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Gazzettino – Romea, settimana decisiva

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16

feb

2014

MIRA – Mercoledì si terrà il Consiglio comunale richiesto dall’opposizione

Si deve sciogliere il nodo relativo al tracciato: saranno presenti tutti i sindaci

NODO – Il tracciato della Nuova Romea, o Romea Commerciale, al centro dell’attenzione del prossimo consiglio comunale di Mira

Il tracciato della Nuova Romea, o Romea Commerciale, al centro dell’attenzione del prossimo consiglio comunale di Mira, mercoledì 19 febbraio alle 19 in sala consiliare.

Mentre la Lega Nord in Provincia sostiene l’ipotesi che l’ultimo tratto della Mestre – Orte da Lughetto venga realizzato sull’innesto del Passante salvando Dolo e la frazione di Sambruson ma penalizzando Mira, l’amministrazione comunale mirese tende a bocciare a priori qualsiasi ipotesi.

La discussione, in consiglio comunale, è stata chiesta dai gruppi di minoranza e sarà incentrata proprio sull’ipotesi di percorso del tratto finale che tanto desta preoccupazione.

Se passasse il tracciato della Lega Mira subirebbe un pesante impatto ambientale, dopo quello del Passante. Il Consiglio di mercoledì sarà anche l’occasione per fare il punto sulla questione della messa in sicurezza della SS 309 Romea, che proprio nel tratto che attraversa Mira presenta una serie di incroci di grande pericolosità, per i quali da tempo il Comune chiede all’Anas una soluzione.

Se da un lato il consiglio comunale di Mira si è già espresso sulla richiesta, trasversale, della messa in sicurezza della Romea soprattutto negli incroci di Giare, Dogaletto e Malcontenta dall’altro la discussione sul tracciato della Nuova Romea è tutto aperto.

Al consiglio parteciperanno anche i sindaci dei Comuni di Venezia, Spinea, Dolo, Camponogara, Campagna Lupia e Codevigo, la presidente della Provincia Francesca Zaccariotto, l’assessore regionale alla Mobilità Renato Chisso e i consiglieri regionali Laroni, Pigozzo, Tesserin e Tiozzo.

 

A proposito di…

QUEL BOLLINO AUTOSTRADALE

Dopo i vergognosi aumenti autostradali fatti dai concessionari e accettati dalle Istituzioni (Governo e Regioni) i cittadini si rendono conto quanto pesano gli interessi privati nel Nostro Paese. Infatti via libera agli aumenti e, come dicevo e scrivevo, difficoltà burocratiche per istituire gli sconti per i lavoratori pendolari. Ma del Bollino (vignetta) autostradale, sistema usato in quasi tutta Europa e che va via via estendendosi, non se ne parla nemmeno. E già i concessionari delle autostrade pensano agli aumenti del 2015… Vergognatevi!

Danilo Rosan – Venezia

 

Nuova Venezia – Nuova Romea, polemiche a Dolo

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16

feb

2014

MERCOLEDI’ CONSIGLIO STRAORDINARIO A MIRA

Il consigliere Gei al sindaco Gottardo: «Chiarisca la sua posizione»

MIRA «Qual è la posizione della Lega sulla Nuova Romea? Quella espressa pubblicamente due mesi fa dal sindaco Maddalena Gottardo, di totale ripensamento dell’opera o quella del gruppo consiliare in Provincia con la presentazione di un progetto alternativo che sembra voler solo riaprire il contenzioso tra Comuni sull’onere dell’attraversamento?».

Giorgio Gei (Ponte del Dolo) chiede al sindaco di Dolo di fare chiarezza sulla questione. «Provveda a dare seguito» sollecita Gei «alla creazione della rete di contatti tra sindaci decisa in quell’occasione, per portare avanti l’opposizione alla Romea commerciale».

A Mira un Consiglio comunale straordinario sulla Romea commerciale si terrà mercoledì prossimo alle 19.

«Si parlerà – si legge in una nota del Comune – dell’autostrada Orte-Mestre, in particolare delle ipotesi di percorso del tratto finale che tanto destano preoccupazione, perché potrebbero venire a impattare pesantemente con il nostro territorio. Il Consiglio sarà anche l’occasione per fare il punto sulla messa in sicurezza della Romea, che proprio nel tratto che attraversa Mira presenta una serie di incroci di grande pericolosità, per i quali da tempo il Comune chiede all’Anas una soluzione».

Al Consiglio sono stati invitati a partecipare i sindaci di Venezia, Spinea, Dolo, Camponogara, Campagna Lupia e Codevigo, la presidente della Provincia Francesca Zaccariotto, l’assessore Renato Chisso e i consiglieri regionali Laroni, Pigozzo, Tesserin e Tiozzo. L’invito è stato mandato anche all’Anas.

La discussione sulla Romea Commerciale cade proprio nel momento in cui in provincia la Lega Nord e la presidente Francesca Zaccariotto si è schierata con il sindaco di Dolo, optando per un innesto sul Passante invece che a Roncoduro.

(a.ab.-g.pir.)

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Pay Hard – Duri a pagare

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14

feb

2014

Nuove autostrade, aumento pedaggi,  ecco gli effetti oltre alla cementificazione del territorio …

 

 

Cliccare qui se non si vede il video

 

La Lega presenta un tracciato alternativo per la Riviera che salverebbe Dolo ma penalizzerebbe Mira

MIRA – La Lega Nord forza la mano in commissione viabilità provinciale e fa propria portandola alla votazione del Consiglio, la soluzione del sindaco di Dolo, Maddalena Gottardo, sul tracciato della autostrada Mestre-Orte. Di fatto la Lega e la presidente Francesca Zaccariotto vogliono l’innesto della Romea Commerciale sul Passante, evitando l’innesto a Roncoduro e l’attraversamento della Riviera in direzione Dolo-Pianiga.

«In alternativa al tracciato B», spiega il presidente della commissione mobilità Michael Valerio, «cioè Lughetto-Malcontenta-Villabona che l’Anas ha proposto per l’ultimo tratto della Romea Commerciale, nel dicembre scorso è stato depositato in Provincia (sostenuto da Maddalena Gottardo) un progetto (B1) che ne prevede la modifica da Codevigo a Lughetto, e da Lughetto alla A4-Passante di Mestre».

Nel testo della mozione della Lega Nord si legge che «la modifica proposta di fatto migliora e rende più efficiente la “soluzione B”, evitando l’attraversamento della Riviera del Brenta non aggravando in tal modo il nodo viario di Roncoduro (già di per sé complesso e impattante), minimizza l’impatto con i vari centri abitati e riduce lo spreco di territorio mettendo in sicurezza l’attuale Romea, eliminando gli incroci a raso, fluidifica il traffico, libera ulteriormente la tangenziale di Mestre dal traffico, ripristina la permeabilità dell’entroterra verso la laguna e riduce il rischio idraulico».

Il documento impegna, secondo la Lega Nord, la presidente della Provincia, Francesca Zaccariotto ad attivarsi per sostenere la proposta presentata in Regione «affinché venga presto presa in considerazione la sostituisca alla proposta originaria del tracciato B di Anas».

L’accelerazione impressa dalla Lega su un innesto che salva Dolo, ma che di fatto investe i comuni di Mira, Spinea e Venezia, trova la ferma opposizione del Movimento 5 Stelle, con il capogruppo in consiglio comunale a Mira, Mauro Berti.

«La Romea Commerciale è un’opera sbagliata», dice Berti, «sia a Roncoduro che sul Passante o a Villabona. Noi siamo a favore di una messa in sicurezza dell’attuale Romea. Siamo pronti a mobilitarci contro l’opera».

Il consigliere provinciale mirese del Pd Guerrino Palmarini spiega che la proposta della Lega verrà bocciata. «Lo sanno tutti», dice Palmarini, «che l’assessore Renato Chisso è favorevole all’innesto a Roncoduro cioè a Dolo- Pianiga. Quello che fa la Lega in Provincia è solo un favore politico al sindaco di Dolo».

Alessandro Abbadir

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Gazzettino – Nuova Romea, spunta una variante

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14

feb

2014

GRANDI OPERE – Mozione della Lega in Provincia, coinvolta la Regione

Tracciato parallelo alla statale con innesto al casello di Spinea

Liscia, gassata o… Come nella vecchia pubblicità dell’acqua minerale spunta una terza via per l’innesto della Nuova Romea sull’autostrada A4. Diversa dal tracciato attuale ma anche dalla variante che ha suscitato le proteste pressoché unanimi della Riviera del Brenta, che sarebbe tagliata in due dalla nuova autostrada da Lughetto fino a Roncoduro.

La variante al piano B, ovvero il tracciato B1, è stata discussa ieri in Provincia dalla terza commissione, contenuta in una mozione che il gruppo della Lega Nord porterà in Consiglio provinciale, con la richiesta di presentarla in Regione per l’esame di merito.

Il tracciato, spiega il presidente della commissione, il capogruppo del Carroccio Michael Valerio, «consente di mettere in sicurezza l’attuale tracciato della Romea ma soprattutto di evitare l’attraversamento della Riviera del Brenta. In più consente l’accesso al futuro porto offshore senza andare a intasare la tangenziale di Mestre».

L’ipotesi, già presentata in Comune a Dolo, prevede che all’altezza di Codevigo la nuova autostrada corra parallelamente all’attuale statale 309 ma più all’interno. All’altezza di Lughetto, anziché piegare verso sinistra attraversando i territori di Camponogara e Dolo, il percorso seguirebbe il tracciato della statale fino a Malcontenta. Qui, superato in tunnel il Naviglio Brenta, sono previsti due svincoli a beneficio del futuro scalo portuale e del traffico diretto a Porto Marghera. Quindi il tracciato proseguirebbe verso Est, lungo il tracciato del nuovo collegamento ferroviario previsto per il porto. All’altezza di Villabona ci sarebbe un innesto monodirezionale in direzione Ovest (ovvero Padova e Milano), mentre il traffico diretto verso Est (Trieste) proseguirebbe fino all’attuale casello di Spinea lungo il Passante.

La proposta, formalizzata da una mozione presentata dalla Lega, dovrà ora affrontare il dibattito in Consiglio, dove Forza Italia appare intenzionata a confermare la variante che attraversa la Riviera.

L’opposizione di centrosinistra invece punta ad analizzare le planimetrie dei due tracciati “ufficiali”, coinvolgendo allo stesso tempo le popolazioni interessate.

Il percorso, in ogni caso, non sarà breve dato che, se anche la Regione dovesse avallare la nuova variante, il tutto dovrà poi essere trasmesso all’Anas, committente del progetto dell’autostrada Orte-Mestre, di cui la Nuova Romea fa parte.

Alberto Francesconi

 

 

A Mirano esplode la rabbia dei residenti per l’inquinamento e i disagi in centro «Qui passano 15 mila veicoli al giorno quando la Romea arriva a 18 mila»

MIRANO – Dalle proteste alla proposta, ma con la preghiera di fare presto. Il Coordinamento spontaneo per la salvaguardia del territorio del quartiere via Dante-via Villafranca lancia l’allarme traffico: «Situazione allarmante, esasperante e invivibile», tuona il comitato, che elenca una lunga serie di disagi patiti ogni giorno dai residenti: smog, inquinamento acustico, stress e danni agli edifici provocati dalle continue vibrazioni. Torna insomma a salire la tensione nei quartieri, in un anno cominciato davvero male sul fronte traffico in città, complice anche l’aumento tariffario ai caselli. L’insofferenza è palpabile soprattutto in via Dante Sud, anche perché collega il centro di Mirano con i comuni a nord. Gli abitanti tornano a lamentare volumi di traffico fuori ogni limite di tolleranza e stavolta però avanzano anche una proposta: un anello tra il quartiere Dante e la Fossa, dove sta per arrivare una rotatoria tra via Miranese e via Vittoria, nel contesto della lottizzazione ex Iveco: una soluzione che permetterà la svolta a sinistra per chi arriva dal centro di Mirano. In pratica il comitato di quartiere Dante sud chiede al Comune di allargare la zona dei sensi unici attorno all’ospedale, fino alla Fossa, coinvolgendo via Dante sud, via della Vittoria e via Miranese. Secondo il comitato si potrebbe in questo modo creare una rete di sensi unici sulle strade interne del quartiere, evitando possibili scorciatoie dal traffico di attraversamento e nel contempo creare corsie preferenziali per i bus di linea e piste ciclabili. Una, ovviamente, proprio in via Dante sud, collegando così la ciclabile lungo il canale Taglio con la zona ospedale e il Muson a nord.

«Ipotesi da valutare», secondo il portavoce del comitato Stefano Bonato, «con una preghiera: quella di non aspettare il morto per trovare delle soluzioni. Per ben due volte l’Arpav ha segnalato un forte inquinamento acustico derivato dall’intenso traffico dei mezzi, valori fuori norma anche per quanto riguarda il piano acustico comunale».

Per il comitato la situazione di via Dante sud è “drammatica”: «Quindicimila veicoli al giorno, quando in Romea ne transitano 18 mila e per il 90% sono traffico di attraversamento, senza contare i 223 autobus che passano ogni giorno.

L’apertura del casello di Crea e quello di Vetrego hanno trasformato questa strada residenziale in centro storico in una tangenziale».

Filippo De Gaspari

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La Cgil: sulla Padova-Mestre vantaggio modesto per i pendolari

MESTRE – Dopo un mese di proteste dei “pendolari” dell’autostrada che si sono visti triplicare il costo del pedaggio tra i caselli di Padova Est e quelli di Dolo-Mirano e Villabona-Mestre, il «ministero delle Infrastrutture ha partorito uno sconticino che convincerà molti automobilisti a percorrere le strade provinciali piuttosto che l’autostrada». Lo dice, con molta ironia, il segretario regionale della Filt-Cgil, Ilario Simonaggio, commentando l’intesa raggiunta pochi giorni fa tra ministero e rappresentanza delle concessionarie Aiscat che prevede uno sconto del 20 % dei nuovi pedaggi, applicabile dal 1 febbraio 2014 solo ai pendolari autostradali, cioè coloro che per recarsi al lavoro percorrono per almeno 40 volte al mese, tra andata e ritorno, il tratto autostradale tra Padova, Dolo e Mestre.

Anche la deputata del Pd, Simonetta Rubinato, si dice insoddisfatta: «alla fine la montagna ha partorito un topolino» dice «perché gli sconti concordati sembrano davvero irrisori, in particolare per i pendolari del tratto Mestre-Padova».

«Il Governo, con la interessata complicità dei “signori delle autostrade” ha rimediato una pessima figura» commenta a sua volta Simonaggio «le condizioni di accesso allo sconto sono molto limitate e fanno bene ai conti delle Autostrade, a cominciare da Cav spa, ma di certo non rispondono ai bisogni dei pendolari dell’area metropolitana centrale veneta».

«Basta fare i conti con alcuni esempi per rendersi conto della vera entità dello sconto» conclude Simonaggio sul pedaggio Mestre- Padova, dove la tariffa dal 1 gennaio 2014 è schizzata da €. 0,80 a €.2,80, sino al 31 dicembre 2013 il pendolare pagava rispettivamente: con 20 viaggi mese €.16; con 30 viaggi mese €. 24; con 40 viaggi mese €.32.

Adesso, con il pessimo accordo firmato da Aiscat e dal ministro Lupi, si paga dal 1 febbraio rispettivamente con 20 viaggi mese €. 56; con 30 viaggi mese €.75,60; con 40 viaggi mese €. 91,80.

Altro che sconto, ministro Lupi, questo è solo un favore alle concessionarie autostradali».

(g.fav.)

 

Nuova Venezia – Cav: sconti per 40 mila pendolari veneti

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9

feb

2014

Già in vigore le riduzioni fino al 20% sul tratto autostradale Padova-Mestre: per usufruirne è indispensabile il telepass

VENEZIA – Sono già in vigore gli sconti per i pendolari dell’autostrada. L’accordo raggiunto tra il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi e le società concessionarie aderenti all’Aiscat, ne ha sancito l’effetto retroattivo a partire dal 1 febbraio e fino al 31 dicembre 2015. Per ottenere le agevolazioni (fino al 20% per i veicoli leggeri che percorrano almeno 20 volte al mese la stessa tratta andata-ritorno per un massimo di 50 km come illustra nel dettaglio il sito www.telepass.it) è necessario disporre del telepass, come già avviene per il 70% degli utenti abituali che lo alternano alla viacard, sul quale saranno annotate le percorrenze, incluse quelle già compiute dall’inizio del mese. Chi ne è sprovvisto dovrà acquistarlo – Codacons, l’associazione dei consumatori, chiede sia rilasciato gratuitamente a chi viaggia per raggiungere la scuola e il lavoro – e si fanno le prime stime della ricaduta finanziaria dell’operazione. In media il tratto Padova-Mestre (balzato sotto i riflettori per il balzo da 0,80 a 2,80 euro del pedaggio Padova-Dolo) è percorso ogni giorno da 140 mila automobilisti: Cav, la concessionaria del servizio, stima che il 25-30% del flusso sia rappresentato dai pendolari. Quasi 40 mila, quindi, i destinatari della scontistica, che ricadrà interamente sulla concessionaria (50% Anas, 50% Regione) in termini di mancati introiti. «Fin dal primo momento abbiamo espresso la nostra disponibilità ad agevolare gli utenti pendolari in questa congiuntura sociale difficile», commenta Tiziano Bembo, presidente di Cav «e alle parole sono seguiti i fatti: nei prossimi quattro mesi gli oneri di questa iniziativa graveranno interamente sui nostri bilanci e non saranno computati nell’accordo “compensativo” con il ministero». L’allusione è all’impegno assunto da Lupi per garantire una contropartita alle società – Aiscat valuta in una ventina di milioni i minori incassi nel quadrimestre su scala nazionale – agendo su quattro fronti: l’allungamento temporale delle concessioni; l’autorizzazione alla revisione dei piani di investimenti e di quelli finanziari; l’integrazione dell’indennizzo per fine concessione. «Potranno esserci soluzioni differenziate a seconda delle esigenze societarie», afferma Bembo «l’essenziale è che ci pongano in condizione di rispettare gli impegni verso i soci e nei confronti dello Stato che, viceversa, potrebbe contestarci il danno erariale». Una posizione condivisa dalle altre società venete (Brescia-Padova, Autovie, Autobrennero. Autostrade per l’Italia) partecipi al tavolo tecnico dei Trasporti. Nel frattempo, Cav ha concluso le simulazioni scontistiche e adottato il sofwtare capace di registrare tempi, frequenza e distanze sul telepass. La richiesta effettiva di sconti, però, resta un’incognita; ai residenti dei cinque Comuni sul segmento Mirano-Mestre è stata riservata una riduzione tariffaria pari al 40%: si attendevano circa 400 domande, ne è pervenuta la metà.

Filippo Tosatto

 

CONFCOMMERCIO

«Adesso Lupi pensi all’autotrasporto»

«Bene gli sconti per i pendolari ma ora, il ministro Lupi, con estrema urgenza, dica come intende intervenire per risolvere le problematiche che riguardano il trasporto merci in autostrada». Lo dichiara Paolo Uggè, vicepresidente di Confcommercio. «La soluzione per i pendolari», aggiunge «è graduata in ragione dei percorsi effettuati ed è in linea con il principio dei grandi utenti, già in essere da anni per il trasporto merci. Una strada da approfondire e che potrebbe anche essere perseguita per consentire il recupero dei maggiori incrementi subiti dagli autotrasportatori».

 

Pedaggi, protesta bellunese

Niente sconto per chi percorre più di 50 chilometri

Bellunesi tagliati fuori dagli sconti autostradali

Il ministero dei Trasporti limita a 50 chilometri le tratte convenzionate

Iniziano le proteste per chi ogni giorno deve recarsi fino a Venezia per lavoro

BELLUNO – Sconti sì, ma non per tutti. I tanto attesi ribassi sulle tariffe autostradali per i pendolari che ogni giorno si muovono in auto per raggiungere il posto di lavoro rischiano di tagliare fuori proprio chi ne avrebbe più bisogno, come ad esempio chi percorre ogni giorno la A27 tra Belluno e Venezia. Il tragitto, infatti, è troppo lungo per rientrare nella categoria “pendolari” decisa dal ministero dei Trasporti. Secondo i tecnici infatti gli sconti possono essere applicati solo alle tratte di massimo 50 chilometri percorse almeno 20 volte al mese.

E chi ne percorre di più? «Dal 1992 lavoro a Mestre» scrive un lettore, «e quindi sono un assiduo utilizzatore della A27, che inizialmente andavo a prendere a Vittorio Veneto nord e poi man mano che ho visto nascere gli ultimi chilometri prendo a Belluno. Ho sempre utilizzato il Telepass (da quando esiste) e mi sono chiesto perché non ci fosse qualche forma di sconto per chi utilizza questo strumento per lavoro. Quindi quando ho sentito il ministro Lupi iniziare a parlare di sconti per i pendolari, mi sono chiesto se finalmente qualcosa stesse cambiando. Illuso».

Il ministero dei Trasporti motiva la sua scelta prendendo come base la media percorsa ogni giorno dai pendolari in auto, cioè da chi si muove per raggiungere il posto di lavoro, sulle autostade italiane: 40 chilometri. Chi ha lunghe distanze di solito sceglie il treno. La tratta autostradale è stata aggiustata al rialzo arrivando a 50 proprio per includere più automobilisti possibile. Ma oltre i 50 chilometri non si è considerati pendolari. Per chi rientra nel limite, gli sconti sono sostanziosi. Fino a 20 transiti mensili non viene applicato nessuno sconto. A partire dal 21esimo transito lo sconto (per tutti e 21 i viaggi effettuati) sarà dell’1% e crescerà linearmente (2% del pedaggio complessivo per 22 transiti effettuati, 3% per 23 viaggi) fino al 20% del pedaggio complessivo che scatta dopo il 40 transito. Chi fa 41 viaggi, cioè, avrà su tutti e 41 e sino al 46esimo viaggio lo sconto del 20%. Per usufruire degli sconti, riservati ai possessori di Telepass, bisogna andare sul sito Telepass o dei concessionari, dove verrà pubblicato l’elenco dei percorsi, dal 25 febbraio.

I bellunesi potrebbero doversi fermare a Conegliano, visto che anche Treviso rischia di essere troppo lontana, oppure scegliere un percorso alternativo, su strade statali o provinciali, per accorciare il percorso. Una prospettiva che certo non piace agli automobilisti. «Come al solito noi bellunesi siamo becchi, bastonati e brontoloni» sottolinea la lettera firmata dal pendolare deluso.

Valentina Voi

 

Gazzettino – Sconti ai pendolari, ecco i benefici

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9

feb

2014

AUTOSTRADA – Ecco gli sconti per i pendolari mestrini diretti a Padova e S. Donà

SPINEA-PADOVA   Anche il Passante è più conveniente

Per molti rimarrà più conveniente imboccare il Passante a Spinea: con lo sconto i pendolari pagano 1.28 euro anziché 1.60 sulla tratta che porta a Padova Est.

IL SISTEMA – Gli sconti progressivi a partire dal 20. passaggio

AUTOSTRADA – La decisione del governo per la riduzione del 20% in vigore dal 1. febbraio

La tratta Mestre-Padova passerà da 2,80 a 2.24 euro, quella per S.Donà da 3,50 a 2,80

SCONTI – In arrivo le riduzioni per i pendolari dell’autostrada: avranno uno sconto del 20 per cento

SCONTI – Nella tabella qui a fianco alcuni esempi di quanto potranno beneficiare in tyermini di risparmio i pendolari in autostrada

Gli sconti autostradali sono già attivi, benefici in arrivo per tutti i pendolari della Venezia-Trieste e della Venezia-Padova. Le tariffe agevolate sono in vigore retroattivamente dal 1.febbraio, i pendolari di tutta la Provincia riprendono la calcolatrice per valutare cosa cambierà concretamente dal punto di vista economico. I vantaggi saranno per tutti e si potranno notare già nella prossima bolletta Telepass. L’accordo firmato venerdì tra il ministro Maurizio Lupi e l’associazione delle concessionarie autostradali Aiscat prevede sconti fino al 20% per i pendolari che percorrono una tratta di massimo 50 chilometri tra due caselli prefissati. Una notizia positiva per tutto l’hinterland mestrino, ma pure per i tanti padovani che quotidianamente vengono a lavorare nel Veneziano. Per i pendolari la tratta Mestre-Padova Est costerà 2.24 e non più 2.80 euro: una bella notizia per chi fino al 31 dicembre pagava addirittura 3.30 euro, anche se in realtà moltissimi mestrini fino a quella data erano abituati a pagare solo 80 cent perché facevano la nota manovra del «tornello» al casello di Dolo-Mirano. In ogni caso per molti rimarrà più conveniente imboccare il Passante a Spinea: con lo sconto i pendolari pagano 1.28 euro anziché 1.60 sulla tratta che porta a Padova Est. Per i residenti di Mirano, Spinea, Mira, Dolo e Pianiga resta in vigore il piano agevolato avviato il 1.gennaio: sconto del 40% sulla Mirano-Padova Est per chi fa 20 accessi, anche 10 andate e 10 ritorni. «Hanno subito i disagi maggiori a causa del Passante, ecco perché questi pendolari ora sono più agevolati» ha spiegato recentemente il presidente di Cav, Tiziano Bembo. I pendolari di questi cinque Comuni continueranno dunque a pagare 1.70 anziché 2.80 euro, comunque più del doppio rispetto agli 80 cent pagati fino allo scorso 31 dicembre. Gli sconti matureranno gradualmente a partire dal 21esimo transito, fino ad un massimo di 46 viaggi (cioè 23 andate e 23 ritorni). Al 21esimo viaggio lo sconto su tutti i viaggi (compresi i 20 precedenti) sarà dell’1%, al 22esimo del 2%, al 23esimo del 3% e così via fino al 40esimo viaggio che garantirà una riduzione del 20 percento. Gli sconti sono validi per tutti i possessori di Telepass intestati a persone fisiche, i pendolari dovranno semplicemente indicare i due caselli senza presentare particolari attestazioni. Gli uffici della concessionaria autostradale Cav (Venezia-Padova) negli ultimi giorni sono stati subissati di richieste d’informazioni in merito. Sul versante della Venezia-Trieste gestita da Autovie Venete, invece, sorridono i pendolari della Venezia Est-San Donà (2.80 euro anziché 3.50) e della Venezia Est-San Stino (3.68 euro anziché 4.60). Stando al calcolo chilometrico del sito www.autostrade.it, rimarrebbe fuori da questo discorso la tratta Venezia-Portogruaro, superiore ai 50 chilometri. Autovie Venete fa sapere che verifiche tecniche sono ancora in corso, da Roma arriveranno notizie più precise a metà settimana. Se non saranno positive, gli utenti potrebbero inventarsi un «tornello» in un casello precedente, come appunto quello di San Stino.

 

SONDAGGIO – Autostrade, gli sconti per i pendolari della A4. Siete soddisfatti delle “modalità”?

Sì 25.4%
No 65.5%
Speravo meglio 9.1%

 

AUMENTI CONTESTATI

Gli agenti di commercio: «Perdiamo 500 euro l’anno la soluzione è la “vignetta”»

Rappresentano «un gravissimo danno» gli aumenti dei pedaggi autostradali, con cui si è aperto il 2014, per gli agenti e rappresentanti del commercio.

La categoria «è esasperata dall’ennesima stangata che si tramuterà per ogni agente in perdite di 400/500 euro all’anno», a cui si devono sommare le oscillazioni del carburante, 17 accise gravano sui rifornimenti, (fra queste quella che serve a finanziare la guerra di Etiopia), delle assicurazioni e della manutenzione delle auto, indispensabili per il lavoro. Una stangata che, sostengonio i rappresentanti del settore, andrà a colpire non solo questa categoria, ma che si ripercuoterà su tutta la filiera produttiva.

«La perdita prevista non è da sottovalutare – afferma Stefano Montesco, presidente della Confcommercio FNAARC Venezia – se consideriamo che i fatturati degli Agenti di commercio non sono in crescita e quindi ogni aumento di spesa riduce i margini di guadagno. Le tariffe dovrebbero servire a ripagare gli investimenti, non ad arricchire gli azionisti – continua Montesco – l’anomalia è che le tariffe vengono elaborate con un sistema che tiene conto dell’inflazione, di obiettivi di efficienza, del traffico e della qualità dei servizi che sono tutti sbilanciati a favore dei concessionari.

La nostra proposta – conclude il presidente degli agenti di commercio veneziani – è l’adozione del bollino sul modello del contrassegno autostradale austriaco (cosiddetta “vignetta”), con un prezzo fisso forfettario stabilito per l’intero anno».

Montesco è stato riconfermato lo scorso dicembre alla guida della FNAARC provinciale di Venezia, insieme al nuovo Consiglio del sindacato, che ha individuato tra le altre priorità di categoria il supportare con l’assistenza legale gli associati nei difficili rapporti con le case mandanti in questo periodo di crisi, e cercare, quando possibile, di far ridurre la pressione fiscale sulle imprese, come nel caso dell’esenzione IRAP per gli agenti privi di autonoma organizzazione.

 

A proposito di…

IL BOLLINO AUTOSTRADALE

Dopo i vergognosi aumenti autostradali fatti dai concessionari e accettati dalle Istituzioni (Governo e Regioni) i cittadini si rendono conto quanto pesano gli interessi privati nel nostro Paese. Infatti via libera agli aumenti e, come dicevo e scrivevo, difficoltà burocratiche per istituire gli sconti per i lavoratori pendolari. Ma del Bollino (vignetta) autostradale, sistema usato in quasi tutta Europa e che va via via estendendosi, non se ne parla nemmeno. E già i concessionari delle autostrade pensano agli aumenti del 2015… Vergognatevi.

Danilo Rosan – Venezia

 

Nuova Venezia – Ok agli sconti sui pedaggi autostradali.

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8

feb

2014

AUTOSTRADE – Operativi gli sconti per i pendolari, ecco chi ne usufruisce

Tariffe ai caselli »RAGGIUNTO L’ACCORDO

Annuncio di Lupi e Aiscat: riduzioni del 20% ai pendolari già in vigore. Resta l’incognita sull’allungamento delle concessioni

VENEZIA – Improvvisa schiarita sul versante degli sconti autostradali. Dopo aver sfiorato la rottura clamorosa nel lungo giovedì di trattative , in serata il ministero dei Trasporti e l’Aiscat hanno annunciato l’avvenuto accordo che introduce le riduzioni tariffarie del 20% per gli utenti pendolari. Le agevolazioni, ideate come antidoto ai rincari, hanno effetto retroattivo dal primo febbraio e proseguiranno sull’intera rete, in via sperimentale, fino al 31 dicembre 2015. «È una realtà e non una promessa», canta vittoria il ministro Maurizio Lupi «abbiamo voluto dare un segnale chiaro ai pendolari, una categoria che oggi soffre la crisi economica e sulla quale l’impatto degli aumenti dei pedaggi si faceva sentire in modo significativo». «È una sperimentazione che ci auguriamo allevi le difficoltà di quanti, molto spesso, non hanno alternative all’autostrada per raggiungere quotidianamente il posto di lavoro», fa eco Fabrizio Palenzona, presidente dell’associazione delle società concessionarie. Tutto è bene ciò che finisce bene, dunque? Quasi. Secondo indiscrezioni romane, l’allungamento temporale delle concessioni – obiettivo che le società ritengono indispensabile per compensare il calo di introiti, garantire la copertura degli investimenti e salvaguardare così l’equilibrio finanziario – resta una mina vagante. Perché Aiscat avrebbe dato il via libera agli sconti (equivalenti a un ventina di milioni di mancati incassi ai caselli) con una clausola non scritta: il tavolo tecnico istituito da Lupi sulla questione avrà 3-4 mesi di tempo per trovare una soluzione soddisfacente (magari sull’esempio della Spagna che ha deciso in questo senso incurante dei possibili veti Ue) ma in assenza di risultati concreti, la questione tariffe-sconti tornerà in discussione. Del retroscena appare consapevole anche l’assessore veneto alla mobilità, Renato Chisso, che dapprima esprime soddisfazione – «Vediamo raggiunto un obiettivo che abbiamo fortemente voluto e perseguito. La definizione delle modalità per ottenere concretamente lo sconto sui pedaggi da parte dei pendolari è un traguardo che è anche nostro» – e poi rivolge lo sguardo ai conti della concessionaria partecipata dalla Regione: «Ora il prossimo passo è il prolungamento della concessione Cav». Staremo a vedere.

Filippo Tosatto

 

VADEMECUM DEL MINISTERO DEI TRASPORTI

Soglia massima di 50 km sullo stessa tratta

VENEZIA – Il ministero dei Trasporti ha diffuso un breve vademecum. Chi può usufruire delle agevolazioni tariffarie? Tutti i possessori di Telepass (con contratti family, business e ricaricabili, abbinati a persone fisiche e a veicoli di classe A) che abbiano effettuato la registrazione e che utilizzino l’autostrada come pendolari tra due stazioni predefinite, con percorso massimo di 50 chilometri. La percentuale di sconto è proporzionale al numero dei viaggi e non alla loro lunghezza (è cioè identica per chi fa pochi chilometri e per chi ne fa fino a 100 in un giorno tra andata e ritorno). Come si applicano gli sconti? Fino 20 transiti mensili non viene applicato nessuno sconto. A partire dal 21 transito lo sconto (per tutti e 21 i viaggi effettuati) sarà dell’1% e crescerà linearmente (2% del pedaggio complessivo per 22 transiti effettuati, 3% per 23 viaggi) fino al 20% del pedaggio complessivo che scatta dopo il 40 transito. Chi fa 41 viaggi, cioè, avrà su tutti e 41 e sino al 46 viaggio (i giorni lavorativi in un mese sono al massimo 23) lo sconto del 20%. Per i transiti successivi al 46 viaggio si paga la tariffa intera. Lo sconto è applicato per un massimo di due viaggi al giorno, compresi i festivi, e non è cumulabile con altre agevolazioni/iniziative di modulazione tariffaria. Come procedere in concreto? Basta andare, a partire dal 25 febbraio sul sito Telepass (www.telepass.it o sul sito/ufficio della Concessionaria interessata, definendo il percorso che si utilizza abitualmente, indicando il casello di entrata e quello di uscita. Per il sistema aperto – in cui il cliente non effettua la transazione che permette di stabilire da dove si proviene e/o dove si è diretti – il cliente indicherà il casello o la barriera di attraversamento.

 

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