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DOLO-MIRA-STRA-CAMPONOGARA

DOLO – I gruppi di opposizione della Riviera fanno fronte comune sul tema dell’ospedale e intervengono con una nota congiunta firmata da “Il Ponte di Dolo”, da “Sinistra per Camponogara”, da “Mira Fuori del Comune” e da “Strada Comune di Stra”: «All’ospedale di Dolo le istituzioni locali non pensano più – lamentano – I partiti più grossi di maggioranza e minoranza non si muovono. La gente sembra disillusa. Non vogliamo pensare che le ragioni della salvaguardia e del rilancio del nostro ospedale siano futili. Sono solide come macigni! Ha una storia illustre, è baricentrico, occupa locali di sua proprietà, potenzialmente è in grado di organizzare in modo razionale strutture e servizi che lo qualifichino come ospedale per acuti, e in tal senso lo percepisce la gente della Riviera, perché è l’ospedale della Riviera».

Segue un appello: «Sindaci dei comuni interessati, partiti di maggioranza e minoranza che già vi siete espressi in difesa dell’ospedale di Dolo, siate chiari. Uscite dal torpore, battete i pugni, sollecitate una revisione delle schede ospedaliere».

I gruppi individuano le priorità: «Intanto chiedete con urgenza, per Dolo, i soldi promessi e necessari per la ristrutturazione del Pronto Soccorso; pretendete il mantenimento o il ritorno dei reparti che caratterizzino il polo chirurgico»

(L.Per.)

 

CAMPONOGARA – Il Pd: «Evitare di smantellare i servizi sanitari della Riviera»

CAMPONOGARA – «Serve una mobilitazione generale per chiedere alla Regione di analizzare i piani aziendali con lo scopo di scongiurare lo smantellamento dei servizi sanitari in Riviera».

Gabriele Scaramuzza, responsabile welfare del Partito Democratico provinciale Venezia è intervenuto martedì sera in sala consiliare a Camponogara ad un incontro organizzato dal Pd sul tema della sanità in Riviera. «Su questo argomento è stato assordante il silenzio serbato dal presidente della conferenza dei sindaci della Riviera del Brenta», ha chiosato Scaramuzza. Assieme a lui anche il sindaco di Camponogara, Giampietro Menin e il consigliere regionale Bruno Pigozzo. Secondo Menin è indegno che il pronto soccorso di Dolo sia ancora ospitato all’interno di una struttura prefabbricata. Per Pigozzo i 1500 euro pro capite, come budget previsto per la nostra Ulss, ha portato ad una progressiva riduzione di spesa e ad altrettante sofferenze di gestione come ad esempio nelle forniture, nelle liste d’attesa o negli investimenti come, appunto, il pronto soccorso. Inoltre verrebbero tagliati che i fondi per la non autosufficienza e per le rette delle case di riposo.

«Chiediamo all’assessore alla sanità veneta e ai servizi sociali di far pesare le criticità così da rivedere i tagli dei costi», ha detto Pigozzo. Tra il personale della Ulss, del resto, aleggerebbe un sentimento di smarrimento e di timore per un futuro di cui non si intravede un destino. Tra il pubblico è intervenuto anche l’ex consigliere regionale Renato Morandina secondo cui si sta andando verso uno smantellamento dell’Ulss13.

Emanuele Compagno

 

DOLO – Delegazione della Lega a Palazzo Balbi: «Perdere i fondi sarebbe grave»

«Ospedale, i soldi ci sono»

L’assessore regionale: «Stanziati 5 milioni per il Pronto soccorso, manca il progetto dell’Asl 13»

«I soldi per i lavori di sistemazione e adeguamento del pronto soccorso, cinque milioni di euro, sono già stanziati ed accantonati dal 2012 ma non possono essere erogati perché l’Asl 13 non ha presentato il previsto progetto agli uffici competenti».

Questo è quanto l’assessore regionale Luca Coletto ha comunicato ieri al consigliere provinciale del Carroccio Michael Valerio, dopo aver fatto le opportune verifiche a seguito dell’incontro che c’è stato martedì mattina a Palazzo Balbi fra lo stesso assessore alla Sanità e la delegazione della Riviera del Brenta della Lega Nord che si occupa appunto di sanità.

Quella che interessa l’ospedale di Dolo è una situazione paradossale, che chiama in causa la dirigenza dell’Asl 13 anche perché le condizioni del pronto soccorso – attualmente si trova in una struttura provvisoria e l’ingresso è sotto un tendone – sono inadeguate ad ospitare un reparto ospedaliero di primo intervento.

«La preoccupazione – sostengono Ennio Zane, Michael Valerio e Giovanni Fattoretto – è che l’Asl non abbia volutamente presentato il progetto per dirottare i fondi per altre necessità. Di certo sono fondi che non possono rimanere “congelati” a lungo e perderli risulterebbe un grave danno per il futuro sanitario rivierasco».

Nel 2013 il Pronto Soccorso dolese, pur presentando caratteristiche strutturali di un “ospedale da campo”, ha soddisfatto più di 42mila accessi di cui oltre 6.000 ricoveri con un servizio di osservazione breve intensiva, cure a più di 7.000 pazienti e un Suem che ha registrato ben 1.300 uscite in codice rosso oltre ai vari trasferimenti ospedalieri interni.

«Numeri che sottolineano l’assoluta necessità di questo servizio – rimarcano i leghisti – il quale in alcun modo non può scaricare tale mole di lavoro su altre strutture limitrofe, né altre strutture limitrofe sarebbero in grado di assorbire tale surplus di prestazioni. Da qui la necessità reale di interventi strutturali reali ed urgenti».

Intanto, per oggi pomeriggio il direttore Gumirato ha convocato i primari di tutti i reparti per illustrare loro l’atto aziendale, documento che, approvato in Regione, dovrebbe chiarire il destino dell’ospedale dolese.

 

Gazzettino – Lega incontra Coletto per l’ospedale di Dolo

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19

mar

2014

Proficuo incontro per risolvere le problematiche inerenti l’ospedale di Dolo ieri mattina nella sede della Regione fra una delegazione del gruppo Sanità della Riviera del Brenta della Lega Nord e l’assessore regionale Luca Coletto.

La delegazione composta da Giovanni Fattoretto, portavoce, da Michael Valerio, capogruppo della Lega Nord provinciale e da Ennio Zane segretario di circoscrizione per la Riviera del Brenta, ha portato un documento con tre richieste circostanziate a firma dei responsabili delle 8 sezioni rivierasche della Lega.

Coletto ha ricevuto per oltre un’ora gli ospiti ed alla fine la delegazione rivierasca si è detta soddisfatta per le garanzie ricevute.

Tre i punti toccati quali la richiesta di finanziamento per i lavori di ristrutturazione e sistemazione dell’attuale pronto soccorso, per la riqualificazione dell’area dove si trova Villa Massar ed interventi di manutenzione del monoblocco. Il portavoce Giovanni Fattoretto, ha precisato.

(l.per.)

 

Nuova Venezia – Dolo “Difendete il nostro ospedale”

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18

mar

2014

DOLO  «All’ospedale di Dolo le istituzioni locali non pensano più. I partiti più grossi di maggioranza e minoranza non si muovono. La gente sembra disillusa».

Questa è la denuncia lanciata dalle liste civiche Il Ponte del Dolo, Sinistra per Camponogara, Mira Fuori del Comune, Strada Comune di Stra.

«Le ragioni del rilancio del nostro ospedale sono solide», proseguono le liste, «ha una storia illustre, è baricentrico, occupa locali suoi, è in grado di organizzare le strutture e servizi che lo qualifichino come ospedale per acuti. Inoltre la gente lo percepisce come l’ospedale della Riviera».

Viene poi lanciato un messaggio ai sindaci e a partiti. «Voi che già vi siete espressi in difesa dell’ospedale di Dolo, siate chiari, battete i pugni, sollecitate una revisione delle schede ospedaliere, che in assenza di una programmazione complessiva in attuazione del Piano socio-sanitario, delle schede territoriali e di un progetto sulla definizione delle nuove Asl, diventano soltanto causa di competizione tra campanili. E intanto chiedete per Dolo i soldi promessi per la ristrutturazione del pronto soccorso, pretendete il mantenimento o il ritorno dei reparti che caratterizzino il polo chirurgico ».

Giacomo Piran

 

SANITA’ – L’ospedale di Mirano. Il comitato Salvioli torna a chiedere la realizzazione del terzo monoblocco

MIRANO – Il comitato Salvioli sull’ospedale

MIRANO – Realizzare il terzo monoblocco dell’ospedale di Mirano, liberare i vecchi padiglioni di proprietà del Mariutto e trasformarli in una pregiata area residenziale a pochi passi dal centro. Il comitato Carlo Salvioli, che da quasi vent’anni segue le vicende della sanità locale, riporta in auge un vecchio progetto. Il coordinatore Aldo Tonolo sollecita il direttore dell’Ulss 13 Gino Gumirato a valutare concretamente l’ipotesi:

«L’operazione finanziaria prevedrebbe un leasing immobiliare con un acconto di dieci milioni di euro già previsto nella Finanziaria regionale del 2010 – scrive Tonolo – 20 rate annuali da un milione pagate con i risparmi di gestione e un riscatto finale pagato con la vendita della quota di proprietà dell’Ulss dell’area liberata».

Attualmente il complesso ospedaliero di Mirano è formato da due monoblocchi (De Carlo 1 e De Carlo 2, dal nome del progettista) e da molti padiglioni sparsi di proprietà della casa di riposo Mariutto, utilizzati per esempio per Ostetricia-Ginecologia, Pediatria e laboratori di Oculistica.

«Con la realizzazione del terzo monoblocco – scrive Tonolo – l’ospedale assumerebbe aspetto definitivo, mentre il Mariutto potrebbe usare l’area dei vecchi padiglioni per realizzare residenze da vendere o affittare».

La lettera è stata inviata pure ai vertici regionali e al sindaco di Mirano. «Grazie al comitato per l’attenzione che rivolge alla sanità locale – replica Gumirato -, la nostra programmazione sarà concordata con Regione e conferenza dei sindaci».

(g.pip.)

 

Gazzettino – Pianiga fa rotta in Riviera

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9

mar

2014

AUTONOMIE – E il leghista Fattoretto polemizza con il sindaco Calzavara

L’Unione dei Comuni pronta ad allargarsi a un’area di 80mila abitanti

UNIONE – Il Comune di Pianiga è vicino all’adesione all’Unione dei Comuni

DISTRETTO –  I sindaci di Pianiga e Dolo sarebbero favorevoli a trasferire all’ex Tribunale il distretto sanitario

IL SINDACO       «Ci sono legami storici e territoriali»

Per il sindaco Massimo Calzavara l’adesione all’Unione dei Comuni è dettata da legami storici e territoriali con la Riviera del Brenta.

Si allargherà ulteriormente l’Unione dei Comuni della Riviera del Brenta, probabilmente a partire dal 2015, che già conta Dolo, Fossò, Fiesso d’Artico e Campagna Lupia visto che hanno fatto richiesta di aderirvi anche Campolongo Maggiore e Pianiga, mentre per Stra è tutto bloccato in attesa delle elezioni che si terranno in primavera.

Sicuramente la richiesta più inattesa è quella di Pianiga che sembrava strizzare l’occhio all’Unione dei comuni del Miranese, ma le recenti dichiarazioni del sindaco Massimo Calzavara secondo cui «è una scelta logica per legami territoriali e storici soprattutto con la realtà di Dolo», sono indicative che l’intenzione del comune pianighese sia quella di privilegiare la scelta di entrare a far parte dell’Unione rivierasca.

Più logica perciò l’adesione a un’Unione che, se si aggiungessero anche Stra e Camponogara, ora in stand by, acquisirebbe una popolazione di 80mila abitanti. E per avvallare la scelta, il sindaco Calzavara nei giorni scorsi ha affermato di sostenere l’idea che il distretto sanitario trovi sede nell’ex tribunale di Dolo. Dichiarazioni che hanno portato alla replica del presidente della commissione urbanistica dolese, il leghista Giovanni Fattoretto.

«Sospetto – dice quest’ultimo – che l’intervento del sindaco di Pianiga sul distretto sanitario sia un disegno, spinto dalla sindaca di Dolo Gottardo, per siglare l’accordo di far entrare Pianiga nell’Unione di comuni. Però dico al sindaco di Pianiga che ci sono anche altri punti di vista, differenti da quello della Gottardo. Sì al distretto sanitario a Dolo ma perché non destinare le strutture in dismissione del vecchio tribunale dolese una sala per incontri e spazi per associazioni e gruppi? Inoltre mi chiedo chi pagherà la riqualificazione del tribunale dolese a distretto sanitario con le varie messe a norma necessarie? Nel vecchio ospedale di Dolo vi sono le strutture che potrebbero essere riqualificate, come Villa Massari, e non a spese del comune essendo dell’Ulss 13.»

Lino Perini

 

 

Mirano. Il sindaco Pavanello d’accordo con il comitato Salvioli: l’ospedale deve essere potenziato

MIRANO – I lavori del nuovo monoblocco dell’ospedale? Per il Comune anche subito. Il sindaco Maria Rosa Pavanello è d’accordo con il comitato Carlo Salvioli: «Coerentemente con quanto espresso a inizio mandato nelle linee programmatiche, è tra i nostri obiettivi principali quello di potenziare l’ospedale di Mirano e anche quello di Dolo, migliorandone l’efficienza e mantenendo intatti reparti e servizi», spiega Pavanello.

Che poi aggiunge: «L’istanza del comitato Salvioli per un rapido avvio dei lavori per il terzo monoblocco va considerata come un importante contributo, da valutare con grande attenzione».

Era stato proprio il Salvioli, nei giorni scorsi, a rilanciare la realizzazione, già prevista, ma ancora al palo, del De Carlo 3.

«L’obiettivo», aveva spiegato il coordinatore del comitato, Aldo Tonolo, «è liberare l’area in locazione all’ente Mariutto, consentendo sia alla casa di riposo che all’ospedale, di realizzare importanti plusvalenze dalla cessione dell’area del vecchio ospedale, che potrebbe diventare un’area residenziale di pregio a due passi dal centro storico».

Adesso c’è anche l’importante sponsorizzazione del Comune: «Decentrare a Noale tutti gli uffici amministrativi dell’Asl 13 sarebbe una soluzione che li renderebbe più difficili da raggiungere e da fruire», spiega Pavanello, «d’altro canto, penalizzare dal punto di vista economico e patrimoniale il Mariutto non sarebbe certo un modo per conservare e migliorare la gamma di servizi offerti dal nostro ospedale. Se la soluzione del terzo monoblocco, attesa da tempo, è in grado di evitare queste due possibili cause di pregiudizio della qualità del servizio dell’attività sanitaria del nosocomio miranese, non può che essere presa in serio esame e valutata con scrupolo da questa giunta».

(f.d.g.)

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Il governatore: «Con meno risorse garantiamo tutti i servizi»

L’opposizione Pd: «Cifre senza scelte, ripartiamo da zero»

VENEZIA – Nel primo giorno di Quaresima approda in consiglio regionale il bilancio di previsione 2014. Per l’occasione si fa vedere anche il governatore Luca Zaia che, dopo aver ascoltato la relazione di apertura di Costantino Toniolo (Lega) e la controrelazione di Pietro Ruzzante (Pd), parla in aula.

«Stiamo facendo miracoli, perché dai 20 miliardi di euro di qualche anno fa ora c’è un bilancio di 17 miliardi di euro. Con tre miliardi in meno continuamo ad assicurare servizi, assicurare prestazioni e a curare bene i veneti».

Luca Zaia si è scagliato contro i project financing, che stanno dissanguando le casse regionali, eredità delle giunte precedenti.

«Non vogliamo fare il processo a questo strumento, peraltro previsto dalla legge – ha detto – ma va usato il buon senso. Il problema infatti è come viene utilizzato. Se lo Stato trovasse il modo per consentire di rinegoziarli, il Veneto sicuramente lo farebbe perchè i tassi che sono stati contrattati in passato sono ormai fuori mercato e gravano sulla finanza regionale».

Si parla infatti di una remunerazione del capitale vicina al 15 per cento per l’ospedale All’Angelo di Mestre.

Zaia ha chiesto inoltre lo sblocco del patto di stabilità, che tiene congelati in cassa 1,3 miliardi di soldi provenienti dalle tasche dei veneti. E la possibilità di vendere patrimonio dell’ente non più funzionale. «Nonostante le difficoltà, siamo comunque i primi quanto a virtuosità. Abbiamo tagliato la spesa, ma soprattutto abbiamo chiuso in attivo il bilancio della sanità».

Quanto all’ospedale di Padova, Zaia ha confermato il livello di priorità: «Chiedo a tutte le forze politiche di tenere alta l’attenzione per fare in modo che sia inserita tra quelle che dovranno essere finanziate dallo Stato: «Non abbiamo rinunciato all’idea di un campus universitario che affianchi l’ospedale».

Quanto all’opposizione, Pietro Ruzzante ha definito la manovra finanziaria regionale «brutta e senz’anima, da riscrivere azzerando le poste di bilancio» e rilevato come «il 50% degli oltre trecento emendamenti porti la firma di consiglieri di maggioranza». Ruzzante ha chiesto alla giunta scelte chiare, lungimiranti sul ruolo della Regione, autonomia di Belluno, città metropolitane, fusioni tra comuni, riorganizzazione e razionalizzazioni delle multiutilities. «Scandaloso che la metropolitana di superficie sia ancora ferma al primo stralcio a 13 anni dall’avvio e che i tre aeroporti veneti siano ancora privi di collegamenti con treni e metropolitane».

Proprio le tensioni scoppiate dentro la maggioranza, soprattutto tra le tre anime dell’ex Pdl, sono sembrate sopirsi dopo il vertice di ieri mattina. Dal cilindro dell’assessore Roberto Ciambetti sono spuntati sette milioni di euro in più per interventi di viabilità sul territorio regionale, 27 milioni di euro per l’edilizia sanitaria e 30 milioni in più per gli eventi di calamità 2014. Qualche briciola arriverà, dal dibattito, anche per l’opposizione, che darà vita a partire da oggi alla tradizionale «maratona» oratoria. La discussione generale si è conclusa ieri sera, da questa mattina si riprende con l’esame dei 334 emendamenti. Chiusura prevista: non prima di metà della settimana prossima.

Daniele Ferrazza

 

DOLO – Ancora polemiche nella maggioranza di centrodestra dolese sul tema del nuovo distretto sanitario che dovrebbe essere ospitato, secondo il progetto del sindaco Maddalena Gottardo, nella sede dell’ex tribunale.

A riguardo interviene il consigliere leghista Giovanni Fattoretto che lancia l’idea di ospitare il nuovo distretto all’interno dell’area ospedaliera.

«Nulla contro il sindaco di Pianiga, che appoggia il sogno del sindaco Gottardo», esordisce Fattoretto, «ma sottolineo che all’interno del vecchio ospedale di Dolo vi sono strutture come Villa Massari e gli immobili limitrofi che potrebbero essere riqualificate e ospitare non solo il distretto ma anche gli altri servizi sparsi sul territorio. Queste aree sono vicine al centro di Dolo, servite dai trasporti pubblici e dotate di parcheggi. In caso il nuovo distretto fosse ospitato nell’ex tribunale mi chiedo chi pagherà per la riqualificazione e riconversione dello stabile a distretto sanitario con le varie messe a norma necessarie».

Fattoretto, che aveva criticato il sindaco anche sul Pati, non risparmia una frecciata a Maddalena Gottardo: «Quando si insediò nel 2010 tra tutti i buoni propositi c’era anche la creazione di una sala per incontri, ma a distanza di 4 anni siamo al punto di partenza. Perché non destinare le strutture in dismissione del vecchio tribunale per creare una sala per incontri per associazioni e gruppi?».

Giacomo Piran

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Mirano: il Comitato Salvioli rilancia e scrive una lettera al governatore Zaia

Il direttore dell’Asl 13 replica: «Un parere non può cambiare i nostri programmi» 

MIRANO «Subito il via ai lavori per il terzo monoblocco dell’ospedale». A rilanciare l’annosa questione è il comitato Carlo Salvioli, che ha scritto in Regione al governatore Luca Zaia e agli assessori Luca Coletto e Remo Sernagiotto.

«L’obiettivo», spiega il coordinatore del Salvioli, Aldo Tonolo, «è liberare l’area in locazione all’ente Mariutto, consentendo sia alla casa di riposo che all’ospedale di realizzare importanti plusvalenze dalla cessione dell’area del vecchio ospedale».

Il progetto è ambizioso, ma non nuovo. Prevede la riconversione dei vecchi edifici dell’ospedale in area residenziale di pregio, a pochi passi dal centro storico, con il nuovo ospedale ormai tutto proiettato a nord, dove è previsto il nuovo monoblocco De Carlo 3.

Per il Salvioli l’operazione va fatta ora, approfittando di una situazione che permetterebbe di definire la spesa in autofinanziamento.

«Prevedendo», spiega Tonolo, «un leasing immobiliare con un acconto di 10 milioni di euro già previsto nella Finanziaria regionale 2010, venti rate annuali da un milione di euro pagate con risparmi di gestione derivanti dalla locazione dell’area ospedaliera e un riscatto finale pagato con la vendita della quota di proprietà dell’Asl 13 dell’area liberata».

