e un bacino di oltre 120 mila abitanti, incontra tuttavia ancora forti opposizioni, più nel modo in cui sta nascendo, che nel merito. A Spinea inscenata ieri sera dal Movimento 5 Stelle anche una manifestazione, per protestare contro la votazione che sanciva l’adesione al nuovo ente sovracomunale. Intanto, però, l’iter va avanti. Partiamo dai “piccoli”: come la sera prima a Noale, anche il Consiglio comunale di Salzano ha approvato la delibera al primo colpo, ottenendo la maggioranza dei due terzi pur senza le minoranze. Dodici i favorevoli martedì sera, l’intera maggioranza, mentre hanno lasciato l’aula in cinque, quelli di Bene Comune e Lega. Più travagliato il percorso a Mirano e, soprattutto, Spinea. Mirano ha ottenuto anch’esso il via libera a maggioranza qualificata dei due terzi, ma solo in piena notte e dopo un lungo ed estenuante dibattito. Alla fine sono bastati dodici voti, la maggioranza più Lucio Dalla Costa, per ottenere il via libera e scongiurare la necessità di nuove convocazioni. Non mancano tuttavia i distinguo. Per lo stesso Dalla Costa, «Mirano non dev’essere solo la sede dell’Unione, ma anche tenerne in mano le redini. Diamo di più, dobbiamo ottenere di più». Contrari invece Prima il Veneto, M5S e Marina Balleello (Pdl): chiedevano maggiori garanzie sulla possibilità di recesso dall’Unione, un piano economico e maggiori garanzie per il personale. Presentati anche alcuni emendamenti. Per il sindaco Maria Rosa Pavanello invece: «Non si può non tener conto dei benefici: i Comuni con progetti come l’Unione saranno privilegiati nell’ottenere finanziamenti. Partiamo con polizia locale protezione civile, messi e risorse umane. Domani guarderemo anche a commercio, edilizia scolastica e servizi sociali. E non è detto che Scorzè ci ripensi». A Spinea sono servite invece tre votazioni, dopo il nulla di fatto della prima: martedì e poi ieri sera è arrivato l’ok a maggioranza semplice. Un parto per certi versi, complice anche la campagna elettorale alle porte, che ha diviso ulteriormente maggioranza e opposizione.

Filippo De Gaspari

link articolo

 

SPINEA. Contestazioni dentro e fuori dall’aula, con un flash-mob, inscenato davanti al municipio dagli attivisti del Movimento 5 stelle per protestare contro le modalità di approvazione dell’Unione dei comuni del Miranese: «Abbiamo chiesto di sospendere l’iter dopo aver riscontrato la volontà di portarlo avanti forzatamente, senza un piano economico e con diverse criticità», affermano gli attivisti, «niente da fare: procedono come un rullo compressore in barba al coinvolgimento dei cittadini».

(f.d.g.)

link articolo

 

SALZANO – Novità in arrivo per chi prende il treno alla stazione di Salzano, lungo la linea Venezia-Castelfranco- Bassano per recarsi al lavoro, ma anche per motivi di studio o semplicemente di svago. Da domenica prossima, infatti, entreranno in vigore delle modifiche all’orario della navetta Noale-Mestre, dopo l’incontro chesi è tenuto nei giorni scorsi nella sede di Veneto Strade al quale hanno partecipato anche una rappresentanza dei pendolari e i sindaci di Salzano (Alessandro Quaresimin) e Spinea (Silvano Checchin). Un incontro atteso da tempo e richiesto proprio dai primi cittadini per cercare di andare incontro ai loro abitanti. Le proposte erano già state avanzate negli incontri di fine anno in municipio con i tecnici di Trenitalia. Il comune di Salzano aveva inviato una successiva lettera alla Regione, con le sue richieste. L’autobus non partirà più al minuto 48 ma al 14, mentre, viceversa, non sarà più al minuto 54 bensì al 22. Questo servizio è diretto e non ferma né a Salzano né a Spinea. In questo modo le modifiche permetteranno ai pendolari di avere a disposizione due convogli all’ora, anche se dovranno scendere e poi cambiare o a Noale o a Mestre. Un’altra questione sul tavolo e che è stata posta, era la richiesta degli utenti di non sospendere la navetta durante la chiusura estiva delle scuole. In questo periodo, infatti, funzionerà  dalle 6 alle 9 e dalle 14-21, festivi compresi.

(a.rag.)

 

Il comitato Salvioli contro il direttore dell’Asl 13: «Cardiochirurgia ha eseguito 220 interventi non 80»

MIRANO – Scontro aperto tra il comitato Carlo Salvioli e la direzione dell’Asl 13, dopo l’intervista concessa a La Nuova dal direttore generale Gino Gumirato. Il Salvioli sembra non aver gradito e parla di vertici aziendali distanti dalla realtà: «Gumirato dichiara che la Cardiochirurgia a Mirano esegue solo 80 casi l’anno. In realtà ha eseguito 220 interventi nel 2013, operando con tre cardiochirurghi per soli nove mesi, perché il reparto è stato chiuso negli altri tre. E durante due di questi tre mesi i cardiochirurghi miranesi hanno continuato a operare a Mestre concorrendo ai risultati operatori della Cardiochirurgia mestrina». A parlare è il coordinatore del comitato, Aldo Tonolo: «L’indice di produttività dei cardiochirurghi miranesi è tra i più alti delle cardiochirurgie italiane: oltre 140 interventi a testa in soli nove mesi», continua Tonolo, «sembra che il direttore non abbia informazioni aggiornate sulla Cardiochirugia e questo è preoccupante per chi deve difendere gli interessi della nostra Asl». E ancora: «Ma non basta: nell’ultimo piano aziendale il direttore pare voler ridimensionare anche Cardiologia, che nel 2012 ha fatturato ben 18,1 milioni, con una attrazione di 5,7 milioni e una fuga di soli 1,5 milioni ». Accuse a cui Gumirato replica a stretto giro. «Polemiche sterili e dannose per una corretta comunicazione ai cittadini», afferma il direttore generale, «se il Salvioli avesse partecipato alle riunioni in comune a Mirano o all’ultima Conferenza dei sindaci, o avesse cercato i numeri depositati in commissione consiliare sanità a Mirano, avrebbe trovato proprio il dato di 220 casi annui (0,8 casi medi al giorno per261 giorni, tolti cioè sabati e domeniche)». Precisa:«Secondo il comitato Cardiologia fattura 18 milioni di euro: ma le Asl sono pagate a quota capitaria e non a tariffa per le prestazioni per i residenti. Significa che il finanziamento dell’Asl è indipendente dal numero delle prestazioni prodotte per i propri residenti». Prosegue: «Se si vanno a controllare le prestazioni rese da altre Asl ai nostri cittadini, rispetto a quelle effettuate dai nostri reparti nei confronti di residenti in altre Asl, vediamo che non ci sono grandi elementi per gioire, con un saldo passivo per l’Asl 13 che supera i 65 milioni di euro». «A fronte delle bugie», conclude Gumirato, «continueremo nello sforzo di valorizzare le eccezionali competenze che abbiamo, in una logica di area vasta veneziana e veneta».

(f.d.g.)

 

Dolo

Ritorna oggi la commissione per la tutela dell’ospedale

DOLO – Rinasce la commissione per la tutela dell’ospedale di Dolo e si riunisce già questa sera alle 18.30. Nata esattamente un anno fa, questo gruppo composto da Vincenzo Crisafi, Paolo Menegazzo, Giorgio Gei e dal sindaco Maddalena Gottardo, aveva lavorato per mesi per la difesa delle strutture del complesso ospedaliero dolese proponendo la modifica delle schede ospedaliere come l’ampliamento della Chirurgia ad h24 per sette giorni alla settimana e l’apicalità del pronto soccorso. Inoltre chiedevano che Dolo diventasse polo di medicina sperimentale di territorio. A dicembre i partecipanti avevano rassegnato le dimissioni criticando l’atteggiamento della Regione. Ora, dopo la presentazione dell’atto aziendale da parte del direttore generale Gino Gumirato ai sindaci, si è deciso di far riparte la commissione. Nell’incontro di questa sera il sindaco Gottardo relazionerà sull’atto aziendale e si dovrebbero studiare delle azioni per rimarcare la tutela del complesso ospedaliero dolese.

Giacomo Piran

 

Gazzettino – Miranese. L’Unione non passa, anzi si’

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

9

apr

2014

NOALE – Decisivo l’intervento del sindaco di Mirano: «Progetto oltre le appartenenze politiche»

I consiglieri di Uniti per rinnovare abbandonano la seduta, poi ci ripensano

Noale è il primo Comune che entra a pieno titolo nell’Unione dei Comuni del Miranese. Lunedì sera il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità lo statuto e l’atto costitutivo. Arrivare all’unanimità non è stato però facile, anzi.
Al momento della votazione i consiglieri di Uniti per Rinnovare hanno abbandonato il Consiglio in maniera da far venir meno la maggioranza qualificata dei due terzi necessaria per l’approvazione dell’atto. Per loro si è arrivati alla votazione senza il necessario confronto sul progetto e dando scarse informazioni alla cittadinanza. A qual punto si è però registrato un colpo di scena: l’arrivo del sindaco di Mirano Maria Rosa Pavanello, che ha mediato con i consiglieri noalesi del suo stesso colore politico. Dopo mezz’ora di sospensione del Consiglio sono rientrati tra i banchi e hanno votato compatti a favore. «È un progetto che va al di là delle appartenenza politiche – ha poi dichiarato Pavanello – In un territorio come il nostro non si deve perdere questa occasione a prescindere dalle scadenze elettorali». «Abbiamo sempre ritenuto opportuno votare a favore dell’Unione – spiega la capogruppo Patrizia Andreotti – e con responsabilità abbiamo deciso di impedire che si interrompesse il percorso di approvazione». «Una votazione storica – commenta soddisfatto il sindaco di Noale Michele Celeghin – finalmente si vota per un progetto di area vasta, dove si sono superate le barriere della politica per fare spazio ai cittadini e alle loro istanze». L’obiettivo è stato raggiunto dopo quattro anni di dialogo tra sei Comuni del Miranese, ovvero Noale, Mirano, Santa Maria di Sala, Spinea, Salzano, Martellago: oltre 120 mila abitanti. I servizi che verranno condivisi saranno innanzitutto la Polizia locale, poi il servizio per il personale, le buste paga, il commercio e le attività produttive.

 

MARTELLAGO – L’opposizione chiede un referendum affinché i cittadini possano dire la loro

MARTELLAGO – Un referendum perché siano i cittadini a esprimersi sull’adesione all’Unione dei Comuni del Miranese. A lanciare la proposta, sostenuta da tutta la minoranza, Moreno Bernardi (Un Comune per Tutti), venerdì in Commissione Statuto, dov’è passato lo Statuto dell’Unione: a favore i consiglieri di maggioranza, Bernardi ha votato contro, Barbara Simoncini (M5S) è uscita dall’aula. Il sindaco ha ribadito le ragioni per cui crede nel nuovo organismo. «La nostra forza nella Città Metropolitana sarà quella di essere uniti e le esperienze di Unioni dimostrano che si riducono i costi e migliorano i servizi» ha detto Monica Barbiero, ripetendo che lo Statuto sarà la prima pietra («subito dopo avvieremo i tavoli tecnici») e le funzioni comuni saranno tre: polizia locale (ma la convenzione con Salzano e Scorzè resterà fino a fine 2015), protezione civile e risorse umane. Ma, dopo i grillini nella scorsa seduta, anche Pesce (Pdl) e Bernardi hanno espresso le loro contrarietà. «Aboliscono le Province e noi creiamo un altro carrozzone con i relativi costi, un altro ente sovracomunale, che si pone in contrapposizione alla Città Metropolitana e che ci toglierà ulteriori competenze: tanto vale chiudere il Comune di Martellago. È con Venezia, con cui confiniamo, che ci dobbiamo confrontare sui servizi: che affinità e interessi comuni abbiamo con S. Maria di Sala? La maggioranza ci ripensi o, almeno, data l’importanza della decisione, interpelli i cittadini: è giusto sentire se sono contenti di passare sotto Mirano, così andrà a finire» ha sbottato Bernardi.

(N.Der)

 

Il “parlamentino” di Noale ha dato per primo il suo ok al progetto di area vasta

Accordo tra maggioranza e opposizione. Il sindaco Celeghin: «Votazione storica»

NOALE – Il Consiglio comunale di Noale spiana la strada all’Unione dei comuni. Alla vigilia del “grande voto” che ieri sera ha chiamato in causa i consiglieri di Mirano, Spinea e Salzano, lunedì sera il parlamentino noalese ha votato favorevolmente, ed è il primo a farlo, l’adesione all’Unione dei comuni del Miranese che quindi comincia a prendere forma, partendo proprio dalla città che era capofila del progetto. Il sindaco Michele Celeghin parla di «votazione storica». Di sicurononera scontata: primo, perché l’ok di Noale è arrivato in prima convocazione, dov’era necessaria la maggioranza qualificata dei due terzi e secondo perché il via libera è arrivato grazie all’accordo tra maggioranza e opposizione, pur distanti nella forma. «Finalmente si vota per un progetto di area vasta, dove si superano le barriere della politica per fare spazio ai cittadini», esulta Celeghin. Noale, già quattro anni fa, aveva iniziato il percorso di dialogo tra sindaci, finalizzato a costituire un’Unione del Miranese, prima nel Veneto per dimensioni e numero di abitanti, oltre 120 mila. «Si tratta di razionalizzare la spesa », continua Celeghin, «e migliorare i servizi al cittadino. Per anni il nostro territorio ha sofferto di sterili strategie campanilistiche, ora è il tempo della svolta e Noale ha dimostrato senso di responsabilità». Voto favorevole anche dall’opposizione, che pure non ha risparmiato critiche alla maggioranza: «La mancata votazione della delibera avrebbe comportato una lunga battuta d’arresto sul percorso dell’Unione», afferma la capogruppo e candidata sindaco Patrizia Andreotti, «le obiezioni però ci stanno tutte, a cominciare dalla convocazione del Consiglio, poco chiara sulla tempistica e sul metodo, sia per la mancanza di coinvolgimento della minoranza che per la scarsa informazione data ai cittadini. Non c’è mai stato un dibattito pubblico. È altresì evidente che parte della maggioranza era assente e politicamente questo è un dato eloquente. Ora si organizzi un passaggio pubblico con i cittadini ». A riguardo Celeghin ha le idee chiare: «Le prossime tappe saranno la condivisione del progetto con le Intese programmatiche d’area e il coinvolgimento delle categorie industriali e artigianali del nostro territorio. Con l’Unione dei comuni potremo ragionare in termini propositivi sul recepimento di fondi europei che, in questo caso, verrebbero gestite direttamente dal territorio». Ieri sera intanto sedute fiume in contemporanea anche nelle aule consiliari di Mirano e Salzano (in prima convocazione) e Spinea (seconda convocazione).

Filippo De Gaspari

 

Proteste dopo l’intervista del direttore Gumirato alla “Nuova Venezia”

Pavanello: «Ora ci mostri i conti». Zecchinato: «La Regione ci sottofinanzia»

MIRANO – Sindaci in subbuglio contro il direttore generale dell’Asl 13 Gino Gumirato, dopo l’intervista rilasciata al nostro giornale sul futuro dell’azienda sanitaria. «Quello che dice Gumirato», nota il presidente della conferenza dei sindaci della Riviera del Brenta, Giampietro Menin, «non sembra credibile. Quello che appare chiaro invece è un disegno regionale che punta a smembrare ed indebolire la nostra Asl. Le risposte sul finanziamento di questa azienda sanitaria le vogliamo dall’assessore regionale alla Sanità, il leghista Coletto». Sulla stessa linea il sindaco di Fossò, mentre il sindaco di Vigonovo, Damiano Zecchinato (Lega), sottolinea come: «L’Asl 13 è storicamente sotto finanziata ». Il sindaco di Campolongo, Alessandro Campalto è il più critico: «Partecipare alle Conferenze dei sindaci dell’Asl 13 è davvero poco utile se alla fine il direttore generale tira dritto per la sua strada, non tiene conto delle istanze dei sindaci e procede eseguendo ordini che arrivano dalla Regione». Il presidente della Conferenza dei sindaci dell’Asl 13, Fabio Livieri, invece difende Gumirato: «Queste accuse alla direzione generale sono ingenerose. Queste paure si smembramento e depotenziamento degli ospedali di Dolo e Mirano a favore si Padova e Mestre sono infondate Sembra invece che a muovere le critiche siano ordini di scuderia specie dalle segreterie del Pd». A chiedere maggior chiarezza e dati nero su bianco è il sindaco di Mirano Maria Rosa Pavanello: «Insistiamo per avere un piano economico-finanziario. Ci preoccupa sentir dire che mancano i soldi. La nostra Asl è fatta di eccellenze, perché non si pretendono i soldi che ci spettano?Non siamo in una posizione di inefficienza da poter essere relegati all’ultimo posto. Poi c’è la questione degli ospedali: non è vero che molti scelgono altre strutture: se gli ospedali non sono completi, è normale che restino i dubbi. Abbiamo il dovere di spiegare ai nostri cittadini cosa succederà: ma non basta dire “Decide la Regione”, serve un piano con dati e prospettive sulla base dei numeri». «Per mantenere le attuali strutture e la stessa modalità dei servizi», aggiunge il sindaco di Salzano, Alessandro Quaresimin, «alcuni di questi vanno messi a norma, come da anni andiamo chiedendo e per farlo servono i fondi. C’è un impegno della Regione a finanziare queste strutture, ad oggi ancora disatteso. Se non arrivano, i reparti non a norma rischiano la chiusura.Da tempo lo segnaliamo, è ora che arrivino le risposte. Le scelte positive di cui parla il direttore generale Gino Gumirato dipendono anch’esse dallo sblocco dei finanziamenti ».

Alessandro Abbadir e Filippo De Gaspari

link articolo

 

L’approvazione non è scontata

Prevista la discussione in Consiglio a Spinea, Mirano e Noale

MIRANO – Giornata campale per l’Unione dei comuni del Miranese, che approda in ben tre consigli comunali su sei per fare uno scatto in avanti verso l’approvazione. Che tuttavia non appare scontata. A Spinea è l’ora della verità, con lo statuto e l’atto costitutivo che arrivano in seconda votazione, dov’è necessaria la maggioranza semplice della metà più uno dei consiglieri. Lo scorso primo aprile era finita con un nulla di fatto, con le minoranze che non avevano nemmeno partecipato al voto, dopo aver protestato per l’eccessiva fretta di votare in una città già proiettata in campagna elettorale. Maggioranza e opposizione tornano a fronteggiarsi stasera alle 19.30. Lo faranno quasi in contemporanea a Mirano, dove però l’Unione arriva per la prima volta alla prova del voto e serve dunque una improbabile maggioranza qualificata dei due terzi. Pochi giorni fa, una seduta finita in bagarre doveva servire a spiegare, anche ai tanti cittadini presenti in aula, un progetto ambizioso e contestato. Sono usciti tutti con gli stessi dubbi, dopo schermaglie degenerate in scontro, con l’abbandono dell’aula dalle minoranze e la richiesta di dimissioni della presidente del consiglio Renata Cibin. Secondo round stasera, alle 18.30. Anche il Consiglio di Salzano proverà oggi, alle 19, a contarsi tra favorevoli e contrari alla nuova aggregazione sovracomuale. Anche qui è richiesta la maggioranza dei due terzi. Ieri sera la delibera è arrivata a Noale, sempre con votazione a maggioranza qualificata. Da domani dunque si potranno in qualche modo tirare le fila del percorso di adesione dei comuni all’Unione, che interessa Mirano, Noale, Spinea, Martellago, S. Maria di Sala e Salzano. L’obiettivo è avere l’ok prima del voto amministrativo del 25 maggio.

(f.d.g.)

 

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui