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Allungamento delle concessioni e aggregazioni per superare la frammentazione

Da febbraio riduzione del 20% ai pendolari che percorrono da dieci a venti viaggi

VENEZIA – Una certosina analisi dei flussi di traffico, casello per casello, con la quantificazione delle principali tratte della rete autostradale. Gli informatici delle cinque concessionarie che gestiscono le autostrade del Veneto saranno da domani impegnati nel fornire al Ministero delle Infrastrutture una serie di dati utili a predisporre il meccanismo – unitario – per accedere alle agevolazioni. I tecnici di Cav, la concessionaria regionale, avevano già elaborato una serie di stime dopo la sollecitazione del governatore Luca Zaia che, cogliendo il senso della campagna avviata dal nostro giornale sul caro pedaggi, aveva chiesto di elaborare delle proposte di sconti per i pendolari. Ma la novità degli sconti per i pendolari porta anche una novità particolarmente interessante per il Veneto: il tavolo tecnico istituito dal ministro Lupi avrà tra i temi anche quello della semplificazione dei concessionari. Nel Veneto interagiscono cinque concessionari, in parte pubblici e in parte privati. L’obiettivo è di giungere a un accorciamento della catena.

«I nostri tecnici sono al lavoro da giorni e l’analisi dei dati sta procedendo celermente. Non appena conclusa questa fase, indispensabile per applicare le misure chieste dal ministro e ottenuto il via libera dal nostro CdA, passeremo allo step operativo» spiega l’amministratore delegato di Autovie Venete Maurizio Castagna, che aggiunge: «Per capire quanti potrebbero essere, dal punto di vista numerico, i soggetti che potranno usufruire dello sconto, stiamo analizzando tutti i transiti registrati negli ultimi 12 mesi sulla rete della concessionaria, sulla base dei parametri indicati dal Ministro».

Un lavoro che richiede comunque il suo tempo, anche perché deve essere effettuato in collaborazione ad altre società. Lo sconto pendolari avrà valenza sperimentale, dal prossimo febbraio e fino a dicembre 2015, e varrà su tratte fino a 50 chilometri. Godrà di questo sconto chi farà per venti volte il percorso di andata e ritorno (40 tratte) su un tragitto definito da casello a casello per una tratta massima di 50 chilometri (50 andata e 50 ritorno). Lo sconto scenderà progressivamente dal 20 al 10 per cento al diminuire dei viaggi sino alla soglia minima di dieci viaggi di andata e ritorno (20 tratte) sotto la quale è difficile essere definiti pendolari. Analoga scontistica è in corso di predisposizione per gli autotrasportatori.

Cosa di guadagnano i concessionari delle autostrade? L’impegno del governo a lavorare, per quattro mesi, su un tavolo tecnico cui parteciperanno ministero dei trasporti e ministero dell’economia, Aicsat, Autorithy trasporti per trovare soluzioni per l’intero comparto autostradale, garantendo la concreta realizzazione degli investimenti ma anche il contenimento delle tariffe. Cinque le misure, che ruotano attorno a una rivisitazione del programma, anche sotto l’aspetto temporale, degli investimenti, in accordo con gli enti territoriali; prolungamento del periodo concessorio nel rispetto del diritto comunitario; imputazione del costo delle opere non ammortizzate a carico del concessionario subentrante; spalmatura dell’aumento tariffario su più periodi regolatori; accorpamenti o fusioni di tratte autostradali contigue, allo scopo di ridurre l’estrema frammentazione del settore, con conseguenti benefici di natura economico-finanziaria.

 

CHI SONO

Da Verona a Belluno cinque società

Il Veneto è una delle regioni dove maggiore è la frammentazione dei concessionari autostradali. Sulla rete autostradale veneta, lunga poco più di 400 chilometri, interagiscono infatti cinque concessionari: la Cav sulla Padova-Venezia e sul Passante di Mestre; le Autostrade per l’Italia sulla A13 Padova-Bologna e sulla Mestre-Belluno; Autovie venete sulla A4 da Mestre a Trieste. E infine la Brescia-Padova sulla A4, controllata dai costruttori Astaldi e dagli enti locali.

 

Sconti pendolari sulle autostrade, si parte a febbraio. Confermata la riduzione del 20% per chi
percorre tratte fino a 50 km almeno 40 volte al mese (andata e ritorno). Risparmi fino a 350 euro per gli automobilisti veneti

I tagli del 20 per cento sui pedaggi autostradali promessi ai pendolari dal ministro dei trasporti Maurizio Lupi ci saranno. Si comincia a febbraio e si continuerà fino al 31 dicembre 2015. Per acquisire il diritto bisogna percorrere la stessa tratta in un mese per almeno 40 volte (tra andata e ritorno). L’annuncio è stato dato ieri a Roma. Così un utente abituale della contestata tratta Padova-Mestre arriverà a risparmiare 22 euro al mese. «Un passo avanti molto importante», ha detto il premier Enrico Letta: un «aiuto concreto» alle categorie colpite dai rincari. 

 

RISPARMI – Taglio previsto di 56 centesimi da Padova Est fino a Mestre

VENEZIA – L’annuncio del ministro Lupi, ecco quanto si risparmia sulla A4

VENEZIA – Cinquantasei centesimi (di euro) risparmiati per ogni viaggio da Padova Est a Venezia Mestre (ma anche Mirano-Dolo e Mira-Oriago) e viceversa. Trentadue cent da Padova Est a Spinea, 78 da Padova Est a Preganziol, 58 da Venezia Est a Preganziol, 38 da Padova Ovest a Vicenza Est. I tagli del 20 per cento sui pedaggi autostradali promessi ai pendolari dal ministro dei trasporti Maurizio Lupi ci saranno. Si comincia a febbraio e si continuerà fino al 31 dicembre 2015. Per acquisire il diritto bisogna percorrere la stessa tratta in un mese per almeno 40 volte (tra andata e ritorno). L’annuncio è stato dato ieri a Roma.

Tanto? Poco? Un pendolare risparmierà (senza considerare gli arrotondamenti per difetto o per eccesso) 22,40 euro al mese da Padova Est a Mestre, ma anche Mirano-Dolo e Mira-Oriago (246 euro all’anno se si considerano 11 mesi di lavoro); 12,80 euro da Padova Est a Spinea (140 euro all’anno); 31,20 da Padova Est a Preganziol (343 all’anno); 23,20 da Venezia Est a Preganziol (255 all’anno); 15,20 al mese da Padova Ovest a Vicenza Est (167 all’anno).

Il governo ha così voluto dare una risposta alle richieste dei pendolari, anche se dovrà concedere qualcosa alle società concessionarie. «Un passo avanti molto importante», lo ha definito ieri il presidente del consiglio Enrico Letta, un «aiuto concreto» alle categorie più colpite dai rincari.

Godrà dello sconto del 20 per cento chi farà per venti volte il percorso di andata e ritorno (40 tratte) su un tragitto definito da casello a casello per un massimo di 50 chilometri (50 all’andata e 50 al ritorno). Lo sconto scenderà progressivamente dal 20% al 10% al diminuire dei viaggi sino alla soglia minima di 10 viaggi di andata e ritorno (20 tratte).

Dopo l’annuncio è cominciata all’Aiscat la fase di studio per decidere le modalità di applicazione. Con molta probabilità sarà necessario il ricorso alle modalità telematiche (tipo telepass e viacard). Il ministro Lupi ha precisato che «con questi sconti si va oltre l’aumento medio del 3,9%, proprio perché si ritiene che in questo momento chi ha bisogno vada particolarmente aiutato». In realtà le tratte incriminate in Veneto e Friuli avevano avuto aumenti ben maggiori.

Al Ministero dei trasporti si lavora ora per una riforma più ampia del sistema dei rincari autostradali. «Non vogliamo ritrovarci al primo gennaio 2015 nella situazione di quest’anno», ha spiegato Lupi. Fino a giugno sarà attivato un Tavolo tecnico a cui parteciperanno, oltre ai ministeri dei Trasporti e dell’Economia, anche Aiscat (società concessionarie) e Autorità di regolazione dei trasporti. Lo scopo: trovare soluzioni stabili, garantendo la concreta realizzazione degli investimenti, ma anche il contenimento delle tariffe. Tra le soluzioni allo studio: il prolungamento del periodo concessorio, la spalmatura dell’aumento tariffario su più periodi regolatori, accorpamenti o fusioni di tratte autostradali contigue per ridurre la frammentazione del settore.

 

BEMBO (CAV)  «Le auto devono dotarsi di un sistema Telepass»

MESTRE – «Dobbiamo ancora valutare quale sarà l’impatto economico sulle nostre tratte. I pendolari da noi potrebbero essere più del 30 per cento degli utenti, anche se fino a ieri quelli dei cinque comuni già interessati agli sconti (Mirano, Dolo, Mira, Spinea e Pianiga) sono solo 187».

Tiziano Bembo, presidente di Cav che gestisce la Padova-Venezia e il Passante di Mestre, spiega che i primi mesi serviranno per capire i flussi reali dei pendolari. «Per avere gli sconti si dovrà usare un sistema di Telepass che verrà messo a punto per tutta Italia».

Dalla trattativa con il ministero, che prevede l’allungamento delle concessioni, Cav spera di andare oltre il 31 dicembre 2032, termine della concessione in atto.

 

Nuova Venezia – Autostrade, sconti da febbraio

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25

gen

2014

Il ministro Lupi: per i pendolari pedaggi ridotti del venti per cento

Lupi: pedaggi scontati del 20% da febbraio

Beneficiari i pendolari dell’autostrada, garanzie alle concessionarie. Bembo (Cav): intesa seria, lieti di favorire gli utenti

VENEZIA – Sospiro di sollievo per i pendolari dell’autostrada: a partire dal 20 febbraio (e fino al 31 dicembre 2015) usufruiranno di uno sconto del 20% sui pedaggi, estesi all’intera rete. L’ha annunciato in serata Maurizio Lupi, a conclusione del Consiglio dei ministri: «La riduzione tariffaria», ha confermato il titolare dei Trasporti «riguarderà quanti percorrono la medesima tratta, fino a 50 chilometri, per almeno 20 viaggi andata-ritorno al mese».

Per chi compie uno stesso tragitto con minore frequenza, l’agevolazione sarà progressiva, scenderà cioè fino al 10% entro la soglia minima di dieci viaggi mensili.

Lo sconto sarà praticato attraverso in forma di abbonamento via telepass e riguarderà le persone fisiche (escluse cioè le società) e i «veicoli «leggeri di classe A (auto e moto).

Diverso l’iter per il traffico pesante, al quale comunque saranno garantite «analoghe misure di compensazione».

È una risposta concreta ai rincari scattati il primo gennaio, che tante proteste avevano suscitato tra gli utenti, e accoglie sostanzialmente la campagna lanciata dal nostro giornale, sostenuta da oltre duemila adesioni. «L’impatto dell’aumento delle tariffe ha avuto un rilievo a cui il Governo non poteva restare indifferente», le parole di Lupi «abbiamo avviato un confronto con l’Aiscat per attenuarne gli effetti sulle due categorie più colpite: i pendolari e l’autotrasporto. Ora possiamo dare delle risposte concrete, che vanno oltre il 3,9% medio dei rincari, perché crediamo che in questo momento chi ha bisogno vada particolarmente aiutato». Ma quale sarà la contropartita alle società aderenti ad Aiscat? Avevano chiesto uniformità di trattamento nella rete nazionale per evitare forme di concorrenza sleale – e sono state accontentate – nonché un allungamento delle concessioni, così da compensare i minori introiti (che le espongono al rischio di danno erariale) con la possibilità di “spalmare” nel tempo gli investimenti, salvaguardando l’equilibrio finanziario. «Da qui a giugno», la replica di Lupi «un tavolo tecnico tra le parti affronterà tutti i nodi essenziali: investimenti, prolungamento del periodo concessorio nel rispetto del diritto comunitario, costo delle opere non ammortizzate a carico del concessionario subentrante, spalmatura dell’aumento tariffario su più periodi regolatori e accorpamenti o fusioni di tratte contigue allo scopo di ridurre la frammentazione del settore, con conseguenti benefici di natura economico-finanziaria». Il premier Enrico Letta ha lodato l’impegno del ministro («Un passo avanti importante»), favorevoli anche le prime reazioni delle concessionarie: «È la strada giusta, e con queste garanzie saremo felici di applicare gli sconti», dichiara Tiziano Bembo, il presidente di Cav (Padova-Mestre) fiducioso che la scadenza del 20 febbraio sarà rispettata: «C’è un problema di aggiornamento di software ma ci stiamo già lavorando».

Filippo Tosatto

 

Gazzettino – Pronto il bando della variante alla Noalese.

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25

gen

2014

NOALE – Il bando per la progettazione ed esecuzione dei lavori della Variante di Noale e Scorzè alla Sr 515 “Noalese” è stato pubblicato da Veneto Strade. Si tratta di un’opera strategica per il territorio a servizio anche del futuro casello di Martellago sul Passante di Mestre. L’importo complessivo dei lavori è di 6.017.000 euro. La scadenza per la presentazione delle offerte è il 18 marzo. L’intervento prevede la realizzazione di una nuova infrastruttura stradale (circa 3 chilometri) completa di opere accessorie. Per lo scambio con la rete viaria locale verranno realizzate delle rotatorie. «Finalmente si parte, i cittadini aspettavano da tempo questa opera perché non solo servirà per collegarsi al futuro casello di Martellago, ma permetterà anche di bypassare il centro di Scorzè e quindi una divisione del traffico pesante da quello leggero» spiega l’assessore regionale Renato Chisso.

 

Scorzè. Avviata da Veneto Strade la gara per assegnare i lavori della variante alla Noalese

SCORZÈ – Veneto Strade ha pubblicato il bando per assegnare i lavori della variante alla Noalese di Noale e Scorzè. In realtà, il progetto sarà tutto in territorio di Scorzè ed è stato ribattezzato tangenziale sud, da via Milano a via Boschi (Castellana). Ma poco conta il nome, perché questa notizia mette fine ad anni di polemiche, con un tragitto cambiato rispetto all’originale, che doveva collegare via Mestrina a Noale con via Volta a Scorzè, il cui bando era già pronto ma non è stato mai aperto. Il valore totale dei lavori supera di poco i 6 milioni di euro e chi è interessato a presentare la propria offerta, dovrà farlo entro il 18 marzo. Poi si potrà aprire il cantiere, che dovrebbe essere aperto il prossimo anno. «Finalmente si parte», spiega l’assessore regionale alla mobilità Renato Chisso, «perché i cittadini aspettavano da tempo quest’opera. Non solo servirà a collegarsi al futuro casello di Martellago, ma permetterà anche di evitare il centro di Scorzè. Chiudiamo una vicenda che si trascinava da troppo tempo: l’importante è che alla fine delle polemiche si trovi sempre una soluzione e questa l’abbiamo condivisa con il territorio». La strada sarà lunga tre chilometri e avrà due corsie per senso di marcia da 3,75 metri. Sarà dotata di quattro rotatorie, ovvero via Milano e via Boschi (questa già esistente), più in via De Gasperi e in via Volta (zona via Olmara). Su via Milano e via De Gaspari, il rondò avrà due corsie e un diametro interno di 50 metri, quello in via Volta, stesso diametro ma a tre corsie. In più, ci saranno mitigazioni ambientali e piste ciclabili attorno alle rotatorie. Dalla rotonda in via Boschi, dove ora arriva la variante di via Delle Motte, ci sarà la bretella d’innesto al casello che sorgerà a cavallo del fiume Dese, al confine tra i comuni di Martellago e Scorzè. In questo caso, il tornello dovrebbe aprire entro la fine di quest’anno.

(a.rag.)

 

IL SORPASSO

Ben 2,80 euro per percorrere 20 chilometri, il pedaggio da Padova a Mestre è aumentato del 350%

di Paolo Tessadri, “Il Fatto Quotidiano”, 22 gen. 2014

È forse il tratto autostradale più caro al mondo: 2,80 euro per percorrere 20 chilometri. Dal primo gennaio 2014 il pedaggio da Padova a Mestre è aumentato del 350 per cento. Un salasso per i pendolari con la conseguenza che le auto hanno intasato le strade statali e comunali. Spesso gli aumenti sono dovuti agli stipendi d’oro o per pagare debiti o una gestione scellerata dei concessionari autostradali.

Ilario Simonaggio, segretario della Cgil trasporti del Veneto ha fatto i conti in tasca ai signori dell’asfalto. “In Veneto per 300 chilometri abbiamo avuto, sino a pochi anni fa, 150 consiglieri di amministrazione, spalmati su sei società”. Non che la situazione sia migliorata di molto. Da sei società ora sono calate a cinque in attività, perché il tratto Venezia-Padova è stato inglobato dalla Cav, la Concessioni autostradali venete, che gestisce il Passante di Mestre. Intanto il suo ad, Lino Brentan, è stato condannato in primo grado a quattro anni per corruzione. Per gli inquirenti, l’ad spezzettava gli appalti per non dover fare la gara e affidava i lavori direttamente alle imprese, in cambio di mazzette. Non che sia andata meglio alla Mantovani, una delle più grandi imprese edili italiane e costruttrice del Passante di Mestre. L’ad Piergiorgio Baita, soprannominato “Mr. Appalto”, è finito in manette con Claudia Minutillo, ex segretaria di Giancarlo Galan. Ha già patteggiato a un anno e dieci mesi per frode fiscale e ora i magistrati sono sulle tracce dei fondi neri. Tuttavia la società autostradale Venezia-Padova non è stata sciolta e ha presentato, in consorzio con altre imprese, il progetto per la costruzione di altre due autostrade: la Nogare-Mare Adriatico e il traforo delle Torricelle a Verona. Sempre con la finanza di progetto: le società private ci mettono i soldi per la costruzione in cambio ottengono una concessione anche quarantennale e con i pedaggi ripagano i debiti e fanno profitti. Così si sta costruendo la Pedemontana Veneta, una superstrada a pagamento. Mentre attende la cosiddetta Romea commerciale, un corridoio autostradale da Orte, nel Lazio, fino a Dolo (Venezia), un’opera da 9,8 miliardi di euro e 396 chilometri. Arteria contestata da agricoltori e ambientalisti. È un’opera inutile e dannosa, dicono: dal 2007 il traffico è diminuito del 30 per cento sulle reti autostradali italiane. Però il Cipe ha dato via libera al progetto preliminare. Alla fine, le società autostradali nel Nord-est saranno più prima. Ma chi deve tirarsi fuori dai debiti è la Brescia-Padova, la Serenissima. Sommersa dai debiti per aver creato decine di società fallimentari, la società incassa un milione di euro al giorno di pedaggi ma ha un buco di centinaia di milioni. Gli ex vertici di Serenissima e della controllata Serenissima Costruzioni sono indagati dalla Direzione distrettuale antimafia di Venezia: il sospetto è che abbiano seppellito materiali pericolosi e fanghi inquinanti sotto l’asfalto. Ormai la Serenissima non è più governata da Comuni e Province: quasi tutte le azioni pubbliche sono state vendute e l’azionista di maggioranza è Intesa Sanpaolo, in società con Astaldi costruzioni, Gavio e Mantovani.

Non è un mistero che Intesa e Gavio siano interessate a costruire e a gestire nuove e vecchie autostrade, soprattutto in vista dell’Expo 2015 a Milano. Ma le rogne, per Serenissima, non sono finite. Finora ha avuto il prolungamento della concessione fino al 2015, ma per ottenerne una nuova occorre che si passi alla realizzazione della Valdastico Nord fino a Trento. Ma i trentini non vogliono quell’autostrada.

 

Nuova Venezia – Pedaggi: gli sconti ai pendolari slittano.

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24

gen

2014

TARIFFE AUTOSTRADALI»dopo gli aumenti 

L’Aiscat condiziona il sì al ministro Lupi ad un allungamento delle concessioni. Tosi: il Governo segua l’esempio spagnolo 

VENEZIA – Sì condizionato delle concessionarie autostradali agli sconti sui pedaggi autostradali in favore dei pendolari sollecitati dal ministro Maurizio Lupi alla luce dei rincari scattati il primo gennaio. La riunione plenaria dell’Aiscat – l’associazione che raggruppa 40 società (incluse le venete Cav, Autovie, Serenissima) – ha espresso disponibilità a introdurre le agevolazioni richieste, pur riservandosi una valutazione dettagliata delle singole tratte che presentano condizioni tariffarie e andamenti finanziari molto diversi. La contropartita richiesta ai Trasporti è quella prevista: un allungamento dei tempi delle concessioni che consenta di spalmare più agevolmente gli oneri derivanti dagli investimenti compiuti – un esempio per tutti: la costruzione del Passante di Mestre e i 650 milioni residui che Cav deve rimborsare – abbinata a una sorta di «liberatoria ministeriale» circa i danni erariali derivanti dal calo d’introiti in una congiuntura caratterizzata dalla flessione media del traffico autostradale nell’ordine del 20%. Sui tempi di concessione (attualmente intorno ai quarant’anni con l’eccezione di Cav, penalizzata a quota 23) Lupi ventila l’opposizione dell’Ue in nome della libera concorrenza ma Aiscat ribatte che in Spagna, di recente, un analogo provvedimento è stato adottato senza veti di sorta. Scarni i commenti a conclusione dei lavori. Tra i pochi a parlare, Flavio Tosi, in veste di presidente della Brescia-Padova: «Un incontro interlocutorio ma positiva», il commento del sindaco di Verona, lesto a precisare che «in Italia mediamente i pedaggi sono inferiori a quelli europei e quelli della Brescia-Padova, tra i più bassi del Paese, nel 2014 hanno avuto un aumento del 1,44% appena. Non vorrei che la questione delle tariffe autostradali troppo costose fosse un paravento per eludere il vero problema delle famiglie italiane che è la pressione fiscale eccessiva». Premesso ciò, Tosi apre agli sconti ma detta condizioni: «Siamo disponibilissimi a venire incontro ai pendolari se c’è un patto chiaro con il Governo di Roma che dovrebbe avere lo stesso coraggio di quello spagnolo. L’unica via d’uscita, a costo zero, è l’allungamento delle concessioni e la loro aggregazione. Le altre soluzioni sono improponibili: fare pagare agli altri utenti ciò che si sconta ai pendolari sarebbe ingiusto; e rinunciare a realizzare le opere pubbliche, penalizzando il territorio, non aiuterebbe certamente il Paese». Ora si attende la replica del ministro dei Trasporti, ieri destinatario di un ennesimo sos, stavolta dalla Federazione motociclisti. Alla luce del negoziato che si profila, l’entrata in vigore degli sconti – auspicata da Lupi per l’inizio di febbraio – è destinata a slittare.

Filippo Tosatto

 

Gazzettino – Pedaggi, pronto il ricorso al Tar

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23

gen

2014

DOLO – Opzione Zero scende in campo contro aumenti e mancato arretramento della barriera

Consegnato un dossier alla Procura e alla Corte dei Conti

LA DENUNCIA – I pedaggi sul Passante e sulla Padova-Mestre sono i più cari d’Europa. Sempre meno automobilisti usano l’autostrada

MOBILITAZIONE – In strada il 22 febbraio a Roncoduro

Opzione zero annuncia una manifestazione a Roncoduro , il 22 febbraio, giornata di mobilitazione lanciata dal Movimento No Tav.

MANIFESTAZIONE – Le recenti mobilitazioni contro i rincari dei pedaggi autostradali

Il comitato Opzione Zero sta predisponendo un ricorso al Tar contro lo spropositato aumento dei pedaggi e sul mancato arretramento della barriera di Mestre ed annuncia una manifestazione in zona Roncoduro per il 22 febbraio, giornata di mobilitazione nazionale di tutti i comitati lanciata dal Movimento No Tav.

«Giù le tariffe, i cittadini hanno già pagato il passante con le tasse. Il debito di Cav è illegittimo, si indaghi piuttosto sullo spropositato aumento dei costi per la realizzazione dell’opera».

Il Comitato chiede ad Olaf, organo ispettivo dell’Unione europea, di indagare su possibili episodi di corruzione nella costruzione dell’opera e di verificare i recenti finanziamenti della Bei e di Cassa Depositi e Prestiti a Cav Spa.

Il dossier prodotto è stato spedito alla Procura della Repubblica di Venezia, alla Corte dei Conti italiana e alla Corte dei Conti Europea.

«Il tornello di Vetrego è solo un pretesto – afferma il presidente Mattia Donadel di Opzione Zero – i pedaggi sul Passante e sulla Padova-Mestre sono i più cari d’Europa perché il traffico è in netto calo e la Cav non sa più come restituire i soldi ad Anas, tanto che ora, si è ulteriormente indebitata con Cdp e Bei per 423,5 milioni di euro, e pensa pure di ricorrere ai famigerati Project Bond, una sorta di titoli finanziari legati all’opera».

Rincarano la dose Rebecca Rovoletto e Lisa Causin portavoce del comitato. «L’allargamento del debito produrrà nel breve periodo ulteriori rincari dei pedaggi. Ma quando la situazione diventerà insostenibile allora dovranno risponderne direttamente la Regione Veneto e Anas, i soci di Cav; e a quel punto è facile immaginare cosa potrà produrre: tagli ai servizi pubblici locali come sanità, trasporti e scuole e ancora nuove tasse».

Obiettivo di Opzione Zero è dunque accendere i riflettori a livello europeo su questa situazione esplosiva.

Conclude Rebecca Rovoletto: «È tempo che tutti gli organi di controllo, anche quelli europei, si rendano responsabili di garantire la legalità, e il corretto e trasparente utilizzo del denaro pubblico».

Lino Perini

 

ESPOSTO DEL COMITATO OPZIONE ZERO

MIRANO – Opzione Zero gioca pesante e sul Passante presenta un esposto agli organismi di controllo europeo.

«Giù le tariffe», tuona il comitato che più di tutti ha alzato la voce in questo inizio d’anno contro l’aumento dei pedaggi autostradali, «i cittadini hanno già pagato il Passante con le tasse.

Il debito di Cav è illegittimo, si indaghi sullo spropositato aumento dei costi per la realizzazione dell’opera».

L’esposto coinvolge in particolare la Olaf, l’ufficio europeo per la lotta antifrode, al quale viene chiesto di aprire un fascicolo su possibili episodi di corruzione nella costruzione del Passante e verificare i recenti finanziamenti concessi a Cav, la società concessionaria del tratto Padova-Mestre, dalla Banca europea per gli investimenti e della Cassa depositi e prestiti.

Una battaglia che Opzione Zero non conduce da sola: al suo fianco anche l’associazione Re-Common, il cui obiettivo è sottrarre le risorse naturali alla finanza e la rete europea Counter Balance, impegnata nella campagna per la riforma della banca mondiale.

Le tre associazioni hanno presentato a Bruxelles un dettagliato memorandum, chiedendo all’Olaf di indagare in particolare sul prestito di 350 milioni di euro erogato a Cav dalla Banca europea tramite l’italiana Cassa depositi e prestiti.

Il dossier è stato inviato anche alla Procura della Repubblica di Venezia, alla Corte dei conti italiana e a quella europea.

«Il tornello di Vetrego è solo un pretesto», afferma Mattia Donadel di Opzione Zero, «i pedaggi sul Passante e sulla Padova-Mestre sono i più cari d’Europa perché il traffico è in calo e la Cav non sa più come restituire i soldi ad Anas, tanto da essersi indebitata per 423,5 milioni».

Per Rebecca Rovoletto e Lisa Causin, portavoce del comitato, «Questo produrrà ulteriori rincari dei pedaggi. Quando la situazione diventerà insostenibile, allora dovranno risponderne direttamente Regione e Anas, soci di Cav e a quel punto arriveranno tagli ai servizi pubblici locali come sanità, trasporti, scuole e ancora nuove tasse».

Opzione Zero sta lavorando anche a un ricorso al Tar contro l’aumento dei pedaggi e sul mancato arretramento della barriera di Villabona.

Annunciata poi una manifestazione a Roncoduro per il 22 febbraio, giornata di mobilitazione nazionale di tutti i comitati, lanciata dal movimento No-Tav.

Filippo De Gaspari

link articolo

 

Cliccare qui per vedere la delibera della Corte dei Conti del 22 marzo 2011

Cliccare qui per vedere la delibera della Giunta della Regione Veneto del 16 aprile 2013

Cliccare qui per vedere il dossier presentato da Re:Common e Opzione Zero

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Comunicato Stampa Opzione zero – Re-Common – Counter Balance 22 gennaio 2014

Passante di Mestre: Opzione Zero, Re-Common e Counter Balance presentano esposto agli organismi di controllo Europeo.

Giù le tariffe, i cittadini hanno già pagato il Passante con le tasse. Il debito di CAV è illegittimo, si indaghi piuttosto sullo spropositato aumento dei costi per la realizzazione dell’opera.

Si chiede a OLAF di indagare su possibili episodi di corruzione  nella costruzione dell’opera e di verificare i recenti finanziamenti della BEI e di  Cassa Depositi e Prestiti a CAV SpA.

La Giunta Zaia e il CDA di CAV hanno responsabilità pesantissime, non possono nascondersi dietro a una foglia di fico.

Il comitato Opzione Zero, l’associazione Re:Common, la Rete Europea Counter Balance hanno presentato un dettagliato memorandum a OLAF l’organo ispettivo dell’Unione Europea, chiedendo che indaghi sul prestito di 350 milioni di euro erogato dalla Banca europea per gli investimenti (BEI), tramite l’italiana Cassa depositi e Prestiti, alla compagnia pubblica CAV. Il dossier è stato spedito anche alla Procura della Repubblica di Venezia, alla Corte dei Conti italiana e alla Corte dei Conti Europea.

Partecipata dall’Anas e dalla regione Veneto, la CAV SpA è una società totalmente pubblica creata nel 2008 per la gestione del Passante, della tangenziale di Mestre e del tratto di autostrada Padova-Mestre. La convenzione tra CAV e ANAS (società anche questa pubblica) approvata nel 2011, prevede che CAV restituisca ad ANAS circa 1 miliardo di euro entro il 2032 attraverso il gettito dei pedaggi autostradali. Si tratta della somma anticipata dalla stessa ANAS per la costruzione dell’opera.

Il tornello di Vetrego è solo un pretesto – afferma Mattia Donadel di Opzione Zero-   i pedaggi sul Passante e sulla Padova-Mestre sono i più cari d’Europa perché il traffico è in netto calo e la CAV non sa più come restituire i soldi ad ANAS, tanto che ora, si è ulteriormente indebitata con CDP e BEI per 423,5 milioni di euro, e pensa pure di ricorrere ai famigerati Project Bond, una sorta di titoli finanziari legati all’opera. Ma lo capiscono anche i bambini che di debito in debito il buco si allarga sempre di più. Su questa vicenda sia la Giunta Regionale di Zaia sia il CDA di CAV hanno responsabilità precise e pesanti”.

Rincarano la dose Rebecca Rovoletto e Lisa Causin portavoce del Comitato: “l’allargamento del debito produrrà nel breve periodo ulteriori rincari dei pedaggi per spremere le tasche dei cittadini, che il Passante però lo hanno già pagato con le tasse. Ma quando la situazione diventerà insostenibile allora dovranno risponderne direttamente la Regione Veneto e ANAS, i soci di CAV; e a quel punto è facile immaginare cosa potrà produrre: tagli ai servizi pubblici locali come sanità, trasporti e scuole e ancora nuove tasse”.

Obiettivo di Opzione Zero, Re-Common e Counter Balance è dunque accendere i riflettori a livello europeo su questa situazione esplosiva.

Nel dossier (in allegato l’estratto) si fa riferimento al dettagliato rapporto della Corte dei Conti, che nel marzo del 2011 aveva sollevato forti dubbi su vari aspetti della costruzione e della gestione dell’opera: mancati controlli, uso smodato degli strumenti emergenziali, aumento ingiustificato dei costi, possibilità di infiltrazioni della criminalità organizzata nella concessione dei subappalti. D’altra parte proprio la Mantovani SpA e la FIP Industriale, società gemelle entrambe protagoniste nei lavori di costruzione del Passante, sono al centro di importanti inchieste della Magistratura veneziana e di quella siciliana: nel febbraio 2013 viene arrestato Piergiorgio Baita ex AD della Mantovani per false fatturazioni e corruzione; mentre lo scorso ottobre, l’amministratore delegato di una delle società del consorzio, FIP Industriale, è stato arrestato dalle autorità anti-mafia di Catania con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa legato alla costruzione della tangenziale di Caltagirone in Sicilia. Nonostante ciò, la BEI è andata avanti con l’erogazione del prestito, effettuata nell’aprile del 2013. 

Continua Rebecca Rovoletto: “Innumerevoli sono state le occasioni in cui comitati e gruppi di azione civile hanno denunciato pubblicamente e apertamente l’opacità del sistema politico-affaristico instaurato dai potentati che da vent’anni governano la Regione del Veneto. Opacità nelle procedure, negli affidamenti di appalti, nella gestione delle opere pubbliche e delle risorse economiche, nell’utilizzo forzato di strumenti tecnico-legislativi emergenziali. Ilsistema veneto” è strutturalmente corrotto e il caso del Passante di Mestre e della gestione CAV ne sono uno degli emblemi. È tempo che tutti gli organi di controllo, anche quelli europei, si rendano responsabili di garantire la legalità, e il corretto e trasparente utilizzo del denaro pubblico”.

Sono anni che ci viene detto ‘l’Europa ce lo chiede’” ha dichiarato Antonio Tricarico di Re:Common. “Questa volta siamo noi, cittadini italiani vittime della corruzione del ‘sistema Veneto’, a chiedere all’Europa di investigare le responsabilità dirette di funzionari della Banca europea per gli investimenti che hanno concesso fondi, nonostante i magistrati italiani avessero già scoperchiato la pentola sulla corruzione che riguarderebbe la CAV e il Passante di Mestre”.

Se l’OLAF è un’istituzione seriamente impegnata nella lotta alla corruzione e al riciclaggio, dimostri che la Bei viene trattata e indagata al pari delle altre istituzioni europee e almeno per una volta faccia pagare anche ai responsabili della Banca a Lussemburgo il fatto di non aver controllato adeguatamente l’uso dei soldi pubblici che gestiscono, andando poi a legittimare l’ormai diffusa corruzione italiana ha aggiunto Elena Gerebizza sempre di Re:Common.

Intanto Opzione Zero sta lavorando per mettere punto un ricorso al TAR sullo spropositato aumento dei pedaggi e sul mancato arretramento della barriera di Mestre. Annunciata poi una manifestazione in zona Roncoduro per il 22 febbraio, giornata di mobilitazione nazionale di tutti i comitati lanciata dal Movimento No TAV.

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