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DOLO – Si è sbloccata dopo una serrata trattativa durata ore la vertenza sulle mense ospedaliere di Dolo, Mirano e Noale. La Dussmann, azienda che le gestisce da dicembre, ha accettato la proposta dei sindacati di aumentare fino a tre ore a testa a lavoratore il monte ore complessivo attuale. Alla trattativa che si è tenuta a Mestre hanno partecipato i responsabili della Dussmann, i rappresentanti dell’Asl 13 che ha assegnato l’appalto, i segretari di Uil Tucs Luigino Boscaro e di Filcams Cgil Gianfranco Rizzetto e il direttore del Direzione provinciale del Lavoro Riccardo Germoglio.

«Finalmente», spiegano i sindacati, «abbiamo ottenuto una vera disponibilità alle richieste fatte dai lavoratori che in questa situazione non possono più andare avanti: la qualità del servizio è scaduta enormemente. Con la concessione di un aumento di 3 ore e la riorganizzazione dei turni di lavoro, diverse emergenze potranno trovare risposta».

Secondo i sindacati, la situazione è arrivata a questo punto anche perché la Dusmann ha tagliato in media il 40% delle ore. Ciò significa che molte donne (la maggioranza dei dipendenti) che avevano già un part-time lavorano solo 2 ore la settimana. Altre sono passate da 23 ore settimanali a 14. I pazienti negli ospedali di Dolo, Noale e Mirano sono circa 2.000. Per servire un pasto, i dipendenti hanno un minuto a paziente.

«L’accordo finale», concludono i sindacati, «sarà definito nei dettagli nella prima metà di marzo. Si tratta però d’ora in avanti solo di portare a compimento una soluzione che era attesa da tempo e che stava creando grossi problemi anche ai degenti della Riviera del Brenta e del Miranese».

Questione Reckitt. È stato sospeso temporaneamente lo sciopero alla Reckitt Benckiser di Mira, in programma ieri e oggi contro la decisione dell’azienda di istituire un turno da cinque notti consecutive. A spiegare la decisione è per Filctem Cgil Riccardo Colletti e per le Rsu Lorenzo Minto: «Proprio in questi giorni è arrivata una inattesa disponibilità al dialogo per rivedere i turni notturni. Già la prossima settimana ci si troverà ad un incontro per una riduzione del numero delle notti».

Alessandro Abbadir

 

MIRA – Il sindaco Alvise Maniero lancia la battaglia contro la piaga del gioco d’azzardo ma chiede alle istituzioni nazionali strumenti legislativi più efficaci per combattere il fenomeno. Ma non sarà facile cambiare la situazione. Sulla base dei dati forniti dai Monopoli, a inizio 2014 erano 227 i videopoker negli esercizi pubblici di Mira.

«Nonostante la firma del protocollo d’intesa tra sindaci e prefetto per contenere la diffusione del gioco d’azzardo attraverso un controllo più attento delle autorizzazioni e l’avvio di una campagna di sensibilizzazione sui rischi del gioco on line», spiega Maniero, «non mancano le preoccupazioni sull’effettiva efficacia delle azioni individuate. La bozza del decreto legislativo che sta circolando non accoglie la richiesta di una maggior tutela dei luoghi sensibili».

Maniero va nel dettaglio. «A Mira», dice, «abbiamo portato la polizia postale nelle scuole per sensibilizzare gli studenti, abbiamo trovato grande collaborazione nell’Asl 13, abbiamo accompagnato nelle manifestazioni gli scout ed i volontari di Libera. Tutto questo lo facciamo da umili ma determinati sindaci con i nostri cittadini: è sleale verso di loro che tanto impegno riceva uno schiaffo proprio dal “sindaco d’Italia”».

(a.ab.)

 

Nuova Venezia – Marcon, aperti gli svincoli per Mestre

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

27

feb

2015

Tangenziale: ieri la cerimonia con la consegna dell’opera. Da oggi non servirà più transitare per Dese o per il centro

MARCON – Finalmente percorribili i nuovi svincoli autostradali. Ieri alle 13 è scattato il “gong”: sono state, infatti, aperte alla circolazione le rampe di accesso e uscita alla tangenziale. Da ieri chi si reca al centro commerciale Valecenter può tornare a Mestre senza passare per Dese o per il centro di Marcon. Le ultime tre bretelle di collegamento all’A57 sono state aperte al traffico dopo una breve cerimonia e il taglio del nastro a più mani eseguito dal Commissario alla Provincia di Venezia Cesare Castelli, unitamente al prefetto Domenico Cuttaia e al sindaco Andrea Follini.

La cerimonia è stata preceduta dalla firma degli atti di cessione tra i funzionari di Anas spa, che ha realizzato l’opera, e la Provincia che l’ha presa in carico e la successiva firma della convenzione tra quest’ultima e Autovie Venete che si occuperà della manutenzione fino al 31 marzo 2017, scadenza della concessione autostradale, dopo di che anche gli svincoli di Marcon entreranno nel demanio autostradale e saranno inseriti nel nuovo bando di concessione. A mezzogiorno l’illustrazione dell’opera alla presenza del commissario Castelli, dell’ingegner Enrico Razzini direttore operativo Autovie, del capo compartimento Veneto di Anas spa Fabio Arcoleo, i rappresentanti di Cav e di Passante di Mestre.

«Si tratta di un’infrastruttura che va a beneficio dei cittadini, che ha visto una cooperazione attiva tra gli enti coinvolti e la collaborazione dell’impresa privata, un modello che deve essere preso come riferimento», ha commentato il prefetto, «Sono contento che il nodo gordiano sia stato sciolto», ha aggiunto il commissario Castelli, «quest’opera è un volano per dare competitività ad un’area attiva, in un momento di crisi è importante favorire la spinta».

«Il Prefetto», ha esordito il sindaco Follini, «è stato per me un riferimento in questi mesi nei quali non è stato semplice dipanare una matassa burocratica intrecciata non solo a livello locale ma anche a Roma».

Il sindaco, ripercorrendo la storia dell’opera ha ricordato come il progetto nasca da lontano, dal lavoro svolto dalle giunte precedenti perché gli svincoli fossero inseriti tra le opere complementari al Passante. Nell’autunno del 2013 l’avvio dei lavori, la chiusura della prima rampa, da Mestre, l’11 febbraio 2014; la successiva chiusura delle altre rampe nel maggio del 2014. La sudata riapertura della prima rampa chiusa a luglio 2014 e infine l’apertura alla circolazione dei tratti comunale e provinciale il 20 gennaio, con l’amarezza di non riuscire ad aprire anche gli svincoli. L’ulteriore viaggio a Roma al Ministero delle Infrastrutture per sbloccare la situazione, l’interessamento del senatore Mario dalla Tor che si è impegnato in questo senso, gli incontri con prefetto e Commissario. L’opera è stata finanziata dal Passante di Mestre con una spesa di circa 12 milioni a carico di Cav spa.

Marta Artico

 

Più facile arrivare al centro commerciale. Oggi la prima prova del fuoco sul traffico

MARCON – A festeggiare per l’apertura della viabilità che unisce la zona commerciale a quella industriale, non c’è solo il comune di Marcon. Con il taglio del nastro di ieri e l’apertura del nuovo svincolo, è possibile finalmente per chi proviene da Mestre piuttosto che da tante altre zone, accedere direttamente alla tangenziale dall’area del centro commerciale Valecenter. Fino a ieri invece, dopo essere stati a far la spesa in uno dei tanti negozi del sito, Mondo Convenienza piuttosto che la Sme o uno dei tanti marchi del tempio dello shopping, bisognava armarsi di pazienza e andare a prendere la tangenziale a Dese oppure passare per via Alta e prenderla a Marcon.

Oggi invece gli accessi in tangenziale ci sono entrambi e in entrambe le direzioni, quello per Trieste e quello per Venezia. Una soddisfazione non da poco, che promette di evitare i consueti ingorghi nella zona commerciale che si vivono specialmente nelle domeniche e nei sabati di Natale, quando la gente si reca in massa a fare shopping e rimane poi incastrata in mezzo al traffico, compresi gli abitanti della zona, che in più di un’occasione si sono lamentati. Infatti l’opera è stata salutata con soddisfazione anche dai residenti che sperano di vedere in breve tempo diminuire il traffico lungo le strade del centro e del vicino comune di Dese. Già da oggi si vedranno i primi risultato sul piano del traffico.

(m.a.)

 

SANTA MARIA DI SALA – In Villa Farsetti la trattativa tra Stato e mafia, vista da Sabina Guzzanti, che sarà presente domani sera a Santa Maria di Sala per un dibattito sul tema.

Appuntamento alle 20 nella sala teatro “Sandro Pertini”, dove verrà proiettato il film-documentario “La Trattativa”, che racconta i contatti intercorsi tra lo Stato e i clan all’indomani della tragica stagione delle bombe di Roma, Milano e Firenze. Presente in sala ci sarà la regista del film, Sabina Guzzanti.

L’iniziativa è organizzata dal Movimento 5 Stelle “Unione del Miranese”, che all’inizio e alla fine del film organizzerà un dibattito sui temi toccati dalla pellicola.

Ne discuteranno in sala la stessa Guzzanti, con la senatrice Elisa Bulgarelli, membro delle commissioni antimafia e Guido Papalia, ex capo della Procura di Verona. Partecipano al dibattito, come moderatori, i deputati Emanuele Cozzolino, e Angelo Tofalo, membro del Copasir. In sala, infine, anche i candidati M5S al Consiglio della Regione, Enrica Cheldi ed Enrico Chiuso, oltre alla consigliera comunale di Santa Maria di Sala Rossella Carolo.

(f.d.g.)

 

La protesta

QUARTO D’ALTINO – Il sindaco di Quarto, Silvia Conte, è tornata a scrivere all’assessore regionale ai trasporti per sollecitare nuovamente un incontro per sapere quali misure si intendano intraprendere in merito alle più volte segnalate criticità della tratta ferroviaria Venezia-Portogruaro, di competenza della Regione. Dopo una richiesta di incontro trasmessa all’assessore Donazzan lo scorso gennaio, non si è più mosso nulla.

«Sulla tratta ferroviaria Venezia-Portogruaro», scrive, «continua una situazione di grave disagio. Lo scorso ottobre con i tecnici regionali e un dirigente di Trenitalia, ci era stato garantito che le varie criticità rappresentate da sindaci e Comitati dei pendolari sarebbero state affrontate. A distanza di quasi quattro mesi non abbiamo ancora avuto risposte».

Sindaci e pendolari vogliono capire cosa sia stato fatto in merito alle noti questioni più volte sollevate: l’avvio di un tavolo permanente della mobilità che coinvolga Comuni e i rappresentanti dei pendolari, anche in vista della nuova gara per l’affidamento del trasporto pubblico locale per i prossimi anni; un riscontro alla proposta di orario ferroviario cadenzato trasmessa all’attenzione dell’assessore alla Mobilità ad agosto 2013 per avviare la verifica dei modelli di esercizio alternativi e più efficienti.

«L’orario continua a presentare criticità», continua Conte, «non copre in modo equo e completo né l’arco della giornata, né tutti i giorni dell’anno, né tutto il territorio regionale e si riscontrano soppressioni e ritardi. Abbiamo più volte evidenziato alla Regione la necessità di avere un interlocutore politico in grado di fare delle scelte e dare risposte concrete ad un problema che condiziona i pendolari».

Marta Artico

 

Incontro con IL PROCURATORE GENERALE NOTTOLA

VENEZIA – Il senatore grillino Cappelletti incontra il procuratore generale della Corte dei conti Nottola per chiedergli di indagare sulla Pedemontana Veneta.

Lo rende noto lo stesso parlamentare del Movimento 5 stelle: «La SPV è un’opera che si sta realizzando in violazione dei più basilari principi di trasparenza; inizialmente doveva costare 1,829 miliardi di euro, ma a seguito degli aggiornamenti progettuali, il costo è lievitato a 2,258 miliardi di euro. E pare debba crescere ulteriormente».

Cappelletti ricorda la genesi e i promotori politici della grande opera: «Importanti nomi delle istituzioni venete, come Galan, Zaia e Chisso, due dei quali passati recentemente dalle patrie galere – dice il senatore grillino – hanno offerto coperture politiche ad un’opera che mancava delle coperture economiche necessarie. In particolare il presidente Galan ha fortemente voluto, nel 2009, la dichiarazione dello stato di emergenza e la nomina di un commissario per derogare ad importanti norme in materia ambientale e di protezione civile».

Il parlamentare del Movimento 5 stelle si incontrerà, dunque, con il procuratore generale Nottola per chiedere di fare chiarezza sui finanziamenti, sull’aumento dei costi, «sulle numerose ipotesi di irregolarità nell’applicazione del codice dei contratti, e sul trasferimento del rischio d’impresa dal concessionario al concedente – conclude – che evidenzierebbe un consistente sbilanciamento di interessi a favore dei privati».

 

Porto Marghera: dopo l’alt del governatore alla società pubblica che gestirà i terreni ceduti da Eni c’è il rischio che il rogito non si firmi mai e venga avviata una causa per il risarcimento dei danni

MARGHERA – Il commissario Vittorio Zappalorto non rilascia dichiarazioni ufficiali ma sta facendo di tutto per riuscire a ricucire lo strappo con la Giunta regionale di Luca Zaia sul progetto di acquisizione e rilancio economico dei terreni industriali a Porto Marghera, non più utilizzati da anni e da risanare.

Il 30 giugno è la nuova data, prorogata, per la firma del rogito per il trasferimento alla società pubblica (Marghera Eco Industries srl) dei 108 ettari di aree industriali dismesse e di proprietà di Syndial (gruppo Eni). C’è il rischio di vedere svanire tutto se entro giugno il governatore uscente del Veneto non darà il suo via libera (come ha già fatto il Comune) alla nuova società per Porto Marghera – prevista dall’Accordo preliminare sottoscritto l’anno scorso e sancita da due delibere della Giunta regionale da lui stesso firmate – alla quale devono essere conferite le aree e il fondo di 38 milioni per risanarle.

Eni, infatti, potrebbe recedere e promuovere una causa di risarcimento danni a suo favore per la “decadenza non motivata del preliminare” da parte delle istituzioni firmatarie. Il che metterebbe una pietra sopra il primo e promettente tentativo di rimettere in moto lo sviluppo a Porto Marghera, con nuove attività produttive e logistiche capaci di creare nuovi posti di lavoro sulle ceneri di quelli persi negli ultimi anni con la chiusura dei vecchi impianti chimici e siderurgici – in gran parte ancora in piedi, anche se fatiscenti e da demolire – nelle aree dismesse che aspettando ancora la bonifica o messa in sicurezza.

Zappalorto con i suoi poteri speciali ha già deliberato l’adesione del Comune alla neo costituita Marghera Eco Industries srl, con una quota paritaria di 50 mila euro attraverso la controllata Immobiliare veneziana. Stessa cosa avrebbe dovuto fare la Regione, entrando a sua volta nella nuova società attraverso la controllata Veneto Acque spa, creando le condizioni per la rapida nomina di un manager qualificato per poi passare al rogito delle aree. L’impresa non sembra affatto facile, visto che nella stessa Giunta regionale si sono create forti divisione su come gestire l’accordo sottoscritto con Eni e il Comune l’anno scorso, quando a gestire tutta la faccenda erano l’ex assessore regionale Renato Chisso e l’ex sindaco Giorgio Orsoni.

A rimettere in discussione tutto, con la motivazione ufficiale di «verificare la sua effettiva sostenibilità economica e finanziaria» è stato proprio Zaia che non si è fatto problemi a sconfessare il suo assessore Massimo Giorgetti (nominato dallo stesso governatore al posto del dimissionario Renato Chisso, indagato e arrestato per la tangentopoli del Mose) che alla vigilia del Natale scorso aveva dato per certa l’adesione alla nuova società e per imminente la nomina di un manager al comando.

Contro la retromarcia di Zaia che «pregiudica» un’opportunità unica, come quella delle areee cedute gratuitamente da Eni «per risanare e rimettere in moto Porto Marghera e l’occupazione», sono stati i segretari locali e regionali di Cgil, Cisl, Uil. Al governatore Luca Zaia, impegnato nella sua difficile campagna elettorale per la riconferma ad un secondo mandato, per niente scontata, hanno chiesto di chiarire in un apposito tavolo di confronto i dubbi su tutta questa vicenda, altrimenti si dovrà prendere la pesante responsabilità di mandare a monte un’occasione storica per rigenerare Porto Marghera.

Gianni Favarato

 

Primo dibattito a tre in tv per Casson, Pellicani e Molina

Il centrodestra attende. Lega divisa, Ncd alla finestra

«Le grandi navi? Devono restare a Venezia ma senza scavare nuovi canali distruttivi per la laguna. Tutelando l’occupazione ma anche gli aspetti sanitari e ambientali». Le grandi navi secondo Casson.

Un tema, quello delle crociere, che ha appassionato e diviso negli ultimi mesi. E che adesso è uno dei temi caldi della campagna elettorale delle primarie. I tre candidati del centrosinistra si sono affrontati per la prima volta in tv sugli schermi di Antenna Tre. Serio, deciso, abituato alle telecamere Casson, ex pm e senatore del Pd.

Aggressivo e accigliato Jacopo Molina: «Le grandi navi devono andare a Marghera, così si potrà rivitalizzare l’area», dice.

Un po’ emozionato Nicola Pelliecani: «Le grandi navi devono essere allontanate da San Marco, ma va salvaguardata anche la Stazione Marittima».

Sfumature importanti, perché poi sulle navi il programma comune del Pd è abbastanza generico.

Confronti che lasciano un po’ alla volta capire la personalità dei candidati e la loro capacità di convincere.

