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NOALE – La sindaca Andreotti chiede chiarezza alla Regione sul futuro dell’ospedale: «I servizi vanno rafforzati»

«L’aggiunta di altri 4 milioni di euro ai progetti per gli ospedali di Dolo e Mirano è sicuramente una buona notizia». Il sindaco di Noale Patrizia Andreotti commenta positivamente le scelte che ha fatto la giunta regionale nell’ultima seduta dell’anno ma contemporaneamente si pone molte domande.

«Tuttavia la giunta stessa non ha ancora risposto alle molteplici sollecitazioni poste in questi mesi come ad esempio non è chiaro – si chiede il sindaco Andreotti – se gli stanziamenti previsti riguardino solo il trasferimento degli uffici direzionali a Noale o anche come chiedo il rinnovo ed il consolidamento dei servizi esistenti sul territorio di cui usufruiscono tutto i comuni circostanti».

Il primo cittadino di Noale si dice sicuro che è intenzione dell’attuale direzione dell’Ulss confermare e rafforzare i servizi attualmente presenti nel monoblocco di Noale quali i servizi di riabilitazione, Day Hospital geriatrico, con circa 850 pazienti ed altri servizi altrimenti «che ne sarà delle migliaia di cittadini di tutta la zona che usufruiscono di tali servizi? – si chiede la Andreotti – Bene che i 40 posti dell’ospedale di comunità siano stati assegnati alla Città di Noale ma la giunta regionale rispetterà la recente mozione del consiglio regionale che indica quale naturale collocazione dei posti letto l’ospedale civile? Tra i fondi stanziati c’è anche questa operazione?».

Giovedi prossimo Silvano Checchin presidente della conferenza dei sindaci sarà in audizione presso la commissione regionale che si occupa di sanità per avere risposte e prospettive certe su quanto in previsione per la sanità nel territorio miranese.

(l.bor.)

 

 

Pigozzo (Pd): «Risposta positiva, ma ancora parziale». Finanziate le opere antisismiche a Dolo a Mirano nasce l’unità operativa di Chirurgia vascolare, confermato l’ospedale di comunità a Noale

MIRANO – Arrivano 4 milioni di euro per gli ospedali dell’Asl 13, in particolare per Dolo. Soldi stanziati dalla Regione nei giorni scorsi, che ha dato pure il via libera all’Atto aziendale, ovvero al documento che definisce la riorganizzazione del settore da qui ai prossimi mesi e che interesserà pure Mirano e Noale.

Insomma, tanta carne al fuoco per il 2015, con i poli sanitari che cambieranno volto. Soldi. I 4 milioni serviranno per la messa in sicurezza di Dolo e provengono da un emendamento presentato dal consigliere del Pd Bruno Pigozzo. Questo s’inserisce nel piano degli investimenti presentato dall’Asl 13 e approvato il 18 dicembre, in modo definitivo, dalla Commissione regionale investimenti e tecnologie (Crite).

«È una risposta positiva anche se parziale» riflette Pigozzo «Considerato che qui ci sono i più bassi investimenti pro-capite (1500 euro) del Fondo sanitario del Veneto, si tratta di una risposta positiva ma parziale. Continuerò a insistere perché quest’anno arrivino almeno altri 10 milioni di euro necessari a rendere sicure le strutture ospedaliere, aggiornare gli strumenti dei reparti, attivare i posti letto di strutture territoriali intermedie, limitare le restrizioni che in questi ultimi anni sono state attuate».

I fondi stanziati permetteranno di far iniziare i lavori sulla sicurezza e opere antisismiche degli ospedali di Dolo e Mirano e trasferire, concentrando, gli uffici e la direzione a Noale, per un totale di 28,2 milioni di euro nel prossimo triennio. Dall’Asl 13 fanno sapere che i lavori di messa in sicurezza a Dolo partiranno in tempi rapidi, così come il progetto dei nuovi pronto soccorso, radiologia e blocco operatorio.

Riorganizzazione. Se ne parla da mesi e il dibattito è più che mai aperto. Ci saranno novità per Mirano, Noale e Dolo. A Mirano nascerà l’Unità operativa di chirurgia vascolare al posto di Cardiochirurgia che già da maggio scorso ricade sotto il controllo di Mestre. In base alla convenzione siglata da Asl 12 e 13, le attività a Mestre e a Mirano saranno coordinate dalla Cardiochirurgia dell’Angelo sotto la guida del primario Domenico Mangino ma le attività saranno svolte nelle due sedi fino al definitivo trasferimento in terraferma. Entro un anno, il servizio di Chirurgia di Dolo cambierà da Unità Operativa Complessa a Unità Semplice Dipartimentale di Chirurgia day (senza ricovero) e week surgery (in ospedale per un massimo di cinque giorni). Per Noale, nulla muta rispetto alla proposta di realizzare l’ospedale di comunità nella casa di riposo.

«La giunta veneta» spiega il direttore generale dell’Asl 13 Gino Gumirato «ci mette nelle condizioni formali di organizzare il più importante intervento strutturale sulla sicurezza, sull’antisismica e sulle tecnologie degli ultimi 20 anni. Non solo, perché ci consente di iniziare il percorso di evoluzione dell’azienda e dei reparti».

Alessandro Ragazzo

 

CHIESTO UN INCONTRO CON CHECCHIN

DOLO – Emilio Zen in qualità di coordinatore del comitato Pro-ospedale ha inviato una richiesta d’incontro al sindaco Silvano Checchin di Spinea quale presidente della Conferenza dei Sindaci dell’Asl 13.

Zen scrive: «Sono il referente del Coordinamento iniziative a tutela dell’Ospedale di Dolo che da più di due anni si impegna per sensibilizzare i cittadini sulle questioni socio-sanitarie territoriali. Obiettivo fondamentale raggiunto: la condivisione e il sostegno da parte della sfera istituzionale, per certi aspetti già nei fatti, e su tale livello i problemi sono ora affrontati».

Zen aggiunge. «Il Consiglio Regionale ha approvato all’unanimità una mozione (a firma di Pigozzo, Tiozzo, Pettenò, Piccolo) tesa al congelamento dell’atto aziendale Asl 13 per consentire l’auspicata revisione delle schede ospedaliere. Le stesse sono contestate dai sindaci di centrosinistra della Riviera del Brenta, ritenendo inaccettabile una nuova classificazione degli ospedali di Dolo e Mirano non in sintonia con quanto indicato in precedenza dalla Conferenza dei Sindaci e in assenza di schede territoriali, documento che dovrebbe stare a monte di ogni sistema organizzativo socio-sanitario. Per contro, la Direzione Generale dell’Asl 13, a dispetto del parere dei sindaci e della volontà espressa del Consiglio Regionale, sta dando seguito all’atto aziendale, è già passato al vaglio della Crite un progetto conseguente che prevede, tra le altre cose, strutture funzionali ad interventi in regime di «day surgery» nell’ospedale di Dolo, prospettive diametralmente opposte alla volontà della gente, delle forze politiche e delle amministrazioni progressiste».

Il coordinatore conclude: «L’8 gennaio, la 5^ Commissione regionale è chiamata all’approvazione di detto progetto. Per i motivi esposti, ogni decisione in merito dovrebbe essere sospesa, rinviata! Le chiedo, pertanto, un Suo autorevole intervento in tal senso ed un incontro prima dell’8 gennaio».

(l.per.)

 

Gazzettino – Treni in vacanza? Arrivano i bus

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

24

dic

2014

RISPOSTA AI PENDOLARI – La promessa: «A Pasqua i problemi saranno risolti»

L’assessore regionale Donazzan: «Subito le corse sostitutive su strada»

SALZANO – Bus sostitutivi per i prossimi giorni, treni aggiuntivi per le future festività. La Regione tende la mano ai pendolari del Miranese, che nei giorni scorsi avevano alzato la voce per protestare contro la carenza di treni tra il 24 dicembre e il 6 gennaio. «In questi giorni non circolerà nessuna delle 12 corse Mestre-Noale e Noale-Mestre previste, è una cosa vergognosa – così si sono sfogati molti lavoratori di Salzano e Spinea -. Avremo solamente un treno all’ora, ma a prendere questi mezzi non sono solo gli studenti».

Il problema è ormai di vecchia data: sindaci e comitati locali hanno più volte sottolineato alle Ferrovie che nel Miranese ci sono moltissimi lavoratori che si dirigono a Venezia anche nei periodi festivi. Gente che lavora nei bar e nei negozi, ovviamente sempre aperti. «L’orario ferroviario riduce drasticamente le corse quando gli studenti sono a casa, e noi lavoratori siamo costretti a muovere la macchina», hanno spiegato molti pendolari. La linea in questione è la cosiddetta “navetta” Noale-Mestre e Mestre-Noale, quella utilizzata dai pendolari di Salzano e Spinea (le due stazioni dove non fermano i treni regionali veloci) per poter prendere le coincidenze dirette a Venezia e Bassano.

La questione è arrivata sul tavolo dell’assessore regionale Elena Donazzan, a cui il governatore Luca Zaia ha conferito la delega ai Trasporti per sostituire l’ex assessore Renato Chisso. La risposta della Donazzan è arrivata lunedì: «Le esigenze tecnico-operative non hanno consentito di attivare i 12 treni richiesti nel periodo di queste festività natalizie, ma a Trenitalia è stato chiesto di attivare con urgenza un servizio di bus sostitutivi». Il servizio sarà attivo nei giorni 24, 29, 30 e 31 dicembre, 2 e 5 gennaio. Da Venezia a Noale i bus partiranno alle ore 6.10, 8.10, 14.10, 16.10, 18.10 e 20.10; da Noale verso Venezia partiranno alle 7.04, 9.04, 15.04, 17.04, 19.04 e 21.04. Ci impiegheranno 55 minuti e fermeranno alle stazioni di Mestre, Spinea, Maerne e Salzano. La Donazzan ha già garantito di aver dato disposizioni a Trenitalia per garantire treni regolari durante le prossime festività pasquali.

 

PENDOLARI / 2

Incontro con il sottosegretario per chiedere il raddoppio della linea

SPINEA – «Siamo l’anello debole del trasporto ferroviario veneto». Lo scrive il comitato Pendolari di Spinea in un documento presentato sabato a Mestre al sottosegretario all’Economia Enrico Zanetti, veneziano, proprio per evidenziare tutti i disservizi della linea Bassano-Venezia. Il comitato chiede a gran voce il raddoppio del binario nella tratta Maerne-Castelfranco, in modo da rendere più fluida la circolazione dei treni.

«Una Regione caratterizzata nel resto del territorio da un sistema ferroviario efficiente con tratte ad alta velocità – scrive il referente del comitato Nicola Barbiero, già candidato sindaco a Spinea con una lista civica – non può tollerare ancora la presenza di collegamenti a unico binario. In questo modo viene creata una grande contraddizione con la presenza simultanea di tratte caratterizzate da collegamenti molto rapidi e altre tratte con evidenti difficoltà. Gli utenti sono continuamente gravati da pesanti disagi come i continui ritardi e le continue soppressioni. Il progetto per il raddoppio del binario è già stato predisposto». L’intervento costerebbe oltre 140 milioni, i pendolari chiedono come priorità almeno il doppio binario tra Maerne e Noale.

(g.pip.)

 

La sbarra di Salzano ha un problema elettrico e si deve rallentare il traffico

Passaggio a livello rotto

Treni, camion e auto in tilt

SALZANO – L’ora di punta era terminata da poco ma i disagi si sono visti e sentiti eccome sulla Venezia-Bassano. Complice un guasto all’altezza del passaggio a livello di via Borgo Valentini a Salzano, che ha mandato in tilt il traffico ferroviario per mezza mattina. Le Ferrovie parlano di 16 treni coinvolti, di cui due cancellati totali, quattro parziali e 10 regionali che hanno accumulato ritardi fino a 50 minuti.

E il 2014 si è chiuso con un altro problema lungo la linea, dopo un anno vissuto tra incidenti, personale ammalato e intoppi che hanno fatto arrabbiare i pendolari.

Pendolari che da domani e per tutto il periodo natalizio perderanno le navette da Mestre a Noale e viceversa.

Guasto. Poco dopo le 9, si è verificato un inconveniente elettrico, che ha fatto saltare il controllo al sistema di sicurezza. In parole povere, non arrivava in segnale di apertura e chiusura delle sbarre. A quel punto, sul posto si sono diretti i tecnici di Rfi ma la circolazione su rotaia ha subito dei rallentamenti pesanti, tornando alla normalità solo dopo mezzogiorno. Sono state tolte delle navette, dei regionali si sono fermati e ripartiti da Mestre anziché farlo da Venezia, altri sono stati stoppati a Castelfranco invece di proseguire per Bassano. I regionali 5715 e 5716, da Castelfranco a Santa Lucia e viceversa, hanno viaggiato con 48 minuti di ritardo.

Disagi. Essendoci il binario unico da Maerne a Bassano, le difficoltà si sono intensificate, perché i treni dovevano “aspettare” dentro alla stazione per poi riprendere il tragitto quando le rotaie si sarebbero liberate. Con l’orario cadenzato, i regionali che arrivavano in ritardo a destinazione, altrettanto facevano lo erano quando ripartivano, provocando un’inevitabile catena di problemi.

Passeggeri. L’ora di punta era finita da poco meno di un’ora ma chi doveva muoversi per lavoro ha dovuto pazientare o trovare delle alternative per raggiungere la destinazione. Anno 2014. Ci sono state sbarre divelte da automobilisti, soprattutto a Noale, ma anche guasti e personale rimasto a casa per malattia, che hanno fatto arrabbiare e storcere il naso agli utenti, che non si trovavano il treno in stazione. C’è chi è arrivato spesso in ritardo al lavoro o in classe e nell’ultimo incontro con le Ferrovie, poco più di un mese fa, hanno chiesto di migliorare il servizio con il 2015.

Alessandro Ragazzo

 

Il problema

Da domani fino all’Epifania tolte 12 navette

SALZANO – Da domani al 6 gennaio compresi e per il prossimo periodo di pasquale, non ci saranno le 12 navette dei treni che collegano Noale a Mestre. Uno stop inserito nel nuovo orario delle Ferrovie partito dieci giorni fa, e che coincide con la chiusura delle scuole, che ha provocato la delusione dei passeggeri che in questi giorni si recheranno al lavoro come sempre. Le navette fermano anche a Spinea, Maerne e Salzano e hanno cadenza bioraria: da Mestre partono sempre ai minuti 22 di ogni ora dalle 6.22 alle 20.22, da Noale ai minuti 9 dalle 7.09 alle 21.09. I comitati di Salzano e Spinea si dicono delusi perché gli accordi presi in passato prevedevano che il servizio rimanesse anche in questi due periodi.

(a.rag.)

 

Gazzettino – Guasto a Salzano, saltano sei treni

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23

dic

2014

SALZANO – Saltano 6 treni. Monta la rabbia dei pendolari

Un guasto elettrico al passaggio a livello di Salzano manda in tilt il traffico ferroviario: è successo ieri mattina. Sei le corse soppresse, pendolari infuriati.

MIRANESE Circolazione nel caos per due ore. Nuovo appello a raddoppiare i binari tra Maerne e Noale

In tilt un passaggio a livello, mattinata di passione per i pendolari della linea Bassano-Venezia

Prima una lunga serie di incidenti, poi la doppia malattia di capo-treno e macchinista, ora ci mancava solo il guasto elettrico. Non c’è pace per i pendolari del Miranese, con l’ennesima mattinata da incubo per studenti e lavoratori che si spostano in treno sulla linea Bassano-Venezia.

Anche se in questi ultimi mesi chi utilizza le stazioni di Noale, Salzano, Maerne e Spinea ci ha fatto l’abitudine, ancora una volta si alzano forti malumori di fronte ai tabelloni che riportano ritardi e soppressioni. E curiosamente ancora una volta capita di lunedì, il giorno più tartassato. Ieri mattina la circolazione dei treni è piombata nel caos pochi minuti dopo le 9.30, e il servizio è tornato regolare solamente attorno alle 11.40. Il problema? Un guasto elettrico al passaggio a livello di via Borgo Valentini a Salzano, un problema tecnico che ha mandato in tilt il sistema di sicurezza che governa sbarre e segnali.

Per evitare conseguenze pericolose Rfi ha dovuto far procedere molti treni a velocità ridotta e annullare altre corse. Il computo totale parla di dieci treni regionali con ritardi fino a 50 minuti in entrambe le direzioni, quattro parzialmente soppressi e due cancellati totalmente.

Un normale guasto che può capitare, dunque, ma a mandare i pendolari su tutte le furie è la ripetizione di queste mattinate di passione. Settembre e ottobre erano stati i mesi delle sbarre danneggiate da auto e camion: sei episodi, sempre a Noale, con i vertici delle Ferrovie che invocarono una maggior attenzione da parte di automobilisti e camionisti: «Passate solamente quando le sbarre sono alzate del tutto», era la raccomandazione. Ma nelle settimane successive si aggiunsero alcuni guasti tecnici e poi, soprattutto, due casi ravvicinati di malattie del personale: a fine ottobre infatti si ammalò il macchinista e cinque giorni dopo il capo-treno, la comunicazione venne data all’ultimo e così Rfi non fece in tempo a organizzare le sostituzioni.

A rimetterci sono sempre i pendolari, mentre i comitati locali chiedono da tempo il raddoppio del binario almeno tra Maerne e Noale, per poter rendere più fluida la circolazione anche e soprattutto in questi momenti di “ordinaria follia”.

 

TRENI / 2

Pessima statistica: da gennaio a ottobre accumulati ritardi pari a 11 giorni

SALZANO – Cinquanta treni cancellati nel mese di ottobre, 468 convogli soppressi nei primi dieci mesi dell’anno. Lo studio era stato diffuso a novembre dai comitati dei pendolari del Miranese, e i numeri parlano chiaro: in questa fascia temporale la media è stata di un treno e mezzo cancellato ogni giorno, a leggere le statistiche prese dal sito www.viaggiatreno.it, che riguardano le linee Castelfranco-Venezia e Noale-Mestre. Sempre a fine ottobre il comitato di Salzano calcolò inoltre 16.663 minuti complessivi di ritardo, pari ad oltre undici giorni.

Un’altra analisi era stata fatta ai primi di ottobre basandosi sui dati del sito www.trenitardo.org, che permette di calcolare la presenza di ogni corsa. I pendolari di Salzano hanno preso in considerazione il periodo che va dal 15 dicembre 2013 (giorno di entrata in vigore del nuovo orario cadenzato) alla fine di settembre 2014. Dalle statistiche emerse che il treno 5773 (Noale-Mestre delle 8.09) nel 17% dei casi non è arrivato in orario, e in questo 17% va considerato un 11.4% di casi in cui il treno è stato cancellato. Numeri simili anche per il 5770 (Mestre-Noale delle 7.22): non è arrivato in orario nel 26% dei casi e nel 10.4% di questi casi è stato cancellato.

(g.pip.)

 

QUARTO – Da domani addio alle corse mattutine. I comitati: «Siamo lavoratori, mica studenti»

Anche i treni in vacanza. La rabbia dei pendolari

«Non possiamo continuare a ripeterlo: siamo lavoratori e non studenti. E ospedali e aziende non si fermano per le feste natalizie». Passano gli anni e la battaglia che vede pendolari da una parte e Regione e Trenitalia dall’altra, prosegue fitta sempre sugli stessi temi. La denuncia di questi giorni, di cui si fa portavoce il Comitato pendolari di Quarto, è per la cancellazione di alcune corse durante le festività natalizie: «Dal 24 dicembre non avremo più treni al mattino per andare al lavoro, perché fino al 6 gennaio saremo considerati studenti. Saranno cancellati i treni per Mestre che passano da Quarto alle 4.52, alle 5.45 e alle 6.45 – denuncia Luciano Ferro, portavoce del comitato – Quindi per noi sarà obbligatorio usare la macchina, soprattutto nei festivi quando il primo treno sarà poco prima delle 7. Lottiamo da 14 anni per avere un servizio decente, invece la situazione continua a peggiorare. Da una parte c’è la Regione che non investe, dall’altra Trenitalia che ci mette del suo con ritardi, soppressioni e disinformazioni. Ogni giorno ne scopriamo una nuova, la situazione è vergognosa. E intanto noi paghiamo: il mio abbonamento, ad esempio, mi costa 49 euro al mese».

Nei giorni scorsi i comitati di Quarto e di Salzano avevano pubblicato sulla pagina Facebook il rapporto di Legambiente sulla spesa delle Regioni per il servizio ferroviario: «La Regione Veneto stanzia solo lo 0,13 per cento del suo bilancio per il trasporto ferroviario – scrivono i comitati – Forse sarà il caso di ricordare qual è stata la politica di questa legislatura regionale nei confronti del trasporto pubblico, quando arriverà il momento di rinnovarla». E la giornata più nera è stata quella del 18 dicembre, quando sono scoppiate numerose polemiche perché, nonostante i ritardi, i treni regionali avrebbero sostato per far passare le Frecce: «Non è ammissibile che, con ritardi anche di 60 minuti, migliaia di pendolari debbano lasciare il passo alle Frecce vuote – conclude Ferro – Perché si pensa solo alle Frecce e non si investe un euro per le migliaia di pendolari che si muovono ogni giorno nel territorio?».

 

Nuova Venezia – Raccolta differenziata. Martellago superstar.

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20

dic

2014

LA CLASSIFICA DEI COMUNI

MARTELLAGO – Martellago superstar nella raccolta differenziata registrata a novembre. In generale, nei primi dieci della classifica Veritas, metà sono del Miranese mentre si registra per la prima volta l’ingresso di Marcon. Prevale di poco chi adotta i cassonetti a calotta. Dunque, il comprensorio continua ad andare bene nel differenziare la spazzatura, con Martellago che nei mesi scorsi è arrivata a quota 80,39% (sistema a calotta). Nel gradino più basso del podio ecco Spinea, assestatasi al 78,36 per cento (calotta). In mezzo c’è Cavallino Treporti (porta a porta), che ha raggiunto 79,79%. Bene anche Scorzè (77,58%), Santa Maria di Sala (77,01%) e Noale (76,16%), tutti con il sistema a calotta. Nel gruppo dei migliori entra anche Marcon (porta a porta), arrivato a toccare la percentuale del 77,84%: il comune a nord di Mestre arriva al quinto posto. Bene anche San Donà (calotta e 77,95% per cento), Fossò (porta a porta e 76,91%) e Campolongo (porta a porta a corrispettivo e 76,14%).

(a.rag.)

 

ASL 13 Il direttore Gumirato: «Giornata importante». Ma Pigozzo è scettico

Il Crite ha approvato gli investimenti per gli ospedali di Dolo, Mirano e Noale

Il 2015 sarà l’anno della svolta per l’Asl 13? Ne è convinta la Commissione regionale per l’investimento in tecnologia ed edilizia che ha dato il via libera a 28 milioni per gli ospedali di Dolo, Mirano e Noale. Dopo anni di incertezze è arrivato finalmente l’ok per l’abbandono definitivo degli affitti del “Mariutto” a Mirano e dei locali amministrativi di Dolo per trasferire l’area direzionale a Noale.

«A gennaio 2015 – spiega il direttore dell’Asl 13 Gino Gumirato – partiranno tutti gli iter e le fasi propedeutiche per dare inizio ai lavori sui tre presidi e dare risposte concrete al territorio. Un importante piano degli investimenti che certifica la volontà regionale di procedere nel percorso delineato con le schede ospedaliere».

Su Dolo in particolare sono previsti 14 milioni e 200mila euro di investimenti per mettere in sicurezza il blocco sud dell’Ospedale e realizzare il nuovo pronto soccorso, la piastra operatoria e radiologica. Previsto anche un nuovo edificio da costruire ex novo, di duemila mq, diviso su due piani e da realizzare di fronte al pronto soccorso.

A Mirano il piano prevede 8 milioni e 200mila per la messa a norma del blocco ospedaliero del De Carlo 1 e la ridefinizione logistica della sterilizzazione, la mensa, il magazzino dei farmaci.

Per Noale poi il progetto di investimenti, che ha ricevuto il via libera del Crite, prevede 5 milioni e 700mila per la messa in sicurezza e la ristrutturazione dei locali che andranno ad ospitare gli uffici direzionali.

«È un giorno importante per l’Asl 13, e in verità per tutti i cittadini che afferiscono ai nostri servizi – ha concluso Gumirato – da domani finalmente si comincia a lavorare per dare risposte concrete».

Non la pensa così però il consigliere regionale Bruno Pigozzo: «Il parere del Crite – tiene – è solo tecnico e per diventare operativo ha bisogno di una delibera di Giunta che lo renda attuativo. Vi sono due elementi di novità che andranno a revisionare il progetto: l’indirizzo dato dal Consiglio con l’approvazione delle due mozioni di martedì e dell’assestamento di bilancio regionale con lo storno dei 50 milioni stanziati per l’ospedale di Padova e che ora saranno ripartiti anche a favore dell’Asl 13»

Luisa Giantin (ha collaborato Lino Perini)

 

Oggi l’analisi in commissione regionale del piano del dg Gumirato

DOLO – Rinviare la discussione sul progetto di sistemazione dell’ospedale di Dolo, proposto dalla direzione generale dell’Asl 13, prevista oggi nella riunione del Commissione regionale per l’investimento in tecnologia ed edilizia (Crite). A chiederlo, dopo l’approvazione all’unanimità in Consiglio regionale della mozione che chiede il blocco dell’atto aziendale previsto per l’Asl 13, è il coordinamento per la difesa dell’ospedale di Dolo.

«Chiediamo al Crite», dice Walter Mescalchin, «di rinviare una decisione su un progetto che non risponde alle funzioni previste dal Piano Sanitario Regionale. Ci opponiamo alla suddivisione tra area medica e chirurgica per Dolo e Mirano proposta dal direttore generale Gino Gumirato».

Sulla questione interviene anche Alessandro Campalto, presidente della Conferenza dei sindaci della Riviera «Un plauso ai consiglieri regionali che all’unanimità hanno colto quello che era emerso nelle scorse settimane dai consigli comunali della Riviera. La direzione dell’Asl 13 può rielaborare un nuovo piano aziendale in grado di liberare le risorse necessarie agli investimenti urgenti su Dolo e Mirano, ma che allo stesso tempo ne salvaguardi l’impostazione di “ospedale di rete”, come previsto dal Piano Regionale».

«Le iniziative sono state condivise tra i colleghi di tutte le forze politiche», dichiarano i consiglieri Tiozzo, Pigozzo, Pettenò, Piccolo, «ritenendola una questione prioritaria che rende giustizia ai cittadini e agli operatori sociosanitari della Riviera e del Miranese. Chiediamo alla giunta regionale e alla direzione dell’Asl 13 di farsi carico di quanto indicato dalle mozioni, a cominciare da quanto si apprestano a decidere nella seduta del Crite, tralasciando quelle opere che non vanno nella direzione indicata dal consiglio regionale all’unanimità».

Giacomo Piran

 

Noale. erano destinati alla casa di riposo

La Regione dice sì ai 40 letti in più nel vecchio ospedale

NOALE – C’è una nuova puntata sulla storia dell’ospedale di comunità di Noale. Stavolta a scriverla è il Consiglio regionale, che chiede alla giunta di palazzo Balbi di intervenire sull’Asl 13 per inserire i 40 posti previsti, non all’interno della casa di riposo di via De Pol inaugurata un anno mezzo fa ma nei vecchi padiglioni dell’ospedale. Di fatto, è stata approvata la mozione presentata ancora in ottobre dal consigliere del Pd Bruno Pigozzo e ora si attendono quali effetti potrà scaturire.

«La struttura di Noale», scriveva l’ex sindaco di Salzano nel documento presentato più di due mesi fa, «risponde perfettamente ai criteri e requisiti indicati nella delibera della giunta regionale, e in quelle successive, per l’allocazione dello stesso ospedale di comunità. Infatti trattasi di un ospedale parzialmente dismesso che ha però mantenuto operativo un centro riabilitativo di area vasta, un reparto di lungodegenza, ambulatori di varie specialità mediche e una consolidata unità territoriale in grado di rispondere perfettamente alle necessità e agli obiettivi di un ospedale di comunità».

Più volte l’azienda sanitaria aveva spiegato come il progetto del trasloco fosse stato deciso nelle schede e fosse stato dato il via libera all’unanimità dalla conferenza dei sindaci; di contro, il Comune di Noale chiedeva che da Venezia cambiassero strategia, tenendosi i 40 posti già assegnati ma che andassero dentro al Pier Fortunato Calvi. E il governo locale presieduto dal sindaco Patrizia Andreotti lo aveva anche messo nero su bianco, approvando un ordine del giorno. Invece dentro alle strutture del vecchio ospedale, dovrebbero trovare posti i dipendenti amministrativi della stessa Asl 13 in una riorganizzazione più ampia.

Alessandro Ragazzo

 

Gazzettino – Dolo “Ospedale, rilancio possibile”

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18

dic

2014

DOLO «Evitare la specializzazione del polo sanitario. Chirurgia per tutte le 24 ore»

L’ottimismo dei consiglieri regionali dopo il “sì” alla mozione in Regione

Un punto a favore dell’ospedale di Dolo. Sono soddisfatti i firmatari delle due mozioni approvate all’unanimità dal consiglio regionale, relative all’organizzazione dei servizi sociosanitari dell’Ulss 13 e al blocco dell’Atto aziendale.

I consiglieri regionali Bruno Pigozzo, Pietrangelo Pettenò, Francesco Piccolo, Lucio Tiozzo chiedono «alla giunta di definire con chiarezza le risorse disponibili e in base a queste, attraverso una revisione della programmazione, evitare la specializzazione dei due ospedali in polo chirurgico (Mirano) e medico (Dolo): un modello che non tiene né dal punto di vista tecnico né da quello funzionale. Va invece perseguito il modello a forte integrazione tra i due poli già avviato in questi anni, che ha prodotto ottimi risultati: servizi di qualità, equilibrio territoriale, pareggio di bilancio. È indispensabile rimodulare le schede ospedaliere e garantire la chirurgia a Dolo 24 ore su 24 e 7 giorni su 7.

«Aspettiamo da anni – ha ricordato Bruno Pigozzo – le risorse per gli investimenti mai arrivati e vogliamo quindi che la Regione li garantisca e in base a questo chiediamo la rimodulazione degli interventi su Dolo, Mirano e Noale». «La riorganizzazione ospedaliera – ha ribadito Pietrangelo Pettenò – viene fatta senza tenere conto delle esigenze del territorio, dimostrando ancora una volta la necessità di dover ragionare per la riorganizzazione socio sanitaria in generale in una logica di aree vaste».

«Ci sono le condizioni – è convinto Francesco Piccolo – per il rilancio sia dal punto di vista socio-sanitario sia dal punto di vista strutturale. A Dolo, in particolare, dovranno partire i lavori per la realizzazione del nuovo pronto soccorso e di una struttura polivalente che permetta l’utilizzo e lo spostamento dei vari reparti in ristrutturazione».

Lino Perini

 

OSPEDALE / 2

Oggi in Regione l’esame del piano contestato

DOLO – Il Crite regionale esaminerà oggi il progetto del direttore generale dell’Asl 13 Gumirato per gli interventi ritenuti prioritari per la messa in sicurezza e a norma delle strutture ospedaliere di Dolo, Mirano e Noale.

Un progetto che non piace ai promotori del coordinamento a difesa dell’ospedale di Dolo, che si augurano la bocciatura del documento di programmazione.

«Non è accettabile sia dal punto di vista tecnico-funzionale che da quello economico – sostengono al coordinamento – È inspiegabile che nell’ospedale di Dolo si vogliano ristrutturare i prefabbricati a suo tempo usati per neurologia e psichiatria e nel contempo vengano dismessi 12 fabbricati, fra cui Villa Massari, ancora in grado di essere utilizzati e si trasferiscano altrove reparti e amministrazione. Sono operazioni poco accorte di risorse pubbliche in rapporto alle esigenze dei servizi».

Aggiungono inoltre, i comitati, che «non si capisce perché si preveda la necessità di svuotare i reparti per i lavori mentre in altre sedi, come Chioggia e Borgo Roma a Verona, si è lavorato con spostamenti dei reparti in altri padiglioni. A Dolo da anni è stato liberato il sesto piano, basterebbe utilizzarlo».

L.Per.

 

Noale, «posti-letto dentro l’Ospedale»

Approvata in Consiglio regionale la mozione di Pigozzo. “Avviso” all’Ulss 13

NOALE – «L’Ulss 13 preveda i 40 posti-letto dell’ospedale di comunità nella struttura pubblica dell’ospedale di Noale, anziché nella casa di riposo Santa Maria dei Battuti». Con una mozione approvata martedì, il consiglio regionale chiede un intervento alla giunta Zaia e lancia un chiaro messaggio al direttore dell’azienda sanitaria, Gino Gumirato.

Le schede ospedaliere emanate dalla Regione lo scorso giugno prevedono che a Noale venga attivato un ospedale di comunità (una struttura intermedia tra il tradizionale ospedale per acuti e la degenza a domicilio), nella mozione presentata dal noalese Bruno Pigozzo si chiede che questi posti siano previsti all’ospedale “Pier Fortunato Calvi” e non nella nuova Rsa di via de Pol. «I posti-letto devono essere attuati in strutture pubbliche e in via prioritaria laddove vi sia una presenza contestuale di una Medicina di Gruppo Integrato, così da poter garantire la copertura assistenziale 24 ore su 24 – si legge nella mozione -. Optare per una struttura privata come la casa di riposo Relaxxi significherebbe non seguire le indicazioni della Regione. L’ospedale di Noale risponde perfettamente ai criteri indicati per ospitare quei posti-letto». Questa posizione era già stata assunta anche dal sindaco di Noale Patrizia Andreotti con un atto di indirizzo firmato dalla sua giunta.

Nel processo di riorganizzazione dell’Ulss 13 il reparto di lungodegenza di Noale dovrebbe trasferirsi all’ospedale di Dolo, liberando proprio a Noale lo spazio per gli uffici direzionali dell’Ulss 13.

(g.pip.)

 

 

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