Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui



Sostieni la battaglia contro l'inceneritore di Fusina, contribuisci alle spese legali per il ricorso al Consiglio di Stato. Versamento su cc intestato a Opzione Zero IBAN IT64L0359901899050188525842 causale "Sottoscrizione per ricorso Consiglio di Stato contro inceneritore Fusina" Per maggiori informazioni cliccare qui

Il comitati “Opzione Zero” e il movimento “Mira 2030″

L’obbiettivo è quello di invadere le caselle mail dei vertici regionali e autostradali: creare una forte pressione popolare per dire no all’aumento del pedaggio sulla Mirano-Padova, previsto per gennaio.
L’idea è stata lanciata giovedì sera, in occasione del presidio organizzato dai comitati della Riviera «Opzione Zero» e «Mira 2030» vicino al casello di Mirano.
«Bombardiamoli di mail» si legge nelle migliaia di volantini distribuiti sia tra gli automobilisti che nei locali pubblici. Un modo massiccio per manifestare il loro dissenso.
Tecnicamente questo metodo di protesta si chiama appunto «mail bombing»: il comitato «Opzione Zero» ha predisposto sul proprio sito internet un modulo, un testo con le motivazioni della contestazione e le indicazioni per gli utenti.
Il «bombardamento» è partito l’altra sera, i promotori invitano a proseguire coinvolgendo più persone possibili fino a lunedì sera.
Le mail saranno indirizzate al presidente della Regione Luca Zaia, a tutta la giunta regionale, ai gruppi consigliari e poi ad Anas, Cipe e Cav. Una mobilitazione virtuale a cui nelle prossime settimane probabilmente faranno seguito nuove manifestazioni in strada, coinvolgendo altri comitati.
La tariffa della Mirano-Padova aumenterebbe dagli attuali 70 cent ad oltre due euro, ma alla fine potrebbe prevalere una soluzione intermedia. (g.pip.)

 

Un casello di ordinaria follia

Posted by Opzione Zero in Filmati, Rassegna stampa | 16 Comments

7

dic

2012

prodotto dalla Doliwood Films

 

VOLANTINO CONTRO L’AUMENTO DEL PEDAGGIO

 

 

 

 

 

MIRANO – Chi ieri dalle 17 transitava dalle parti del casello di Mirano si trovava davanti a due striscioni: “Mestre-Padova, un euro può bastare” e “Cav Spa: 17 milioni netti basta speculare”. Li hanno esposti il comitato Opzione Zero della Riviera e Mira 2030 che, per tre ore con una trentina di persone, hanno organizzato un presidio contro l’aumento del pedaggio nella tratta Padova Est-Mirano. Oggi gli automobilisti pagano 70 centesimi ma per il primo gennaio si parla di rincari fino a 2,40 o 2,70 o addirittura 2.90 euro. Dunque stesso costo per le stazioni di Mirano-Dolo, Mira-Oriago e Venezia-Mestre e questo renderà inutile il tornello a Vetrego per chi è diretto a Mestre. Resterebbe gratis il tratto Mirano-Mestre. I manifestanti, con alcuni di loro che tenevano in mano delle fiaccole e al naso indossavano delle mascherine, hanno distribuito un migliaio di volantini ai passanti con le ragioni della protesta, mentre il traffico non è stato bloccato. A vigilare carabinieri e polizia locale. L’iniziativa dovrebbe essere la prima di una lunga serie, che proseguirà pure da domani fino a lunedì, stavolta attraverso la posta elettronica, con l’invito a “bombardare” di e-mail la Regione, Cav e i sindaci del territorio.

«Una prima azione simbolica» la definisce il capogruppo di Mira Fuori del comune Mattia Donadel, «perché crediamo che mettere un euro per questa tratta sia più che sufficiente. Il progetto iniziale del Passante prevedeva l’arretramento della barriera di Villabona all’altezza del vecchio casello di Dolo e quello di Vetrego era nato, in via provvisoria, proprio per questo progetto. Invece è divenuto definitivo perché la Regione vuole l’innesto della Romea Commerciale da Mestre a Orte nei pressi del vecchio casello e la costruzione di uno nuovo, in località Albarea di Pianiga, a servizio di Veneto City. Si recuperino gli utili, invece, riattivando la metropolitana di superficie e potenziando il trasporto pubblico. Poi si stralcino i progetti come la Romea Commerciale e Veneto City». Per Donadel «l’aumento delle tariffe potrebbe consentire di costruire altre autostrade a pagamento inutili e devastanti, come la camionabile lungo l’idrovia Padova e Venezia e la Mestre-Orte». Gli fa eco Arianna De Monte: «Si rispetti l’accordo sull’arretramento e l’aumento è inaccettabile». Arrabbiata pure Lisa Causin, di Opzione Zero: «Siamo stanchi di questa situazione e i furbetti sono quelli che non sanno pianificare, che costruiscono caselli, centri commerciali e non puntano sui mezzi pubblici. Si fa speculazione edilizia e sulla viabilità».

Alessandro Ragazzo

link articolo

 

cliccare qui per vedere le foto

 

 

MIRA. Presa di posizione all’unanimità del Consiglio comunale di Mira contro l’aumento delle tariffe autostradali al casello di Vetrego . Il Consiglio a maggioranza grillina su proposta del consigliere di opposizione di “Noi per Mira”, Alessio Bonetto, rigetta l’aumento e chiede alla Regione e all’assessore Chisso di ritornare sui propri passi.

Sulla questione del casello interviene anche il Comitato Opzione Zero.

«Il fenomeno del tornello del casello di Vetrego», spiega la portavoce Lisa Causin, «va eliminato perché crea ingorghi e inquinamento. La soluzione non può essere scaricata sui pendolari, che costituiscono la maggior parte dell’utenza e diventano facili prede per fare cassa. Se questa Regione non è capace di investire in una mobilità pubblica che consenta di raggiungere efficacemente il posto di lavoro, almeno si abbia la decenza di prevedere per i residenti e pendolari abbonamenti con sconti consistenti in modo da non subire ogni mese un salasso. L’aumento della tariffa da 70 centesimi a 2,9 euro è una cosa inaccettabile».

(a.ab.)

link articolo

 

Gazzettino – “Inaccettabili gli aumenti autostradali”

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

1

dic

2012

Dolo. Il comitato Opzione Zero: «La soluzione non può essere scaricata sui pendolari»

«Inaccettabili gli aumenti delle tariffe autostradali».  Sulla questione del casello autostradale di Dolo-Mirano, interviene duramente anche il Comitato Opzione Zero:

«Il fenomeno del tornello del casello di Vetrego va eliminato perché crea ingorghi e inquinamento – affermano Rebecca Rovoletto e Lisa Causin portavoce del comitato – ma la soluzione non può essere scaricata sui pendolari, che costituiscono la maggior parte dell’utenza e diventano facili prede per fare cassa. Se questa Regione non è capace di investire in una mobilità pubblica che consenta di raggiungere efficacemente il posto di lavoro, almeno si abbia la decenza di prevedere per i residenti e pendolari abbonamenti con sconti consistenti in modo da non subire ogni mese un salasso».

Le protavoci del comitato proseguono.

«Nel 2011 la società CAV ha realizzato un fatturato di oltre 136 milioni di euro, di cui 17 milioni di utile. Questi soldi dovrebbero essere usati per far rispettare gli accordi sul Passante arretrando la barriera di Villabona a Roncoduro e invece saranno impiegati per costruire altre autostrade inutili e devastanti come la camionabile. CAV SpA non ha proceduto ad arretrare la barriera di Villabona o a riaprire il vecchio casello di Dolo, non per difficoltà progettuali ma perché nell’area di Roncoduro la Regione Veneto, con la complicità dei comuni di Dolo e Pianiga sta portando avanti altri progetti quali l’innesto della Romea Commerciale sul Passante e la realizzazione del casello per Veneto City in località Albarea».

«L’aumento della tariffa da 70 centesimi a 2,9 euro è una cosa inaccettabile – sostiene Rebecca Rovoletto – stiamo valutando insieme ad altre associazioni e comitati quali passi intraprende sul piano legale e su quello della mobilitazione, sia per sostenere i pendolari sia per continuare a contrastare le grandi opere che minacciano il nostro territorio».

 

COMUNICATO STAMPA

Sulla questione del casello interviene anche il Comitato Opzione Zero: “Il fenomeno del tornello del casello di Vetrego va eliminato perché crea ingorghi e inquinamento– affermano Rebecca Rovoletto e Lisa Causin portavoce del comitato- ma la soluzione non può essere scaricata sui pendolari, che costituiscono la maggior parte dell’utenza e diventano facili prede per fare cassa. Se questa Regione non è capace di investire in una mobilità pubblica che consenta di raggiungere efficacemente il posto di lavoro, almeno si abbia la decenza di prevedere per i residenti e pendolari abbonamenti con sconti consistenti in modo da non subire ogni mese un salasso”.

Nel 2011 la società CAV ha realizzato un fatturato di oltre 136 milioni di euro, di cui 17 milioni di utile; questi soldi dovrebbero essere usati per far rispettare gli accordi sul Passante arretrando la barriera di Villabona a Roncoduro e invece saranno impiegati per costruire altre autostrade inutili e devastanti come la camionabile.

Per Opzione Zero, inoltre CAV SpA non ha proceduto ad arretrare la barriera di Villabona o a riaprire il vecchio casello di Dolo, non per difficoltà progettuali ma perché nell’area di Roncoduro la Regione Veneto con la complicità dei comuni di Dolo e Pianiga sta portando avanti altri progetti: l’innesto della Romea Commerciale sul Passante e la realizzazione del casello per Veneto City in località Albarea.

Ecco perché per Opzione Zero i furbetti sono l’assessore Renato Chisso e il supercommissario Silvano Vernizzi, non i pendolari che devono fare i conti con la crisi.

“L’aumento della tariffa da 70 centesimi a 2,9 euro è una cosa inaccettabile” – continua Rebecca Rovoletto – “stiamo valutando insieme ad altre associazioni e comitati quali passi intraprende sul piano legale e su quello della mobilitazione, sia per sostenere i pendolari sia per continuare a contrastare le grandi opere che minacciano il nostro territorio”.

 

Nuova Venezia – Ortaggi, fiori e paglia contro Veneto City

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

25

nov

2012

A Dolo la manifestazione del comitato “Opzione Zero” mentre al cinema Italia si svolgeva l’assemblea di Apindustria.

Donadel: «Puntare sull’agricoltura»

DOLO – Fiori, piante da orto, verdura e frutta, balle di paglia e gli immancabili striscioni per la salvaguardia del territorio e contro la cementificazione. Questa è stata “Sotto la neve pane, sotto il cemento fame”, la creativa e pacifica manifestazione dei militanti del comitato “Opzione Zero” che si è svolta ieri mattina fuori dal cinema teatro Italia dove era in programma l’assemblea annuale di Apindustria Venezia nella quale si è affrontata anche la questione di Veneto City. Alla manifestazione, che ha attirato una cinquantina di militanti e curiosi, hanno aderito movimenti e associazioni come Movimento Mira 2030, Lista Civica Mira fuori dal Comune, Lista “Ponte del Dolo”, Italia Nostra Riviera del Brenta, Legambiente Riviera del Brenta, Rifondazione Comunista di Dolo, Lista Primavera Civica di Vedelago, Associazione Isola Bassa di Dolo, 5 Stelle di Castelfranco Veneto, Circolo Sel di Dolo e Aps Villa Bembo. Gli attivisti si sono presentanti di prima mattina portando decine di cassette di legno, contenenti verdura di stagione e frutta, con cui hanno realizzato dei piccoli orti. Tutto attorno sono state messe decine di balle di paglia per richiamare la necessità di ripartire dall’agricoltura e dalla salvaguardia del territorio. È stato creato quindi una piccolo orto pubblico in pieno centro a Dolo che ha attirato l’attenzione dei passanti che hanno ricevuto materiale informativo e potuto gustare il “pane logistico” realizzato con la farina prodotta nei campi di Vetrego. Prodotti quindi dell’agricoltura “a chilometro zero”, cioè prodotta dalla nostra terra e che non ha comportato spese di trasporto e inquinamento. Alla fine della manifestazione gli attivisti hanno ripulito l’area non lasciando nulla per terra.

«Questa per noi è una battaglia a favore della terra come bene comune», ha spiegato Mattia Donadel, presidente di Opzione Zero, «fermare Veneto City significa farlo per salvaguardare l’ambiente e il territorio, ma anche per tutelare il nostro futuro. Con il cemento non si nutre nessuno mentre con l’agricoltura si potrebbe fare tanto».

Si parla poi di Veneto City.

«Il progetto è frutto del modello industriale che ci ha portato a questa crisi», precisa Donadel, «e i proponenti sono quelli che hanno spinto per la delocalizzazione. Noi vogliamo ripartire dalla terra per proporre un processo di riutilizzo e di riqualificazione dell’esistente». Donadel invita ad assaggiare il “pane logistico”: «Se il territorio di Veneto City, circa 70 ettari, fosse coltivato con il grano si potrebbe dare pane a tutta la popolazione di Dolo per un anno».

Giacomo Piran

 

Ma il progetto va avanti: cantieri nel 2014

Al congresso degli industriali emergono dati allarmanti: nel Veneziano ha chiuso il 15% delle imprese

DOLO «La situazione è drammatica, abbiamo perso il 15% delle imprese, la cassa integrazione è salita del 20%, passando da 7,5 milioni e 12 milioni di ore, e ci sono il 5% di disoccupati». Questi sono i preoccupanti dati esposti da Ivan Palasgo e Pier Orlando Roccato, presidente e direttore di Apindustria Venezia, durante l’assemblea annuale dell’associazione. Si è toccato poi il tema di Veneto City. «Abbiamo voluto dare spazio ai proponenti di Veneto City perché ci illustrino il progetto e poi saranno gli associati a fare le loro riflessioni». A parlare di Veneto City, è intervenuto l’architetto Daniele Agnolon, coordinatore del progetto urbanistico. «È in corso la pianificazione urbanistica che porterà alla presentazione del Pua (piano urbanistico attuativo) entro giugno 2013. Toccherà poi ai Comuni di Dolo e Pianiga analizzare il progetto e approvarlo, e questo processo potrebbe durare dagli 8 ai 12 mesi. Il passo successivo saranno i piani edilizi del primo stralcio che interessano circa 340 mila metri quadri sui 748 mila totali. Di questi, visto l’indice di costruzione pari allo 0,7, si potranno costruire 240 mila mq. L’area interessata è quella più a ovest visto che sarà vincolata alla realizzazione della stazione Sfmr». Se non ci saranno ritardi, i cantieri dell’opera potrebbero iniziare nel settembre 2014. Nel frattempo è stato costituito il gruppo di lavoro per l’evoluzione del progetto, che è composto dall’architetto Mario Cucinella (parte urbanistica-architettonica), dallo Studio Land dell’architetto Andreas Kipar (parte paesaggistica), e dallo Studio Manens-Tifs (parte energia). «Credo che Veneto City entri bene nella strategia del Patto dei sindaci e del Paes perché prevede autosostenibilità, sicurezza idraulica, riduzione dell’inquinamento», ha commentato il sindaco Maddalena Gottardo.(g.pir.)

 

DOLO All’assemblea di Apindustria riflettori sulla maxi-area a cavallo con Fiesso

Veneto City, ruspe nel 2014

Definita la squadra dei progettisti per avviare i lavori tra poco più di un anno

MANIFESTAZIONE PACIFICA – Chiusa via Comunetto.