Campagna che entra nel vivo, quella delle primarie. «Pre-elezione» decisiva per capire chi sarà lo sfidante, negli ultimi 23 anni vincente, del centrodestra e dei Cinquestelle. I primi non hanno ancora deciso. Si aspetta di vedere come finirà la lite tra i leghisti (Salvini e Zaia favorevoli all’alleanza con Berlusconi, Flavio Tosi per un pacchetto di civiche senza Fi e Ncd). E cosa deciderà il Nuovo centrodestra. I nomi che circolano sono quelli di Mattia Malgara, Renato Boraso con la sua civica, Francesca Zaccariotto. Luigi Brugnaro non ci pensa, qualcuno ipotizza che aspetti l’esito delle primarie per decidere. I Cinquestelle candidano il giovane avvocato Davide Scano. Intanto gli unici nell’arena sono i tre moschettieri del centrosinistra.

Alberto Vitucci

 

Dopo lo stop in Consiglio. Gottardo felice. Le opposizioni: «Solo cemento e niente idee»

DOLO – I commissari “ad acta” Mariagrazia Romeo e Maurizio Dorigo hanno adottato il Pati (piano assetto territoriale intercomunale) tra Dolo e Fiesso. Si chiude quindi l’iter di approvazione del nuovo piano regolatore che aveva scatenato in questi mesi un lungo scontro tra maggioranza e opposizione. Soddisfatto il sindaco Maddalena Gottardo: «Il Pati è tornato ad essere uno strumento per lo sviluppo del paese e non uno argomento per la campagna elettorale. Questo è un atto di programmazione e non di autorizzazione».

L’iter del Pati prevede ora la pubblicazione del documento sul Bur e poi ci saranno 60 giorni per la presentazione delle osservazioni da parte dei cittadini. Successivamente sarà convocata una conferenza dei servizi con la Regione, la Provincia e i comuni di Dolo e Fiesso che analizzeranno le osservazioni. Questa procedura potrebbe avvenire dopo le elezioni.

Pesante il commento dei gruppi di opposizione “Dolo Cuore della Riviera”, “Lega Nord” e “Il Ponte del Dolo”.

«Il sindaco uscente Gottardo ha cancellato la democrazia», spiegano, «non è riuscita a far approvare il Pati in Consiglio comunale costringendo così la nostra città ad essere commissariata sulla scelta più importante per il proprio futuro. In quel documento non c’è alcuna visione strategica e alcuno spunto capace di rilanciare Dolo, Arino e Sambruson. Non c’è alcuno spunto in grado di sollevare il nostro territorio dalla fase di crisi e stagnazione nella quale è stato abbandonato. Ci sono soltanto metri cubi di cemento».

Sulla nomina dei commissari “ad acta”, decisa dal difensore civico regionale, pesa anche il ricorso al Tar presentato dai consiglieri di opposizione. «Il ricorso che abbiamo presentato come opposizione», concludono, «a questo punto acquisisce ulteriore forza e giustificazione. Proprio per questo andremo avanti fino in fondo».

Giacomo Piran

 

MARTELLAGO – Slitta di qualche giorno l’apertura del casello del Passante Martellago-Scorzè. In un primo momento dal municipio di Scorzè era trapelata la notizia del 3 marzo, ovvero martedì prossimo, anche se si attendeva il via libera ufficiale ma la società Concessioni autostradali venete (Cav) ha comunicato che si dovrà ancora aspettare.

E l’attesa dovrebbe durare almeno fino a metà del prossimo mese, anche se ancora, almeno a livello ufficiale, non c’è una data. Gli operai stanno ancora sistemando gli ultimi dettagli prima di dare il via libera alla circolazione e gli automobilisti dovranno portar pazienza.

Un tira e molla snervante che ha caratterizzato tutta l’opera, i cui lavori sono stati caratterizzati da una nebulosità preoccupante per i tempi. Ma l’attesa dovrebbe durare solo poche settimane, di certo entro Pasqua, in calendario quest’anno il 5 aprile.

Anche sulla questione pedaggi non ci sono cifre che girano e si è in attesa di conoscere quanto si pagherà per entrare o uscire dal casello; questo, infatti, è l’aspetto che più interessa i pendolari diretti ogni giorno verso Mestre, Padova o San Donà. I lavori del casello sono stati terminati il 30 novembre scorso e in questi tre mesi sono state sistemate le banchine, messi i cartelli stradali di accesso e uscita, fatti gli allacciamenti Enel e le altre rifiniture.

Alessandro Ragazzo

 

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