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clima

 

Opzione Zero partecipa e invita tutte le realtà ad essere presenti a questo importante appuntamento.

 

Domenica 27 Gennaio, dalle ore 9.30 alle ore 16.30 presso il Centro sociale Bocciodromo (Vicenza) 

Meeting e tavoli di lavoro verso il 23 Marzo a Roma – costruiamo insieme il nostro programma su clima e ambiente

Marcia mondiale per il clima,  CONTINUA!

Come promesso la climate march dell’8 Dicembre è stato un ottimo inizio, ma solo un inizio. Quel giorno siamo stati in tant* animat* dalla stessa idea: invertire lo sviluppo, fermare la crescita, cambiare sistema di produzione per dare una chance di sopravvivenza al nostro pianeta.

Tuttavia il percorso è difficile, la questione complessa, sapevamo e ci siamo resi conto nel cammino che ci ha portati fino alla marcia di Padova e oltre che tenere insieme il panorama mondiale del cambiamento climatico e le questioni territoriali di lotta contro le grandi opere e la devastazione ambientale è una sfida difficile. Per questo abbiamo bisogno di un piano!
Abbiamo bisogno di confrontarci, di mettere i rete le nostre conoscenze, di discutere e di arrivare insieme al nostro “programma climatico” che dica dei chiari NO ma che sia in grado anche dei trovare dei SI, che sia in grado di prospettare alternative credibili e percorribili insieme, a livello di sistema produttivo, macroscopico, statale e a livello di stili di vita individuali senza dimenticare mai che un passo senza l’altro ferma il cammino.

Sappiamo che ci aspetta un appuntamento importante in primavera, con una tappa intermedia in Febbraio a Venezia, sede della regione Veneto,  la grande manifestazione a Roma il 23 Marzo, contro le grandi opere e per il rispetto dei territori. Sappiamo che arriveranno nella capitale uomini e donne da tutta la penisola e noi, vogliamo arrivarci preparati.

Per questo proponiamo un incontro di tutta la giornata strutturato in tavoli di lavoro tematici in modo che ognuno scelga per propensione quale questione approfondire, in modo che tutti possano dare il loro contributo e in modo che si riesca a dare il giusto spazio a ogni tema. Abbiamo individuato diversi tavoli che non hanno la pretesa di esaurire completamente il macro tema ma che ritieniamo possano rappresentare una valida proposta. Diciamo fin ora che la partecipazione alla giornata sarà completamente libera e gratuita, nei prossimi giorni pubblicheremo l’elenco dei tavoli di lavoro e le modalità di adesione.

Vi aspettiamo Domenica 27 Gennaio, a partire dalle ore 9,30 al Centro sociale Bocciodromo (Vicenza), via Alessandro rossi 198

 

 

mestre_adria

 

Comunicato Stampa Opzione Zero 10-01-2019

Linea Adria-Mestre: situazione intollerabile, pronto l’esposto

 

Inqualificabili e intollerabili i disservizi sulla linea Adria-Mestre.

Regione e Sistemi Territoriali affossano definitivamente la SFMR.

Intanto le polveri sottili schizzano alle stelle e nessuno fa niente.

Opzione Zero sostiene la protesta dei pendolari, chiede maggiori investimenti sulla linea e la drastica riduzione delle tariffe

 

“Invece di potenziare il trasporto pubblico per limitare l’inquinamento, qui si fa di tutto per farlo a pezzi! Una situazione intollerabile e inqualificabile. Sistemi territoriali e Assessore regionale ai trasporti devono rispondere con atti concreti e immediati, siamo stanchi delle solite frottole. Se non sono in grado di risolvere il problema abbiano la decenza di dimettersi”, questa la dura presa di posizione del Comitato Opzione Zero sui disservizi e i ritardi che in questi giorni stanno arrecando enormi disagi sulla linea ferroviaria SFMR Adria-Mestre.

Per il comitato non è in discussione l’implementazione dei dispositivi di sicurezza che sono necessari; ma è letteralmente assurdo che dopo aver speso ben 18 milioni di euro di fondi pubblici (metà regionali e metà europei) Sistemi Territoriali abbia messo in funzione il nuovo sistema senza prevederne le conseguenze, senza predisporre gli opportuni provvedimenti e senza avvisare gli utenti e i Sindaci dei comuni interessati dalla linea. Per di più oltre al danno c’è anche la beffa visto che la stessa società ha aumentato le tariffe (già troppo care) e prospetta pure un taglio delle corse.

