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NOALE. I prodotti sversati nelle acque dalla Co.Ind di Noale non sono nocivi dopo essersi diluiti nel fiume. Questo quanto ha detto ieri Arpav nella riunione in Comune a Noale per parlare di quanto successo giovedì dell’altra settimana, quando sul Rio Vernice è stata riversata una quantità imprecisata di acque sporche, probabilmente dalla Co.Ind, che produce cosmetici e detergenti in via Noalese sud.

La chiazza di schiuma bianca, poi, è arrivata nel Muson a Mirano e alcune decine di pesci morti sono affiorati dalle acque salmastre. Dalle analisi emerge come l’incidente sia avvenuto fra le 3 e le 4 e i primi lavoratori, arrivati in fabbrica alle 6, hanno dato l’allarme. Si sono messi in sicurezza i tubi e tappato lo scolo, anche se delle sostanze erano già fuoriuscite. Per evitare altri inconvenienti è stato deciso di escludere i contenitori in vetroresina per sostituirli con quelli in acciaio inox, mentre saranno lavate tutte le condotte esterne delle acque, quelle interne dei reflui e le vasche. Di più. Perché saranno installati sensori sui tubi in grado di dare subito l’allarme e ne saranno studiati di nuovi per il lato est della fabbrica, funzionali al parcheggio. Saranno, poi, analizzate tutte le condutture e i pozzetti, per rendere più difficile il contatto tra le acque piovane a quelle di lavorazione. La Co.Ind si è impegnata, in un paio di settimane, a presentare una relazione su quanto fatto e su quanto ancora da fare, con un programma degli interventi. (a.rag.)

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NOALE – Co.Ind in Comune. Annunciati gli interventi per la sicurezza

L’inquinamento c’è stato. Ed è stato “evidente”. Tra il 24 e 25 gennaio scorsi, infatti, la “schiuma” ha interessato a macchia di leopardo i corsi d’acqua di Noale, Mirano e Riviera del Brenta. La fonte? La ditta di cosmetici Co.Ind. di via Noalese Sud, nella città dei Tempesta da dove, nella notte del 24 gennaio, si è verificato uno sversamento nel rio Vernici di una cinquantina di litri di una sostanza che serve per produrre shampoo.

Secondo la relazione fornita dall’Arpav, esposta ieri pomeriggio in una riunione in Comune a Noale, però, il problema sarebbe stato meno pesante rispetto a quanto si poteva temere all’inizio. La sostanza fuoriuscita sarebbe infatti biodegradabile. È un “tensioattivo”, quindi può irritare la pelle e gli occhi, ma dopo circa 24 ore non lascerebbe più traccia, senza emanare nemmeno tossicità nell’aria. Il danno, però, c’è stato. Alla riunione hanno partecipato il sindaco Michele Celeghin, l’assessore all’Ambiente Renato Damiani, rappresentanti dei vigili del fuoco, dell’Arpav e il presidente del gruppo Co.Ind., con sede a Bologna, Tino Cesari, accompagnato dal general manager Daniele Bettapi. Entrambi durante l’assemblea hanno spiegato come eviteranno vicende simili in futuro: la fuoriuscita è stata dovuta alla rottura di una gamba di una cisterna in vetroresina, ed ora le due vasche industriali danneggiate dello stabilimento verranno sostituite con altrettante in acciaio inox. Inoltre saranno installati dei sensori sulle condotte in grado di segnalare in tempo reale eventuali allarmi. Lo scorso 24 gennaio, infatti, il problema lo si scoprì solo un paio d’ore più tardi, verso le 6 di mattina, quando la squadra di sicurezza della ditta è entrata in azione.
Il sistema di condotte, finito nel mirino, verrà migliorato con nuove tubature sul lato est della fabbrica e un anello di condotte che dovrebbe mettere in sicurezza l’intero sistema. Si sta studiando un reticolo di tubi e pozzetti, in modo da rendere impossibile la commistione di acqua piovana con quella di lavorazione, con l’eventuale realizzazione di ulteriori vasche di raccolta. La Co.Ind. tra 15 giorni dovrà presentare una relazione su quanto è stato realizzato e un cronoprogramma di quanto ancora manca da mettere in pratica.

Gabriele Vattolo

 

In Consiglio la mozione contro il contestato progetto per il trattamento dei rifiuti

NOALE.

Il Consiglio regionale voterà oggi la mozione presentata il 3 dicembre da dieci esponenti perché la giunta dica no allo stoccaggio dei rifiuti nella ditta Cosmo di Noale. E i comitati Ambiente Sicuro di Salzano e Noale Ambiente invieranno una lettera ai consiglieri veneti per sensibilizzarli e invitarli a votare a favore della mozione.

Il documento era stato presentato di Bruno Pigozzo, Lucio Tiozzo, Stefano Fracasso, Graziano Azzalin, Ruzzante Piero e Laura Puppato (Pd), Giovanni Furlanetto (Lega), Pietrangelo Pettenò (Prc), Gennaro Marotta (Idv) e Giuseppe Bortolussi e alla giunta di Luca Zaia si chiede d’impegnarsi a «non autorizzare il progetto di aggiornamento tecnologico dell’impianto di stoccaggio e trattamento dei rifiuti speciali pericolosi presentato dalla ditta Cosmo Ambiente di Noale e a mettere in atto ogni azione utile, affinché l’azienda interessata valuti la possibilità di delocalizzare la sua nuova attività, allo scopo di tutelare un’area ad alto rischio idraulico, salvaguardando la salute a la qualità della vita di oltre un centinaio di famiglie».

Nel frattempo, a metà novembre, il progetto ha già avuto il via libera dalla commissione regionale di Valutazione d’impatto ambientale (Via), nonostante il presidio dei comitati. Oggi la vicenda vivrà un nuovo capitolo con il voto a Palazzo Ferro Fini, in attesa, di quello più importante, della giunta e previsto in una delle prossime sedute. E dar man forte ai due comitati, c’è pure Legambiente del Miranese. «Siamo al loro fianco», osserva il presidente Pierluigi Paloscia.

Alessandro Ragazzo

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SALZANO-NOALE – Oggi la discussione in consiglio sul disegno di ampliamento del sito di stoccaggio

Potrebbe essere un giorno importante per la querelle sull’adeguamento dell’impianto di smaltimento rifiuti di via Mestrina «Cosmo».

È in calendario, infatti, la discussione in Consiglio regionale della mozione presentata da dieci consiglieri di opposizione che chiede alla Giunta di non dare il suo nulla osta al progetto di aggiornamento tecnologico del sito di stoccaggio e trattamento rifiuti.

Nel caso in cui il documento venisse approvato, Palazzo Balbi quindi dovrà con ogni probabilità cassare la richiesta, che ha già ottenuto il nulla osta dalla commissione Via. I comitati di residenti «Noale Ambiente» e «Ambiente Sicuro», hanno dato battaglia in questi mesi sul tema.

Nella mozione si chiede alla Giunta Zaia di mettere in atto «ogni azione utile affinché l’azienda interessata valuti la possibilità di delocalizzare la sua nuova attività». Tradotto: lì, secondo i dieci consiglieri, potrebbe essere pericoloso. Per «sensibilizzare» l’assemblea sulla questione i comitati hanno organizzato una sorta di «mail bombing». Le caselle di posta elettronica di coloro che oggi prenderanno posto a palazzo Ferro-Fini, infatti, sono state «bombardate» di richieste d’aiuto.
Con l’accortezza di variare l’oggetto delle comunicazioni, in modo da evitare che le stesse finissero direttamente nel cestino.

La mozione è stata presentata dai consiglieri Bruno Pigozzo, Laura Puppato, Piero Ruzzante, Graziano Azzalin, Lucio Tiozzo e Stefano Fracasso del Pd, da Giovanni Furlanetto della Liga Veneta, Pietrangelo Pettenò della Federazione della Sinistra, Gennaro Marotta dell’Italia dei Valori e dall’indipendente Giuseppe Bortolussi. L’approvazione da parte della Giunta regionale rappresenterebbe l’ultimo passaggio burocratico prima dell’avvio del progetto.

Gabriele Vattolo

 

NOALE. «Si riunisca subito la consulta comunale dell’Ambiente per approfondire la vicenda dello sversamento nel Muson. O, comunque, ci sia una comunicazione ufficiale e la giunta intervenga perché casi simili non si ripetano più». Alberto Pesce (Noale Ambiente e rappresentante della consulta) ha inviato una lettera all’assessore all’Ambiente Renato Damiani per far luce sulla vicenda di giovedì scorso, quando sul Rio Vernice è stata riversata una quantità imprecisata di acque sporche, probabilmente dalla Co.Ind, che produce cosmetici e detergenti in via Noalese sud. La chiazza di schiuma bianca è arrivata nel Muson a Mirano. Alcune decine di pesci morti sono affiorati dalle acque salmastre del canale dopo il salto dei Molini.

«Vigili del fuoco e tecnici Arpav» continua Pesce «parlano di una cinquantina di litri fuoriusciti dall’impianto e finiti nel corso d’acqua. E già in passato era successo. Sono sostanze pericolose, in grado di irritare gli occhi e la pelle. Il ritorno alla normalità dovrà avvenire in modo naturale».

Domani ci sarà una riunione in municipio con Arpav, vigili del fuoco e Co.Ind. Dell’esito la consulta sarà informata la prossima settimana. (a.rag.)

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Il Dipartimento di prevenzione invita i Comuni a non usare l’acqua dei canali per irrigare i campi e abbeverare gli animali. Nei canali vietata anche la pesca

DOLO. La situazione dei canali della Riviera del Brenta e del Miranese è pessima. Il Dipartimento prevenzione dell’Asl 13 ha inviato una nota ai Comuni in cui, invita gli enti locali a vietare a tempo indeterminato la pesca e l’uso dell’acqua a fine irrigativo di tutti i canali della zona. Il motivo? Non certamente gli sversamenti di tensioattivi di questi giorni dal Muson, ma la presenza costante del bacillo della salmonella. Un bacillo che provoca grossi disturbi sanitari ed è alimentato da scarichi fognari abusivi su canali grandi e piccoli del comprensorio. L’acqua di tutti i canali e canalette della Riviera e del Miranese, infatti, già da mesi in quasi tutti i comuni non può più essere utilizzata per irrigare orti, campi e lavare le verdure da consumarsi crude, men che meno può essere utilizzata per abbeverare gli animali nel settore dell’allevamento.

«Abbiamo suggerito con una nota», spiega il dottor Flavio Valentini, direttore del dipartimento prevenzione dell’ Asl 13, «di emettere provvedimenti come le ordinanze che avessero effetto permanente. La maggioranza dei Comuni lo ha già fatto. Ora anche gli enti locali rimanenti, si adegueranno sicuramente, prima dell’arrivo dell’estate, periodo di massima criticità in tema di diffusione della salmonella. Questo suggerimento è stato inviato dopo uno studio che ci è arrivato dall’Arpav in cui si vedono livelli di inquinamento costanti da dieci anni a questa parte, e diffusi in tutto il territorio dell’Asl 13».

Facendo un monitoraggio del territorio si è visto che i problemi principali nella maggioranza dei casi di sono provocati da vecchie abitazioni di 70-80 anni, che non si sono ancora adeguate alle moderne normative di scarico delle fognature. Siccome pregiudicano la salute di tutti, i proprietari vanno puniti pesantemente ed invitati ad adeguare gli impianti. Saranno controllate anche le attività delle aziende agricole, che spezzo scaricano azoti e materiali biologici in acqua. I canali che saranno controllati con maggior attenzione saranno il Naviglio del Brenta, il Novissimo, il canale Taglio che questa estate ha avuto un pesante inquinamento biologico da parte di alghe infestanti. E poi il Muson , il Lusore , Il Comuna , il Pionca, il Fiumazzo, il Serraglio, il Tergola.

Ma non mancano problemi collegati a scarichi di materiali chimici come idrocarburi e tensioattivi. Le sostanze finite in acqua infatti, tra Noale e Mirano, dopo l’incidente agli impianti della Co.Ind. di via Noalese che lavora prodotti cosmetici e detergenti sono pericolose; si tratta di miscele classificate come irritanti per gli occhi e la pelle e nocive per gli organismi acquatici. Ad Oriago, sul Naviglio, è stata posta una barriera all’altezza del sottopasso della linea Mestre-Adria. Per rimuoverla si attendono disposizioni dall’Arpav.

Alessandro Abbadir

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Non accennano a sopirsi le polemiche dopo lo sversamento di liquidi inquinanti avvenuto giovedì scorso nel rio Vernici da parte della ditta di cosmetici Co.Ind. di via Noalese sud. La fuoriuscita è stata dovuta alla rottura di una gamba di una cisterna di raccolta del materiale utilizzato per produrre shampoo. Di conseguenza il liquido ha raggiunto le canaline di scolo, trovando però la via d’uscita «tappata» da un altro materiale più viscoso uscito anch’esso dalla cisterna. A quel punto il liquido si è accumulato ed è uscito da un tombino per poi entrare in un pozzetto di raccolta dell’acqua piovana. E da lì al canale. Risultato: schiuma nel Muson e in Riviera del Brenta, e danni ambientali ancora da calcolare. In attesa dei rilievi ufficiali dell’Arpav. Per far luce sulla vicenda il rappresentante del comitato «Noale Ambiente» ha chiesto una riunione urgente della Consulta per l’Ambiente della città dei Tempesta, di cui lo stesso Pesce fa parte:

«Chiedo almeno che ci sia un’informativa ufficiale da parte del Comune – spiega – e che l’amministazione intervenga perché ciò non accada più» .

L’assessore competente Renato Damiani ha già convocato società e autorità il 31 gennaio prossimo in Municipio. In quella sede si tenteranno di stabilire responsabilità e risposte.

«La Consulta era mia intenzione convocarla – spiega – ci sarà la prossima settimana. Ci saranno i dati precisi su ciò che è successo. Si parlerà – conclude – anche dei futuri piani finanziari per il settore e della possibile non introduzione da parte del Comune della Tares».

(G.Vat.)

 

NOALE: SÌ della regione 

NOALE.

«Dopo il definitivo decreto della direzione regionale Progetto Venezia, lavoreremo sul progetto esecutivo del secondo stralcio per disinquinare e mettere in sicurezza il Rio Moniego e il Rio Storto».

L’annuncio è del direttore del consorzio di bonifica Acque Risorgive Carlo Bendoricchio che, dopo aver incassato il parere positivo della commissione veneta di Valutazione d’impatto ambientale (Via), aspetta l’ultimo passo per procedere.

I Comuni interessati sono Martellago, Noale, Salzano e Scorzè, che riguarderà un tratto di circa 4 chilometri e 300 metri e il valore totale dell’intervento si aggira sul milione di euro. Questo si farà nel segmento del Rio Storto, dall’incrocio con il Passante di Mestre alle case più a est di Robegano, subito dopo il suo centro abitato, alla confluenza con il Rio Moniego e fino con quello con la futura variante alla Noalese.

Ci saranno lo scavo e il recupero del terreno, circa 20 mila metri cubi, in parte reimpiegato, e saranno costruiti dei manufatti in calcestruzzo e piantate degli alberi che serviranno a fitobiodepurare le acque. In alcune anse lungo il corso d’acqua, sono previste delle espansioni dell’alveo fluviale per formare delle golene con canneto.

Inoltre, il consorzio conta di realizzare degli sbarramenti, trasversali al Rio Storto per regolarne i livelli, e troveranno posto uno a nord di Robegano, l’altro a valle, circa 300 metri a monte del Passante.

Opere necessarie per mettere in sicurezza due corsi d’acqua che, in caso di piene, potrebbe creare problemi ai centri abitati.

Alessandro Ragazzo

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CONSORZIO DI BONIFICA

SALZANO – Un progetto da un milione di euro per migliorare la sicurezza idraulica e contro l’inquinamento in un’area di 4.300 metri quadrati compresa tra quattro comuni: Salzano, Martellago, Scorzé e Noale.
Si tratta degli interventi previsti sul rio Storto e sul rio Moniego, sottobacini del Marzenego, che consisteranno soprattutto nella posa di piante per la fitodepurazione delle acque, nella costruzione di manufatti in calcestruzzo a salvaguardia di argini e canali, e nello scavo dei letti. Alcune anse verranno allargate per formare delle golene con canneto e, per regolare il livello del rio Storto, verranno costruite due paratoie di sbarramento, una a nord dell’abitato di Robegano, l’altro circa 300 metri a monte del Passante di Mestre. Il Consorzio di bonifica “Acque Risorgive” attende ora solo il definitivo nulla osta della Direzione regionale Progetto Venezia: «Una volta completato l’iter progettuale – spiega il direttore del Consorzio Carlo Bendoricchio – potremo aprire i cantieri». I lavori si concentreranno sui tratti del rio Storto dall’intersezione con il Passante di Mestre alle abitazioni più a est di Robegano, estendendosi fino alla confluenza con il rio Moniego e fino all’intersezione con la futura strada statale 515 “Noalese”. (g.vat.)

 

A Mira giu’ le “panne” per fermare la schiuma

L’ARPAV «Miscele pericolose sversate nell’acqua»

PER CAPIRE LE CAUSE DEL GUASTO
La Co.Ind convocata in Comune. L’assessore all’Ambiente di Noale, Renato Damiani, ha convocato l’azienda in Comune: «Faremo una riunione al più presto».

LA DINAMICA – Rotto il sostegno di una cisterna

LA DISCESA DELLA SCHIUMA – Dopo lo sversamento nel canale Vernici di Noale, giovedì la schiuma è finita nel fiume Muson e ieri nel Brenta

L’assessore all’Ambiente di Noale: «Non è possibile questo tipo di inquinamento»

SVERSAMENTO – Lo stabilimento della Co.Ind, di via Noalese Sud a Noale. La sede centrale è in Emilia Romagna

L’allarme è scattato quando si è vista la schiuma nel bacino dei molini di Sotto a Mirano. Nel primo pomeriggio di giovedì. In quel momento il problema è stato “visibile” ma c’era già da ore. Le sostanze inquinanti sversate dall’impianto Co.Ind di via Noalese Sud della città dei Tempesta, infatti, erano finite nel rio Vernici la notte precedente. Complice l’oscurità, nessuno si era accorto della gravità del problema. Anche perché questi “tensioattivi”, come ha precisato in un comunicato ufficiale l’Arpav, si sciolgono nell’acqua come il sale. Si diluiscono. Nessuna macchia oleosa da poter arginare. Per questo quando è scattato l’allarme (pesci morti, schiuma nei bacini o in corrispondenza di salti) i buoi erano già scappati dalla stalla. Nessuna paratoia mobile poteva ormai arginare nulla. E sempre per questo ieri mattina la schiuma è stata segnalata anche in Riviera del Brenta.

“Si tratta di miscele classificate come pericolose di tipo irritante per gli occhi e la pelle, e nocive per gli organismi acquatici – affermano all’Arpav -. Le caratteristiche chimiche delle miscele, in particolare quelle della soluzione acquosa, non permettono di utilizzare idonei materiali assorbenti per la raccolta”. I pesci senza vita trovati galleggianti a pelo d’acqua testimoniano la gravità del problema.

Per tutta la giornata di ieri si sono susseguiti accertamenti nello stabilimento di Noale, dove si producono cosmetici e detersivi. La situazione è stata monitorata direttamente dalla “casa madre” bolognese del gruppo, che ha inviato un proprio dirigente per capire cosa sia successo. Il problema, come noto, è stato lo sversamento di una cinquantina di litri d’acqua contaminata dopo la rottura di due serbatoi in vetroresina dove venivano convogliate le acque di scarto del ciclo produttivo. Da lì il liquido ha raggiunto un pozzetto per la raccolta dell’acqua piovana ed è finito nel rio, e poi giù fino a Mirano e a Mira sotto forma di schiuma. Ieri l’Arpav ha continuato le indagini per stabilire se sussista una situazione di rischio industriale e per far luce sulle eventuali responsabilità. I risultati dei campioni d’acqua raccolti dovrebbero arrivare in breve tempo, e con essi si potrà stabilire anche l’entità effettiva del danno.
L’assessore all’Ambiente della città dei Tempesta, Renato Damiani, non ha aspettato le note ufficiali per convocare l’azienda: «Faremo una riunione giovedì prossimo con la presenza di Arpav e Vigili del fuoco – spiega -. Non è possibile che da una vasca di contenimento esca del materiale inquinato in questo modo.
L’anno scorso è stata istituita una procedura di Via per la messa in sicurezza delle condutture della ditta, ma la pratica non riguardava il collegamento delle acque di lavorazione con il pozzetto dell’acqua piovana».

Gabriele Vattolo

 

EMERGENZA Ieri nuovi interventi

MIRA – Due panne, “salsicciotti” nel naviglio a Mira Porte e all’ingresso di Oriago per arginare la chiazza di detersivo e schiuma proveniente da Noale. La schiuma sulle chiuse di Mira Porte faceva impressione, ma l’intervento tempestivo di Vigili del fuoco e Protezione civile, unita al fatto che non si è verificata la morìa di pesci avvenuta invece lungo il Muson ha tranquillizzato gli animi. Lo sversamento di tensioattivi utilizzati dalla Co.Ind di Noale per la produzione di prodotti cosmetici avvenuto l’altra notte è giunto anche nel Canale Taglio e nel Naviglio Brenta. Tutto bene fino a Mira Porte dove all’altezza delle chiuse, nel “salto” dell’acqua, il detersivo si è trasformato in schiuma creando preoccupazione tra la popolazione. Nessuna morìa di pesci, ma nella tarda mattinata la chiazza bianca e schiumosa si è diretta verso Oriago. L’Ufficio Ecologia del Comune, in accordo don Vigili del fuoco e Protezione civile, ha subito predisposto il posizionamento di due apposite panne assorbenti galleggianti per il contenimento dell’inquinamento nel Naviglio, una subito dopo Mira Porte e l’altra all’ingresso di Oriago, in prossimità del ponte sulla ferrovia. Un intervento per bloccare l’avanzata della schiuma attivando contestualmente un’azione di aspiramento.
Luisa Giantin

 

Noale. Detersivi, azienda sotto accusa

IL DIRETTORE DELLO STABILIMENTO  «Guasto imprevedibile ma perdita minima»

NOALE – «Una concatenazione di eventi difficile da prevedere». Questa la spiegazione di Fabio Alessi, il direttore produttivo degli stabilimenti della Co.Ind di Noale e di Bologna, arrivato ieri pomeriggio nella città dei Tempesta per far luce sullo sversamento che mercoledì ha inquinato rio Vernici per poi interessare il Muson e la Riviera del Brenta. «Si è staccata la “gamba” di una delle due cisterne di stoccaggio delle materie prime per produrre cosmetici – spiega -. Di conseguenza la cisterna si è piegata e i tubi di scolo si sono scollegati, generando la perdita». Le due cisterne, però, contenevano due sostanze differenti che servivano per produrre degli shampoo. Una più liquida, l’altra di una consistenza simile a un gel. Entrambe sono finite nei tubi di scolo collegati alle vasche di contenimento. «Il problema è che la sostanza più viscosa ha fatto da tappo, e quella più liquida è stata bloccata ed è uscita da un tombino, finendo nel pozzetto di raccolta dell’acqua piovana – spiega Alessi -. La nostra squadra di sicurezza è entrata in azione non appena la mattina seguente ci si è accorti della perdita». Questo liquido “scappato” serve proprio per ottenere la schiuma, effettivamente poi formatasi nei fiumi circostanti: «Siamo a disposizione per fornire tutte le spiegazioni sul caso – conclude il direttore produttivo -. Lo sversamento è minimo rispetto alla perdita che abbiamo subìto nello stabilimento».
G.Vat.

 

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