Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui



Sostieni la battaglia contro l'inceneritore di Fusina, contribuisci alle spese legali per il ricorso al Consiglio di Stato. Versamento su cc intestato a Opzione Zero IBAN IT64L0359901899050188525842 causale "Sottoscrizione per ricorso Consiglio di Stato contro inceneritore Fusina" Per maggiori informazioni cliccare qui

Venerdi’ 19 giugno Opzione Zero a Festambiente a Piove di Sacco

Posted by Opzione Zero in Appuntamenti | 0 Comments

15

giu

2015

Venerdì 19 giugno alle 21.00 Opzione Zero interverrà al dibattito:

LA TRUFFA DELLE GRANDI OPERE:  infinite,  costose   e inutili a spese dei cittadini
nell’ambito della 7^ edizione di Festambiente della Saccisica, in programma dal 18 al 21 giugno presso Villa Roberti di Brugine (PD), promossa da Legambiente della Saccisica.

Sotto il programma completo.

Vi aspettiamo!

 

festambiente_2015_dibattiti

festambiente_2015_depliant_1

festambiente_2015_depliant_2

 

 

festambiente_2015_depliant_3

festambiente_2015_depliant_4

 

DOLO – Tanti sono i candidati consiglieri che si presentano alle Comunali

In lista volti noti e debuttanti. Quanto contano le preferenze

Saranno 105 i candidati consiglieri che si presentano alle elezioni comunali di domenica a Dolo. 16 in ciascuna delle liste “Dolo è tua”, “Lega Nord”, “Il ponte del Dolo”, “Maddalena Gottardo sindaco”, “Dolo democratica”; 13 in “Dolo del fare”; 12 nel Movimento 5 Stelle.

Quanto pesano i candidati nell’economia di una lista? Sicuramente molto, se è vero che 5 anni fa Maddalena Gottardo vinse grazie ai voti di Giuliano Zilio (223), Cecilia Canova (205), Mario Vescovi (146) ed Alessandro Ovizach (136). In totale ben 710 voti, poco meno della metà del bottino di lista.

Quest’anno Giuliano Zilio non si presenta, anche se si candida il figlio Davide; nella lista sono rimasti Cecilia Canova, Giuseppe Pasqualetto (5 anni fa prese 94 gettoni) e Paolo Menegazzo (che ne conquistò 53). Per contro Mario Vescovi si presenta nella lista della Lega Nord (è candidato pure alle Regionali), Marco Cagnin (37 voti) addirittura è candidato sindaco per “Dolo del fare” mentre Cristian Minchio (68 voti), che si è candidato alle Regionali, ha dichiarato apertamente di appoggiare “Dolo è tua” che candida Elisabetta Ballin. E Giovanni Fattoretto (75 voti) appoggia Cagnin a primo cittadino. Per la lista dell’attuale sindaco, quindi, v’è il rischio di perdere molte preferenze.

Nella squadra “Dolo è tua” della Ballin nessun confronto con il passato, sono tutti neofiti: ma la presenza di Pietro Martire, molto conosciuto in paese soprattutto nella fascia 18-35 anni, potrebbe rappresentare una base importante. Nella Lega Nord che candida Antonio Di Luzio, alla prima uscita a Dolo, dopo essere stato sindaco a Pianiga, la presenza di Vescovi porterà consensi come Fattoretto in “Dolo del fare”. Tutta da scoprire la lista del M5S che presenta solo debuttanti. “Dolo democratica” presenta come candidato sindaco Alberto Polo, che ebbe 157 voti, nella lista “Per Dolo cuore della Riviera” dove, però, fece meglio di lui Gianluigi Naletto che ne ottenne 233. Il quale Naletto si ricandida, come Vincenzo Crisafi (100 voti), Andrea Zingano (84), Marina Coin (77), Alberto Carraro (63), e Marco Masi (55).

Molte conferme anche nella lista “Il Ponte del Dolo” con candidato Giorgio Gei e che ha ricevuto pubblicamente il sostegno del comitato Opzione Zero: si ripresentano in 8 con in primis Emilio Zen (116 voti nel 2010) e Massimo Manesso (33).

Lino Perini

 

Nuova Venezia – “Romea piena di buche coperte da ghiaino”

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

21

mag

2015

Martedì l’ennesimo incidente con uno scooterista: è volato sull’asfalto rimanendo ferito

MIRA – Il tratto della statale 309 Romea a Malcontenta di Mira è completamente dissestato e anche l’altro giorno si è verificato un incidente che poteva avere conseguenze molto pesanti per uno scooterista.

Il fatto è avvenuto martedì nel primo pomeriggio: un uomo che stava percorrendo la strada, poco distante dal distributore di benzina, è scivolato con lo scooter sull’asfalto che presenta voragini e fondo dissestato ed ha battuto la testa, procurandosi anche diverse ferite giudicate guaribili in trenta giorni.

«Si è trattato», spiegano gli esercenti della zona e anche diversi residenti, «dell’ennesimo incidente causato dal fondo stradale della Romea completamente sconnesso».

Sopra alle buche è stato buttato solo del ghiaino, creando un problema in più per chi vi transita. Il fondo stradale con queste voragini provoca, oltre che incidenti, anche vibrazioni per le case circostanti».

La richiesta di messa in sicurezza dell’attuale Romea dopo lo stralcio della Romea Commerciale dal Documento di programmazione economica del Governo è stata fatta in questi giorni dai Comuni di Mira, Campagna Lupia e Codevigo.

«Prima della Romea Commerciale, opera di dubbia utilità», spiega il sindaco di Campagna Lupia Fabio Livieri, «si facciano tutti quegli interventi per rendere l’attuale tracciato più sicuro. Costerebbe sicuramente meno. Abbiamo posto ad Anas e Regione la priorità di una manutenzione costante, un allargamento delle carreggiate e l’eliminazione degli incroci a raso».

Per la messa in sicurezza dell’attuale Romea si è espresso pure lo storico comitato contro la Romea Commerciale “Opzione Zero”.

«È importante che si metta in ordine l’attuale Romea», dice il presidente Mattia Donadel, «Sarebbe il segnale che si è davvero abbandonato il progetto della Romea Commerciale».

(a.ab.)

 

Della new town tra Dolo e Pianiga nessuno parla. Ma vale 2 miliardi di euro. E di cementificazione

«Stop al consumo di suolo» e «tutela del nostro territorio» sono stati gli slogan più usati rispettivamente da Alessandra Moretti e Luca Zaia per comunicare all’opinione pubblica la loro intenzione di dare un taglio netto al passato rispetto alle politiche urbanistiche che hanno negli anni consegnato al Veneto in cima alle classifiche italiane per la cementificazione.

Quando poi alcuni giorni fa i media nazionali e regionali hanno puntato l’indice sulla crisi dei centri commerciali il livello della discussione è tornato a salire. Una crisi sì dovuta alla domanda interna ancora asfittica in una Italia, e in un Veneto, con un potere d’acquisto calato di molto.

Ma la regione della laguna, del Garda e delle Dolomiti vanta un altro primato poco edificante: quello della maggior superficie di shopping centre per abitante. Il proliferare dei centri acquisti, fino a poco tempo fa considerati la panacea per occupazione e sviluppo, ha mandato in tilt il sistema tanto che non mancano le strutture che debbono affrontare gravi cali negli introiti, che poi sono il preludio dei licenziamenti. Il caso Auchan è emblematico in tal senso.

Ridotti così, ci si sarebbe aspettato che una delle operazioni più contestate, quella di Veneto city, che per altro non prevede solo aree commerciali, finisse dritta nel carnet della campagna elettorale. Invece non è stato così, ad eccezione delle prese di posizione dei comitati locali e di alcuni esponenti del M5S.

E questi silenzi in parte possono essere spiegati in ragione del pedigree della committenza. Tra i proprietari o promotori c’è, o c’è stato, un pezzo del gotha dell’imprenditoria veneta: da Stefanel a Benetton passando per Pittarello fino all’onnipresente Piergiorgio Baita, ex dominus della Mantovani. Soggetti che presso la politica di rango godono di appoggi e legami di primissimo livello.

Ad ogni buon conto quei 500mila metri quadri di edilizia commerciale, direzionale e civile (715mila è la superficie totale del piano) che dovrebbero trovar vita nel Veneziano tra Dolo e Pianiga, ma che sul piano delle ricadute lambirebbero anche il Padovano, potrebbero assestare «un colpo terribile» alla campagna veneta già martoriata dal Passante di Mestre. Così sostiene per esempio Mattia Donadel, storico esponente dei gruppi ambientalisti locali raccolti attorno al portale OpzioneZero, che ha legato il suo nome proprio alle battaglie contro Veneto city. Ovviamente di parere avverso è il progettista, l’archistar Mario Cucinella, noto a Vicenza per la lottizzazione Laghetto bis, il quale invece ritiene che l’intervento, su un comparto già pensato per un insediamento industriale, ricucirà il territorio migliorando la qualità intrinseca di quei luoghi.

Su tale maxi-lottizzazione, che per certi versi è figlia del Passante di Mestre, da anni piovono le critiche di una parte dell’opinione pubblica padovana che chiede la realizzazione della cosiddetta idrovia commerciale. Un’opera da 600 milioni di euro, che la Regione tiene in un cassetto. E che oltre a fornire una valida alternativa al traffico merci su gomma avrebbe il vantaggio di deviare verso l’Adriatico le piene dei fiumi che sistematicamente si abbattono sul Padovano orientale.

Appurato che il tracciato dell’idrovia è ancora oggetto di dibattito, una delle questioni più discusse dagli esperti è se debba o non debba sfociare il laguna per gli effetti che potrebbe avere su quest’ultima. Da mesi i comitati padovani hanno maturato un convincimento preciso: l’idrovia rimane in standby perché il suo tracciato ostacolerebbe la nascita di Venetocity. La new town porterebbe in pancia infatti un business da 2000 milioni di euro ed è in quest’ottica miliardaria che si devono leggere le divisioni trasversali nonché i silenzi eccellenti che si sono registrati pure in seno al singolo partito o alla singola associazione (Confcommercio docet) dove favorevoli contrari e neutrali stanno giocando un match tattico che potrebbe risolversi proprio dopo le regionali.

Sullo sfondo rimane un nodo irrisolto. Il Pd con i sui candidati al consiglio regionale chiede a forza lo stop al consumo di suolo. Ma sono i Comuni, d’intesa con la Regione, ad avere negli anni garantito i loro bilanci, nonché la soddisfazione dei grandi portatori d’interesse, proprio con i proventi dei cambi d’uso delle aree agricole, nonché con le trasformazioni medesime.

E il centrosinistra in tal senso non è stato una eccezione. Di più: i candidati non hanno ancora spiegato se lo stop vale per ogni piano o se da questo eventuale blocco saranno escluse le aree già oggetto di trasformazione.

Se a tutto ciò si aggiungono i recenti dati pubblicati dall’Ispra che parlano di un Veneto in cima alla classifica della cementificazione, allora risulta chiaro che la questione deve essere affrontata non solo da tutta la politica, ma dalla intera classe dirigente della regione. Da questo punto di vista infatti lobby come costruttori, cavatori, immobiliaristi e cementieri, in una con la Federdistribuzione, hanno avuto gioco facile – al netto delle condotte penali, che con le infiltrazioni mafiose spesso costituiscono il retrobottega del business – nel piegare politica ed amministrazione regionale e locale verso una deregulation urbanistica della quale il Veneto sta ancora pagando le conseguenze. Non solo in termini di snaturamento del territorio, ma pure di dissesto idrogeologico.

link articolo

 

 

azzeriamole_slide

 

CLICCARE QUI PER VEDERE IL GIORNALE IN FORMATO PDF

 

dolo_slider

COMUNICATO STAMPA OPZIONE ZERO 5 MAGGIO 2015

Scatta la campagna elettorale a Dolo, e come al solito è una ridda di dichiarazioni a buon mercato e di mistificazioni, soprattutto in tema di grandi opere.

Opzione Zero, chiamato direttamente in causa dalla Sindaca uscente, non ci sta e interviene in modo deciso per fare chiarezza a partire dai fatti e non dalle parole.

Il comitato rivierasco precisa: sulla Romea Commerciale non c’è stato alcun sostegno alla Giunta Gottardo, casomai è avvenuto il contrario. L’approvazione dell’ordine del giorno contro la nuova autostrada, approvato dal Consiglio Comunale di Dolo dopo che altri Comuni, a cominciare da Mira, si erano mossi per rompere il fronte del Sì, è stato un atto politico positivo, ma va precisato che quel documento è stato elaborato e proposto proprio da Opzione Zero, da sempre a favore dello stralcio integrale dell’opera indipendentemente dal tracciato. Prima di quel voto, la Sindaca di Dolo e la sua ex-maggioranza si erano espressi più volte contro l’attraversamento della Riviera, ma favorevolmente ad altre ipotesi di innesto verso Marghera o Spinea.

“D’altra parte – interviene il presidente di Opzione Zero Mattia Donadel – l’ordine del giorno sulla Romea Commerciale non basta a cancellare il decisivo via libera a Veneto City, duramente contrastata da tutti i comitati della zona, e nemmeno l’imposizione a suon di commissari del nuovo PATI che aggiunge cemento al cemento. L’unica nota di merito dell’amministrazione uscente è forse il sostegno al ricorso sull’elettrodotto contro Terna per elettrodotto Dolo-Camin, ma anche in questo caso va ricordato che senza la determinazione e il prezioso lavoro di inchiesta dei comitati, in particolare di quello di Vigonovo, nemmeno questa azione sarebbe andata in porto.”

Rebecca Rovoletto e Lisa Causin, portavoce del comitato, aggiungono: “Molto ambigua è anche la posizione della lista Dolo Democratica: nel programma si parla genericamente di contrarietà alle grandi opere e al consumo di suolo, ma ogniqualvolta c’era da prendere posizione in modo netto e vincolante, gli esponenti della lista hanno trovato il modo di smarcarsi. La dimostrazione sta nel fallimento delle trattative con il gruppo de “Il Ponte del Dolo” causato, tra le altre cose, dal rifiuto del PD di inserire tra i punti programmatici la cancellazione del casello di Albarea (funzionale a Veneto City) e il ritiro definitivo della Nuova Romea in luogo di un più vago riferimento ad evitare l’attraversamento della Riviera. D’altra parte si sa che proprio sulla Orte-Mestre, nonostante lo stop temporaneo imposto dal ministro del Rio dopo l’inchiesta della Procura di Firenze, buona parte del PD veneto e emiliano, oltre che nazionale, continua ad avere un orientamento più che favorevole.”

In ogni caso sulle elezioni a Dolo Opzione Zero ha le idee chiare: il comitato sosterrà in modo diretto la lista Ponte del Dolo e il candidato Sindaco Giorgio Gei, in continuità con un percorso di laboratorio civico iniziato cinque anni fa, che, grazie alla buona sinergia trovata tra le diverse componenti, si è dimostrato positivo ed efficace, non solo in tema di difesa del territorio e della salute. A rimarcare questa scelta la decisione di candidare in lista cinque dei propri attivisti dolesi; questi i nomi: Francesco Ceoldo, Arianna De Monte, Marina Doni, Giacomo Mescalchin, Eugenio Moro.

 

Opzione Zero per il 25 Aprile

Posted by Opzione Zero in Appuntamenti | 0 Comments

24

apr

2015

25_aprile_2015

Da tempo il nostro comitato si batte strenuamente contro la devastazione dell’ambiente e il saccheggio dei beni comuni. Ma in questo percorso abbiamo imparato una cosa importante: quando le comunità di un territorio vengono private della possibilità di decidere sul proprio futuro, in gioco non c’è solo il diritto a vivere in un territorio sano e sicuro, in gioco c’è la democrazia.

Proprio partendo da questo, oggi – a 70 anni dalla Liberazione – anche noi riteniamo che la democrazia e la Costituzione in questo Paese stiano vacillando pericolosamente. Nel dirlo non pensiamo solo alle gravi problematiche ambientali che minacciano la nostra stessa sopravvivenza; pensiamo anche alle ricadute sociali ed economiche delle politiche di austerity, all’attacco ai diritti fondamentali, come il diritto al lavoro – il primo citato nella nostra Costituzione – o il diritto alla casa; pensiamo alla progressiva privatizzazione dei servizi pubblici, alle “controriforme” del Governo e di chi lo sostiene, ai tanti conflitti bellici sempre più vicini, alla drammatica situazione dei migranti, al riemergere di pulsioni fasciste e razziste.

Di fronte a tutto questo, ritrovarsi in piazza una volta all’anno per ricordare la Liberazione è un esercizio sterile, se poi alle parole non siamo capaci di far seguire i fatti. Se non siamo capaci quotidianamente di dare corpo e vita quegli ideali.

Per questo ci sentiamo un po’ allergici alle cerimonie, soprattutto quando si riempiono di retorica falsa e insopportabile.

Ma se il 25 Aprile diventa un momento di raccoglimento profondo, un momento di condivisione vera dei valori della Resistenza; se questo diventa un momento per ritrovare la speranza e la forza di reagire giorno dopo giorno al degrado e alla violenza che imperversano, allora sì avremo recuperato il senso della Lotta di Liberazione, allora sì avremo reso omaggio alle tante donne e ai tanti uomini che hanno dato la vita per sconfiggere il nazifascismo.

E’ con questo spirito che invitiamo ciascuno a essere partecipe della giornata del 25 Aprile, intervenendo alle varie iniziative previste, o trovando comunque un momento per riflettere.

 

DOLO «Forse non era il caso di cantar vittoria troppo presto né di attribuirsi meriti particolari. La Orte-Mestre non è stata tolta dal Def per un improvviso rinsavimento del governo Renzi, ma solo per ragioni contabili».

A dirlo è Giorgio Gei, consigliere comunale d’opposizione e candidato sindaco della lista “Il Ponte del Dolo”, che si sofferma sul tema della Romea Commerciale.

«La conferma si è avuta con il voto alla Camera sulle mozioni di Sel e Movimento 5 Stelle», prosegue Gei, «che chiedevano la derubricazione della Orte-Mestre e che hanno visto votare in difesa del progetto Pd, Ncd, Fi e Lega, con i deputati veneti del Pd in prima fila. L’autostrada rimane in corsa, è solo ferma ai box in attesa di tempi migliori. Non si può pertanto abbassare la guardia».

Il gruppo de “Il Ponte del Dolo” si schiera a fianco di “Opzione Zero”.

«Condividiamo la posizione di Opzione Zero, il voto smorza gli entusiasmi di qualche giorno fa. Il voto compatto dei deputati Pd veneti e veneziani provoca forte preoccupazione».

(g.pir.)

 

DOLO – La sinistra e Opzione zero in allerta

DOLO – La pratica relativa alla Mestre-Orte non sembra definitivamente chiusa e fioccano le polemiche. Giorgio Gei, candidato sindaco per il gruppo di sinistra de “Il Ponte del Dolo” sostiene che «forse non era il caso di cantar vittoria troppo presto né di attribuirsi meriti particolari. La Orte-Mestre non è stata tolta dal Def per un improvviso rinsavimento del governo Renzi, ma solo per ragioni contabili. La devastante autostrada rimane in corsa, è solo ferma ai box in attesa di tempi migliori».

Sulla stessa lunghezza d’onda anche il comitato “Opzione zero”: «Il presidente Zaia continua a sponsorizzare la Romea commerciale e tutte le altre nefandezze partorite nell’epoca di Galan e Chisso. Ma non è tutto, perché sia il gruppo parlamentare della Lega che quello del Pd hanno presentato sullo stesso tema delle mozioni alternative molto ambigue. Il segnale politico – sostiene il comitato – che esprime questo voto è fin troppo chiaro: mettiamo in congelatore la Orte-Mestre fino a quando si saranno calmate le acque, poi al momento opportuno la scongeliamo con il microonde».

(l.per)

 

GAZZETTINO  11 APRILE

DOLO. No alla Romea commerciale, Polo esulta: «È anche merito nostro»

DOLO – Le notizie che giungono da Roma regalano un sorriso ad Alberto Polo, candidato sindaco del Pd alle prossime comunali. «Il Governo guidato da Matteo Renzi ha escluso la Romea Commerciale dall’elenco delle grandi opere prioritarie per lo sviluppo del Paese – ricorda Polo – Secondo le parole del neo ministro alle Infrastrutture Graziano Delrio, infatti, “le infrastrutture non sono né grandi né piccole, ma devono essere utili alla società”.

La Romea Commerciale evidentemente non lo è, tanto da essere stata eliminata dal Def (Documento di economia e finanza) presentato al Consiglio dei Ministri». Per l’esponente del Pd si tratta di un successo: «Un risultato ottenuto anche grazie all’importante lavoro di sensibilizzazione al quale, insieme al Pd, abbiamo lavorato in tutti questi mesi, a fari spenti e in sordina. Per far passare questo principio – aggiunge Polo – abbiamo sempre manifestato, in tutte le sedi e a tutti i livelli, la nostra contrarietà alla Romea commerciale».

«Il passaggio della Romea Commerciale per il territorio di Dolo – conclude Polo – oltre ad essere devastante dal punto di vista paesaggistico, ambientale e sociale, rischiava, sempre più, di nascondere elementi economici e amministrativi non immediatamente chiari. Il nostro capillare lavoro è stato premiato, ma in questo momento di gioia non posso non ricordare tutte le promesse del sindaco uscente Gottardo e la faccia felice dell’allora assessore regionale, Renato Chisso, e del presidente del Veneto, Luca Zaia quando chiesero l’inserimento in legge Obiettivo della Romea Commerciale».

(L.Per.)

 

Duro attacco del comitato Opzione Zero a Pd, Ncd e Fi e alla Lega di Zaia

«Sulle grandi opere sono sempre d’accordo». Ma resta il “no” di sei Comuni

DOLO «La Romea Commerciale esce dalla porta, rientra dalla finestra e per il momento si posiziona nel sottoscala, in attesa di poter rispuntar fuori in tempi migliori».

A dirlo è il comitato Opzione Zero che denuncia i deputati locali del Pd ed esponenti di Legambiente di aver salvato dal suo affossamento definitivo la Mestre-Orte.

«Il governo», spiega per il comitato Mattia Donadel, «toglie dal Def la Orte-Mestre, ma i partiti di maggioranza mantengono in pista la nuova autostrada. Alla Camera erano infatti in votazione le mozioni parlamentari del Movimento 5 Stelle e di Sel che chiedevano il ritiro definitivo del progetto e che se fossero state approvate avrebbero scritto la parola “fine” sulla Orte-Mestre. Peccato che Pd, Ncd e Fi, sempre uniti quando si tratta di grandi opere, abbiano votato contro respingendo i due documenti; a dar loro manforte anche la Lega Nord che in Veneto continua a sponsorizzare la Romea Commerciale».

I comitati sono durissimi: «Nel testo approvato», spiegano per Opzione Zero Rebecca Ruvoletto e Lisa Causin, «oltre a difendere il “project financing”, si chiede al governo di trasformare la Romea in una non meglio precisata “arteria veloce a basso impatto ambientale” che con ogni probabilità sarà a pagamento. Su questa posizione hanno votato: il segretario del Pd regionale Roger De Menech, Andrea Martella, Michele Mognato e l’ex presidente della Provincia di Venezia Davide Zoggia. Il segnale politico che esprime questo voto per Opzione zero è fin troppo chiaro».

«Con questa operazione di fatto», spiega Donadel in vena di allegorie, «si dice di fatto mettiamo in congelatore la Orte-Mestre fino a quando si saranno calmate le acque agitate delle varie inchieste in corso, poi al momento opportuno la scongeliamo con il microonde».

Il progetto della Romea Commerciale è stato osteggiato dal territorio della Riviera del Brenta in questi anni in tutti i modi. Contro l’opera si erano espressi con mozioni in consiglio comunale i Comuni di Mira, Dolo, Campagna Lupia, Camponogara, Pianiga e Mirano che insieme ai comitati hanno ribadito in più di una occasione l’inutilità dell’ennesima grande opera e la necessità di mettere in sicurezza la Romea attuale.

Il Comune di Chioggia, dopo la notizia dell’esclusione della Romea Commerciale dal Def, è andato su tutte le furie denunciando che la mancata realizzazione dell’opera porterà all’isolamento la città e il suo porto. A favore della Commerciale il sindaco di Campolongo, Alessandro Campalto, per il quale l’opera contribuirà“a diminuire gli incidenti mortali”.

Alessandro Abbadir

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui