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NOALE – Problemi nel primo pomeriggio di ieri per chi ha viaggiato sulla linea Venezia-Castelfranco-Bassano, a causa di un problema tecnico al passaggio a livello di via Casone a Cappelletta. L’episodio è avvenuto attorno alle 13.30 e i disagi si sono ripercossi per oltre due ore, con ritardi accumulati anche per oltre 30 minuti.

Interessati 16 treni, con due navette Mestre-Noale cancellate, sette che hanno visto il tragitto ridursi e altrettanti sono arrivati a destinazione fuori l’orario previsto. Penalizzati centinaia di utenti, specie quegli studenti di Noale, Salzano, Maerne e Spinea che dovevano rientrare a casa o andare all’università ma anche chi aveva il turno pomeridiano al lavoro oppure rientrare dagli uffici poco prima della sera.

Nella frazione di Noale sono giunti i tecnici di Rfi per riparare il guasto, impiegandoci pochi minuti, e anche gli uomini della polizia locale per regolare il traffico su gomma nel caso in cui avesse dovuto passare il convoglio. In questo caso, non ci sono stati particolari inconvenienti.

Diversa la situazione per i passeggeri che dovevano muoversi sulla linea a binario unico. Nello specifico, le navette che non sono nemmeno partite sono le numero 5784 (delle 14.22 da Mestre) e 5787 (delle 15.09 da Noale), mentre i regionali 5730, 5731, 5736, 5737, 5741, 5742, e 5746 anticipato il loro arrivo o sono partiti da un’altra stazione.

Altri treni, invece, hanno subito ritardi dai 20 agli oltre 30 minuti. In pratica i problemi si sono registrati fra le 13.30 e le 18, ora in cui il regionale 5746 sarebbe dovuto partire da Venezia Santa Lucia per raggiungere Bassano ma lo ha fatto dalla stazione di Castelfranco. Solo poco prima di sera la circolazione è tornata a essere regolare.

Alessandro Ragazzo

 

Gazzettino – Dolo. “Chirurgia deve restare sempre aperta”

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29

gen

2015

DOLO – Basterebbe solo un evento di questo tipo per rendere assolutamente inadeguato il progetto di week-surgery attualmente in programma per Dolo. Tutto questo non è certo frutto di una vera riorganizzazione ma è espressone solo di un forzato contenimento della spesa che finisce col fornire meno servizi adeguati ai cittadini.

Non è con il trasferimento dei reparti che si risolve, inoltre, il problema sanitario negli ospedali di Dolo e di Mirano, – conclude Sacco – ma con una giusta e oculata ristrutturazione dei servizi già in essere. Ma per tutto questo serve la volontà politica. Una sana politica che prenda in carico il paziente nella sua globalità».

 

IL COORDINAMENTO A TUTELA DELL’OSPEDALE DI DOLO

DOLO «Appena possibile organizzeremo un incontro per spiegare nel dettaglio il progetto che tanto sbandiera la direzione dell’Asl 13, un progetto che gli organismi regionali non hanno bloccato».

Lo dice Emilio Zen, portavoce del coordinamento iniziative a tutela dell’ospedale di Dolo che interviene dopo la presentazione, venerdì scorso, del piano di investimenti da 28 milioni di euro per gli ospedali di Dolo, Mirano e Noale.

«Il direttore generale dell’Asl 13 abbassa i toni», continua Zen, «addolcisce la pillola, ma la gravità della situazione per il futuro dell’ospedale di Dolo rimane».

La preoccupazione maggiore è per il reparto di chirurgia che sarà trasferito a Mirano, mentre a Dolo rimarrà una chirurgia week day surgery.

«Noi vogliamo un ospedale che risponda efficacemente alle urgenze e alle acuzie per un bacino d’utenza di 140 mila abitanti», prosegue Zen, «un ospedale “completo” con reparti e servizi full time organizzati, integrati, funzionali allo scopo. Non vogliamo un week surgery. Nessuno ha mai parlato di chiusura, ma di ingiustificato declassamento».

Infine una serie di quesiti rivolti alla Regione. «Dov’è la politica?», si chiede Zen ? Vi siete dimenticati che il governo della Sanità è vostro? Dovete voi stabilire indirizzi e scelte e farli rispettare alle direzioni Asl e non il contrario?».

Giacomo Piran

 

Gazzettino – Dolo “Chirurgia non chiude”

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25

gen

2015

DOLO – Risposta alle preoccupazioni dei comitati: «Non si opera solo nel weekend»

Il direttore dell’Asl 13 Gumirato: «Interventi dal lunedì al venerdì»

Nessuna chiusura del reparto di Chirurgia a Dolo, i comitati stiano tranquilli. Parola di Gino Gumirato, direttore generale dell’Asl 13: «La chirurgia continuerà ad esserci, come pure ostetricia e ginecologia, con un’attività di “day e week surgery”».

Durante la presentazione del piano di investimenti da 28 milioni di euro che interesserà gli ospedali di Dolo, Mirano e Noale, il direttore è tornato sul tema “caldo” della chirurgia, che ha suscitato molte polemiche e preoccupazioni in particolare da parte del Comitato Bruno Marcato, ma anche dei consiglieri regionali dell’area. La trasformazione da Unità complessa di Chirurgia a Dolo, come è oggi, a Unità semplice, secondo i comitati penalizzerebbe infatti l’intero ospedale, che non potrebbe usufruire di un servizio chirurgico lungo tutte le 24 ore.

«Innanzitutto voglio precisare che nell’ospedale di Dolo sono previsti 360 posti letto contro i 260 di Mirano – ha sottolineato Gumirato – e mi domando come si possa pensare che con questi numeri si possa chiudere un ospedale. Inoltre – ha aggiunto il direttore generale – la maggior parte dell’attività chirurgica a Dolo riguarda interventi programmati. Per questo motivo nelle schede ospedaliere la chirurgia di Dolo, che manterrà 25 posti letto più 2 aggiuntivi, diventerà “day e week surgery”, ovvero normalmente non prevederà ricoveri venerdì pomeriggio, sabato e domenica. Da qui il termine day-week surgery. C’è inoltre da sottolineare che l’ospedale di Dolo in questi anni è diventato un punto di riferimento per quanto riguarda la chirurgia laparoscopica, che riduce notevolmente il ricovero in ospedale. Figuriamoci se possiamo fare a meno di un servizio così rilevante. Insomma – ha sottolineato Gumirato – l’unica modifica sostanziale sarà che la chirurgia di Dolo e quella di Mirano avranno un unico primario anziché due».

In un recente convegno sulla chirurgia laparoscopica svoltosi in Riviera, infatti, è emerso come in Italia solo il 22% degli interventi al colon retto venga eseguito per via laparoscopica. Il Veneto si attesta su valori medi del 33% con realtà come quella di Dolo che si fregia del 70% dei casi trattati per via laparoscopica.

Luisa Giantin

 

SANITÀ

«Reparti trasferiti solo a lavori finiti»

Il direttore Gumirato risponde ai comitati: «Garantiremo qualità in un’ottica di integrazione»

PIANO DETTAGLIATO – La “slide” dell’Asl 13 con gli interventi previsti nell’area ospedaliera di Dolo

«Ecco come investiremo i 28 milioni di euro degli ospedali di Dolo, Mirano e Noale: la parola d’ordine è sicurezza». Il direttore generale dell’Asl 13 Gino Gumirato ha illustrato ieri il Piano degli investimenti triennale dell’Asl, pari a 28,12 milioni di euro, alla quale lo scorso 18 dicembre 2014 la Commissione regionale per l’investimento in Tecnologia ed edilizia (Crite) ha dato il via libera. Oggi a disposizione ci sono già 19,56 milioni di euro, 9,36 dei quali già finanziati dalla Regione e 10,20 autofinanziati dall’Asl stessa.

«L’investimento che ha approvato la Regione dimostra che questa Asl, seppur limitrofa a due realtà importanti come Padova e Venezia – ha sottolineato Gumirato – con i suoi ospedali e i suoi servizi è un’Azienda che mantiene la sua centralità per un territorio vasto e complesso. In questo modo garantiremo qualità e sicurezza ai nostri cittadini, in un’ottica di integrazione efficiente e rivolta al futuro».

