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L’opera incompiuta

VIGONOVO – Cinque video clip dei sindaci di Vigonovo, Campolongo, Arzergrande Sant’Angelo e Piove di Sacco saranno inviati alla Regione con un appello preciso: fare presto l’idrovia Padova Venezia. A registrare i video a Vigonovo con il sindaco Damiano Zecchinato e a Campolongo con il sindaco Alessandro Campalto e nei giorni scorsi negli altri comuni sono stati i volontari di Legambiente e del comitato “Brenta sicuro”.

I comitati hanno consegnato ai sindaci il documento di aggiudicazione definitiva dell’esito di gara per l progetto preliminare dell’idrovia.

«Le consegniamo il documento che abbiamo ricevuto dalla Regione», ha scritto Marino Zamboni in una lettera inviata ai sindaci, «che ci invita a presentare osservazioni sul progetto stesso e, nel contempo, garantisce la nostra presenza per discutere sulle soluzioni. Secondo noi serve una portata di almeno 400/450 metri cubi al secondo e navigabilità di V classe. Crediamo che ci sia bisogno di una ulteriore “spinta” dei cittadini e delle amministrazioni locali affinché la politica, anche nazionale, si interessi dell’opera e del suo rapido completamento, per la salvaguardia dalle alluvioni che incombono nei nostri territori, contribuendo al cambio di “rotta” rispetto alla diffusa cementificazione e scriteriato consumo di suolo. La navigabilità commerciale (senza ferrovia o, peggio, camionabile) contribuirà a ridurre l’inquinamento ambientale ed avrà positivi risvolti su economia e occupazione».

L’Idrovia aspetta da 50 anni. Se ultimata, proteggererà una zona ad alto rischio di alluvioni, darà impulso al turismo sulle vie d’acqua e toglierà parte del traffico merci dalle strade. Mancano 13 chilometri da scavare, ma dopo 50 anni e 55 miliardi di vecchie lire spesi, il canale è incompiuto. Un flash mob pro idrovia è stato fatto dai sindacalisti della Fillea Cgil mercoledì mattina a Vigonovo.

(a.ab.)

 

CHIOGGIA – Lo studio di fattibilità per la linea ferroviaria Chioggia-Padova-Venezia sarà presentato pubblicamente il 16 marzo alle 17, in una commissione consiliare congiunta (Infrastrutture e Lavori pubblici) aperta al pubblico.

La richiesta, inoltrata oltre un anno fa dal comitato promotore di una legge regionale di iniziativa popolare che preveda risorse straordinarie per risolvere l’isolamento di Chioggia, trova finalmente risposta.

La presentazione era stata “bloccata” da un veto posto dall’allora assessore regionale alla Mobilità Renato Chisso, ma qualche mese fa il comitato è tornato alla carica chiedendo che lo studio, fermo nei cassetti, sia illustrato pubblicamente.

«Sarà un appuntamento importante per la città», spiega l’avvocato Giuseppe Boscolo, presidente del comitato, «Associazioni e singoli potranno intervenire e chiedere delucidazioni o porre osservazioni. È il passo propedeutico alla presentazione in consiglio comunale della nostra proposta di legge regionale che, in accordo con il presidente del Consiglio, dovrebbe avvenire entro marzo».

Per prepararsi all’evento, il comitato si riunirà il 12 marzo alle 18.30.

(e.b.a.)

 

Gazzettino – Idrovia, flash-mob Cgil

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6

mar

2015

Mobilitazione nazionale degli edili della Cgil per mettere in evidenza la crisi del settore e per promuovere la proposta di legge di iniziativa popolare in materia di appalti promossa dalla Confederazione.

Nel Veneto la Fillea ha scelto uno dei simboli delle grandi opere incompiute: l’idrovia Padova- Venezia. Poco dopo l’alba di ieri sono stati esposti degli striscioni sulla chiusa di Vigonovo dove sostanzialmente si interrompe la via d’acqua che dovrebbe collegare le due città e che dovrebbe funzionare come canale scolmatore contro le piene del Brenta.

 

I soldi ci sono, le banche pure. Eppure il project bond da 830 milioni per ripagare il passante di Mestre si è bloccato sulle orme di un bando fantasma che Giunta e Consiglio regionale del Veneto si rimpallano da mesi per la nomina di due degli amministratori della Cav, la società paritetica tra Regione e Anas per la gestione del passante.

Un balletto che va avanti da quando l’attuale Cda è scaduto lo scorso anno: ma mentre Anas , socio al 50% di Cav ha già stabilito i nomi dei nuovi consiglieri e dell’amministratore delegato, restano ancora vuote le caselle in capo alla Regione. La quale al momento avrebbe confermato il presidente della Concessionaria, Tiziano Bembo, espressione dell’attuale giunta leghista guidata da Luca Zaia, mentre sugli altri due consiglieri c’è tutt’ora il vuoto assoluto.

A complicare la già travagliata vicenda ha contribuito la nuova legge sulle nomine che stabilisce la designazione attraverso il bando di tutti i consiglieri non soltanto del presidente delle società pubbliche. Dunque, quel bando che in un primo tempo designava solo il presidente, ora deve essere rifatto.

A chi spetta questo compito? Su questo cavillo, Giunta e Consiglio litigano da mesi. Il presidente del Consiglio regionale Clodovaldo Ruffato in una lettera inviata a Zaia lo scorso dicembre sosteneva che se il primo bando era stato fatto dalla giunta anche le modifiche successive erano in capo allo stesso organo. Non di questo parere il presidente della Giunta che dopo la fumata nera dei soci della Cav sul rinnovo degli organi sociali, lo scorso 16 gennaio ha scritto a Ruffato invitandolo a «provvedere alle designazioni degli altri due componenti di spettanza regionale individuandoli tra le candidature già presenti e ritenute ammissibili».

A cercare di fare chiarezza è stato il presidente della prima commissione, Costantino Toniolo che ha rimandato a Zaia il carteggio.

Contattato ha confermato la sua posizione: «E’ la giunta che deve indire il nuovo bando. Bisogna partire al più presto – aggiunge – perché abbiamo già perso troppo tempo».

Un pasticcio, insomma, a cui contribuiscono anche Pd e Pdl a cui spetterebbe un consigliere ciascuno.

E così mentre sulle sponde della laguna il carteggio tra la giunta e consiglio si fa più voluminoso, i tempi per l’emissione del project bond si allungano con il rischio di perdere l’opportunità dei mercati e dei tassi ai minimi storici, un cavillo che può costare milioni. Un’operazione che doveva fare da apripista a uno strumento su cui fin dal governo Monti poi rilanciata dal provvedimento del governo Renzi lo “Sblocca Italia” con si puntava per il rilancio delle opere pubbliche.

Nello specifico l’obiettivo è rifinanziare il debito (circa un miliardo) che Cav deve all’Anas, che ha anticipato la somma per realizzare il Passante. Nel 2013 la Cav ha già ottenuto un finanziamento di 450 milioni (restituiti all’Anas) dalla Banca Europea Investimenti e dalla Cassa Depositi e Prestiti, portando la sua esposizione debitoria a circa un miliardo. Anas ha poi incassato dallo Stato, sempre nel 2013 altri contributi per il Passante, per cui oggi il debito di Cav è sceso a circa 414 milioni di euro.

L’emissione del project bond che dovrebbe essere di circa 830 milioni di euro è nettamente superiore al debito e servirà ad utilizzare parte del finanziamento per rimborsare subito anche i 423 milioni anticipati da Bei e Cdp, mentre le condizioni di un prestito obbligazionario sono generalmente più favorevoli.

Cav aveva anche provato, sempre nel 2013 a reperire altre risorse sul mercato finanziario con un bando al quale si era però presentato un solo pool di banche la cui offerta non era stata giudicata adeguata. Così come lo Sblocca Italia finora è servito allo scopo.

Mara Monti

 

Inchiesta di “presadiretta”

VIGONOVO – Un coro di no alla camionabile e un appello da sindaci, comitati e operatori economici per realizzare nel più breve tempo possibile il completamento dell’idrovia Padova-Venezia. Questo è emerso dall’inchiesta televisiva di Presadiretta su Rai 3 che domenica sera, parlando del decreto “Sblocca Italia”, ha toccato anche il delicato tema dell’idrovia.

La trasmissione di Riccardo Iacona, nel servizio curato da Rebecca Samonà, ha messo in luce la necessità di proseguire questa grande opera incompleta. Un’opera che aspetta da 50 anni di vedere la luce.Se ultimata, l’idrovia Padova-Venezia potrebbe proteggere una zona ad alto rischio di alluvioni, dare impulso al turismo sulle vie d’acqua e togliere parte del traffico merci dalle strade.Mancano solo 13 chilometri da scavare, ma dopo 50 anni e 55 miliardi di vecchie lire spesi, il canale è incompiuto.

Durante il servizio su Rai 3 si è schierato contro la camionabile il sindaco di Vigonovo Damiano Zecchinato. Zecchinato ha spiegato che “se la camionabile voluta dall’ex assessore Chisso andasse in porto, l’idrovia non potrebbe svolgere né la sua funzione di canale scolmatore, né di via navigabile per trasportare merci».

Contrari alla camionabile anche il comitato “Opzione zero” con il presidente Mattia Donadel: «È assurda questa situazione, l’idrovia potrebbe risolvere i problemi di traffico e idraulici ed è ferma, mentre il Governo vuole realizzare a tutti i costi la Romea Commerciale».

Nel corso del servizio sono stati intervistati anche gli operatori turistici che lavorano lungo il Naviglio del Brenta che hanno spiegato come all’epoca della Serenissima la sicurezza idraulica fosse più curata che oggi.

(a.ab.)

 

Gazzettino – Idrovia, grande incompiuta

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24

feb

2015

CAMPOLONGO – Il difficile percorso dell’opera in tv a “Presa diretta”

Finora sarebbero stati spesi 150 milioni, ne servirebbero altri 500

Fondamentale per i trasporti e la sicurezza idraulica

L’idrovia Padova-Venezia è stata protagonista della trasmissione di Rai 3 “Presa diretta”

L’idrovia Padova-Venezia protagonista alla trasmissione televisiva di Rai 3 “Presa diretta”.

Domenica scorsa il programma di Riccardo Iacona ha affrontato l’argomento “Sblocca Italia”, analizzando alcuni progetti del governo Renzi e parlando di annuncio di opere per 30 miliardi, avvio di lavori e lavori mai partiti. Le telecamere di “Presa diretta”, che hanno attraversato la Penisola per raccontare come le nuove norme impatteranno sui territori e sull’economia e hanno raccolto il parere di vari eperti, si sono soffermate anche sull’idrovia Padova-Venezia, un’opera che aspetta da 50 anni di essere completata. Secondo gli esperti, avrebbe le importanti funzioni sia di canale navigabile, che di scolmatore delle piene del sistema idraulico dei fiumi Brenta e Bacchiglione, col risultato di proteggere una zona ad alto rischio alluvionale, di dare impulso al turismo sulle vie d’acqua e togliere una parte di traffico merci dalle autostrade.

Difficile quantificare la spesa sinora sostenuta per la realizzazione dei 14 sui 27 chilometri di canale finora realizzato, comprese alcune indispensabili opere idrauliche e viarie connesse. La spesa iniziale, prevista 50 anni fa, ammontava a 55 miliardi di vecchie lire. Secondo alcuni, sono stati spesi finora 150 milioni di euro: ma il canale è ancora incompiuto. Oltre 500mila persone chiedono urgentemente il completamento dell’opera perché sia loro garantita la sicurezza idraulica del territorio. Ma per la realizzazione completa dell’idrovia Padova-Venezia servono circa 500 milioni di euro, cifra di cui il Governo non dispone e che solo la Comunità europea potrebbe garantire.

Vittorino Compagno

 

«Molti non sanno che la strada più breve e veloce per raggiungere Padova dal centro di Mestre, se si esclude l’autostrada il cui pedaggio è di circa sei euro tra andata e ritorno, non è la Riviera del Brenta, bensì via Miranese».

Fermo di questa convinzione Francesco Boato, un residente della zona, ha misurato come dalla Miranese e dalla Noalese, dopo aver percorso 35 chilometri, ci si trovi a Padova risparmiando dieci chilometri rispetto ai 45 della Riviera. Un percorso tra l’altro privo di semafori e quindi più scorrevole. Inoltre la Miranese, da quando nel 2006 è stato liberalizzato il tratto autostradale tra Mestre e Mirano, è stata sgravata da buona parte del traffico di attraversamento. Eppure lungo questo tragitto alcuni anni fa era stata tolta la segnaletica che indicava la città del Santo lungo via Miranese tra Mestre e Chirignago. Ma Boato si era preso a cuore la vicenda ed aveva più volte segnalato la cosa al portale Iris del Comune.

«A distanza di un anno – racconta Boato – dopo aver sollecitato sia la direzione Mobilità, sia il settore Lavori Pubblici del Comune, nei giorni scorsi è stata finalmente completata l’installazione della segnaletica indicante Padova lungo il tratto della Miranese compresa nel Comune di Venezia». Una freccia è stata installata al quadrivio tra via Miranese e via Piave, proprio nel centro di Mestre. Un’altra freccia è stata inserita all’intersezione tra via Miranese e via Trieste a Chirignago, dove sono state aggiornate con l’indicazione per Padova anche i relativi pannelli di preavviso sia per gli automobilisti provenienti da Mestre, sia per quelli provenienti da Marghera.

«Anche la Provincia di Venezia ha in programma l’adeguamento della segnaletica per Padova lungo il tratto di propria competenza della Miranese – conclude Boato – cioè tra Spinea e Santa Maria di Sala».

 

Il terzo vagone della holding delle autostrade del Nord è la Cav, la concessionaria autostradale di proprietà di Regione e di Anas che gestisce il Passante di Mestre. Il progetto è ambizioso ed è stato messo sul tavolo dal ministro alle infrastrutture, Maurizio Lupi, che ha pure dato una scadenza: giugno 2015. Un progetto a cui già Autovie Venete e la concessionaria Brescia-Padova stavano lavorando. Ma sarebbe un´operazione incompleta, se non del tutto inutile, senza Cav. Che intanto in questi giorni, dopo la conferma della Regione al Cda presieduto da Tiziano Bembo, diventerà a breve la prima società italiana ad emettere i project bond.

IL POOL DI BANCHE. È arrivato nei giorni scorsi l´ultimo importante passaggio per i bond: il parere favorevole al rilascio delle garanzie da parte dei soci della concessionaria Cav, vale a dire Anas e Regione Veneto. Ora il Cda, che è in regime di proroga, dovrà prenderne formalmente atto nella seduta in calendario la prossima settimana per dare poi il via libera al pool di banche che ha vinto la gara per l´emissione dei titoli: Unicredit, Bnp Paribas, Royal Bank of Scotland, Banca Imi e la francese Société générale. La società di rating sono Moody´s e Fitch.

IL PROGETTO PILOTA. Si tratta della prima applicazione in Italia dei project bond, lo strumento introdotto nel 2006 e rilanciato dal Governo Monti. Il prestito obbligazionario ha lo scopo di ripagare gli oneri della costruzione del Passante che è costato 986 milioni di euro ed è stato inaugurato nel febbraio 2009. La concessionaria peraltro è competente anche sulla tangenziale e sul raccordo con l´aeroporto Marco Polo. Si è insomma decisa di avviare un´operazione finanziaria innovativa: invece di accedere un mutuo bancario per rifinanziare il debito, si punta a utilizzare il ricavato dalle emissioni obbligazionarie per appunto rimborsare il finanziamento ricevuto da Cassa depositi e prestiti e con il rimanente chiudere parzialmente il debito con Anas per il Passante. Il totale dell´operazione vale 830 milioni di euro per una durata di 15 anni. Ora gli ultimi passaggi tecnici in Cda e poi l´operazione finanziaria decollerà definitivamente.

LE TAPPE. Al di là di questo progetto finanziario, il mondo delle infrastrutture autostradali italiane sta tentando di cambiare ottica sotto la spinta del ministro Lupi che sostiene le aggregazioni tra concessionarie per vari scopi, primo tra tutti quello del mantenimento dei pedaggi fermi al palo. Un´operazione in cui crede fortemente anche il presidente della Brescia -Padova, Flavio Tosi. Come la concessionaria Autovie Venete: aveva dato mandato a un advisor di formulare le prime ipotesi di valutazioni economica- finanziaria per un avvicinamento tra appunto la società friulana e l´A4 che ha sede a Verona. Il progetto d´intesa, probabilmente una holding, dopo l´annunciato via libera del presidente della Regione, Luca Zaia, sta prendendo forma in Cav. C´è tempo fino a giugno per depositare al ministero un progetto di interessamento che potrebbe portare vantaggi comuni non solo in termini di proroga delle concessionarie. Sempre che dall´Europa arrivi l´ok alla manovra voluta dal ministro Lupi.

Cristina Giacomuzzi

 

VIGONOVO – A “Presadiretta”, la trasmissione di Rai 3 condotta da Riccardo Iacona, arriva l’Idrovia incompiuta Padova-Venezia.

La puntata in onda domani alle 21.45 sulla terza rete parlerà dello “Sblocca Italia”.

«Con lo Sblocca Italia», spiega Rebecca Samonà per gli autori della trasmissione, «il Governo punta alla sburocratizzazione del Paese, al decollo di opere finanziate e mai partite, all’apertura di cantieri e grandi opere per 30 miliardi.

Al centro dell’inchiesta ci sarà la scommessa del Governo di raddoppiare l’estrazione di gas e di petrolio per produrre nuova ricchezza e nuovi posti di lavoro. Con lo Sblocca Italia, l’iter per le autorizzazioni alle trivellazioni sarà più veloce e più facile».

Si parlerà anche di temi locali. «L’inchiesta di Presadiretta», continua, «ha raccolto anche la storia di un’opera che aspetta da 50 anni di essere completata. Si tratta del canale navigabile tra Padova e Venezia. Se ultimato, potrebbe proteggere una zona ad alto rischio dalle alluvioni, dare impulso al turismo sulle vie d’acqua e togliere traffico merci dalle autostrade. Mancano solo 13 chilometri da scavare, ma dopo 50 anni e 55 miliardi di vecchie lire, il canale è ancora incompiuto».

(a.ab.)

 

dalla regione

CAMPOLONGO – Idrovia Padova-Venezia, la Regione parte con l’iter per la realizzazione dell’opera lunga 27 chilometri, del costo di 400 milioni di euro. A darne notizia è il comitato “Brenta sicuro” che ha ricevuto contemporaneamente dall’assessore Regionale all’Ambiente Maurizio Conte la richiesta di fornire documentazione integrativa sulle questioni connesse all’infrastruttura. L’assessore si è detto possibilista sulla necessità di aumentare la portata del canale, fissata nel progetto a 350 metri cubi al secondo, fino a 450.

«L’azienda che si è aggiudicata la stesura del progetto preliminare», spiega per il comitato Marino Zamboni a nome anche di una ventina di associazioni, «è il raggruppamento di aziende Tecnithal spa con sede a Milano e Beta Group srl di Ponte San Nicolò a Padova. Il progetto preliminare sarà stilato da marzo in 210 giorni e costerà alle casse della Regione 700 mila euro. L’azienda se l’è aggiudicato con un ribasso d’asta del 30%. Per fine ottobre si dovrebbe passare al progetto definitivo».

Le caratteristiche del progetto preliminare non dispiacciono ai comitati. L’incarico parla della realizzazione di una idrovia di classe 5, cioè navigabile, fruibile da navi lunghe 120 metri ma con un pescaggio ridotto, cioè di 2,5 metri. Dagli anni Sessanta ne è stata realizzata circa il 40 %. L’intenzione è di non demolire i ponti già realizzati.

L’assessore regionale Conte ha poi confermato ai comitati che a marzo indirà una conferenza dei servizi a cui saranno invitati. Chiede di partecipare alla conferenza dei servizi anche il “Comitato Acque del Mirese”. «Non siamo contrari al completamento dell’idrovia», spiega per il comitato Omar Bison, «ma non vogliamo che il problema delle alluvioni venga scaricato da un posto ad un altro, ossia da Padova al territorio che è a valle, ovvero Mira. Le priorità del “Comitato Acque del Mirese” sono la realizzazione di interventi armonici e ragionati per il ripristino della sicurezza idraulica del territorio, la mitigazione del dissesto idrogeologico, la tutela degli ambienti idrici e delle morfologie naturali e il ripristino della funzionalità della rete idrografica».

(a.ab.)

 

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