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Dieci treni cancellati, una quindicina di corse in ritardo e centinaia di pendolari furiosi. Un’altra mattinata da dimenticare per studenti e lavoratori che si servono della linea ferroviaria Bassano-Venezia, questa volta i disagi all’ora di punta sono stati provocati da un guasto tecnico al sistema di distanziamento dei freni. Il problema si è verificato tra Castelfranco Veneto e Castello di Godego, nel Veneziano le ripercussioni sono state soprattutto nel Miranese. La linea passa infatti le stazioni di Noale, Salzano, Maerne e Spinea. Sindaci e comitati chiedono da dicembre un miglioramento degli orari: risposte concrete non sono ancora arrivate, in compenso ecco l’ennesima giornata di passione. Il guasto si è verificato alle 5.50, sono subito scattati i protocolli di sicurezza e i treni sono stati costretti a viaggiare a velocità ridotta.

«I tecnici hanno riattivato la piena funzionalità della linea e il traffico ferroviario è ripreso con regolarità alle ore 10.10 – ha fatto sapere Ferrovie dello Stato con una nota -. Sei regionali sono stati cancellati sull’intero percorso e quattro parzialmente, 14 treni hanno viaggiato con ritardi fino a 50 minuti».

In realtà secondo i pendolari si è andati pure oltre, il comitato salzanese parla di 92 minuti di ritardo per il treno in partenza alle 6.25 da Bassano.

«Cancellate le navette Noale-Mestre delle 6.48 e 7.48, solo il treno per Venezia delle 7.31 è partito regolarmente. La situazione è critica» si legge nella pagina Facebook del comitato. I disagi maggiori si sono dunque verificati tra le 7 e le 8 per chi dal Miranese doveva raggiungere Venezia, ma rallentamenti e cancellazioni ci sono stati ovviamente pure per la tratta inversa. I disagi sono sentiti soprattutto a Salzano, visto lo scarso collegamento Actv con Venezia rispetto ad altri Comuni del Miranese. La rabbia esplosa ieri si somma a quella di venerdì scorso, in occasione dello sciopero generale: «Siamo stati rimbalzati da un treno all’altro tra annunci strambi che davano in partenza treni poi mai partiti – scrive sempre il comitato -. Lo sciopero doveva finire alle 17 ma il primo treno della nostra linea è partito da Venezia alle 18.30». Un film già visto troppe volte negli ultimi mesi.

Gabriele Pipia

 

Quali saranno concretamente i costi e i benefici dell’Unione dei Comuni del Miranese? A chiederlo sono cinque consiglieri di minoranza di Mirano (Marina Balleello, Giampietro Saccon, Marco Marchiori, Antonio Milan e Martina Pasqualetto), che hanno inoltrato una richiesta di consiglio comunale straordinario sul tema.

«I cittadini devono essere coinvolti nella scelta di entrare o meno nell’Unione dei Comuni – scrivono i consiglieri -. Mettere assieme varie funzioni rischia di comportare pure nuovi costi per l’istituzione di nuove figure professionali, come quella del direttore generale. L’Unione a tutti i costi e in tempi così stretti, a chi giova? Non possiamo accettare che l’approvazione dello statuto arrivi in consiglio senza prima una rappresentazione esauriente del progetto».

L’obiettivo dei sindaci è approvare lo statuto in primavera per poi sancire l’Unione entro giugno, i Comuni coinvolti sono Mirano, Noale, Santa Maria di Sala, Spinea, Salzano e Martellago.

«Gli incontri pubblici sono stati numerosi e le commissioni sono pubbliche – dichiara il sindaco Maria Rosa Pavanello -. Il direttore non sarà un costo aggiuntivo, ci siamo posti il vincolo di non prevedere ulteriori costi di personale ma anzi di ridurre la spesa».

Pavanello conferma la volontà di accelerare: «La Regione spinge perché si formalizzi la nascita dell’Unione entro i primi mesi del 2014, e noi non vogliamo perdere i preziosi finanziamenti regionali». A Mirano è in programma una commissione giovedì, il sindaco garantisce che si entrerà ulteriormente nel dettaglio sui dati economici.

(g.pip.)

 

in mattinata

Oltre allo sciopero, i pendolari sulla tratta Venezia-Castelfranco- Bassano hanno dovuto subire anche un guasto alla linea tra le stazioni di Piombino Dese e la stessa Castelfranco. Il problema si è verificato alle prime ore del mattino ma questo, a catena, considerato anche il binario unico, ha provocato dei problemi per gli utenti di Noale, Salzano, Maerne e Spinea. Già dalle prime corse della giornata, i regionali hanno iniziato ad accusare dei ritardi, facendo sballare i piani delle persone; sino alle 9, i convogli erano garantiti ma non tutti hanno rispettato il normale orario, costringendo i lavoratori e gli studenti ad arrivare tardi. Con direzione Castelfranco e Bassano, il regionale 5700 in partenza da Venezia Santa Lucia alle 5.26, è arrivato nella città trevigiana con 24 minuti di ritardo, mentre quello dopo, il 5702 delle 5.56, è giunto nel Vicentino 26 minuti dopo il previsto. Un po’ meglio per chi è salito a Venezia alle 6.26: a Castelfranco ci è arrivato otto minuti oltre. Si è proseguito con i problemi anche più tardi, perché il convoglio 5706 per Bassano, in partenza da Santa Lucia alle 6.56, ci haimpiegato 17 minuti in più. Tredici minuti di ritardo per il regionale 5708 per Castelfranco, salgono a 17 quelli accumulati dal 5710 per Bassano, 11 per il convoglio 5712 per Castelfranco. Viceversa, ovvero per chi era diretto a Santa Lucia, è andata un po’ meglio ad alcuni, per altri peggio. Il treno 5703 da Castelfranco è giunto a Venezia un quarto d’ora dopo, il 5709 da Bassano ha viaggiato con 27 minuti di ritardo, mentre il 5713, sempre dalla città vicentina, si è fermato a Mestre e non ha proseguito per Santa Lucia. Ma nelle ultime settimane questa linea è stata parecchio bistrattata; al guasto di ieri, si sommano le sbarre abbattute dei conducenti a Noale prima e Castello di Godego poi. A febbraio, con l’incidente della città dei Tempesta, l’intera tratta da e per Bassano era andata in tilt per una mattina, con ritardianche di un’ora e passeggeri costretti a salire sugli autobus e o farsi accompagnare per raggiungere Mestre o Venezia.

Alessandro Ragazzo

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NOALE – Trovati 7 irregolari, multa di 32mila euro

Lavoravano indisturbati giorno e notte nella centralissima via Sant’Andrea in pieno centro storico fino al blitz dei carabinieri di Noale fatto a tarda sera con il personale dell’ispettorato del lavoro di Venezia, i tecnici dello Spisal e la polizia locale di Noale. L’abitazione era accatastata come una normale residenza, che però all’interno aveva avuto delle trasformazioni con pareti in cartongesso per installare 12 postazioni di laboratorio tessile. La casa è di proprietà di un italiano residente a Brescia, che avrà qualche problema visto che ha fatto trasformare la sua abitazione in un laboratorio cambiando la destinazione d’uso dell’immobile.

I carabinieri e l’ispettorato del lavoro hanno sorpreso nove persone, tutte di nazionalità cinese, intente a lavorare alle macchine da cucire. Sette di loro non erano in regola con le norme del collocamento al lavoro. Ammontano a 32mila euro le sanzioni che sono state notificate dall’ispettorato del lavoro, senza contare che adesso devono chiudere gli accertamenti sia lo Spisal per le norme di sicurezza, l’Agenzia delle entrate per il danno erariale e la polizia locale per le violazioni edilizie riscontrate.

«Un grazie ai carabinieri e alla polizia locale per aver intensificato il presidio del territorio – afferma il sindaco Michele Celeghin – e con l’installazione delle telecamere in tutto il territorio comunale si rafforza la sicurezza reale con i fatti, uno dei pilastri del progetto sicurezza che si affida alla tecnologia per combattere il male».

 

Gravi disagi stamattina per i pendolari di Noale, Salzano, Maerne e Spinea. Fino a mezz’ora di ritardo per alcuni convogli

NOALE. Oltre allo sciopero, i pendolari sulla tratta Venezia-Castelfranco-Bassano hanno dovuto subire anche un guasto alla linea tra le stazioni di Piombino Dese e la stessa Castelfranco. Il problema si è verificato alle prime ore del mattino ma questo, a catena, considerato anche il binario unico, ha provocato dei problemi per gli utenti di Noale, Salzano, Maerne e Spinea.

Già dalle prime corse della giornata, i regionali hanno iniziato ad accusare dei ritardi, facendo sballare i piani delle persone; sino alle 9, i convogli erano garantiti ma non tutti hanno rispettato il normale orario, costringendo i lavoratori e gli studenti ad arrivare tardi. Con direzione Castelfranco e Bassano, il regionale 5700 in partenza da Venezia Santa Lucia alle 5.26, è arrivato nella città trevigiana con 24 minuti di ritardo, mentre quello dopo, il 5702 delle 5.56, è giunto nel Vicentino 26 minuti dopo il previsto.

