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Nuova Venezia – Asl 13. Mense ospedaliere, accordo siglato

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19

nov

2014

Dolo. Ridotti i tagli degli orari, soddisfatto il sindacato che congela la protesta

DOLO «Siamo riusciti a raggiungere la stipula di un accordo-ponte che permetterà di ridurre il taglio annunciato da Dusmann, passando da 1.700 a 1.400 ore e non più le 1.300 iniziali. Aspettiamo in ogni caso dall’Asl 13 le risorse aggiuntive necessarie per ridurre i danni ai lavoratori delle mense degli ospedali di Dolo, Mirano e Noale».

A dirlo è Gianfranco Rizzetto, segretario della Filcams Cgil dopo l’incontro di ieri mattina fra le rappresentanze sindacali (Filcams Cgil e Uil Tucs), la direzione territoriale del lavoro rappresentata da Riccardo Germoglio e la direzione della Dusmann di Milano rappresentata da Margherita Ravioli.

La questione è relativa al passaggio di gestione previsto per il primo di dicembre dalla Cir Food alla Dusmann che ha vinto la gara d’appalto per 9 milioni di euro all’Asl 13 per la gestione delle mense fino al dicembre 2017. Si tratta di una vertenza che coinvolge 61 dipendenti e 5 autisti.

«L’azienda nelle scorse settimane», dice Rizzetto, «aveva annunciato che avrebbe tagliato il 40% del monte ore. Una misura che avrebbe colpito soprattutto le donne che già lavorano part–time, portando il loro orario da 23 a 14 ore settimanali. Si è deciso oggi, in accordo con la proprietà e la Dtl, di aumentare il monte ore di 100 rispetto al limite prefissato. L’azienda poi ha detto che non darà alcun subappalto. Se lo avesse fatto, i posti a rischio sarebbero potuti diventare ben 43».

Si tratta però di un primo passo, di un accordo-ponte che permette in ogni caso al sindacato di congelare agitazioni o l’indizione di scioperi.

«È un accordo-ponte», chiarisce Rizzetto, «per il semplice fatto che come sindacati lo consideriamo un primo passo verso una ulteriore riduzione del taglio che sarà possibile solo grazie all’apporto di risorse aggiuntive da parte dell’Asl 13». Soddisfazione per il risultato raggiunto anche da parte dell’assessore provinciale al Lavoro provinciale Paolino D’Anna: «È un primo accordo che si muove nella giusta direzione».

Alessandro Abbadir

 

DOLO – La denuncia di Cgil e Uil contro il nuovo appalto

DOLO – Sessantasei dipendenti, fra cui 5 autisti, a rischio di vedere pesantemente decurtato il loro già magro stipendio. È quanto rischia di accadere per i lavoratori del servizio ristorazione dell’Asl 13 dopo che la gara d’appalto è stata aggiudicata alla Dussmann Service di Milano che subentra alla Cir Food Sodexo.

Il nuovo appalto scatterà dal 1° dicembre ed avrà durata triennale per un valore complessivo di 9 milioni di euro ed ha indotto la nuova ditta a ridurre in media di quasi il 40% il lavoro settimanale dei dipendenti, con punte che sfiorano il 50%.

La cucina si trova a Dolo e produce pasti sia per i pazienti ed i dipendenti dei tre ospedali di Dolo, Mirano e Noale, ma anche per servizi esterni come quello del Ceod.

Lunedì si è svolta un’assemblea dei lavorati nella sede della Cgil di Dolo presenti Gianfranco Rizzetto, segretario provinciale della Filcams Cgil e Luigino Boscaro, segretario provinciale Uil Tucs. Rizzetto ha osservato: «Indubbiamente c’è stata una riduzione dei pasti per il minor numero di pazienti ed eravamo preparati ad una diminuzione delle ore, magari anche del 10%, così drastica non ce l’aspettavamo».

La maggior parte dei lavoratori è costituita da donne, alcune hanno fatto presente situazioni familiari disagevoli con marito disoccupato, quindi monoreddito, figli da mantenere e mutuo da pagare.

«Si tenga presente – ha aggiunto Rizzetto – che sono già tutte assunte con contratti part-time il che significa che ricevono stipendi medi fra le 600 e le 800 euro al mese».

I sindacalisti contano sul fatto che l’art. 14 del contratto obbliga, in caso di cambio di gestione, l’assunzione dei lavoratori e l’inquadramento nello stesso livello, ma la Dussmann ha replicato che ciò può avvenire solo se in cambio vengono licenziate 10 persone. I rappresentanti sindacali avranno un incontro alla Camera del Lavoro con i dirigenti generali per trovare una soluzione, altrimenti inizierà la mobilitazione.

Lino Perini

 

L’INTERVENTO

In relazione all’articolo pubblicato il 22 ottobre scorso sulla “Nuova Venezia” dal titolo “Infarto? Evitate Mirano. È l’ospedale peggiore”, a firma di Filippo De Gaspari, noi primari degli ospedali di Dolo, Mirano e Noale dell’Ulss 13 esprimiamo con forza la nostra completa stima e fiducia nell’operato dei colleghi e di tutto il personale sanitario della Cardiologia e della Cardiochirurgia che ogni giorno svolge la propria attività con professionalità, passione e dedizione. Solidarietà peraltro già espressa anche da associazioni scientifiche come l’Anmco (Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri) e di categoria come l’Anpo regionale (Associazione nazionale primari ospedalieri).

È noto a tutti come la cardiologia interventistica e la cardiochirurgia Miranesi abbiano e continuino ad avere un ruolo chiave per la nostra sanità locale e provinciale e quali siano stati gli sforzi per realizzare “un efficiente polo del cuore del Veneziano del quale Mirano fa parte a pieno titolo in sinergia con l’ospedale di Mestre, con le sue professionalità e con le sue strutture”, come affermato anche dall’assessore regionale alla Sanità Luca Coletto nell’articolo pubblicato sulla “Nuova Venezia” del 25 ottobre. Sostenere che oggi a Mirano si erogano le peggiori cure è ingiusto e non veritiero.

I dati Agenas (l’agenzia sanitaria delle regioni che valuta la riuscita delle cure ospedaliere di tutto il Paese), come la stessa agenzia ha più volte ricordato, «devono essere maneggiati con cura». «Fare tabelle e classifiche dei migliori e peggiori ospedali è un esercizio complicato se non impossibile». Ben altre devono essere le metodologie per valutare la effettiva qualità delle prestazioni sanitarie in termini di esiti (outcome) del paziente, non certo i codici delle schede di dimissione ospedaliera. Peraltro, la stessa fonte Agenas, e alcuni enti terzi di comprovata affidabilità quali l’Istituto Mario Negri di Milano, hanno nel recente passato riconosciuto e valorizzato i risultati eccellenti dell’attività di cardiochirurgia di Mirano (0,0% di mortalità a 30 giorni dal bypass aorto coronarico isolato: risultato tra i migliori d’Italia!) e non dimentichiamo la qualità della cardiologia interventistica, diretta dal collega Reimers, una tra le maggiori autorità europee del settore, ben verificabile nei siti scientifici.

Vogliamo qui sottolineare come il nostro quotidiano lavoro si svolga talvolta in condizioni difficili, spesso al di là degli orari contrattuali e con risorse umane e materiali sempre più contingentati (non dimentichiamo che l’Ulss 13 è quella meno finanziata!).

Siamo convinti che i cosiddetti “ospedali di rete del Veneto”, come quelli della nostra azienda sanitaria, anche se spesso trascurati a favore dei grandi nosocomi, racchiudono in sé competenze professionali assolutamente qualificate e in grado di garantire la migliore sanità ai cittadini. Riteniamo che i dati dell’Agenas dovrebbero essere opportunamente valutati e discussi con esperti del settore, in particolare con i medici interessati, le associazioni scientifiche di settore ed eventuali osservatori neutrali, prima di essere pubblicati. Certi del sostegno della direzione generale dell’Ulss 13 auspichiamo che, in futuro, le vostre redazioni non diano più spazio a informazioni giornalistiche come quelle sopra riportate che tanto allarmismo hanno creato tra i nostri cittadini e tanto malumore e sdegno hanno indotto tra noi sanitari.

I Primari degli Ospedali di Dolo, Mirano e Noale

 

SANITÀ

MIRANO – «Totale fiducia per i reparti di Cardiologia e Cardiochirurgia miranesi. Hanno un ruolo chiave nella sanità veneziana, altro che ospedale peggiore in Italia». A prendere posizione sono i primari degli ospedali di Mirano, Dolo e Noale, che con una nota congiunta spendono parole al miele per i due reparti al centro delle polemiche.

«Il nostro lavoro si svolge in condizioni difficili, spesso al di là degli orari contrattuali e con risorse umane e materiali sempre più contingentate – scrivono i primari -. Non dimentichiamoci che l’Ulss 13 è la meno finanziata del Veneto, ciò nonostante questi due reparti hanno ottenuto risultati d’eccellenza. Il personale ha professionalità, passione e dedizione».

In Ulss 13 è in atto una rivoluzione che porterà Mirano a lavorare sempre più in sinergia con l’Ulss 12 mestrina, dal 1.gennaio 2015 il reparto miranese di Cardiochirurgia sarà trasformato in Chirurgia Vascolare. La riorganizzazione ha provocato molte polemiche politiche e nelle scorse settimane si è aggiunto il caso-Agenas. L’agenzia sanitaria ha infatti diffuso il report annuale sui risultati ottenuti dalle cure in tutti gli ospedali italiani: analizzando i dati il quotidiano «La Repubblica» ha pubblicato una classifica in cui Mirano risulta all’ultimo posto nel campo degli infarti acuti di miocardio, con una mortalità a 30 giorni che si attesta sul 14.9 per cento.

A Mirano è scoppiato il polverone, i primari alzano la voce: «Fare classifiche è impossibile, in ogni caso i nostri ospedali racchiudono esperienze professionali qualificate in grado di garantire la miglior sanità. Non è un caso che alla Cardiochirurgia di Mirano sia stato registrato lo 0% di mortalità a 30 giorni dal bypass aorto coronarico isolato. E non dimentichiamo la Cardiologia Interventistica diretta da Bernard Reimers, una tra le maggiori autorità europee del settore». Solidarietà ai reparti miranesi è arrivata anche da Anmco (Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri) e Anpo (Associazione Nazionale Primari Ospedalieri).

(g.pip.)

 

Nuova Venezia – Piu’ convogli e basta “pienoni”.

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15

nov

2014

I pendolari chiedono pure il raddoppio dei binari fino a Castelfranco

SALZANO – Stop alla cancellazione dei treni, soprattutto le navette che devono funzionare tutto l’anno, non solo durante il periodo scolastico; aggiungere convogli, uno al mattino presto e l’altro a tarda sera; evitare i sovraffollamenti. Questo per quanto riguarda il breve periodo, per il lungo, raddoppiare i binari almeno fino a Castelfranco ed eliminare tutti i passaggi a livello per evitare la possibilità d’incidenti.

Sono le richieste avanzate ieri dai pendolari nell’incontro tenutosi a Trenitalia e dove c’erano i rappresentanti dei Comuni della tratta Venezia-Bassano (per il Miranese Spinea, Martellago, Salzano e Noale), della Regione e dell’azienda, oltre al consigliere regionale del Pd Bruno Pigozzo. Assente il neo assessore ai Trasporti Elena Donazzan. I dirigenti veneti hanno anticipato che si faranno riunioni tecniche per stilare le priorità e solleciteranno Trenitalia a migliorare il servizio.

Presente. Della linea se n’è parlato parecchio negli ultimi mesi tra regionali saltati per incidenti alle sbarre, malattie del personale e altri guasti. Ebbene, i pendolari hanno chiesto che almeno i convogli previsti siano garantiti (ieri mattina ne sono saltati altri due), mentre per i prossimi mesi hanno chiesto l’aggiunta di due corse: una alle 5,26 per Venezia e l’altra, dopo le 21, per Castelfranco. Poiché l’orario che sarà in vigore tra pochi giorni non è, al momento, toccabile, si ragiona per i prossimi tre-quattro mesi. Anche perché se un treno non dovesse passare, quello successivo si riempie all’inverosimile. A marzo scorso era stato calcolato che sul 5707 in partenza da Salzano per Venezia alle 7.31 c’erano decine di passeggeri in più in una carrozza che ne può contenere 206. Futuro. La Venezia-Bassano è una delle linee più trafficate d’Italia a binario unico. Oggi quello doppio c’è solo tra Venezia e Maerne. I passeggeri spingono perché sia raddoppiato almeno fino a Noale e Castelfranco ma non è un progetto dietro l’angolo perché servono tanti soldi. Così come per i sottopassi, specie a Noale: in via Ongari si dovrebbe partire abbastanza presto, in via Mestrina i tempi sono più lunghi. «Capisco che l’assessore sia nuovo» spiega Pigozzo «ma a distanza di un anno i problemi sulla linea sono rimasti gli stessi».

Alessandro Ragazzo

 

FERROVIE – Il comitato del Miranese presenta le proprie richieste

SALZANO – Stop a ritardi e cancellazioni, aggiunta di un treno mattutino e di un treno serale, raddoppio del binario tra Maerne e Noale. Sono queste le tre richieste presentate ieri da sindaci e pendolari del Miranese all’incontro veneziano convocato dalla Regione per discutere dei problemi legati alla linea ferroviaria Bassano-Venezia.

A Palazzo Linetti in calle Priuli sono intervenuti i sindaci di Salzano, Martellago e Spinea, accompagnati dai referenti del comitato Pendolari Salzano e da quello di Bassano. Dall’altra parte del tavolo si sono seduti gli ingegneri regionali Mauro Menegazzo e Mariano Carraro, oltre ad un referente di Trenitalia. L’incontro era molto atteso perché quello di ottobre è stato davvero un mese da incubo: tra guasti tecnici, incidenti al passaggio a livello e malattie di macchinista e capo-treno, sono stati ben 50 i treni cancellati tra Noale e Venezia.

«Ci accontenteremmo di avere sempre i treni segnati sul tabellone» ha fatto sapere il comitato di Salzano. La seconda richiesta riguarda un ampliamento di orario: un treno Castelfranco-Venezia attorno alle 5.30 per i tanti operai che lavorano in laguna, e un Venezia-Castelfranco dopo le 21 per favorire baristi, commesse e commercianti. Il nuovo orario entrerà in vigore a dicembre, per le nuove corse si parla comunque della prossima primavera. La delegazione ha chiesto anche che le corse Noale-Mestre siano previste pure nei periodi di pausa scolastica. Più complessa la questione del raddoppio del binario: consentirebbe a più treni di viaggiare nella stessa fascia oraria, il problema è economico ma i pendolari chiedono che il progetto sia almeno preso in considerazione.

Polemico il consigliere regionale Bruno Pigozzo (Pd), vicepresidente della commissione Trasporti: «L’assessore Donazzan non era presente malgrado avesse fatto spostare data e orario dell’incontro». Per i sindaci Checchin di Spinea e Quaresimin di Salzano «la situazione in un anno è peggiorata. Ci auguriamo che la Regione metta nel bilancio 2015 più risorse per il trasporto pubblico».

(g.pip.)

 

Domenica la manifestazione pubblica, solo Livieri sarebbe intenzionato a disertare l’appuntamento

DOLO – Una manifestazione unitaria ed apolitica per salvare principalmente l’Asl 13 e in particolare l’ospedale di Dolo dal depotenziamento in atto, perchè torni ad essere il funzionale riferimento per i 130mila abitanti della Riviera del Brenta. Questo sintesi quanto emerso dalla presentazione della manifestazione che si terrà domenica mattina nel centro di Dolo con partenza alle 10 dal Foro Boario, davanti al vecchio ingresso dell’ospedale e che poi proseguirà lungo le vie cittadine sino a concludersi in Piazza Cantiere, sotto lo Squero. Gli organizzatori confidano nella clemenza del tempo, in caso di pioggia il corteo sarà deviato al cinema Italia.

In testa al corteo i sindaci rivieraschi compatti, solo Livieri di Campagna Lupia non sembra voler aderire, ma anche consiglieri regionali come Pigozzo, Pettenò e Piccolo che hanno presentato mozioni in Regione, sigle sindacali, comitati, movimenti e associazioni compreso “La Forza dei Noalesi” a testimonianza che l’evento è sentito in tutto il territorio. A presentarlo il sindaco Alessandro Campalto di Campolongo, Maddalena Gottardo con il vice Giuliano Zilio di Dolo, Federica Boscaro di Fossò ed il vicesindaco di Camponogara Massimiliano Mazzetto assieme al coordinatore dell’evento Emilio Zen. Sono intervenuti anche, Walter Mescalchin e Francesco Sacco del Comitato Bruno Marcato e Renato Morandina.

Lino Perini

 

Gazzettino – I sindaci in Regione per i disagi dei pendolari

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14

nov

2014

TRASPORTI

SALZANO – «Non chiederemo cose mirabolanti, ma protesteremo contro i continui disagi provocati da ritardi e cancellazioni. Ci accontenteremmo di avere ogni giorno almeno i treni segnati sul tabellone». È con questo spirito che oggi i sindaci e i referenti dei pendolari del Miranese incontreranno un dirigente regionale e un referente di Trenitalia.

L’appuntamento è per le ore 9 nella sede veneziana della Regione a Palazzo Linetti in calle Priuli. Tutti i sindaci dei Comuni interessati dalla linea ferroviaria Bassano-Venezia (quella che passa per le stazioni di Noale, Salzano, Maerne, Spinea e Mestre) sono stati infatti convocati dalla Regione e avranno l’opportunità di portare con loro anche i referenti dei comitati locali. Tra incidenti al passaggio a livello, guasti tecnici e malattie di capo-treno o macchinista, nel Miranese è stato un ottobre da incubo. Nelle ultime due settimane la situazione è migliorata, ma i pendolari vogliono garanzie soprattutto in vista del nuovo orario che dovrebbe entrare in vigore a dicembre.

(g.pip.)

Nuova Venezia – Fumatori: pochi, giovani e poveri

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7

nov

2014

Nei paesi dell’Asl 13 si consumano meno sigarette che nel resto della Regione

MIRANO – Si fuma un po’ meno nell’Asl 13 (23 per cento) rispetto alla media veneta (24 per cento) ma gli amanti della sigaretta sono soprattutto i giovani, specie quelli di età compresa tra i 18 e i 24 anni ma anche quelli dai 25 ai 34, e sono i più poveri.

È quanto emerge dai dati dell’azienda sanitaria di Mirano-Dolo da una ricerca fatta tra il 2010 e il 2014 su 1000 intervistati.

In queste settimane, l’Asl 13 sta facendo dei convegni sul tema. Ultimo ieri a Noale, per parlare di «Lotta al tabagismo: dalla prevenzione al trattamento».

Dai numeri si scopre come i fumatori siano più uomini che donne; tra i 18 e i 24 anni, la prevalenza di chi ama la bionda è pari al 34 per cento, scende leggermente, al 30 per cento, per la fascia compresa tra i 25 e i 34 anni. Anche la vita di tutti i giorni incide sull’accendersi la sigaretta: infatti il 34 per cento ammette di fumare quando è in difficoltà economica. Smettere significa far del bene non solo ai propri polmoni ma anche al cuore. I benefici si toccano con mano anche nell’immediato: dopo 20 minuti, da quando si è spenta l’ultima sigaretta, il battito del cuore risulta più regolare, dopo 12 ore i polmoni respirano meglio e dopo 12 mesi si dimezza addirittura il rischio di infarto. Nella ricerca fatta dall’Asl 13, tra chi fumava nell’anno precedente, il 54 per cento degli intervistati ha provato a smettere ma il 53 per cento ha fallito. Il 10 per cento, invece, sta ancora tentando interrompere, mentre il 7 per cento lo ha già fatto.

«Non è facile convincere un fumatore a dire addio alla sigaretta» spiegano il responsabile di cardiologia riabilitativa Franco Giada e la direttrice di medicina dello sport Donatella Noventa «e il nostro lavoro diventa più difficile quando dobbiamo convincere persone che hanno subito un infarto e laddove, nel momento in cui si sentono meglio, riprendono a fumare come se niente fosse».

Alessandro Ragazzo

 

SPINEA – Dopo ritardi, treni soppressi e un orario cadenzato che non ha mai soddisfatto gli utenti, il comitato pendolari di Spinea porta le sue proposte in Regione. Ai tecnici incaricati il comitato presenterà l’idea di introdurre la fermata del regionale veloce nelle stazioni di Spinea e Salzano, per avere tre treni all’ora.

«Chiederemo la fermata del regionale veloce e, se non sarà possibile, la fermata obbligatoria del convoglio in caso di cancellazione della navetta», spiegano i pendolari, «le esigenze degli utenti di Spinea sono quelle di avere tre treni per ciascuna ora e su questa base impostiamo le nostre proposte».

Inoltre il comitato chiederà anche l’anticipo dell’orario della navetta Noale-Mestre-Noale: «Questo per avere un cadenzamento il più possibile regolare per fornire un servizio efficace ed efficiente a tutti i pendolari».

Infine, l’ultima richiesta del comitato è quella di introdurre corse aggiuntive nella fascia serale e nel periodo non scolastico: «La navetta infatti non viene utilizzata solo dagli studenti», spiegano i pendolari spinetensi, «per questo non è pensabile che il servizio venga sospeso a scuole chiuse. Inoltre con l’introduzione di corse aggiuntive anche i pendolari “serali” hanno la possibilità di tornare a casa utilizzando il treno».

Il comitato ha coinvolto nella battaglia in Regione anche il Comune, che già in passato si era adoperato per appoggiare le richieste dei pendolari. Lo scorso gennaio il sindaco Silvano Checchin si era anche improvvisato pendolare per un giorno, percorrendo in treno tutta la tratta Bassano-Venezia e toccando con mano i disagi quotidiani dei cittadini. Il comitato punta ora a portare in Regione rappresentanti politici e dei pendolari, dopo che più volte nelle scorse settimane i pendolari hanno incontrato sindaco e giunta.

(f.d.g.)

 

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