Il direttore ha illustrato ospedale per ospedale le varie tempistiche e priorità. «Le schede ospedaliere prevedono il trasferimento di alcuni reparti – ha spiegato Gumirato. – Il trasferimento di Chirurgia, Ortopedia e Urologia da Dolo a Mirano, la Neurologia e l’Oncologia da Mirano a Dolo e poi la lungodegenza da Noale a Dolo con l’aggiunta di 25 posti letto di riabilitazione e la Dialisi da Noale a Mirano. Ma per procedere a questi trasferimenti dovremmo prima aver attuato il piano degli investimenti triennale ed aver concluso i lavori previsti».

Tutto il piano, che non è vincolato da alcuna alienazione degli immobili da dismettere è incentrato sulla messa in sicurezza antisismica degli ospedali e Dolo, con un monoblocco da sei piani che oggi ospita anche Pronto Soccorso, Ortopedia, Ginecologie Ostetrica è il punto più debole.

«Non voglio che accada quanto successo a Modena nel 2012 – afferma Gumirato – che alla seconda scossa di terremoto dovemmo chiudere tre ospedali su quattro mentre pazienti e feriti furono trasferiti in un ospedale da campo della Protezione Civile».

 

IL PROGETTO PER DOLO

Sicurezza, interventi antisismici anche nel vecchio monoblocco

DOLO – Il Piano triennale prevede investimenti a Dolo per 14,2 milioni di euro con realizzazione di un nuovo mini monoblocco da 2000 metri quadrati collocato nell’area dell’ex Pronto Soccorso.

«Il primo step riguarda, entro il 2015, la messa in sicurezza dell’ospedale ed in particolare del vecchio monoblocco – ha affermato Gumirato. – Nell’ingresso sud verranno create due nuove sale operatorie antisismiche (che si aggiungono alle sei esistenti), collegate da nuovi ascensori di sicurezza a tutti i reparti. Ciò consentirà la continuità assoluta di servizio durante i lavori previsti in tutto il complesso (messa in sicurezza di impianti, scale antincendio e ascensori, che oggi sono in parte promiscui). Quest’anno inizieranno le procedure, e speriamo anche l’avvio dei lavori, del nuovo monoblocco da due piani, un piano da 1000 mq per il nuovo Pronto Soccorso e il secondo piano per la piastra radiologica. Non si stratta di un “prefabbricato” come ha detto qualcuno – ha evidenziato Gumirato – ma di una struttura altamente tecnologica, realizzata con materiali antisismici ma di semplice e veloce realizzazione».

Nel piano di investimenti si prevede la sistemazione dell’ingresso sud del vecchio monoblocco, con la creazione di un punto informativo, di una sala d’attesa e della nuova accettazione del Day Hospital Oncologico. Previsto anche l’ampliamento della sala d’attesa del Centro Unico di Prenotazione. Il Punto Prelievi verrà spostato presso il nuovo Cup, vicino all’ingresso di via Arino, da piazza Mercato.

L.Gia.

 

A MIRANO – Nuova centrale di sterilizzazione e trasferimento della Dialisi

All’ospedale di Mirano verrà trasferita la Dialisi di Noale e verrà realizzata una nuova centrale di sterilizzazione. «Gli investimenti complessivi per l’ospedale di Mirano, che ha comunque un monoblocco a due piani e non a sei come Dolo e di più recente costruzione – ha spiegato Gumirato – ammontano a 8,2 milioni di euro».

Oltre al trasferimento della Dialisi da Noale a Mirano, presso il De Carlo2, e la realizzazione della nuova centrale di sterilizzazione, vicina e collegata al De Carlo 1, verranno spostati vicino al Pronto soccorso la mensa, gli ambulatori dell’ex Mariutto e altri servizi. Verranno liberati gli spazi dell’attuale farmacia poiché tutti i servizi legati al farmaco sono stati esternalizzati mentre verranno effettuate opere di parziale messa in sicurezza antisismica e antincendio, tra cui lo spostamento dell’attuale centro prelievi.

«Confermata nel 2015 la disdetta dei contratti di affitto con il Mariutto – ha sottolineato Gumirato – che ci permetteranno di risparmiare oltre 1,5 milioni di costi per gli affitti. Acquisiremo la parte di Ostetricia di cui l’Asl 13 non è proprietaria e la camera mortuaria verrà trasferita nell’area ospedaliera».

(L.Gia.)

 

A NOALE – Arriva l’area direzionale dell’Asl 13 ma altre strutture verranno vendute

Nell’ospedale di Noale il piano di investimenti triennale prevede lavori per 5,7 milioni di euro. «Innanzitutto entro la fine del 2015, al massimo nei primi mesi del 2016 – ha spiegato il direttore generale dell’Asl 13 – l’obiettivo primario è il completamento del quarto piano del monoblocco, sul quale andremo a intervenire anche al terzo piano secondo tre fasi programmate». Con l’abbandono degli edifici del “Mariutto” a Mirano gli uffici amministrativi e l’area direzionale dell’intera Asl 13 verranno trasferiti nel monoblocco di Noale.

Analogo destino anche per altri uffici che attualmente sono dislocati in 12 sedi periferiche attorno all’area ospedaliera di Dolo, e troveranno posto sempre a Noale. «Fermo restando che il piano di investimenti dell’Asl 13 non ha tenuto in alcun conto le alienazioni previste – ha sottolineato Gumirato – a Noale le strutture da dismettere sono molte, dall’ex casa di riposo, disponibile già da ora, agli edifici Ferrante e Fassina, di ben sei piani, che andranno venduti».

(L.Gia.)

 

Gumirato, direttore generale dell’Asl 13, illustra tutti gli interventi che interesseranno i tre nosocomi

I maggiori investimenti riguarderanno Dolo (14 milioni), a ruota Mirano (8 milioni) e Noale (6 milioni)

DOLO – Un piano di investimenti triennale pari a 28,12 milioni di euro per la messa in sicurezza e l’ammodernamento degli ospedali di Dolo, Mirano e Noale. A presentarlo ieri è stato Gino Gumirato, direttore generale dell’Asl 13. I maggiori investimenti saranno a Dolo con 14,2 milioni, seguito da Mirano con 8,2 milioni e Noale con 5,7 milioni.

«Si tratta di interventi strutturali e sulle tecnologie di straordinaria rilevanza””, ha spiegato Gumirato, “”in questo momento c’è la disponibilità di 19,56 milioni di euro suddivisi in 9,36 milioni già finanziati dalla Regione e di 10,2 milioni autofinanziati dall’Asl 13 merito degli utili avuti in questi anni. Ulteriori 8,56 milioni dovranno essere finanziati nel biennio 2016-2017».

Partirà subito l’iter per i primi lavori dopo il via libera a dicembre della Commissione regionale per l’investimento in tecnologia ed edilizia (Crite) e della giunta regionale.

A Dolo è prevista la costruzione di un nuovo monoblocco da 2 mila metri quadri su due piani per il nuovo pronto soccorso e la radiologia che aumenteranno del 35 per cento la loro estensione rispetto all’attuale. Inoltre sarà realizzata una struttura antisismica di 400 metri quadri dove saranno ospitate due nuove sale operatorie oltre ad essere previste opere di sicurezza quali scale ed ascensori antincendio e sistemazione impianti.

A Mirano ci sarà la costruzione della nuova centrale di sterilizzazione e la ristrutturazione di un edificio di 3 mila quadri da destinare ad area ambulatoriale e servizi.

A Noale infine si partirà con la ristrutturazione del terzo e quarto piano del monoblocco.

«A Dolo le opere di sicurezza saranno progettare e realizzate entro il 2015», precisa Gumirato, «avvieremo le procedure per il nuovo pronto soccorso e la radiologia con l’obiettivo di firmare il contratto entro fine 2015. A Mirano il nuovo plesso di sterilizzazione è immediatamente praticabile mentre contiamo di iniziare entro il 2015 la ristrutturazione complessa. A Noale i lavori del terzo e quarto piano dovrebbero essere ultimati per l’inizio del 2016».

Completati i lavori, partirà il trasferimento dei reparti: da Dolo a Mirano (chirurgia, ortopedia e urologia), da Mirano a Dolo (neurologia, oncologia, 25 posti letto di riabilitazione intensiva e ci sarà la nuova chirurgia day week surgery), da Noale a Mirano (lungodegenza e dialisi) mentre Noale (sede amministrativa e direzionale).

Il piano prevede altri interventi.

A Dolo il rifacimento dell’ingresso sud del monoblocco con la creazione di un punto informativo, di una sala d’attesa e della nuova accettazione del day hospital oncologico. Verrà ampliata la sala d’attesa del Cup, sarà spostato il punto prelievi e ci sarà la ristrutturazione di un edificio da adibire a poliambulatorio.

Anche a Mirano sono previste opere di messa in sicurezza antisismica e antincendio, oltre allo spostamento del centro prelievi e dell’obitorio.

Giacomo Piran

 

Ecco i dati ufficiali Veritas. Al secondo posto Martellago, poi Scorzè

Bene anche la Riviera del Brenta. Ultima Venezia che però sta migliorando

SPINEA – La zona del Miranese campione di riciclo: nel 2014 tre comuni del comprensorio occupano il podio della classifica di Veritas sulla raccolta differenziata.

La regina è Spinea, che ha fatto registrare il 79,52% di rifiuti e materiali raccolti, smaltiti in maniera separata e poi riciclati. Seguono, nell’ordine, Martellago (79,09%) e Scorzè (78,20%). Tutti e tre i comuni devono il loro ottimo risultato alla recente introduzione della raccolta del secco in cassonetti a calotta, ovvero quelli apribili solo con la chiave personale.

Ma il trend positivo riguarda tutto il territorio dove Veritas gestisce il servizio di raccolta dei rifiuti: la percentuale complessiva è infatti passata dal 58,34% del 2013 al 62,91% del 2014.

Provincia. Giù dal podio si distingue la Riviera del Brenta: Campagna Lupia ha ottenuto lo scorso anno il 77,83% di differenziata ed è il primo dei comuni con sistema di raccolta porta a porta, quindi con pagamento a corrispettivo.

Seguono Campolongo Maggiore (72,65%) e Camponogara (76,12%), anch’essi con sistema porta a porta.

Allargando il raggio d’azione, bene Cavallino-Treporti (68,71%, con porta a porta), poi Cavarzere (68,49%), che opera un sistema misto: porta a porta e cassonetti.

Chioggia registra il 62,29%, sempre con sistema misto, Dolo il 63,92%, Fiesso d’Artico il 69,38%, Fossò il 78,17%.

Il resto della classifica vede Marcon (72,23%), Meolo (77,90%), Mira (59,13%), Mirano (75,42%,), Mogliano (72,61%), Noale (76,90%), Pianiga (76,21%), Quarto d’Altino (72,71%), Salzano (73,29%), San Donà di Piave (77,33%), Santa Maria di Sala (76,10%), Stra (69,93%), Venezia (51,05%). Fanalino di coda è Vigonovo con il 65,34%.

Venezia. Nel Comune di Venezia superata dunque la soglia fatidica del 50%. Pur lontano dai primi, il capoluogo è in sensibile miglioramento, avendo registrato solo un anno prima il 43,17% di differenziata.

In particolare, Venezia, Murano e Burano hanno raggiunto il 25,96% ma sono Pellestrina e Lido (dove da circa un anno sono stati collocati i cassonetti a calotta) a fare registrare la migliore performance, passando dal 28,21% del 2013 al 54,96 dell’anno scorso.

Mestre. Anche Mestre è in crescita (64,20%), trascinata da Mestre-Carpenedo (58,93%, dal 46,22% del 2013), ultima municipalità in ordine di tempo a utilizzare i cassonetti per il secco a calotta. Restano invece stabili, ma comunque su buone percentuali, Chirignago-Zelarino (74,28%), Marghera (66,53%) e Favaro (65,64%).

Filippo De Gaspari

 

Il coordinamento dei cittadini polemico con la commissione regionale

«Un errore sostenere il piano di gestione dell’Asl 13 proposto da Gumirato»

DOLO «Il nostro coordinamento non abbasserà la guardia, forte del sostegno dei cittadini e di molte realtà associative».

Lo sostiene Emilio Zen, portavoce del Coordinamento per la tutela dell’ospedale di Dolo, che interviene dopo che la commissione regionale Sanità ha espresso apprezzamento per l’attuale gestione dell’azienda sanitaria Asl 13 e per i piani di messa a norma e adeguamento strutturale previsti per l’ospedale di Dolo.

La commissione giovedì scorso aveva ascoltato in audizione Gino Gumirato, direttore generale dell’Asl 13.

Il comitato chiede invece la modifica delle schede ospedaliere, la sospensione dell’atto aziendale, che Dolo rimanga ospedale per acuti e che vengano bloccati i trasferimenti di reparti previsti dall’Asl 13.

«Che delusione», scrive Emilio Zen, «anche la Commissione Sanità, che speravamo essere severo e obiettivo organismo di indirizzo e proposta per eque politiche sanitarie, ha espresso parere favorevole sull’atto aziendale della direzione generale dell’Asl 13 che dà concretezza alle schede ospedaliere, e sul progetto che imposta in modo diverso e ridotto la risposta alle urgenze e l’organizzazione complessiva dell’ospedale di Dolo. Il consigliere Pietrangelo Pettenò ha espresso parere critico, il consigliere Bruno Pigozzo ha espresso riserve, ma alla fine il risultato è stato avvilente».

Zen punta il dito sulle differenti decisioni prese in questi mesi dagli organi regionali.

«Giunta e commissione Sanità», prosegue il portavoce del coordinamento, «hanno avvallato ciò che il Consiglio Regionale all’unanimità il 16 dicembre aveva sospeso. Che opinione potranno avere i cittadini di questa politica? Forse lo diranno le urne di maggio».

Emilio Zen traccia poi il futuro dell’ospedale di Dolo.

«Il Pronto soccorso», precisa, «sarà ricompreso in una struttura prefabbricata assieme a Radiologia, Ambulatori e Sala Operatoria, il tutto funzionale alla Chirurgia in “week surgery” funzionante solo in orario giornaliero, dal lunedì al venerdì. I reparti di area chirurgica attualmente collocati nel monoblocco sud saranno trasferiti a Mirano». Viene quindi lanciato un appello ai sindaci della Riviera del Brenta che negli scorsi mesi, attraverso l’approvazione di un ordine del giorno, avevano chiesto la sospensione dell’atto aziendale. «Invitiamo sindaci della Riviera», conclude Emilio Zen, «se preoccupati per il graduale declino del nosocomio dolese, a far sentire la loro voce».

Giacomo Piran

 

DOLO – Il direttore generale dell’Asl 13 ha illustrato i piani in commissione regionale

Chirurgia funzionerà 5 giorni su 7, per il polo di Noale ipotesi di accordo coi privati

SANITÀ – Gumirato: «Investimenti focalizzati su Dolo»

Il direttore generale dell’Asl 13, Gumirato, ha confermato che gli investimenti saranno focalizzati sul nosocomio di Dolo. Dei 28 milioni necessari, tuttavia, solo 9 risultano disponibili.

Pettenò (Fsv): «La Giunta regionale deve rivedere la riorganizzazione»

Per quest’anno non ci saranno cambiamenti sostanziali ai servizi offerti dall’Asl 13, ma intanto inizieranno i primi interventi di ristrutturazione previsti dal programma. Questo in sintesi è quanto emerso dall’audizione del direttore generale dell’Azienda sanitaria, Gino Gumirato, in 5. Commissione.

Gumirato ha confermato il piano degli investimenti che saranno principalmente focalizzati sull’ospedale di Dolo. Dei 28 milioni di euro necessari, tuttavia, solo 9 risultano al momento disponibili. La Chirurgia dolese, dal 2015, dovrebbe passare in regime di funzionalità per 5 giorni su 7 per 24 ore. Quando all’ospedale di Mirano ed alla Cardiochirurgia vi è un impegno da parte del presidente della 5. Commissione Leonardo Padrin di sottoporre all’assessore Coletto l’ipotesi di un Dipartimento interraziendale di cardiochirurgia fra Asl 13 e Asl 12, sul modello di quanto già avviene per Otorinolaringoiatria.

Infine per quanto riguarda l’Ospedale di comunità di Noale, il direttore generale ha ribadito che secondo lui è antieconomico e dovrebbe essere affidato ai privati. Il presidente Padrin si è impegnato di comunicare all’assessore Coletto quanto emerso e le testimonianze degli amministratori locali ma anche dei comitati.

Sull’audizione Francesco Piccolo ha osservato. «Con gli interventi previsti, Dolo nei prossimi tre anni sarà un cantiere aperto e potrà recuperare quella rilevanza sia sul piano dei servizi che della qualità che negli ultimi tempi sembra fortemente compromessa. Vi sono i margini perché possano essere rivisti i piani aziendali per Chirurgia».

Bruno Pigozzo ha aggiunto: «Il presupposto principale è che non si arrivi alla specializzazione degli ospedali di Dolo e Mirano mentre ritengo sia preferibile il modello integrato che dal punto di vista economico e dei servizi, come avvenuto sinora, è più adeguato alle esigenze della popolazione. Serve anche ad un cospicuo investimento di risorse economiche».

Pietrangelo Pettenò di F.S.V: «L’audizione non ha aiutato a far luce sul futuro dell’Azienda, l’unica cosa certa è la trasformazione della Chirurgia di Dolo in ’week-surgery’ e l’allocazione dei 40 posti letto dell’ospedale di comunità di Noale in una struttura privata. Rimango convinto che la Giunta regionale debba rivedere la riorganizzazione dell’Asl 13, con il mantenimento dei posti letto dell’ospedale di comunità di Noale e della chirurgia a Dolo, come deciso all’unanimità dal Consiglio regionale del 16 dicembre scorso».

 

Sanità

DOLO – Apprezzamento per la gestione dell’Asl 13 e per i progetti previsti per l’ospedale di Dolo. A dirlo è una nota della quinta commissione regionale Sanità che ieri pomeriggio ha incontrato Gino Gumirato, direttore generale dell’Asl 13.

L’organo consiliare, presieduto da Leonardo Padrin, ha inoltre valutato positivamente le esperienze d’integrazione già in essere, come Cardiochirurgia e Orl, auspicandone l’estensione mentre in merito ai 40 posti di ospedale di comunità previsti a Noale «invita il direttore generale a fare un approfondimento sull’effettiva convenienza della loro ubicazione in sede pubblica o in struttura accreditata».

Riserve sono state espresse da Bruno Pigozzo (Pd): «Ho ricordato le due mozioni approvate dal consiglio regionale sull’atto aziendale dell’Asl 13 e sulla collocazione dei 40 posti di ospedale di comunità in struttura pubblica. Tenendo conto che le risorse disponibili per gli interventi strutturali sono nove milioni sui 28 totali e che andranno prioritariamente a Dolo, ciò significa che per tutto il 2015 non sarà effettuato alcun spostamento di reparti. La chirurgia di Dolo rimarrà così com’è e sarà avviato il dipartimento di Cardiochirurgia. Su questi punti la giunta regionale dovrà emanare direttive coerenti con l’indirizzo dato dal consiglio».

Critico Pietrangelo Pettenò (Federazione della Sinistra). «L’audizione non ha aiutato a far luce sul futuro dell’Asl 13. L’unica cosa certa è la trasformazione della chirurgia di Dolo in week-surgery, e che i 40 posti letto dell’ospedale di comunità di Noale finiranno in una struttura privata. Rimango della convinzione che la giunta regionale debba rivedere la riorganizzazione dell’Asl 13».

Giacomo Piran

 

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