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Nuova Venezia – Ecco com’era Spinea con meno cemento

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28

gen

2015

L’incontro si terrà venerdì nella sala del “Civico 22”: un confronto tra ieri e oggi

SPINEA – Spinea com’era anni fa e come in pochi probabilmente la ricordano. Venerdì alle 20.30, nella sala del Civico 22 in via Mantegna, al Graspo de Ua, saranno proiettate vecchie fotografie di luoghi di Spinea. L’obiettivo della serata, organizzata dal circolo culturale Civico 22 e intitolata “Saluti da Spinea”, è divulgare una più profonda conoscenza del territorio, della sua storia e delle trasformazioni subite.

La serata sarà condotta da Fabio Da Villa, fotografo e proprietario di un archivio storico fotografico di Spinea, che confronterà le sue vecchie foto con quelle attuali per evidenziare le trasformazioni, non sempre positive, di una città dove lo sviluppo urbanistico è spesso oggetto di dibattito e polemiche.

La proposta si inserisce in quella più ampia del progetto culturale proposto dal circolo Civico 22, per coinvolgere la popolazione di Spinea e in particolare quella del Graspo de Ua in attività socioculturali e ricreative.

Gli incontri successivi vedranno protagonisti la Fiab-Federazione italiana amici della bicicletta, con una serata dal titolo “Turismo in bicicletta” e Spigas con “Serata a TuttoGas” per la promozione dell’acquisto solidale e il consumo consapevole di generi alimentari.

Vi sarà anche un incontro con il centro d’ascolto Attilio Scocco dedicato al tema della solidarietà e una serata con il Cism, Coordinamento immigrati sud del mondo, per parlare di integrazione con gli extracomunitari.

Infine la serata con il comitato Difesa Ambiente e Territorio di Spinea approfondirà tematiche ecologiche e ambientali. Tutti i venerdì sera dal 30 gennaio al 27 marzo alle 20.30.

(f.d.g.)

 

IL COORDINAMENTO A TUTELA DELL’OSPEDALE DI DOLO

DOLO «Appena possibile organizzeremo un incontro per spiegare nel dettaglio il progetto che tanto sbandiera la direzione dell’Asl 13, un progetto che gli organismi regionali non hanno bloccato».

Lo dice Emilio Zen, portavoce del coordinamento iniziative a tutela dell’ospedale di Dolo che interviene dopo la presentazione, venerdì scorso, del piano di investimenti da 28 milioni di euro per gli ospedali di Dolo, Mirano e Noale.

«Il direttore generale dell’Asl 13 abbassa i toni», continua Zen, «addolcisce la pillola, ma la gravità della situazione per il futuro dell’ospedale di Dolo rimane».

La preoccupazione maggiore è per il reparto di chirurgia che sarà trasferito a Mirano, mentre a Dolo rimarrà una chirurgia week day surgery.

«Noi vogliamo un ospedale che risponda efficacemente alle urgenze e alle acuzie per un bacino d’utenza di 140 mila abitanti», prosegue Zen, «un ospedale “completo” con reparti e servizi full time organizzati, integrati, funzionali allo scopo. Non vogliamo un week surgery. Nessuno ha mai parlato di chiusura, ma di ingiustificato declassamento».

Infine una serie di quesiti rivolti alla Regione. «Dov’è la politica?», si chiede Zen ? Vi siete dimenticati che il governo della Sanità è vostro? Dovete voi stabilire indirizzi e scelte e farli rispettare alle direzioni Asl e non il contrario?».

Giacomo Piran

 

I 623 rilievi del 2014 collocano il comune della Riviera fra i peggiori della provincia

MIRA – Record di sversamenti di rifiuti a Mira con 623 rilievi per abbandoni di rifiuti, 124 verbali elevati (il 63% a residenti fuori Comune) e sanzioni per 20.667 euro. I verbali elevati nel 2013 erano 121. Questi i dati dell’attività degli ispettori ambientali di Veritas nel Comune di Mira.

Un dato che colloca Mira con Scorzè (che ha lo stesso numero di verbali elevati) fra i peggiori della provincia di Venezia.

Dei 124 verbali, 84 hanno riguardato utenze domestiche, 39 utenze commerciali,uno è stato fatto a una società. Per la maggior parte si è trattato di conferimenti difformi (100), e per il 50% dei casi si è arrivati al trasgressore dall’esame del contenuto dei rifiuti. Quasi sempre si è trattato di rifiuti urbani, in alcuni casi (15) di rifiuti speciali.

Significativo il dato dei rilievi per abbandono senza l’individuazione del responsabile: ben 623, come pure quello delle azioni di informazione all’utente per una corretta differenziazione: 894, di cui 871 a utenze domestiche. Dai verbali emerge anche una mappa delle vie in cui più spesso avviene l’abbandono di rifiuti o il loro conferimento senza una corretta differenziazione.

Al primo posto ci sono via Malpaga fra Borbiago e Marano e via Foscara a Malcontenta, ciascuna con 27 verbali elevati, seguono via Bastiette (15 verbali) a Dogaletto , via Ghebba (11) a Oriago e via del Curano (9) a Mira Porte.

Per quanto riguarda i trasgressori non residenti, la maggior quota di sanzioni ha riguardato abitanti del Comune di Venezia (33), seguiti da Spinea (8), Campagna Lupia (7), Camponogara e Mirano (5).

Il report 2014 sull’attività di vigilanza e di informazione degli ispettori ambientali di Veritas nel Comune di Mira conferma che c’è ancora molto da fare per arrivare a una generale consapevolezza dell’importanza di una corretta differenziazione dei rifiuti.

Sulla questione interviene l’assessore All’ambiente Maria Grazia Sanginiti: «Il lavoro paziente e quotidiano degli ispettori Veritas è fondamentale per educare al corretto e generalizzato riciclo dei nostri rifiuti. È importante capire che meglio lo si fa, meglio è tutelato l’ambiente, ma soprattutto c’è un’importante ricaduta economica, che si traduce in risparmio per il Comune di Mira e di riflesso per i cittadini, perché è il rifiuto indistinto quello che più pesa sulla bolletta finale. Per questo ci stiamo muovendo verso l’adozione del porta a porta in tutto il territorio, con puntuale tariffazione del rifiuto prodotto».

Alessandro Abbadir

 

Nuova Venezia – Stra. “Pulita l’area di Villa Pisani”

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26

gen

2015

La cinta muraria era invasa dai rifiuti, molte le proteste

STRA «Abbiamo fatto togliere dagli operatori comunali addetti alla pulizia il cumulo di rifiuti che si trovava sotto le mura di Villa Pisani; a breve la Soprintendenza ci ha assicurato che partirà una gara d’appalto per la pulizia ordinaria della cinta muraria».

A spiegarlo è il sindaco del paese, Caterina Cacciavillani, dopo la denuncia dell’associazione “Anima Critica” dei giorni scorsi.

«Il degrado sotto le mura di cinta di Villa Pisani a Stra», aveva denunciato nei giorni scorsi l’associazione “Anima Critica”, è sotto gli occhi di tutti. Ci sono immondizie sparse a terra ovunque in più punti, dall’inizio del parcheggio e lungo il percorso sotto la famosa cinta muraria. E poi: “scoasse” fuoriuscite dai cestini in ferro che non vengono più svuotati in modo regolare, e che i teppisti di turno e di passaggio si divertono a prendere a calci».

La situazione – assicura il primo cittadino di Stra Caterina Cacciavillani – è completamente cambiata.

«Abbiamo fatto pulire le mura da quella situazione incresciosa», dice, «ora la sporcizia non c’è più. La Soprintendenza ci ha assicurato che è stata indetta una gara d’appalto per la pulizia del sito museale e una volta a regime il servizio la situazione non si ripeterà più. Villa Pisani è uno dei luoghi di importanza nazionale più importanti dal punto di vista turistico in Riviera del Brenta.

(a.ab.)

 

PORTOGRUARO – Fino a qualche giorno fa la linea non presentava criticità. Alcuni pendolari della linea Portogruaro–Casarsa sono giunti a destinazione con almeno un paio di minuti di ritardo. Sono stati sufficienti, ed è incredibile, per perdere la coincidenza per Udine.

A lamentarsi dell’inconveniente avvenuto ieri mattina una giovane dottoressa di Fossalta di Portogruaro che ha esternato su facebook tutta la sua delusione, comune anche ad altre persone.

Più che un disservizio di Trenitalia si lamenta l’assoluta mancanza di buon senso da parte del macchinista del treno Venezia – Pordenone – Udine che non ha atteso i pendolari appena scesi dal Minuetto che collega Portogruaro alla città del Pasolini.

«Non è possibile una cosa del genere» scrive Tatiana Cervesato «il treno mi è partito davanti, avrebbero potuto aspettare».

È accaduto questo. La giovane è salita sul treno regionale a Portogruaro, il quarto della giornata con partenza alle 7.32 dalla città del Lemene e arrivo a Casarsa alle 7.58.

«Ebbene, quando siamo scesi a Casarsa» ha dichiarato la donna fossaltese «l’interregionale per Udine, dove mi reco per lavoro, aveva già le porte chiuse. Abbiamo cercato invano di far cambiare idea a chi gestiva il treno, ma è stato inutile».

Un vero e proprio atto di scorrettezza verso gli utenti. È buona norma attendere qualche secondo la coincidenza prima di far partire il treno, ma evidentemente il macchinista che si trovava alla guida del convoglio per Udine aveva troppa fretta. A Cervesato e ad altri utenti non è rimasto altro da fare, dunque, che attendere il treno successivo, con buona pace sua e del datore di lavoro.

(r.p.)

 

Nuova Venezia – I grillini “assediano” villa Galan

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25

gen

2015

Sit in del M5S, Cappelletti: «L’ex governatore si dimetta subito da deputato»

LOZZO ATESTINO «Pronto? Come sta Galan? Salutatemelo tanto, è una personcina tanto onesta». Sono le 18.45 e in piazza a Lozzo Atestino, in collegamento da Roma, chiama il deputato Alessandro Di Battista accendendo gli oltre duecento grillini radunati nel piccolo Comune dei Colli Euganei. E’ questo uno dei momenti che ha animato la tappa veneta della «Notte dell’Onestà», l’evento organizzato dal Movimento 5 Stelle e che ha avuto un’appendice in Veneto. Cuore della protesta è Lozzo Atestino, il centro più vicino a Villa Rodella, la sontuosa tenuta di Cinto Euganeo in cui l’ex governatore Giancarlo Galan sta scontando gli arresti domiciliari.

In piazza delle Fratte sono in 250, capitanati dal candidato del M5S alla presidenza della Regione Veneto, Jacopo Berti. Con lui, oltre a numerosi esponenti del territorio, ci sono anche i senatori Enrico Cappelletti e Giovanni Endrizzi. La lunga carovana ha puntato presto l’obiettivo di giornata, ossia la dimora dell’ex ministro Galan.

In programma un flash mob «educato ma forte, una battaglia di legalità e giustizia» – per utilizzare l’annuncio M5S – proprio davanti alla casa del Doge. Le autorità presenti, schierate in gran numero sia in piazza che agli ingressi di Villa Rodella, hanno però imposto un doppio limite: ai manifestanti è stato vietato di passare per la strada che costeggia il palazzo di Galan, costringendo gli stessi ad imboccare una via parallela ma più lontana. La lunga carovana, armata di striscioni e stelle filanti, si è poi dovuta arrestare a più di cento metri dalla villa. Qui ha preso la parola Berti, che ha polemizzato in particolare contro la decisione della Camera di non accogliere l’emendamento del M5S alla riforma costituzionale, che chiedeva la sospensione del’indennità a Galan. L’ex ministro, nonostante i domiciliari, continua a presiedere la commissione Cultura. Il sit-in si è spostato nuovamente in piazza, dove dal palco allestito per l’occasione i promotori dell’evento si sono messi in contatto con i colleghi radunati a Roma.

Hanno preso la parola, tra gli altri, l’europarlamentare David Borrelli e il deputato Di Battista: «In Veneto state facendo un lavoro formidabile, è incredibile che non tutti i cittadini veneti conoscano la verità, e cioè che il presidente di una commissione parlamentare di fatto è un galeotto».

Nicola Cesaro

 

Richiesta di nuovi studi della commissione Via. Zitelli: «Critiche pesanti, scavo su un binario morto»

«Quadro progettuale opaco nelle modalità di realizzazione». E per molti aspetti del progetto «la mancanza di approfondimento è grave».

Non sono proprio critiche leggere quelle che la commissione nazionale Via (Valutazione di Impatto ambientale) del ministero per l’Ambiente rivolge al progetto Contorta. Lo scavo del nuovo canale voluto dal Porto per far passare dalla bocca di Malamocco e farle arrivare in Marittima togliendole da San Marco.

Dopo quattro mesi il ministero ha fatto pervenire all’Autorità portuale le osservazioni al progetto previste dalla legge. Sono 27 pagine, piuttosto dure nel respingere al mittente il progetto per lo scavo del nuovo canale in laguna.

«Il Contorta è sul binario morto», commenta Andreina Zitelli, ex componente della commissione Via, «le integrazioni richieste sono di tale entità che richiedono un nuovo progetto e un nuovo studio».

Opposta l’interpretazione del presidente del Porto Paolo Costa. «Sono state scartate tutte le ossservazioni fotocopia», dice, «forniremo chiarimenti in particolare sullo spostamento dei sottoservizi e sulle modalità di cantiere».

Per i comitati si tratta invece di una bocciatura. Accogliendo le osservazioni critiche presentate anche dal Comune e dalle associazioni, i tecnici della commissione per la Valutazione dell’Impatto ambientale hanno richiesto nuovi studi e approfondimenti.

Anche sugli effetti della nuova via d’acqua sull’idrodinamica lagunare. Una delle obiezioni maggiori che erano state avanzate dal professor Luigi D’Alpaos, ordinario di Idraulica all’Università di Padova.

«Il passaggio di navi di grandi dimensioni in qual luogo aumenterà l’erosione e dunque l’uscita dei sedimenti dalla laguna al mare».

Nel progetto del Porto questo veniva ovviato con la costruzione di argini e barene artificiali. Ma alla commissione questo non è bastato e dopo aver esaminato le relazioni è stato disposto l’invio di osservazioni. I tempi dunque si allungano. E il Porto rilancia l’allarme: «In marzo dovremo decidere sulla stagione delle crociere 2015», dice Costa, «non possiamo più aspettare».

Se la parola d’ordine comune è «togliere le navi da San marco» sul progetto migliore per farlo ancora non ci sono decisioni. E all’esame della Via ci sono anche le ipotesi del terminal al Lido, davanti all’isola del Mose, e di Marghera.

(a.v.)

 

MIRA – Continuano gli incontri pubblici dell’amministrazione comunale mirese con i cittadini per illustrare l’attività svolta e raccogliere eventuali segnalazioni e proposte. Il prossimo appuntamento riguarderà il delicato problema della sicurezza degli attraversamenti sulla Romea.

Si terrà martedì al ristorante “alla Laguna” alle 20.

All’incontro parteciperanno il sindaco, assessori e consiglieri comunali.

«In questa occasione», spiega il capogruppo del Movimento 5 Stelle, Mauro Berti, «il tema della sicurezza stradale, con la Romea da attraversare per qualsiasi spostamento, costituirà uno dei temi forti della serata».

Anche il sindaco Alvise Maniero è pronto al confronto con i cittadini della località mirese che si trova di fronte alla laguna.

«Si tratta di un’occasione», dichiara il sindaco Maniero, «per un confronto diretto, per spiegare la nostra azione di questi mesi ma anche per avere direttamente dai cittadini l’indicazione di quelle che sono le priorità della frazione e il giudizio sul nostro operato».

Il Comune di Mira da tempo si è schierato per la messa in sicurezza dell’attuale Romea e contro la realizzazione della Romea Commerciale.

Una posizione quest’ultima che il Comune ha fatto propria manifestando recentemente proprio a Giare contro la mega opera che sta creando molte proteste e diverse manifestazioni in tutto il territorio.

(a.ab.)

 

SPINEA – Barriere fonoassorbenti e fotovoltaiche per il Passante che inquina l’aria e disturba il sonno dei residenti.

Torna a riproporle il consigliere di Fratelli d’Italia Mauro Armelao, dopo che il progetto è diventato realtà in altri comuni. Ha fatto scuola, ad esempio Oppeano, in provincia di Verona, dove barriere all’avanguardia, in grado di proteggere dai rumori e allo stesso tempo produrre energia dal sole, sono realtà lungo la Transpolesana.

Armelao torna così alla carica, riproponendo il progetto anche per Spinea, dove a distanza di anni dall’entrata in esercizio del Passante, ancora non è arrivata una soluzione per alcuni tratti di autostrada, rimasti scoperti dalle barriere.

Lo fa a pochi giorni dal rinnovo del Consiglio di amministrazione di Cav, la società che lo gestisce.

«Installando pannelli solari su tutto il tracciato, esclusi i tratti in trincea, Cav potrebbe produrre energia elettrica da distribuire gratis a tutte quelle utenze private che distano fino a 200 metri dal Passante, in modo da “ricompensarli” dal danno subito dalla presenza dell’infrastruttura», spiega Armelao, «tutti sanno che le abitazioni in questa fascia hanno perso almeno il 30% del loro valore commerciale. Inoltre, l’energia prodotta e non consumata per le case e per l’illuminazione stessa del Passante, potrebbe essere venduta da Cav a Enel. Si tratta di un’operazione di giustizia verso i tanti residenti che non sono stati adeguatamente risarciti, solo perché più distanti della fascia di indennizzo, penso ai residenti di Crea, Fossa, Luneo e Zigaraga».

A Oppeano, oltre all’abbattimento pressoché totale dei rumori in eccesso, meno di due chilometri di barriere fotovoltaiche producono ogni anno circa 800 mila kilowatt’ora di energia.

Filippo De Gaspari

 

Boemio, titolare dell’appalto: «Interferenze non previste con il cantiere del tram»

Gli amici della bici insorgono: «Con il tram attivo impossibile raggiungere Venezia»

Il cantiere lungo il Ponte della Libertà è in ritardo – di due mesi dice l’azienda costruttrice – mentre la seconda parte della pista ciclabile che permette il collegamento tra l’area dei Pili e via dei Petroli è ancora chiusa nel freezer come conseguenza dell’arrivo dei commissari a Ca’ Farsetti e probabilmente potrà essere de-congelata solo con l’arrivo della nuova maggioranza e della nuova giunta, in primavera.

«La realizzazione della pista è fondamentale», spiega Biagio d’Urso, dell’associazione Amici della bicicletta, «ma se il tram entrerà in servizio prima della conclusione della pista, con il conseguente divieto di transito alle bici sul Ponte per motivi di sicurezza, non si potrà più raggiungere piazzale Roma in bicicletta. Senza contare che, una volta finita la pista sul Ponte, in mancanza del tratto tra i Pili e via dei Petroli, l’accesso e l’uscita dalla ciclabile del Ponte saranno molto pericolosi soprattutto per chi, pedalando da Venezia verso Mestre, sarà contro-mano, trovandosi di fronte non solo le auto ma anche il tram».

Il quale, stando alle ultime previsioni, dovrebbe iniziare a collegare il centro di Mestre con Venezia a partire dalla metà di maggio. Il cantiere sul Ponte. In questi giorni sta proseguendo l’installazione dei supporti orizzontali che sosterranno la passerella da parte della Boemio costruzioni, l’azienda lo scorso maggio si è aggiudicata l’appalto di Avm con un ribasso d’asta del 20% e un offerta di 1 milione e 300 mila euro. Nel frattempo nelle officine si sta realizzando la struttura in carpenteria metallica sulla quale poi saranno poggiati i pannelli – una lega di legno e plastica – anti-sdrucciolo che costituirà la base sui cui correranno le biciclette.

«La fine del cantiere era prevista per la fine di aprile», dice Francesco Boemio, titolare dell’azienda, «ma ci sono alcuni ritardi dovuti in parte ai giorni di maltempo, in parte alle interferenze con il cantiere del tram, credo che non sia colpa di nessuno». L’apertura della pista a sbalzo con vista sulla laguna slitta quindi alla fine di giugno.

«Non voglio sbilanciarmi, ma ci vorranno almeno cinquanta giorni in più», aggiunge Boemio, facendo un calcolo che appare perfino prudenziale. Almeno un mese dopo quindi la prevista entrata in servizio del siluro rosso, con il rischio di escludere l’accesso a Venezia per le bici nella prima parte dell’estate.

«E’ assurdo», spiega d’Urso, «perché si tratta del periodo di maggior afflusso: di residenti e di turisti, e di persone che si spostano verso il Lido o Pellestrina. Non solo resteremo senza pista, ma quando sarà conclusa resterà comunque monca».

L’area dei Pili. Il riferimento è alla seconda parte del progetto: è quel tratto di circa 400 metri che permetterebbe ai ciclisti di raggiungere in sicurezza via del Petroli, e da qui l’area del Vega, una zona priva di pista ciclabile ma a basso traffico. Un varco da aprire in un’area verde abbandonata messo a disposizione dal presidente dell’Umana, Luigi Brugnaro, che ne è il proprietario, e si acolla anche parte delle spese del progetto, mentre la realizzazione è in capo all’amministrazione pubblica. I soldi per l’intervento erano stati previsti dall’ex assessore Ugo Bergamo, compreso un contributo regionale, per un totale di circa 1 milione di euro che servirà a portare la ciclabile proprio fino al Vega e fino alla stazione Porto Marghera. Ma a pubblicare il bando sarà – se deciderà di confermarne il finanziamento – la prossima giunta.

Francesco Furlan

 

GLI ALTRI CASI – Dal bicipark della stazione al collegamento Favaro-Dese

Nel tessuto delle piste ciclabili della città – che primeggia, in Italia, per numero di chilometri – ci sono però ancora alcuni nodi da risolvere. A partire dal bicipark della stazione ferroviaria, uno degli ultimi interventi realizzati. Capiente, anche se un po’ scomodo a causa della rampa d’accesso al piano sopra-elevato, resta senza una pista ciclabile che permetta di accedervi in sicurezza, in una zona, come quella della stazione, trafficata a confusa per l’alto numero di macchine in sosta breve lungo la carreggiata.

Altro nodo irrisolto riguarda via Colombo, strada lungo la quale le bici non possono passare per questioni di sicurezza, essendoci già il tram – è lo stesso problema che potrebbe sorgere lungo il Ponte della Libertà. La prevista passerella sul Marzenego tra la riviera Marco Polo e via Zanotto, è al momento rimasta sulla carta. Così come – nonostante le sollecitazioni della Municipalità, del parroco e di tutta la comunità – la pista ciclabile di via Altinia tra Dese e Favaro. La pista è stata prevista in due accordi di programma, il primo del 5 ottobre 2012 e il secondo del 22 settembre 2014. Anche in questo caso le dimissioni della giunta non hanno aiutato ad accelerare la risoluzione dei problemi.

 

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