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Martellago, Noale, Salzano e Scorzè sono all’interno del protocollo d’intesa per sviluppare alcuni progetti per il Marzenego.

Con loro ci saranno anche consorzio Acque risorgive e gli altri Comuni del Padovano, Trevigiano e lo stesso Veneziano attraversati dagli oltre 35 chilometri del fiume.

L’obiettivo è mettere insieme una serie di iniziative che mirino, tra le altre, a ridurre il rischio idraulico, migliorare la qualità delle acque e la gestione delle risorse idriche, tutelare il paesaggio e valorizzare i luoghi.

Si dovrà arrivare alla sottoscrizione del “Contratto di fiume per il Marzenego” e Acque risorgive ha già chiesto il finanziamento alla Regione, che ha destinato 90 mila euro per questo tipo di progetti.

Nei mesi scorsi ci sono stati incontri tra il consorzio e i Comuni: prima tappa proprio il mettere nero su bianco un’intesa con gli obiettivi e definire la struttura organizzativa.

All’iniziativa parteciperanno anche i Comuni di Venezia, Piombino Dese, Trebaseleghe, Loreggia, Resana, Massanzago e Camposampiero.

(a.rag.)

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È una delle ipotesi su cui si sta lavorando per condividere settori e funzioni

Pavanello: «Nulla è ancora deciso». Ma propone Villa Belvedere come sede

MIRANO – Miranese o Riviera del Brenta? Mirano e gli altri municipi del comprensorio al bivio di fronte alla nuova Unione dei Comuni. Incalzata dalle minoranze, Maria Rosa Pavanello ha spiegato in Consiglio comunale lo stato dell’arte del processo di attuazione del nuovo ente sovracomunale che nascerà, pare, nel 2014, associando settori e funzioni di comuni diversi.

Due le ipotesi su cui Mirano sta ragionando assieme agli altri sindaci del comprensorio: l’Unione dei Comuni del Miranese e l’Unione dei Comuni della Riviera del Brenta e del Miranese.

La differenza è sostanziale: nel primo caso Mirano sarà insieme ad almeno altri quattro, forse cinque comuni della zona: Noale, Spinea, Santa Maria di Sala, Salzano. In forse Martellago, che vuole prima capire i termini dell’accordo e magari salire in corsa sul carro dell’Unione. Fuori Scorzè, che non aderirà in alcun caso.

Nella seconda ipotesi i comuni del Miranese abbraccerebbero un’Unione già esistente, quella della Città della Riviera del Brenta, di cui fanno parte Dolo, Fiesso d’Artico, Fossò e Campagna Lupia. C’è anche Pianiga alla porta: il sindaco Calzavara ha iniziato a partecipare agli incontri preparatori e pare interessato a entrare in una o nell’altra ipotesi.

«Siamo ancora a livello di ipotesi», spiega Pavanello, «nulla è ancora deciso, né rispetto a chi aderirà, né alle tempistiche di attuazione. Con gli altri sindaci stiamo raccogliendo dati per costruire le migliori ipotesi di fattibilità, poi saranno i singoli Consigli comunali a decidere».

Negli ultimi incontri però si è parlato anche di sedi di rappresentanza e qui Mirano potrebbe, o vorrebbe, giocare un ruolo di primo piano: Pavanello ha infatti offerto la Villa Belvedere come sede dell’Unione dei Comuni, sia essa del Miranese o della Riviera del Brenta. La posizione è baricentrica al bacino d’utenza e gli spazi ci sono tutti, a costo zero.

«Mirano rispetto ad altri comuni ha spazi sufficienti per proporsi come sede della futura Unione e senza bisogno di fare investimenti», afferma Pavanello, «mentre non si è parlato ancora di Comune capofila».

Di presidenza invece sì: sarà a turno tra i sindaci dei comuni che ne fanno parte, per la durata di un anno, mentre nell’organo di rappresentanza entreranno anche un consigliere di maggioranza e uno di minoranza per ogni comune aderente.

Filippo De Gaspari

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DOLO – Il sindaco di Dolo, Maddalena Gottardo, è andata in Regione per rilanciare la salvaguardia dell’ospedale di Dolo. Il sindaco ha consegnato un documento dove si chiede tra l’altro il mantenimento della Chirurgia sette giorni la settimana con la presenza di un primario. «Sono stata accompagnata dal consigliere Giovanni Furlanetto», spiega Gottardo, «abbiamo chiesto il mantenimento della Chirurgia per sette giorni, un’apicalità con primario per il Pronto soccorso e per Ostetricia. Inoltre abbiamo rimarcato che i fondi ricavati da un’eventuale alienazione di terreni o fabbricati dell’ospedale di Dolo devono essere destinati alle sistemazione dello stesso ospedale».

Emilio Zen, coordinatore della manifestazione per la difesa dell’Asl 13 del 5 ottobre scorso, lancia un appello perché continui la mobilitazione per la difesa delle strutture dell’Asl 13.

«La manifestazione doveva essere una tappa fondamentale di un percorso, non la fine. L’evento esprimeva istanze precise, ospedale di rete su due sedi, Dolo e Mirano, ambedue per acuti, valorizzazione delle strutture e delle potenzialità, rispetto del diritto alla salute per i cittadini della Riviera. A monte c’erano l’impegno del Comitato Marcato, di gruppi sociali e politici, gli ordini del giorno dei consigli comunali rivieraschi. C’è stata una lettera dignitosa del sindaco di Dolo e una presa di posizione severa sulla nuova gestione dell’Asl 13 da parte del consigliere regionale Pietrangelo Pettenò. Per il resto non sento l’eco delle voci dei sindaci, non vedo il coinvolgimento dei loro Consigli comunali, non leggo di loro azioni unitarie, autorevoli e poderose nei confronti della Regione per una rivisitazione delle scelte operate».

Giacomo Piran

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Gazzettino – Dolo “Troppo silenzio sull’ospedale”

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29

ott

2013

DOLO – Zen: «Dove sono i sindaci che protestarono con noi?»

DOLO – Il silenzio che accompagna l’attesa del pronunciamento della Giunta Regionale sul futuro dell’ospedale di Dolo preoccupa chi come Emilio Zen ha organizzato la manifestazione di protesta del 5 ottobre scorso ed è coordinatore del gruppo consiliare “Il Ponte”.

«La significativa manifestazione popolare in difesa dell’ospedale di Dolo e dell’Asl 13, contro il disegno delle schede ospedaliere penalizzanti per Dolo, doveva essere tappa fondamentale di un percorso, non la fine. A monte c’erano l’impegno del comitato Marcato, di gruppi sociali e politici. C’erano ordini del giorno congruenti dei Consigli Comunali, iniziative di sensibilizzazione».

E a valle? «Una lettera dignitosa del Sindaco di Dolo che ribadisce i punti fondamentali, una presa di posizione severa sulla nuova gestione dell’Asl 13 da parte del consigliere regionale Pettenò. Altro non conosco».

Zen critica: «Non sento l’eco delle voci dei sindaci, in testa al corteo del 5 ottobre con le loro fasce tricolori, non vedo il coinvolgimento dei consigli comunali, non leggo di loro azioni nei confronti della Regione per una rivisitazione delle scelte operate. E tutte quelle bandiere che sventolavano? Ammainate? Spero di no, perché se la manifestazione del 5 ottobre dovesse risultare un’uscita estemporanea, i cittadini presenti alla prossima occasione non ci sarebbero più, girando le spalle ad amministratori e politici solo alla ricerca di palcoscenici e riflettori».

(L.Per.)

 

Allo studio un progetto che metterebbe insieme alcuni servizi di Mirano, Spinea, Salzano, S.M. di Sala, Noale e della “Città della Riviera del Brenta”

VILLA BELVEDERE – La storica dimora diventerebbe la seconda sede operativa

CHI E’ ALLA FINESTRA – Anche Pianiga è favorevole

CHI RESTA FUORI – Scorzè boccia l’idea. Martellago tentenna

Le indiscrezioni filtrate nei giorni scorsi ora trovano conferma, per l’Unione dei Comuni i sindaci studiano parallelamente due piste.

Se in principio era stato avviato uno studio di fattibilità relativo esclusivamente all’Unione dei Comuni del Miranese, ora c’è una nuova strada: un’unione più ampia, allargata pure a vari Comuni della Riviera del Brenta.

In questo caso i Comuni del Miranese si legherebbero all’unione “Città della Riviera del Brenta”, fondata nel 2002 dai Comuni di Dolo e Fiesso d’Artico per poi estendersi negli anni scorsi a Fossò e Campagna Lupia.

I Comuni del Miranese interessati sarebbero Mirano, Spinea, Salzano, Noale e Santa Maria di Sala: a Scorzè il sindaco Mestriner si è tirato fuori dai giochi fin da subito bocciando il progetto, a Martellago il sindaco Barbiero ha partecipato ai vari incontri organizzativi ma pare preferisca temporeggiare. Pianiga è un altro Comune che potrebbe essere coinvolto nel progetto. L’Unione di Miranese e Riviera vedrebbe dunque nove enti locali in gioco, ma il numero potrebbe crescere nei prossimi mesi.

In queste settimane i sindaci hanno affrontato il discorso più volte, decidendo di valutare questa strada sia per diminuire i costi che per allinearsi alla recente normativa regionale che individua come area ideale la stessa area dell’Ulss. Di fatto i Comuni rimarrebbero enti locali autonomi, ma almeno quattro servizi sarebbero gestiti in maniera coordinata e unificata, come previsto dalla normativa regionale. Per ora si parla di Polizia Locale, Protezione Civile, Edilia Scolastica e Politiche Sociali. I sindaci che spingono verso questa soluzione garantiscono che i costi sarebbero abbassati e l’efficienza dei servizi aumenterebbe, ma non mancano i malumori come dimostrano recentemente le lettere di protesta scritte dagli agenti della Polizia Locale a Mirano e Spinea.

Attualmente l’Unione “Città della Riviera” vede il sindaco di Fossò Federica Boscaro come presidente e il sindaco di Campagna Lupia Fabio Livieri come vicepresidente, mentre la sede è al Municipio di Dolo. E se si unissero i Comuni del Miranese, cosa cambierebbe? Di sicuro Mirano punta a giocare un ruolo di primo piano, e per questo l’amministrazione sta già valutando l’ipotesi di collocare alcuni uffici nel suggestivo contesto della storica Villa Belvedere, che diverrebbe così la seconda sede operativa. Nei prossimi mesi il progetto dovrebbe arrivare in tutti i consigli comunali.

Gabriele Pipia

 

Gazzettino – Unione dei Comuni. Spunta anche la Riviera.

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28

ott

2013

«Abbiamo saputo che il sindaco avrebbe proposto Villa Belvedere come sede dell’Unione dei Comuni della Riviera del Brenta, a cui prenderebbe parte anche Mirano. Si tratterebbe di un drastico cambio di rotta rispetto al progetto di Unione dei Comuni del Miranese. Chiediamo all’amministrazione di fare chiarezza sulla vicenda, sugli eventuali impegni assunti e su costi e benefici della futura Unione».

A sollevare la questione sono tre consiglieri di minoranza miranesi, Balleello, Saccon e Marchiori. L’asse Pdl-Lega-5 Stelle ha infatti presentato un’interpellanza urgente che sarà discussa domani in Consiglio comunale: «La vicenda è intricata ma registriamo il totale silenzio del sindaco e della sua maggioranza» scrive l’opposizione.

Nelle ultime settimane la marcia verso l’’Unione dei Comuni del Miranese sembrava bella spedita, anche se per ora i sindaci preferiscono tenere le bocche cucite.

«Stiamo verificando quali servizi gestire in modo associato, tra poco sarà possibile illustrare il progetto nei vari consigli comunali» ha spiegato nelle scorse settimane il sindaco di Spinea Checchin facendosi portavoce dei colleghi.

Nel progetto sono coinvolti Mirano, Spinea, Salzano, Noale, Martellago e Santa Maria di Sala, si chiama fuori Scorzé mentre potrebbe entrare in gioco Pianiga.

I Comuni resterebbero enti autonomi, ma almeno quattro servizi saranno accorpati: si parla di Polizia locale, Protezione civile, Edilia scolastica e Politiche sociali.

Gabriele Pipia

 

 

Nuova Venezia – Tremila firme per Ostetricia a Mirano.

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24

ott

2013

Oggi il Comitato Salvioli le consegnerà all’assessore regionale alla Sanità, Luca Coletto

MIRANO – Il comitato Carlo Salvioli consegna all’assessore regionale alla Sanità, Luca Coletto (Lega), le firme raccolte per mantenere a Mirano il primariato di Ostetricia-Ginecologia. Tremila le sottoscrizioni raccolte tra i cittadini negli ultimi giorni e che oggi, alle 15, una delegazione del Salvioli porterà direttamente a palazzo Ferro Fini. Obiettivo: chiedere all’assessore rassicurazioni sul reparto Materno-Infantile a Mirano, dopo che la quinta commissione regionale ha confermato la creazione di un solo primariato invece dei due attualmente esistenti tra Dolo e Mirano.

«L’alto numero di firme raccolte, in pochi giorni e solo a Mirano e dintorni», spiega il coordinatore del Salvioli, Aldo Tonolo, «dimostra il grado di sensibilizzazione dei residenti al problema, emerso con il recente voto in commissione».

Tonolo ricorda come: «In base agli indirizzi ministeriali, con i suoi 1.350 parti all’anno e il maggior numero di interventi ginecologici nell’intera Asl 13, il reparto di Ostetricia-Ginecologia di Mirano sia la sede naturale dell’eventuale Maternità unificata. Da anni, ben due diverse direzioni generali si sono pronunciate, con relative delibere, per la realizzazione del terzo monoblocco a Mirano, che sarà destinato a contenere proprio i reparti del settore Materno-Infantile, con la liberazione dell’area del vecchio ospedale».

Per il Salvioli insomma il percorso è già tracciato e non va cambiato. «La Regione ha già stanziato nella Finanziaria 2010 ben 20 milioni di euro per la messa a norma degli ospedali dell’Asl 13, 10 milioni per il “De Carlo” a Mirano e 10 milioni per Dolo. I costi per i lavori necessari sono ovviamente molto più alti: a Mirano si è previsto di integrare i 10 milioni con un leasing immobiliare di durata ventennale e riscatto finale. Ogni anno la rata del leasing sarà di un milione di euro e sarà pagata dall’Asl 13 in autofinanziamento con il risparmio dei canoni d’affitto (650 mila euro per i vecchi padiglioni del Mariutto), dei minori costi di riscaldamento e della mobilità interna».

A Dolo invece i 10 milioni previsti serviranno a mettere a norma le sale operatorie, il Pronto soccorso e il vecchio monoblocco. Basta e avanza, a detta del Salvioli, per prevedere un recupero di entrambi gli ospedali, mantenendo però gli indirizzi e dunque prevedendo a Mirano il nuovo punto nascite dell’Asl 13.

Filippo De Gaspari

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conte (cisl)

DOLO. «I partiti politici e i sindacati dovrebbero unire le forze per la difesa dell’Asl 13, per offrire un servizio migliore ai cittadini e a tutela dei lavoratori del comparto».

Questo è l’auspicio di Gianni Conte, responsabile Cisl della Riviera, che interviene nella discussione sul futuro dell’Asl 13 e dell’ospedale di Dolo in attesa della pubblicazione delle schede ospedaliere.

«Credo che ci siano ancora dei margini per modificare le schede», sostiene Conte, «importante è che il territorio sia unito passando dalle chiacchiere di questi mesi a fatti concreti. Credo che una riorganizzazione dell’Asl andava fatta prima ma deve offrire servizi migliori e non penalizzare i cittadini».

Conte si sofferma sulla vicenda del Pronto soccorso di Dolo. «L’attuale sede doveva essere una collocazione provvisoria e temporanea. Invece da anni siamo ancora in questa situazione con il tendone che ospita le ambulanze e con una sala d’aspetto con pochi posti».

Non manca una frecciata al sindaco di Dolo, Maddalena Gottardo. «Mi spiace per il sindaco di Dolo che aveva tanto acclamato la vittoria per la Chirurgia e invece è stato concesso solamente un servizio dal lunedì al venerdì».

Conte si sofferma su Dolo: «Nella storia è sempre stato capo mandamento della Riviera. La chiusura del tribunale e il futuro incerto dell’ospedale, oltre che ai cittadini, provocheranno disagi alle attività produttive».

Giacomo Piran

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Nuova Venezia – Miranese, Comuni verso l’unione.

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16

ott

2013

Sindaci al lavoro (tranne Scorzè) per definire il progetto e puntare al risparmio

MIRANO – Unione dei Comuni, qualcosa, finalmente, trapela. Incalzati dalla curiosità dei cittadini e dai dubbi dei dipendenti, i sindaci del Miranese vuotano parte del sacco riempito in riunioni su riunioni e svelano come sarà la nuova gestione sovracomunale.

In realtà, come spiegano in una nota congiunta i primi cittadini dei sei Comuni (manca Scorzè, che si è defilata), c’è ancora molta confusione. Sarà un’opportunità per i cittadini? Servirà a dare migliori servizi e razionalizzare le risorse?

«Stiamo verificando insieme quali servizi, tra quelli indicati dalla legge regionale 18 del 2012, conviene gestire in modo associato», spiegano i sindaci di Mirano, Spinea, Noale, Martellago, S. Maria di Sala e Salzano, «per i cittadini l’Unione dovrà essere un vantaggio: le risorse verranno messe insieme e i territori coinvolti trarranno beneficio da una modalità avanzata di gestione che comporterà molti risparmi».

In realtà la legge regionale indica chiaramente che, per accedere ai benefici economici, i Comuni che intendono associarsi debbano mettere in comune almeno quattro funzioni essenziali tra organizzazione generale dell’amministrazione, pianificazione urbanistica ed edilizia, pianificazione e protezione civile, progettazione e gestione dei servizi sociali, polizia locale, edilizia scolastica e gestione dei servizi scolastici, organizzazione dei servizi pubblici come ad esempio il trasporto pubblico oppure la riscossione dei tributi sui rifiuti.

I Consigli comunali dei Comuni del Miranese hanno adottato già quasi tre anni fa le delibere di indirizzo, ora i sindaci stanno cercando di capire quali funzioni associare.

«L’approvazione dell’Unione», spiega da Spinea Silvano Checchin, «spetta al Consiglio comunale e queste riunioni fra sindaci hanno lo scopo di presentare ai rispettivi parlamentini i dati per una decisione consapevole e ponderata».

Filippo De Gaspari

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DOLO – Il Movimento 5 Stelle del Veneto chiede a Luca Zaia l’annullamento delle schede ospedaliere del piano socio sanitario regionale, perché incongrue.

«Abbiamo preso questa decisione – spiega in una nota il gruppo sanità del M5S – dopo la grande manifestazione del 5 ottobre scorso a Dolo. Una struttura ospedaliera baricentrica per la Riviera».

Il Movimento è chiaro. «Le schede ospedaliere che la giunta regionale si appresta ad approvare non sono congrue con le indicazioni del Piano socio sanitario regionale rispetto alla razionalizzazione ed accorpamento delle Asl, quindi devono essere annullate: rappresentano una pura manovra propagandistica a fini elettorali. Il Piano aveva stabilito che le Asl dovessero accorparsi fino a raggiungere bacini di utenza fra i 200.000 e i 300.000 abitanti. Ma come si può pensare che le schede siano coerenti se ora si pensa di applicarle alle vecchie Asl, con bacini di soli 80.000 abitanti? O chiudere ospedali pubblici senza aver prima provveduto ad aprire strutture intermedie?».

(a.ab.)

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DOLO – Gottardo a Zaia «Assurdo lasciarci senza Chirurgia»

DOLO – Il sindaco di Dolo Maddalena Gottardo (Lega) ha scritto al presidente della giunta regionalee Luca Zaia (Lega), all’assessore Luca Coletto (Lega), e al segretario regionale Domenico Mantoan, per chiedere più servizi per l’ospedale di Dolo.

Nel testo viene chiesta la disponibilità a incontrarsi per aumentare le strutture rispetto a quelle previste nelle schede ospedaliere stabilite dalla giunta e dalle richieste di modifica della V Commissione.

«Visto che Dolo avrà un reparto di Ostetricia e Ginecologia», dice Gottardo, «è fondamentale anche la presenza di un reparto di Chirurgia che funzioni h24 per sette giorni la settimana con presenza di un primario. Non possiamo accettare che ci sia una chirurgia aperta dal lunedì al venerdì».

Altra questione riguarda il pronto soccorso. «Ho chiesto che venga prevista una apicalità con primario per il pronto soccorso di Dolo. Queste sono le due condizioni basilari».

Un passo della lettera riguarda l’eventuale vendita di terreni dell’ospedale di Dolo e i progetti. «I fondi ricavati da un’eventuale alienazione di terreni o fabbricati dell’ospedale di Dolo», prosegue Gottardo, «devono essere destinati alle sistemazione delle strutture dello stesso ospedale di Dolo. Inoltre non ci deve essere nessun spostamento di reparto nemmeno amministrativo finché non saranno chiariti i punti contenuti nella lettera».

Giacomo Piran

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