Un po’ meglio per chi è salito a Venezia alle 6.26: a Castelfranco ci è arrivato otto minuti oltre. Si è proseguito con i problemi anche più tardi, perché il convoglio 5706 per Bassano, in partenza da Santa Lucia alle 6.56, ci ha impiegato 17 minuti in più. Tredici minuti di ritardo per il regionale 5708 per Castelfranco, salgono a 17 quelli accumulati dal 5710 per Bassano, 11 per il convoglio 5712 per Castelfranco. Viceversa, ovvero per chi era diretto a Santa Lucia, è andata un po’ meglio ad alcuni, per altri peggio. Il treno 5703 da Castelfranco è giunto a Venezia un quarto d’ora dopo, il 5709 da Bassano ha viaggiato con 27 minuti di ritardo, mentre il 5713, sempre dalla città vicentina, si è fermato a Mestre e non ha proseguito per Santa Lucia.

Alessandro Ragazzo

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In via ongari a NOALE

NOALE «A breve è atteso il progetto definitivo del sottopasso di via Ongari». A dirlo è l’assessore alla viabilità di Noale, Luciano Gobbato, spiegando come nelle prossime settimane arriverà il disegno dell’opera, che sorgerà spostato di qualche metro rispetto al passaggio a livello, nella zona dove si trovava l’ex fornace Cavasin. I tempi si sono allungati anche per inserire la pista ciclabile e altri accorgimenti come i marciapiedi.

«I soldi ci sono», prosegue Gobbato, «perché il sottopasso è stato rifinanziato dalla Regione ». Si useranno i 6 milioni di euro riottenuti nel 2012 e i lavori sono inseriti all’interno del Sistema ferroviario metropolitano regionale (Sfmr).

Intanto la giunta ha approvato lo schema di convenzione con la Provincia per costruire la rotonda che da via dei Novale, lungo la strada Mestrina, arriverà sino allo stesso sottopasso, da dove ci sarà un’altra strada che raggiungerà la rotonda in zona Capitelmozzo, sulla Noalese. Sarà la stessa società Cavasin a costruire il nuovo rondò e le altre opere di collegamento delle piste ciclabili esistenti, oltre a cedere le relative aree. Al Comune, poi, il compito di portare avanti la manutenzione ordinaria e straordinaria delle zone riservate ai ciclisti, della superficie interna alla rotatoria, dell’illuminazione, dell’impianto delle acque meteoriche, oltre alla segnaletica e alla gestione del contratto di fornitura dell’energia elettrica.

Alla Provincia, invece, spetterà il compito di gestire la Mestrina. Il progetto, però, è più ampio perché laddove c’era la fornace Cavasin, la zona sarà trasformata, con immobili residenziali per 51 mila metri cubi, mentre il commerciale sarà di 20mila. Come ricordo della vecchia produzione, resterà solo il camino.

(a.rag.)

 

MARTELLAGO – «Non siamo contrari a partire, ma le cose devono essere chiare».

Il sindaco, Monica Barbiero, precisa la sua posizione sull’Unione dei Comuni del Miranese, al centro nei giorni scorsi di un nuovo summit a Martellago con i colleghi di Noale, Mirano, Spinea, Salzano e S. Maria di Sala (mancava solo Scorzè, chiamatosi fuori da tempo).

Martellago chiede di approfondire alcuni nodi, oggetto della riunione. «I miei colleghi non erano qui per convincermi, anzi, l’incontro è stato sollecitato da me. Il nostro Comune crede nell’Unione, non siamo contrari a partire e bisogna andare verso l’approvazione dello Statuto, ma prima vanno messi a posto 2-3 tasselli e compiuti determinati passaggi: vogliamo che sia tutto chiaro, che si capisca bene dove andremo a parare» spiega Barbiero, entrando nel nocciolo del problema.

«Abbiamo la necessità di definire nel concreto e di capire i costi, l’organigramma e l’organizzazione», con la questione del personale e dei servizi unificati come la polizia locale. «Si tratta, poi, di un passo importante che impone percorsi interni adeguati, che certo siamo chiamati a compiere velocemente per arrivare all’approvazione dello Statuto, ma che vanno fatti – conclude Barbiero – Presto convocheremo un’altra Commissione Statuto dove ci confronteremo ancora ed entreremo nel merito delle nostre valutazioni e poi parleremo alla gente perché io devo delle informazioni ai miei cittadini».

