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«Dopo la dura presa di posizione del Comune di Mira e della conferenza dei sindaci della Riviera, il voto del consiglio comunale di Dolo contro la Orte- Mestre segna in modo inequivocabile una netta inversione di tendenza: di fronte all’evidenza dei fatti, gli argomenti e le ragioni di chi continua a sostenerla non reggono più».

A sostenerlo sono Lisa Causin e Rebecca Rovoletto, portavoce del comitato Opzione Zero, che plaudono la decisione del consiglio comunale di Dolo di votare a larga maggioranza un ordine del giorno contro la realizzazione della Romea Commerciale e per la messa in sicurezza dell’attuale strada statale Romea.

«Esprimiamo grande soddisfazione per questo risultato», proseguono, «che rafforza e dà speranza a chi è da sempre impegnato in questa difficile battaglia. L’opera, oltre che anacronistica, risulta del tutto insostenibile e distruttiva da qualsiasi punto di vista. È significativo che siano proprio Mira e Dolo, i due comuni nel cui territorio dovrebbe trovare spazio la “testa” dell’autostrada, a muoversi contro corrente ».

Il presidente di Opzione Zero, Mattia Donadel crede nella possibilità di fermare l’opera. «L’approvazione del progetto preliminare della Orte-Mestre non è per nulla irreversibile », sostiene Donadel, «si tratta di una decisione politica e come tale può essere messa in discussione in ogni momento».

(g.pir.)

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Comunicato stampa Comitato Opzione Zero 

Autostrada Orte-Mestre: il fronte del SI comincia a sgretolarsi.

A pochi giorni dalla dura presa di posizione del Comune di Mira e della Conferenza dei Sindaci della Rivera, il voto del consiglio Comunale di Dolo contro la Orte-Mestre segna in modo inequivocabile una netta inversione di tendenza: di fronte all’evidenza dei fatti, gli argomenti e le ragioni di chi continua a sostenerla non reggono più, diventando pura retorica.

Da dieci anni, i comitati analizzano dati ufficiali e incontrovertibili ponendoli all’attenzione delle istituzioni locali che, finalmente, si sono decise a prenderne atto: l’opera, oltre che anacronistica, risulta del tutto insostenibile e distruttiva da qualsiasi punto di vista.

E non è un caso che, a livello istituzionale, siano proprio i Comuni ad alzare per primi la voce. Sono infatti le amministrazioni e le popolazioni locali i soli a pagare gli effetti devastanti delle cosiddette “grandi opere” come la Orte-Mestre, sia in termini ambientali sia in termini economici. Anche per i Sindaci più possibilisti ormai è chiaro che le solite promesse di Governo e Regione sulle opere di compensazione sono solo specchietti per le allodole: la storia del Passante sta lì a dimostrarlo.

Rebecca Rovoletto e Lisa Causin, portavoce del Comitato, esprimono grande soddisfazione per questo importante risultato che rafforza e dà speranza a chi è da sempre impegnato in questa difficile battaglia; e sottolineano due aspetti particolarmente significativi: in primo luogo, il fatto che siano proprio Mira e Dolo, i due Comuni nel cui territorio dovrebbe trovare spazio la “testa” dell’autostrada, a muoversi contro corrente.

In secondo luogo, la portata di questa presa di posizione che supera finalmente la discussione artificiosa e fuorviante, tipicamente NIMBY, su dove dovrebbe passare il tracciato.

Secondo Mattia Donadel, presidente di Opzione Zero, “bisogna crederci fino in fondo”: l’approvazione del progetto preliminare della Orte-Mestre non è per nulla irreversibile, si tratta di una decisione politica e come tale può essere messa in discussione in ogni momento.

Ora, per Opzione Zero e per tutto il variegato arcipelago di organizzazioni che costituisce la Rete Nazionale Stop Orte-Mestre, diventa decisivo premere il più possibile sugli altri Comuni e sulle forze politiche affinché trovino il coraggio di cambiare posizione e di chiedere che finalmente si affronti in modo prioritario il tema della messa in sicurezza immediata della SS 309 e del trasporto pubblico locale.

 

Nuova Venezia – La polemica sulla Romea Commerciale

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

18

mar

2014

Gottardo: «Mai detto “fallito” a nessuno»

DOLO – Il sindaco di Dolo Maria Maddalena Gottardo torna sulla questione dei rapporti tesi all’interno della Lega Nord fra lei e il sindaco di Vigonovo, Damiano Zecchinato. La Gottardo ci tiene a precisare di «Non aver mai usato nei confronti del sindaco Zecchinato il termine ‘fallito”». Male precisazioni continuano. «Ho detto», spiega la Gottardo, «che non ho fallimenti professionali da riconvertire in politica, ma non ho mai detto “personali”». Che l’affermazione però sia riferita ai fallimenti, è stata intesa da molti, in questo contesto come una chiara allusione diretta proprio a Zecchinato. Una allusione su cui a questo punto la Gottardo vuole sgombrare ogni dubbio, spiegando che così non è.

La questione su cui Zecchinato e la Gottardo si erano accapigliati, cioè la realizzazione della Romea Commerciale (che Zecchinato con la Lega Nord vuole innestata a Crea di Spinea) resta però ancora aperta.

Per i sindaci della Riviera del Brenta la posizione che va perseguita è quella della richiesta di derubricazione dell’opera da fare al Cipe a causa della sua vetustà.

Una posizione portata avanti anche dal comitato “Opzione Zero”, secondo cui nel 2005-2007 circolavano sulla Romea ogni giorno in media 25 mila auto. Ora sono poco più di 18 mila. C’è stato un calo di traffico di oltre il 20 %.

La Romea Commerciale per restare in piedi con il sistema del Project Financing come autostrada ha bisogno ogni giorno di almeno 100 mila veicoli in transito. Ce ne saranno se tutto va bene 25 mila , cioè un quarto. «Chi pagherà», si chiedono al Comitato, «questo debito colossale per la costruzione di un’opera che ormai non serve più a nulla?».

(a.ab.)

 

Nuova Venezia – “La Nuova Romea non serve piu’ “

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15

mar

2014

Dossier al Cipe firmato dai sindaci e da Opzione Zero: veicoli in drastico calo

CAMPONOGARA «Spediremo al Cipe entro aprile un dossier con cui come comuni del comprensorio della Riviera del Brenta chiederemo la derubricazione della Romea commerciale dalle opere da realizzare ».

Lo annuncia il presidente della Conferenza dei sindaci della Riviera e sindaco di Camponogara Giampietro Menin.

Nel dossier saranno allegati gli ordini del giorno di tutti i consigli comunali della zona e i dati che dimostreranno l’assoluta inutilità dell’opera a vent’anni dalla progettazione.

«La Romea commerciale – dice Menin– non serve ormai più a nulla. Prima di spedire la richiesta al Cipe i comuni di Campagna Lupia e Mira si sono presi l’impegno di studiare un progetto che preveda l’allargamento dell’attuale Romea sul lato laguna. Allegheremo poi i dati che saranno raccolti dagli uffici tecnici e che partono dagli studi fatti da Opzione Zero».

E il comitato è pronto a scendere in campo fino in fondo per aiutare i sindaci ed evitare l’arrivo della Romea commerciale in Riviera.

«I dati che abbiamo a disposizione sono davvero importanti – spiega Rebecca Rovoletto portavoce di Opzione Zero – Nel 2005-2007 circolavano sulla Romea ogni giorno in media 25 mila auto. Ora sono poco più di 18 mila. C’è stato un calo di traffico di oltre il 20%. La Romea commerciale per restare in piedi con il sistema del Project financing come autostrada ha bisogno ogni giorno di almeno 100 mila veicoli in transito. Ce ne saranno, se tutto va bene 25 mila, cioè un quarto. Chi pagherà questo debito colossale per la costruzione di un’opera che ormai non serve più a nulla?».

Opzione Zero affiancherà i 10 sindaci della Riviera nella richiesta ufficiale che sarà spedita al Cipe prima di Pasqua.

«I nostri legali – conclude la Rovololetto- affiancheranno i primi cittadini nella richiesta di derubricazione della Romea Commerciale. È importante che non vengano fatti errori formali ».

