Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui



Sostieni la battaglia contro l'inceneritore di Fusina, contribuisci alle spese legali per il ricorso al Consiglio di Stato. Versamento su cc intestato a Opzione Zero IBAN IT64L0359901899050188525842 causale "Sottoscrizione per ricorso Consiglio di Stato contro inceneritore Fusina" Per maggiori informazioni cliccare qui

FOSSÒ – L’Idrovia Padova – Venezia deve servire anche per la sicurezza idraulica. Lo sostiene la giunta del Comune di Fossò in una memoriaalla Regione. A febbraio la Regione aveva spedito una lettera presentando il progetto preliminare per il completamento dell’Idrovia come canale navigabile di classe 5 e con funzione di scolmatore del fiume Brenta con una portata di 350 metri cubi al secondo.

«Per la navigabilità dell’Idrovia», scrive la giunta di Fossò, «è indispensabile progettare una tipologia di battelli idonea alla navigazione fluvio-marittima in sinergia con la progettazione dei sistemi di movimentazione delle merci del porto previsto al largo di Venezia».

Il tema è però la portata del canale. «Per quanto riguarda la funzione di canale scolmatore», prosegue la giunta di Fossò, «si ritiene insufficiente l’ipotesi di una portata di 350 metri cubi al secondo. Siamo infatti in presenza di un elevato rischio idraulico connesso al sistema rappresentato dai fiumi Brenta e Bacchiglione, rischio aggravato dai cambiamenti climatici in atto. Per migliorare la sicurezza idraulica dei territori compresi fra Padova e il mare, si richiede che la portata dell’Idrovia sia progettata per scolmare 400/450 metri cubi al secondo».

(g.pir.)

 

FOSSÒ – «Serve una maggiore portata d’acqua». Il Comune di Fossò invia una memoria scritta alla Regione Veneto sul completamento dell’idrovia Padova-Venezia. La memoria è una risposta alla missiva ricevuta lo scorso mese di febbraio dalla Regione, sulla “progettazione preliminare per il completamento dell’Idrovia Padova-Venezia” come canale navigabile e con funzione di scolmatore del fiume Brenta.

«Viene apprezzata l’indicazione data dalla Regione nel bando di gara per l’affidamento del servizio di progettazione preliminare del completamento dell’idrovia Padova-Venezia – recita la delibera della Giunta comunale di Fossò adottata il 19 marzo scorso. – Circa la funzione di navigabilità dell’idrovia è indispensabile progettare una tipologia di battelli idonea alla navigazione fluvio marittima. Per quanto riguarda la funzione di canale scolmatore si ritiene insufficiente l’ipotesi di una portata di 350 metri cubi d’acqua al secondo. Siamo infatti in presenza di un elevato rischio idraulico connesso al sistema rappresentato dai fiumi Brenta e Bacchiglione, rischio aggravato dai cambiamenti climatici in atto».

L’amministrazione comunale ritiene che «per migliorare la sicurezza idraulica dei territori compresi fra Padova e il mare e quindi proteggere le persone, i beni e le attività presenti, si richiede che la portata dell’idrovia sia progettata per scolmare almeno 400/450 metri cubi di acqua al secondo. Si chiede inoltre che la progettazione sia realizzata prevedendo che l’idrovia possa essere utilizzata, con idonei impianti di sollevamento, nei casi di emergenza allagamenti indotti da intense piogge locali».

 

Gazzettino – Chioggia. Treni annullati, e’ bufera

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

10

apr

2015

CHIOGGIA – Ieri mattina saltate tre corse su quattro della tratta Adria-Rovigo

Pendolari infuriati: «Con i bus sostitutivi arriviamo al lavoro in ritardo»

La tratta Chioggia – Adria – Rovigo un’odissea per lavoratori e studenti. Si parte da casa convinti di salire su un treno e ci si ritrova su un autobus che non ha gli stessi tempi di percorrenza. Ieri mattina è successo per ben tre volte su quattro. Annullate le corse delle 6.35, delle 8.35 e delle 9.35. L’unico treno a partire dalla stazione locale è stato quello delle 7.35. Per tutti gli altri sul tabellone luminoso è apparsa la temuta dicitura «PE»: piazzale esterno. Tutti quindi sopra l’autobus messo a disposizione da Sistemi Territoriali che ha in appalto la tratta Chioggia – Adria – Rovigo.

