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Blitz al casello, un’ora di transiti gratis

Alla barriera di Mestre comitati e centri sociali in azione contro il caro pedaggi. Disattivati i sensori di tre corsie di uscita

MESTRE – Un blitz promosso dai comitati “30 novembre” e organizzato con teutonica precisione. Dura un’ora in tutto, senza incidente alcuno, la dimostrazione che ha «liberalizzato» la Padova-Mestre nel primo giorno della mobilitazione nazionale contro le grandi opere.

Si danno appuntamento i comitati che si battono contro il passaggio delle Grandi navi a Venezia, la Superstrada Pedemontana, la Nogara Mare, la Orte Mestre: ci sono Beppe Caccia, consigliere comunale a Venezia, Tommaso Cacciari, Mattia Donadel di Opzione Zero e Francesco Pavin del No Dal Molin. Ed altri centocinquanta giovani armati di slogan: «Paga Galan, paga Galan» e striscioni a tema: «Dal Veneto alla Val di Susa, no grandi opere no Tav». Il luogo è la barriera di Villabona, giusto sotto le finestre della sede direzione di Cav, il concessionario pubblico (50% Regione del Veneto, 50% Anas) che ha in gestione la Mestre-Padova e travolto dalle critiche per aver aumentato del 300 per cento il pedaggio sulla tratta più trafficata del Veneto: da 80 centesimi a 2,80. Per un’ora esatta riescono a disattivare tre corsie di uscita e a far passare centinaia di autoveicoli senza il pagamento dei pedaggio.

Una «liberalizzazione» pacifica contro il caro pedaggi. Così, esattamente alle 14,20, i manifestanti hanno vestito pettorine gialle fosforescenti, varcato le barriere del casello, messo fuori uso i sensori, oscurato le telecamere. Un’azione pianificata con cura che ha colto di sorpresa i dirigenti di Cav, usciti dagli uffici armati di macchina fotografica ma impotenti di fronte alla mobilitazione improvvisa messa in campo dai comitati. Con del nastro adesivo i giovani hanno bloccato le barre di tre corsie e sostituito la segnaletica con degli striscioni verdi dalla scritta «gratis» per indurre i veicoli ad adoperarli. Poi si sono disposti a raggio lungo la carreggiata e, distribuendo volantini, hanno indicato agli automobilisti di imboccare le uscite gratuite. Un blitz in piena regola che ha consentito a un centinaio di automobilisti di uscire dalle corsie gratis dell’autostrada, non pagando il pedaggio. I più contenti erano i camionisti, magari con alle spalle alcune centinaia di chilometri, che hanno approfittato della situazione.

«Siamo alla resa dei conti – ammette Beppe Caccia – di questi grandi progetti inutili e costosi. Opere fatte pagare ai cittadini. Se le inchieste andranno avanti sapremo che cosa abbiamo finanziato negli ultimi quindici anni, oltre alle strade».

I comitati hanno criticato duramente l’aumento esponenziale dei pedaggi della Cav scattati dal primo gennaio (ma negli ultimi due anni gli aumenti sono stati del 20%).

«La convenzione tra Cav e Anas prevede che Cav restituisca ad Anas circa un miliardo in 23 anni attraverso il gettito dei pedaggi – spiega una nota dei comitati –: si tratta della somma anticipata dalla stessa Anas per la costruzione dell’opera.

Ma i furbetti si dimenticano di dire che Anas è totalmente pubblica, e quindi i soldi che hanno usato per fare il passante sono stati prelevati dalle nostre tasche.

Ma poiché il traffico è in forte calo allora si aumentano le tariffe alle stelle».

Oggi si replica, ad Adria, a un convegno sulle infrastrutture dove era atteso anche il ministro Lupi sulla Mestre-Orte. I comitati continuano la lotta contro le grandi opere: « Pensare a un nuovo modello di sviluppo non è una bestemmia. Con questo gesto abbiamo voluto attirare l’attenzione sul tema delle autostrade e del caro pedaggio: si fanno grandi opere inutili e le si fanno pagare ai cittadini. Non può più funzionare così».

Daniele Ferrazza

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RAI TGR – Blitz al casello

Posted by Opzione Zero in Filmati, Rassegna stampa | 0 Comments

21

feb

2014

 

 

Nuova Venezia – “La Romea commerciale è inutile”

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

20

feb

2014

 

Nel consiglio straordinario di Mira i sindaci di Riviera e Miranese concordi: traffico calato del 30% 

MIRA – I sindaci di Riviera e Miranese sono concordi, la Romea commerciale, visti i cali di traffico sia automobilistico che di mezzi pesanti in questa zona, non serve a nulla. A questo punto è opportuno fermare il progetto almeno nell’ultimo tratto, e deviandola sulla A13 all’altezza di Codevigo o Cavarzere. Questo quello che è emerso ieri sera durante il consiglio comunale straordinario sulla Romea Commerciale a Mira che era stato chiesto dalle opposizioni Pd e Pdl.

I comitati Opzione Zero intanto proprio prima dell’inizio della sessione del parlamentino mirese hanno fatto la loro protesta spiegando degli striscioni che contestavano la mega infrastruttura.

A rompere il ghiaccio è stata la sindaca di Dolo, Maddalena Gottardo, accusata da più parti di essere interessata solo a spostare l’innesto della Romea commerciale da Roncoduro di Pianiga-Dolo a Villabona o sul Passante a Spinea deviandola sui comuni di Mira, Spinea e Venezia. «Bisogna che i sindaci della Riviera e del Miranese», ha detto il sindaco Gottardo, «prendano una posizione comune sulla questione della Romea Commerciale. Non è vero che sono favorevole a spostare l’opera da un territorio ad un altro, credo invece che i sindaci del comprensorio debbano agire di concerto per poter fermare l’opera prima dell’arrivo in Riviera. L’opera può essere fermata negli ultimi 20 chilometri e poi deviata sulla A13 Padova – Bologna».

Insomma va fermata o a Codevigo o a Cavarzere. Tre infatti sono le ipotesi attuali di innesto: l’ingresso a Roncoduro, sul Passante, o l’inserimento in A4 con uno svincolo a Villabona, in connessione con la tangenziale di Mestre o infine sul Passante a Spinea.

Mattia Donadel consigliere a Mira della lista “Mira Fuori del Comune” ha spiegato l’inutilità dell’opera partendo da un calo del traffico di quasi il 30 % sull’ attuale Romea.

«Quale è il senso di un’opera così devastante», si è chiesto, «se era stata pensata per far defluire un traffico congestionato che congestionato non lo è più? Bisogna mettere in sicurezza l’attuale Romea e non puntare a creare una autostrada che devasterà mezza Italia. Contro quest’opera siamo pronti a lottare con tutti i mezzi a disposizione proteste clamorose comprese».

Ha concordato con i dati sul calo dei flussi di traffico il sindaco di Campagna Lupia Fabio Livieri e il collega di Camponogara Giampietro Menin ha chiesto di poter finalmente accedere al progetto e ha ribadito di non ritenere prioritaria questa realizzazione. Sulla stessa linea anche il sindaco di Mirano Maria Rosa Pavanello, che è preoccupata per le ricadute della nuova autostrada nel miranese.

Alessandro Abbadir

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Una strada lunga 396 chilometri da Mestre a Orte

MIRA- La Romea Commerciale è un’opera ala quale il Cipe ha dato il via libera (con prescrizioni) al progetto preliminare nei mesi scorsi . E’ un nuovo corridoio autostradale di 396 chilometri Nord- Sud in grado di collegare Mestre a Orte. Un’opera da 9,8 miliardi che sarà realizzata interamente in project financing. Il promotore è la cordata guidata dalla Gefip Holding del gruppo Bonsignore, proposta riconosciuta di pubblico interesse nel 2003 e poi via via modificata. Il nuovo preliminare aggiornato, con relativo piano finanziario, dovrà andare in gara, con la possibilità per altri soggetti privati di aggiudicarsi la concessione (49 anni) migliorando le condizioni a base d’asta. Ora, dopo l’approvazione da parte della Corte dei conti, ci sarà un bando internazionale entro aprile 2014 e in fine nel primo trimestre 2015 dovrà essere posta la prima pietra.

(a.ab.)

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CAVARZERE

Domani convegno degli ambientalisti contro il progetto

CAVARZERE – Tutti i motivi per dire no alla Romea Commerciale. Li illustreranno, domani sera, alle 21, a palazzo Danielato, gli esponenti dei comitati ambientalisti veneti, durante un’assemblea pubblica organizzata dal locale Comitato sviluppo e ambiente.

La “grande opera” che, sotto forma di autostrada a quattro corsie (più due per le emergenze), è destinata a soppiantare l’attuale statale Romea, avrà a Cavarzere un casello, attraverserà il territorio comunale da nord a sud, «passando a poche decine di metri dagli abitati di Grignella e Villaggio Busonera, nella zona di Piantazza – Madonne e a poche centinaia di metri dal capoluogo», con un rilevato stradale «alto dai 3 ai 10 metri tagliando in due l’intero comune».

I comitati ambientalisti di Cavarzere e Cona, vari cittadini e l’amministrazione comunale di Cona (ma non quella di Cavarzere) avevano, a suo tempo, presentato osservazioni al progetto preliminare, chiedendo che la Via prendesse in considerazione gli effetti sull’equilibrio idraulico della zona, sull’inquinamento atmosferico e sul paesaggio. Ma, lamentano ora gli ambientalisti, «nessuna di queste richieste è stata accolta».

Diego Degan

 

Gazzettino – Nuova Romea, Mira dice no

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

20

feb

2014

MIRA – Nuova Romea Stop dal Consiglio

VIABILITA’ Il Consiglio comunale vota il documento del M5S contrario all’opera

Ma i sindaci vicini chiedono un tavolo per individuare una proposta condivisa

Mira dice «no» alla Nuova Romea votando a larga maggioranza il documento proposto da M5S e Mira Fuori del Comune contro il progetto Roma – Orte.

Dai sindaci della Riviera l’invito ad opporsi in maniera condivisa a qualsiasi tracciato sulla Riviera.

Affollato consiglio comunale straordinario ieri sera a Mira chiesto qualche mese fa dai consiglieri comunali di opposizione per discutere dell’autostrada Orte – Mestre o Nuova Romea, approvata dal Cipe, ed in particolare delle ipotesi di percorso del tratto finale che destano preoccupazione. Un’infrastruttura che potrebbe impattare pesantemente con il territorio comunale mirese e sulla Riviera come è stato ribadito più volte dai vari interventi ed in particolare dai rappresentanti di Legambiente (Fabrizio Destro) Cia e Opzione Zero che hanno anticipato la seduta esponendo uno striscione contro la Nuova Romea.

Al dibattito sono intervenuti i sindaci di Dolo, Maddalena Gottardo, che ha ribadito la sua opposizione a qualsiasi intervento su Dolo, di Camponogara Giampietro Menin, di Campagna Lupia Fabio Livieri, di Mirano Mariarosa Pavanello e il vicesindaco di Codevigo Nicolas Frison.

Unanime l’appello da parte dei primi cittadini di opporsi all’ultimo tratto della Nuova Romea e di collegare la nuova autostrada alle A13 all’altezza di Codevigo.

Ampio il dibattito che, oltre alle associazioni, ha coinvolto diversi consiglieri comunali di maggioranza e opposizione.

Tra questi il consigliere Andrea Pesce ha espresso preoccupazione per il fatto che «la Nuova Romea rischia di diventare una nuova Tav e la Riviera una Val di Susa».

Molto critico il consigliere di Fi Paolino D’Anna sul documento: «È strumentale parlare di cementificazione delle aree circostanti alla Nuova Romea perché una cosa è l’approvazione del progetto in sè, importante e necessaria, ed un’altra la gestione del territorio circostante che invece compete alle amministrazioni locali e alla Regione».

Il consigliere Roberto Marcato (Noi per Mira) ha sottolineato la necessità di puntare l’attenzione sulla difesa del territorio in modo condiviso come suggerito dai sindaci.

Critico invece il documento approvato a larga maggioranza che considera la Nuova Romea come un’opera estremamente impattante per il territorio, ma anche inutile rispetto al problema della pericolosità della statale Romea, e soprattutto insostenibile dal punto di vista economico.

«Chiediamo a Governo, Regione e Anas di ritirare il progetto – hanno chiesto M5S e Donadel – di avviare un tavolo di confronto con gli enti locali e con le forze sociali per individuare le migliori alternative. Per Mira quest’opera avrebbe ripercussioni inimmaginabili in termini di consumo del suolo, aumento dell’inquinamento atmosferico e acustico, del rischio idraulico e idrogeologico. Chiediamo – hanno sottolineato i consiglieri di Mira – di avviare immediatamente una serie di interventi per la messa in sicurezza della SS 309. Dobbiamo costruire un fronte unitario che respinga questo mostruoso progetto e che tra le alternative siano prese in considerazione la deviazione del traffico pesante della Romea verso l’autostrada A13 con eventuale potenziamento della stessa».

Luisa Giantin

 

Uniti contro la Romea commerciale. I sindaci della Riviera del Brenta e del Miranese, riuniti ieri in un consiglio comunale straordinario a Mira, sono compatti nel loro rifiuto: non vogliono che l’innesto si faccia a Roncoduro, anziché a Villabona e non vogliono «subire l’opera» il cui progetto preliminare ha ottenuto il via libera del Cipe a novembre.

Mattia Donadel, leader dei comitati ambientalisti «Opzione zero» e capogruppo in consiglio comunale della lista civica «Mira fuori dal Comune» ha presentato un ordine del giorno (appoggiato anche da M5S) per chiedere a Governo, Regione, Anas di ritirare il progetto, di avviare un tavolo di confronto con gli enti locali e con forze sociali per individuare «alternative migliori» e di passare immediatamente alla messa in sicurezza della attuale Statale 309.

Nessun cenno invece sulla variante proposta dalla Lega Nord in Provincia, cioè di deviare l’innesto a Oriago, perché «il problema non si risolve scaricando gli oneri su questo o quel Comune, ma solo costruendo un fronte unitario che respinga questo mostruoso progetto».

E i primi passi del fronte comune si vedono. I sindaci di Camponogara, Campagna Lupia, Dolo, Codevigo, Mirano e Spinea hanno espresso il loro secco «no» al progetto.

«Per la Romea passano 18 mila mezzi al giorno – dice il sindaco di Campagna Lupia Antonio Livieri – di cui metà sono veicoli locali che non hanno bisogno di un’autostrada. È un’opera che devasta il territorio. Per noi si deve fermare a Codevigo, con collegamento a Chioggia e A13 e un raddoppio dell’attuale Romea».

Idea che sposa anche il primo cittadino di Camponogara, Giampiero Menin.

Per Maria Maddalena Gottardo, sindaco di Dolo, l’opera non deve avere il suo innesto a Roncoduro, sede del vecchio casello della A4 e dove, secondo gli accordi, sarebbe dovuta arretrare la barriera di Villabona: «Serve un denominatore comune e l’unica arma che abbiamo sono i dati. Non consentirò nessun attraversamento nel territorio di Dolo».

E poi ci sono i Comuni di Mirano e Spinea, mai convocati ai tavoli delle trattative ma che sono interessati dalla nuova Romea commerciale più o meno direttamente. Come Spinea, che rischia dover cedere alla Orte-Mestre una parte di Crea, peraltro ai confini con Mirano. E con una ferita come quella del Passante ancora aperta, i sindaci non intendono offrire nuovamente il fianco.

«Non siamo mai stati tirati in ballo e ci opporremo – dice il sindaco di Mirano, Maria Rosa Pavanello – Roncoduro è improponibile, e il progetto della Romea Commerciale, così com’è, ci vede contrari».

Anche il vicesindaco di Codevigo, Nicolas Frison, chiede che si studi la soluzione migliore per tutto il territorio. «Per noi è importante risolvere un problema viario, Codevigo al momento è un nodo molto aggrovigliato. Ma non accetteremo soluzioni impattatanti».

Presenti in sala per ribadire la loro opposizione alla Orte-Mestre anche i rappresentanti dei comitati e della Confederazione italiana agricoltori (Cia).

Scettico il centrodestra di Mira sulle possibilità di chiedere il ritiro del progetto di un’opera già approvata in fase preliminare dal Cipe e inserita in legge obiettivo. «Le favole sono belle, ma si raccontano ai bambini – commenta Paolino D’anna – sappiamo tutti che la realtà sarà ben diversa».

di D.Tam.

 

Televenezia – Una parodia per l’autostrada troppo cara

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18

feb

2014

PIANIGA «È ovvio che la Regione non vuole finanziare il casello di Albarea. Alla Regione e all’assessore Renato Chisso interessa solo l’innesto del Passante a Roncoduro. Il casello di Albarea sarà fatto eventualmente solo solo dopo Veneto City».

Dura replica dei comitati Opzione Zero al sindaco di Pianiga Massimiliano Calzavara, che si era detto meravigliato per la mancanza del casello nei progetti.

«Il sindaco Calzavara», dicono con le portavoce del Comitato, Rebecca Ruvoletto e Lisa Causin, «afferma di sentirsi preso in giro dai suoi colleghi di partito presenti in Regione perché non ci sono finanziamenti per costruire il casello di Albarea? Poi si dice sorpreso di scoprire che il casello di Roncoduro sarà forse riaperto parzialmente (solo in direzione Mestre)?

O il sindaco di Pianiga è in malafede o è incapace di guardare i progetti e di ascoltare quello che da anni espongono comitati e cittadini.

I piani del suo collega di partito Renato Chisso sono chiari: innesto della Romea Commerciale a Roncoduro.

Il casello di Albarea ci sarà solo se andrà in porto Veneto City.

In tal caso, oltre ad impedire la riapertura totale del casello di Roncoduro potrebbe anche “saltare” l’apertura parziale dell’ex casello di Dolo per evitare che il “tornello” si trasferisca tra il casello di Albarea e Roncoduro».

Duro l’affondo. «Se il sindaco Calzavara- conclude Opzione Zero – avesse avuto a cuore, di aiutare le imprese a restare competitive ed evitare che chiudano i battenti, avrebbe bocciato il devastante progetto di Veneto City e chiesto il rispetto degli accordi sul Passante: spostamento della barriera a Roncoduro con accesso all’autostrada in ambo le direzioni.

Ciò comporterebbe minor consumo di suolo, l’integrità dell’abitato di Albarea e della sua villa e metterebbe a frutto infrastrutture già realizzate con milioni di euro».

(a.ab.)

 

L’ira di Calzavara «Il casello di Albarea non è finanziato» 

PIANIGA «Ci sentiamo presi in giro dalla Regione. Per il casello autostradale di Albarea sulla A4 non sono ancora stati stanziati dei finanziamenti ad hoc nonostante questa opera sia prevista da tempo a servizio dell’area industriale di Dolo – Pianiga che è la terza della nostra provincia».

La bordata del sindaco di Pianiga Massimo Calzavara è diretta contro i suoi compagni di partito in Regione.

Calzavara spiega che recentemente si è tenuta una conferenza dei servizi in cui si è scoperto che i finanziamenti per la realizzazione del casello autostradale non ci sono e di fatto non ci sono mai stati.

