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Gazzettino – Noale-Salzano. Cosmo, arriva il via libera

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21

nov

2012

NOALE-SALZANO – Chiesto un consiglio comunale straordinario

È polemica per il sì della commissione regionale all’impianto

Quaresimin: la Via deve considerare le esigenze di tutto il territorio circostante

Il campo di battaglia per una mattina si è spostato a Mestre: sotto la sede di Veneto Strade di via Baseggio. Una quarantina di aderenti ai comitati che si oppongono all’adeguamento dello stabilimento di trattamento rifiuti Cosmo si sono dati appuntamento per l’approvazione del progetto da parte della commissione di Valutazione d’impatto ambientale. Cartelli e slogan, come da copione. Tutto si è svolto in maniera civile. Il bandolo della matassa è sempre quello: il potenziamento dell’impianto di via Mestrina, per cui si sono registrati undici voti favorevoli, un astenuto (la Provincia) e un contrario, il Comune di Salzano. Nel mirino del sindaco Quaresimin finiscono le possibili ripercussioni negative sulla viabilità della zona e la preoccupazione per l’ubicazione della struttura, a ridosso di una popolata area residenziale.

«La valutazione d’impatto ambientale fa riferimento solo al perimetro dell’impianto – spiega il primo cittadino – ma bisogna tenere conto anche dell’area circostante». Preoccupazioni condivise anche dall’assessore alle Manutenzioni del Comune di Noale, Andrea Muffato, che ha preso la stessa posizione dei comitati Ambiente sicuro e Noale ambiente, i quali temono per la propria salute e chiedono al sindaco di Noale Michele Celeghin un consiglio comunale straordinario.

«È stata aggiunta un’ulteriore prescrizione – puntualizza questi, presente alla votazione – Il nostro assenso è arrivato solo dopo aver ottenuto l’obbligo di un monitoraggio costante delle emissioni dei camini da parte della Cosmo». Polemiche si sono sviluppate anche sul fatto che l’azienda possa sfruttare un’area di proprietà comunale, ora concessa in affitto alla ditta fino ad aprile prossimo, per «allargarsi». «Non verrà costruito alcunché lì – spiega Celeghin – la commissione ha dichiarato che la zona in questione non è funzionale allo sviluppo dell’impianto». Ora la palla passa alla Giunta regionale, che entro venti giorni dovrà ratificare o meno il parere espresso ieri dalla commissione Via.

 

Arriva il giorno del giudizio per l’adeguamento dell’impianto di smaltimento di rifiuti Cosmo di via Mestrina. Stamattina, infatti, nella sede di Veneto Strade, la commissione di Valutazione di impatto ambientale fornirà la sua opinione riguardo il potenziamento della struttura. E dalle anticipazioni sembra proprio che il giudizio sarà positivo.
I residenti di Noale e Salzano che abitano nell’area dell’inceneritore, però, si sono dati appuntamento sotto al palazzo di Veneto Strade a Mestre per manifestare il proprio dissenso. E giurano battaglia. Ieri il comitato Ambiente Sicuro ha recapitato una lettera ai componenti della commissione Via in cui li si diffida dal prendere decisioni, perché la Cosmo Ambiente non potrebbe «dimostrare la proprietà di gran parte del territorio sul quale si dispiega il progetto». Potrebbero piovere anche delle denunce: Viviani Lorenzon, ex consigliere comunale a Mirano e residente in via Ferrara nella città dei Tempesta, a circa trecento metri dallo stabilimento, ha dato mandato ai suoi avvocati di sondare la possibilità di una causa nei confronti del Comune, della Regione e della ditta Cosmo. L’adeguamento, che secondo il sindaco Michele Celeghin non comporterebbe alcun ampliamento dell’impianto, permetterebbe alla Cosmo di trattare 153 tipi di sostanze, contro cui i residenti puntano il dito. «Il valore della mia abitazione si è deprezzato – rincara Lorenzon – Sarò costretto ad andarmene». Il Comune non ha comunque alcuna voce in capitolo. «Non possiamo esprimere opinioni vincolanti – spiega il primo cittadino Celeghin -. E ci sono oltre cento addetti che lavorano all’impianto. Aspettiamo la decisione della commissione, che ha avuto gli strumenti per esaminare la situazione. Tutto – conclude Celeghin – sembra nella norma».

Gabriele Vattolo

 

Nuova Venezia – Noale. Celeghin difende l’impianto Cosmo

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19

nov

2012

domani comitati a mestre

NOALE. La sua assenza non poteva certo passare inosservata nell’assemblea di venerdì organizzata dai comitati in sala San Giorgio sull’adeguamento della ditta Cosmo di Noale. Il sindaco di Noale Michele Celeghin è stato più volte invocato dai presenti e anche dagli stessi rappresentanti dei comitati Ambiente Sicuro di Salzano e Noale Ambiente. Volevano sentire il suo parere sul progetto che non piace e preoccupa non poco la gente. «Causa impegni» si giustifica «non ho potuto esserci». Ma non rinuncia a entrare nel vivo della questione, che allarma noalesi e salzanesi.

«Abbiamo detto no all’amianto» spiega il sindaco «dopo gli inviti di comitati e cittadini. Inoltre, nel 2005, la vecchia giunta aveva dato un’autorizzazione al suo stoccaggio. Allora andava bene? Ci sono tredici enti che compongono la commissione Valutazione impatto ambientale (Via ndr) e mi risulta che l’impianto sia a posto». Nell’assemblea dell’altra sera tutti gli interventi sono stati a favore della salvaguardia della salute; la gente teme altri problemi, oltre all’inquinamento, e un aumento dei rischi. «Credo che i primi interessati a lavorare in un posto sicuro» dice Celeghin «siano gli operai della stessa Cosmo. E sono centodieci e noi vogliamo fare scelte responsabili per il bene della gente». Intanto per domattina, nella sede di Veneto Strade a Mestre, ci sarà la riunione della commissione Via. I comitati e i residenti saranno fuori per far sentire la loro voce e chiedere che il progetto Cosmo sia bloccato. «I comitati mi vengano a trovare» commenta Celeghin «e, in modo sereno, spiegherò loro il mio pensiero. Non facciamo scelte sulla pelle delle persone».

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Gazzettino – La Regione: top secret sui dati dell’Asl

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18

nov

2012

SANITÀ – Informazioni negate al comitato Salvioli. Pigozzo: «Addio trasparenza»

MIRANO – “Top secret” su tutto. Da quest’anno i dati relativi alle attività dell’Asl non saranno più pubblici. La direttiva arriva dall’alto, cioè dalla Regione, ed è stata imposta alle aziende sanitarie locali: dal 2012 i dati di attività non saranno diffusi all’esterno. E scoppia inevitabilmente la polemica.
La questione è stata sollevata dal comitato Carlo Salvioli che da 17 anni segue le vicende della sanità veneta, con un occhio di riguardo per le strutture di Dolo, Mirano e Noale. Ogni anno il comitato stila un report molto accurato sull’Asl 13: un documento importante che in passato è stato pure ritenuto “scomodo” visto che, dati alla mano, evidenzia le varie criticità ospedaliere. Quest’anno, però, per la prima volta il coordinatore Aldo Tonolo si è visto negare quei dati. «In un momento in cui la credibilità della politica lascia a desiderare, la massima trasparenza negli atti dovrebbe aiutare a ristabilire un corretto rapporto con i cittadini» scrive lo stesso Tonolo in una lettera inviata al Governatore Luca Zaia. Il comitato ha coinvolto vertici sanitari regionali, Difensore civico e perfino il Presidente della Repubblica tramite la Prefettura, ma la questione non si è sbloccata e i dati restano top secret. Sul tema interviene pure il consigliere regionale Bruno Pigozzo: «Cattivo segnale, trasparenza e buona gestione devono andare di pari passo. Da quei dati vorremmo capire, ad esempio, quanti sono i pazienti che emigrano dall’Asl 13 verso altre Asl, vista la nostra carenza di servizi». Pigozzo ha parlato ieri mattina al Festival Democratico del Miranese, in programma a Mirano. Con lui c’erano pure il sindaco di Spinea Silvano Checchin, la deputata Margherita Miotto e il direttore generale dell’Asl 13 Arturo Orsini, che ha chiarito la questione sulla necessità per i medici di chiedere l’autorizzazione prima di effettuare un intervento particolarmente costoso: «La Spending review ci costringerebbe a risparmiare il 5% per ogni voce di spesa – spiega Orsini -. Quell’autorizzazione serve solo per lasciare una traccia di inevitabilità di un intervento. Noi non mandiamo via la gente, la salute dei pazienti non viene messa a rischio».
G.Pip.

 

L’appuntamento è per martedì mattina, sotto il grattacielo di Veneto Strade, dove si riunirà la conferenza di servizio degli enti che dovranno esprimere la Valutazione d’impatto ambientale per l’ampliamento della Cosmo di via Mestrina. Questa la decisione emersa l’altra sera nel corso del dibattito dopo l’appello del Comitato ambiente sicuro di Noale e Salzano che ha chiamato alla mobilitazione contro l’autorizzazione.
La sala San Giorgio era gremita all’inverosimile dai cittadini tanto che gli addetti del centro parrocchiale hanno faticato non poco a contenere l’arrivo delle persone. Katia Bortolozzo la superesperta del comitato ha elencato tutta una serie di dati che dimostrano, a suo dire, come l’impianto sia estremamente pericoloso e non possa essere autorizzato. «Prima di parlare dei rischi che si corrono – ha chiosato al termine della serata Katia Bortolozzo – inviterei chi è favorevole all’ampliamento dell’impianto a visitare il reparto di oncologia pediatrica di Padova per vedere gli effetti di queste sostanze sulla popolazione».
Domani mattina intanto verrà protocollata una raccomandata a mano per far sapere che l’impianto che andrà a svilupparsi su un’area di proprietà comunale e non dell’azienda richiedente. Di questo è convinto l’ambientalista Michele Boato come il consigliere comunale Domenico Felice che si è scagliato contro l’ampliamento. Il sindaco di Salzano Alessandro Quaresimin ha affermato che il suo Comune esprimerà parere negativo mentre il consigliere regionale Bruno Pigozzo ha detto che tutto si basa su una scelta politica.
Per il Comune di Noale era presente l’assessore Andrea Muffato che si è scagliato contro l’ampliamento mentre il suo collega di giunta Renato Damiani con delega all’ambiente ha spiegato, tra le contestazioni, che il procedimento è in corso e vanno rispettati i pareri degli enti tecnici. «E pensare che l’impianto di cui tanto sparlano e nel quale lavorano tutti i miei famigliari – commenta amaro Claudio Cosmo, titolare dell’azienda Cosmo Scavi e Ambiente – è tra i più moderni e sofisticati non solo del Nord Italia ed è invidiato a livello europeo».

Luigi Bortolato

 

NOALE. Appuntamento oggi alle 20.30 in sala San Giorgio a Noale per discutere del progetto di stoccaggio di rifiuti della ditta Cosmo, al confine tra Noale e Salzano. Sarà un incontro informativo promosso dai comitati Noale Ambiente e Ambiente Sicuro di Salzano, proprio per far conoscere ai cittadini cosa potrebbe succedere nel prossimo futuro.

«Salvaguardare la salute umana e l’ambiente del nostro territorio» è il titolo della serata. Interverranno i rappresentanti e gli esperti dei due gruppi, che in questi mesi si sono detti contrari all’ipotesi di adeguamento dell’azienda. Si parla di 21.500 tonnellate di rifiuti, tra cui pericolosi, che ha allarmato non poco i residenti della zona, preoccupati pure dell’amianto.

Di fatto i due comitati spingono per il no al progetto, invitando i sindaci e politici a fare altrettanto nella commissione regionale di Valutazione d’impatto ambientale (Via). In pratica, chiedono che si valutino tutti i rischi sulla salute umana.

Nelle scorse settimane, i comitati hanno partecipato alle sedute dei Consigli comunali di Noale e Salzano per esprimere la loro contrarietà e inviarli a fare altrettanto. (a.rag.)

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La giunta di Noale dà il proprio assenso, ma i comitati hanno già programmato un incontro per il 16 novembre

NOALE. La giunta di Noale dice sì all’adeguamento tecnologico della Cosmo Ambiente ma con una serie di raccomandazioni. Dunque è arrivato il parere del governo locale al progetto della fabbrica al confine tra Noale e Salzano, con un atto d’indirizzo votato all’unanimità e inviato alla commissione regionale di Valutazione d’impatto ambientale (Via).

L’azienda ha l’autorizzazione per il trasporto di eternit, lo recupera e poi lo porta in discarica. Negli ultimi anni ha sviluppato il trattamento di rifiuti inerti anche nel suo centro autorizzato e ha chiesto di poter stoccare il materiale. Ora bisogna capire la reazione dei comitati Noale Ambiente e Ambiente Sicuro di Salzano, che si sono detti contrari a questa ipotesi, protestando sia in Consiglio a Noale sia durante la festa di Aprilia e intervenendo pure nel dibattito del parlamentino di Salzano.

Temono che il progetto sia troppo impattante, oltre a danni alla salute provenienti da rifiuti speciali pericolosi. Ma intanto la giunta ha dato il suo via libera con alcuni paletti. Intanto chiede di escludere la parte relativa alla lavorazione di materiale con amianto e che si concretizzerebbe nell’erigere una cabina destinata all’esame e alla cernita manuale. Di più. La giunta invita a controlli e monitoraggi continui dell’attività; controlli che dovranno essere fatti non solo dalla Cosmo ma anche dagli enti preposti, come Provincia, Arpav, Comune e Servizio d’igiene di sanità pubblica (Sisp) dell’Asl 13. Le verifiche dovranno riguardare le emissioni in atmosfera, mentre sarà obbligatorio installare un sistema di accertamento continuo per i camini dal numero diciassette al venti, compresi. Riguarda la linea essicamento e desorbimento termico, il trattamento aeriformi e combustione di biomasse naturali, per quest’ultimo laddove non sia presente. Ma non è finita, perché si dovrà tenere d’occhio l’inquinamento acustico, con rilievi all’interno e all’esterno, con l’obiettivo di aumentare le aree verdi per ridurre l’impatto ambientale. Analisi specifiche si dovranno fare sia sui materiali in arrivo sia su quelli in partenza, lavare degli pneumatici per i camion durante il trasporto degli inerti in uscita dall’impianto, controllare le acque reflue, indicando i punti di prelievo, usare sempre i dispositivi per abbattere e ridurre la quantità di polveri provenienti dal movimento dei materiali. Intanto per venerdì 16 novembre alle 20.30 in sala San Giorgio a Noale, è convocato un incontro informativo indetto dai comitati proprio per parlare del progetto di allargamento della Cosmo.

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Grido d’allarme dei sindacati per le conseguenze locali della spending review A rischio i tanti servizi in appalto negli ospedali di Dolo, Mirano e Noale

DOLO. I tre ospedali di Dolo, Mirano e Noale rischiano di funzionare sempre meno a causa degli effetti della spending review che impone nuovi risparmi da parte dell’Asl 13. E così è partito il taglio delle donne delle pulizie (24 licenziate) e da mercoledì anche gli operai manutentori (tre trasferiti ), mentre da gennaio è in arrivo un taglio di 30 persone nel campo della ristorazione ospedaliera.

Mense, corridoi e servizi igienici rischiano di essere sempre meno a norma e così come pure gli impianti degli edifici. La direzione dell’Asl 13 con il direttore generale Arturo Orsini allarga le braccia: interverrà solo se le aziende in appalto che ora tagliano il personale, non saranno più in grado di erogare in modo efficiente il servizio previsto. «La situazione nei tre ospedali» spiegano Gianfranco Rizzetto della Filcams Cgil ,Giuseppe Minto della Fiom Cgil e Marco Busatto della Cgil Funzione pubblica, «è pesantissima». Prima la Coop Service che si occupa del servizio di pulizia degli ospedali ha comunicato ai lavoratori la messa in mobilità di 24 dipendenti su 130. Poi ieri mattina un’altra tegola per l’organico dell’ospedale. A tre e operai manutentori di una azienda che si occupa del funzionamento degli impianti dell’ospedale di Dolo (su 12 complessivi) è stata comunicato il trasferimento a Vicenza. Ma a rischio trasferimento ce ne sono altri due. Infine da gennaio è in arrivo un taglio di 30 persone alle mense gestite dalla Sodexho (sono 70 in tutto i dipendenti) che ha preannunciato gli esuberi». Per i sindacati gli ospedali potrebbero non funzionare più. La Coop Service ha comunicato di aver deciso il licenziamento di 24 persone senza nemmeno trattare altre forme di ammortizzatori sociali. Taglierà 2.016 ore lavoro all’anno. I sindacati delle donne delle pulizie sono pronti anche allo sciopero. «Se ad esempio succede un’emergenza elettrica in ospedale» – si chiede Minto per la Fiom Cgil, «con un personale di manutentori ridotto all’osso come si risolverà il problema in tempi rapidi?». Preoccupato il presidente della Conferenza dei sindaci dell’Asl 13 Fabio Livieri. «Bisogna assolutamente evitare», dice, «che le strutture sanitarie entrino in emergenza per carenza di personale visto che l’organico anche di chi lavora in appalto, si assottiglia sempre più». I sindacati hanno chiesto un incontro con il direttore dell’Asl 13 Arturo Orsini. «Ritengo», ha risposto Orsini, « non sia opportuno incontrare i sindacati . A decidere non è stata l’Asl 13 ma le aziende in appalto. Proprio per questo vigilerò con il massimo scrupolo affinchè il servizio fornito non scenda in alcun modo di livello qualitativo, tagli o non tagli al personale».

Alessandro Abbadir

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LA PROTESTA

NOALE – Hanno scelto un evento di grande visibilità come quello di ieri sera per far sentire la propria voce: una cinquantina di residenti di Salzano e Noale si è presentato ieri sera in Piazza Castello per ribadire la propria contrarietà al progetto di ampliamento della ditta Cosmo di Noale, con una protesta pacifica. «No al veleno, no ai rifiuti pericolosi, prima di tutto la salute» si leggeva nella decina di striscioni esposti per circa un paio d’ore. (g.pip.)

 

Corriere della Sera – Project a Dolo: Pd e Cgil frenano

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19

ott

2012

Uls 13 Il sindacato però mette l’altolà all’austerity imposta all’azienda del mirese

MIRANO – «I tagli della spending review sanitaria portano solo a un impoverimento generale dell’offerta». La Cgil funzione pubblica non condivide la politica di austerity sulle aziende sanitarie e in particolare il destino riservato all’Usl 13 di Miranese e Riviera del Brenta. «Noi siamo sempre stati disponibili a veri e qualificati processi di riorganizzazione – spiega Marco Busato di Cgil Fp – che hanno perseguito il miglioramento dell’efficienza, dell’efficacia e della qualità dei servizi pubblici». In questo momento delicato, in cui si sta trattando l’attuazione del piano socio sanitario, la Cgil annuncia battaglia per un finanziamento adeguato all’Usl 13. «Ci sentiamo di proporre a tutti gli interlocutori – continua Busato – di mettere da parte i localismi cercando di essere protagonisti attivi delle scelte che investiranno gli ospedali di Noale, Dolo e Mirano». «Chiediamo – continua – come avevamo già proposto attraverso una conferenza territoriale, di verificare le convergenze, le prospettive e le scelte operative che saranno contenute nelle schede». Sulla questione relativa alla proposta presentata da una cordata di imprenditori, di realizzare il nuovo monoblocco dell’ospedale di Dolo in project financing e già bocciata dalla Regione, Busato aspetta prima di esprimere un commento. «Sapevamo della proposta, ma non ho ancora visto niente su carta. Aspetto di vedere il progetto prima di esprimermi». Dalla politica, invece, arriva il plauso al “no” della regione di Gabriele Scaramuzza, consigliere comunale del Partito democratico a Venezia: «Il Pd si è sempre detto contrario ai business sulle strutture ospedaliere. Fa piacere che il segretario della sanità Mantoan abbia confermato il nostro giudizio. A Dolo c’è già un progetto per ristrutturare pronto soccorso, sale operatorie e rianimazione. Si dia attuazione a quello il più presto possibile».
D.Tam.

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