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Dopo l’aumento degli ultimi anni salgono solo Spinea e Santa Maria di Sala

Calano Scorzè e Martellago. Stabile Mirano. La crisi blocca anche gli stranieri

MIRANO – Crescono gli abitanti nel Miranese nel 2014 ma non più come una volta, confermando un andamento già registrato di recente. A far da traino sono Spinea e Santa Maria di Sala, gli altri cinque comuni o sono stabili o addirittura sotto. Scende Martellago dopo le crescite degli ultimi anni. In generale gli stranieri tornano a salire, anche se non dappertutto. Questo quanto emerge dagli uffici Anagrafe dei sette del comprensorio.

I numeri.

Il Miranese continua a crescere ma come un tempo. Nel 2014 il saldo è di 273 unità in più, 141.606 contro i 141.333 dell’anno precedente. Nel 2013, il dato segnava un più 232 abitanti e nel 2012 si era arrivati a una differenza positiva di 378. Si può dire che c’è una certa stabilità. Non a caso i numeri diventano spietati se si guarda a cavallo tra i due decenni: tra il 2010 e il 2011, c’era un più 850, dodici mesi prima 932 e tra il 2008 e il 2009 addirittura 1133.

Chi sale.

Laddove si cresce è Spinea e Santa Maria di Sala, territori dove negli anni scorsi si è sempre avuto un dato positivo. Così, il primo si conferma sempre più leader del Miranese con 27.794 abitanti, con un più 282 rispetto all’anno prima, e Santa Maria di Sala è ancora appetibile, dopo un passaggio a vuoto nel 2013, se è vero che ora il territorio conta in 17.632 anime, più 64 rispetto al 2013. Stabili Mirano con una popolazione di 27.055 (più 8), Noale con 15.965 (più15) e Salzano con 12.778 (più 5).

Chi scende.

Nell’ordine Scorzè e Martellago hanno visto diminuire gli abitanti. Se per il primo è una costante come testimonia l’ultimo triennio, la novità è senza dubbio Martellago, che di recente ha vissuto un boom demografico ma nel 2014 ha perso terreno, scendendo a 21.494 contro i 21.515 registrati dodici mesi prima.

Stranieri.

L’aumento è di 84 unità, che portano la colonia di non italiani a 10.181 contro i 10.097 del 2013 quando c’è stato un calo: nel 2012 erano 10.228. Anche in questo caso, è Spinea a fare la differenza, nettamente avanti rispetto agli altri. Il comune ne conta 2.704, aumentati di 150 in dodici mesi. Leggero saldo positivo anche per Salzano (più 14), Martellago (più 4) e Santa Maria di Sala (più 3). Gli altri, tutti con il segno meno; Mirano ne ha persi addirittura 62, Noale 34 e Scorzè 25. A Spinea, il 9,7 per cento dei residenti è straniero, a Scorzè l’8 per cento e a Noale il 7,26 per cento.

Alessandro Ragazzo

 

Gazzettino – Salzano. Traffico di tir, Comuni in lite.

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6

mar

2015

SALZANO – La nuova viabilità dopo l’apertura del casello. Ieri incontro in prefettura

Robegano vuole vietarne il transito nel centro del paese, ma Scorzè si oppone

TRAFFICO – Guerra tra comuni per eliminare il passaggio dei tir dal centro dei paesi

Il divieto al transito dei tir nel centro di Robegano? Sarà valutato solo dopo l’apertura del casello di Martellago-Scorzé. Intanto i Comuni litigano tra loro e nessuno vuol mollare la presa.

Ieri mattina a Venezia si è svolto l’ennesimo incontro in Prefettura, davanti al viceprefetto Natalino Manno. Erano presenti un funzionario di Veneto Strade, un tecnico della Provincia, il responsabile della Polizia Locale di Scorzé Mario Gobbo e il sindaco di Salzano Alessandro Quaresimin, accompagnato dal consigliere Andrea Pellizzon.

La richiesta del sindaco è la stessa da anni: «Stop ai tir nel centro di Robegano. Portano smog, pericolo e crepe negli edifici». Lungo via XXV aprile oltre a negozi ed abitazioni si affacciano anche la chiesa, una scuola materna e un asilo nido, davanti ai quali passano continuamente mezzi pesanti diretti da Maerne a Noale. Questa strada è di competenza della Provincia, a Salzano maggioranza e opposizione sono compatte nel chiedere che venga imposto il divieto ai tir.

Un anno fa il Pd raccolse oltre 800 firme, ieri Quaresimin è tornato alla carica: «Speriamo che la Provincia capisca che questa sarebbe la soluzione più coerente. I camion vengano deviati sulla variante di Robegano, bretella realizzata pochi anni fa proprio per togliere il traffico dai centri abitati».

La Prefettura ha garantito che saranno eseguiti dei monitoraggi sul numero di veicoli sia nei prossimi giorni sia nei prossimi mesi, per analizzare gli spostamenti dei flussi di traffico dopo l’apertura del nuovo casello. Ma la questione è intricata e coinvolge anche i Comuni di Martellago e Scorzé.

Proprio da Scorzé arriva un secco no: «Deviare i camion sulla bretella di Robegano vorrebbe dire portare poi più traffico a Scorzé, soprattutto sulla Castellana all’altezza di Borgo Venezia, in una zona residenziale in pieno centro» precisa il sindaco Giovanni Battista Mestriner. In questa battaglia tra Comuni, dove ognuno vuol sgravarsi dal traffico, la Provincia è chiamata a prendere una decisione.

Gabriele Pipia

 

MIRANESE – Dopo la clamorosa sentenza della Corte di Cassazione M5S all’attacco

Veritas non doveva far pagare l’Iva sulla Tia (Tariffa di igiene ambientale). Dopo la clamorosa sentenza della Corte di Cassazione dei giorni scorsi con cui si asserisce che Veritas non poteva chiedere il pagamento dell’Iva sulla Tia, i sei movimenti pentastellati dei comuni del Miranese si mobilitano e partono all’attacco. Da Santa Maria di Sala a Scorzè, da Mirano a Martellago, da Spinea a Noale, tutti a chiedere, mediante una richiesta di accesso agli atti, che Veritas renda noti quali sono i costi da lei sostenuti per i contenziosi con i contribuenti e quanti sono esattamente i giudizi pendenti oltre a quelli già definiti in primo e in secondo grado.

«Costi – dice il consigliere del Movimento 5 Stelle di Scorzè, Antonio Petenà – che saranno sicuramente stati spalmati nei Piani economici finanziari a discapito dei cittadini».

Già in sede di approvazione dei Piani, i movimenti pentastellati avevano sollevato obiezioni a riguardo, in molti casi non ascoltate dalle maggioranze che siedono nei vari consigli comunali.

«Cosa più importante poi – indica Petenà – è portare la questione alla conoscenza delle amministrazioni e dei cittadini, oltre che permettere a questi di riavere i soldi versati».

«Questa Corte, in plurime occasioni – si legge nella sentenza degli ermellini – ha avuto modo di chiarire che si deve qui soltanto dar atto che la Tia, di cui si discute, ha natura tributaria e quindi non è soggetta a Iva». I fruitori del servizio potranno quindi richiedere entro i limiti della prescrizione decennale, la restituzione delle somme indebitamente percepite da Veritas fino a tutto il 2012, anno in cui la Tia venne sostituita con la Tari.

Già negli anni scorsi, alcune minoranze comunali avevano espresso la loro perplessità in merito all’appalto dei rifiuti alla società. «Non siamo mai stati d’accordo – ribadisce Paolo Bertoldo, consigliere (Lista Salese) di Santa Maria di Sala – Veritas non è altro che un carrozzone che non ha fatto altro che sanare i debiti del comune di Venezia. Ora ci attiveremo perché i cittadini possano riavere ciò che è stato loro tolto».

 

Nuova Venezia – Miranese nord, le strade stanno cedendo

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3

mar

2015

I Comuni non hanno più soldi. Da Martellago a Scorzè e da Noale a Salzano, ecco lo stato delle vie

MARTELLAGO – I Comuni fanno sempre più fatica a spendere soldi. I vincoli del patto di stabilità vanno a toccare alcune voci per favorirne delle altre, vedi servizi sociali e scuole, ma intanto la manutenzione delle strade e quasi ai minimi. Basta fare qualche chilometro nel Miranese nord (Martellago, Scorzè, Noale e Salzano) per rendersene conto, con buche, avvallamenti, asfalto ceduto e ammortizzatori dei veicoli messi a dura prova.

Va detto che a fine del 2014, la Provincia e Veneto Strade ha rimesso a nuovo diversi tratti di competenza, tipo via Cornarotta e via XXV Aprile a Robegano e via Volta a Scorzè, oppure la Noalese nel comune di Noale o via Ca’ Rossa a Maerne. Ma molto resta ancora da fare, se è vero che ci sono diverse vie in condizioni allarmanti. Martellago.

La situazione è migliorata rispetto a un po’ di tempo fa ma un punto ridotto male è via Selvanese, che da via Olmo nell’omonima frazione, arriva a Zelarino, dopo il passaggio a livello, per intenderci. E’ di sicuro fra le strade più percorse, essendoci lì vicino anche la zona industriale.

Anche un tratto della stessa via Olmo a Maerne, vicino al cimitero, presenta dei segmenti di asfalto ceduto. Scorzè. Viale Kennedy prima e via Onaro poi. E’ la provinciale che collega il centro di Scorzè a Scandolara, nel comune di Zero Branco e che cambia nome a Rio San Martino. Ebbene, il continuo passaggio di camion ha provocato degli avvallamenti, specie nella zona a ridosso con il confine della provincia trevigiana.

Noale. Anche in questo comune ci sono strade da sistemare, per giunta molto trafficate. Una di queste è la provinciale via Mestrina, specie dalla rotonda della variante alla Noalese fino al passaggio a livello, ma anche via Cerva, che unisce la Noalese a via San Dono, e via Crosarona, dalla Noalese alla Castellana, avrebbero bisogno di un intervento. Salzano. Ci sono tratti davvero difficili da percorrere; basta fare un giro in via Dosa, o via Zigaraga, che unisce via Villetta a via della Costituzione a Spinea, per capire le condizioni del manto stradale, fatto di crepe, piccoli fosse, pericolosi cedimenti. Lo stesso dicasi per via Frusta, altra strada percorsa ogni giorno da migliaia di veicoli che si dirigono verso via Montegrappa o via Villatega, sempre nello stesso comune di Salzano. Non sta messa meglio anche via Sant’Elena, che dal cimitero di Robegano arriva fino in via delle Motte a Martellago.

(a.rag.)

 

NOALE – Nessun cambiamento per quanto riguardo il settore riabilitativo, del reparto di Medicina dello sport, degli ambulatori e dell’Utap (Unità territoriale di assistenza primaria) ospitati all’interno del monoblocco dell’ospedale di Noale. Tutto rimarrà al primo e secondo piano.

Questo l’esito di un incontro tra il Comune e il direttore generale dell’Asl 13 Gino Gumirato sui progetti da portare avanti.

Nessuna volontà di toccare l’esistente, dunque, e per l’Utap è stata riconosciuta la professionalità dei medici di base, tanto che la gestione dei costi del reparto è considerata positiva, con un risparmio sulle spese ospedaliere.

L’azienda sanitaria ha intenzione di partire con degli interventi per migliorare l’area d’ingresso dell’ospedale e riordinare gli spazi del giardino.

Capitolo uffici. Confermato per il 2016 l’arrivo del personale amministrativo dell’Asl 13; i 250 dipendenti delle attuali sedi di Mirano e Dolo finiranno al terzo e quarto piano, mentre per quegli edifici non più utilizzati dall’Asl e che dovranno essere ristrutturati, Gumirato si è detto disponibile a trattare con il Comune per trovare una soluzione in grado di andare bene a entrambi. Per questo sarà riattivata la commissione tecnica-urbanistica, ferma da febbraio 2012 e formata dai tecnici dell’Asl, del Comune e dallo stesso Gumirato stesso, che si riunirà ogni primo martedì del mese: il suo compito sarà portare avanti il progetto di rilancio dell’area e pensare a degli interventi mirati.

Nel recente incontro, poi, si è deciso di rinnovare il contratto scaduto a gennaio 2014 per l’uso del padiglione Ferrante, che da più di tre anni ospita gli uffici del terzo settore comunale, ovvero Cultura, Sociale, Sport e Pubblica istruzione.

Alessandro Ragazzo

 

QUARTO – Il sindaco di Quarto, Silvia Conte, è tornata a scrivere all’assessore regionale ai trasporti per sollecitare nuovamente un incontro per sapere quali misure si intendano intraprendere in merito alle più volte segnalate criticità della tratta ferroviaria Venezia-Portogruaro, di competenza della Regione. Dopo una richiesta di incontro trasmessa all’assessore Donazzan lo scorso gennaio, non si è più mosso nulla.

«Lungo la tratta ferroviaria Venezia-Portogruaro», spiega il sindaco di Quarto, «continua a perdurare una situazione di grave criticità e disagio. Durante l’incontro avuto lo scorso ottobre con i tecnici regionali della direzione mobilità e un dirigente di Trenitalia, ci era stato garantito che le varie criticità rappresentate da sindaci e rappresentanti dei comitati dei pendolari sarebbero state affrontate. A distanza di quasi quattro mesi non abbiamo», sottolinea il sindaco, «ancora avuto risposte chiare».

Ciò che sindaci e pendolari vogliono capire è cosa sia stato fatto in merito alle noti questioni più volte sollevate: l’avvio di un tavolo permanente della mobilità che coinvolga le amministrazioni e i rappresentanti dei pendolari, anche in vista della nuova gara per l’affidamento del trasporto pubblico locale per i prossimi anni; un riscontro alla proposta di orario ferroviario cadenzato trasmessa all’attenzione dell’assessore alla Mobilità ad agosto 2013 come base per avviare la verifica dei modelli di esercizio alternativi e più efficienti.

«Ad oggi l’orario continua a presentare criticità», continua il sindaco di Quarto d’Altino, Silvia Conte, «non copre in modo equo e completo né l’arco della giornata, né tutti i giorni dell’anno, né tutto il territorio regionale e si riscontrano soppressioni e ritardi. Abbiamo più volte evidenziato alla Regione la necessità di avere un interlocutore politico in grado di fare delle scelte e dare risposte concrete ad un problema che condiziona pesantemente la quotidianità di quanti usufruiscono del trasporto ferroviario per i loro spostamenti, il più delle volte per lavoro e per studio».

(m.a.)

 

Noale. Un’ora e mezza di disagi per gli utenti: ritardi e soppressioni

Guasto sui binari, 11 treni nel caos

NOALE – Un guasto agli impianti di circolazione nella zona di Noale ha provocato rallentamenti al traffico ferroviario sulla Venezia-Castelfranco-Bassano a cavallo tra la mattina e il pomeriggio di ieri, coinvolgendo undici treni tra ritardi, soppressioni totali o parziali. La situazione è tornata alla normalità dopo le 13. In precedenza, attorno alle 11.30, si è verificato l’intoppo e i passeggeri sono stati avvisati attraverso gli altoparlanti delle stazioni.

Il bilancio è di due navette cancellate sulla Mestre-Noale, quattro regionali che hanno subìto una riduzione di tragitto e altri cinque che sono arrivati a destinazione fino a 23 minuti dopo. Per riparare il guasto sono intervenuti gli uomini di Rfi. Per fortuna non è successo all’orario di punta ma ci sono stati dei disagi per i passeggeri.

Il primo convoglio a subire l’inconveniente è stato il numero 5723 da Castelfranco delle 11.04. È arrivato a Noale senza alcun problema ma poi è rimasto fermo ed è arrivato a Mestre con 30 minuti di ritardo: qui si è fermato anziché proseguire per Venezia Santa Lucia. I treni 5724, da Venezia per Castelfranco, 5725 da Bassano a Venezia, 5726 e 5730 da Venezia a Bassano e la navetta 5782 da Mestre a Noale hanno viaggiato con tempi che variavano dai 9 ai 23 minuti di ritardo. Altre due navette sempre sulla stessa tratta non sono neppure partite: la numero 5780 da Mestre delle 12.22 e la 5783 da Noale delle 13.09. Una cancellazione parziale si è registrata stata per il regionale 5728 diretto a Castelfranco, partito da Mestre anziché Venezia, per le navette 5778 da Mestre per Noale delle 11.22, fermato a Maerne, mentre dalla stessa stazione, anziché dalla città dei Tempesta, ha preso il via la corsa della numero 5781 delle 12.19.

Alessandro Ragazzo

 

DOLO – Si è sbloccata dopo una serrata trattativa durata ore la vertenza sulle mense ospedaliere di Dolo, Mirano e Noale. La Dussmann, azienda che le gestisce da dicembre, ha accettato la proposta dei sindacati di aumentare fino a tre ore a testa a lavoratore il monte ore complessivo attuale. Alla trattativa che si è tenuta a Mestre hanno partecipato i responsabili della Dussmann, i rappresentanti dell’Asl 13 che ha assegnato l’appalto, i segretari di Uil Tucs Luigino Boscaro e di Filcams Cgil Gianfranco Rizzetto e il direttore del Direzione provinciale del Lavoro Riccardo Germoglio.

«Finalmente», spiegano i sindacati, «abbiamo ottenuto una vera disponibilità alle richieste fatte dai lavoratori che in questa situazione non possono più andare avanti: la qualità del servizio è scaduta enormemente. Con la concessione di un aumento di 3 ore e la riorganizzazione dei turni di lavoro, diverse emergenze potranno trovare risposta».

Secondo i sindacati, la situazione è arrivata a questo punto anche perché la Dusmann ha tagliato in media il 40% delle ore. Ciò significa che molte donne (la maggioranza dei dipendenti) che avevano già un part-time lavorano solo 2 ore la settimana. Altre sono passate da 23 ore settimanali a 14. I pazienti negli ospedali di Dolo, Noale e Mirano sono circa 2.000. Per servire un pasto, i dipendenti hanno un minuto a paziente.

«L’accordo finale», concludono i sindacati, «sarà definito nei dettagli nella prima metà di marzo. Si tratta però d’ora in avanti solo di portare a compimento una soluzione che era attesa da tempo e che stava creando grossi problemi anche ai degenti della Riviera del Brenta e del Miranese».

Questione Reckitt. È stato sospeso temporaneamente lo sciopero alla Reckitt Benckiser di Mira, in programma ieri e oggi contro la decisione dell’azienda di istituire un turno da cinque notti consecutive. A spiegare la decisione è per Filctem Cgil Riccardo Colletti e per le Rsu Lorenzo Minto: «Proprio in questi giorni è arrivata una inattesa disponibilità al dialogo per rivedere i turni notturni. Già la prossima settimana ci si troverà ad un incontro per una riduzione del numero delle notti».

Alessandro Abbadir

 

Gazzettino – Miranese “terra del Tiepolo”

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21

feb

2015

TURISMO – Nel convegno sulle potenzialità del territorio è stato lanciato un brand

Presenze in aumento ma servono una politica di sviluppo e un simbolo preciso

«Il turismo continua a crescere, ma siamo ancora lontani dalle nostre reali potenzialità. Serve un simbolo forte per il Miranese: abituiamoci tutti a chiamarlo ’Terra dei Tiepolo’». È questa, secondo gli esperti del settore, una delle chiavi per attirare un maggior numero di visitatori e portare un importante indotto economico. Come sviluppare il turismo locale? Il tema è stato dibattuto giovedì, a Mirano, nel corso di una serata organizzata dal circolo Acli, guidato da Paolo Tonello. Il presidente della Pro Loco Roberto Gallorini ha snocciolato i punti di forza del Miranese: «Ville, capolavori del Tiepolo, Graticolato romano, terme di Salzano, Strada del radicchio. Un itinerario meraviglioso, senza scordare manifestazioni che attirano migliaia di persone come il Palio di Noale e lo Zogo dell’Oca di Mirano. Dal 2011 al 2013 abbiamo registrato un aumento significativo, ma possiamo fare molto meglio».

Gli ultimi dati diffusi da Apt Venezia dicono che nel 2011 gli arrivi sono stati 141mila, nel 2012 159mila e nel 2013 163mila. Due terzi delle presenze arrivano dall’estero (nell’ordine da Germania, Francia, Spagna, Gran Bretagna e Paesi Bassi). Chi sceglie il Miranese lo fa per i prezzi più contenuti, per la tranquillità e per la posizione baricentrica tra Padova e Venezia.

A Mirano nel 2013 sono stati registrati 50.756 arrivi per 86.696 pernottamenti: molti si fermano più di una notte, in crescita soprattutto bed and breakfast e affittacamere.

«Ma serve una politica turistica chiara e non un approccio improvvisato – ha spiegato l’olandese Jan Van der Borg, docente di Economia e politica del turismo a Ca’ Foscari – Nel Miranese ci sono poli culturali e strutture ricettive all’altezza; bisogna invece lavorare sull’accessibilità interna, migliorando segnaletica e piste ciclabili. Serve poi un simbolo, come la gondola di Venezia o la torre Eiffel di Parigi. Potrebbe essere l’oca, il Tiepolo o qualche altro riferimento riconoscibile».

Le carte intestate dell’Unione dei Comuni portano già il logo “Terra dei Tiepolo”, Gallorini ci punta forte: «Deve diventare il nostro brand. Pensiamo ad Alta Badia, loro lo scrivono ovunque».

Per Anthony La Salandra, direttore della società veneziana Risposte turismo, «serve maggior consapevolezza di questo patrimonio e collaborazione tra pubblico e privato. La vera sfida sarà continuare nel tempo, dopo la parentesi di Expo 2015». Agli amministratori il compito di raccoglierla e vincerla.

Gabriele Pipia

 

Gazzettino – Salzano. “Stop ai camion a Robegano”

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21

feb

2015

SALZANO – Lettera alla Provincia, mozione in consiglio

SALZANO – «Stop ai tir nel centro di Robegano. Portano smog e crepe negli edifici». La battaglia prosegue da anni e nella frazione è molto sentita perché lungo via XXV Aprile si affacciano anche la chiesa, una scuola materna e un asilo nido. Luoghi delicati davanti ai quali passano continuamente mezzi pesanti diretti da Maerne verso Noale.

La strada è di competenza della Provincia, a Salzano maggioranza e opposizione sono compatte nel chiedere che venga imposto il divieto di transito.

Un anno fa il Pd raccolse oltre 800 firme. Nelle scorse settimane il segretario locale Stefano Barbieri è tornato alla carica chiedendo che il traffico venga deviato sulla bretella di Robegano, inaugurata a giugno 2012.

«La situazione è insostenibile – scrive Barbieri in una lettera inviata a Provincia e Prefettura – Veneto Strade aveva evidenziato che non era possibile deviare ulteriore traffico su via Cornarotta perché il manto era degradato. Ora che lavori di riasfaltatura sono stati completati, il diniego non è più giustificato». Anche la lista civica Bene Comune ha alzato la voce annunciando una mozione al prossimo consiglio.

«I lavori sono conclusi da tempo, venga riaperto il tavolo con la Prefettura – scrivono i consiglieri di minoranza – Una sperimentazione sarebbe una soluzione di buon senso».

Intanto il Comune ha avanzato una nuova richiesta per installare un impianto T-red all’incrocio del Pioppeto, dove troppe auto tirano dritto con il semaforo rosso.

(g.pip.)

 

Gazzettino – Treni, giovedi’ nero per i pendolari.

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20

feb

2015

Per l’ennesima volta negli ultimi mesi un problema a un passaggio a livello ha fatto piombare nel caos la circolazione dei treni sulla linea Bassano-Venezia, quella che passa per le stazioni di Noale, Salzano, Maerne e Spinea. Mentre la Venezia-Trieste andava in tilt per colpa di un veicolo che ha aveva abbattuto una barriera vicino alla stazione di Ceggia, guasti che hanno paralizzato il trasporto su ferro nel Miranese e nel Veneto orientale. I pendolari ormai la prendono con filosofia, ma le critiche al sistema sono sempre più forti e i comitati hanno protestato anche sul web. Ieri i problemi si sono verificati alle 5.30 tra Bassano e Castello di Godego e alle 6 a Ceggia.

 

MIRANESE – Paralisi per un guasto a un passaggio a livello, 10 convogli coinvolti

Treni, giornata di passione

I pendolari: «Servono più corse e il raddoppio della linea»

Per l’ennesima volta un guasto ha fatto piombare nel caos la circolazione sulla Bassano-Venezia, che passa per le stazioni di Noale, Salzano, Spinea e Maerne

MIRANESE «Mio nipote vuole fare il ’trenino’, ma lo faccio aspettare mezz’ora: è bene che si abitui». La battuta circolava, ieri mattina, alla stazione ferroviaria di Salzano: a un certo punto i pendolari ci hanno scherzato sopra, anche se in realtà c’era ben poco da ridere. Per l’ennesima volta negli ultimi mesi un problema a un passaggio a livello ha fatto piombare nel caos la circolazione dei treni sulla linea Bassano-Venezia, quella che passa per le stazioni di Noale, Salzano, Maerne e Spinea. Mentre la Venezia-Trieste andava in tilt per colpa di un veicolo che ha aveva abbattuto una barriera, un guasto ha paralizzato il trasporto su ferro pure nel Miranese. I pendolari ormai la prendono con filosofia, ma le critiche al sistema sono sempre più forti.

Ieri il problema si è verificato alle 5.30 tra Bassano e Castello di Godego. I disagi hanno coinvolto 10 treni per quattro ore, dalle 6 alle 10, in entrambe le direzioni. Tre convogli sono stati soppressi, cinque sono stati cancellati parzialmente e due hanno fatto registrare ritardi tra i 25 e i 45 minuti. Le Ferrovie dello Stato fanno sapere che proprio da pochi giorni l’Agenzia nazionale per la sicurezza delle Ferrovie ha cambiato la normativa: adesso in questi casi non è più consentito al macchinista di procedere su iniziativa propria marciando a vista, deve per forza aspettare che qualcuno presidi il passaggio a livello. Questo comporta una maggior sicurezza, ma anche ulteriori rallentamenti.

«Rispetto allo scorso autunno la situazione è leggermente migliorata – sottolinea Elena Guida del Comitato pendolari Salzano Robegano – ma siamo ancora in attesa di un riscontro dalla Regione dopo l’incontro del 14 novembre». Due le richieste: aggiunta di un treno mattutino e di uno serale, raddoppio del binario tra Maerne e Noale. Se per l’aggiunta di due corse lavoratori e studenti sperano di essere accontentati in primavera, si prevedono invece tempi lunghi per il raddoppio delle rotaie che renderebbe più fluida la circolazione.

Gabriele Pipia

 

QUARTO D’ALTINO – Comitati in rivolta sui social

«Noi fermi sui binari mentre corrono le Frecce»

QUARTO D’ALTINO – (M.Fus) Giornata nera per il trasporto ferroviario anche a Quarto d’Altino. Dopo una mattinata di ritardi, soppressioni e disagi i comitati dei pendolari di Quarto d’Altino e del Veneto Orientale protestano, gli sfoghi rimbalzano subito sui social network.

Una vittima diretta è il portavoce del comitato di Quarto d’Altino, Luciano Ferro, infermiere all’ospedale di Venezia, celebre per quelle che definisce le sue “Cronache tragicomiche di un pendolare”. «Una barriera è stata abbattuta e i ritardi sono comprensibili – commenta Ferro – ma perché, invece di abbandonarci per ore, non si utilizzano mezzi sostitutivi? E soprattutto perché le Frecce invece transitano? Mi sembrerebbe logico fare in modo che, in caso di emergenza, si fermino anche nelle stazioni intermedie. Anche noi abbiamo un abbonamento ma siamo sempre i più penalizzati, quelli costretti a prendere al volo la propria auto e lasciarla da qualche parte per poi arrivare comunque al lavoro in ritardo».

Dopo le cancellazioni di sabato scorso, i gruppi dei pendolari sono tornati a chiedere di essere ricevuti in Regione. «Avevano assicurato che ci avrebbero convocati a dicembre per fare il punto sulle nostre proposte, ma non abbiamo più sentito nessuno» – spiegano qualli del Veneto Orientale. Una volta salito in treno, ormai rassegnato all’ennesimo ritardo su posto di lavoro, le disavventure di Ferro non sono finite: «Siamo fermi a Mestre da 20 minuti perché un ragazzo sta minacciando il capotreno – scrive su Facebook – Chissà, forse arriverò a Venezia prima o poi…».

 

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