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CAMPAGNA LUPIA «Sono contrario al progetto della Romea commerciale così come passato al Cipe. Porterò in consiglio comunale giovedì e alla prossima riunione dell’assemblea dei sindaci l’ipotesi di costruzione del raddoppio dell’attuale Romea sul lato laguna». A dirlo, dopo le manifestazioni di protesta dello scorso week end, è il sindaco di Campagna Lupia Fabio Livieri. Il primo cittadino propone a tutti i sindaci e al suo consiglio comunale una ipotesi su cui negli anni passati si era già speso, cioè mettere in sicurezza l’attuale Romea con il raddoppio dell’attuale sedime stradale e collegare l’innesto con il Passante o la tangenziale di Mestre. Verrebbe completamente escluso in questo modo l’innesto più temuto cioè quello diretto a Roncoduro di Pianiga e sventrerebbe il territorio della Riviera.

Sabato il comitato Opzione Zero e tante altre associazioni hanno protestato sulla statale 309 con circa 150 persone. «La Romea Commerciale», hanno detto i comitati Opzione Zero, «è una sciagura per tutto il territorio. L’opera, dal punto di vista dei flussi del traffico, non regge. Avrà, secondo le previsioni, 45 mila auto nel 2030. Una cifra risibile rispetto alle altre grandi arterie del territorio nazionale. Quest’opera viaggia sulla stessa logica delle altri grandi opere e presenta gli stessi rischi del Mose». Contro l’attuale progetto si erano già espressi contro i Comuni di Mira, Dolo, Pianiga, Mirano e Camponogara.

(a.ab.)

 

Gazzettino – Spinea-Mirano “Aprite i caselli ai Tir”

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23

set

2014

SPINEA-MIRANO – Checchin: «Quando sarà pronto quello di Scorzè». Pavanello: «Prima va rifatta la strada»

Appello di Confindustria: «Così le imprese sono penalizzate»

«Gli accordi sono accordi e noi li rispetteremo. Appena verrà inaugurato il casello di Martellago-Scorzé, anche la nostra uscita sarà aperta ai camion». Ad annunciarlo sono il sindaco di Spinea Silvano Checchin e l’assessore alla Viabilità Giampier Chinellato, rassicurando i tanti imprenditori del Miranese che da anni sbottano per il lungo e dispendioso giro a cui sono costretti i camionisti. Al casello di Spinea attualmente vige infatti il divieto di uscita per i mezzi pesanti, disagi anche per i tir che escono a Mirano: non possono procedere dritti lungo via Porara, sono costretti a girare a sinistra verso la Riviera per poi reimmettersi nella “camionabile” viale Venezia. Un percorso allungato di una decina di chilometri che fa perdere tempo e sprecare benzina, ecco perché dalle industrie si alza ancora una volta l’appello: «Chi lavora in questo territorio chiede che il casello di Spinea sia aperto ai camion e che via Porara a Mirano sia accessibile ai tir in entrambi i sensi – spiega Pietro Frasson, titolare Trivengas e referente Confindustria per Mirano – In questo modo vengono penalizzate sia le industrie che il traffico cittadino». Da Spinea Checchin assicura che nei prossimi mesi il casello aprirà ai tir: «Aprirlo prima significava impattare troppo sulla viabilità locale, quando tutto sarà a regime il traffico sarà equamente distribuito. Noi intanto stiamo lavorando al tavolo istituito dalla Prefettura per ottenere nuove opere di compensazione. Le criticità sono soprattutto al quartiere Fossa, interessato da due caselli e dall’allargamento della Provinciale».
A Mirano, invece, l’apertura di via Porara ai tir in entrambi i sensi sembra lontanissima: «Va rifatto il fondo stradale che in un tratto è distrutto e non può proprio sopportare ulteriore traffico – spiega Maria Rosa Pavanello – L’intervento costa un milione di euro, era a carico del commissario straordinario del Passante e ora di Anas. Gli industriali sollecitino Regione e Anas a fare quei lavori, poi si potrà parlare di tutto il resto». I lavori al nuovo casello Martellago-Scorzé termineranno a novembre, l’apertura è prevista tra gennaio e febbraio.

 

Gazzettino – Mogliano. Comune e Passante ai ferri corti.

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21

set

2014

FRAZIONI DIMENTICATE – Campocroce aspetta ancora pista ciclabile e corridoio verde promessi

A Zerman la società non esegue la manutenzione di un sottopasso allagato da un anno

Resta critica la circolazione in via Croce a Zerman a causa della sede stradale allagata all’altezza del sottopasso del Passante di Mestre. Sono ancora tanti i conti che il comune di Mogliano ha in sospeso con la Società Passante a circa quattro anni dall’inaugurazione del tracciato autostradale che taglia fuori la tangenziale di Mestre. Un anno fa in via Croce si verificò una fuoriuscita dell’acqua di falda sul lato ovest della carreggiata del sottopasso. Dai rilievi effettuati dall’ufficio tecnico comunale risulta che la causa della perdita d’acqua è da collegare ai lavori di realizzazione dell’opera viaria complementare al Passante. A chi spetta effettuare i lavori di messa in sicurezza idraulica del sottopasso? Il Comune non ha dubbi: alla Società Passante. Ma a distanza di oltre un anno non è stato ancora trovato l’accordo. Una cosa è certa: la sicurezza stradale spetta all’amministrazione moglianese. Lo scorso inverno lungo il sottopasso allagato si circolava a senso unico alternato con il traffico regolato da un semaforo mobile. Con ogni probabilità succederà la stessa cosa anche per la prossima stagione invernale, considerato che non si sa ancora quando potranno iniziare i lavori di sistemazione del sottopasso. Anche la comunità di Campocroce si batte da tempo sul problema delle opere complementari al Passante. La frazione di Mogliano, tagliata in due dal tracciato autostradale, insiste perchè venga finalmente realizzata la pista ciclopedonale parallela alla provinciale 65 fino al confine con il comune di Zero Branco. Inoltre ci sono ancora diverse zone del moglianese attraversate dal Passante, come Zerman e Bonisiolo, dove manca da completare l’installazione delle barriere fonoassorbenti in prossimità delle zone residenziali. Segna il passo anche il progetto del cosiddetto “Passante Verde” che doveva creare una barriera di verde lungo tutto l’asse autostradale. In realtà sono stati realizzati dei piccoli polmoni di verde agli svincoli stradali con la piantumazione di varie essenze arboree, metà delle quali sono morte a causa della scarsa manutenzione.

Nello Duprè

 

Nuova Venezia – Romea Commerciale. Il Miranese si mobilita.

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19

set

2014

L’allarme del M5S di Spinea: «Non dobbiamo temere solo i volumi di traffico»

Tra le ipotesi di raccordo con l’A4 resta il casello di Crea. Domani il mega corteo.

SPINEA – Le paure di Spinea nei giorni della protesta contro la Orte-Mestre. «Città coinvolta, bene o male: attenti agli effetti negativi del nuovo traffico», tuona il Movimento 5 stelle, che porta in aula la questione: nel prossimo Consiglio comunale il gruppo capitanato da Massimo De Pieri presenterà una mozione relativa il progetto della nuova autostrada, chiedendo a tutti i consiglieri di esprimersi ed esortendo gli spinetensi a partecipare in massa alla giornata di protesta di domani assieme a tutti i Comuni della Riviera. «Anche il territorio del Miranese e di Spinea in particolare sarà interessato dagli effetti di quella che si preannuncia come la più grande opera infrastrutturale d’Italia», denuncia De Pieri, «il progetto, presentato da Anas e il cui promotore è una cordata di imprese e banche, prevede la realizzazione ex-novo di una autostrada a pagamento e a quattro corsie nel tratto Ravenna-Mestre. L’innesto al nodo viario della A4 però non è ancora stato deciso. Le due opzioni? Una prevede l’attraversamento della Riviera a Mira e Dolo e l’innesto a Roncoduro direttamente sul Passante, l’altra l’attraversamento della Riviera dopo Oriago, in comune di Mira e l’innesto sulla tangenziale di Mestre in località Villabona. Ma c’è una terza opzione prospettata, che prevede la deviazione dell’autostrada, lungo il confine dell’abitato di Oriago e a proseguire sul confine sud del comune di Spinea per innestarsi nel Passante all’altezza del casello di Crea. È stata respinta dalla Provincia, ma ciò nonostante, anche se l’opera non inciderà fisicamente sul territorio di Spinea, genererà effetti che interesseranno il territorio del Miranese, in particolare sotto l’aspetto ambientale». Secondo i grillini infatti, se si dovesse attuare l’opzione prevista dal primo tracciato, ciò comporterebbe lo spostamento sul Passante del traffico, specialmente quello pesante, che attualmente percorre la Romea da e per Trieste-Est Europa, utilizzando la A4. «Di conseguenza si riverserebbero sul territorio del Miranese e di Spinea in particolare, gli effetti dell’inquinamento atmosferico e acustico, andando ad aggravare ulteriormente una situazione già fortemente compromessa», spiega De Pieri. Nei mesi scorsi, di fronte all’ipotesi di un innesto a Spinea il sindaco Silvano Checchin era stato categorico: «Non se ne parla nemmeno».

Filippo De Gaspari

 

MARTELLAGO-SCORZE’ – I Comuni si rifiutano, arrivano i “no” di Veneto Strade, Anas e Provincia

Nessuno vuole la gestione delle nuove strade per evitare i costi di manutenzione

A.A.A. cercasi disperatamente gestore della viabilità di collegamento del casello: a gennaio si apre. Ieri nella sede Anas di Mestre gli Enti interessati si sono riuniti per fare il punto sul casello di Martellago-Scorzè e sui tempi: confermate le date di conclusione dei lavori per fine novembre e, tempo di ultimare i collaudi, di apertura a gennaio-febbraio. All’incontro si doveva anche definire l’Ente che dovrà gestire i 5-6 km di nuova viabilità di adduzione: la tangenziale nord e la bretella ovest, che collegano il casello alla Regionale Castellana allacciandosi a est in zona Kelemata e a ovest in via Boschi. Peccato però che nessuno voglia la patata di questi nuovi chilometri di asfalto da manutentare.
«Assolutamente no» hanno ribadito i sindaci dei due Comuni, Giovanni Battista Mestriner e Monica Barbiero: non hanno le risorse per la manutenzione delle vie comunali, figuriamoci per due grosse arterie di attraversamento con tanto traffico pesante. Ma anche il funzionario intervenuto per Veneto Strade ha declinato a sorpresa l’invito di prendere in carico questa viabilità, che non è stata seguita dalla società che si occupa della rete viaria di interesse regionale e per la quale non ci sarebbero stati pre-accordi in merito: per Veneto Strade inoltre non si tratta di varianti della Castellana, che resta solo quella che passa in centro a Martellago. Nessuna disponibilità neanche da Anas e Cav, le cui competenze si fermerebbero in autostrada, per non parlare di “ciò che resta” della Provincia: le due nuove arterie, poi, manco s’incrociano con una Provinciale. Su questo nodo ci si è quindi dovuti ri-aggiornare al 24 settembre, sperando che per allora qualcuno cambi idea.
Si è parlato anche dell’iter della bretellina complanare al Passante, dalla Moglianese alla barriera, aggiunta a progetto del casello già chiuso e ancora sulla carta. La buona notizia è che Anas ha assicurato ai due sindaci, che l’hanno concordata, che i soldi per l’opera ci sono e che il progetto preliminare sarà sottoposto a procedura di screening per verificare se si possa evitare la Valutazione d’Impatto Ambientale e accelerare. I lavori però non rientrerebbero nel contratto con Pdm e quindi Anas dovrà procedere a una gara d’appalto ad hoc. E poi chi gestirà anche questa?

SCORZÈ – Casello del Passante pronto per fine novembre, apertura per le prime settimane del 2015. E poi martedì prossimo si conoscerà il nome della ditta che farà la tangenziale sud di Scorzè, con il cantiere pronto a partire per fine anno. Queste le due notizie avute ieri dal sindaco Giovanni Battista Mestriner e dal suo assessore alla Viabilità Claudio Codato che prima hanno incontrato i vertici di Anas, per discutere del casello, e poi di Veneto Strade per affrontare la partita dell’arteria da via Milano a via Boschi. Intanto il Comune vuole mettere in sicurezza la Moglianese con un autovelox e comunica che la stessa provinciale sarà asfaltata in autunno come via Onaro e via Volta. Dunque si annunciano settimane decisive per la viabilità.

Casello. La novità più importante è la fine dei lavori per fine novembre tra Martellago e Scorzè. Il Passante sarà chiuso per metà anche dalle 22 di sabato prossimo alle 6 di domenica, solo in direzione Milano. I successivi tre mesi dovrebbero essere in discesa, anche perché il casello è pronto e si dovrà completare la viabilità di accesso dalla Castellana. E in quest’ottica va vista la riunione del 24 settembre dove si stabilirà il nome del gestore delle tangenziali a nord: ieri non si è riusciti a prendere una decisione. Aperto al traffico il casello di Martellago-Scorzè, via libera ai camion anche in quello di Spinea.

Tangenziale. Da Veneto Strade Mestriner e Codato hanno saputo che il 16 settembre ci sarà l’apertura pubblica delle buste per sapere chi costruire la strada da via Milano a via Boschi (Castellana) da dove poi ci sarà l’accesso a ovest al casello del Passante. Lavori che dovrebbero iniziare in tre-quattro mesi e durare due anni, consegna prevista per fine 2016. Sarà lunga tre chilometri e avrà quattro rotatorie.

Sicurezza. Codato ha fatto sapere di alcuni interventi che saranno fatti nei prossimi mesi. «Per rallentare il traffico sulla Moglianese a Cappella» spiega «stiamo pensando a una postazione di autovelox ma neppure escludiamo di mettere un semaforo all’altezza di via Dante. Inoltre tra fine settembre e i primi di novembre saranno asfaltate via Onaro, via Moglianese e via Volta».

Alessandro Ragazzo

 

Mirano. Serviranno al Comune per realizzare rotatorie e piste ciclabili

Una prima tranche da tre milioni di euro messa a bilancio regionale 2015, per permettere finalmente al Comune di Mirano di realizzare rotatorie, piste ciclabili e altre importanti opere legate alla viabilità attese da anni. È questa la richiesta ufficiale che il sindaco Maria Rosa Pavanello ha inoltrato alla Regione Veneto nel corso della prima riunione del collegio di vigilanza convocato appositamente dal governatore Luca Zaia per tenere sotto controllo la questione. Il Comune attende da anni 19 milioni di euro pattuiti con la Regione per realizzare opere complementari al Passante, nelle casse del municipio di Piazza Martiri per ora non è arrivato nulla e quindi Maria Rosa Pavanello è tornata a battere cassa. Se negli ultimi due anni lettere ed appelli sono caduti spesso nel vuoto, stavolta qualcosa sembra muoversi sul serio: alla prima riunione del collegio, svoltasi la settimana scorsa nella sede di Veneto Strade in via Cesco Baseggio a Mestre, hanno partecipato i rappresentanti di Regione, Provincia, Veneto Strade, Anas, Cav e appunto Comune di Mirano, con il sindaco e con il dirigente comunale Roberto Lumine. La Regione ha espresso il proprio impegno a stanziare quei 19 milioni suddivisi in varie tranche, ma il Comune di Mirano chiede più concretezza e vuol sapere nel dettaglio quando e quanti soldi arriveranno. I vertici regionali hanno ribadito che la situazione economica è mutata completamente rispetto a quando è stato sancito l’accordo, ma il Comune di Mirano (che sta facendo seguire tutta la questione dall’avvocato mestrino Alfiero Farinea) spinge per vedere almeno tre milioni inseriti nel bilancio di previsione 2015 che la giunta Zaia dovrà approvare entro la fine di quest’anno.

(g.pip.)

 

I manager delle dodici società controllate dalla Regione costano 530 mila euro l’anno: la scure dei tagli di Cottarelli

PADOVA. Taglia e ritaglia, sono sempre trenta le poltrone dei Cda delle dodici società controllate dalla Regione. Riusciranno a sopravvivere alla spending review di Cottarelli, che ha proposto di calare la scure su ogni bilancio in perdita? L’elenco completo compare sul sito web di palazzo Balbi, omaggio alla trasparenza dopo la pubblicazione dei vitalizi versati a oltre 200 ex consiglieri regionali. La decisione del presidente Ruffato ha scatenato l’ ira degli ex colleghi di palazzo Ferro Fini, mentre la pubblicazione dei compensi dei manager è un atto dovuto per legge, che la giunta regionale ha approvato l’8 agosto scorso. Tirate le somme, l’assessore al Bilancio Ciambetti ha dovuto staccare un maxi assegno di 553 mila euro per il 2014.

L’unico stipendio d’oro resta quello di Silvano Vernizzi, con 144 mila euro, amministratore delegato di Veneto Strade, la holding di palazzo Balbi nata nel 2001 grazie al federalismo del titolo V concesso dal ministro Bassanini. Scommessa vinta, con il Passante di Mestre realizzato in tre anni a tempo di record e con la Pedemontana che prosegue a ritmi più lenti per la carenza di fondi e le proteste dei comitati. Vernizzi siede in un Cda che controlla tutte le infrastrutture viarie del Veneto: la Regione partecipa con il 30% del pacchetto azionario, poi ci sono le sette province di Belluno, Padova, Rovigo, Treviso, Venezia, Verona e Vicenza che controllano il 50% mentre il restante 20% è suddiviso tra le quattro società autostradali: la A4 Serenissima Pd-Ve; Autostrade per l’Italia, Autovie Venete e A4 Holding Spa Bs-Pd da cui sono usciti i Comuni di Padova e Venezia e la provincia di Padova che ha ceduto le quote alla Mantovani , mentre la Zaccariotto ha tenuto stretta la sua partecipazione.

Veneto Strade non produce utili e costa come indennità 230 mila euro l’anno per le 4 poltrone del Cda, mentre la gallina dalle uova d’oro si chiama Cav, Concessioni autostradali venete, il cui presidente è Tiziano Bembo con un’indennità di 45 mila euro.

La Cav gestisce il Passante dal primo giorno di apertura: l’8 febbraio 2009. Invece, dal primo dicembre 2009 ha ricevuto anche le tratte autostradali, cioè la A4 tra Padova e Mestre, il raccordo Marco Polo verso Tessera e la tangenziale ovest di Mestre. E’ Bembo con Fabio Cadel che fissa le tariffe dei pedaggi, con la rivolta dei «pendolari» scoppiata a gennaio dopo la stangata sul tratto Padova-Mestre per rispettare i piani di rientro del debito fissati con il project financing. Cadel riceve altri 30 mila euro come vicepresidente di Finest, società che svolge attività finanziarie per la cooperazione economica con i Paesi dell’Est europeo.

L’altro grande «salotto» che incrocia l’economia e la finanza è Veneto Sviluppo, ai cui vertici c’è Giorgio Grosso, retribuito con 33 mila euro l’anno,il cui ruolo è fondamentale nel dare sostegno alle aziende in crisi con i fidi di garanzia.

Poltrona strategica pure quella occupata da Gian Michele Gambato, che gestisce i treni della regione Veneto che entreranno in servizio con il Smfr e si affiancheranno alla linea Venezia-Adria: il gettone a Gambato è di 27 mila euro l’anno e ha un compito delicatissimo, far concorrenza a Trenitalia e a Italo di Montezemolo e soprattutto acquistare i treni per i pendolari.

Nella lista spuntano le società che il consiglio regionale ha tentato di sopprimere, proprio per ridurre il caro-stipendi: si tratta della Veneziana Edilizia Canalgrande, della Rocca di Monselice (senza gettone di carica, ma la cui collina sta franando) e della Immobiliare San Marco. Poi c’è Veneto Acque che progetta i modelli strutturali degli acquedotti ai cui vertici siede Francesco Betto, mentre le tariffe per gli utenti sono decise dai sindaci nelle Aato e poi applicate dalle multiutility nei cui Cda siedono speso ex politici in attesa del vitalizio.

Ultime della lista: Veneto Innovazione, che coordina le risorse scientifiche per stimolare la crescita tecnologica delle imprese, ai vertici c’è Gabriele Marini, commercialista veronese. Infine Veneto Nanotech con Fausto Merchiori e Gabriele Venvato senza indennità e Veneto Promozione, presieduta da Franco Masello, il fondatore della Città della Sperenza che ha creato con il professor Zanesco la clinica pediatrica oncoematologica di Padova. L’ultima grande scommessa vinta, grazie alla solidarietà e all’ imprenditoria di un Veneto che sapeva fare squadra.

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Mirano. Al collegio di garanzia la Regione promette 3-4 milioni subito

Il sindaco Pavanello: saremo noi a decidere priorità e urgenza degli interventi

MIRANO «Subito 3-4 milioni, per dare un segnale». Maria Rosa Pavanello detta le condizioni, dopo la prima riunione del collegio di garanzia, l’organo convocato dal presidente della Regione Luca Zaia per trovare una soluzione agli accordi sui 19 milioni del Passante destinati a Mirano. Nei giorni scorsi il governatore, per tramite dell’ingegner Luigi Fortunato, dirigente dell’area Infrastrutture, ha convocato il collegio, previsto dagli accordi stessi e richiesto a gran voce da Mirano: due ore e un quarto di confronto tra i rappresentanti di Comune, Provincia, Regione, Veneto Strade, Anas e Cav, per mettere finalmente in pratica quegli accordi rimasti finora lettera morta. Per Mirano hanno partecipato Pavanello e il dirigente Roberto Lumine. L’intenzione, da parte dei soggetti partecipanti al tavolo, di dare a Mirano ciò che gli spetta è unanime, anche se ancora nulla è a bilancio. C’è insomma un abisso da colmare tra le intenzioni e i fatti. La Regione ha ribadito che i tempi non sono più quelli in cui sono stati previsti i fondi per le opere di mitigazione e compensazione, ma ha confermato la volontà di onorare comunque gli impegni. La via percorribile allora è quella di procedere per gradi, secondo disponibilità. Mirano ovviamente ha fretta: «Bene lo stanziamento per tranche », ha ribadito Pavanello, «ma la prima arrivi subito: 3-4 milioni da mettere già nel bilancio di previsione 2015, da chiudere entro dicembre». Per fare cosa? Mirano ha le sue priorità, ma a deciderlo sarà un tavolo tecnico da convocare a breve tra gli stessi soggetti partecipanti al collegio. In pratica Comune, Regione, Provincia ed enti gestori si riuniranno di nuovo per concordare una scala di priorità sull’utilizzo dei famosi 19 milioni di euro e in quell’occasione il Comune cercherà di far “pesare” la sua lista d’ordine. Soprattutto però verrà deciso quanto e quando: numero di tranche ed entità di ogni stanziamento. Mirano accetta riunioni frequenti e serrate pur di tenere in riga la Regione e ottenere così quei primi milioni in grado, forse, di sbloccare la situazione. I comitati intanto stanno a guardare, pronti ai blocchi se non si passerà velocemente ai fatti. Nell’incontro si è anche parlato della delicata situazione di via Porara, la strada di nessuno, in realtà appartenente ad Anas, ma senza manutenzione da anni e disastrata: è stato disposto un sopralluogo, definito da Pavanello «urgentissimo», che definirà tempi e luoghi di intervento. Si parla di uno stanziamento importante, un milione di euro, per rifare sezione stradale, impianti e ciclabile.

Filippo De Gaspari

 

«Ho messo sotto pressione gli uffici tecnici e amministrativi provinciali con l’obiettivo di redigere nel più breve tempo possibile lo studio sulla viabilità richiesto dal Tar. Il mio impegno è che i lavori di completamento della tangenziale nord-ovest di Mogliano possano riprendere il prima possibile. Spero tra fine settembre e inizio ottobre». Parole del presidente della Provincia, Leonardo Muraro, all’indomani della decisione del Tar di bloccare i lavori del cantiere per la realizzazione della nuova bretella di 2,5 chilometri che collega il Terraglio al rondò della provinciale Zermanesa, da dove si accede alle grandi direttrici del traffico: Passante, A-27, A-4, Tangenziale di Mestre.

Il progetto della Provincia di Treviso prevede un impegno di spesa di 9,5 milioni di euro. Il Tar ha ritenuto insufficiente il primo studio di impatto ambientale della nuova bretella ordinando un nuovo studio conoscitivo che tenga conto dell’intera rete viabilistica legata al resto delle opere complementari al Passante. A ricorrere al Tribunale amministrativo regionale la “Fondazione Boldini” che dovrebbe cedere parte dei propri terreni per realizzare la bretella. Ricorso che ha bloccato i lavori per mesi in attesa del pronunciamento del Tar che c’è stato solo l’altro pomeriggio. Giovedì scorso la Provincia aveva rotto gli indugi dando il via libera all’impresa del Gruppo Cosmo. Così erano cominciati i lavori della bretella, nel tratto compreso tra via Cavalleggeri e la Zermanesa in direzione est, area che non aveva problemi di vincoli. In pochi giorni l’impresa ha proceduto allo sbancamento di un chilometro di strada circa. Ieri pomeriggio il pronunciamento del Tar che avuto per effetto lo stop dell’impresa del Gruppo Cosmo, che per il mese di agosto ha deciso di mandare in ferie i propri dipendenti.
Gli abitanti di via Cavalleggeri e di via fratelli Bonotto sono preoccupati per lo stop dei lavori del cantiere. Infatti, ci sono enormi cumuli di terra ai lati della nuova bretella che in caso di maltempo potrebbero creare qualche problema.

 

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