«Non è un problema che si verifica una volta ogni tanto – si sfoga un pendolare – succede spessissimo che al posto del treno prendiamo l’autobus. Questo significa impiegare più tempo per raggiungere Adria e Rovigo e, per chi poi deve prendere delle coincidenze per altre mete, non resta che affidarsi alla buona sorte. Quasi sempre infatti si perde il treno e si finisce con l’arrivare al lavoro in ritardo».

Raramente le comunicazioni sulla sostituzione del treno con l’autobus arrivano in anticipo. Dunque tutti ad affidarsi al tabellone luminoso della stazione di Chioggia e, quando non funziona (anche in questo caso non raramente) un occhio va al binario e l’altro al piazzale esterno per vedere se arriva l’autobus. Pendolari e studenti si arrangiano come possono e hanno creato anche un gruppo Facebook chiamato «Utenti della ferrovia Chioggia – Adria – Rovigo» per tenersi informati e aiutarsi a vicenda.

Sui commenti appare tutta l’amarezza di chi, ogni mattina, non sa a che ora potrà arrivare a destinazione. Anche sulle motivazioni delle continue sostituzioni non arrivano, a detta dei pendolari, comunicazioni ufficiali da parte di Sistemi Territoriali. Voci parlano di problemi legati al numero di treni. Tanti sono guasti e si trovano in officina a Piove di Sacco in attesa di riparazione.

«Quando manca un treno – continua sconsolato un pendolare – la prima linea che viene sacrificata è la nostra».

Negli ultimi mesi in città un comitato cittadino sta cercando di smuovere le acque per ottenere una legge regionale che finanzi la costruzione della ferrovia Chioggia – Venezia e Chioggia – Padova. La priorità però al momento sembra quella di far funzionare al meglio l’unica tratta che c’è.

Marco Biolcati

 

CAMPOLONGO – Quattro serate ad hoc per far andare avanti con forza il progetto dell’idrovia Padova-Venezia. Questa l’iniziativa del comitato “Brenta Sicuro” che in questi giorni ha raggiunto i 25 incontri con gli amministratori del territorio.

«Un enorme grazie a loro», spiega per il comitato Marino Zamboni, «alla loro disponibilità e ferma determinazione. 25 è anche un numero simbolico: sono le amministrazioni, del Padovano e del Veneziano, che nel 2014 hanno chiesto alla Regione il completamento dell’idrovia Padova-mare. Negli anni precedenti altri cinque erano stati i Comuni che avevano chiesto il completamento. Ora aspettiamo la conferenza servizi che la Regione con l’assessore Maurizio Conte ha promesso di indire prima delle elezioni».

Intanto il comitato insieme ad altre associazioni e a Legambiente organizza quattro incontri sempre alle 2: il 10 aprile a Caselle di Selvazzano Dentro, al centro civico di Caselle in piazza Carlo Leoni 11. Il 17 aprile a Stra alla biblioteca di via Fossolovara 1. Parteciperà il professor Luigi D’Alpaos. Il 7 a Piove di Sacco, all’auditorium Papa Giovanni Paolo II, in via Ortazzi 9; infine il 15 maggio a Ponte San Nicolò, al centro civico Rigoni Stern.

(a.ab.)

 

FOSSÒ – Il comitato “Brenta sicuro” vuole inviare i filmati a Zaia e al Ministero

FOSSÒ – Quello avvenuto sabato scorso in municipio, a Fossò, con padrona di casa la sindaca Federica Boscaro, è stato il 25. incontro organizzato dal comitato “Brenta sicuro” con le amministrazioni interessate dal tormentato nodo idraulico costituito dai fiumi Brenta e Bacchiglione. Un territorio che coinvolge 30 comuni padovani e veneziani: “Brenta sicuro” vuole coinvolgerli tutti per completare una serie di videoclip da inviare al presidente della Regione Luca Zaia, all’assessore all’Ambiente Maurizio Conte, all’assessore allo sviluppo economico Maria Luisa Coppola, al responsabile dell’Unità contro il dissesto idrogeologico di Palazzo Chigi, Erasmo d’Angelis, e a tutti i parlamentari veneti presenti a Roma.

«Le amministrazioni comunali del Veneziano e del Padovano chiedono con forza il completamento dell’idrovia Padova-Venezia – marca il responsabile di “Brenta sicuro”, Marino Zamboni. L’obiettivo è noto: la realizzazione del canale come via d’acqua e come scolmatore delle piene di Brenta e Bacchiglione. Il rischio idraulico riguarda tutto il territorio compreso tra i due fiumi, abitato da oltre 500mila persone». I volontari del comitato hanno già intervistato 25 dei 30 sindaci: tutti hanno invocato il completamento dell’idrovia.

La gara per il progetto preliminare dell’opera è già stata indetta e l’assessore Conte ha dichiarato che a maggio illustrerà il progetto nel corso di una specifica conferenza. «È un grosso passo in avanti – ha aggiunto Zamboni – L’11 aprile scadranno anche i termini per eventuali ricorsi sull’aggiudicazione del progetto. Noi non rappresentiamo gruppi politici e non appoggiamo candidature alle prossime elezioni regionali. Quel che ci interessa è solo il perfezionamento della struttura».

Il prossimo incontro dell’associazione “Brenta sicuro” con le amministrazioni comunali veneziane avrà luogo il 17 aprile, alle 21, alla biblioteca di via Fossolovara, a Stra. Sarà presente l’ingegnere idraulico Luigi D’Apaos.

Vittorino Compagno

 

L’Università indica nel polo di Mirano, Dolo e Noale un esempio di assistenza

Domani a Padova un seminario con studenti e dirigenti del Master di Parigi

MIRANO – Asl 13 di Mirano e Azienda ospedaliera di Padova esempi del sistema sanitario veneto. Entrambe sono state scelte dall’Università Ca’ Foscari per una giornata di studio organizzata per una delegazione francese di studenti e dirigenti provenienti dal Master di management sanitario della Essec Business School di Parigi, in Veneto per osservare da vicino il sistema sanitario regionale.

L’appuntamento è per domani a Padova, dove nel pomeriggio verrà illustrata in particolare l’attività dell’Asl 13. «In questo progetto italo-francese», spiega il direttore generale Gino Gumirato, «la nostra azienda è stata scelta a rappresentare le Asl venete come esempio delle peculiarità regionali in ambito di integrazione socio-sanitaria: mostreremo i modelli organizzativi e gestionali dell’assistenza integrata ospedale-territorio, le modalità con cui l’Asl 13 agisce per garantire agli assistiti una presa in carico globale e analizzeremo l’attuale sistema ospedaliero e i principali indici di assistenza, fornendo un quadro dell’attività svolta per la cura delle patologie acute». Sarà l’assistenza territoriale il cardine del meeting, motivazione principale del coinvolgimento dell’Asl 13 nel viaggio studio degli studenti francesi.

«L’incontro», conclude Gumirato, «punta a illustrare le misure attraverso le quali l’Asl 13 garantisce i livelli essenziali di assistenza nelle cure primarie e nelle progettualità in campo per migliorarci».

Sarà dunque l’occasione per presentare, anche oltralpe, i numeri della sanità Miranese e della Riviera: 17 Comuni, 500 chilometri quadrati di territorio e una popolazione di 271 mila abitanti, in crescita.

Tre ospedali, Dolo, Mirano e Noale, che complessivamente registrano 28.500 ricoveri l’anno, di cui circa seimila diurni e 15.800 con interventi chirurgici. A Dolo e Mirano, i Pronto soccorso registrano circa 80 mila accessi l’anno, mentre i due distretti, grazie anche alla collaborazione di 210 tra medici di medicina generale e pediatri di libera scelta, permettono l’assistenza di circa 5.500 utenti a domicilio, i consultori familiari erogano circa 48 mila prestazioni e i servizi di neuropsichiatria infantile 9 mila.

Trecento gli utenti dei 13 centri diurni per disabili, mentre l’assistenza agli anziani è garantita da otto strutture convenzionate con 1006 posti letto, di cui 48 semiresidenziali.

Infine sono circa 2 milioni e 500 mila le prestazioni di diagnostica di laboratorio e 900 mila le prestazioni specialistiche erogate ogni anno.

Filippo De Gaspari

 

MIRA – Il Comitato Acque del Mirese, riconosciuto tra gli interlocutori dalla Regione sul tema del canale scolmatore Padova-Mira, invia un’approfondita relazione anche al Ministero delle infrastrutture e al sottosegretario all’Ambiente. A preoccupare il Comitato sono soprattutto le problematiche idrauliche legate allo snodo dello scolmatore con il Taglio Novissimo nel territorio di Mira e lo scarico in Laguna delle acque.

«Non siamo contrari e non siamo a favore sull’eventuale completamento dello scolmatore Padova- Mira – ha spiegato il presidente del Comitato Gian Omar Bison – e siamo consapevoli che c’è un grave problema alluvionale da mettere in sicurezza. Ma le scelte devono essere piene e consapevoli, frutto di uno studio interdisciplinare e non frutto di emotività». Negli studi consegnati alla Regione e spediti anche al Ministro delle infrastrutture e al Sottosegretario all’Ambiente, al Presidente del Consiglio regionale, ai Comuni della Riviera del Brenta, e agli altri comuni coinvolti, vengono evidenziati dubbi e perplessità.

«Quando si interviene sui corsi d’acqua – ha sottolineato Alessio Bonetto, coordinatore scientifico del Comitato – non si può ragionare solo su scala comunale, ma si deve riflettere a livello più ampio mentre ad oggi ci si è focalizzati solo su certe tematiche e ci si è avvalsi di un ridotto paniere di conoscenze. Non si può pensare che una sola opera sia risolutiva, serve dare corso al corpo di interventi già individuati dalla Autorità di bacino e dalle strutture commissariali. Vanno però chiarite anche le eventuali vulnerabilità idrauliche, e tra queste – evidenzia Bonetto – le interazioni con le dinamiche di falda. Considerando che l’incrocio tra Taglio Nuovissimo e Idrovia è una semplice intersezione, senza meccanismi di regolazione, risulta infatti evidente lo squilibrio di portata dei flussi tra i due canali».

Luisa Giantin

 

Nuova Venezia – Vigonovo. “L’Idrovia serve subito”

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

29

mar

2015

VIGONOVO – La senatrice del Pd Laura Puppato scrive al presidente del Consiglio Matteo Renzi perché l’idrovia Padova Venezia sia inserita nell’elenco di opere strategiche da finanziarsi con contributo europeo.

A sottoscrivere l’appello della Puppato sono stati anche il senatore di Scelta Civica Gianpiero Dalla Zuanna, Giorgio Santini (Pd), Paola De Pin (Misto ex 5 stelle), Franco Conte, Mario Dalla Tor (Ap), e Patrizia Bisinella (Lega).

«Con altri senatori del Veneto, infatti, riteniamo un notevole errore, ma ancora rimediabile», scrive Laura Puppato, «non aver inserito l’idrovia Padova – Venezia nella lista delle 71 opere strategiche per cui sono stati richiesti fondi europei. Riteniamo sia invece fondamentale quest’opera per attuare, o almeno iniziare ad attuare, quel cambio di passo per assimilare il trasporto merci e passeggeri agli standard europei. Questo per evitare di continuare a costruire grandi arterie, ahi noi, solo stradali, non prendendo atto delle alternative possibili e in parte già esistenti, più ecologiche (in pianura padana non è poco) e di minore costo per le imprese».

E ancora: «Non solo infatti il trasporto sulle vie d’acqua è un’opera dai costi irrisori se confrontati con la costruzione (e il costo di pedaggio) autostradale, ma migliorerebbe la qualità della vita di chi abita nei pressi delle trafficatissime strade che collegano il Veneto produttivo del nord e del centro ai porti dell’Adriatico. Infine l’idrovia fungerebbe da canale scolmatore per fiumi e torrenti della zona che come sai è costantemente soggetta a fenomeni di fragilità idrogeologica».

Subito a favore della lettera della Puppato si sono schierati i comitati Brenta Sicuro e l’Associazione salvaguardia Idrogeologica del veneziano e padovano.

(a.ab.)

 

TRIBUNALE – L’ex amministratore delegato dell’Autostrada Ve-Pd andrà probabilmente a
processo

Lino Brentan voleva far vincere la Sacaim: “Devo procurare una scorta al partito veneziano”

Lino Brentan non faceva gli interessi della Società autostrade Venezia-Padova quando, nel 2007, convinse Piergiorgio Baita (della Mantovani costruzioni) e Mauro Scaramuzza (Fip industriale) a rinunciare ad un appalto. La sua intenzione era di far vincere la ditta Sacaim per poi ottenere da questa finanziamenti per il Partito Democratico. Lo scrive il Tribunale del riesame di Venezia nelle motivazioni del provvedimento con cui, alla fine di febbraio, ha revocato la misura di obbligo di dimora a Campolongo Maggiore, restituendogli la piena libertà, a distanza di nove mesi dall’arresto subìto nel giugno del 2014.

