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Stop Orte-Mestre, tutti contro tutti

Imprenditori in agitazione per l’annunciata cancellazione dalle Grandi opere: «Così ci fanno chiudere»

Sindaci e imprenditori contestano la marcia indietro del Governo. Esultano gli ambientalisti

LA DEPUTATA M5S – Spessotto: «Ora il Governo deve ritirare il progetto»

OPZIONE ZERO «Scelta obbligata dopo l’inchiesta della Procura di Firenze»

DIETRO FRONT – La Orte-Mestre “esce” dalle opere considerate prioritarie dal Governo

C’erano cinquanta imprenditori ieri a Cavarzere, tutti infuriati perché il Governo si accinge a fare l’ennesima marcia indietro sulla nuova strada Orte-Mestre e, in particolare, sul tratto Mestre- Ravenna, ossia la Romea Commerciale. La certezza si avrà domani quando verrà approvato il Def, il documento di economia e finanza che riduce da 400 a 51 le opere infrastrutturali considerate necessarie per il Paese, abbassando da 380 a 76,3 i miliardi che servono a realizzarle.

La Orte- Mestre è tra le strade stralciate dal Def, proprio ora che chi la voleva aspettava l’apertura dei cantieri entro la fine dell’anno.

L’ex ministro dei Trasporti Maurizio Lupi appena poche settimane fa aveva ribadito che si trattava di un’opera strategica per l’Italia ma Lupi è stato costretto a dimettersi e la Procura di Firenze sta indagando su tutti i protagonisti del progetto. Il fatto è che il tira e molla sulla nuova strada lascia intatti i problemi delle aziende, isolate dal mondo, e la pericolosità della vecchia Romea.

Per questo ieri il presidente di Confindustria Venezia Matteo Zoppas ha incontrato gli imprenditori dell’area di Chioggia, Cavarzere e Cona, e il delegato di Confindustria alle Infrastrutture ha detto che, «ciò che ci amareggia ulteriormente, pur condividendo la necessità di una totale trasparenza degli appalti e di rispetto della legalità, è che si perde completamente un faticoso e complesso lavoro comune da parte delle imprese e degli enti locali coinvolti che aveva portato a risolvere molti dei nodi legati al tracciato e ai punti di accesso». Filippo Olivetti ha ricordato, infatti, che i sindaci di Chioggia, Giuseppe Casson, e Cona, Alberto Panfilio, assieme agli imprenditori «hanno ribadito la loro contrarietà e insoddisfazione per l’ennesimo stop. In particolare la tratta Mestre-Ravenna è una priorità e può rappresentare un’ opportunità di sviluppo economico, perché costituisce una cerniera di collegamento tra il Veneto e l’Emilia Romagna».

Sull’altro versante, anche Opzione Zero e tutte le organizzazioni della Rete nazionale Stop Or-Me, insistono sulla necessità di mettere in sicurezza la Romea «la cui pericolosità ha raggiunto livelli indegni e insostenibili». Però, allo stesso tempo, Rebecca Rovoletto, Lisa Causin e Mattia Donadel sostengono che la battaglia non è ancora vinta del tutto e che bisogna tenere alta la guardia perché «la decisione del Governo è quasi obbligata dopo l’inchiesta della Procura di Firenze, ma il premier Matteo Renzi pochi mesi fa aveva rimesso in pista la nuova strada inserendola nello Sblocca Italia. L’opera rimane tutt’ora inserita nella Legge Obiettivo e quindi potrebbe essere ripescata più avanti. Dobbiamo ottenerne la cancellazione definitiva».

Non a caso, ricordano i comitati contro la Orte-Mestre, proprio ieri il Governo ha chiesto e ottenuto il rinvio del voto sulla mozione parlamentare con la quale la deputata 5 Stelle Arianna Spessotto chiede il ritiro definitivo del progetto: «L’ennesima dimostrazione del tatticismo e dell’ambiguità che caratterizzano l’esecutivo e il partito del presidente del Consiglio, il solito Pd».

Elisio Trevisan

 

VENEZIA  – Sarà domani il giorno della verità sulla Orte-Mestre. Per questo venerdì è infatti annunciata l’approvazione in consiglio dei ministri del Documento di economia e finanza e del relativo allegato Infrastrutture, dal quale il governo sembra intenzionato a stralciare i 396 chilometri che avrebbero dovuto collegare il Lazio al Veneto, nonostante la richiesta degli Industriali di confermare almeno il tratto fra Venezia e Ravenna.

Così ieri alla Camera il governo ha preferito non intervenire nel dibattito aperto dalla mozione di contrarietà presentata dalla veneziana Arianna Spessotto, rinfocolando lo scontro fra il Movimento 5 Stelle e il Partito Democratico.

L’esame in aula si è fermato alle linee generali, rinviando il voto alla settimana prossima. Ma se questo era già stato previsto, ad indispettire il M5S è stato il mancato intervento del nuovo ministro Graziano Delrio. «Capisco l’imbarazzo dei membri del governo – sbotta la deputata Spessotto – nell’assistere alla ricostruzione che abbiamo fatto dell’iter progettuale della Orte- Mestre, una storia di corruzione, malaffare, intrecci tra interessi politici e privati, ma è ingiustificabile il vergognoso silenzio».

Commenta al proposito Mattia Donadel del comitato Opzione Zero: «L’ennesima dimostrazione del tatticismo e dell’ambiguità che caratterizzano l’esecutivo e il Pd».

Risponde il veneziano Andrea Martella, vicecapogruppo del Partito Democratico: «Concorderemo una nuova mozione che tenga conto del Def».

Insistono i pentastellati, con il parlamentare veronese Mattia Fantinati: «La Orte-Mestre non va realizzata, nemmeno dai privati».

Insorge però Confindustria Venezia, con il delegato alle Infrastrutture Filippo Olivetti, che insieme al presidente Matteo Marzotto ha incontrato una cinquantina di soci di Chioggia, Cavarzere e Cona: «Da molti anni gli imprenditori denunciano l’assoluta necessità di approvare e cantierare questo asse viario, che attraversa un’area da sempre isolata e marginale nella provincia e nella regione, che ha sopportato anche per la vicinanza con l’area di Marghera problemi economici e occupazionali
rilevanti. È per questo che in particolare la Romea Commerciale deve continuare ad essere considerata una priorità e può rappresentare una reale opportunità di sviluppo economico in una logica metropolitana. Pensavamo di essere finalmente vicini al risultato, visto che i primi cantieri sarebbero dovuti partire alla fine del 2015. Invece si paventa l’ennesimo stop».

Da registrare nella discussione a Montecitorio la posizione di Emanuele Prataviera, fuoriuscito dal gruppo leghista e furioso «con il presidente Zaia che in tutti questi anni non ha mai voluto nemmeno intraprendere un percorso alternativo a quello presentato a Roma».

(a.pe.)

 

Dal Def, Documento di economia e finanza presentato ieri dal premier Matteo Renzi, vien fuori che la realizzazione del corridoio di viabilità autostradale – 10 miliardi di cui quasi due pubblici – potrebbe essere inserita nel corridoio europeo numero 1 e risulterebbe quindi finanziato solo da privati. Sel e M5s: “Opera inutile”

 

È cronaca giudiziaria di pochi giorni fa, all’indomani dell’esplosione dell’indagine sulle Grandi opere della Procura di Firenze: le manovre per portare a buon fine l’affare della Orte-Mestre. Che ora però potrebbe saltare definitivamente. Anche grazie all’inchiesta.

Sul tavolo c’era un bottino da 10 miliardi di euro su cui discutevano Ettore Incalza, storico e potentissimo funzionario del ministero delle Infrastrutture e Vito Bonsignore, ex europarlamentare Udc. “Abbiamo fatto un emendamento, ricordi? L’hanno reso inammissibile”, diceva il primo che rispondeva preoccupato: “Adesso vedo di parlarne con Capezzone e Epifani, mi sto muovendo”. Per promettere, questa l’ipotesi degli inquirenti, la direzione dei lavori della nuova strada a Stefano Perotti l’imprenditore così vicino all’ex ministro Maurizio Lupi, da regalare al figlio di quest’ultimo un Rolex. Il superburocrate promette “un favorevole iter delle procedure amministrative relative al finanziamento dell’opera”. Di quei 10 miliardi due dovevano essere pubblici.

L’uso del passato è d’obbligo perché dal Def, Documento di economia e finanza presentato ieri dal premier Matteo Renzi, vien fuori che la realizzazione del corridoio di viabilità autostradale dorsale Civitavecchia-Orte-Mestre, risulterebbe quindi finanziato solo da privati. Non più uno spicciolo dalle casse pubbliche che, invece, prima della bufera giudiziaria sarebbero state alleggerite di quasi due miliardi.

Il neo ministro Graziano Delrio, che ha ereditato la poltrona bollente di Lupi, deve analizzare e valutare il documento preparato dagli uffici del ministero dei Trasporti insieme al ministero dell’Economia che prevede più di una sforbiciata al numero delle Grandi opere, su cui puntava anche la cricca smantellata il 16 marzo scorso, dalla legge obiettivo da 419 a 49 per un valore che passa da 383 a 80 miliardi. Quale sarà il destino della Orte-Mestre e di tutte le altre opere si potrà sapere solo venerdì dopo il Cdm che dovrà approvare il Def, il piano nazionale delle riforme e l’aggiornamento del programma di stabilità.

Intanto la politica dà ancora battaglia. “Candido il Veneto come regione laboratorio per l’Autorità nazionale anticorruzione, visto che qui ci sono tante grandi opere; ma poi, quando avremo il ‘bollino’ dell’Anac, chiedo che si vada avanti con decisione e le opere si facciano” ha detto ieri il presidente del Veneto, Luca Zaia, rispondendo proprio ai giornalisti sulla possibilità che il governo blocchi la Mestre-Orte a causa delle inchieste.

Oggi invece è in corso in aula alla Camera la discussione generale della mozione del Movimento 5 stelle. La mozione impegna il governo “ad assumere iniziative per il ritiro del progetto preliminare del corridoio”, avviando “in tempi rapidi, un programma di interventi urgente per la messa in sicurezza del tracciato dell’attuale strada statale 309 Romea e della superstrada E-45 finalizzato alla riqualificazione e al potenziamento delle infrastrutture esistenti“, e ad “aprire un tavolo di confronto, con le associazioni, i comitati, tutte le amministrazioni locali interessate dal tracciato e le associazioni di categoria, al fine di raccogliere debitamente le loro istanze ed individuare alternative più sostenibili dal punto di vista ambientale, economiche ed efficaci rispetto alla realizzazione della nuova autostrada, sia sul breve che sul medio-lungo periodo”.

A chiedere il blocco dell’autostrada dello “scandalo” anche Sel che ritiene l’opera “completamente inutile e priva di qualsiasi valenza strategica” e dall’”elevatissimo impatto ambientale”. Ma non solo Sinistra Ecologia e Libertà chiede all’esecutivo di impegnarsi al “ritiro del progetto preliminare” e all’”immediata abrogazione” della norma del decreto “Sblocca Italia” che, “attraverso il meccanismo della defiscalizzazione”, consente “il finanziamento pubblico indiretto”.

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COMUNICATO STAMPA OPZIONE ZERO 8 APRILE

La notizia dello stralcio della Orte-Mestre dal DEF è accolta con soddisfazione da Opzione Zero e da tutte le organizzazioni della Rete nazionale Stop Or-Me, anche se si attende l’esito del Consiglio dei Ministri di venerdì per verificare che non ci siano tranelli.

Se confermato, si tratterebbe comunque di un risultato molto importante e per il quale comitati e associazioni ambientaliste lavorano incessantemente da anni mantenendo accesi i riflettori, contro tutto e contro tutti, su tutto ciò che quest’opera poteva significare in termini di impatti ambientali e sociali,  di rischi economici, in termini di interessi privati e intrecci malavitosi che da sempre stanno alla base di questo progetto assurdo e devastante.

La decisione del Governo potrebbe impantanare seriamente l’iter di approvazione dell’opera allontanando, almeno per il prossimo futuro, il rischio di apertura dei cantieri nel cuore della Riviera del Brenta e di altri territori di pregio.

Questa scelta è per il Governo quasi obbligata seppure non scontata – commentano Rebecca Rovoletto e Lisa Causin portavoce del comitato –  perché l’inchiesta “Sistema” della  Procura di Firenze ha letteralmente travolto i protagonisti della vicenda Orte-Mestre a cominciare dal proponente Vito Bonsignore, al suo amico di partito e ex ministro Maurizo Lupi, per finire con Ercole Incalza, l’uomo chiave che ha curato l’istruttoria della nuova autostrada.  Si è finalmente aperto uno squarcio nel muro di gomma che nascondeva  tutto il marciume e l’insostenibilità economica dell’”affare Orte-Mestre, ciò che denunciamo da molto tempo. Di fronte a tanta evidenza sarebbe troppo fare finta di niente anche questa volta”.

Opzione Zero dubita infatti del Governo Renzi, lo stesso Governo che pochi mesi fa aveva rimesso “in pista” la nuova autostrada, con l’inserimento di una norma specifica nel Decreto Sblocca Italia finalizzata ad aggirare il parere negativo della Corte dei Conti sul piano economico-finanziario allegato al progetto. Una norma che guarda caso ora compare nelle intercettazioni telefoniche dell’inchiesta  “Sistema”.

Secondo Mattia Donadel è certamente il momento di festeggiare, ma non certo di smobilitare: “Siamo a un passo da una vittoria straordinaria e forse decisiva per questa vertenza, sarebbe però un errore abbassare la guardia proprio adesso: lo stralcio della Orte-Mestre dal DEF allontana di molto lo spettro dell’autostrada ma non lo cancella. L’opera infatti rimane inserita in Legge Obiettivo, e potrebbe essere ripescata in tutto o in parte più avanti, quando le acque saranno meno agitate. Dobbiamo continuare a lavorare per ottenere la cancellazione definitiva del progetto; soprattutto dobbiamo incalzare ANAS e Regione Veneto per risolvere subito il problema Romea, la pericolosità di questa strada ha raggiunto livelli indegni e insostenibili”.

D’altra parte, a conferma di questi timori, Opzione Zero fa notare come proprio questa mattina il Governo abbia chiesto e ottenuto il rinvio del voto sulla mozione parlamentare dell’On. Arianna Spessotto con la quale si chiedeva il ritiro definitivo del progetto; l’ennesima dimostrazione del tatticismo e dell’ambiguità che caratterizzano l’esecutivo e il partito del Presidente del Consiglio, il solito PD.

 

Antenna Tre – Il governo blocca la Orte-Mestre

Posted by Opzione Zero in Filmati, Rassegna stampa | 0 Comments

7

apr

2015

La svolta dopo gli scandali e il cambio al ministero. Martella (Pd): «Opera esclusa dal Def». Costa 10 miliardi

VENEZIA – Cala la notte sulla «nuova autostrada del Sole». A 150 giorni dal via libera del Cipe al project financing presentato dal gruppo di Vito Bonsignore (Ncd), il governo si appresta a fermare la Orte-Mestre, stralciando il piano da 10,4 miliardi di euro dalla lista delle opere prioritarie.

Alla vigilia della discussione della mozione presentata dal Movimento 5 Stelle alla Camera, approda oggi sul tavolo del consiglio dei ministri l’allegato Infrastrutture al Documento di economia e finanza, un dossier che rispetto ai 419 interventi elencati quand’era ancora ministro Maurizio Lupi ne conserva solo 49 da affidare al suo successore Graziano Delrio, fra cui non è però al momento compreso il nastro d’asfalto che avrebbe dovuto collegare Lazio e Veneto.

Per l’accantonamento definitivo della Nuova Romea Commerciale è attesa appunto la firma del ministro Delrio, che peraltro ancora da sottosegretario alla presidenza aveva espresso dubbi sull’opportunità di un simi le progetto.

«L’orientamento – anticipa Andrea Martella, vicecapogruppo del Partito Democratico a Montecitorio – è ormai di escludere la Orte-Mestre dalla lista delle opere strategiche. Il principio è che sia meglio concentrarsi sulle infrastrutture maggiormente sostenibili dal punto di vista ambientale ed economico, opere più piccole e più facilmente realizzabili, capaci di conciliare le esigenze della viabilità con i bisogni dell’economia in maniera ragionevole».

Va detto che il costo sarebbe stato interamente sostenuto dai proponenti, ancorché a fronte di agevolazioni fiscali in materia di Irap, Ires e Iva pari a 1,87 miliardi. «Non so cosa voglia fare Delrio – afferma il vicegovernatore Marino Zorzato (Ncd) – mi auguro però che, come faceva Lupi, anche lui voglia utilizzare i soldi per dare rapidamente soluzione ai problemi dei territori».

Ma la capacità di attrazione dei capitali privati è solo uno dei requisiti previsti dall’interpretazione rigorosa del codice degli appalti perseguita dal nuovo corso ministeriale. Non verrebbe ad esempio rispettato quello dello stato di avanzamento del pro progetto, ancora fermo al preliminare. Secondo quanto filtra da ambienti romani, tanto potrebbe bastare per far saltare l’opera, finita al centro dell’inchiesta di Firenze.

«Visto che c’è un’indagine in corso e al di là delle posizioni ideologiche sì/ no in cui non mi riconosco – afferma la deputata pd Simonetta Rubinato – credo sia da porsi un interrogativo: questa autostrada può essere considerata una risposta vera alla domanda di mobilità dei cittadini e delle imprese? Credo che possiamo capirlo solo all’interno di un disegno strategico che necessita di un supplemento di riflessione e personalmente auspico che nell’agenda dettata da Delrio si passi finalmente da elenchi faraonici ad una lista di priorità, anche per evitare di ripetere l’errore compiuto in Lombardia con una BreBeMi pesantemente in rosso. In tutto questo non dobbiamo però dimenticare i problemi di sicurezza della Romea e la richiesta di visibilità che arriva da quei territori».

Non a caso a Rovigo il Pd ai più vari livelli istituzionali si era espresso a favore della Orte- Mestre. Per questo Arianna Spessotto, parlamentare del M5S, non si aspetta un esito scontato dal voto che la prossima settimana farà seguito alla discussione sulla sua mozione fissata per domattina: «Non mi faccio illusioni, ma spero lo stesso di essere sostenuta nella mia e nostra battaglia contro un sistema che favorisce il dilagare della corruzione».

Nel dubbio prosegue il mail-bombing dei comitati sui deputati per chiedere il ritiro definitivo del progetto. «L’approvazione della mozione e lo stralcio dal Def – spiega Mattia Donadel di Opzione Zero – sono tappe di avvicinamento all’obiettivo della cancellazione totale».

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Gazzettino – Valanga di mail contro la Mestre-Orte

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

4

apr

2015

Fino a mercoledì, quando se ne discuterà alla Camera, i comitati contrari all’opera invieranno appelli ai parlamentari

DOLO – Da ieri e fino a mercoledì 8 aprile, cittadini e organizzazioni della Rete Stop Orte-Mestre bombarderanno di mail i deputati per chiedere il ritiro definitivo del progetto della nuova autostrada ‘Romea commerciale’.

Lo spunto è stato dato da una mozione presentata dall’on. Arianna Spessotto, assieme ad altri, che chiede lo stralcio del progetto e la messa in sicurezza immediata di ’Romea’ e E-45, in discussione alla Camera proprio mercoledì. Anche il Comitato Opzione zero si è attivato.

«La Orte-Mestre è una delle opere più impattanti e costose tra quelle previste in Legge Obiettivo – osservano le portavoci del comitato Rebecca Rovoletto e Lisa Causin – ma, nonostante le iniziative e l’azione di denuncia portate avanti in questi anni da Stop Or-Me, è solo con le inchieste Mose e Sistema che finalmente se ne parla anche a livello nazionale».

Il rischio, per i comitati, è che l’iter di approvazione dell’opera vada avanti benché sia ormai palese che la Orte-Mestre, così come altre ’grandi opere’, sia stata pensata – sempre secondo i comitati – a beneficio delle lobby del cemento e dell’asfalto. «L’azione penale colpisce infatti i singoli responsabili di illeciti, ma non blocca automaticamente l’approvazione dell’opera».

Il comitato dolese aggiunge: «È per questo motivo che associazioni e movimenti chiedono ora a tutti i cittadini di esercitare il massimo di pressione sui deputati inviando a ciascuno di loro una mail in cui si ribadisce l’assurdità del progetto, gli impatti, i costi e soprattutto quali sono le esigenze vere dei territori a cominciare dalla messa in sicurezza di ’Romea’ e ’E-45’».

Opzione zero scriverà anche ai candidati alla presidenza della Regione, ai sindaci dei comuni interessati e alle forze politiche locali affinché si facciano sentire presso il Parlamento.

(L.Per)

 

DOLO – Una tempesta di mail diretta a intasare la posta elettronica dei deputati per sensibilizzarli a far ritirare il progetto dell’autostrada Orte-Mestre.

La singolare forma di protesta cominciata ieri proseguirà fino a mercoledì prossimo, quando alla Camera sarà discussa una mozione parlamentare presentata dall’onorevole Arianna Spessotto (Movimento 5 Stelle) e altri per chiedere lo stralcio del progetto e la messa in sicurezza della Romea e della E-45.

«La Orte-Mestre», spiegano per il comitato Opzione Zero il presidente Mattia Donadel e le portavoci Rebecca Rovoletto e Lisa Causin, «è una delle opere più impattanti e costose tra quelle previste dalla legge obiettivo, ma nonostante le numerose iniziative e l’azione costante di denuncia portate avanti in questi anni dalla rete “No Ar”, è solo con le inchieste Mose che finalmente se ne parla anche a livello nazionale. Il rischio è che l’iter di approvazione dell’opera vada avanti nonostante il progetto pensato ad esclusivo beneficio delle lobby del cemento e dell’asfalto».

Di qui la proposta: «Chiediamo a tutti i cittadini di inviane a ogni deputato una mail in cui si spiega l’assurdità di questo progetto».

Tutte le istruzioni sono già disponibili sui siti www.stoporme.org e www.opzionezero.org: la stessa mail sarà inviata agli onorevoli anche a nome delle singole organizzazioni.

Alessandro Abbadir

 

STOP ORTE-MESTRE SUBITO – AGISCI ORA IN 2 MINUTI

Posted by Opzione Zero in Appuntamenti, Comunicati Stampa | 0 Comments

3

apr

2015

L’autostrada Orte-Mestre è al centro delle inchieste “Sistema” e “MOSE”, ma attenzione le condanne penali non fermano “le grandi opere”. Per farlo bisogna ottenere immediatamente il ritiro di questo progetto insensato e devastante.

Mercoledì 8 aprile la Camera dei Deputati è chiamata ad esprimersi su una Mozione (presentata dall’On Spessotto e altri) che chiede proprio questo, e la messa in sicurezza di Romea e E-45.

Facciamo tutti il massimo di pressione: invia subito una mail ai Deputati per chiedere il ritiro del progetto della nuova autostrada Orte-Mestre.

Hai tempo fino all’8 aprile, agisci ora!!!

 

PER INVIARE LA MAIL ESEGUIRE LE SEGUENTI OPERAZIONI:

 

1. Copia il testo della mail da inviare ai deputati che trovi sotto e incollalo su un nuovo messaggio mail da inviare;

2. Scrivi il titolo della mail su Oggetto (es. Stop Orte-Mestre subito, Vota per lo stralcio della Orte-Mestre, ecc…);

3. Clicca su QUESTO LINK e segui le istruzioni per copiare gli indirizzi mail dei deputati sul campo dei destinatari;

4. Clicca e invia

Attenzione: il numero di mail spedibili dalla tua casella di posta in un giorno è al massimo 500. Gli indirizzi dei deputati sono più di 600, per aggirare il problema segui le istruzioni che trovi al link di cui sopra inviando la seconda mail il giorno dopo.

Per chi usa LIBERO.IT (o altri account) che impediscono di inviare più di 100 mail contemporaneamente, può inviare  7 mail usando le seguenti 7 liste presenti in questo link

 

 

TESTO DELLA MAIL DA COPIARE E INVIARE

 

Oggetto: Mozione Spessotto n. 1-00531 per il ritiro del progetto preliminare autostradale Orte-Mestre.

Gentile Deputato, Gentile Deputata,

nella seduta della Camera prevista per il prossimo 8 aprile sarà chiamato ad esprimere il Suo voto sulla mozione presentata dall’On. Arianna Spessotto (n. 1-00531) e altri, con cui si chiede il ritiro del progetto preliminare per la realizzazione del nuovo corridoio autostradale Orte-Mestre.

In qualità di cittadino/a le chiedo di votare a favore di questa mozione per i motivi qui di seguito esposti e per i quali le chiedo di prestare la massima attenzione:

– E’ UNA DELLE OPERE PIU’ GRANDI E IMPATTANTI TRA QUELLE PREVISTE NELLA LEGGE OBIETTIVO: La nuova autostrada, lunga 396 km, attraversa 5 Regioni (tracciato E45-E55) e va ad impattare su numerosi siti SIC –ZPS e zone di pregio ambientale (es. Valle del Tevere, Parco delle Foreste Casentinesi, Valli del Mezzano, Delta del Po, Laguna di Venezia, Riviera del Brenta). Gravissimi sarebbero i danni sull’ambiente e sulla salute in termini di inquinamento atmosferico e acustico, consumo di suolo, rischio idrogeologico, perdita di paesaggio e di biodiversità, oltre che sulle economie locali.

– NON E’ UN’OPERA STRATEGICA: la Commissione Europea (nota ufficiale del nov 2013) ha smentito che la Orte-Mestre rientri tra i corridoi strategici della rete di trasporto TEN-T.

– E’ INUTILE E NON RISOLVE I PROBLEMI DEI TERRITORI: da rilevamenti ufficiali di diversi enti pubblici il flusso di traffico lungo le due arterie esistenti risulta assai modesto, e non giustifica una nuova autostrada che diventerebbe solo un doppione di A1-A14-A13. Il problema prioritario e inderogabile è la MESSA IN SICUREZZA di E-45 e SS 309 Romea. Il progetto non risponde a questa esigenza.

– DIVENTEREBBE UN ENORME SPRECO DI DENARO PUBBLICO: il costo ad oggi previsto è di 10 Mld di euro, di cui c.a. 8,2 Mld con Project Financing e Project Bond, e di 1,8 Mld a carico dello Stato in termini di defiscalizzazioni. Un costo che non sarà mai ripagabile con i pedaggi e che diventerà debito pubblico.

– LA ORTE-MESTRE RIENTRA NEL SISTEMA INCALZA: la cordata proponente è la GEFIP Holding di Vito Bonsignore, già condannato a 2 anni nella prima Tangentopoli, e ora indagato dalla Procura di Firenze proprio per Orte-Mestre. Della cordata fa parte anche la società ILIA spa, il cui amministratore delegato è Gioacchino Albanese ex affiliato alla loggia massonica P2; la Banca che dovrebbe finanziare l’opera è la CARIGE di Genova, dal 2013 coinvolta nello scandalo che ha portato all’arresto per truffa del suo ex presidente Giovanni Berneschi. La Orte-Mestre compare anche nell’inchiesta MOSE.

Contro la costruzione di quest’opera inutile e dannosa si sono attivati da tempo tanti cittadini e numerose organizzazioni locali e nazionali, molte di queste riunite nella Rete Stop Orte-Mestre.  Moltissime sono state le iniziative di sensibilizzazione e di opposizione al progetto ma anche di proposta di soluzioni meno impattanti, meno costose e più facilmente realizzabili.

E’ per questi motivi, rammentando la sua funzione di tutela dell’interesse pubblico, che le rinnovo l’invito a sostenere tutte le iniziative parlamentari volte al ritiro immediato del progetto autostradale Orte-Mestre e all’investimento dei fondi disponibili per la messa in sicurezza di E- 45 e SS 309. Auspico che questo sia il primo passo per un cambio di verso radicale nell’approccio alle opere pubbliche che dovrebbero nascere da un vero confronto con le popolazioni e da una programmazione seria e sostenibile, anziché da interessi privati.

Confidando in una sua seria riflessione sul tema, la saluto cordialmente

 

Correzione di rotta sulle grandi opere ritenute prioritarie. Addio al piano faraonico da 285 miliardi per oltre 400 interventi: nel capitolo “infrastrutture” del Def in preparazione il governo riduce a 49 il numero di opere da portare a compimento per un valore complessivo di 80 miliardi. Sul Sole 24 Ore in edicola i dettagli del piano del governo che fa già le prime illustri vittime: la Orte-Mestre e l’autostrada tirrenica Orte-Civitavecchia.

Piano di ricerca, il bilancio europeo

L’Italia dal 2007 ha regalato almeno 300 milioni all’anno agli altri Paesi europei per fare ricerca al posto nostro. Offrendo così ai nostri vicini occasioni di crescita e più competitività. E dall’anno scorso questa cifra rischia di raddoppiare. La colpa è delle nostre performance nella conquista dei fondi che l’Europa mette in palio ogni anno per la ricerca: troppi progetti bocciati rispetto ai tanti presentati e così sui 41,5 miliardi che sono stati messi sul piatto da Bruxelles dal settimo programma quadro della ricerca in 7 anni e finanziati anche con le nostre casse il nostro Paese ha conquistato 3,457 miliardi, l’8,3% di tutta la torta. Poco se consideriamo che l’Italia contribuisce al bilancio Ue con una quota più sostanziosa, che supera il 13 per cento dei fondi complessivi (siamo i terzi finanziatori assoluti). All’appello mancano dunque almeno 2 di miliardi. Sul Sole 24 Ore verrà analizzato il bilancio del piano di ricerca europeo.

Piano di ricerca, il bilancio europeo

L’Italia dal 2007 ha regalato almeno 300 milioni all’anno agli altri Paesi europei per fare ricerca al posto nostro. Offrendo così ai nostri vicini occasioni di crescita e più competitività. E dall’anno scorso questa cifra rischia di raddoppiare. La colpa è delle nostre performance nella conquista dei fondi che l’Europa mette in palio ogni anno per la ricerca: troppi progetti bocciati rispetto ai tanti presentati e così sui 41,5 miliardi che sono stati messi sul piatto da Bruxelles dal settimo programma quadro della ricerca in 7 anni e finanziati anche con le nostre casse il nostro Paese ha conquistato 3,457 miliardi, l’8,3% di tutta la torta. Poco se consideriamo che l’Italia contribuisce al bilancio Ue con una quota più sostanziosa, che supera il 13 per cento dei fondi complessivi (siamo i terzi finanziatori assoluti). All’appello mancano dunque almeno 2 di miliardi. Sul Sole 24 Ore verrà analizzato il bilancio del piano di ricerca europeo.

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