“Questa vicenda dimostra una volta di più il fallimento del sistema SFMR, una delle poche opere di cui avremmo davvero bisogno in questa Regione soffocata dall’inquinamento e dalle polveri sottili oltre che dal cemento” – sostengono i portavoce del comitato – “invece sono stati spesi decine e decine di milioni di euro per fare sottopassi, nuove stazioni (es. Porta Ovest), elettrificare linee, e il risultato sono pochi treni, con pochi convogli, spesso in ritardo, sporchi, con tariffe troppo care. La situazione non cambia per i bus. E’ evidente come le scelte politiche regionali in materia di trasporto pubblico locale messe in atto dalle giunte di Zaia e di Galan abbiano minato alla base un servizio di importanza fondamentale, continuando a privilegiare strade e autostrade, non ultima la pedemontana veneta”.

Opzione Zero sostiene la petizione lanciata dal comitato dei pendolari, al quale chiederà un incontro per mettere in campo azioni comuni; nei prossimi giorni partirà comunque un esposto all’Autorità di Regolazione dei Trasporti.

Quanto alla Regione e a Sistemi Territoriali, il comitato chiede l’annullamento delle tariffe fino a quando non sarà ripristinato il livello minimo del servizio, e successivamente l’aumento di investimenti per potenziare le corse e ridurre il costo dei ticket.

Opzione Zero sarà presente; per chi vuole partecipare ci contatti all’indirizzo mail info@opzionezero.org.

 

venaus

 

Prosegue in Val di Susa il percorso nazionale contro le Grandi Opere e le politiche del governo iniziato il 29 settembre a Venezia.

Un’assemblea partecipata da centinaia di persone provenienti da tutto il paese, protagoniste le molteplici lotte territoriali che da nord a sud difendono la vita di chi quei territori li vive e cercano di porre in primo piano la tutela dell’ambiente e la sicurezza dei territori.

Se nei mesi di campagna elettorale abbiamo sentito gli esponenti del “governo del cambiamento” promettere un’inversione di rotta rispetto le politiche delle grandi opere, ad oggi queste affermazioni restano lettera morta.

Solo un anno fa la nostra valle vedeva i boschi bruciare e 6 mesi fa la montagna franare sulle case di molti valsusini, tutto ciò a causa della mancanza di investimenti pubblici per la manutenzione e la messa in sicurezza del territorio. Pochi mesi fa crollava il ponte Morandi a Genova e nei giorni scorsi la Sardegna piangeva morti e distruzione a causa del maltempo. Un film visto troppe volte, dove speculazioni, negligenza ed interessi dei privati la fanno da padrona e le priorità del governo sembrano altre, come l’approvazione del decreto Sicurezza che si traduce in una dichiarazione di guerra ai poveri di questo paese.

Non abbiamo mai delegato la nostra lotta a nessuno e come noi numerosissime lotte territoriali vogliono prendere parola e raccontare quella verità che molti vorrebbero nascondere: non c’è alcun cambiamento, non c’è nessun rispetto per i territori e per chi li vive, non c’è alcuna garanzia per il futuro di tutti e tutte.

Continuiamo ad essere convinti della necessità di proseguire un percorso comune, convocando un’assemblea nazionale il 17 novembre in Val di Susa, a Venaus, per rafforzare il fronte di chi ha cuore il futuro dei territori e chiede uno stop immediato di tutte le grandi opere inutili e dannose. Il giorno successivo costruiremo un’iniziativa di lotta sul territorio alla quale invitiamo tutti e tutte a partecipare!

Dalla Conferenza dei Territori riunitasi a Firenze il 6-7 ottobre giunge l’invito ad una mobilitazione diffusa sui tutti i territori l’8 dicembre, data storica per il nostro movimento e dal 2010 celebrato dal 2010 come la Giornata Internazionale contro le Grandi Opere Inutili e Imposte. L’assemblea del 17 novembre sarà l’occasione per coordinarci e rilanciare con forza questa mobilitazione su tutto il territorio nazionale!

Quest’ulteriore tappa di un cammino comune si auspica possa moltiplicare i momenti di confronto sul territorio e portare nei prossimi mesi ad una manifestazione nazionale a Roma contro le Grandi Opere, per la giustizia ambientale e i beni comuni.

Lo ricordiamo, casomai ce ne fosse ancora bisogno, che non esistono “governi amici” e che la difesa del futuro è nelle nostre mani.

Ci vediamo in Val di Susa il 17 novembre!

 

Movimento No Tav

 

In vista del meeting e della mobilitazione dei movimenti e dei comitati ambientalisti italiani contro le Grandi Navi e le Grandi Opere (Venezia 29-30 settembre), Opzione Zero e MalaCaigo organizzano un momento di approfondimento e di confronto sui temi Grandi Navi e MOSE. Due questioni che riguardano da vicino anche Mira e di conseguenza la Riviera del Brenta, visto che il territorio mirese è per almeno un terzo costituito da barene e laguna. L’iniziativa rientra nel programma delle giornata per Forte Poerio promossa da GAFP (Gruppo Associazioni per Forte Poerio).

 

locandina_forte_2018

Si puo’ fare 2018 – Mira. Dal 14 al 16 settembre

Posted by Opzione Zero in Appuntamenti, Rassegna stampa | 0 Comments

13

set

2018

 

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programma_festival_si_puo_fare_2018

 

SPORTIVAMBIENTE – DA 1 AL 10 Giugno

Posted by Opzione Zero in Appuntamenti, Rassegna stampa | 0 Comments

11

mag

2018

Il Comitato Opzione Zero vi invita alla prima edizione di SportivAmbiente , sport e ambiente al Parco Valmarana di Mira dall’1 al 10 giugno, un festival nato dalla collaborazione tra l’associazione pallavolistica F229 e il comitato Opzione Zero della Riviera del Brenta.

Nella locandina trovate il programma definitivo dei concerti, degli incontri, e delle proiezioni.

In Festa saranno presenti gli stand di altri comitati e associazioni, oltre a un laboratorio permanente di aggiustaggio di biciclette e una mostra sui cambiamenti climatici. Altre inziative saranno pubblicizzate via via nel sito e nella pagina facebook del comitato.

Come immaginate questo evento richiede un grosso sforzo, quindi questa comunicazione vuole essere anche un appello agli amici e ai simpatizzanti di Opzione Zero a darci una mano in Festa, in particolare nel periodo da noi direttamente gestito tra il 5 e il 10 giugno.

Allo stesso modo chiediamo ai comitati e alle associazioni ambientaliste che desiderano essere presenti con un proprio stand a scriverci al più presto.

Questo è il momento giusto per farsi avanti, scrivete subito a info@opzionezero.org per dare la vostra disponibilità.

Stay tuned

 

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VENERDI’ 8 GIUGNO:  THE TOPIX   http://www.thetopix.net/

 

SportivAmbiente_Pieghevole_web

 

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Comunicato stampa Opzione Zero 23 febbraio 2018

Nuovo centro commerciale a Dolo: le bugie hanno le gambe corte

La Giunta leghista di Zaia dà via libera al progetto speculativo di Dolo

Accontentati i proponenti di Aurora srl e l’amministrazione PD guidata da Alberto Polo.

Opzione Zero: basta con le bugie e con la svendita del territorio. Pronti a bloccare il progetto con mobilitazioni e ricorsi.

 

 

Quando c’è da devastare il territorio, la Giunta Regionale guidata dal leghista Luca Zaia non si smentisce mai: è infatti stata pubblicata pochi giorni fa la DGR 133 del 7 febbraio 2018 che dà il via all’accordo di programma per la realizzazione di un nuovo centro commerciale a Dolo in cambio della realizzazione di un’altra rotonda sulla SR 11 brentana. Un atto che accontenta i proponenti della immobiliare Aurora srl e l’Amministrazione PD di Dolo che fin da subito si era fatta interprete della proposta dei privati chiedendo, con propria delibera dello scorso agosto, l’attivazione della famigerata procedura che consente di aggirare gli strumenti urbanistici vigenti.

Opzione Zero era già intervenuta su questo progetto definendolo una “porcata”, frutto di una politica vecchia, marcia e trasversale agli schieramenti, sempre pronta ad accontentare gli appetiti dei costruttori sacrificando il territorio e la salute dei cittadini in cambio di opere pubbliche inutili. La stessa logica che ha ridotto il Veneto a una colata di cemento e di asfalto.

“La decisione di Zaia e della Giunta Regionale non ci stupisce più di tanto – commenta il Comitato Opzione Zero – sono gli stessi che hanno approvato Veneto City, la Pedemontana e altri innumerevoli scempi. E’ l’amministrazione PD di Dolo questa volta ad avere una grave responsabilità: se ci fosse stata la volontà politica di fare marcia indietro su questo progetto speculativo avevano e hanno ancora tutte le possibilità di farlo. Invece hanno preferito mettere in scena questa farsa dell’ordine del giorno votato in Consiglio Comunale e poi in Consiglio Regionale che impegnava si la Regione a finanziare la rotonda, ma senza alcuna garanzia in termini di risorse stanziate a bilancio e senza ritirare la richiesta di attivazione dell’accordo di programma. E come volevasi dimostrare alla fine l’iter dell’accordo è stato avviato. E’ evidente dunque che la volontà politica è esattamente quella di portare avanti questa speculazione e che i tentativi di nasconderla sono già falliti miseramente. Del resto, come dovrebbero ben sapere il Sindaco Alberto Polo e il suo vice Matteo Bellomo, le bugie hanno le gambe corte”.

Il Comitato rivierasco è pronto a dare battaglia per respingere questo progetto: “In questi anni abbiamo affrontato vertenze ben più difficili, e spesso le abbiamo vinte. L’esperienza e le competenze maturate ci saranno utili, siamo fiduciosi di poter salvare un altro pezzo di Riviera. Il primo passo sarà quello di informare e di chiamare alla mobilitazione i cittadini di Dolo e della Riviera – afferma il Presidente Mattia Donadel – ma allo stesso tempo stiamo studiando la migliore strategia per bloccare la procedura di approvazione; se non dovesse bastare faremo ricorso al TAR. Riteniamo infatti che i presupposti per opporsi in sede amministrativa siano già evidenti”.

 

Piantiamola!

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16

feb

2018

Appuntamento per il secondo intervento di piantumazione del progetto PIANTIAMOLA sabato 7 aprile alle ore 9.00 presso Biofattoria Coltiviamoci in via Piovego 31 a Tombelle di Vigonovo.

 

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Finalmente per i prossimi giorni è prevista un po’ di Sole, quindi ne approfittiamo subito.

Ci diamo dunque appuntamento per il primo intervento di piantumazione del progetto PIANTIAMOLA sabato 24 marzo alle ore 9.00 presso l’azienda Agricola Mion in via Alture 18 a Sambruson.

Vi consigliamo di venire con abbigliamento adeguato e se possibile di vanghetto e guanti.

Al termine dei lavori previsto ristoro conviviale.

Per ragioni organizzative vi chiediamo di segnalare la vostra partecipazione scrivendo a info@opzionezero.org.

 

 

piantiamola

 

PIANTIAMOLA!

Al via il progetto per la riforestazione del territorio
Vieni anche tu a darci una mano, aiutiamo la Riviera a respirare

Dopo diversi mesi di preparazione finalmente ci siamo, sabato 24 febbraio e sabato 10 marzo faremo i primi interventi di piantumazione in due aziende biologiche della Riviera che hanno aderito al progetto offrendo spazio agli alberi. Questi dettagli per chi vuole partecipare “sporcandosi le mani”…di terra:

– sabato 24 febbraio ore 9.00 presso azienda Mion in via Alture 12 a Dolo

– sabato 10 marzo ore 9.00 presso Biofattoria Coltiviamoci in via Piovego 31 a Vigonovo

 

I lavori andranno avanti ad oltranza fino alla conclusione della piantumazione, al termine previsto ristoro conviviale. In caso di pioggia le operazioni sono rinviate al giorno dopo. Per partecipare è necessario comunicare la propria presenza scrivendo una mail a info@opzionezero.org . Munirsi di abbigliamento adeguato e possibilmente di vanghetto da giardinaggio e guanti.

 

Cosa è Piantiamola?
Piantiamola è un progetto permanente di riforestazione del territorio della Riviera del Brenta promosso dal Comitato Opzione Zero.
Dopo le alluvioni, dopo il tornado, dopo tanti disastri causati dalla cementificazione selvaggia, è sempre più urgente agire in modo concreto per contrastare i cambiamenti climatici, l’inquinamento e il consumo di suolo.
Pensare globalmente, agire localmente!

 

L’importanza degli alberi e delle foreste
Gli alberi producono ossigeno e contemporaneamente assorbono il carbonio della CO2 fissandolo nel legno. In più le foreste hanno tantissime altre funzioni ecologiche e sono fondamentali per la vita in tutto il Pianeta. La superficie forestale è il 30,5% del territorio mondiale (4.000 milioni di ettari), ed è popolata da oltre 3.000 miliardi di alberi, 427 per ogni essere umano.
È tanto, è poco?
Poco se si pensa che dall’inizio della civilizzazione la perdita complessiva del patrimonio arboreo totale è stimata intorno al 46%. La deforestazione, attualmente, si “mangia” 15 mln di alberi all’anno. Inoltre gli alberi sono utili a tanti altri esseri viventi oltre all’uomo.
La Carbon Foot Print media di ogni italiano corrisponde a 9,2 tonnellate di CO2/anno, molto di più della media mondiale (5,6 ton CO2 /anno/abitante). Per assorbire tutta questa anidride carbonica sarebbero necessari 1,6 ettari di bosco per persona. Ridurre le emissioni di gas serra è la priorità, ma altrettanto importante è favorire la riforestazione, anche in città.

 
Perchè ridare spazio agli alberi
Riforestare il territorio è un contributo concreto per mitigare gli effetti del global warming, ma  significa anche: sottrarre suolo alla cementificazione, attenuare gli effetti dell’inquinamento atmosferico e delle acque, ridurre il rischio idraulico, favorire la biodiversità, rinaturalizzare il territorio, valorizzare i beni comuni, migliorare il paesaggio…

 

A chi è rivolto
– Prima di tutto agli enti pubblici che spesso svendono i terreni della comunità per finanziare le proprie casse, o peggio per favorire la speculazione edilizia. Quei terreni sono però della collettività e possono diventare tanti “polmoni verdi” a beneficio di tutti i cittadini;
– Agli agricoltori che hanno deciso di tornare a presidiare davvero il territorio abbandonando l’agricoltura intensiva che inquina il suolo, l’aria e l’acqua, che produce cibi tossici, che impoverisce i piccoli produttori e arricchisce le grandi multinazionali dell’agrochimica;
– Ai privati cittadini che vogliono mettere a disposizione terreni abbandonati o degradati;
– A tutti coloro i quali vogliano rendersi utili e supportarci;

 

Come ci puoi aiutare
– facendo una donazione al comitato specificando la causale “sostegno al progetto piantiamola” (IBAN IT64L0359901899050188525842). I fondi raccolti verranno impiegati per l’acquisto di piantine e del materiale necessario. A fine anno pubblicheremo nel nostro sito un rendiconto dell’attività svolta;
– mettendo a disposizione un terreno o comunque aiutandoci a trovarne di nuovi;
– partecipando direttamente alle azioni di piantumazione nelle giornate dedicate;

 

Side By Side – Il 3 febbraio a Chioggia

Posted by Opzione Zero in Comunicati Stampa | 0 Comments

23

gen

2018

side by side

 

Il Comitato Opzione Zero aderisce alla manifestazione Side by Side indetta a Chioggia per il 3 febbraio e invita a partecipare!!

 

L’appello delle associazioni promotrici

Side By Side

Il 3 febbraio a Chioggia la marcia di chi accoglie e non respinge

 

“Non c’è mai stata, da quando New York è stata fondata, una classe così bassa e ignorante tra gli immigrati che si sono riversati qui come gli italiani. Rovistano tra i rifiuti nelle nostre strade, i loro bambini crescono in luridi scantinati, pieni di stracci e ossa, o in soffitte affollate, dove molte famiglie vivono insieme, e poi vengono spediti nelle strade a fare soldi nel commercio di strada”.

Queste le parole usate dal New York Times il 5 marzo 1882 per descrivere gli italiani emigrati in America: un popolo di straccioni, criminali, sporchi e superstiziosi.. Fino agli anni Sessanta erano gli italiani che andavano a morire lungo le frontiere. Trentacinque milioni di nostri connazionali emigrati tra il 1876 e il 1975, partiti da tutta l’Italia verso mezza Europa, le Americhe, l’Australia.

Se questa è la nostra storia recente, rileggerla può avvicinarci al presente con uno spirito meno ostile che ci permette di comprendere meglio la migrazione odierna e, ancora di più, la lotta e la fatica per l’integrazione. Ad essere descritti da (alcuni?) media come gli italiani di allora, sono, oggi, i marocchini, i siriani, i somali, gli eritrei, i senegalesi, i maliani, i bengalesi.

Sono loro che rischiano la vita lungo le frontiere d’Europa.

In troppi fanno a gara a contare quanti ne sbarcano, pronti a gridare all’invasione, alimentando ad arte le paure che rendono molto sul piano del consenso elettorale.

Crediamo invece che sia ora di chiederci quanti sono quelli che non sono arrivati. Quanti finiscono seppelliti in fondo al Mediterraneo e ancora più a fondo nell’indifferenza delle coscienze.

Dal 1988 sono morte lungo le frontiere dell’Europa almeno 27.382 persone, di cui 4.273 soltanto nel 2015 e 3.507 nel 2014. Il dato è aggiornato al 2 febbraio 2016 e si basa sugli incidenti documentati dalla stampa internazionale negli ultimi trent’anni. Il dato reale potrebbe essere molto più grande. Nessuno sa quanti siano i naufragi di cui non abbiamo mai avuto notizia. Lo sanno soltanto le famiglie dei dispersi, che, dal Marocco allo Sri Lanka, si chiedono da anni che fine abbiano fatto i loro figli partiti per l’Europa e mai più tornati.

Ci chiediamo perché i governi non predispongano canali legali di uscita dal proprio paese e di
 ingresso in un altro.

Ci chiediamo perché i governi, a cominciare dal nostro, stringano accordi con alcuni stati africani – tra cui la Libia – per respingere i migranti costretti così a subire trattamenti (torture, violenze, stupri) disumani e degradanti di cui tutti noi siamo a conoscenza e che sollevano la
nostra indignazione.

Ci chiediamo perché l’accoglienza sia ancora legata a criteri emergenziali – non di rado di tipo speculativo – anziché articolata su prospettive e tempi di lungo respiro che permettano di guardare al futuro all’interno di una cornice di serena e seria integrazione.

Ci accorgiamo inoltre che nel nostro paese diventano sempre più restrittive le norme relative al riconoscimento della protezione internazionale e/o di altri permessi: alla già pessima legge Bossi-Fini si aggiunge il recente decreto Minniti-Orlando. Ci chiediamo se tutto ciò non allargherà a dismisura il numero dei migranti irregolari, privi di qualsiasi diritto e dunque facilmente ricattabili. Temiamo che l’esito di queste politiche vada nella direzione
sopra descritta.

Ci chiediamo perché, dopo anni di esperienza e di osservazione, non si siano ancora individuate e attivate modalità di accoglienza diffusa che avrebbero il grande vantaggio, non solo di includere gli stranieri nel tessuto sociale, ma anche quello di smorzare e superare gradualmente le paure più diffuse in alcuni strati popolari.

Eppure esperienze e modalità di accoglienza diffusa e di inclusione sociale esistono già in diverse realtà del nostro paese ed altre ancora che possono esser pensate e sperimentate.
Segno che c’è un’umanità che non si rassegna ad una narrazione fatta solo di respingimenti, esclusione ed intolleranza. Un’umanità che lo scorso marzo ha camminato insieme, fianco a fianco, per le calli di Venezia e che crediamo debba ancora una volta riprendere corpo e parola.

Per questo vorremmo proporre di ritrovarci il 3 febbraio a Chioggia, ancora una volta Side by Side per una giornata di incontro e di mobilitazione regionale per i diritti dei migranti e per esigere una buona accoglienza diffusa e per rivendicare il diritto per ogni essere umano a vivere una vita dignitosa e libera dal bisogno.

 

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Comunicato stampa 20 gennaio 2018

Ordinanza del Comune di Mira per il blocco temporaneo del cogeneratore di Giare.

 

L’ordinanza del Comune di Mira che blocca il cogeneratore è un primo risultato positivo ottenuto grazie all’azione di denuncia e protesta messe in atto in questi mesi dagli abitanti di Giare con l’aiuto di Opzione Zero.

Decisiva è stata poi la mozione presentata dalla capogruppo Lavinia Vivian di Mira in Comune, approvata all’unanimità dal Consiglio Comunale di Mira.

Proprio questa mozione ha indotto finalmente l’amministrazione di Mira a muoversi su questo problema dopo che per mesi era rimasta inattiva.

Opzione Zero denuncia però il fatto che l’ordinanza ha un carattere solo temporaneo e tende a scaricare la responsabilità sulla Regione Veneto. Il Comune dovrebbe invece agire per chiudere definitivamente l’impianto che è stato costruito in zona tutelata e in modo difforme rispetto al progetto presentato.

Il Comune deve assumersi le proprie responsabilità facendo un’accurata ispezione per verificare gli evidenti abusi edilizi e disporre poi il ripristino dei luoghi come previsto dalle norme edilizie.

Il comitato, insieme ai residenti, continua a monitorare la situazione ed è pronto a inviare una diffida al Comune se dovesse perdurare l’inadempienza sulle mancate verifiche.

 

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