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Gazzettino – Noale. Caso Cosmo. Il comitato dal sindaco

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7

dic

2012

NOALE – “Contatto” tra il sindaco di Noale Michele Celeghin e il comitato “Ambiente Sicuro” di Salzano sull’adeguamento dell’impianto di trattamento rifiuti Cosmo. L’incontro è avvenuto martedì pomeriggio nel municipio della città dei Tempesta, alla vigilia dell’approvazione dell’autorizzazione integrata ambientale della Conferenza dei servizi, arrivata mercoledì nella sede di Veneto Strade. Le posizioni non sono mutate: l’unico Ente a dichiararsi contrario è stato il Comune di Salzano, mentre la Provincia si è astenuta. Nel documento approvato sono contenute 45 prescrizioni tecniche per lo stabilimento. Intanto i comitati che si oppongono al progetto si sono incontrati ieri sera a Robegano, e “Ambiente Sicuro” verrà ricevuto di nuovo dal sindaco Celeghin il 18 dicembre. (g.vat.)

 

NOALE Pigozzo: adottare ogni tipo di precauzione

NOALE – Cosmo sì, Cosmo no. L’adeguamento dell’impianto di trattamento di rifiuti di via Mestrina, per cui oggi è attesa l’autorizzazione integrata ambientale, continua a far discutere anche la politica. La questione verrà dibattuta (ancora non c’è una data precisa) anche dal Consiglio regionale. Dieci consiglieri, tra cui Bruno Pigozzo del Partito Democratico, originario di Noale, hanno presentato una mozione con cui si chiede alla Giunta presieduta da Luca Zaia di mettere in atto «ogni azione utile affinché l’azienda interessata valuti la possibilità di delocalizzare la sua nuova attività». Tradotto: lì, secondo noi, potrebbe essere pericoloso. «Credo che sia opportuno su questo tipo di operazioni adottare un principio di precauzione – spiega Pigozzo – perché lì in zona ci sono abitazioni molto vicine. Ampliare il parco delle sostanze da trattare in un’area già vincolata di per sè pone una contraddizione di fondo». Cercare altre aree più idonee, quindi. Ma dove?
«Ma com’è possibile che non si preveda di lavorare fanghi speciali in zone di deposito a Porto Marghera per esempio? – si chiede il consigliere – In passato materiali contaminati sono andati all’estero per essere trattati con costi esorbitanti. Trattiamole qui vicino – conclude – in aree compatibili che non creino potenziali rischi».
Sulla questione il Comune è spettatore interessato. Non avrà voce in capitolo in merito alla decisione della Giunta regionale, che arriverà dopo il parere espresso dalla Conferenza dei servizi, organismo in cui la Regione di fatto detiene la maggioranza. In commissione Via si registrarono la contrarietà del Comune di Salzano e l’astensione della Provincia, secondo cui non si erano chiaramente affrontate, tra le altre, le tematiche sulla viabilità e sulle procedure di gestione dei rifiuti. «In ogni caso la Provincia partecipa ai lavori istruttori per dare un contributo migliorativo, e oggi si vedrà la proposta che sarà portata al voto». (G.Vat)

 

Gazzettino – Noale-Salzano. Cosmo, tempi stretti

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4

dic

2012

NOALE – Il rilascio dell’Aia da parte della Provincia, domani, è l’ultimo passo verso il sì della Regione

Il Comune cerca una mediazione con i comitati

Si avvicina un’altra tappa importante per il progetto di adeguamento dell’impianto di gestione rifiuti Cosmo. Domani mattina nella sede di Veneto Strade, la Provincia dovrebbe rilasciare l’autorizzazione integrata ambientale, ultimo passo prima del probabile «sì» definitivo della Giunta regionale, che dovrebbe arrivare prima di Natale. Inevitabile quindi che le acque siano agitate. I comitati «Ambiente sicuro» e «Noale Ambiente», che si oppongono al progetto, giovedì sera hanno organizzato un’assemblea a Robegano per discutere le prossime mosse da intraprendere. Invitati tutti i rappresentanti delle istituzioni locali, compresi anche alcuni consiglieri regionali come Gustavo Marotta (Idv), Lucio Tiozzo e Laura Puppato (Pd), Giovanni Furlanetto (Lega Nord). Segnali distensivi intanto arrivano dall’amministrazione comunale. In un vertice di maggioranza di ieri sera l’assessore all’Ambiente Renato Damiani ha portato la proposta di riservare un posto a un rappresentante dei comitati nella consulta ambientale della città dei Tempesta. «Sicuramente un passo in avanti – commenta Alberto Pesce, esponente di Noale Ambiente – Anche se questo organismo non ha potere decisionale. Noi avevamo chiesto la costituzione di una commissione speciale comunale, in modo da affrontare la questione in Consiglio». Una proposta che l’assessore Damiani definisce «troppo difficoltosa». Troppa burocrazia, i tempi stretti non la permetterebbero. Dal responsabile comunale dell’ambiente, però, arriva l’idea di promuovere una visita dei comitati all’impianto Cosmo, per mettere a confronto le parti.
«Non servirebbe a nulla – commenta il consigliere comunale Damiano Felice (Idv) – quando so che ho un ospite metto in ordine la casa. Quello che mi preoccupa è ciò che farà l’azienda quando sarà in piena attività». Di altro avviso alcuni rappresentanti della lista «Progetto dei Noalesi», che il 26 novembre si sono presentati ai cancelli dell’impianto per conoscerlo da vicino: «L’impressione è stata quella di un’attività che ricicla e rimette in circolo in maniera pulita del materiale altrimenti destinato a incrementare il degrado ambientale», spiega il segretario della lista Claudio Gambato. Il percorso che dovrebbe portare all’autorizzazione di Palazzo Balbi all’adeguamento dell’impianto potrebbe però non essere così fluido.

Dieci consiglieri regionali, Piero Ruzzante, Bruno Pigozzo, Graziano Azzalin, Stefano Fracasso, Lucio Tiozzo e Laura Puppato del Pd, Giovanni Furlanetto della Lega, Pietrangelo Pettenò della Fondazione della Sinistra Veneta, Gennaro Marotta dell’Idv e Giuseppe Bortolussi, venerdì scorso hanno depositato una mozione con cui si chiede alla Giunta di non autorizzare il progetto mettendo in atto «ogni azione utile affinché l’azienda interessata valuti la possibilità di delocalizzare la sua nuova attività allo scopo di tutelare un’area ad alto rischio idraulico salvaguardando la salute e la qualità della vita di oltre un centinaio di famiglie».

 

Portogruaro difende il punto nascite

Noale rilancia il patto col S. Camillo

Grande prudenza da parte dei dg nel commentare le anticipazioni del nostro giornale ma sul territorio è già partita la mobilitazione

Le notizie pubblicate dal “Gazzettino” sulla sanità hanno pubblicato varie reazioni in provincia.

PREOCCUPATI – Un’iniziativa di cittadini a difesa dell’ospedale  di Portogruaro.  Sul territorio  c’è molta preoccupazione sulla sanità

PORTOGRUARO – «L’azienda non ha ricevuto alcuna indicazione sulla chiusura del Punto nascite. Aspettiamo di leggere le schede». Paolo Stocco, direttore generale dell’Asl 10 Veneto Orientale, non vuole commentare le indiscrezioni di stampa sulla chiusura del reparto di Ostetricia di Portogruaro. «Ci sono talmente tante voci sul futuro della sanità – ha detto il manager – che è impensabile fare delle considerazioni su questo punto». Pronto alla mobilitazione si è detto il sindaco di Portogruaro, Antonio Bertoncello, che tuttavia ha definito una «forzatura» l’ipotesi della chiusura del Punto nascite. «Da quanto mi risulta – ha dichiarato il sindaco, sottolineando che prima delle nomina dei direttori generali la Regione dovrebbe essere pronta con le schede ospedaliere – non sarebbe previsto lo smantellamento del Punto nascite di Portogruaro. Non c’è ancora nulla di definito e la questione rimane aperta. Come amministrazione lavoreremo affinché ciò non accada». L’attività 2012 del Punto nascite di Portogruaro si dovrebbe chiudere con un numero di parti che supera le 500 unità, soglia minima definita del decreto Balduzzi per evitare, in virtù dell’Accordo tra Stato e Regioni del 2010, la definitiva chiusura del reparto.

DOLO/MIRANO – I tagli ipotizzati all’Asl 13 Dolo – Mirano hanno creato un polverone in Riviera e Miranese ma in direttore generale dell’Asl 13 Arturo Orsini preferisce non commentare. «Si tratta di ipotesi – spiegano dall’ufficio stampa – che, almeno per il momento, non hanno alcun fondamento ufficiale e che quindi non val la pena commentare o confutare». Secondo le ipotesi diffuse in questi giorni ma già oggetto di polemiche e di accesi dibattiti nei mesi scorsi l’ospedale di Mirano avrebbe una vocazione chirurgica mentre Dolo quella medica. Del tutto nuova, e quasi inaspettata, la novità della chiusura del punto nascita di Mirano considerato che la struttura è stata rinnovata di recente.

NOALE – Di fronte alle notizie di una possibile chiusura del monoblocco ospedaliero di Noale prevista nella bozza di riordino sanitario della Regione il sindaco della città dei Tempesta Michele Celeghin non ci sta: «Noale dice “no” a qualsiasi ipotesi di questo tipo, rilanciando la proposta dell’apertura, anche in via sperimentale, di posti letto dell’istituto San Camillo. Le schede regionali prevedono – continua il primo cittadino – dal 2002 la vocazione riabilitativa zonale per il nostro ospedale. Peccato che, come succede spesso, alle previsioni sulla carta non siano succeduti i fatti». La notizia della possibile chiusura arriva quando molti sforzi sono stati profusi per “fare sistema” all’interno dell’Asl 13 di Mirano e Dolo: «Un percorso che la Regione non può non considerare – continua Celeghin – Non ci sono campanili da difendere, ma c’è piuttosto da valutare una seria razionalizzazione delle risorse disponibili in funzione di una migliore accessibilità ai servizi che, con la nostra struttura, diventerebbero sicuramente più competitivi».

 

 

La cura dimagrante dell’Ulss12: i veri tagli al Policlinico

La Casa di cura di viale San Marco perde 65 posti letto. Parecchi primariati di Mestre e Venezia saranno accorpati.

MESTRE – Premesso che l’unica certezza è quella offerta dal contatore di Leo Padrin che ieri era arrivato a 21 milioni di euro – tanto ci costa il ritardo della Regione nelle decisioni sulla sanità, secondo il presidente della Commissione regionale – ecco che cosa succederà alla sanità veneziana. L’Ulss 12 dovrà fare una cura dimagrante negli ospedali pubblici, ma nulla a che vedere con la dieta che verrà imposta a quelli privati e cioè Villa Salus e Policlinico San Marco. Ma è altrettanto chiaro a tutti che questi tagli non vedranno la luce prima delle prossime elezioni. Dunque, se ne riparla a marzo 2013, se va bene, quando il contatore di Padrin avrà superato quota 60 milioni di euro di mancati risparmi. Torniamo alla cura dimagrante. Per il San Giovanni e Paolo si parla di un taglio di una decina di primariati, che saranno “a scavalco” con Mestre. Vuol dire, per capirci, che alcuni reparti non d’urgenza avranno un unico primario il quale terrà d’occhio due sedi, a Venezia e a Mestre. Questo succede già oggi per molti reparti, semplicemente diventeranno di più. Per quanto riguarda i posti letto si parla di un taglio tra Mestre e Venezia di un centinaio di posti – più concentrati su Venezia. Ma sono le strutture private quelle più a rischio e, tra le due, Villa Salus e Policlinico San Marco, è più il Policlinico ad essere nei guai. La Casa di cura di viale San Marco sembra che debba rinunciare a 65 posti letto. 40 li perderà tra le medicine e le chirurgie, 25 invece li perderà con l’hospice che non riaprirà più i battenti. Villa Salus invece sostanzialmente manterrà la sua dotazione di posti letto – ne dovrebbe perdere una decina – mentre dovrà rinunciare al punto nascita. Non è una novità e, del resto, non poteva continuare a lungo questa storia di un centro per il parto che non poteva contare su una struttura vera di patologia neonatale. E’ vero che tantissimi bambini sono nati a Villa Salus senza problemi, è altrettanto vero che la clinica sta pagando milioni di euro per alcuni parti andati storti. Lo spostamento di tutte le nascite all’Angelo offrirà i necessari criteri di sicurezza. Per quanto riguarda l’hospice del Policlinico, verrà rafforzata la struttura del Nazareth a Zelarino che oggi conta 8 posti di hospice e altri 10 di pre hospice. Ai 18 di oggi se ne aggiungeranno altri 8. Quando? Quando verranno approvate le schede regionali. Campa cavallo…

Maurizio Dianese

 

 

Gazzettino – Colpo di bisturi su primari e letti

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28

nov

2012

Per le dirigenze mediche è previsto un taglio da 148 a 115, in provincia via agli accorpamenti

LA RIVOLUZIONE – Ecco il piano di partenza per le Ulss veneziane sulle linee del ministero

Sarà una grande rivoluzione, soprattutto in provincia dove gli ospedali dovranno cambiare la loro vocazione. La sanità veneziana “che verrà” avrà 290 posti letto in meno e 33 primariati verranno tagliati. E sono diversi i motivi per cui l’intero sistema dovrà cambiare. A mettere in discussione i parametri che oggi governano posti letto-specialità-abitanti c’è il “decreto Balduzzi”, sul quale le Regioni stanno ancora discutendo, ma che nelle linee generali sembra già tracciato. E c’è pure, aspetto non marginale, il Piano socio sanitario regionale con le annesse schede che, quando saranno approvate, concorreranno a rimodulare l’offerta sanitaria. Si tratta di una griglia tecnica per il Veneziano, come per tutte le altre province del Veneto, che però dovrà essere discussa in tutte le sedi istituzionali, politiche e territoriali.
La rimodulazione del Veneziano è alquanto particolare rispetto al resto della regione: resteranno sostanzialmente intoccati i due ospedali di Venezia (in virtù della specificità) e di Zelarino, mentre i poli di Dolo, Mirano, Portogruaro, San Donà e Jesolo vivranno una piccola rivoluzione.

 

MENO PRIMARI E REPARTI

PUNTI NASCITA – Saranno chiusi quelli di Mirano, Portogruaro e Villa Salus

I PRIVATI – Il 50% dei posti da ridurre riguardano le cliniche

CHIUSURA Per Villa Salus destino segnato, malgrado le proteste

La parola d’ordine è quella di abbassare il rapporto posti letto-abitanti a 3.70 (e non si tratta del più basso della regione, visto che a Vicenza sarà del 2.93). Ma per rivedere la dotazione dei posti letto si dovrà tagliare. I primariati passeranno da 148 a 115: dovranno saltare 9 apicalità di area medica, 7 di area chirurgica, 4 nel settore materno infantile, 2 terapie intensive, 8 nell’area servizi e 3 in riabilitazione. Di fatto saranno chiusi i punti nascita di Mirano, Portogruaro e Villa Salus.
Una cura dimagrante che toccherà anche le strutture private, il 50 per cento dei posti da tagliare cadrà infatti sulle cliniche private, soprattutto il Policlinico San Marco e Villa Salus dovranno “ripensare” la propria dotazione. Mentre la Rizzola di San Donà, con i circa 50 posti di area medica e 30 di area chirurgica non dovrebbe venire toccata. Irccs San Camillo e Fatebenefratelli (ad indirizzo riabilitativo) dovrebbero rimanere.

 

IL NODO DELLE “FUGHE”

ULSS 10 – Il 50% dei pazienti di Portogruaro  si cura in Friuli o a Treviso

L’offerta sanitaria veneziana rispetto al resto della regione ha delle specificità che la caratterizzano (oltre naturalmente alla specificità lagunare). Una delle più grosse è avere un ospedale in project financing che costa 50 milioni l’anno più Iva per altri 20 anni. E si tratta di un impegno di risorse che a cascata condizionano tutto il resto del territorio. Altra specificità è legata alle “fughe” verso altre Asl. Il 50 per cento dei portogruaresi va a curarsi o in Friuli Venezia Giulia o a Treviso e nella programmazione regionale (che tiene conto del decreto Balduzzi) è doveroso tenere conto della mobilità attiva e passiva: quindi più letti andranno al Trevigiano (e al Friuli) e scure sul polo ospedaliero del Veneziano.

 

LA “SCURE” SUGLI OSPEDALI

ULSS 12 – Civile e Angelo resteranno invariati grazie alla specificità

ULSS 13 – L’azienda “cresce”.  Avrà 600 posti tra Dolo e Mirano Chiude Noale

ULSS 14 – L’ospedale di Chioggia non subirà riduzioni

La fotografia della sanità veneziana del 2013 dovrebbe avere questi contorni: riduzione di posti letto per l’ospedale del capoluogo (ma sostanziosamente invariati i reparti); percorso analogo per Zelarino e i suoi 600 posti letto. Portograro-San Donà-Jesolo verranno visti come unico polo con 400 posti letto: a San Donà andranno le medicine, a Portogruaro le chirurgie e a Jesolo l’area riabilitativa. Come richiama anche il ministro Balduzzi si tratterà di un ospedale unico, su tre sedi, senza duplicazioni.
Stessa scena per Dolo-Mirano: 600 letti (il bacino di utenza è ampio, 262mila abitanti), 300 a Dolo con le attività mediche e il punto nascita e altrettanti a Mirano con il polo chirurgico. Invariata Chioggia e chiusura per l’ospedale di Noale. Tempi di attuazione di questo percorso? La spending review (ma non solo) indicherebbero di chiudere la partita entro la fine dell’anno. Ma visto che manca poco più di un mese è prevedibili che non si riesca a rispettare i tempi. Sempre che dalla Regione (impegnata a riaggiustare il Piano socio sanitario regionale per evitare la Corte Costituzionale e a eleggere il direttore generale della sanità, oltre ai nuovi direttori generali) non imponga un accelerazione. Ora spetta alla politica avviare la mediazione. Ieri sera l’assessore Luca Coletto è volato a Roma per discutere con il ministro Balduzzi.

 

Nuova Venezia – Cosmo, un altro Consiglio infuocato a Noale

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27

nov

2012

Tensione e scambi di accuse sul tema dell’ampliamento dell’impianto per il trattamento di rifiuti pericolosi

NOALE. Ancora un consiglio comunale infuocato sul tema dell’ampliamento della Cosmo. In sala c’erano pure i comitati Ambiente Sicuro di Salzano e Noale Ambiente. Qualcuno ha gridato «vergogna» contro la maggioranza.

Martedì prossimo è prevista l’Autorizzazione integrata ambientale (Aia) su Cosmo, un altro passaggio dell’iter. «È stata persa un’occasione per sistemare le anomalie tecniche e burocratiche del progetto» attacca Domenico Felice di Uniti per rinnovare «e mi riferisco all’ampliamento da 11625 metri quadrati su un’area comunale».

«Abbiamo detto no a lavorare l’amianto» replica l’assessore all’Ambiente Renato Damiani «Ci saranno controlli continui ai camini. Questi concetti sono stati ribaditi con forza».

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Delusione, ma nessuna voglia di demordere. Il «day after» dopo l’approvazione dell’adeguamento dell’impianto di trattamento di rifiuti Cosmo da parte della commissione Via, a larga maggioranza, non fa perdere la voglia di combattere ai residenti di Noale e Salzano che abitano nelle vicinanze dell’impianto. «Continueremo a manifestare il nostro dissenso nei confronti di questa operazione – dichiara il consigliere comunale della città dai Tempesta, Domenico Felice – lo faremo in tutte le forme legittime». All’orizzonte si profila un possibile ricorso al Tar, anche se ora tutti i soggetti in gioco sono fermi in attesa della delibera della Giunta regionale, che dovrebbe arrivare entro Natale. Palazzo Balbi con ogni probabilità recepirà l’opinione espressa dalla commissione Via. «Non appena ci sarà l’atto ufficiale – spiega Felice – daremo mandato ai nostri legali di esplorare le possibilità di un ricorso al Tribunale amministrativo regionale. E chiederemo un Consiglio comunale straordinario per poter discutere davanti ai cittadini del potenziamento dell’impianto».

 

 

la protesta

A Noale centinaia di firme in sole tre ore. Tra i primi, sindaco, parroco e vertici Ascom

NOALE. Noale dice no allo shopping domenicale. Ieri tutti in fila al banchetto di Confesercenti, all’ingresso della chiesa, per firmare la proposta di legge che abolisca le liberalizzazioni degli orari dei negozi introdotta dal decreto Salva Italia.

Duecentoquarantasei le firme raccolte in meno di tre ore, venti solo nei primi 15 minuti e alcuni noalesi si sono presentati addirittura prima dell’allestimento del banchetto.

La campagna “Libera la domenica”, sostenuta anche dalla Cei-Conferenza episcopale italiana, ha visto aderire anziani, giovani padri e soprattutto madri, autorità e rappresentanti di categoria. Spinge tutti a firmare anche la notizia, fresca di giornata, di alcune catene commerciali intenzionate a tenere aperto perfino il giorno di Natale. Paola lavora in un grande supermercato della zona e si sente coinvolta direttamente dal decreto: «Non è più la stessa vita», afferma, «la domenica si vorrebbe stare col marito e i figli e questo diritto ci viene negato».

«Siamo cresciuti aspettando la domenica per riunirci tutta la famiglia attorno a una tavola», aggiunge un’anziana signora, «firmo perché voglio che momenti come questo, già rari, non scompaiano del tutto». «Lavoro tutta la settimana, dal mattino presto alla sera», racconta infine un meccanico, «non voglio che mia moglie, che è commessa, lo faccia di domenica, l’unico giorno in cui possiamo stare assieme».

Tra i primi a firmare anche il sindaco Michele Celeghin e il parroco don Mario Salviato. «Al di là delle eccezionalità, per cui esistono le deroghe», afferma Celeghin, «è giusta la regola di dedicare un giorno di riposo alla settimana che ognuno può dedicare alla famiglia o al tempo libero. Va bene il momento di crisi, ma i dati in controtendenza dimostrano che non sono iniziative come quella dell’apertura domenicale a rilanciare l’economia». «Va ribadito il valore del tempo», è invece il pensiero di don Mario, «senza ritmi il nostro tempo è appiattito e privo di progettualità. La domenica dev’essere di slancio verso la ripresa del lavoro. È una questione antropologica oltre che cristiana: un uomo senza attesa perde senso». Intanto si moltiplicano le iniziative legate alla campagna di Confesercenti: a Martellago il Pdl ha presentato una proposta per chiedere al sindaco di appoggiare “Libera la domenica”. Confesercenti invece tornerà in piazza le prossime domeniche a Noale e in altri comuni. La lista dei punti dove firmare è aggiornata su www.liberaladomenica.it.

Filippo De Gaspari

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NOALE. Da Veneto Strade alla Regione. L’attenzione di residenti e comitati sulla vicenda Cosmo di Noale, si sposta ora a Palazzo Balbi, dove la giunta veneta dovrà ratificare o meno il parere positivo all’impianto di stoccaggio di rifiuti speciali e all’ampliamento dato martedì dalla commissione regionale di Valutazione d’impatto ambientale (Via). I comitati Ambiente Sicuro di Salzano e Noale Ambiente sperano che la giunta Zaia respinga il progetto ma dovranno attendere ancora qualche settimana, perché il voto è previsto entro fine anno. Intanto sperano che sia convocato una seduta straordinaria del parlamentino locale sull’argomento. L’assessore alla Manutenzione Andrea Muffato resta critico: «È una procedura inusuale, che un privato possa progettare un’opera su un terreno di proprietà comunale». Anche dall’opposizione è perplessa. «Il nostro territorio» rimarca Domenico Felice di Uniti per rinnovare «non può più sopportare un altro peso inquinate e rischi ambientali per la salute della nostra gente». (a.rag.)

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Noale. La Conferenza dei servizi autorizza l’ampliamento Previsti controlli continui e il divieto di trattare amianto

NOALE. Ci hanno sperato i comitati ma alle 12.30 è arrivata la doccia fredda: la commissione regionale di Valutazione d’impatto ambientale (Via) ha detto sì al progetto di Cosmo Ambiente di Noale seppur con delle prescrizioni, a partire dal no all’amianto e a controlli costanti. Dunque non sono bastate le proposte, gli appelli e gli inviti dei giorni scorsi da parte dei residenti e dei “partiti del no” a far cambiare idea. Dopo due ore e mezza di discussione è arrivato il verdetto positivo sia al progetto sia all’impianto per lo smaltimento dei rifiuti. Delusi Ambiente Sicuro e Noale Ambiente, che ieri avevano portato una quarantina di persone in via Baseggio a Mestre, sede di Veneto Strade.

Via libera. Si doveva dare un parere sull’impianto e sul progetto di allargamento. Dal primo ambito erano esclusi dal voto i Comuni di Noale e Salzano, interessati perché lo stabilimento è al confine, mentre il resto del Via ha dato parere positivo, con la sola Provincia astenuta. Riguardo al progetto, stesso esito della tornata precedente, con il sì di Noale, subordinato al divieto dell’amianto, e il no di Salzano. Ora la palla passa alla giunta regionale, che dovrebbe esprimersi entro fine anno.

I commenti. Per Noale c’erano il sindaco Michele Celeghin, il vice Sergio Vallotto e l’assessore all’Ambiente Renato Damiani. Per Salzano, solo il sindaco Quaresimin. «Ci saranno controlli alle emissioni dei camini 24 ore su 24» precisa Celeghin «Non ci saranno nè amianto, nè strutture edificabili in area comunale e saranno adottate le nostre prescrizioni messe nell’atto d’indirizzo».

Critico Quaresimin. «Per progetti di questo tipo» dice «serve una diversa governance. È vero che il progetto rispetta i canoni ma si devono tenere conto pure di altri parametri, tipo la vicinanza delle case e i centri abitati».

La giornata. Ben prima delle 9.30 erano fuori dalla sede di Veneto Strade con striscioni e cartelli. Prima di entrare, Damiani si è fermato a scambiare due parole con i comitati, che gli chiedevano di «mettersi una mano sulla coscienza». Alle 10, cinque rappresentanti sono saliti al secondo piano per essere ricevuti dall’amministratore delegato di Veneto Strade, Silvano Vernizzi. Un colloquio di pochi minuti, dove hanno spiegato le loro ragioni. «Se l’azienda rispetta i limiti di legge» assicura Vernizzi «non possiamo dire no. La commissione esprime un parere ma poi decide la Regione».

Comitati.

«Ce l’aspettavamo» spiega Katia Bortolozzo biologa di Ambiente Sicuro «nonostante la commissione tecnica della Provincia avesse messo nero su bianco la possibilità di avere sostanze cancerogene. Negare un progetto simile, non significa mettere a repentaglio i posti di lavoro dell’azienda. Gran parte degli operai è attivo nel settore scavi». Fa eco Alberto Pesce di Noale Ambiente. «Continuerà la nostra pressione» assicura «e intanto chiederemo un Consiglio comunale straordinario».

Alessandro Ragazzo

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i comitati davanti a veneto strade

Striscioni, cartelli, slogan e tanta rabbia “Un grave pericolo per tutto il territorio”

NOALE. Striscioni, cartelli, slogan. Così i manifestanti hanno atteso ieri l’arrivo prima dei protagonisti e poi il verdetto del Via. Ce n’erano da Noale, da Salzano ma anche da zone non proprio attorno alla Cosmo di via Mestrina. «Perché la salute è un bene di tutti» dice Paolo Lugnan di Briana «e le polveri restano, anche in assenza di vento. Sono preoccupato per questo progetto e si dovrebbe capire che l’ambiente è già saturo. Il sindaco Michele Celeghin si ricordi che è responsabile della salute pubblica».

Antonio Porrino abita a Noale due. «Un progetto nato in camera caritatis» sostiene «senza che la popolazione ne fosse a conoscenza». «Quel sito non è adatto per fare lavori simili. C’è il diritto d’impresa, nessuno lo nega, ma con le regole e il buon senso». Luigi Panfili abita in via Mestrina, dove da tempo i residenti protestano anche per l’eccessivo traffico. «C’è un grave pericolo per tutto il territorio» precisa l’uomo «e quell’area poteva essere verde. Invece, in questo caso, si può costruire dove si vuole». Da Salzano gli umori non sono poi così diversi. «Nei giorni scorsi» interviene «il fiume Marzenego ha rischiato di esondare. Dovesse capitare in futuro, che ne sarebbe? Prima di prendere certe decisioni, li invito ad andare a fare un giro ai reparti di Oncologia». Preoccupato Emilio Vecchiato. «Manderò una lettera di diffida agli enti» avvisa «perché se i miei familiari dovessero essere colpiti da una patologia riconducibile all’impianto, mi riterrò parte lesa». Enrica Tonello se la prende con la politica. «Basta a questo modo di fare senz’anima» commenta «perché nessuno garantirà per la nostra salute, nonostante i parametri rispettino i limiti di legge». Al presidio di ieri, erano presenti pure l’assessore di Noale alla Manutenzione Andrea Muffato e il consigliere leghista di Salzano Giuliano Stevanato. «La vendita del terreno di proprietà comunale» dice Muffato «ha avuto una procedura alquanto inusuale». Man forte gli arriva da Stevanato. «Abbiamo già il Passante e altre aziende attorno» sostiene «e ora è giusto che la salute di tutti sia tutelata. Vogliamo una vita più sana». (a.rag.)

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