«I progetti saranno pronti prima dell’estate»

Veneto City va avanti. Dopo l’Epifania inizierà la progettazione urbanistica, mentre quella edilizia dovrebbe avvenire prima della prossima estate, per arrivare all’inizio dei lavori nel primo semestre 2014.
Un cronoprogramma annunciato all’assemblea dell’Associazione delle piccole e medie industrie veneziane, ieri mattina al Cinema Italia sul tema “Economia e sviluppo di un territorio: la centralità dell’uomo”, coordinata dal presidente dell’associazione Ivan Palasgo e con la presenza del sindaco di Dolo Maddalena Gottardo e del presidente della conferenza dei sindaci della Riviera Damiano Zecchinato. “Pezzo forte” dell’assemblea il focus su Veneto City, visto come “l’avvio di un nuovo modello di sviluppo”. Spiega il presidente Palasgo: «Come associazione non abbiamo conoscenze chiare di questo progetto e questa era l’occasione perchè i nostri associati se ne potessero fare un’idea. Se la maggioranza dovesse dare il proprio assenso, la fase realizzativa dovrà avvenire sotto il nostro controllo perchè vogliamo che a gestire questo progetto siano le risorse industriali locali e la cittadinanza». Per il sindaco Gottardo, «il nuovo profilo dato alla zona sarà molto più piacevole e ricorderà quello dei Colli Euganei». Decisamente in disaccordo i comitati ambientalisti, che hanno manifestato per l’intera mattinata fuori dal Cinema Italia (come riferiamo nell’articolo sotto). A coordinare il progetto urbanistico di Veneto City l’architetto Daniele Agnolon: «Partiremo subisto con la progettazione urbanistica per avere i progetti esecutivi tra maggio e giugno 2013 – anticipa Agnolon -. Il successivo passo riguarderà l’approvazione degli elaborati da parte dei due comuni coinvolti, il che fa ipotizzare che i lavori potrebbero iniziare nella prima metà del 2014».
L’intero progetto di Veneto City sarà realizzato in quattro stralci: «La prima fase si concentrerà sui primi due che interessano una superficie di circa 340mila metri quadri, di cui circa 220mila edificabili, su un totale di 748mila» riprende l’architetto. Per adesso sono stati affidati gli incarichi correlati alla progettazione della maxi-area che avrà funzioni di ricettività, centro direzionale, tempo libero, commercio, istruzione e ricerca. «L’obiettivo – conclude Daniele Agnolon – sarà ottenere la certificazione Leed che garantisce qualità urbanistica ed edilizia».

Lino Perini

 

LA PROTESTA

In centro in strada con fiori, fieno e ortaggi per opporsi al cemento

IN STRADA – La manifestazione dei comitati contro Veneto City in via Comunetto

DOLO – E mentre all’interno del Cinema Italia si svolgeva l’assemblea dell’Api discutendo di Veneto City, all’esterno un centinaio di persone ha presidiato via Comunetto con striscioni, fieno, fiori, ogni genere di ortaggio. Generi raccolti dagli appartenenti ai vari comitati ed associazioni che si battono contro la realizzazione del maxi-progetto.
La manifestazione pacifica è stata monitorata da Carabineri e Polizia locale, chiudendo al traffico via Comunetto sino all’incrocio con via Foscarina, creando qualche problema alla viabilità anche di via Cairoli. “Sotto la neve pane, sotto il cemento fame” il cartello più vistoso esposto in via Cairoli, e poi “Più frumento, meno cemento”, sistemato sull’impalcatura della barchessa della biblioteca, proprio davanti all’ingresso del cinema. Un altro ancora “Veneti siti, interessi privati in corso” ed anche “Veneto city: la via della crisi”.

La protesta ha coinvolto una dozzina di comitati con in testa “OpzioneZero” la cui portavoce Rebecca Rovoletto evidenzia: «Organizzano tavole rotonde e incontri in cui discutono di economia, di “centralità dell’uomo”, di avvio di “nuovo modello di sviluppo”, privando queste parole del loro vero significato e valore. Non è possibile sentire parlare di sviluppo quando la situazione socio-economica dimostra che è necessario puntare al recupero del costruito, su una gestione sostenibile del territorio e sulla valorizzazione dell’agricoltura e della terra – prosegue -. Non hanno minimamente ascoltato la voce di ben undicimila cittadini che hanno sottoscritto un appello per un confronto sul destino futuro del proprio territorio. Gli speculatori ci propongono cemento, noi proponiamo pane con il grano coltivato a Vetrego, macinato, controllato e prodotto a Mira».

L.Per.

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui