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Gazzettino – Romea commerciale. Nuovo rinvio al Cipe

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

19

mar

2013

STOP – Il progetto preliminare della Mestre-Orte è stato rinviato a un prossima riunione del Cipe

CHISSO «Il ministero dell’Economia non ha ancora chiuso l’esame»

GRANDI OPERE – Anche il Consiglio comunale aveva chiesto di sospendere l’approvazione

Nuova Romea, non se ne parla. Fuoco di sbarramento da Lega e M5S: l’opera nemmeno valutata dal Cipe

Fumata nera. Per il varo del progetto preliminare della Mestre-Orte (e della Romea commerciale) bisognerà attendere probabilmente il nuovo governo. Alla seduta del Cipe di ieri mattina l’argomento non è stato nemmeno inserito all’ordine del giorno, come invece era stato anticipato. «Il ministero dell’Economia – spiega l’assessore regionale alla Mobilità Renato Chisso – non ha ancora chiuso l’esame delle agevolazioni fiscali da riconoscere al soggetto promotore», che avrebbero dovuto garantire uno “sconto” da 1,5 miliardi di euro sul pagamento di Ires, Irap e Iva.
La brusca frenata del progetto, però, pare legata all’opportunità, per un governo rimasto in carica soltanto per il disbrigo degli affari correnti, di dare corso a una grande opera del costo stimato di nove miliardi di euro per la costruzione, con la formula del project financing, di una superstrada a pagamento lunga 396 chilometri. Il progetto, di cui si parla da almeno una decina d’anni, era già stato sospeso cinque mesi fa quando, con il Governo Monti pienamente in carica, si era deciso di approfondire il meccanismo degli sconti fiscali che avrebbero dovuto agevolare il ruolo dei promotori e delle banche, rilanciando allo stesso tempo il comparto delle opere pubbliche gelato dalla crisi. La caduta del Governo sembra però avere condizionato l’iter del progetto. La pratica pare così destinata a passare in eredità al prossimo esecutivo, come peraltro richiesto in sede locale da un ampio fronte politico.
Dopo l’appello dell’on. Emanuele Prataviera, contrario alla realizzazione di un’autostrada nel cuore della Riviera del Brenta (da Lova fino al previsto innesto di Roncoduro) dei comitati locali e di alcuni esponenti del Movimento 5 Stelle, ieri l’argomento è approdato in Consiglio comunale. Un ordine del giorno firmato da esponenti di Impegno comune, Pd, M5S, Psi, Idv, Udc, Fed e Lega chiede al Governo di sospendere qualsiasi decisione in merito «a una scelta di tale portata» in attesa della formazione del nuovo Governo.

 

Nuova Venezia – “Romea commerciale, guardia ancora alta”

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19

mar

2013

I Cat e Opzione zero chiamano alla mobilitazione per fare pressione sul governo. Lega possibilista

DOLO. Si festeggia in Riviera dopo che il Cipe, come anticipato sabato dalla Nuova Venezia, non ha inserito la delibera di approvazione del progetto preliminare della Orte – Mestre, conosciuta come Romea Commerciale, nella riunione di ieri. La scelta del Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica di non inserire nei temi in discussione l’opera è prettamente politica vista la fase istituzionale che si sta vivendo nel nostro paese.

La decisione del Cipe, anche se trova tutti soddisfatti, apre una divisione tra chi vuole la cancellazione totale dell’opera e chi crede che bisogna lavorare per la modifica dell’ultimo tratto. A favore della cancellazione dell’opera sono i comitati.

«Siamo contenti», dice Mattia Donadel di Opzione Zero, «ora sembra che l’argomento sarà discusso dal nuovo governo. Il rinvio dimostra che il progetto, sia dal punto di vista ambientale che economico, non sta in piedi. Dobbiamo continuare la mobilitazione, assieme alla rete nazionale “Stop Orme”, perché l’obiettivo finale è lo stralcio dalla Legge Obiettivo».

Anche i comitati dei Cat mantengono alta la guardia. «Esprimiamo soddisfazione per l’ennesimo rinvio della Orte – Mestre», spiega Adone Doni, «e ci auguriamo che il prossimo governo destini le risorse pubbliche previste per questa opera, alla risoluzione dei problemi economici dei piccoli imprenditori. Noi continueremo la mobilitazione contro la Romea Commerciale».

Anche Emilio Zen (Ponte del Dolo) auspica un ripensamento dell’opera. «Ottimo, spero che ciò possa essere occasione di un ripensamento complessivo di questo come di altri progetti che incombono sul nostro territorio e sembrano appartenere a un’altra epoca».

Il sindaco di Dolo, Maddalena Gottardo, lancia un appello per trovare una soluzione alternativa all’innesto di Roncoduro. «La Romea Commerciale andrà al Cipe non c’è niente da fare», sostiene, «ma questo rinvio ci permette però di continuare la discussione riguardo gli ultimi 14 km e prevedere un innesto diverso da Roncoduro. Io vado avanti con il progetto della Variante che ho presentato agli altri comuni e che permetterà di mettere in sicurezza l’attuale Romea ed evitare il transito per la Riviera». Anche il neodeputato Emanuele Prataviera, è felice: «L’opera va fatta, ma la Riviera deve trovare l’alternativa all’innesto a Roncoduro».

Giacomo Piran

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Gazzettino – “Fermate la Nuova Romea”

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17

mar

2013

GRANDI OPERE – Pressing sul Governo alla vigilia della riunione del Cipe

Prataviera e i deputati M5S chiedono di sospendere l’approvazione

NUOVA ROMEA – Grillini all’attacco. E la Lega chiede al ministro lo stop all’opera

Roma accelera, Venezia frena. Dopo lo stallo di cinque mesi sul progetto della superstrada a pedaggio Mestre-Orte (che comprende il tracciato della nuova Romea), il Cipe domani dovrebbe approvare il progetto preliminare dell’opera da nove miliardi di euro, per la realizzare la quale i privati, che utilizzeranno la formula del project financing, potranno contare su agevolazioni fiscali per 1,5 miliardi.
Alla vigilia della decisione, preceduta venerdì dalla riunione del pre-Cipe, si moltiplicano però gli appelli dal territorio per sospendere la decisione. Il primo atto del neo-deputato della Lega Emanuele Prataviera, a Roma per l’insediamento del Parlamento, è stata la richiesta al ministro Fabrizio Barca, segretario del Cipe, di sospendere l’esame del progetto per elaborare una soluzione meno impattante per il territorio. Per Prataviera, assessore provinciale alla Viabilità, si tratta di una richiesta frutto di una lunga “battaglia” con la Regione.
Il nodo del contendere, com’è noto, non è la decisione di rendere scorrevole una delle strade più trafficate e pericolose del Paese quale la Romea. A far discutere è il tracciato che, dopo avere seguito in parallelo la statale 309, all’altezza di Lova, dovrebbe svoltare verso la Riviera del Brenta e collegarsi alla A4 all’altezza di Roncoduro. Una soluzione troppo impattante per il territorio condivisa, finora, solo dal Comune di Mira che la riteneva preferibile all’innesto sulla tangenziale di Mestre.
La battaglia della Lega, è condivisa dai comitati locali come il Cat od Opzione zero, che ha deciso di dare corso fino a domani a un’operazione di “mail bombing” per chiedere al Governo Monti di sospendere l’approvazione del progetto. Lo stesso Movimento 5 Stelle, attraverso il capogruppo miranese Marco Marchiori, ha chiesto ai propri parlamentari Emanuele Cozzolino e Marco Da Villa di attivarsi in tal senso. E lo stesso ha fatto da Bologna il consigliere grillino “eretico” Giovanni Favia.
Va detto che anche all’interno del Governo l’approvazione del progetto preliminare dell’opera continua a suscitare dubbi, legati in questo caso all’opportunità, da parte di un esecutivo in scadenza, di approvare un progetto di tale portata, anche dal punto di vista economico, senza una copertura politica. Il dibattito vede contrapposto il ministero delle Infrastrutture e quello dell’Economia, che in questi mesi ha elaborato lo schema delle agevolazioni fiscali che verranno concesse ai promotori se questi saranno in grado di ottenere il finanziamento entro un anno dalla stipula della convenzione. Quasi una missione impossibile, con la crisi che incombe.

Il Sole 24 ore – Rinviati metro’ di Napoli e Orte-Mestre

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16

mar

2013

Cipe: ok alla Salerno-Reggio ferroviaria per 157 milioni. Rinviati metrò di Napoli e Orte-Mestre

Adeguamento tecnologico della linea attuale, appalti a breve. Sugli sconti fiscali all’autostrada stop dell’Economia e valutazioni di opportunità politica

Non è stato il Cipe da 12 miliardi di euro preannunciato due settimane fa dal premier Mario Monti nell’incontro con l’Ance, ma qualcosina di interessante è comunque emerso dalla seduta di stamattina del Comitato interministeriale per le programmazione economica. Nei corridoi di Palazzo Chigi si ipotizza comunque un’ulteriore convocazione per il 18 marzo, il giorno prima la data attualmente prevista per il conferimento del primo incarico per il nuovo Governo da parte del presidente Napolitano.
Il 18 marzo dovrebbe andare il progetto definitivo della linea 1 della metropolitana di Napoli, tratta Centro Direzionale-Capodichino (che comprende le 4 nuove stazioni Centro Direzionale, Tribunale, Poggioreale e Capodichino), con il relativo finanziamento da 815 milioni di euro, mentre continua invece il braccio di ferro Ministero delle Infrastrutture – Economia sull’approvazione del progetto preliminare dell’autostrada Orte-Mestre (10 miliardi compresi oneri finanziari, 8 mld di lavori), con la concessione di sconti fiscali ex articolo 18 legge 183/2011 per un valore equivalente di 1,5 miliardi di euro. (Focus: Governo dimissionario e affari correnti. Cosa sono?)
(Focus: Tutti i Cipe del Governo Monti, i nostri servizi)

Nella seduta di oggi spiccano in particolare l’ok alla prima tranche da 157 milioni dell’ammodernamento ferroviario Battipaglia-Reggio Calabria e l’indicazione dell’obiettivo della proroga delle detrazioni 55% per l’efficienza energetica negli edifici, all’interno del Piano di azione nazionale per la riduzione dei gas serra. Un obiettivo che è indicato anche negli 8 punti del segretario Pd Bersani. Su questo punto serve una norma di legge prima della scadenza del 30 giugno prossimo, ma non necessariamente un nuovo governo.

La Salerno-Reggio ferroviaria
Il Cipe ha approvato il progetto definitivo della prima fase degli interventi di adeguamento tecnologico e infrastrutturale della linea ferroviaria Battipaglia – Reggio Calabria, in attuazione del Contratto Istituzionale di Sviluppo (CIS) sottoscritto il 18 dicembre 2012. Il costo delle opere è pari a 157,4 milioni di euro.
Si tratta (si vedano i documenti in questo servizio) della tranche da 230 milioni indicata nel Cis (vedi tabella), di cui 64 milioni già realizzati, di cui il Contratto prevedeva l’approvazione al Cipe entro febbraio 2013 (obiettivo sostanzialmente centrato). I bandi di gara partiranno a breve, anche se per la parte tecnologica gli appalti saranno affidati in basi agli elenchi Rfi di imprese pre-qualificate.

Altro legge obiettivo
Sempre nell’ambito del Programma delle infrastrutture strategiche (Pis), il Cipe ha preso questo decisioni:
– assegnato 25,3 milioni di euro per l’acquisto di due nuovi treni da destinare alla Linea 1 della metropolitana di Milano, intervento che rientra tra le azioni per l’accessibilità alla Fiera di Milano dove si terrà l’EXPO 2015;
– preso atto della volontà della società Quadrilatero Marche – Umbria di adottare strumenti incentivanti per adeguare alle attuali situazioni di mercato i bandi di gara per la valorizzazione dei benefici derivanti dall’insediamento di nuove aree produttive lungo gli assi viari principali;
– assegnato al “Contratto di Programma ANAS – annualità 2012″ 50 milioni di euro con l’obiettivo di compensare l’analoga riduzione operata con delibera 9/2013 a favore degli interventi nella laguna di Venezia (legge 228/2012 comma 188).

PIano riduzione gas serra
È stato approvato, inoltre, l’aggiornamento del Piano di Azione Nazionale per la riduzione delle emissioni di gas serra, per far fronte agli impegni nazionali nei confronti dell’UE e della comunità internazionale. L’aggiornamento, infatti, prevede di proseguire il processo di decarbonizzazione dell’economia del Paese tramite azioni di supporto alla green economy, in coerenza con la Strategia Energetica Nazionale. Tra le misure proposte, si segnalano il prolungamento delle detrazioni di imposta per l’efficienza energetica in edilizia, l’estensione fino al 2020 dei certificati bianchi per il risparmio energetico, nuove misure per la promozione di fonti energetiche rinnovabili sia elettriche che termiche, l’istituzione del catalogo delle tecnologie verdi e il rifinanziamento del Fondo rotativo di Kyoto. L’attuazione di alcune di tali misure è subordinata all’adozione di provvedimenti normativi e alla relativa copertura finanziaria attraverso risorse disponibili a legislazione vigente o con nuovi stanziamenti.

Il CIPE ha poi dato il via libera alla quantificazione delle risorse regionali del Fondo Sviluppo e Coesione (FSC), pari a 371 milioni di euro per il 2013, come copertura delle riduzioni di spesa disposte a carico delle Regioni a statuto ordinario dalla legge di stabilità 2013.
Il Comitato ha anche preso atto del definanziamento del contratto di Programma “ALIMENTA Consorzio Agroalimentare Siciliano S.c.a.r.l” per 11,3 milioni di euro (quota statale), disposto dal Ministero dello Sviluppo Economico.
Via libera alla ripartizione tra le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano di 55 milioni di euro per il completamento del processo di superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari (oneri di parte corrente), finanziati dal Fondo Sanitario Nazionale 2013, e di ulteriori 90 milioni di euro per l’adeguamento a norma degli impianti antincendio nell’ambito della prosecuzione del programma pluriennale straordinario di investimenti in sanità (risorse della legge finanziaria 2010).

Relativamente alla ricostruzione in Abruzzo, il CIPE ha approvato l’aggiornamento dei fabbisogni e la riprogrammazione delle risorse assegnate con la delibera 47/2009 per il finanziamento degli interventi di messa in sicurezza dei 200 edifici scolastici danneggiati dal sisma del 2009 (complessivi 226,4 milioni di euro), che consente il finanziamento dei progetti effettivamente pronti a partire. L’aggiornamento interessa, in particolare, il terzo piano stralcio deliberato nel 2011 dal Commissario delegato alla ricostruzione per complessivi 164,8 milioni.

Nel corso della seduta, infine, per rafforzare il sistema dei “Conti pubblici territoriali”, è stata deliberata l’assegnazione premiale per il 2012 di circa 1,76 milioni di euro a favore delle Regioni e delle Province autonome, nonché la rimodulazione delle residue quote premiali di cui alla delibera 19/2008.

Il Ministero alle Infrastrutture e Trasporti ha informato il Comitato in merito allo stato di attuazione del progetto definitivo della linea 1 della metropolitana di Napoli, ed in particolare della tratta Centro Direzionale – Capodichino che comprende 4 nuove stazioni (Centro Direzionale, Tribunale, Poggioreale e Capodichino) e 3,5 km di gallerie, per un costo complessivo di 815 milioni di euro.

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Lunedì a Roma doveva essere approvato il progetto preliminare dell’arteria

Contrasti tra i ministeri delle Infrastrutture e dell’Economia, esultano i comitati

DOLO. La delibera di approvazione del progetto preliminare della Orte-Mestre, meglio conosciuta come Romea Commerciale, è stata tolta dall’ordine del giorno della seduta Cipe (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) in programma lunedì alle 9.30 a Roma. La decisione, da quello che trapela da fonti regionali, è stata presa dopo la seduta preparatoria di ieri mattina dove sono emerse posizioni differenti da parte dei Ministeri dell’Infrastrutture e dell’ Economia. È il secondo rinvio in poche settimane, visto che la delibera doveva essere discussa anche nella riunione dell’8 marzo scorso.

La Romea Commerciale da tempo viene osteggiata nel territorio rivierasco perché il progetto prevedeva l’innesto dell’autostrada con l’A4 e il Passante nella zona di Roncoduro dopo aver attraversato alcuni centri storici e il Naviglio Brenta. In questi anni i Comuni, comitati e cittadini hanno proposto numerosi progetti alternativi di innesto, da quello a Villabona, all’aggancio con l’A13, alla messa in sicurezza dell’attuale Romea fino al progetto di variante proposto dal comitato “No Romea in Dolo” e poi diventato famoso come “Variante Gottardo” per esser stato supportato dal sindaco di Dolo, Maddalena Gottardo. La notizia viene commentata positivamente dai comitati del Cat, da sempre contrari all’opera, che però confermano di voler continuare la mobilitazione contro l’opera.

Anche Mattia Donadel, presidente di Opzione Zero, mantiene alta la guardia.

«Se la notizia viene confermata siamo contenti», conferma Donadel, «ma vogliamo continuare la lotta contro questa autostrada. Per questo ci appelleremo ai sindaci, deputati, senatori, alle Regioni e al governo di sospendere ogni provvedimento in merito a questo progetto. Sosteniamo poi l’azione di mailbombing promossa dalle associazioni e dai comitati della Rete Nazionale Stop Orte-Mestre in atto fino a lunedì per chiedere al governo di fermarsi».

Anche Giorgio Gei (Ponte del Dolo) esprime soddisfazione per il rinvio:

« Alla fine è valso il buon senso e non le pressioni delle lobby dell’asfalto e del cemento. Speriamo che i nuovi rapporti di forza all’interno del Parlamento portino alla revisione critica di questo e di altri devastanti progetti per il nostro territorio».

Giacomo Piran

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Gazzettino – Romea commerciale al varo

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16

mar

2013

IL CASO – Lunedì progetto al Cipe. Grillini e comitati: rinviamo. Il governo è dimissionario, ma la Romea potrebbe partire

È previsto per lunedì il via libera per la Romea commerciale. Il progetto preliminare della superstrada a pedaggio Mestre-Orte (di cui fa parte la Romea commerciale) sarà all’esame del Cipe, sempre che il Governo dimissionario decida di dare corso a un’opera così impegnativa. Il Movimento 5 Stelle e i comitati chiedono però di sospendere il progetto.

LA PROTESTA – Il Movimento 5 Stelle propone un rinvio

L’IMPEGNO – Un anno di tempo per trovare i soldi      

UN LUNGO STOP – Delibera “congelata” da cinque mesi. Il progetto preliminare della Mestre-Orte era rimasto bloccato per esaminare la possibilità di riconoscere agevolazioni fiscali ai promotori.

IN RIVIERA DEL BRENTA – I comitati pronti a dare battaglia: «Così si rischia un colpo di mano»

GRANDI OPERE – Project financing da 9 miliardi con sconti fiscali ai promotori

Sul futuro della «Romea Commerciale» si rischia un colpo di mano. Ad esserne convinti sono il Cat e la lista d’opposizione «Per Mira fuori dal comune». Ed a parlare per primo è proprio il consigliere Mattia Donadel:

«Il Governo Monti, nella prossima seduta del Cipe del 18 marzo, si appresta ad approvare il progetto preliminare della nuova autostrada Orte-Mestre. Si tratta di un vero e proprio colpo di mano: un Governo politicamente morto e sepolto dall’ultimo voto popolare, che dovrebbe limitarsi solamente ad attività di ordinaria amministrazione, si arroga impunemente il diritto di approvare un’opera da ben 10 miliardi di euro, che andrà a sconquassare mezza Italia».

Dal canto suo, con Adone Doni, il Cat rilancia: «Si parla di circa 1,5 miliardi di sgravi fiscali per i 8,7 – 9 miliardi che, secondo il Sole 24 Ore, risulterebbero previsti per l’opera. La delibera del 18 marzo dovrebbe dunque dare il via alla gara in project financing, che designerà il concessionario di quest’opera proposta dalla Gefip Hoding di Vito Bonsignore, attuale europarlamentare in quota Pdl». Rilanciando: «Il vantaggio fiscale assegnato consentirebbe al futuro concessionario di poter più facilmente reperire sul mercato gli ingenti finanziamenti necessari per un’opera di probabile scarsa, se non nulla, redditività. Pertanto poco appetibile per gli investitori». «Ringraziando», quindi, l’uscente Governo Monti che avrebbe spinto per quello che il Cat definisce «un inciucio finanziario» e a livello locale l’assessore Renato Chisso, l’ex presidente Giancarlo Galan e la Lega Nord. Mentre «Mira fuori dal comune» si appella al sindaco di Mira, ai Sindaci della Riviera del Brenta e del Miranese, ai deputati e i senatori eletti nel territorio affinché chiedano immediatamente al presidente del Consiglio Monti, ai ministri che compongono il Cipe e ai presidenti delle regioni interessate di sospendere ogni provvedimento in merito a questo progetto e di rimettere ogni decisione al prossimo esecutivo, che avrà la fiducia del nuovo Parlamento appena insediato. Intanto la lista sostiene l’azione di «mailbombing» promossa dalle associazioni e dai comitati della Rete Nazionale Stop Orte-Mestre dalle 15 di oggi fino a tutto lunedì 18 per chiedere al Governo di fermarsi.

Gianluigi Dal Corso

 

Lunedì il progetto va al Cipe con i dubbi legati a un Governo dimissionario

ROMEA – Lunedì il Cipe esamina il progetto della superstrada a pedaggio Mestre-Orte

Ultimo appuntamento per il varo del progetto della Mestre-Orte, la superstrada a pagamento di cui fa parte la cosiddetta Romea commerciale. Lunedì il Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) si riunirà a Roma per l’approvazione del progetto preliminare dell’opera che vale circa nove miliardi di euro, 1,5 dei quali a carico dello Stato.

A realizzare la superstrada a pedaggio, con la formula del project financing, sarà una cordata privata guidata da Carige ed Efibanca che s’impegna a realizzare i 396 chilometri di strada in cambio della concessione per 49 anni. Il progetto, come si ricorderà, era già pronto per l’approvazione cinque mesi fa, quando fu bloccato per studiare la possibilità di riconoscere una consistente agevolazione fiscale ai promotori dell’opera, in base a quanto previsto dal Decreto sviluppo varato del Governo Monti.

A sollevare dubbi era stato il ministero dell’Economia, per l’entità dello sconto (un miliardo e mezzo di euro) ma anche delle possibili difficoltà finanziarie e tecniche per un progetto così complesso. La soluzione, dopo mesi di trattative, sarebbe stata trovata subordinando le agevolazioni fiscali all’impegno, da parte del soggetto promotore, di ottenere il finanziamento dalle banche entro 12 mesi dalla stipula della convenzione. Con questa articolazione la delibera per autorizzare il ministero delle Infrastrutture a varare la gara per il project financing è pronta per il “placet” del Cipe, mentre già ieri si è tenuta la riunione preparatoria del comitato di lunedì prossimo.

A questo punto la strada per la Mestre-Orte e la Romea commerciale, che prevede un tracciato parallelo all’attuale statale 309 fino a Lova, da dove si proseguirebbe attraverso la Riviera fino all’innesto di Roncoduro con la A4, appare in discesa. A meno che il Cipe non decida all’ultimo minuto di ripensarci: rispetto a cinque mesi fa, a nessuno sfugge che il Governo si è dimesso, rimanendo in carico soltanto per gli affari correnti. È pur vero che il premier Monti, in campagna elettorale, aveva annunciato che il Cipe aveva pronto un pacchetto di opere da dieci miliardi. In questa fase di “interregno”, in attesa che il presidente Napolitano assegni l’incarico per la formazione del nuovo Governo, il Cipe potrebbe decidere in extremis di “congelare” la partita.

Una richiesta in tal senso è auspicata, naturalmente attraverso Internet, dai militanti del Movimento 5 Stelle che hanno chiesto ai propri rappresentanti in Parlamento di chiedere al segretario del Cipe, il ministro per la Coesione territoriale Fabrizio Barca, di rinviare la decisione sulla nuova superstrada. Per conoscere la risposta basterà aspettare fino a lunedì.

 

COMUNICATO STAMPA

L’annunciata approvazione del progetto Orte-Mestre, prevista nella prossima  riunione del CIPE di lunedì 18 marzo, è forse l’ultimo e più sonoro schiaffo che il Governo Monti, sconfitto alle ultime elezioni, assesta al volto di un Paese in ginocchio da una devastante crisi economica e in pieno regime di austerity, che sta mietendo vittime in ogni angolo della Penisola.

È da luglio 2012 che il Governo Monti dichiara lo sblocco del progetto preliminare della Orte-Mestre da parte del CIPE ma, in nove mesi, questa partita si è risolta un nulla di fatto per un unico motivo: il progetto della Orte-Mestre, che si serve del fallimentare strumento del project financing, è economicamente insostenibile.

Questo ha creato contrasti tecnici tra il Ministero delle Infrastrutture e quello dell’Economia. Ma ora, dopo che il CIPE nella scorsa seduta ha recepito le rocambolesche misure di defiscalizzazione per le grandi opere volute da Passera e Ciaccia, tutto sembra trovare epilogo e l’opera attualmente più onerosa – 10 miliardi di euro – e impattante d’Italia – 400 km di asfalto – pare essere ai blocchi di partenza. Pur di approvare la Orte-Mestre lo Stato rinuncia a 1,5 miliardi di euro di imposte.

In questo modo, oltre a perseverare nell’assurda e devastante spirale delle grandi opere inutili e dannose, si innescano meccanismi di privilegio fiscale per le note cricche del cemento, sempre più nel mirino degli inquirenti per frodi e infiltrazioni mafiose. E, come se non bastasse, si andrà ad aumentare ulteriormente il debito pubblico (con il project financing e con le mancate entrate fiscali) che ricadrà ancora e sempre sulla testa dei cittadini odierni e futuri, ai quali si chiederanno altri “sacrifici”.

Tutto questo sta avvenendo nel silenzio e in un momento di transizione politica verso un nuovo Esecutivo, che ha tutte le premesse per dare a questo Paese altre e più urgenti priorità. L’esito delle urne ha infatti mandato un chiaro segnale sulla volontà popolare di cambiare rotta, non solo sulla classe politica, ma anche sulle logiche affaristiche legate alle grandi opere portate avanti sin qui dai governi precedenti.

Questa nuova dichiarazione di passaggio al CIPE della Orte-Mestre rappresenta un’accelerazione irresponsabile e inaccettabile da parte di un Governo uscente che dovrebbe espletare esclusivamente mansioni di ordinaria amministrazione e di emergenza e che, invece, con quest’atto, condizionerà le scelte economiche e strategiche del Paese per generazioni.

Il comitato Opzione Zero, membro della Rete Nazionale Stop Orte-Mestre, promuove e aderisce all’azione di mail-bombing in funzione da oggi a tutto lunedì 18, per chiedere al Governo Monti di lasciare questa decisione al prossimo legittimo Esecutivo.

 

COMUNICATO STAMPA

Il Governo Monti, nella prossima seduta del CIPE del 18 marzo, si appresta ad approvare il progetto preliminare della nuova autostrada Orte-Mestre.

Si tratta di un vero e proprio  colpo di mano: un Governo politicamente morto e sepolto dal voto popolare del 24-25 febbraio e che dovrebbe limitarsi solamente ad attività di ordinaria amministrazione, si arroga impunemente il diritto di approvare un’opera da ben 10 miliardi di euro che andrà a sconquassare mezza Italia.

Come se non bastasse, per reperire le risorse il Ministro Passera e il suo vice Mario Ciaccia sono riusciti a far passare la defiscalizzazione dell’opera per 1,5 miliardi e l’opzione Project Finacing a tutto beneficio della cordata GEFIP Holding di Vito Bonsignore; una soluzione che andrà inevitabilmente a creare una voragine nei conti pubblici dello Stato per i prossimi decenni, sottraendo risorse vitali per i servizi pubblici essenziali.

L’approvazione della Romea Commerciale non può in alcun modo essere considerata come fatto di ordinaria amministrazione, né essere annoverata tra gli atti di particolare urgenza: la Orte-Mestre è l’opera autostradale più imponente, per costi ed impatti, tra quelle previste nel primo programma delle infrastrutture strategiche.  L’approvazione di tale progetto costituisce scelta politica fondamentale per il futuro del Paese. Tale scelta spetta dunque al Governo che la nuova legislatura esprimerà.

Mira Fuori del Comune si appella al Sindaco di Mira, ai Sindaci della Riviera del Brenta e del Miranese, ai Deputati e i Senatori eletti nel territorio affinché chiedano immediatamente al Presidente del Consiglio Monti, ai Ministri che compongono il CIPE e ai Presidenti delle regioni interessate di sospendere ogni provvedimento in merito a questo progetto e di rimettere ogni decisione al prossimo Esecutivo, che avrà la fiducia del nuovo Parlamento appena insediato.

Mira Fuori del Comune sostiene intanto l’azione di mailbombing promossa dalle associazioni e dai comitati della Rete Nazionale Stop Orte-Mestre dalle 15 di oggi fino a tutto lunedì 18 per chiedere al Governo di fermarsi.

 

(Arv) Venezia 30 nov. 2012 – In Veneto sono Pedemontana veneta, Nuova Valsugana, Nogara-mare, Venezia-Orte, prolungamento della A27? In Italia sono 32 le nuove autostrade in cantiere, concentrate quasi tutte nell’area padana, Lombardia, Piemonte, Veneto e ed Emilia. Oltre duemila chilometri di nuovi nastri d’asfalto, larghi 25 metri, che stanno divorando campi, vigneti, abitazioni e paesaggi, come avviene con i 90 chilometri della superstrada Pedemontana veneta che occuperà 8,5 milioni di metri quadrati di aree prevalentemente agricole. Ma in tempi di crisi economica e di stretta della finanza pubblica, chi finanzia tutte queste nuove infrastrutture? Se lo sono chiesti i partecipanti al seminario “Quando le banche incrociano le strade. Grandi opere e grandi affari” organizzato dal gruppo consiliare “Rifondazione Comunista – Federazione della Sinistra” in Consiglio regionale. “L’asimmetrica ripartizione dei cantieri tra Nord e Sud, unita alla spesa complessiva prevista, che ammonta a circa 45,3 miliardi di euro – evidenzia il consigliere regionale della Federazione della Sinistra veneta Pietrangelo Pettenò – spiega perché in questi ultimi anni, specie da quando la decisione di costruirle spetta alle Regioni, la costruzione di nuove autostrade e superstrade abbia avuto un enorme impulso, che, evidentemente, non è solo dettato dalla volontà e dalla necessità di modernizzare il Paese ma risponde a molti altri interessi”. Quali? Il giornalista di “Altreconomia” Luca Martinelli, che ha guidato il seminario, ha fatto ricorso al rapporto della Banca d’Italia su “Le infrastrutture in Italia: dotazione, programmazione, realizzazione” per spiegare che “riguardo alle autostrade si registra un crescente attivismo da parte delle Regioni, ma non è del tutto evidente in che misura questo sia stato volto a colmare un ritardo nelle dotazioni, oppure rappresenti un tentativo di intercettare parte delle rendite generate dal settore autostradale per contrastare il calo nei finanziamenti”, cioè dei trasferimenti dallo Stato. Premesso che l’Italia ha in media più autostrade che il resto d’Europa (in quanto ne vanta 2,2 chilometri ogni 100 chilometri quadrati di superficie contro una media Ue di 1,5) e che non usa ferrovie e vie navigabili per spostare le merci, per Martinelli le nuove autostrade sono solo una questione di ‘business’. Nuove autostrade e superstrade sono ormai tutte realizzate con la formula della finanza di progetto, che vede mettere in gioco solo capitali privati di società concessionarie, grandi gruppi dell’edilizia e banche.

“La formula però non funziona – avverte Martinelli – perché i progetti sono troppi e tutti insieme, e le autostrade, spesso parallele, si ruberanno i clienti l’un l’altra. Il rischio è che i ricavi delle concessioni (i pedaggi) non riescano a recuperare il credito”.

Le prime a interrogarsi sulla sostenibilità delle nuove infrastrutture sono proprio le banche, ha spiegato Martinelli.

“I grandi investitori si chiedono se i numeri scritti nel piano economico e finanziario dell’opera reggeranno poi alla prova dei fatti. E gli investitori privati cercano rassicurazioni bussando alla porta della Cassa depositi e prestiti. Ma la Cassa depositi e prestiti usa i risparmi postali degli italiani. A questo punto, sarebbe meglio, se proprio la strada s’ha da fare, che la realizzi direttamente lo Stato”.

Pubblico su pubblico – commenta Pettenò – nell’interesse dei cittadini.

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Stavolta non sono i cittadini e le comunità a inveire contro le scelte del governo, bensì le alte sfere regionali di Palazzo Ferro-Fini.

La Orte-Mestre, nota come nuova Romea Commerciale, è un’infrastruttura che gli oligarchi regionali dell’asse d’asfalto Lega-PdL vogliono fortissimamente. Il Presidente Luca Zaia e l’Assessore Renato Chisso non si sono trattenuti e hanno sbottato arrivando quasi a minacciare il governo, con una risentita lettera a Ciaccia, qualora la situazione non venisse sbloccata rapidamente.

D’altra parte la “Romea commerciale” è un affare da 10 miliardi di euro che da sola vale quattro volte di più di tutti i progetti contenuti nel nuovo piano regionale delle opere pubbliche appena approvato e che vede la cantierizzazione di un turbinio di nuove strade e autostrade (Padana Inferiore, Nogara-Mare, collegamento A4-Jesolo, nuova Valsugana, tangenziali Verona-Vicenza-Padova, grande Raccordo Anulare di Padova e Camionabile…). Un’occasione più unica che rara per la collaudata “Cricca del cemento Veneta”.

Invece qualcuno al Governo si è reso conto che un Project Financing da 10 miliardi di euro con questi livelli di traffico e in tempi di crisi, semplicemente non sta in piedi, a meno di non provocare un “buco” nei bilanci pubblici dello Stato che avrà ripercussioni per molti anni a venire sulle tasche dei contribuenti italiani. Esattamente come per la TAV in Val di Susa.

E infatti le “difficoltà tecniche” di cui parla Chisso sono in realtà difficoltà economico-finanziarie, manca un piano economico-finanziario: il giochetto del project financing per opere di questa portata non funziona più da anni, nemmeno con il sistema dei Project Bond e della defiscalizzazione tanto voluta dal Ministro Corrado Passera e dal suo braccio destro Mario Ciaccia.

A fronte di un calo vertiginoso dei dati di traffico, si continuano a portare avanti progetti concepiti 15 anni fa, trascurando consapevolmente le infrastrutture esistenti che continueranno a rimanere insicure e degradate, come per l’attuale Romea. La Romea Commerciale è un’opera insostenibile sia dal punto di vista economico che ambientale.

Per Opzione Zero e per tutte le altre organizzazioni del coordinamento nazionale Rete Stop OR-ME, il rinvio del CIPE non costituisce certo una vittoria; le pressioni delle potenti lobby che stanno dietro a quest’opera potrebbero far precipitare la situazione da un momento all’altro. Si tratta però di una tregua importante per prepararsi ad una battaglia estremamente difficile.

 

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