Il Salvioli dunque torna alla carica: lo fa dopo che nei mesi scorsi è circolata l’ipotesi di concentrare gli uffici amministrativi dell’Asl 13 nell’ospedale di Noale, di proprietà esclusiva dell’Asl. Cosa che invece non accade a Mirano, dove l’azienda sanitaria occupa edifici in locazione, di proprietà dell’ente casa di riposo Mariutto.

«Che però già versa in difficoltà economiche», spiega Tonolo, «e dove le entrate in locazione costituiscono parte fondamentale del bilancio. L’eventuale disdetta degli immobili in locazione per spostare gli uffici a Noale, penalizzerebbe il Mariutto per il calo delle entrate e l’impossibilità di riconvertire gli edifici in uso ospedaliero, ma anche lo stesso ospedale, visto che il permanere di Ostetricia-Ginecologia nei vecchi edifici non permette l’unificazione dell’unità Materno-Infantile.

La soluzione è il De Carlo 3, con un ospedale nuovo e la riconversione dell’area vecchia in zona residenziale, con i proventi in cassa al Mariutto».

«Prendiamo atto della proposta», è la replica gelida del direttore generale dell’Asl 13 Gino Gumirato. «Un parere del genere non può sostituirsi alla programmazione aziendale e regionale. Non è corretto presumere che ci comporteremo in un certo modo e influenzare l’opinione pubblica con ricostruzioni di parte che non corrispondono alle reali volontà della direzione generale».

Filippo De Gaspari

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A Dolo e Mirano la percentuale di attesa oltre il previsto passa dal 23% al 9%

Dai 17 Comuni in arrivo ogni giorno oltre 1600 richieste di esami specialistici

MIRANO – Più del 90% delle richieste di prenotazione per visite ed esami in ospedale rispetta il codice di priorità indicato nella ricetta. Il dato emerge dal numero di segnalazioni negative arrivate negli ultimi mesi all’Ufficio relazioni con il pubblico dell’Asl 13 e che dipinge per la prima volta un taglio netto delle storiche liste d’attesa. Merito soprattutto della riorganizzazione del Centro unico di prenotazione (Cup) e della sinergia tra i 180 medici di famiglia di Miranese e Riviera e i gli ospedali di Mirano e Dolo.

«In un anno», spiega il direttore del Cup, Stefano Vianello, «la percentuale delle prestazioni per cui è stata rispettata la priorità è passata dal 77,34% del primo trimestre 2013 al 91,71% del quarto. Se consideriamo tutto l’anno: le 25.165 prescrizioni con priorità B (cioè breve, da eseguire entro 10 giorni), sono state evase in media entro sette giorni. Le 44.630 richieste con priorità D (differibile, cioè visite da effettuarsi entro 30 giorni o prestazioni strumentali da farsi entro due mesi), in 22 giorni. Infine quelle P (programmabili, entro 180 giorni) sono state fatte in una quarantina di giorni».

Tempi che l’Asl sta monitorando giorno per giorno. Sotto la lente di ingrandimento ci sono soprattutto le cosiddette “prime visite”, circa un centinaio di esami codificati dal Ministero della Salute e dalla Regione come i più importanti dal punto di vista clinico, tra cui rientra la gran mole di esami radiologici.

«Riceviamo ogni giorno circa 1.600 richieste di prenotazione», continua Vianello, «di queste il 20% rimaneva fuori, allungando così i tempi di attesa per l’utente. Per evitare che il cittadino attendesse più del dovuto per la sua visita o decidesse di rivolgersi a un’altra struttura, abbiamo coinvolto i medici di famiglia, il Cup e i reparti».

In pratica l’Asl 13 sta ora lavorando su due fronti: il primo prevede che quel 20% di ricette che superano i tempi di attesa previsti dalla direttiva regionale venga valutato in base al quesito clinico e ai codici di priorità, fornendo un ritorno al medico prescrittore per migliorare la qualità delle successive richieste. Il secondo invece prevede che si potenzi la presa in carico del paziente per cui, una volta effettuata la prima visita, i controlli successivi possano essere prenotati direttamente dallo specialista, come accade a Cardiologia, Urologia e Oculistica.

Filippo De Gaspari

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