«Con enorme sorpresa», spiega Calzavara, «abbiamo scoperto che il casello è un’opera che non è stata finanziata, quando invece sarebbe di vitale importanza a servizio dell’area industriale di Pianiga e potrebbe servire anche il polo della calzatura della Riviera del Brenta».

Ma le sorprese negative non sono finite qui. Altra brutta scoperta è stata quella relativa al casello di Roncoduro chiuso anni fa. «Si era parlato di una riapertura imminente», spiega Calzavara, «e ora scopriamo invece che sarà riaperto solo fra qualche anno e in forma ridotta, mentre per quello di Albarea come minimo, anche se si trovassero i finanziamenti, ci vorranno altri 7-8 anni prima che veda la luce. Non è questo il modo di aiutare le imprese a restare competitive e ad evitare che chiudano i battenti.

Dovremo continuare a servirci del casello di Marano- Vetrego che è distante chilometri dalla nostra area industriale».

(a.ab.)

 

«Il sindaco di Pianiga Calzavara getta la maschera sul casello». È quanto afferma il comitato Opzione Zero che aggiunge…”Il sindaco di Pianiga Calzavara afferma di sentirsi preso in giro dai suoi colleghi di partito presenti in Regione perchè non ci sono finanziamenti per costruire il casello di Albarea? Poi si dice sorpreso di scoprire che il casello di Roncoduro sarà forse riaperto parzialmente (solo in direzione Mestre?).

I piani del collega di partito Renato Chisso sono chiarissimi: innesto della Romea Commerciale a Roncoduro.

Il casello di Albarea sarà realizzato solo se andrà in porto Veneto City. In tal caso, oltre ad impedire la riapertura totale del casello di Roncoduro potrebbe anche saltare l’apertura parziale dell’ex casello di Dolo per evitare che il tornello si trasferisca tra il casello di Albarea e Roncoduro”.

Le portavoce del comitato Rebecca Rovoletto e Lisa Causin osservano: “Se il sindaco Calzavara avesse avuto veramente a cuore, come afferma, di aiutare le imprese a restare competitive ed evitare che chiudano i battenti, avrebbe bocciato il devastante progetto di Veneto City e chiesto il rispetto degli accordi sul Passante: spostamento della barriera a Roncoduro con accesso all’autostrada in ambo le direzioni.

Questa operazione oltre ad essere molto meno costosa, comporterebbe un minor consumo di suolo, garantirebbe l’integrità dell’abitato di Albarea e metterebbe a frutto le infrastrutture già realizzate con milioni di euro dei cittadini come il sottopasso nei pressi di Ballò, la bretella est di Dolo e la bretella da Fiesso”.

(l.per.)

 

 

Il nuovo clip da “Die hard (Duri a morire)” diventa “Pay hard (Duri a pagare)”

Migliaia di condivisioni per protesta contro i 2,80 euro per arrivare a Padova

MIRANO – L’autostrada è troppo cara? Puoi sempre fare come Bruce Willis. Dopo “Un casello di ordinaria follia”, Doliwood colpisce ancora: doppiata, naturalmente in dialetto veneto stretto, una delle famose scene d’azione di “Die Hard (duri a morire)”, il film cult con Bruce Willis e Samuel L. Jackson, diventato per l’occasione “Pay Hard (duri a pagare)”. L’ultimo lavoro del collettivo di doppiatori di Dolo, per la regia del mitico Giorgio “Ciano” Brugnone, guarda direttamente ai problemi di casa e offre ancora una volta la spalla alla battaglia di migliaia di pendolari, dopo il salasso d’inizio anno ai caselli autostradali di A57 e A4. Se dopo che i vecchi 80 centesimi pagati al casello di Vetrego per raggiungere Padova est sono diventati 2,80 euro dall’oggi al domani, la soluzione di molti è stata la viabilità ordinaria. Lo sanno bene i sindaci che hanno visto aumentare giorno dopo giorno le auto nei loro centri storici. Ecco allora che l’alternativa diventa un film: Willis e Jackson sono due amici che per evitare la “rapina” del casello, escogitano, come alternativa per andare al lavoro, una rocambolesca e folle corsa sulle strade urbane della Riviera. Bruciando semafori e precedenze, attraversando parchi e saltando rampe, in perfetto stile d’azione americano, tutto traffico e stridore di pneumatici. Obiettivo: arrivare al lavoro comunque in tempo ma senza sbancarsi, non importa come. «Te fasso vedare mi come che se va a Padova sensa pagare l’autostrada» avverte un risoluto John McClane, al secolo Bruce Willis, ma con la voce di Eugenio Moro: ruba un taxi e giù di acceleratore. Peccato che Vetrego sia dall’altra parte. Niente casello oggi: «Passo par Scaltenigo, tajo par Fiesso, ecco: semo in zona Stanga». Certo il viaggio non è dei più confortevoli: come dire che all’autostrada non ci sarebbe poi tutta questa alternativa. Zeus Carver, il Samuel L. Jackson di Die Hard (la voce è di Giuseppe Menegazzo) ci prova pure a riaccendere nell’indomito Willis il lume della ragione: «Ma se domandassimo el sconto pendoeari?» «Te domandarìa do euro o’stesso», è l’amara risposta di McClane, inseguito dai “controllori”, che vogliono riportarli sulla retta (auto)strada. Una parodia ben riuscita di un film, ma soprattutto di quello che da un mese e mezzo a questa parte si trovano costretti a fare tutti o quasi i pendolari di Miranese e Riviera. E le soluzioni tardano ad arrivare.

Il video-parodia ha già collezionato migliaia di visualizzazioni e condivisioni in rete, rilanciato anche dal comitato Opzione Zero, da sempre impegnato nella campagna “Un euro può bastare” e che, per l’occasione, è partner ufficiale.

Filippo De Gaspari

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COMUNICATO STAMPA OPZIONE ZERO – 17 FEBBRAIO 2014

Il sindaco di Pianiga Calzavara afferma di sentirsi preso in giro dai suoi colleghi di partito presenti in Regione perchè non ci sono finanziamenti per costruire il casello di Albarea? Poi si dice sorpreso di scoprire che il casello di Roncoduro sarà forse riaperto parzialmente (solo in direzione Mestre)?

O il sindaco di Pianiga è in malafede o è incapace di guardare i progetti e di ascoltare quello che da anni espongono comitati e cittadini.

I piani del suo collega di partito Renato Chisso sono chiarissimi: innesto della Romea Commerciale a Roncoduro. Il casello di Albarea sarà realizzato solo se andrà in porto Veneto City. In tal caso, oltre ad impedire la riapertura totale del casello di Roncoduro potrebbe anche “saltare” l’apertura parziale dell’ex casello di Dolo per evitare che il “tornello” si trasferisca tra il casello di Albarea e Roncoduro.

Se il sindaco Calzavara avesse avuto veramente a cuore, come afferma, di aiutare le imprese a restare competitive ed evitare che chiudano i battenti, avrebbe bocciato il devastante progetto di Veneto City e chiesto il rispetto degli accordi sul Passante: spostamento della barriera a Roncoduro con accesso all’autostrada in ambo le direzioni.

Questa operazione oltre ad essere molto meno costosa, comporterebbe un minor consumo di suolo, garantirebbe l’integrità dell’abitato di Albarea e della sua villa e metterebbe a frutto le infrastrutture già realizzate con milioni di euro dei cittadini (vedi sottopasso nei pressi di Balla, bretella est di Dolo e bretella da Fiesso).

Ancora una volta assistiamo a un penoso scaricabarile, ma la realtà è che le responsabilità delle scelte che hanno ridotto il territorio in queste condizioni prosciugando tra l’altro le casse pubbliche, è di tutta la classe politica e amministrativa che ha governato in questi anni Regione, Provincia e Comuni.

 

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