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SCORZÈ/MARTELLAGO – Il comitato si è opposto per anni alla realizzazione della struttura autostradale

Giornata di lutto da parte del Comitato CappellaVive per l’apertura odierna del casello autostradale dopo anni di lavori e una spesa di decine di milioni.

«Asfalto a go-go disseminato di lampioni, viadotto chilometrico, rotatorie ogni 500 metri, acquitrini a iosa.» Scrivono in un comunicato i portavoce che avevano iniziato la loro battaglia ancora prima della costruzione del Passante Autostradale di Mestre- «70 milioni, in aggiunta a quelli del Passante per trasformare un’oasi degna di un parco naturale in asfalto, viadotti, rotatorie, acquitrini e smog».

A nulla è valsa la battaglia quasi trentennale, sin dal 1990, degli abitanti della piccola frazione di Scorzè per salvare una zona documentata oltre 1500 anni fa. Al suo posto il casello autostradale che occupa circa 30 ettari oltre agli svincoli sino a Martellago.

L’area è stata scavata in profondità anche 3-4 metri. Portato via il terreno buono, scrive il Comitato, per bonificare il parco di San Giuliano a Mestre.

Nell’area di Cappella, invece , sono arrivati migliaia di metri cubi di fanghi del vallone Moranzani velocemente asfaltati. E ora manca il terreno per le dune e i terrapieni per contenere le tracimazioni del Dese.

Senza parlare delle barriere di mitigazione ambientale per le quali pare che non ci siano più soldi. »

Renzo Favaretto

 

OGGI L’INAUGURAZIONE – Si attende il governatore Zaia ma anche la protesta dei comitati

GRANDI OPERE – Verrà aperto oggi al traffico dopo anni di lavori il nuovo casello autostradale di Martellago e Scorzè

MARTELLAGO – Tutto pronto per l’inaugurazione, oggi alle 12, e, a ruota, per l’apertura del casello di Martellago-Scorzè e della nuova viabilità di adduzione, «ulteriore passo per il completamento delle opere complementari del Passante» per dirla con Tiziano Bembo, presidente di Cav, che ha finanziato i lavori realizzati da Pdm.

Anche se sulla cerimonia, prevista nel piazzale di stazione a sud in corrispondenza della carreggiata est per Trieste, e a cui è atteso anche il Governatore Luca Zaia, incombono lo sciopero degli esattori Ugl e la manifestazione di protesta di CappellaVive e del Comitato Procomplanare, che sarà presente «per ribadire la contrarietà a un’opera esempio di spreco di danaro e di suolo agricolo e poco utile».

Giudizio opposto a quello del sindaco di Scorzè, Mestriner e di Martellago, Barbiero, che rileva anche come la nuova variante alla Sr 245 Castellana, lunga 5,4 km, con cui avviene il collegamento con la viabilità ordinaria, toglierà il traffico dal centro. A diamante rovesciato con semibarriere d’esazione a cavallo del Passante, la stazione è a elevata automazione: 6 le piste di entrata e 8 di uscita. Tra le opere spicca il cavalcavia sul Passante e sul Dese a 3 luci, lungo 480 metri.

(n.der.)

 

No global, Opzione Zero e No Orte-Mestre mercoledì hanno cercato di bloccare la cerimonia di Scorzè. In sciopero intanto i dipendenti Cav

 

Le grandi opere continuano a finire nel mirino dei comitati del territorio. C’era da aspettarselo, visto che le avvisaglie erano lampanti: il primo aprile è prevista infatti l’inaugurazione del nuovo casello di Martellago-Scorzé che servirà il Passante di Mestre. A mezzogiorno annunciati gli interventi del presidente della Regione Veneto Luca Zaia (poi risultato assente), dei sindaci dei rispettivi Comuni, Monica Barbiero e Giovanni Battista Mestriner, e del condirettore generale di Anas spa, Stefano Granati. Predenti anche il presidente di Cav, Tiziano Bembo, il capo compartimento Anas della Viabilità per il Veneto, Fabio Arcoleo, e il vicepresidente di Veneto Strade e presidente dell’Upi, Leonardo Muraro. Prima, però, si sono fatte sentire le proteste di no global e dei comitati “Opzione Zero” e “No Orte-Mestre” (altro progetto faraonico per ora fermo ai box a causa delle inchieste sull’assegnazione degli appalti al ministero delle Infrastrutture condotta dalla Procura di Firenze).