Nicola De Rossi

 

MARTELLAGO – Prende tempo Martellago sull’Unione dei Comuni. Dal municipio fanno sapere che non c’è alcuna volontà di lasciare passare questo treno, ma prima vogliono capire bene tutti i passaggi da fare, definire bene il progetto, che mira a unificare alcuni servizi come la polizia locale, i messi, la Protezione civile e alcuni settori come il sociale e i giovani. Al progetto stanno lavorando, Mirano, Martellago, Spinea, Salzano, Santa Maria di Sala e Noale, mentre Scorzè ha scelto di starsene in disparte e Pianiga guarda con interesse. Dopo la riunione di giovedì a Mirano dove Martellago aveva un po’ frenato, ieri in quest’ultimo comune si è tenuto l’ennesimo incontro fra i sei del Miranese, proprio per capire quali siano i dubbi e le perplessità della giunta di Monica Barbiero. Giunta che ha ancora confermato la volontà di intraprendere un cammino già iniziato nei mesi scorsi, e pure di aderire, ma vuole mettere la lente d’ingrandimento su alcuni aspetti, anche su quello economico. Nelle prossime settimane lo statuto sarà discusso nei vari consigli comunali ed entro giugno il progetto sarà sancito. Nel frattempo lo statuto dovrebbe arrivare nei vari Consigli.

(a.rag.)

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Mirano. Il sindaco Pavanello d’accordo con il comitato Salvioli: l’ospedale deve essere potenziato

MIRANO – I lavori del nuovo monoblocco dell’ospedale? Per il Comune anche subito. Il sindaco Maria Rosa Pavanello è d’accordo con il comitato Carlo Salvioli: «Coerentemente con quanto espresso a inizio mandato nelle linee programmatiche, è tra i nostri obiettivi principali quello di potenziare l’ospedale di Mirano e anche quello di Dolo, migliorandone l’efficienza e mantenendo intatti reparti e servizi», spiega Pavanello.

Che poi aggiunge: «L’istanza del comitato Salvioli per un rapido avvio dei lavori per il terzo monoblocco va considerata come un importante contributo, da valutare con grande attenzione».

Era stato proprio il Salvioli, nei giorni scorsi, a rilanciare la realizzazione, già prevista, ma ancora al palo, del De Carlo 3.

«L’obiettivo», aveva spiegato il coordinatore del comitato, Aldo Tonolo, «è liberare l’area in locazione all’ente Mariutto, consentendo sia alla casa di riposo che all’ospedale, di realizzare importanti plusvalenze dalla cessione dell’area del vecchio ospedale, che potrebbe diventare un’area residenziale di pregio a due passi dal centro storico».

Adesso c’è anche l’importante sponsorizzazione del Comune: «Decentrare a Noale tutti gli uffici amministrativi dell’Asl 13 sarebbe una soluzione che li renderebbe più difficili da raggiungere e da fruire», spiega Pavanello, «d’altro canto, penalizzare dal punto di vista economico e patrimoniale il Mariutto non sarebbe certo un modo per conservare e migliorare la gamma di servizi offerti dal nostro ospedale. Se la soluzione del terzo monoblocco, attesa da tempo, è in grado di evitare queste due possibili cause di pregiudizio della qualità del servizio dell’attività sanitaria del nosocomio miranese, non può che essere presa in serio esame e valutata con scrupolo da questa giunta».

(f.d.g.)

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MIRANO – Stretta finale sull’Unione dei Comuni. Entro fine mese la delibera sul progetto arriverà in tutti i Consigli comunali e c’è una proposta anche sul nome: “Unione dei comuni delle Terre del Tiepolo”. In questo modo la vocazione turistica, una delle armi su cui puntare per promuovere il territorio, sarebbe già nel titolo.

Si è discusso anche di questo nell’incontro di giovedì sera in parrocchia di S. Leopoldo Mandic a Mirano, dove a parlare di Unione dei comuni sono stati esperti del settore chiamati a raccolta dalle Acli.

Il progetto subirà una decisa accelerata già dai prossimi giorni. Mirano, Noale, Spinea, S. Maria di Sala e Salzano vogliono stringere i tempi e portare le delibere nei rispettivi parlamentini locali già entro la fine di marzo. Resta ai margini, per ora, Martellago, che vuole prima definire bene alcuni aspetti, ma i “grandi” non sono disposti a rinvii, anche perché due dei cinque (Spinea e Noale) nei prossimi mesi entreranno in campagna elettorale e il progetto rischia poi di essere rinviato a chissà quando. Invece l’ente sovracomunale potrebbe essere realtà già in primavera: oggi i sindaci saranno a Martellago per provare a convincere una tentennante Monica Barbiero. Non c’è storia (e non c’è mai stata) invece per Scorzè, fuori per scelta fin dall’inizio. Dunque per ora sarà un’Unione a cinque. I comuni condivideranno almeno quattro funzioni: polizia locale, protezione civile, personale e una tra servizi sociali e politiche giovanili. Sede di rappresentanza sarà Villa Belvedere a Mirano, “Terra dei Tiepolo” si legge nei depliant turistici della città. In futuro, forse, anche in quelli di tutto il comprensorio.

(f.d.g.)

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