Alessandro Abbadir

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COMUNICATO STAMPA OPZIONE ZERO – 8 MARZO 2014

NIENTE DI NIMBY SUL FRONTE ORTE – MESTRE

Inaccettabili e bugiarde alcune affermazioni e commenti apparsi sulla stampa, col palese tentativo di dirottare l’opinione pubblica, creando sterili polemiche e indebita confusione. Alla Conferenza dei Sindaci della Riviera di giovedì scorso non era presente alcun giornalista e nemmeno Renato Chisso, ma Opzione Zero sì!

La posizione dei dieci sindaci, emersa alla conferenza, non lascia alcuno spazio ad ambiguità e smentisce con forza l’inutile accusa nimby: le municipalità della Riviera, sull’esempio del comune di Mira – che ha già votato in questo senso – chiedono il ritiro di TUTTO il progetto Orte-Mestre e immediati mirati interventi sull’attuale Romea e sull’esistente. Da qui la dichiarata intenzione di coinvolgere tutte le amministrazioni delle 5 Regioni. Esattamente la stessa posizione, non solo dei comitati veneti ma di tutta la Rete nazionale Stop Orte-Mestre che da anni porta avanti questa campagna con serietà e competenza.

I Sindaci della Riviera, molto più lungimiranti degli altri livelli di governo, hanno convenuto con i comitati sulla inutilità di un’opera concepita vent’anni fa con previsioni di traffico irrisorie, dai costi esorbitanti e insostenibili, dagli impatti devastanti, che nulla apporta alle reali e urgenti necessità dei territori. Un’opera assurda che, per giunta, pagheranno i cittadini, grazie alla conclamata trappola del project financing, grazie alle defiscalizzazioni e, prevedibilmente, grazie ai micidiali project bond. Destinata, insomma, a fare la fine fallimentare del Passante, il cui debito lo stiamo pagando per la seconda volta con gli esorbitanti pedaggi sulla Padova-Mestre.

Opzione Zero, nodo veneziano della Rete, come ha sempre fatto, metterà tutta la sua competenza e tutta la sua forza d’azione a disposizione degli amministratori che con coraggio si schierano in opposizione alla Orte-Mestre e a favore di un nuovo modello di mobilità. È già in programma una campagna informativa a tappeto e capillare per illustrare il progetto e le alternative.

Quanto al chissiano “non si può tornare indietro”, invitiamo l’assessore ad informarsi meglio sulle procedure e le normative, ricordandogli che altre opere in Legge Obiettivo e varate dal CIPE sono state successivamente ritirate (come la Tangenziale Sud di Milano, tre mesi fa).

Insistere con la litania del “tanto si farà”, contro il volere delle comunità e degli stessi governi locali, con lo scopo di alimentare la rassegnazione e la resa, si rivelerà un pericoloso boomerang: oggi i cittadini e molti amministratori sono più informati e attenti, più consapevoli e agguerriti, non cadranno più in questi retorici trabocchetti.

 

NUOVO VIDEO FIRMATO DOLIWOOD

DOLO – «Semo in ritardo per andare a lavoro, speremo de non catare traffico al caseo de Vetrego». «Seto quanto che costa l’autostrada? 2.80 euro. Ma te par possibie? Te fasso veder mi come che se va a Padova senza pagare. Passo per Scaltenigo e taglio per Fiesso». Il filmato è stato lanciato da alcuni giorni e su Facebook spopola già.

Dopo il successo di “Un casello di ordinaria follia”, i celebri doppiatori di “Doliwood” hanno proposto in collaborazione con il comitato Opzione Zero una nuova parodia per protestare contro il rincaro dei pedaggi autostradali.

Questa volta il film è “Die Hard”, che diventa “Pay Hard”, duri a pagare. Con un esilarante doppiaggio Bruce Willis e Samuel Jackson sono protagonisti di una corsa forsennata per raggiungere Padova senza percorrere l’A4. Per poi arrivare alle porte della città e trovarsi imbottigliati nel traffico. Lo slogan che chiude il filmato è sempre lo stesso: «Mestre-Padova, un euro può bastare».

(g.pip.)

 

Comunicato stampa Comitato Opzione Zero 26/02/2014

Orte-Mestre: DOVE STA LA DEMOCRAZIA?

Un’informazione corretta e libera non può negare il diritto di replica alle false e gravi accuse rivolte ai cittadini che, nel pieno del loro diritto, hanno partecipato al convegno pubblico di Adria di sabato scorso sulla Orte-Mestre. Riteniamo gravissimo il livore e i toni intimidatori delle dichiarazioni apparse su alcuni media, da parte dei “sostenitori” dell’opera.

I cittadini e le associazioni presenti hanno preso liberamente posto e parola, in modo del tutto civile e pacifico, in una delle poche occasioni pubbliche in cui le corporazioni politico-affaristiche escono dai loro palazzi. Giacché gli spazi di partecipazione democratica non esistono o sono di fatto spazi propagandistici privati blindati, dove proprio il confronto viene negato.

Nessuno è stato offeso o zittito. Tutt’altro, su esplicito invito a rimanere ad ascoltare e a confrontarsi con la società civile – stanca di essere ignorata, esclusa dalle scelte e succube di decisioni calate dall’alto sul proprio territorio e sulle proprie vite – come sempre hanno preferito sottrarsi e fare orecchie da mercante.

Chi parla tendenziosamente di irruzione o di indebita occupazione è palesemente a digiuno dei più elementari criteri di democrazia ed abituato all’aggressività e all’arroganza che prende forma nell’imposizione di opere che i territori, quando sono debitamente informati nel merito, rifiutano.

Non a caso, la settimana scorsa l’amministrazione del Comune di Mira (VE) ha votato un ordine del giorno (in allegato) che chiede il ritiro in blocco del progetto Orte-Mestre e l’immediata messa in sicurezza della SS 309 Romea e della E45, sulle cui vittime si sta speculando da oltre 20 anni per “vendere” la nuova autostrada. Dello stesso orientamento altre amministrazioni del veneziano: Dolo, Codevigo, Campagna Lupia, Camponogara, Mirano, Spinea e Venezia si preparano a discutere odg e mozioni in tal senso.

La campagna di opposizione alla Orte-Mestre è solo all’inizio, ma già lo schieramento contrario si sta ampliando e radicando in modo esponenziale: i dati reali e le trappole sottaciute di quest’opera, che vanno dai flussi di traffico irrisori all’uso privatistico del project financing, ne dimostrano tutta l’insostenibilità per i territori, per gli abitanti e per le casse pubbliche. Contestare un’opera anacronistica, inutile e devastante, sulla quale sono in preparazione i ricorsi, fa ancora parte dei nostri diritti e definirli vergognosi è un insulto alla stessa Costituzione.

CLICCARE QUI PER LEGGERE L’ORDINE DEL GIORNO DEL COMUNE DI MIRA

 

MIRA «Siamo a favore della soluzione del completamento dell’idrovia Padova-Venezia, a patto che sia compiuto uno studio di impatto ambientale e idraulico dettagliato sulle conseguenze dell’opera in laguna.

Siamo contrari invece all’idea di realizzare un canale scolmatore, che lascerebbe la possibilità di costruire una strada accanto al sedime idroviario».

A prendere posizione è il presidente di Opzione Zero e consigliere del gruppo Mira Fuori del Comune, Mattia Donadel.

L’idrovia Padova-Venezia completata sarà lunga circa 28 chilometri. Il Genio Civile recentemente ha prospettato tre soluzioni.

La prima del costo di 100 milioni, prevede un canale scolmatore.

La seconda soluzione, la costruzione di un canale navigabile di classe quinta (cioè largo dai 40 metri in sù), costerebbe complessivamente 320 milioni di euro e permetterebbe il transito di chiatte di navigazione di standard europeo.

La soluzione più completa del canale navigabile di “classe quinta super” prevede anche moli e attracchi ad hoc.

«Vanno messe insieme e ponderate nel realizzare l’opera le posizioni di tutti i territori», spiega Donadel, «C’è il rischio, infatti, che con l’idrovia si interri un chilometro e mezzo di laguna dalla foce, con i detriti in arrivo da Padova e Vicenza. Vanno poi valutati gli aspetti di intersezione idraulica con gli altri canali come il Novissimo».

Senza riserve per il completamento dell’Idrovia, il comitato Brenta Sicuro.

(a.ab.)

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