Al grido di “Zaia come le tre scimmie, non vedo non sento e non parlo”, alcune decine di manifestanti si sono presentati a Cappella di Scorzé, arrivando “dai campi”, posizionandosi sulla strada poderale che permette di raggiungere il luogo in cui avrà luogo la cerimonia. Sul posto per garantire l’ordine pubblico carabinieri e polizia. L’intenzione degli attivisti, dichiara su twitter, è di bloccare l’accesso: “Zaia dovrà aspettare”, sottolineano. Per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla serie di scandali che in Italia, ma soprattutto a Venezia, hanno contraddistinto le cronache giudiziarie degli ultimi mesi.

 

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Tra tangenti, appalti poco trasparenti e arresti recenti. Non ultimo l’ex assessore regionale alle Infrastrutture Renato Chisso, uomo forte della Giunta Zaia fino al momento in cui non sono scattate le manette. L’obiettivo della manifestazione è chiaro: puntare il dito contro il titolare di Palazzo Balbi a due mesi dalle elezioni regionali, dichiarando che “lui sulla Orte-Mestre e sul Mose non poteva non sapere”.

Ma le proteste non si esauriscono qui: a manifestare tutto il proprio malcontento anche i lavoratori della Cav spa, la società che ha in gestione il tratto autostradale. E’ stato infatti organizzato uno sciopero per “problemi contrattuali e carenze organizzative” da parte della sigla Ugl: i rappresentanti dei lavoratori puntano il dito contro la direzione: “Gli utenti potranno viaggiare gratis nelle piste manuali dove non sarà garantita la presenza del personale e nelle piste automatiche, premendo il pulsante rosso di aiuto – fa sapere il sindacato -. Lo sciopero sarà nelle ultime 4 ore di ogni turno cioè dalle 2 alle 6, dalle 10 alle 14 e infine dalle 18 alle 22 per un totale di 12 ore”. Lo sciopero interessa l’intera tratta gestita da Cav.

Il nuovo svincolo costituisce, insieme ai caselli di Spinea e Preganziol (Treviso), il sistema di accesso del Passante autostradale di Mestre alle strade “ordinarie”, presentando una viabilità di collegamento al casello, lunga 5,38 chilometri, che si innesta sulla strada regionale 245, a monte e a valle dell’abitato di Martellago, scavalcando il Passante in corrispondenza del ponte sul fiume Dese. “La viabilità di collegamento al casello – dichiara l’Anas – completa la realizzazione della variante alla strada regionale 245 “Castellana”, consentendo di deviare la viabilità di attraversamento dal centro abitato del comune di Martellago con beneficio della sicurezza e della fluidità della circolazione stradale ma, soprattutto, della qualità della vita dei residenti grazie alla riduzione dei fattori di inquinamento atmosferico e acustico. L’investimento ammonta complessivamente a circa 45 milioni di euro. L’impegno economico ha trovato copertura nel piano finanziario della società partecipata Cav spa”.

 

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Nuova Venezia – Passante, il casello apre tra le proteste

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1

apr

2015

Alla cerimonia di Martellago e Scorzè la contestazione dei comitati che si battono contro le grandi opere e in particolare la Orte-Mestre

MARTELLAGO. Casello di Martellago-Scorzè, inaugurazione con protesta questa mattina da parte dei comitati di “Opzione Zero” e “No Orte-Mestre” che si battono da tempo contro le grandi opere, dal Passante di Mestre all’ipotesi di costruzione della Nuova Romea commerciale. Alcune decine di manifestanti sono arrivati con bandiere e striscioni, contestando l’opera, coniando lo slogan  “Zaia come le tre scimmie, non vedo non sento e non parlo”. Manifestazione vivace ma senza scontri, con carabinieri e polizia a garantire la sicurezza.

 

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L’inaugurazione ha coinciso anche con lo sciopero dei casellanti della Cav, la società autostradale che gestisce il Passante. L’Unione generale del lavoro (Ugl) del settore viabilità e logistica ha indetto uno sciopero per chiedere a Cav convocare in fretta una riunione e rimpinguare l’organico. Di fatto l’organizzazione sindacale pretende che nelle stazioni lungo l’autostrada ci sia l’uomo mancante. Da più di un anno è scaduto il contratto integrativo ma a oggi, fa presente l’Ugl, non ci sono novità all’orizzonte. E da più di venti giorni Cav e sindacati non si vedono.

Il cantiere del casello era partito a gennaio 2013 e si era concluso il 30 novembre scorso. Da allora, sono state sistemate le banchine, i cartelli stradali di accesso e di uscita, fatti gli allacciamenti Enel e le altre rifiniture. Sopra l’autostrada passa un viadotto lungo 575 metri per collegare l’entrata e l’uscita, oltre a quattro rotatorie per favorire l’innesto della circolazione in autostrada.

Per arrivare al casello ci sono la bretella da via Boschi, tra Martellago e Scorzè, e la tangenziale a nord di Martellago, lunga cinque chilometri e mezzo, che parte dalla Kelemata sulla Castellana. In quest’ultima ci sono quattro rotatorie: agli incroci con via Canove e in via Morosini a Martellago, via Ponte Nuovo e via San Paolo a Scorzè. A queste vanno aggiunte altre due che Martellago ha richiesto e si realizzeranno in un secondo momento: una tra via Canove e la Castellana a fianco del municipio, l’altra sempre su via Canove ma all’incrocio con via Volta.

La rotonda di via Ponte Nuovo è spostata più a est per tutelare Villa Astori. Manca pure la complanarina di circa un chilometro, che dalla Moglianese, zona via Astori, arriverà al casello; i due Comuni hanno già dato il via libera alla convenzione e sarà finanziata da Cav per quasi 5,8 milioni di euro, mentre il progetto sarà in carico di Veneto Strade: non se ne parlerà prima di due anni

 

Martellago-Scorzè. Domani il taglio del nastro. Cav attacca l’Ugl per lo sciopero

MARTELLAGO – È tutto pronto per l’apertura domani del casello Martellago-Scorzè lungo il Passante. Il taglio del nastro è fissato per mezzogiorno, a ruota ci sarà il via libera ai veicoli. Previste le presenze del presidente della Regione Luca Zaia, di quello di Cav Tiziano Bembo, del condirettore generale di Anas Stefano Granati e dei sindaci Monica Barbiero (Martellago) e Giovanni Battista Mestriner (Scorzè).

L’aspetto che più interessa agli automobilisti è senza dubbio il pedaggio. Il casello, infatti, attrarrà veicoli non solo da Martellago e Scorzè ma pure dai vicini comuni di Noale, Trebaseleghe, Morgano, Zero Branco. Per restare in zona, la tratta Martellago-Spinea costerà 1,30 euro, Martellago-Preganziol 1,40 euro, Martellago-Padova Est 2,70 euro e Martellago-San Donà 3,70 euro.

Così dopo oltre due anni di cantiere, l’opera, a diamante rovesciato, è pronta e senza dubbio cambierà il modo di spostarsi nel comprensorio, che sullo stesso tracciato già conta il casello di Spinea.

«E’ un altro passo per terminare le opere complementari al Passante», mentre per Barbiero l’inaugurazione rappresenta, «un’opportunità per le imprese della zona e permette di allontanare il traffico di attraversamento della Castellana».

Il collega Mestriner chiede che si arrivi in fretta alla costruzione della complanarina che unirà il casello alla Moglianese. «Attendiamo fiduciosi», aggiunge «ma intanto, questo taglio del nastro, può essere importante anche per la promozione del territorio».

Nei giorni scorsi, l’Unione generale del lavoro (Ugl) del settore viabilità e logistica ha indetto uno sciopero proprio per domani per chiedere a Cav di convocare in fretta un incontro per aumentare l’organico.

«Siamo stupiti per questa proclamazione», si legge in una nota di Cav, «che interviene dopo tre giorni dalla convocazione fatta dall’azienda stessa a tutte le organizzazioni sindacali per il 9 aprile per proseguire il negoziato.La sorpresa», prosegue la nota, «per la “originale” scelta della data dell’effettuazione dello sciopero il giorno della inaugurazione di una importante struttura di completamento di una arteria che tanto ha significato per il territorio e per la viabilità di lunga percorrenza anche transnazionale. Nel merito solo una considerazione:», conclude Cav, «il confronto non è stato senza risposte tanto che è stato siglato da tutte le organizzazioni sindacali, in febbraio, l’accordo per il premio da corrispondere nel 2015 e si devono ora concordare criteri e modi per il 2016 e 2017».

Alessandro Ragazzo

 

Gazzettino – Spinea, il casello apre ai Tir

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31

mar

2015

Lo ha annunciato la Cav con una lettera inviata ai sindaci del Miranese

Il sindaco Checchin: «Speriamo che l’aumento del traffico pesante sia limitato»

In concomitanza con l’apertura del nuovo casello Martellago-Scorzé, il casello di Spinea sarà aperto anche ai camion. L’ha comunicato la società autostradale Cav con una lettera inviata nei giorni scorsi ai sindaci del Miranese: «Contestualmente all’apertura al traffico della nuova stazione – si legge – al casello di Spinea si procederà alla rimozione del divieto di transito dei mezzi superiori alle 7.5 tonnellate».

Se fino ad oggi i camionisti sono costretti ad utilizzare il casello di Vetrego (uscita «Mirano-Dolo»), da domani potranno servirsi anche del casello di Crea (uscita «Spinea»).

Una buona notizia per chi è diretto a Spinea ma anche per chi raggiunge l’area industriale miranese di via Taglio, visto che potrà accorciare nettamente il proprio tragitto. Anche Confindustria nei mesi scorsi aveva invocato a gran voce questa soluzione.

Attualmente i tir utilizzano solo il casello di Mirano, ma anche qui i disagi per i camionisti non mancano: i tir che escono dall’autostrada non possono procedere dritti lungo via Porara, sono costretti a girare a sinistra verso la Riviera per poi reimmettersi nella camionabile viale Venezia. Un percorso allungato di una decina di chilometri che fa perdere tempo e sprecare benzina.

«Per togliere il divieto in via Porara andrebbe rifatto il fondo che in un tratto è distrutto e non può sopportare ulteriore traffico – ha però spiegato il sindaco di Mirano Maria Rosa Pavanello -. L’intervento costa un milione di euro e deve essere a carico di Anas».

Con l’apertura ai tir del casello di Spinea, intanto, il traffico pesante sarà distribuito tra due caselli anziché intasarne solamente uno.

«In tutti questi anni il nostro casello è stato chiuso ai tir perché così prevedeva l’accordo con Veneto Strade – precisa il sindaco di Spinea, Silvano Checchin -. Aprirlo prima avrebbe significato impattare troppo sulla viabilità locale. Preoccupazione per l’aumento di traffico pesante? Speriamo che con l’apertura del nuovo casello il traffico si distribuisca equamente».

 

AGITAZIONE – Domani inaugurazione con sciopero per il casello di Martellago-Scorzè

MARTELLAGO – Inaugurazione con sciopero, domani, per il casello di Martellago-Scorzè, e intanto Cav dà qualche anticipazione sui pedaggi, che pubblicherà nel suo sito mercoledì: per un’auto andare da Martellago a Spinea costerà 1,30 euro; a Padova Est 2,70; a Preganziol 1,40; a San Donà 3,70.

Ma la Ugl Viabilità e Logistica ha proclamato 4 ore di sciopero alla fine di ogni turno (2-6, 10-14, 18-22) su tutta la rete Cav, proprio in occasione dell’apertura dell’ultima stazione che mancava del Passante e della nuova viabilità di adduzione.

Il maggior sindacato dell’esattoria è in stato di agitazione contro la società per il mancato rinnovo dell’integrativo e «perché vogliono togliere personale dai caselli.

Pure a Martellago la presenza di un esattore in ognuna delle due stazioni è assicurato solo per tre mesi, poi ne resterà solo uno per entrambe» spiega Stefano Gusson, della Ugl. Che sta valutando se attuare durante la cerimonia anche una manifestazione di protesta.

Cav, da parte sua, si dice stupita per l’originale scelta di scioperare non «il solito venerdì ma il giorno dell’inaugurazione di un’importante struttura di completamento di un’arteria che tanto ha significato per il territorio» e «tre giorni dopo la convocazione del tavolo con le organizzazioni sindacali per proseguire il negoziato».

Risultato, a Martellago domani il pedaggio si pagherà comunque, il casello è a elevata automazione, ma niente esattori a presidiarlo e a rispondere alle emergenze.

(N.Der.)

 

L’opera complementare al Passante è un bypass del centro abitato lungo due chilometri e mezzo

Il sindaco Conte ha criticato il costo di 11 milioni e chiesto alla Regione maggior impegno per i treni

Quarto respira con meno traffico

QUARTO – È stata aperta ieri la nuova circonvallazione Est di Quarto che sgraverà il centro dal traffico di attraversamento e dalle tante automobili dirette, specialmente in estate, verso le spiagge. Si tratta di un’opera complementare del Passante di Mestre, realizzata da Veneto Strade. Al taglio del nastro oltre alle autorità locali, in testa il sindaco, Silvia Conte assieme all’assessore alla Mobilità, Radames Favaro, hanno partecipato l’assessore regionale alle Infrastrutture, Marialuisa Coppola, l’assessore al Lavoro Elena Donazzan, l’assessore alla Caccia Daniele Stival e ancora il commissario prefettizio della provincia di Venezia, Castelli e il vicepresidente di Veneto Strade, Leonardo Muraro.

La circonvallazione est, che parte dalla rotonda di via Resistenza, sarà gestita dalla Provincia secondo l’accordo già siglato; al comune spetta invece la gestione della pista ciclabile. L’apertura permette di effettuare un riordino della viabilità, con il passaggio di alcune strade da provinciali a comunali, intervenendo con rallentatori e piste pedonali. Il palco è stato posizionato ai piedi della nuova rampa cavalcavia di via Claudia Augusta, l’antica strada romana. Il nuovo tratto stradale è lungo due chilometri e mezzo, si sviluppa interamente nel comune altinte e costituisce un bypass al centro abitato. Il costo è stato di oltre 11 milioni di euro, che si aggiungono all’altro pezzo dell’infrastruttura giù aperto. Un’opera attesa da molto, tanto che al taglio del nastro erano presenti anche l’ex sindaco, Loredano Marcassa e l’ex vicesindaco Gianni Bianchini.

Pungente il sindaco di Quarto e candidata in Regione, Silvia Conte, la quale ha apprezzato l’apertura, ma ha anche ricordato il costo molto alto e auspicato che d’ora in poi si pensi a dare anche maggiori servizi, vedi alla voce trasporto ferroviario. «C’è bisogno di un ripensamento di quello che vogliamo sia il Veneto futuro», ha esordito, «non solo grandi opere ma servizi».

Una frecciatina anche all’ex assessore Renato Chisso, «assessore alle infrastrutture e alla mobilità, ma di mobilità collettiva ne abbiamo vista ben poca. Abbiamo strade nuove, ma treni?».

Conte ha ricordato Nane Cristo, al secolo Giovanni Simoncin, l’anziano artigiano e artista 95enne costruttore stampi per la caccia amico di Hemingway che fu suo cliente di cui ieri si sono svolti i funerali, dedicando a lui l’impegno futuro per la tutela del territorio.

Sviluppo sostenibile e salvaguardia del territorio sono state anche le parole utilizzate da Muraro. L’assessore Coppola ha sottolineato come la circonvallazione est e in particolare il manufatto sopra la Claudia Augusta sia una sfida vinta dalla Regione, «un’opera concordata e condivisa con il territorio».

Marta Artico

 

Nuova circonvallazione. Addio code per il mare

Con il taglio del nastro di ieri mattina, Quarto d’Altino dice addio alle code in direzione mare. L’apertura dell’attesa circonvallazione Est, infatti, è scattata ieri, giusto in tempo per il fine settimana di Pasqua che darà il via alle fughe verso le spiagge, supplizio dei residenti della zona di viale Kennedy e Resistenza. Per l’inaugurazione, con la sindaca e gli assessori comunali sono arrivati a Quarto i rappresentati di Provincia, Regione e Veneto Strade.

«Questa strada è stata proposta dall’ex sindaco Marcassa come opera complementare al Passante – spiega la sindaca Silvia Conte – L’apertura arriva un po’ in ritardo ma siamo contenti di inaugurarla prima di Pasqua».

Chiede però di rivedere il modello di sviluppo: «Abbiamo visto realizzare molte strade, di cui non sempre sono chiari i benefici. Ora la Regione metta lo stesso impegno per migliorare i servizi di trasporto».

L’assessore regionale Isi Coppola ha illustrato nel dettaglio l’intervento, costato alla Regione circa 11 milioni di euro: il nuovo tratto stradale, lungo circa 2,5 chilometri costituisce un bypass al centro di Quarto collegando, attraverso l’intera rete di circonvallazioni, la viabilità legata al Passante e alla tangenziale con Portegrandi. «C’è sempre una grande attenzione per il rispetto dell’ambiente in cui si va a costruire – dice Coppola – In particolare per questa strada che incrocia via Claudia Augusta, dove sono venuti alla luce reperti straordinari. Si è lavorato anche sulla mitigazione per ridurre l’impatto visivo».

Ma la circonvallazione non piace a tutti. Lewis Trevisan, segretario della Lega, si fa portavoce della protesta dei commercianti altinati: «Sono preoccupati perché questa nuova strada dirotterà le auto direttamente verso Jesolo e porterà via quel poco che resta del commercio di via Roma».

Il primo tratto della nuova strada è in via Colombera, poi però continua attraverso i campi fino a «scavalcare» con un ponte via Claudia Augusta e sbucare su via Marconi. Nel progetto sono previsti anche tre tratti di pista ciclabile.

All’incontro era presente anche Cesare Castelli, commissario della Provincia (ente che prenderà in carico la strada), l’assessore regionale Elena Donazzan e Leonardo Muraro, vicepresidente di Veneto Strade. «Dobbiamo trovare il giusto equilibrio tra mobilità ed economia, nella salvaguardia del territorio» dice Muraro. Al termine dell’inaugurazione, don Gianpiero Lauro ha dato la benedizione alla nuova strada che è stata quindi aperta al traffico.

 

Gazzettino – Grandi opere: tempi infiniti, costi pure

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29

mar

2015

CGIA MESTRE – Sono 27 le infrastrutture messe in cantiere dal 2001 e non ancora completate

VENEZIA – Grandi opere a doppia velocità con cantieri a rilento e costi che corrono: sono, infatti, ben poche le principali grandi opere incluse nel programma delle infrastrutture strategiche definite dalla Legge Obiettivo nel 2001 ad essere state completamente terminate ma i costi, invece, hanno subito una vera e propria impennata, determinata, nel tempo, anche dalle varianti in corso d’opera.

A evidenziarlo è la Cgia, l’associazione degli artigiani di Mestre, che riporta alcuni dei casi più eclatanti.

Si comincia dalla tratta ferroviaria ad alta velocità Milano-Bologna-Firenze. Se nella delibera del Cipe del 2001 era previsto un costo di quasi 1,3 miliardi di euro, al 31 dicembre scorso la mega opera, ormai ultimata, è costata oltre 13 miliardi di euro, pari ad un incremento del 917 per cento.

Altrettanto significativo è lo scostamento tra il preventivo di spesa e il costo sostenuto fino adesso per la realizzazione del corridoio Jonico, ovvero la «Taranto-Sibari- Reggio Calabria». La nuova statale Jonica, una nastro di strada a 4 corsie di quasi 500 chilometri, doveva inizialmente costare poco più di 3 miliardi: ad oggi il costo preventivato si aggira sui 20 miliardi (+ 551%).

Qualche esempio nel Nordest. Asse ferroviario Monaco – Verona, valico del Brennero e Fortezza – Verona: 2.582,3 milioni (prima stima dei costi), 9.222,96 (costi a fine dicembre 2014), + 6.641 miliardi, + 257,2%.

Asse ferroviario Torino-Trieste: 7.901,8 milioni (prima stima), 30.280,1 (a fine 2014), + 283,2%.

Asse autostradale medio padano Brescia-Milano – Passante di Mestre: 2.737,2 miliardi di stima iniziale, 4.487,06 miliardi a fine 2014, + 63,9%.

«È utile sottolineare che il risultato emerso dalle comparazioni tra il costo definito nel lontano 2001 e quello sostenuto o previsto in questo momento va preso con le pinze. Non bisogna dimenticare che rispetto a 14 anni fa molte infrastrutture hanno subito delle importanti varianti in corso d’opera», precisa il segretario della Cgia Giuseppe Bortolussi, spiegando che «per molte di queste, inoltre, si è reso necessario realizzare un elevatissimo numero di interventi complementari».

Questo studio, spiega la Cgia, non si propone di valutare l’aggravio dei costi per ciascuna opera nel tempo (questo esercizio è stato già effettuato dalla Camera dei Deputati con riferimento al periodo 2004-2014 per un complesso di 97 opere con un aumento dei costi del 40%), ma di puntualizzare come il programma delle infrastrutture strategiche sia progressivamente cresciuto, in ciascuna delle aree considerate, raggiungendo importi molto elevati. La Cgia precisa, inoltre, che il programma dell’intero piano definito dalla Legge obbiettivo ha raggiunto i 383,8 miliardi alla fine del 2014, di cui 233,7 sono stati analizzati in questo lavoro.

La Legge obiettivo, approvata nel 2001 dal secondo Governo Berlusconi, ha stabilito, ricorda ancora la Cgia, le procedure e le modalità di finanziamento per la realizzazione delle grandi infrastrutture strategiche del Paese per il decennio 2002-2013. Sebbene lo stato di avanzamento di queste 27 grandi infrastrutture prosegua con una velocità molto contenuta, c’è da segnalare che le risorse da reperire per terminare i lavori sono ancora molte: a fronte di un costo stimato al 31 dicembre 2014 in 223,6 miliardi, all’appello mancano ben 134,6 miliardi, pari al 60% del totale.

 

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