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Chiesta la ripresa e la trasmissione sul sito comunale

DOLO. Poter riprendere e trasmettere via internet i lavori del consiglio comunale così come fatto a Mira con la nuova amministrazione del sindaco Alvise Maniero.       Questa è la proposta presentata ieri da Giorgio Gei (Ponte del Dolo) in commissione capigruppo e al sindaco Maddalena Gottardo.

«I principali comuni vicini a noi», spiega Gei, «si stanno dotando, o si sono già dotati, di moderni strumenti che permettono la ripresa dei lavori consiliari e la trasmettono sul web rendendola così accessibile a molti, sia in diretta che successivamente in qualsiasi altro momento, attraverso il podcasting». 

Per il capogruppo del Ponte del Dolo la proposta è supportata da altre motivazioni.

«La sala consiliare ha a tutt’oggi un vincolo alla sua capienza», commenta Gei, «non facilmente sanabile visti i tempi di ristrettezze economiche. E’ inoltre uso di questa amministrazione convocare il consiglio comunale in orari pomeridiani che non permettono a molti la partecipazione».

Giorgio Gei chiede quindi un parere da parte dei due capigruppo Silvano Boato e Alberto Polo, oltre che del sindaco Gottardo.

«L’adozione di tali strumenti credo richieda una modifica al regolamento. Chiedo pertanto di valutare la proposta al fine di permettere anche al nostro consiglio di agire al passo con i tempi. Potrebbe essere questa occasione per mettere comunque mano al regolamento anche in altri articoli che si sono rivelati inadeguati».

Giacomo Piran

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Cento le aziende coinvolte nel nubifragio di mercoledì tra Riviera e Miranese

La Coldiretti: «Impossibile chiedere lo stato di crisi, nessun rimborso previsto»

DOLO. Ora arrivano le cifre dei danni all’agricoltura in Riviera e Miranese a causa dei nubifragi e della grandine dello scorso mercoledì: tre milioni di euro che non saranno rimborsabili come calamità naturale. Le aziende coinvolte? Un centinaio. I numeri emergono dalle ispezioni fatte da Coldiretti nel comprensorio nei giorni scorsi. «Abbiamo verificato con i nostri tecnici, spiegano Paolo Capuzzo e Fabio Livieri referenti di area di Coldiretti, «che i danni nell’area dei 17 comuni sono nell’ordine dei tre milioni di euro solo per le colture. È stata colpita duramente la zona di Dolo , Mira , Fiesso D’Artico, Fossò e nel miranese ad esempio Cappella di Scorzè, l’area di Martellago e alcune frazioni di Mirano come Vetrego e Campocroce».        Le colture più colpite? Con mais e granoturco che hanno avuto danni per il 70 % dei raccolti , sono state quasi letteralmente cancellate le produzioni di tabacco che si concentrano a Fiesso D’Artico , Pianiga e Mirano. «Queste produzioni specifiche», spiega Livieri, «hanno avuto danni per l’85 % e andrà male anche per i vitigni che erano in fase di fioritura e sviluppo e che sono stati semidistrutti dalle grandinate. Malissimo le produzioni di alberi da frutto e bietole».        Questi danni però non potranno essere rimborsati. «Se le aziende non hanno stipulato specifiche assicurazioni, spiega Livieri, «dato che non ci sono stati danni alle strutture agricole, non sarà concesso lo stato di crisi e in questo modo non sarà possibile ricevere contrbuti per i danni subiti». Una speranza di ripresa per le colture c’è ed è paradossalmente , questo periodo di caldo che è seguito ai nubifragi. Dopo la tanta pioggia dei giorni scorsi», concludono Capuzzo e Livieri di Coldiretti, «questa ondata di caldo africano permetterà soprattutto alle viti di riprendersi e fare vino di buona qualità ma resta da sperare che i fenomeni negativi non si ripetano nel corso dell’estate».       E se i danni alle colture non potranno essere rimborsati , non lo saranno nemmeno quelli alle abitazioni che hanno subito numerosi allagamenti a Mira Taglio, Fiesso, Dolo e in alcune frazioni di Mirano. A Mira il comune ha già avvertito le 300 famiglie coinvolte dai nubifragi. Per loro nonostante i tanti danni non ci sarà un euro . Il comune di Dolo cerca di andare incontro alle esigenze dei suoi residenti invece annunciando di voler sforare il patto di stabilità. Quello che appare chiaro comunque è che i soldi stavolta non ci saranno per nessuno.

Alessandro Abbadir

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FIESSO. L’emergenza idraulica del territorio, alla luce degli allagamenti avvenuti la scorsa settimana, sarà il tema centrale dell’incontro pubblico organizzato dal movimento cittadino di Fiesso “Promotori per la sicurezza idraulica” in programma venerdì alle 20.45 nell’ex sala cinema del patronato. «Nell’incontro di venerdì», spiega Adriano Zaramella, portavoce del movimento, «affronteremo le tematiche dell’urbanizzazione e cementificazione del territorio, il dissesto idrogeologico, le ripetute emergenze idrauliche dal 2008 ad oggi nell’area, la questione della prevenzione e difesa degli insediamenti urbani dagli allagamenti. Vogliamo capire cosa è stato fatto per la prevenzione e se è possibile considerare l’emergenza una regola e una condizione di vita». Nel frattempo Adriano Zaramella lancia un’accusa. «Numerosi manifesti che preannunciano la serata, tutti regolarmente pagati e affissi in zone per ottenere la massima diffusione, sono stati costantemente tolti da ignoti ai quali evidentemente non interessa far divulgare l’incontro».

(g.pir.)

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Oggi a Forte Poerio

MIRA. «Noi puntiamo sulla partecipazione reale e non solo virtuale e per questo diamo il via fin da subito alla costituzione di gruppi di lavoro in grado di monitorare il territorio di Mira e portare alla nuova amministrazione le istanze della gente».   Dopo il buon risultato ottenuto alle recenti elezioni amministrative il movimento “Mira fuori del Comune” riprende le proprie iniziative sul territorio. Oggi dalle 15.30 a Forte Poerio saranno organizzati dei gruppi di lavoro che saranno costituiti per settori. «Le proposte verranno studiate» spiega Mattia Donadel «per gli ambiti del lavoro e dell’economia solidale, dell’ambiente e territorio, della cultura e del turismo, del sociale e della scuola e, infine, saranno affrontati i sistemi di partecipazione. La partecipazione alla vita politica va costruita e non solamente dichiarata o realizzata on line».    I volontari del movimento hanno garantito anche un servizio di animazione per i bimbi fino alle 20. Per info: www.mira2030.it.

(a.ab.)

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Nuova Venezia – “Perso il 70 per cento del raccolto”

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15

giu

2012

 

Cia e Coldiretti preoccupate. A Mira danni e disagi per 300 famiglie, l’assessore Gatti: «Non saranno risarcite»

MIRA.

Nubifragi: danni per milioni di euro in Riviera del Brenta e Miranese e cittadini doppiamente infuriati: da un lato perché gli interventi anti-allagamento di questi anni sembrano non essere serviti a nulla, dall’altro perché non saranno risarciti.        Agricoltura. La grandinata di mercoledì pomeriggio ha messo in ginocchio l’agricoltura. Per il presidente della Cia Venezia Paolo Quaggio una valutazione più attendibile dei danni sarà possibile solo nei prossimi giorni. I danni, però, sono ingenti.

«Le zone più colpite» spiega Quaggio «sono state quelle di Dolo, Pianiga e Vetrego di Mirano. Valutiamo una perdita media del 60-70% delle produzioni vegetali. In particolare il frumento ha subito perdite superiori al 70%. Per il mais si stimano perdite del 50% ma anche superiori laddove la grandine è stata accompagnata da forti venti. La soia in alcune aree dovrà essere riseminata. Unica nota di speranza: non si segnalano danni alle strutture agricole».        Anche Coldiretti sottolinea una situazione davvero difficile. «Ci vorrà una settimana per fare stime attendibili» spiegano Paolo Capuzzo e Fabio Livieri «ma quello che è certo è che nell’area a cavallo fra Riviera e Miranese il maltempo è stato estremo».         Allagamenti a Mira. A Mira hanno subito disagi e danni oltre 300 famiglie. Molte persone hanno perso elettrodomestici, mezzi, oggetti di valore.  Sono state colpite in particolare via Cesare Pavese, via Toti e le strade laterali, via Fratelli Bandiera, via Alfieri, via Gramsci, via Verga. A Oriago la zona di via Lago di Misurina e le strade laterali, ma anche via Sabbiona e parte di via Lomellina. Sott’acqua anche via Valmarana a Mira Porte e i sottopassi sulla Miranese fra Marano e Mira e quello fra Borbiago e Oriago in via Valdarno.   I residenti sono infuriati. «È stato colpito di nuovo il quartiere “ex Lissandrin”» spiega Roberto Mozzato per il comitato cittadini attivi di Mira Taglio «quello più popoloso del capoluogo. Qui dal 2007 avevamo chiesto di collocare pompe idrovore che scaricano l’acqua sul Serraglio da 1700 metri cubi al secondo. Da 5 anni ne abbiamo invece due da 1200. Perché il Consorzio di bonifica non le autorizza?».   Risarcimento danni. Dal Comune brutte notizie per chi spera nei risarcimenti. «Abbiamo incontrato decine di persone che hanno subito danni» spiega l’assessore alla Protezione Civile Michele Gatti «L’idrovora di via Gramsci, ora azionata manualmente, dovrà essere automatizzata. Comunque per il fatto che l’evento è stato violento ma circoscritto a Mira e Comuni limitrofi, non ci saranno risarcimenti».  Dolo e Fiesso. In via Leopardi a Dolo sono finite sott’acqua diverse famiglie: si chiede di potenziare le pompe idrovore. A Fiesso Adriano Zaramella denuncia il fatto che «l’impianto idrovoro nello scolo Castellaro è incompiuto, abbandonato da tempo tra le sterpaglie, manca il posizionamento e la messa in servizio dell’idrovora».

di Alessandro Abbadir    (ha collaborato Giacomo Piran)

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Nuova Venezia – Riviera, “Interventi bloccati dai tagli”

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15

giu

2012

 

L’ex commissario Carraro: «Realizzato solo il 25% del programma»

MIRA. «Molto si è fatto ma degli interventi che avevo programmato dal 2007 in poi è stato realizzato solo il 25 % anche in Riviera del Brenta». A dirlo è MarianoCarraro l’ex commissario straordinario agli allagamenti che per quattro anni si è occupato soprattutto in provincia di Venezia a dare risposte per risistemare un territorio che dal 2007 in poi (l’evento maggiore è del settembre di quell’anno) aveva mostrato gravi squilibri nell’assetto idrogeologico con tracimazioni e danni per migliaia di famiglie.           «A Mira e Dolo, ma anche a Campagna Lupia Campolongo e Camponogara, Fiesso e nel Miranese in realtà come Santa Maria di Sala e Mirano, Noale e Scorzè» spiega l’ex commissario Mariano Carraro «ho cercato di far attivare tutti i fondi a disposizione per realizzare interventi idraulici come il risezionamento di canali, la realizzazione di aree di golenaggio, l’installazione di nuove pompe idrovore, vasche di laminazione e la realizzazioni di nuove botti sifone. Come commissariato agli allagamenti abbiamo risarcito in parte i danni subiti da molte famiglie. I fondi che maggiormente sono stati utilizzati sono quelli destinati dalla Legge Speciale per Venezia, fondi finalizzati al disinquinamento della laguna. Tutto questo è in parte servito anche in questa occasione per mitigare i danni del maltempo e del nubifragio visto che senza questi interventi si sarebbero ripetuti i danni del 2007».        Carraro però lancia un monito a Comuni e Consorzi di bonifica. «Dal 2008 in poi a causa della crisi economica i lavori in programma per la sistemazione idraulica del comprensorio di Riviera e Miranese in molti casi non sono più partiti» conclude Carraro «perché risorse non ce ne erano più.        Si deve capire invece che questi lavori vanno completati altrimenti i danni che produrranno i mancati interventi saranno maggiori dei supposti risparmi».

(a.ab.)

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Il sindaco di dolo

DOLO. «Chiederemo di poter sforare il patto di stabilità per svolgere lavori per la sicurezza idraulica nelle zone più a rischio di Dolo». Maddalena Gottardo, sindaco di Dolo, vuole intervenire subito dopo gli allagamenti di mercoledì. A Dolo si sono registrati numerosi allagamenti in garage, scantinati e anche nello stadio comunale Walter Martire. Le zone più colpite sono state l’area nord in prossimità di via Saffi, Raffaello e Botticelli, e a nord–est in via San Pio X, via Leopardi e le laterali. A sud ci sono stati disagi in via Marzabotto e in via Rosselli dove i canali erano ricolmi di grandine. Due auto sono rimaste bloccate nei garage. A Sambruson la Protezione civile è intervenuta in piena notte in via Brentasecca per permettere il normale deflusso dell’acqua. A subire i danni maggiori sono stati gli spogliatoi dello stadio, finiti sott’acqua, con il materiale tecnico della società Atletica Riviera del Brenta. Anche a Fiesso si sono registrati allagamenti su strade, scantinati, garage, abitazioni con disagi per i cittadini.

(g.pir.)

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Nuova Venezia – Tempesta e grandine nel Miranese

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

15

giu

2012

MIRANO – Nel Miranese si contano i danni della tempesta di pioggia e grandine che mercoledì pomeriggio ha flagellato per quasi due ore campagne e quartieri residenziali. A Mirano i disagi maggiori sono stati in centro storico e nel quartiere ovest, zona impianti sportivi. Diversi gli interventi dei vigili del fuoco per scantinati allagati e strade finite sott’acqua. Problemi alla scuola materna Collodi, che anche oggi rimarrà chiusa per infiltrazioni: la grande quantità di grandine caduta si è accumulata nelle grondaie, ostruendole, così sul tetto si è formata una chiazza d’acqua che ha iniziato a impregnare il soffitto e gocciolare all’interno. Si registrano danni per qualche centinaio di euro, grazie al personale della scuola che è riuscito ad asciugare l’acqua evitando di danneggiare anche il pavimento in legno. I 69 bambini iscritti potranno comunque rientrare solamente lunedì. Problemi simili anche all’asilo Meneghetti, che però non è stato necessario chiudere. Nel quartiere Matteotti invece protestano i residenti finiti a mollo per l’ennesima volta: «Ogni volta che piove ci troviamo in queste condizioni», afferma il portavoce di via Rosselli Mario Da Lio. «Diverse vie del quartiere sono state invase dall’acqua allagando garage, scantinati e pure l’edicola di via Matteotti, con 30 centimetri d’acqua all’interno». Da Lio ha più volte segnalato al Comune il problema, sostenendo la necessità di liberare caditoie dall’erba sfalciata, che a quanto pare non viene raccolta finendo per intasare i tombini. Problemi si sono verificati anche in via Gramsci, in via Villafranca e in via Belluno, mentre i sottopassi autostradali hanno mostrato ancora una volta la loro inadeguatezza a sopportare piogge intense. Allagati quelli di Vetrego, via Taglio e quello ferroviario di Ballò, che avrà bisogno di ulteriori lavori alle pompe idrauliche lunedì e martedì prossimi, con una nuova chiusura dopo quella di due mesi fa. Si lamentano anche i residenti di via Luneo a Spinea, finiti ancora con l’acqua in casa: «È la storia di ogni temporale», protesta il portavoce del comitato Gianni Corò, «da quando hanno costruito il Passante, viviamo con continui disagi per via dell’acqua che non defluisce regolarmente, tracimando dai fossati. Siamo stanchi, da Comune e Veneto Strade arrivano solo promesse e sopralluoghi inconcludenti, vogliamo i lavori».

Filippo De Gaspari

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