Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui



Sostieni la battaglia contro l'inceneritore di Fusina, contribuisci alle spese legali per il ricorso al Consiglio di Stato. Versamento su cc intestato a Opzione Zero IBAN IT64L0359901899050188525842 causale "Sottoscrizione per ricorso Consiglio di Stato contro inceneritore Fusina" Per maggiori informazioni cliccare qui

DOLO – Il gruppo de “Il Ponte del Dolo” e il comitato “Opzione Zero” allestiranno stasera e domani sera, in occasione della Sagra di San Rocco, un gazebo informativo sulla salvaguardia della Riviera del Brenta e del Miranese.

Durante le serate gli attivisti dei due gruppi forniranno informazioni sulle attività svolte, distribuiranno del materiale informativo, oltre a raccogliere le firme per la proposta di legge di iniziativa popolare “Rifiuti zero”.

Da tempo “Il Ponte del Dolo” e “Opzione Zero”, assieme ad altri comitati, associazioni e partiti del territorio, si stanno opponendo a progetti quali la Romea Commerciale, Veneto City, stradacamionabile ed elettrodotto “Dolo-Camin”, chiedendo tra le altre cose il ripristino del casello autostradale di Roncoduro, il blocco dell’aumento tariffario per il casello autostradale di Vetrego e il completamento dell’Idrovia navigabile Padova – Venezia.

Giacomo Piran

 

Mira. Protesta per il nuovo orario sulla linea Mestre-Adria

Gambato (Sistemi Territoriali): «I convogli erano vuoti»

MIRA «Sfmr in Riviera? Oltre una trentina di milioni di euro spesi per costruire cattedrali nel deserto e poi si tagliano le corse.   Siamo pronti ad organizzare una protesta di massa contro questo comportamento di Sistemi Territoriali e della Regione. Ben fa il comune di Mira a ricorrere alla Corte dei Conti contro questo spreco».

Mattia Donadel è il consigliere comunale e presidente del comitato Opzione Zero che organizza la mobilitazione dopo la presentazione del nuovo orario dei treni sulla linea Mestre – Adria.

Sistemi Territoriali con il presidente Gianmichele Gambato dal canto suo si difende : «È solo stata fatta una razionalizzazione perché i treni viaggiavano vuoti». I comitati, che sono pronti a manifestare a settembre anche sui binari, fanno il punto della situazione.

«È paradossale», dice Donadel, «che si siano spesi dal 2002 al 2008 oltre 30 milioni di euro in quest’area e sulla linea Mestre – Adria per che cosa? Costruire la mega stazione con parcheggio scambiatore con 700 posti auto. Doveva servire nelle promesse della regione e dell’ex sindaco Michele Carpinetti come opera del futuro per disincentivare l’utilizzo delle auto e portare turisti a Venezia dalla Riviera. Sono stati comprati 10 nuovi treni elettrici, sono stati costruiti diversi sottopassi per evitare l’attraversamento a raso dei convogli, e infine è stata elettrificata completamente la linea fino a Mira Buse. Conseguenze di questo sforzo titanico? Si depotenzia il servizio ferroviario sulla Mestre – Adria . Sembra una comica, se non ci fosse da piangere».

Contro l’atteggiamento di Regione e Sistemi territoriali si scaglia anche il Pd di Mira che chiede chiarimenti immediati. Nelle ore di punta i treni da cinque sono stati ridotti a tre.

Dal canto suo il presidente di Sistemi Territoriali si difende: «Non sono stati fatti tagli», dice Gambato, «ma solo razionalizzate le corse. Sono aumentate quelle fino a Adria e ridotte quelle sperimentali esclusive da Mira – Buse a Mestre Venezia. Si è constatato che alcune corse correvano vuote. Sull’opportunità degli investimenti che hanno portato alla realizzazione della stazione di Porta Ovest non sono io che devo dare spiegazioni ma la Regione. Resta il fatto che già l’amministrazione Carpinetti avrebbe dovuto collocare la cartellonistica ad hoc per far conoscere quella stazione. Nulla a quanto si sa è stato fatto finora dall’ente locale».

Alessandro Abbadir

link articolo

 

stazione di marano

Ancora ladri sulle auto al parcheggio

MIRA-Atti vandalici sulle auto di pendolari e residenti nel parcheggio della stazione ferroviaria di Marano. Negli ultimi giorni una decina di auto sono state danneggiate da furti e tentativi di furti, ma anche da chi non potendo aprirle ne ha rovinato la carrozzeria.

«La situazione», spiega Valter Faggian per i pendolari, «è pesante . Sono state colpite auto di persone che vanno al lavoro e anche di turisti che pernottano negli alberghi della Riviera e poi si recano a Venezia. «Chiediamo siano fatti più controlli da parte dei vigili e delle forze dell’ordine».

In tanti casi i tentativi di furto hanno provocato più danni dei furti stessi con conti salati da pagare al carrozziere. A vigilare sulla situazione del parcheggio della stazione di Marano, sulla linea Padova-Mestre, è anche la polizia ferroviaria. (a.ab.)

 

Il progetto della cittadella tra Padova e Venezia cerca di rendersi più ecocompatibile, ma le perplessità rimangono
Chi si è cimentato almeno una volta in vita sua nell’impresa di ritinteggiare le pareti di casa lo sa bene: per un lavoro fatto come si deve servono almeno due mani di pittura. Vale per camera e salotto. Vale, pare di capire, anche per i grandi progetti architettonici. In queste settimane è arrivata infatti la seconda mano di verde per Veneto City. O meglio, pardon, per Veneto Green City, come già da qualche anno è stato ribattezzato il futuristico progetto della nuova cittadella del terziario nel cuore della Patreve, territorialmente a cavallo tra i comuni di Dolo e Pianiga.

Il progetto

Se già con il cambio di denominazione si era voltato pagina rispetto al polo fieristico inizialmente ipotizzato, con una netta virata in senso ambientale, ora arriva il masterplan elaborato da Mario Cucinella e Andreas Kipar, guru dell’architettura verde, e Adileno Boeche, massimo esperto di efficienza energetica. Un progetto obiettivamente affascinante: 715 mila metri quadrati con filari di piante e corsi d’acqua che puntano a ricreare il paesaggio tipico della pianura padana, all’interno del quale sorgono gli edifici, mimetizzati da grandi archi di legno o lignite che danno l’idea di un succedersi sinuoso di colline. Spariti dunque gli edifici in vetro e cemento delle prime ipotesi, spazio agli alberi (che saranno piantati prima dell’inizio dei lavori, in modo che siano cresciuti al punto giusto una volta completata l’opera) e a laghi e canali, parte superiore delle vasche di laminazione per il contenimento delle acque piovane. Non bastassero le immagini del masterplan, ci pensa il testo di presentazione a dare spazio all’anima verde della “nuova” Veneto City. “Si parte dal riuso di un territorio altrimenti votato all’edilizia industriale-produttiva per costruire un format urbanistico-architettonico “green”. La realizzazione di questa “smart city green” è stata concepita prevedendo un sistema di progettazione e costruzione che tiene conto di elevati standard qualitativi e ambientali”. E ancora “rigenerazione, geotermia e fotovoltaico sono le parole chiave attorno alle quali Veneto City raccoglie la sfida energetica per garantire un approvvigionamento conveniente e a basso impatto”.

Voci contrarie

Tutto bello, tutto luccicante. Non abbastanza però, per convincere chi da sempre si oppone alla realizzazione del progetto, contro cui pendono ben sette ricorsi al Tar. Il masterplan, infatti, incassa l’apprezzamento solo dei sindaci di Dolo e Pianiga, che a giugno 2011 hanno sottoscritto un criticatissimo accordo di programma con la Veneto City spa. Tutti gli altri giudizi sono negativi, come a dire che, gratta gratta, sotto al verde rimangono irrisolti tutti i nodi principali. È contraria l’Amministrazione comunale di Mirano, titolare di uno dei ricorsi al Tar, il cui territorio confina con l’area di Veneto City e subirà le inevitabili conseguenze in termini di traffico: circa 70 mila veicoli giornalieri sulla fragile rete del Graticolato romano, nonostante lo spostamento all’interno della nuova cittadella della stazione ferroviaria di Dolo, attualmente collocata nella frazione miranese di Ballò. A questo proposito qualcuno ha fatto notare la contraddizione tra un progetto orgogliosamente “green” anche sul piano della mobilità e i ben 280 mila metri quadri destinati nel progetto a parcheggio.
Sul fronte del no restano ancorate anche le associazioni di categoria dei commercianti, preoccupate per l’inevitabile ricaduta di una nuova area commerciale sui piccoli e medi esercizi che, con grande fatica, stanno resistendo all’interno dei centri storici. E contrari, ovviamente, sono anche i comitati locali, impegnati in una lotta senza quartiere contro quello che definiscono senza mezzi termini “un sogno nella mente perversa dei signori del cemento”. Uno dei comitati più attivi su questo fronte, Opzione Zero, cerca di smorzare le preoccupazioni.

“L’unica cosa che esiste ad oggi è l’accordo di programma, ossia un documento di una trentina di pagine nel quale si è sottoscritto un impegno reciproco tra proponenti ed enti locali, una specie di cambiale. Questo accordo ha funzionato come una variante urbanistica che ha reso edificabili suoli prima in massima parte agricoli. Punto. Non esiste un progetto. Quei suggestivi e ridicoli disegni che circolano sono una simulazione grafica immaginifica di che cosa “potrebbe essere” Veneto City, l’equivalente di un cartone animato partorito dalle cosiddette archistar. Ma che cosa sarà veramente la nuova città, come sarà nella realtà e cosa conterrà lo diranno i progetti veri e propri che ancora non sono stati prodotti”.

Destinazione e costi

In effetti uno dei grandi misteri che da sempre accompagna Veneto City è cosa ci finirà dentro. I progettisti parlano genericamente di “spazi direzionali, una promenade commerciale, una grande vetrina per le aziende del territorio, formazione, svago e tempo libero”. Ma di concreto ancora nulla, a conferma dell’ipotesi di un progetto calato dall’alto senza alcun tipo di indirizzo da parte dell’attore pubblico.

Percorso a ostacoli

“Da oltre 10 anni – sottolinea Opzione Zero – nell’area produttiva che dovrebbe ospitare Veneto City non si è più costruito un solo capannone, nonostante i Prg li prevedessero e il territorio veneto è cementificato oltre l’11% e cosparso di edifici sfitti, in vendita o abbandonati: non vi è alcuna necessità né alcuna domanda di nuovo edificato”.

L’altro grande punto interrogativo riguarda i finanziatori. In passato si era stimata una spesa sui due miliardi di euro, ma sul nuovo progetto non circolano cifre ufficiali. Non a caso il masterplan è già stato presentato in varie sedi a livello internazionale, per cercare di vendere, per ora su carta, l’intero progetto.
Intanto l’iter prevede, proprio in questi giorni, la presentazione del Piano urbanistico attuativo, in pratica il piano di lottizzazione riguardante i primi stralci dell’opera. Per approvare il Pua, i Comuni di Dolo e Pianiga dovranno ottenere il via libera di una ridda di enti, dalle Soprintendenze per i beni artistici fino a Veritas passando per Arpav, autostrade, ferrovie, Provincia, Regione, consorzi di bonifica, genio civile. Senza contare i ricorsi pendenti al Tar e una spada di Damocle non da poco: uno degli azionsti di punta di Veneto City spa è la Mantovani di Piergiorgio Baita, società epicentro del terremoto giudiziario che fa tremare i polsi a mezzo Veneto. Insomma, un percorso ancora ad ostacoli.

Giovanni Costantini

link articolo

 

 

COMUNICATO STAMPA

Lunedì alle ore 18.00 a Mira in Villa Venier Contarini è attesa la tappa del segretario regionale per le infrastrutture Silvano Vernizzi in “Tour” per presentare la nuova Pianificazione. Opzione Zero denuncia ancora una volta la beffa che si nasconde dietro al Piano della Regione che continua in tutti i modi nella sua opera di esproprio del territorio e dei beni comuni.

Questa volta ci prova con la variante al PTRC (Piano Territoriale Regionale di Coordinamento), già adottata nel 2009 e poi bloccata grazie all’azione unitaria di tanti comitati e associazioni che intasarono gli uffici con oltre 15.000 osservazioni presentate.

Fu proprio una di queste osservazioni a bloccare l’ingranaggio che doveva portare all’approvazione del Piano prima della scadenza del mandato di Giancarlo Galan: nell’osservazione si denunciava, infatti, che quel Piano non aveva le caratteristiche di valenza Paesaggistica richieste dalla Legge n. 42 del 2004.

Ora la Giunta Veneta, accortasi della clamorosa falla, fa finta di correre ai ripari presentando una variante che dovrebbe avere “valenza paesaggistica” ma che in realtà ha una “valenza speculativa” e che rappresenta una versione addirittura peggiorativa del Piano del 2009, che legittima le peggiori operazioni immobiliari e infrastrutturali.

La nuova variante ancora una volta non presenta affatto i contenuti necessari per assumere la prescritta VALENZA PAESAGGISTICA, perché non contiene alcuna ricognizione precisa e dettagliata relativa agli immobili, ai beni e alle aree per le quali il Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio prescrive la loro tutela.

Inoltre, in questa nuova versione, Il Consiglio Regionale viene chiamato ad approvare un NON PIANO affidando totalmente alla Giunta la decisione su come e quando riterrà più opportuno la localizzazione, le priorità, i modi e i tempi riguardanti i PROGETTI STRATEGICI, ovvero opere, interventi o programmi di intervento di particolare rilevanza che interessino parti significative del territorio regionale.

Di più, il nuovo PTRC va letteralmente ad abolire tutte quelle prescrizioni e quei vincoli contenuti nel vecchio piano e nei piani d’area (es. PALAV) che fino ad oggi hanno costituito un importante argine per la tutela di aree particolarmente importanti dal punto di vista ambientale e paesaggistico.

Infine c’è una questione di legittimità circa la possibilità di introdurre una Variante ad un Piano solo ADOTTATO nel 2009 ma mai approvato dal Consiglio Regionale del Veneto.

Opzione Zero sta già lavorando per presentare le proprie osservazioni entro la fine di agosto ed è pronto a dare battaglia anche su questo fronte insieme ad altri comitati e associazioni, sostenendo in particolare l’iniziativa già intrapresa dalla Rete Altro Veneto.

 

DOMANI A MIRA   

MIRA – Domani alle 18 a Villa Venier Contarini a Mira il segretario regionale per le infrastrutture Silvano Vernizzi presenterà la variante al Ptrc (Piano territoriale regionale di coordinamento), e al suo arrivo non mancheranno le proteste dei comitati.

«Nel 2009 quel piano fu bloccato grazie all’azione di comitati che intasarono gli uffici regionali con 15 mila osservazioni presentate»,

spiega Mattia Donadel, presidente del comitato Opzione Zero,

«una di queste fermò l’ingranaggio che doveva portare all’approvazione del piano prima della scadenza del mandato di Galan. Il piano non aveva le caratteristiche di valenza paesaggistica richieste dalla legge n. 42 del 2004. Ora Zaia corre ai ripari presentando una variante che dovrebbe avere “valenza paesaggistica”. Il nuovo Ptrc invece abolisce i vincoli contenuti nel vecchio piano e nei piani d’area (come il Palav, importantissimo per la laguna e la Riviera) che hanno costituito un argine per la tutela di aree importanti dal punto di vista ambientale».

(a.ab.)

link articolo

 

 

 

È stato protocollato ieri, in municipio a Dolo, il progetto per “Veneto City”. Mentre i proponenti erano all’interno degli uffici comunali, all’esterno le proteste del comitato OpzioneZero, da sempre contrario all’opera.

DOCUMENTI – La documentazione raccoglie 502 tavole: 76 elaborati per i Pua, 35 per il Progetto Quadro e 391 per quello definitivo

IL PROGETTO – Tra i soci anche la Mantovani di Baita

I portavoce di OpzioneZero: «Tra i soci di maggioranza della Veneto City Spa c’è anche la Mantovani di Piergiorgio Baita».

DOLO – Protocollati ieri il Progetto quadro e il Piano urbanistico attuativo

Veneto City sbarca in Comune

Fumogeni e striscioni, la protesta di Opzione Zero davanti al municipio

Un tassello in più va ad aggiungersi nel grande puzzle di Veneto City. Sono stati protocollati ieri, in comune a Dolo, il “Progetto Quadro”, il Piano Urbanistico attuativo relativo al 1° e al 2° stralcio di fase 1 del progetto “Veneto City” e il Progetto definitivo delle opere infrastrutturali, così come previsto dall’Accordo di Programma sottoscritto il 30 dicembre 2011 e approvato con Decreto dal Presidente della Giunta regionale del Veneto, Luca Zaia. I proponenti, ai sensi dell’articolo 5 dell’accordo, avevano a disposizione per il deposito della documentazione negli uffici del Comune di Dolo e di Pianiga diciotto mesi, ovvero la data ultima è il 17 luglio. La documentazione raccoglie 502 tavole: 76 elaborati per i Pua, 35 elaborati per il Progetto Quadro e 391 elaborati per il progetto definitivo. E dal comune fanno sapere: «Nei tempi tecnici di legge, l’Amministrazione valuterà con la massima attenzione i contenuti dell’iniziativa, come d’abitudine avviene per ogni progetto».
Mentre i proponenti erano all’interno degli uffici comunali per il deposito degli atti, all’esterno del Palazzo Municipale c’era un “picchetto” organizzato dal comitato Opzione Zero, da sempre contro l’opera. Più che di un “picchetto” si è trattato di un blitz. Tutto è scattato a mezzogiorno, quando circa 20 attivisti del comitato, vestiti con tute bianche e mascherine antismog si sono presentati davanti al Municipio di Dolo, hanno esposto un grande striscione con scritto “Veneto City: tutto fumo, niente arrosto” e hanno acceso numerosi fumogeni. Contemporaneamente al mercato di Pianiga venivano distribuiti volantini informativi.

«Tanto fumo – fanno sapere i portavoce Rebecca Rovoletto e Lisa Causin – dunque per dire che tutta l’operazione Veneto City puzza di bruciato, visto che tra i soci di maggioranza della Veneto City Spa c’è anche la Mantovani, sulla quale, dopo l’arresto e le confessioni dell’ex AD Piergiorgio Baita, aleggiano pesanti sospetti per le modalità con le quali si è aggiudicata la maggior parte degli appalti sulle grandi opere e i grandi progetti in Veneto».

E rilanciando:

«Fumoso risulta poi il progetto che, sebbene la presentazione dei Pua comincia a delinearlo nella sua mostruosità, rimane tutt’ora sulla carta senza che siano noti né il contenuto né gli investitori. Ma soprattutto tanto fumo sarà quello che si respireranno i cittadini della Riviera a causa dello smog provocato dagli oltre 70.000 veicoli in più al giorno che circoleranno attratti dal nuovo “Polo del terziario avanzato”».

Per Opzione Zero quella di oggi è solo la prima di numerose azioni che vedranno impegnato il comitato nei prossimi mesi per sensibilizzare la popolazione e per contrastare il progetto. Un modo per dire che la presentazione dei Pua non significa in alcun modo che la partita sia chiusa e che Veneto City si può ancora bloccare.

Gianluigi Dal Corso

 

 

Flashmob a Dolo e Pianiga del comitato “Opzione Zero” contro il progetto

I militanti srotolano uno striscione con la scritta “Tutto fumo niente arrosto”

DOLO – Si sono presentati indossando una tuta bianca e una mascherina antismog sul viso, i militanti del comitato “Opzione Zero” che ieri mattina verso le 12 hanno inscenato una protesta in stile “flashmob” contro il progetto di Veneto City le cui 502 tavole sono state depositate l’altro giorno nei comuni di Dolo e Pianiga. Nel giardino antistante il municipio di Dolo è stato srotolato uno striscione con la scritta “No Veneto City. Tutto fumo niente arrosto” e sono stati accesi fumogeni che hanno creato una lieve nebbia in centro a Dolo. Contemporaneamente, sia a Dolo che al mercato di Pianiga, sono stati distribuiti volantini che spiegavano i motivi della protesta. Il presidio è durato una decina di minuti con i manifestanti, che hanno issato le bandiere del comitato attirando la curiosità di pedoni e automobilisti. La protesta non ha provocato disagi al traffico visto che sul posto erano presenti agenti della polizia locale. A spiegare i motivi dell’azione di protesta sono Mattia Donadel, Rebecca Rovoletto e Lisa Causin.

«Abbiamo usato questo slogan», spiegano i militanti, «per dire che il progetto, sebbene la presentazione dei piani urbanistici attuativi cominci a delinearlo, rimane tutt’ora sulla carta senza che siano noti né il contenuto né gli investitori».

Il comitato ha poi sostenuto altre obiezioni al progetto partendo dalle frasi contenuti nello striscione.

«Tanto fumo sarà quello che respireranno i cittadini di Riviera e Miranese»,

proseguono Donadel, Rovoletto e Causin,

«a causa dello smog provocato dagli oltre 70 mila veicoli in più al giorno che circoleranno nella zona attratti dal nuovo “polo del terziario avanzato».

L’azione di protesta apre una nuova campagna contro il progetto previsto nelle aree tra Dolo e di Pianiga.

Quella di ieri», concludono i portavoce di Opzione Zero, «è soltanto la prima di numerose azioni che vedranno impegnato il nostro comitato nei prossimi mesi per sensibilizzare la popolazione e soprattutto per contrastare il progetto. Un modo per dire che la presentazione dei Pua non significa in alcun modo che la partita sia chiusa e che Veneto City si può ancora bloccare».

Giacomo Piran

link articolo

 

CLICCARE SULL’IMMAGINE PER VEDERE TUTTE LE FOTO

————————

 

COMUNICATO STAMPA

Ieri la presentazione dei PUA (Piani Urbanistici Attuativi) da parte dei proponenti, oggi la pronta azione di risposta del Comitato Opzione Zero.

Il blitz è scattato alle ore 12.00 in punto quando circa 20 attivisti del comitato vestiti con tute bianche e mascherine antismog si sono presentati davanti al Municipio di Dolo, hanno esposto un grande striscione con scritto “Veneto City: tutto fumo, niente arrosto” e hanno acceso numerosi fumogeni. Contemporaneamente al mercato di Pianiga venivano distribuiti volantini informativi.

Tanto fumo dunque per dire che tutta l’operazione Veneto City puzza di bruciato e non poco visto che tra i soci di maggioranza della Veneto City SpA c’è anche la Mantovani SpA, sulla quale, dopo l’arresto e le confessioni dell’ex AD Piergiorgio Baita, aleggiano pesanti sospetti per le modalità con le quali si è aggiudicata la maggior parte degli appalti sulle grandi opere e i grandi progetti in Veneto..

Fumoso risulta poi il progetto che, sebbene la presentazione dei PUA comincia a delinearlo nella sua mostruosità, rimane tutt’ora sulla carta senza che siano noti né il contenuto né gli investitori.

Ma soprattutto tanto fumo sarà quello che si respireranno i cittadini della Riviera del Brenta a causa dello smog provocato dagli oltre 70.000 veicoli in più al giorno che circoleranno nella zona attratti dal nuovo “Polo del terziario avanzato”.

Per Opzione Zero quella di oggi è soltanto la prima di numerose azioni che vedranno impegnato il comitato nei prossimi mesi per sensibilizzare la popolazione e soprattutto per contrastare il progetto.

Un modo per dire che la presentazione dei PUA non significa in alcun modo che la partita sia chiusa e che Veneto City si può ancora bloccare.

 

Antenna Tre – Veneto City, nuovo blitz dei comitati

Posted by Opzione Zero in Filmati, Rassegna stampa | 0 Comments

16

lug

2013

 

 

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui