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Gazzettino – Asl 13, la direzione va a Noale

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SANITÀ – Sarà realizzato un prefabbricato che fungerà da pronto soccorso

Il direttore Gumirato ha definito le linee guida. Grandi lavori a Dolo

Definite le strategie della sanità nel territorio dell’Asl 13. Lunedì il direttore generale dell’Asl 13, Gino Gumirato, ha concordato con i direttori di dipartimento e lo staff dirigenziale il programma per il 2015. La riunione era stata convocata nella mattinata di giovedì 8 gennaio, quindi prima dell’incontro avvenuto nel pomeriggio alla Quinta commissione del Consiglio regionale con il presidente della Conferenza dei sindaci Silvano Checchin. Segno evidente che il direttore generale, una volta incamerata l’approvazione dell’Atto aziendale, aveva deciso di dare corso a quelle che erano già state definite come linee guida, senza preoccuparsi dell’esito dell’audizione pomeridiana.

La riunione di lunedì si è tenuta a Noale perché da quest’anno la sede amministrativa e legale dell’Azienda sarà trasferita, e questo per risparmiare sul costo degli affitti attualmente pagati all’Istituto Mariutto di Mirano. A Noale sarà trasferita la direzione sanitaria, ma anche quella generale e sociale dell’azienda. Per quanto riguarda gli interventi che saranno messi in cantiere nei prossimi mesi, i principali riguardano l’ospedale di Dolo dove inizieranno i lavori per la costruzione del prefabbricato che fungerà da pronto soccorso, piastra operatoria e piastra radiologica. Viene confermato, quindi, quanto già previsto nell’atto aziendale. Saranno, inoltre, eseguiti interventi di miglioria e di adeguamento al primo “monoblocco”, quello costruito negli anni ’60-70. Saranno costruite delle scale di emergenza che attualmente non esistono, verranno installati degli ascensori antisismici e sarà modificato l’ingresso del monoblocco.

A Mirano è previsto l’intervento di adeguamento delle sale di sterilizzazione e agli ambulatori di “day surgery”, la ristrutturazione dell’ex Medicina per trasformazione in attività ambulatoriali e l’acquisizione del reparto di Ginecologia dall’istituto Mariutto. Per quanto riguarda il reparto di Cardiochirurgia di Mirano che tanto discutere ha fatto negli ultimi tempi, nulla cambierà nel corso del corrente anno, e probabilmente su tale decisione influisce anche il fattore elezioni regionali. Tuttavia, considerato che Mestre non ha disponibilità nella propria sede di sopportare anche il flusso di pazienti di Mirano, in alcune occasioni, durante l’anno, il primario di Mestre si trasferirà a Mirano per eseguire gli interventi di cardiochirurgia. Un programma che nei prossimi giorni sarà presentato pubblicamente dallo stesso direttore generale.

Lino Perini

 

Il direttore sanitario dà le dimissioni al suo posto Livio Dalla Barba

DOLO – (l.per.) Il direttore sanitario dell’Asl 13 Alessandro Fabbri, per ragioni strettamente personali, ha rassegnato le dimissioni dal suo incarico. La richiesta è stat aformalizzata già il 27 novembre scorso. 64 anni, direttore sanitario dal 1° settembre 2011, era subentrato a Filippo Accietto che era andato in pensione. Fabbri è originario di Verona e si è laureato in Medicina a Padova, specializzandosi in cardiochirurgia, settore di cui è stato primario. Vanta anche una specifica esperienza come direttore sanitario presso l’ospedale “La Roseraie” di Parigi.

Fabbri è stato sostituito temporaneamente nelle funzioni dal dirigente medico ospedaliero Livio Dalla Barba. Il direttore generale dell’Asl 13 Gino Gumirato, infatti, per garantire la continuità amministrativa, in particolare per la definizione e gestione del budget 2015, ha delegato Dalla Barba ad espletare le funzioni di direttore sanitario. La direzione dell’Asl ha ringraziato Fabbri per il lavoro svolto con dedizione e professionalità.

 

Nuova Venezia – Asl 13, oggi Gumirato ascoltato in Regione

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Sanità

DOLO – Il direttore generale dell’Asl 13, Gino Gumirato oggi pomeriggio sarà ascoltato in audizione dai membri della quinta commissione regionale Sanità. La decisione di sentire Gumirato era stata presa dalla Commissione Regionale dopo l’incontro avuto l’8 gennaio con Silvano Checchin, sindaco di Spinea e presidente della conferenza dei sindaci dell’Asl 13.

Al centro della discussione ci sarà l’attuazione delle schede ospedaliere e l’atto aziendale dell’Asl 13, predisposto dalla direzione generale e approvato dalla Giunta Regionale a fine anno.

La commissione vuole approfondire la questione visto che il Consiglio Regionale a metà dicembre aveva approvato all’unanimità due mozioni che chiedono di rivedere la riorganizzazione in atto.

All’incontro non parteciperanno i rappresentanti del Coordinamento per la Salvaguardia dell’ospedale di Dolo che però hanno ottenuto dal presidente Leo Padrin di presentare un “dossier” che sarà inserito nelle cartelline dei consiglieri regionali.

Il Coordinamento chiede che Dolo rimanga ospedale per acuti e che vengano bloccati i trasferimenti di reparti previsti dall’Asl.

Nel frattempo ieri pomeriggio una nota della direzione generale dell’Asl 13 ha annunciato le dimissioni del direttore sanitario Alessandro Fabbri e la nomina temporanea al suo posto del dirigente medico ospedaliero Livio Dalla Barba. «Il direttore generale Gumirato per garantire la continuità amministrativa, tra cui la definizione e gestione del budget 2015, ha delegato Dalla Barba ad espletare temporaneamente le funzioni di direttore sanitario». Livio Dalla Barba, 56 anni, vicentino, ha preso servizio nell’Asl 13 come dirigente medico ospedaliero dal primo settembre.

(g.pir.)

 

A Noale delusione per i ritardi senza fine di un’opera considerata essenziale

Fondi e progetto ci sono ma le cause con le società incaricate bloccano tutto

NOALE – Il ritardo di costruzione del sottopasso di via Ongari a Noale dipende da un contenzioso tra la Regione e le società che hanno progettato il Sistema ferroviario metropolitano regionale (Sfmr). Questo si sono sentiti dire il sindaco Patrizia Andreotti e il suo assessore all’Urbanistica Alessandra Dini nell’incontro avuto con i dirigenti del settore Infrastrutture di Palazzo Balbi.

Dunque i tempi di costruzione restano incerti, perché se è vero che i soldi, provenienti dallo Stato non dalla Regione, ci sono e il disegno definitivo è pronto, manca però l’ultimo passaggio per arrivare a quello esecutivo. E perché ci sia ci deve trovare un nuovo studio di progettazione. Per questo bisognerà aspettare, quanto non si sa.

Questo significa che sull’area della ex fornace di via Ongari, le strutture direzionali e commerciali dovrebbero aprire nella seconda parte di quest’anno ma senza sottopasso, da costruire in un secondo momento. Sottopasso che non nascerà dove c’è il passaggio a livello di via Ongari perché il sedime è troppo stretto ma sarà spostato di qualche metro più a est.

«Per il finanziamento da 6 milioni di euro» spiega Dini «non ci sono problemi ma per pubblicare il bando servirà del tempo. La Regione ha delle cause passate in giudicato dei lodi arbitrali di Net Engineering e Astaldi, le società che hanno progettato la Sfmr: tutti i progetti eseguiti da queste società sono bloccati e non possono essere pubblicati i bandi finché non si pagano le somme dovute. Appena possibile, Palazzo Balbi affiderà il nuovo incarico».

Così a Noale dovranno aspettare un altro po’ per avere un sottopasso, dove l’unico attivo è in via Valsugana. Anche su via Mestrina si dovrà attendere, pure questo da spostare rispetto all’attuale provinciale.

«L’opera in via Ongari» continua Andreotti «è indispensabile, perché a breve l’area della ex fornace subirà delle modifiche viarie. Mi auguro si possa partire a breve con il bando ma al momento non ci hanno dato un tempo definito».

A breve il sindaco tornerà in Regione anche per chiarire altri aspetti della circolazione locale: il by pass di via Mestrina, quello che dovrebbe uscire su via Cornarotta a Salzano, e la pista ciclabile sulla Noalese tra Noale e Briana. «Anche su questi progetti» continua Andreotti «ci aspettiamo di capire i tempi e il punto della situazione».

Alessandro Ragazzo

 

DOLO – I comitati che si occupano dell’Ospedale chiedono un’audizione

Si dichiarano «soddisfatti» per l’esito dell’audizione in V Commissione del presidente della Conferenza dei sindaci Silvano Checchin, «ma il coordinamento dei comitati a favore dell’ospedale di Dolo non si ferma», assicura il responsabile Emilio Zen. Che non vuole abbassare il tiro e annuncia: «Domani partirà una richiesta al presidente della V Commissione Leonardo Padrin per poter essere ascoltati prima che vengano convocati Gumirato e Mantoan, oppure nel corso della loro audizione».

Una prassi non prevista dalla normativa ma che, secondo il coordinamento, «rispecchierebbe la sensibilità e disponibilità manifestata dal presidente Padrin nel voler ascoltare il territorio in un atto di profonda democrazia». Una richiesta che dovrebbe essere accolta immediatamente visto che l’audizione del direttore generale dell’Asl 13 e del segretario regionale della Sanità sarebbe in programma già nel pomeriggio di giovedì.

Ma quali sono le proposte che i coordinatori vogliono illustrare alla V Commissione?

Le spiega Walter Mescalchin: «Le nostre sono proposte a costo zero, che tecnicamente ed economicamente non comportano alcun costo per l’Azienda. È fondamentale che l’ospedale di Dolo abbia la capacità e le potenzialità di rimanere un ospedale di Rete e perché ciò si concretizzi chiediamo che la sede del primariato di Ostetricia e Ginecologia venga mantenuta a Dolo, come previsto dalle schede ospedaliere, in quanto sede del settore materno infantile.

Chiediamo – ha aggiunto Mescalchin – che la Chirurgia di Dolo venga definita Unità operativa complessa (Uoc) e dotata di primariato trasformando il ruolo esistente e vacante di Otorinolaringoiatria, reparto che le schede considerano di livello provinciale.

Infine, – ha concluso Mescalchin – che gli affitti pagati al “Mariutto” di Mirano vengano risparmiati. Pur riconoscendo che l’istituto, come altre Ipab, possa avere problemi economici, riteniamo che questi non possano ricadere sui bilanci dell’Asl 13 e che i 750.000 euro di affitti debbano essere finanziati dalla Regione».

La parola ora passa al Consiglio regionale che dovrà valutare se sospendere l’atto aziendale, primo passo per apportare le modifiche richieste.

 

DOLO – Anche i pensionati Cia a difesa dell’Ospedale

DOLO – Il coordinamento a favore dell’ospedale di Dolo si è ulteriormente ampliato con l’ingresso anche del presidente provinciale dell’associazione nazionale pensionati della Cia, la Confederazione itailana agricoltori. Giuseppe Scaboro ha aderito per sostenere le problematiche, particolarmente sentite, della categoria che rappresenta. La Cia conta circa 14.000 iscritti in provincia di Venezia, suddivisi in 18 sedi zonali con 7 sportelli anziani, ed è la quarta provincia a livello nazionale. Nel Veneto sono oltre 45.000 i pensionati associati all’Anp-Cia.

Una forza non indifferente che chiede servizi adeguati e confacenti alle esigenti di persone di un’età non più giovane e che ritengono di avere necessità non sempre adeguatamente sostenute dalle istituzioni del territorio.

L.Per.

 

A Dolo il Coordimento civico chiede un’audizione alla commissione regionale

«Sospendere subito il piano aziendale proposto dal direttore Gumirato»

DOLO «Domani presenteremo richiesta di audizione alla commissione regionale Sanità per esprimere la nostra visione e il programma sull’ospedale di Dolo e dell’Asl 13».

Emilio Zen e Walter Mescalchin, rappresentanti del Coordinamento per la Salvaguardia dell’ospedale di Dolo, hanno le idee chiare e vogliono continuare l’azione di difesa dei servizi e della strutture del nosocomio dolese. Tutto questo dopo l’incontro tra i rappresentanti della Conferenza dei sindaci dell’Asl 13 e i membri della 5’ commissione regionale Sanità.

«Diamo un giudizio positivo dell’incontro svolto nei giorni scorsi», precisano Zen e Mescalchin, «durante il quale la commissione ha ascoltato le posizioni dei sindaci e ha anticipato di voler chiedere chiarimenti al direttore generale Gino Gumirato e al segretario regionale Domenico Mantoan. Siamo certi che un’attenta analisi e una valutazione approfondita non possa che portare a sospendere l’atto aziendale e il suo progetto attuativo».

L’azione del coordinamento non si ferma. «Per questo vogliamo chiedere di essere ascoltati in commissione», spiegano. «Sappiamo che non sarebbe previsto ma siamo fiduciosi vista la sensibilità mostrata in passato dal presidente Padrin e dai consiglieri regionali. Troviamo giusto che vengano ascoltate le voci del territorio. Speriamo che l’incontro possa svolgersi prima e contemporaneamente a quello con il direttore generale Gumirato».

Il coordinamento per la salvaguardia dell’ospedale di Dolo chiederà alla commissione Sanità tre interventi per l’ospedale di Dolo. «Riteniamo che l’ospedale di Dolo abbia le capacità e le potenzialità per rimanere Ospedale di Rete», sostengono Zen e Mescalchin, «per questo chiediamo che la sede di Primario di Ostetricia e Ginecologia venga mantenuta a Dolo, come previsto dalle schede ospedaliere, in quanto sede del settore Materno Infantile. Chiediamo che la Chirurgia di Dolo venga definita Unità Operativa Complessa e dotata di un Primario trasformando il ruolo esistente e vacante di Otorinolaringoiatria. Infine che gli affitti pagati al Mariutto vengano risparmiati. Perché spendere soldi quando ci sono padiglioni vuoti a Dolo. Le nostre sono proposte tecniche, funzionali ed economicamente inferiori».

Il coordinamento si sta ampliando con l’ingresso di numerose associazioni. «Ultima di queste sono i Pensionati della Cia», comunicano Zen e Mescalchin, «ormai rappresentiamo il tessuto sociale ed economico del territorio e stiamo lavorando a stretto contatto con i sindaci».

Giacomo Piran

 

ASL 13 – Cauto ottimismo dei consiglieri al termine dell’audizione di ieri

La commissione regionale incontrerà Gumirato, possibili modifiche alla riforma

«La partita resta aperta». È questa la sensazione generale al termine dell’audizione in Quinta commissione regionale, che ieri ha ascoltato a lungo il presidente della Conferenza dei sindaci dell’Asl 13 Silvano Checchin e il sindaco di Pianiga Massimo Calzavara.

«C’è la volontà di approfondire la situazione da parte della Commissione – garantisce il consigliere regionale Francesco Piccolo – ed è stato deciso di sentire in tempi brevi il segretario della Sanità Mantoan e il direttore generale dell’Asl Gumirato. Vogliamo parlare dell’applicazione delle schede ospedaliere e in particolare, per l’ospedale di Dolo, del mantenimento del servizio di Chirurgia, indispensabile per la sua massima funzionalità».

I 4 punti toccati duranti l’audizione riguardavano il mantenimento della specializzazione in due poli per gli ospedali di Mirano e Dolo, «un modello – secondo il consigliere regionale Bruno Pigozzo – che si integra perfettamente e risulta funzionale sia in termini di qualità e di erogazione dei servizi sia in termini di sostenibilità economica, visto che l’Asl 13 è quella che riceve il finanziamento più basso e ciò nonostante è riuscita ad avere un risparmio di bilancio».

Il secondo punto affrontato ieri è quello dei finanziamenti per le ristrutturazioni: «Derivano principalmente dai ricavi delle spese correnti, il che rappresenta un’anomalia – sottolinea Pigozzo – Gli ultimi due punti auspicano il mantenimento del reparto di Cardiochirurgia a Mirano, in quanto Mestre non è in grado di soddisfare autonomamente tutte le richieste e dei 40 posti dell’ospedale di comunità di Noale in area pubblica, come previsto dalle schede ospedaliere».

La Commissione preceduta da Lorenzo Padrin si è riservata di verificare le ultime delibere regionali in merito all’Atto aziendale e successivamente di promuovere un incontro chiarificatore con Mantoan e Gumirato. «Sia fatta chiarezza – è l’auspicio di Pietrangelo Pettenò – e si proceda per assicurare servizi efficienti ai cittadini. Valuto positivamente la scelta di convocare con urgenza il direttore generale Gumirato e il segretario regionale alla Sanità Mantoan nonché di acquisire la delibera di fine anno con cui la Giunta regionale ha approvato l’atto aziendale, ancora non pubblicata, ma che sembra contenere modifiche e prescrizioni rispetto a quanto previsto».

Lino Perini

 

DOLO – Silvano Checchin in Quinta commissione. Sul tavolo la mozione approvata dal Consiglio

Oggi la Conferenza dei sindaci spiegherà alla Regione il suo “no” alla riorganizzazione

Oggi in Regione si parla dei problemi dell’Asl 13. La V commissione regionale Sanità incontrerà questo pomeriggio il nuovo presidente della Conferenza dei sindaci dell’Asl 13 Silvano Checchin, primo cittadino di Spinea, e si parlerà del nuovo piano aziendale.

Dopo le polemiche dei giorni scorsi oggi sarà l’occasione per fare chiarezza sulla situazione dell’azienda sanitaria di Dolo e Mirano ma anche, e soprattutto, sul suo futuro, compresa l’applicazione dell’atto aziendale proposto dal direttore generale dell’Asl 13 Gino Gumirato e approvato a fine anno dalla Giunta regionale.

Una scelta, quest’ultima, che ha fatto molto discutere perché un paio di settimane prima, su proposta dei consiglieri regionali della Riviera e del Miranese Bruno Pigozzo, Francesco Piccolo e Pietrangelo Pettenò, il Consiglio regionale all’unanimità aveva approvato una mozione che prevedeva il blocco delle schede ospedaliere che riguardano l’Asl 13 e conseguentemente dell’atto aziendale. Una mozione sollecitata dalla stessa Conferenza dei sindaci e dai comitati che a novembre avevano organizzato una manifestazione a sostegno dell’ospedale di Dolo.

L’atto aziendale in sostanza prevede, in prospettiva, la destinazione dell’ospedale di Dolo a nosocomio prevalentemente di indirizzo medico e per Mirano a indirizzo chirurgico, riorganizzando i vari reparti presenti in entrambi i plessi. Una scelta che, secondo sindaci e comitati, sarebbe destinata a penalizzare entrambi gli ospedali.

«Chiederemo di fare chiarezza – ha annunciato il presidente della Conferenza Checchin – sull’approvazione dell’atto aziendale da parte della giunta regionale che sembra andare in contrasto con le indicazioni del Consiglio regionale. Va soprattutto chiarita l’idea di ospedali in rete e della specializzazione in polo medico per Dolo e chirurgico per Mirano».

(l.gia.)

 

Il comitato “Marcato” promette: «Faremo guerra al progetto»

«Il 2015 sarà l’anno buio e della regressione per l’Asl 13 e in particolare per l’Ospedale di Dolo, una volta ospedale provinciale e punto di riferimento per tutto il territorio oltre che punto d’incontro e di confronto con l’Università di Padova». A dichiararlo è il medico mirese Francesco Sacco, componente del “Comitato Bruno Marcato” e consigliere Pd.

«Con il voto della Giunta regionale, in contrapposizione con le mozioni presentate dai consiglieri e approvate all’unanimità in consiglio regionale, si vuole dare il via all’Atto aziendale bloccato da oltre un anno e portare in questo modo avanti la sperimentazione di un polo medico-geriatrico a Dolo e di un polo medico chirurgico a Mirano, unico esempio nella Regione Veneto – sottolinea Sacco – Tutto ciò esprime la volontà di declassare Dolo ponendo le basi perchè anche Mirano diventi subalterno a Mestre e tutto questo ancora prima delle definizioni delle Asl. L’intero progetto approvato dalla Giunta Regionale sacrifica gli operatori, gli utenti, la classe medica e l’intero territorio».

«Il Comitato Bruno Marcato – conclude il medico di Mira – disapprova tutto ciò. Daremo battaglia per bloccare un progetto che non garantisce la giusta assistenza ai cittadini della Riviera del Brenta. I finanziamenti necessari a questo progetto in parte derivano dal mancato investimento in tecnologie e personale e in parte dall’avanzo di gestione frutto di sacrifici, in un territorio che ha già la più bassa quota capitaria. A farsi carico di tutto ciò si sollecita quindi la Conferenza dei sindaci e gli stessi sindaci che domani (oggi per chi legge, ndr) parteciperanno all’audizione in commissione Sanità».

(l.per.)

 

D’Agostino rilancia: «All’Asl 13 serve un solo grande ospedale»

«Lasciano esterrefatti le dichiarazioni del consigliere regionale Bruno Pigozzo, in merito all’approvazione da parte della Giunta regionale dell’atto aziendale dell’Asl 13».

La presa di posizione arriva dall’ex amministratore dell’ospedale e dell’Ulss dolese Vincenzo D’Agostino: «Pigozzo si lamenta, insieme ad altri portavoce del centrosinistra e dei comitati locali, che la giunta abbia approvato l’atto aziendale della Asl 13 che prevede la specializzazione dei due ospedali in polo chirurgico (Mirano) e poco medico (Dolo). Ma va ricordato che il piano è stato partorito dalla commissione Sanità, di cui fanno parte esponenti di tutte le forze politiche. Dov’erano il consigliere Pigozzo e gli altri esponenti durante le lunghe e travagliate discussioni della programmazione regionale? Hanno accettato senza batter ciglio questa illogica divisione, anche in termini di costi, invece di puntare a un ospedale unico da collocare in una posizione baricentrica tra Dolo e Mirano, sostenuto peraltro dall’allora assessore regionale Sandri e da tutti i direttori dipartimentali dell’Ulss 13».

Per D’Agostino vi è una logica evidente: «Oggi sarebbero più credibili se ci dicessero che questa contestazione mira solo a ottenere l’impossibile, e cioè salvare la cardiochirurgia di Mirano. Ma che altro può fare il Direttore generale, da me più volte criticato, se non attenersi a quanto i politici hanno deciso? I cittadini vogliono servizi, non possono fare affidamento sulle proteste trite e ritrite dei soliti noti. Tanto, è mia opinione, questa specializzazione dei due presidi, illogica e non fattibile sul piano logistico e sanitario, non troverà mai attuazione. Perché non si propone alla Regione di finanziare l’ospedale unico in questa Asl?».

(l.per.)

 

Pressing del Comitato Marcato

DOLO «Sollecitiamo un intervento della Conferenza dei Sindaci e degli stessi sindaci che domani parteciperanno all’audizione in 5’ commissione regionale Sanità». A chiederlo è il comitato “Bruno Marcato” che si oppone all’Atto Aziendale predisposto dalla direzione generale dell’Asl 13 e approvato dalla Giunta Regionale.

Il comitato è parte fondante del Coordinamento per la salvaguardia dell’ospedale di Dolo che in questi anni ha organizzato, tra l’altro, due manifestazioni pubbliche e promosso una petizione popolare che ha raccolto oltre 5000 firme.

«La delibera approvata dalla Giunta Regionale», scrivono i membri del comitato, «è in contrapposizione con le mozioni presentate dai consiglieri ed approvate all’unanimità in consiglio regionale. Col voto della Giunta si vuole dare il via all’Atto Aziendale e portare avanti la sperimentazione di un polo medico-geriatrico a Dolo e di un polo medico-chirurgico a Mirano, unico esempio nel Veneto. L’intero progetto penalizza gli operatori, gli utenti, la classe medica e il territorio. Noi daremo battaglia per bloccare un progetto che non garantisce la giusta assistenza ai cittadini della Riviera del Brenta».

(g.pir.)

 

NUOVA VENEZIA  –     Nuovo appello del sindaco Patrizia Andreotti alla Regione

«Ospedale, difendere i servizi»

NOALE «Assegnare altri 4 milioni di euro per gli ospedali di Dolo e Mirano è una buona notizia. Ma la giunta regionale non ha ancora risposto alle tante sollecitazioni fatte». È il parere del sindaco di Noale Patrizia Andreotti, dopo che a fine dicembre da Palazzo Balbi sono stanziati i fondi per far partire i lavori per aumentare la sicurezza e garantire le opere antisismiche a Dolo e Mirano. Questo consentirebbe di trasferire gli uffici e la direzione a Noale.

Ma è proprio da qui che nascono i timori di Andreotti. «Non è chiaro», spiega, «se i soldi riguardino solo il trasloco dei dipendenti o anche, come chiedo, per rinnovare e consolidare i servizi esistenti. Siamo convinti che l’attuale direzione voglia confermare e rafforzare i servizi del Pier Fortunato Calvi, come la riabilitazione, il day hospital geriatrico? Che ne sarà delle migliaia di cittadini che usufruiscono di tali servizi?».

C’è poi la questione dei 40 posti dell’ospedale di comunità. «Il governo veneto» si chiede Andreotti «rispetterà la recente mozione approvata dal suo Consiglio di inserirli nel vecchio ospedale? Queste domande saranno poste giovedì dall’attuale presidente della conferenza dei sindaci Silvano Checchin alla quinta commissione regionale».

(a.r.)

 

Domani l’audizione in quinta commissione di Silvano Checchin che si farà portavoce del disagio dei Comuni: «Cardiochirurgia di Mirano non si tocca. Chiederò lumi sull’idea di ospedali di rete»

MIRANO – Silvano Checchin in audizione domani in quinta commissione regionale Sanità per chiedere la modifica delle schede di dotazione ospedaliera. Il neopresidente della conferenza dei sindaci dell’Asl 13 anticipa gli argomenti dell’incontro e lancia la sfida: «Rivedere la specializzazione dei presidi di Dolo e Mirano e ottenere i finanziamenti necessari per la messa a norma dei due ospedali».

Il primo cittadino di Spinea, eletto da poco presidente della conferenza dei sindaci di Miranese e Riviera, affronta la dura partita della sanità locale per la prima volta e va dai commissari dopo il nullaosta alla riorganizzazione dell’Asl da parte della giunta regionale.

«Chiederò un approfondimento dell’idea di ospedali in rete e della specializzazione in polo medico per Dolo e chirurgico per Mirano. È un modello che nelle altre Asl venete organizzate in due sedi ospedaliere non viene praticato: perché, quindi, solo nell’Asl 13 dovrebbe funzionare?».

Per Checchin la questione non è solo organizzativa: «Questa Asl è in avanzo e da tempo ha eliminato tutti i doppioni. Siamo di fronte a una situazione già ottimale: si può razionalizzare ulteriormente, per carità, ma il modello di due ospedali specializzati non è la soluzione».

Spinosa, inoltre, la questione di Cardiochirurgia a Mirano: «Tutti d’accordo che debba lavorare in stretto contatto con Mestre, ma integrazione non significa chiusura, come invece si deduce dall’atto aziendale». Anche in questo caso la questione è economica: «Lavorare in sinergia significa creare un polo di eccellenza tra Mestre e Mirano, che in prospettiva deve diventare una risorsa per il territorio, visto che i punti di eccellenza porteranno risorse aggiuntive alle singole Asl».

Centrale, insomma, resta il nodo dei finanziamenti: «La Regione deve mettere a disposizione i fondi: se non arrivano, il ragionamento su come specializzare e mettere in rete gli ospedali diventa inutile. Mi riferisco in particolare ai 20 milioni di euro necessari per mettere a norma e rendere funzionale l’ospedale di Dolo e realizzare il terzo monoblocco a Mirano. Se arrivano i soldi, questa Asl si salva, altrimenti saranno solo problemi e se pensano che il territorio starà a guardare, si sbagliano».

Checchin arriva in Regione forte dell’appoggio dei sindaci, dei residenti (che hanno raccolto firme a favore del mantenimento dello status quo) e dei comitati. Il “Salvioli” in particolare sottolinea la necessità di rivedere, con urgenza, le schede ospedaliere partendo proprio dalla commissione regionale: «Le recenti delibere bipartisan assunte all’unanimità dai consiglieri regionali veneziani impegnano la giunta a sospendere gli atti aziendali sulla Cardiochirurgia miranese», ricorda il coordinatore Aldo Tonolo.

Filippo De Gaspari

 

DOLO – Emilio Zen, portavoce del coordinamento per la salvaguardia dell’ospedale di Dolo, ha inviato una lettera a Silvano Checchin, sindaco di Spinea e da alcune settimane presidente della conferenza dei sindaci dell’Asl 13.

Nel testo si chiede un intervento del neopresidente Checchin a sostegno della posizione del coordinamento che si oppone alle schede ospedaliere e all’atto aziendale approvato pochi giorni fa dalla giunta regionale.

Checchin giovedì sarà in audizione alla quinta commissione regionale Sanità.

«In questi due anni», scrive Zen, «il coordinamento si è impegnato per sensibilizzare sulle questioni socio-sanitarie territoriali mediante incontri, volantini, una petizione che ha raccolto più di 5000 firme consegnate in Regione e due manifestazioni».

Il coordinamento ha ottenuto anche l’appoggio di alcuni consiglieri regionali. «Il consiglio regionale», prosegue Zen, «ha approvato all’unanimità una mozione tesa al congelamento dell’atto aziendale dell’Asl 13 per consentire l’auspicata revisione delle schede ospedaliere. Le schede sono anche contestate dai sindaci di centrosinistra della Riviera».

(g.pir.)

 

Dolo. Michele Bedin (Pd) «Una rete unica con tre ospedali»

DOLO «La delibera, approvata dalla Giunta regionale del Veneto, che ha dato il via libera al piano di riorganizzazione della Asl 13 proposto dalla Direzione Generale, è inopportuna e non risolve le vere esigenze dei cittadini della Riviera del Brenta. I 4 milioni di euro stanziati rispetto ai 20 milioni previsti dalla finanziaria 2010, hanno più il sapore di “una tantum’’ che di finanziamenti strutturati» .

A dirlo è il segretario del Pd della Riviera del Brenta, Michele Bedin: «La delibera approvata dalla giunta regionale è in netta contrapposizione da quanto espresso dal Consiglio che ha votato all’unanimità due mozioni presentate proprio dal Pd in favore di una struttura che preveda la messa in rete degli ospedali di Dolo, Mirano, Noale e non la destrutturazione dei reparti così come invece viene oggi concepita. Trasformare un ospedale come Dolo in “puro’’ polo medico», continua Bedin, «significa ridurne le potenzialità operative. La modestia degli stanziamenti previsti sono l’ulteriore prova che non vi è una vera volontà politica da parte di questo governo regionale di investire sulla sanità pubblica del nostro territorio».

(a.ab.)

 

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