Il collegio presieduto da Angelo Risi motiva la revoca della misura soltanto con il venir meno di esigenze cautelari, considerato con Brentan non è più al vertice della società autostradale e che è trascorso molto tempo dai fatti contestati. Nelle dieci pagine di ordinanza, però, conferma la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza nei suoi confronti per il reato di concussione per induzione, in relazione a 65mila euro che avrebbe preteso da Scaramuzza per far eseguire in subappalto alla Fip le opere assegnate a Sacaim. Per questa vicenda Brentan andrà probabilmente processo tra breve: la Procura ha già provveduto al deposito degli atti, la procedura che normalmente precede una richiesta di rinvio a giudizio.

È interessante leggere cosa scrive il Riesame, al quale gli atti relativi a Brentan sono stati rispediti dalla Cassazione, secondo la quale in precedenza i giudici veneziani non avevano adeguatamente motivato la conferma della misura cauteare.

I giudici parlano di «gravi indizi di colpevolezza», rinvenibili sulla base delle dichiarazioni di Baita e Scaramuzza. Il primo ha raccontato che Mantovani si era aggiudicato l’appalto e che Brentan lo chiamò per dirgli che la sua offerta sarebbe stata dichiarata anomala per poi assegnare a Sacaim i lavori per le barriere antirumore lungo la tangenziale. Anche Scaramuzza riferisce di essere stato chiamato da Brentan il quale gli avrebbe spiegato che l’assegnazione alla Sacaim gli permetteva di «procurare una scorta per il Partito Democratico dell’area veneziana».

L’offerta Sacaim (10,3 milioni di euro) fu più onerosa per le casse della Venezia-Padova (2,5 milioni in più); poi i lavori furono subappaltati a Fip che realizzò l’opera per l’ammontare dell’offerta da lei presentata (8,8 milioni).

Scamaruzza ha raccontato di aver ricevuto una successiva confidenza da Brentan, il quale avrebbe manifestato «amarezza per la mancata riconoscenza che il partito dimostrò nei suoi confronti, dopo che lui gli aveva procurato questo finanziamento».

Gianluca Amadori

 

L’opera incompiuta

VIGONOVO – Cinque video clip dei sindaci di Vigonovo, Campolongo, Arzergrande Sant’Angelo e Piove di Sacco saranno inviati alla Regione con un appello preciso: fare presto l’idrovia Padova Venezia. A registrare i video a Vigonovo con il sindaco Damiano Zecchinato e a Campolongo con il sindaco Alessandro Campalto e nei giorni scorsi negli altri comuni sono stati i volontari di Legambiente e del comitato “Brenta sicuro”.

I comitati hanno consegnato ai sindaci il documento di aggiudicazione definitiva dell’esito di gara per l progetto preliminare dell’idrovia.

«Le consegniamo il documento che abbiamo ricevuto dalla Regione», ha scritto Marino Zamboni in una lettera inviata ai sindaci, «che ci invita a presentare osservazioni sul progetto stesso e, nel contempo, garantisce la nostra presenza per discutere sulle soluzioni. Secondo noi serve una portata di almeno 400/450 metri cubi al secondo e navigabilità di V classe. Crediamo che ci sia bisogno di una ulteriore “spinta” dei cittadini e delle amministrazioni locali affinché la politica, anche nazionale, si interessi dell’opera e del suo rapido completamento, per la salvaguardia dalle alluvioni che incombono nei nostri territori, contribuendo al cambio di “rotta” rispetto alla diffusa cementificazione e scriteriato consumo di suolo. La navigabilità commerciale (senza ferrovia o, peggio, camionabile) contribuirà a ridurre l’inquinamento ambientale ed avrà positivi risvolti su economia e occupazione».

L’Idrovia aspetta da 50 anni. Se ultimata, proteggererà una zona ad alto rischio di alluvioni, darà impulso al turismo sulle vie d’acqua e toglierà parte del traffico merci dalle strade. Mancano 13 chilometri da scavare, ma dopo 50 anni e 55 miliardi di vecchie lire spesi, il canale è incompiuto. Un flash mob pro idrovia è stato fatto dai sindacalisti della Fillea Cgil mercoledì mattina a Vigonovo.

(a.ab.)

 

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui